8 consigli per comprare lo smartwatch o il fitness tracker

Consigli scegliere orologio bracciale sport

Il mondo dei wereable, dai braccialetti fitness agli activity tracker fino ai veri e proprio sportwatch con funzioni smart è in continua e veloce evoluzione e non è facile, nel caso in cui si voglia acquistare uno smartwatch o un fitness tracker, districarsi tra funzioni, modelli e prezzi anche molto diversi tra loro. Fondamentalmente però bisogna partire dalle proprie esigenze, avendo ben chiaro in testa che cosa vogliamo da questi dispositivi, per cosa li useremo e, indicativamente, il range di prezzo all’interno del quale siamo disposti a fare l’acquisto.

Vediamo allora alcuni consigli ragionati sulle caratteristiche e funzioni da considerare quando si vuole acquistare un orologio per fare sport o un bracciale per il fitness.

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I consigli per scegliere lo smartwatch sportivo o il bracciale fitness tracker più adatto alle proprie esigenze

Per decidere se prendere un orologio sportivo con notifiche smart o un braccialetto fitness che traccia le nostre attività quotidiane bisogna tener conto di almeno 9 caratteristiche tecniche che possono soddisfare o meno le nostre esigenze: notifiche smart, accelerometro, Gps, cardiofrequenzimetro, compatibilità con lo smartphone e/o con App di terze parti, impermeabilità o resistenza ad acqua, polvere e urti, il cosiddetto BAC (bussola, barometro e altimetro), le funzioni specifiche al suo interno (per esempio il calcolo della Vo2max o la possibilità di scaricare mappe Gps) e non ultima l’ergonomia e leggibilità dello schermo.

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Notifiche smart su orologi e bracciali per fitness e sport

Fondamentalmente la funzione delle notifiche smart significa che lo sport watch o il fitnessbrand è in grado di dialogare con il nostro smartphone e visualizzare notifiche come chiamate in arrivo, messaggistica varia (mail, WhatsApp, sms, etc) e anche social (da Facebook a Twitter, etc). Esclusi alcuni modelli di fascia davvero bassa e di primo prezzo, ormai ce l’hanno quasi tutti, per cui occorre valutare la compatibilità tra smartphone e orologio o bracciale (non scontata, anche in base al sistema operativo utilizzato come Android, iOs per Apple, Windows phone o addirittura BlackBerry, per chi ancora lo usa), l’eventuale necessità di installare l’App dedicata o meno e, non banale, la leggibilità del display: avere le notifiche su un display piccolo e poco leggibile diventa quasi inutile, soprattutto mentre si corre o pedala o ci si allena (al netto che in quei casi si può anche evitare di controllare la posta elettronica…).

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Fossil Q Grant_FTW2107

Il Fossil Q è uno smartwatch da uomo, con notifiche dallo smartphone e misurazione dell’attività, che però non ha né Gps né cardiofrequenzimetro. Costa 249 euro.

Accelerometro

È il dispositivo tecnologico che permette di stimare il numero di passi effettuati. Si tratta di uno strumento meccanico collegato a un software che, in base all’altezza, al peso e all’età che mettiamo nella prima configurazione del bracciale o orologio, poi stimerà quanto ci muoviamo. È una stima, non una misurazione precisa come quella del Gps, e per questo relativamente poco attendibile: ci sono accelerometri di bassa qualità che non ripuliscono i falsi segnali (per esempio il movimento del braccio sul volante) e altri più sofisticati che riducono il margine d’errore. In breve: un dispositivo con solo accelerometro che costa poche decine di euro è molto probabile che sarà molto impreciso. Se si vuole una idea generale, può anche andar bene; se si pretende una misurazione precisa decisamente no.

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FitBit Charge 2

Il Fitbit Charge 2 non ha il Gps integrato ma solo l’accelerometro. Se vuoi la funzionalità Gps la devi condividere con quella dello smartphone, tramite la App. Costa 128 euro.

Gps

È Il dispositivo tramite il quale l’orologio o il bracciale si agganciano al satellite e tracciano e misurano le distanze percorse con una precisione di alcuni metri. Inutile dire che un Gps dentro un dispositivo da polso costa (e il prezzo complessivo supera sicuramente i 100 euro almeno) ma è l’unico sistema per sapere esattamente la strada che si è percorsa correndo, camminando o in bicicletta. Alcuni Gps sono in grado anche di dire il dislivello (se si sale o scende rispetto al punto di partenza) ma non tutti. Serve? Per chi corre assolutamente sì, altrimenti non si sapranno mai i Km e le velocità, complessive o parziali; sicuramente anche per chi va in bici (soprattutto se si usano potenziometri per pedali e altri dispositivi specifici per il ciclismo) e per chi cammina, anche in montagna (ma potrebbero essere necessarie anche altre funzioni che vediamo dopo).

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Garmin Vivoactive HR

Il Garmin Vivoactive HR ha sia il Gps che il cardiofrequenzimetro oltre a programmi per la misurazione dell’attività sportiva e le notifiche smart. Costava 269 euro ma si trova a 190.

Cardiofrequenzimetro

È La funzione che può fare davvero la differenza. Ora, detto che un cardiofrequenzimetro da polso (ma anche negli auricolari come questi) al momento non è preciso come una fascia cardio toracica, è indubbio però che la misura della frequenza cardiaca è l’unica vera qualitativa per valutare i propri allenamenti, molto più delle distanze e dei dislivelli misurati con il Gps. In commercio esistono sportwatch e sportband con cardiofrequenzimetri a 3, 4 e 6 Led (l’unico al momento è il Polar M430 che abbiamo recensito qui). Ovviamente più Led significa maggior accuratezza e anche un costo maggiore. Inoltre il cardiofrequenzimetro è l’unico dispositivo che può stimare davvero la qualità del sonno. Senza di questo semplicemente si contano le ore passate a letto.

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Recensinoe Polar M430

Il Polar M430 ha un cardiofrequenzimetro a 6 Led, Gps, notifiche smart e software per l’analisi dei dati d’allenamento. Costa 229 euro.

Compatibilità

La compatibilità è un piccolo grande problema tecnologico. Non inficia la qualità del dispositivo ma può limitarne l’uso: ci sono orologi e bracciali compatibili con smartphone solo di uno o alcuni sistemi operativi (iOs per Apple, Android per molte marche, Windows come Android e raramente Blackberry) e/o compatibili solo con alcune App di terze parti tipo Strava, Runtastic, etc. È bene controllare le specifiche, sulla confezione o sui siti ufficiali, prima di procedere all’acquisto.

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Impermeabilità e resistenza ad acqua e polvere

Un orologio o bracciale impermeabile non è detto che si possa immergere in acqua o usare per nuotare: magari resiste solo agli schizzi, come quando si lavano le mani. Tutto dipende dalla certificazione, che è uno standard internazionale e usa dei codici riportati sulla confezione dell’oggetto: sono le lettere IP seguite da 2 numeri; il primo segnala la protezione da polvere e sabbia (fino a 5 non resiste, da 6 a 9 è stagno), il secondo all’acqua (da 7 si può usare per nuotare, per le immersioni è diverso perché dipende dalla pressione data dalla profondità; se compare la lettera X al posto di uno o entrambi i numeri significa che non è resistente (e dovrebbe costare anche molto poco…).

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Mares Smart Diving

Il Mares Smart Dive è un orologio specifico per immersioni. Costa 508 euro.

Bussola, barometro e altimetro

Sono 3 funzioni chiamate BAC in inglese che normalmente si trovano solo sugli orologi da escursionismo di alta gamma. Sono utili, a patto di saperle leggere e usare (per esempio per prevedere il meteo, come spiegato qui) e che chiaramente fanno lievitare il prezzo.

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Suunto TRaverse

Il Suunto Traverse è un orologio specifico per le escursioni outdoor dotato di bussola, altimetro, barometro oltre di Gps e altre funzioni avanzate. Costava 419 euro, si trova a 275

Qualità dei materiali

Per qualità di materiali si intende almeno quella percepita da chi usa il dispositivo, ovvero cinturino, plastiche o altro per la cassa e schermo. Il cinturino è normalmente in gomma, e dovendoci sudare è bene che sia anallergica per evitare arrossamenti (normalmente è specificato). I materiali della cassa sono indicati ma forse è solo quando si tocca il dispositivo che ci si può fare un’idea. Per quanto riguarda il display invece sono da considerare le dimensioni e l’angolo di leggibilità e decidere se il touch, come sullo smartphone, è una caratteristica utile o esiziale per sé.

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