6 buone abitudini per un trekking a impatto zero

Trekking impatto zero

Chi ama la natura non lascia tracce del suo passaggio. Ma non è così semplice avere coscienza dell’impatto ambientale quando si fa un’escursione o un trekking: ci sono cose ovvie, come non gettare nulla per terra, ma altre meno immediate, come per esempio il rispetto delle fonti d’acqua. E allora per un vero trekking a impatto zero ecco 6 buone abitudini da cominciare a mettere in pratica subito.

Rimanere sul sentiero

I sentieri si sono formati nel corso dei secoli nei punti di minor erosione del terreno: la saggezza di chi prima di noi ha attraversato quegli ambienti naturali ha fatto in modo di tracciare itinerari lungo linee non solo più semplici da percorrere ma anche più stabili. Certo esplorare è parte dell’avventura, purché si tenga presente che uscire dal tracciato non significa solo avere un’impatto immediato sulla natura spontanea ma anche rischiare di aprire vie più instabili e meno sicure.

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Stare a distanza dalle fonti d’acqua

L’acqua è un bene comune, anche della fauna che abita le aree naturali e montane. Per quanto sia comodo pensare di accamparsi vicino a una sorgente, questo potrebbe spaventare gli animali fino a indurli a pensare che quella fonte di acqua non sia più sicura per loro. Per questo è bene fermarsi sempre a una certa distanza dalla fonte d’acqua per non lasciare troppe tracce del nostro passaggio, evitare di usare la fonte o il corso d’acqua per lavare stoviglie o indumenti ma piuttosto prelevare la quantità d’acqua necessaria e sufficiente per lavare se stessi e le proprie cose disperdendola poi nel terreno e non nello stesso corso d’acqua.

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Non raccogliere nulla

Fiori, piante, pietre, rami vanno lasciati dove sono. Non solo perché è giusto che la natura faccia il suo corso nel ciclo naturale di vita, morte e rigenerazione, ma anche perché prelevare qualcosa e trasportarlo in un altro ambiente significa alterare l’equilibrio di entrambi gli habitat. Se non bastano lo sguardo e la memoria, una fotocamera è lo strumento giusto per portare a casa qualche souvenir.

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Usare attrezzatura eco & fair

Greenpeace sta conducendo una forte campagna contro l’uso dei PFC nell’industria outdoor (ne abbiamo parlato qui). Il problema c’è, è reale, ma parimenti la sensibilità ambientale di molti marchi è concreta e in aumento: vivere la natura a impatto zero significa anche dotarsi di abbigliamento, calzature e attrezzatura che lungo la propria filiera produttiva e il proprio ciclo vitale riducono al minimo, se non a zero, il proprio impatto ambientale. Basta leggere le etichette e cercare le certificazioni ambientali, non fermandosi solo al colore o al design.

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Non lasciare nulla in giro

E niente significa niente: non cartacce, non plastica, non mozziconi di sigarette, ovvio. Ma nemmeno la buccia di una banana, che ci mette 2 mesi a decomporsi e attira tonnellate di formiche.

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Non accendere fuochi

Banale, spesso ben segnalato, ma sempre utile da ripetere: il rischio di incendi è sempre incalcolabile ed è comunque più importante dell’idea romantica del fuoco acceso a rischiarare la sera. E a meno di necessità inderogabili è sempre bene evitare di accendere fuochi anche per mangiare: meglio premunirsi con cibo da consumare senza cottura.

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