Chi decide i nomi degli uragani?

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La stretta attualità è quella del dramma che stanno vivendo moltissime persone in questi giorni nelle isole caraibiche e lungo la costa sud-est degli Stati Uniti a causa dei violenti uragani che si sono abbattuti e che si stanno abbattendo in quella parte del mondo. Certo non è facile abbinare ad un nome dolce come Irma o come Harvey, quest’ultimo ricorda un grosso  e tenero  coniglio bianco immaginario in un film degli anni 50, a eventi catastrofici di tale portata, ma siamo ormai abituati a identificare questi fenomeni atmosferici chiamandoli per nome, anche se questo nome sembra quello della zia o della nonna.

La scelta di dare un nome agli uragani è per individuarli con maggiore semplicità e immediatezza, mentre nello specifico i nomi appartengono a una lista che si ripete ogni sei anni, alternando quelli maschili e quelli femminili. In effetti se si prova ad elencarli sembrano più un gruppo di ‘amici’ che uragani che hanno flagellato coste e paesi su tutta la Terra: Matthew, Katrina, Sandy o Nicole. Alcuni di questi sono rimasti impressi nella nostra memoria e vengono associati alla distruzione che hanno lasciato dietro di loro, altri come Alex o Fiona, sono stati dimenticati, restando semplicemente dei nomi.

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Una lista che si ripete ogni sei anni

Questi nomi, sebbene possano apparire come una scelta arbitraria, obbediscono invece ad una strategica lista di classificazione che permette agli scienziati di evitare confusione, mentre alle persone di ricordarli e relazionarli ai fatti facilmente. Esiste una lista di nomi per i cicloni tropicali dell’Atlantico che è stata creata dal Centro Nazionale degli Uragani degli Stati Uniti nel 1953. Ogni anno, gli uragani che si formano man mano vengono organizzati in ordine alfabetico, senza includere le lettere Q, U, X, Y e Z, alternando un nome maschile a un nome femminile.

Quest’anno, ad esempio, sono stati utilizzati Alex, Bonie, Colin , Danielle, Earl, Fiona, Gastón, Hermine, Ian, Julia, Karl, Lisa e Matthew. Di questa lista, poiché l’ultimo è quello che ha lasciato dietro di se’ più distruzione e morte, è molto probabile che sia anche l’unico che verrà ricordato. Poiché i nomi, anche con combinazioni in inglese, spagnolo e francese, dopo un po’ finiscono, le autorità meteorologiche, dopo sei anni, ripartono usando, di nuovo in ordine alfabetico, la stessa lista. Questo significa che alcuni uragani che abbiamo identificato con uno specifico nome nel 2010, sono stati ripresi anche lo scorso anno, nel 2016.

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Le eccezioni come Katrina e Matthew

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Esistono però delle eccezioni come nel caso dei nomi Katrina e Matthew, che a causa della forza devastante che hanno avuto e i danni che hanno provocato, non saranno più utilizzati. Il loro impatto anche a livello di comunicazione mediatica li ha fatti diventare unici nella storia degli uragani. E’ appunto il caso del nome Katrina, l’uragano che ha provocato più di 2000 morti a New Orleans nel 2005, che è stato cancellato dalla lista, usando in sua sostituzione Katia, un piccolo ciclone del quale nessuno ha mai parlato e che si è verificato sei anni dopo, nel 2011. Succederà, probabilmente, la stessa cosa con Irma e gli effetti che ha provocato nel suo tragico tragitto lungo le isole caraibiche e le coste di Cuba e America.

Inizialmente gli uragani venivano classificati di più con nomi femminili, specie nella Seconda Guerra Mondiale, quando i meteorologi dell’esercito statunitense erano soliti dare loro il nome della madre o della fidanzata. Dal 1970 sono entrati nella lista più spesso i nomi maschili, anche per cercare di evitare un disequilibrio di genere.  Proprio il genere pare creare a livello popolare, e forse inconsciamente, anche un atteggiamento diverso nei confronti di questi fenomeni atmosferici. Uno studio dell’Università dell’Illinois, che lascia però spazio a qualche dubbio, ha evidenziato che gli uragani con nomi femminili sono stati spesso quelli che hanno fatto più danni, anche perché, essendo classificati con un nome di donna, le persone li hanno considerati meno pericolosi e, per questo motivo, non si sono preparati nel modo giusto per affrontarli.

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A parte questo aspetto ‘popolare’ gli scienziati del Centro Nazionale degli Uragani degli Stati Uniti, lontani dall’occuparsi di queste minuzie, hanno continuato ad alternare i nomi degli uragani, preoccupandosi di informare sulla loro potenza e sui possibili danni che possono provocare, al di là che si chiamino Matthew o Ernestina…

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