Londra a piedi in un giorno, camminare 20 km per vedere (quasi) tutto

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Vedere l’essenziale nella City facendo un bell’allenamento fisico. L’abbiamo provato, ecco come fare.
Perché sì, si può fare. I parchi, il Tamigi, la City, Buckingham Palace e Trafalgar Square, ma anche i quartieri hipster. Vedere le cose essenziali di una grande città in una giornata, facendo allo stesso tempo un grande allenamento fisico. E non è roba da turistoni che girano il centro in 2 ore sul bus ‘sightseeing’ scoperchiato; è più un’esperienza: fisica, sensoriale, mentale, narrativa.

 

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Perché vedere le città a piedi

Certo per conoscere una città serve più tempo, la possibilità di fermarsi a respirare l’atmosfera dei luoghi, visitare monumenti (sopra un murales di Brick Lane), musei e edifici clou, sostare nei locali e ristoranti per capire come mangia e si diverte la gente del posto. Insomma ci vogliono giorni. E una guida come quella della Lonely Planet.

Ma se hai pochi, o anche uno solo, oppure se vuoi avere una panoramica generale in poche ore per poi dedicarti a singoli quartieri o attrazioni, non c’è niente di meglio che una lunga esplorazione a piedi.
Abbiamo visto che bastano 10 minuti di passeggiata alla settimana per essere felici, e che l’OMS consiglia di fare 10mila passi al giorno per mantenersi in forma dal punto di vista cardiovascolare: noi ci siamo messi alla prova camminando per circa 20 chilometri (ma volendo anche di più) in una giornata, nel centro di Londra.


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Come girare Londra in un giorno facendo 20 km a piedi

Nella nostra esplorazione a piedi della capitale inglese (sopra il percorso, più o meno), che non può che esser parziale, siamo passati per i punti di interesse imperdibili come le vie della City, i grandi parchi, Buckingham Palace e le attrazioni sul Tamigi. Ma anche quartieri emergenti come Shoreditch, l’intramontabile Covent Garden, l’area dei nuovi grattacieli nei presi di Tower Bridge, alcune chicche come le Inner Courts.

Senza entrare nei musei, gallerie, grandi magazzini e edifici che prevedono soste lunghe, ecco i nostri consigli sul percorso da fare, che si può fare partendo da qualsiasi punto sulla mappa, percorrere a ritroso, aggiungere o togliere tratti a piacere, saltare da un punto all’altro (magari usando qualche mezzo, non è un peccato mortale). Basta che si cammini con passo e cuore leggeri.

Non si tratta di una marcia forzata ma un lungo e a volte intricato e illogico da flâneur (ma perdersi è il bello del viaggio) che alla fine vi ripagherà ampiamente. Stanchi, allenatissimi e felici.

 

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Da Temple a Piccadilly Circus

Un buon punto di partenza è la stazione della metropolitana di Temple. Appena usciti gli appassionati di tè possono fare sosta allo shop ufficiale di Twinings, poi si va diretti verso le Inner Courts, il quartiere ‘giudiziario’ di Londra dove hanno sede le corti in cui si dibattono i casi.
Verso la tarda mattinata dei giorni lavorativi vengono aperti i giardini interni delle corti e si può passeggiare fra un cortile e l’altro, il tutto molto inglese e sobriamente elegante. Consigliato e sorprendente per chi vuole vedere una Londra autentica. In zona si trova anche la chieda dei templari in cui sono state girate sequenze del Codice da Vinci.

 

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La zona di Covent Garden

Da lì si punta a ovest verso il mercato coperto del Covent Garden (molto turistico), andando a zig zag fra le grandi arterie (Drury Lane, Bow Street) e le viuzze popolate di ristorantini etnici e negozi di artigianato, ma anche musei e teatri che mettono in scena gli splendidi musical londinesi. Un passaggio obbligato è il quartiere cinese, a nord di Charing Cross, con le classiche lanterne rosse e le macellerie che espongono carni in vetrina.

In un modo nell’altro si sfocia a Piccadilly Circus, una delle piazze più iconiche di Londra.

 

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Soho, i parchi e Westminster

Da Piccadilly si sale per il curvone di Regent Street, una sfilza di negozi un tempo di lusso, ora più popolari. Meglio deviare a destra per il quartiere di Soho, tornato in auge da tempo dopo i fasti dell’epoca punk e una ventennale decadenza, dove si respira un’aria più frizzante e creativa, con baretti e negozi di arte e artigianato.

 

Mayfair e Hyde Park

Ora si entra nella zona nord del centro, quella più verde e elegante. Se salire fino a Regent’s Park vi sembra un po’ lunga (ma chi ama storia, arte e letteratura non può perdere Fitzrovia), meglio buttarsi sul lato ovest di Regent Street e puntare verso Hyde Park slalomeggiando per le strade chic di Mayfair.

Una volta nel parco (non è necessario entrare a Marble Arch, che non è niente di che) ci si può muovere anche in bici (è davvero grande) affittandole a ore in corrispondenza di alcuni ingressi. Da non perdere il Princess Diana Memorial, una fontana percorribile in riva al lago Serpentine, ideale per una sosta e per rinfrescarsi i piedi camminando sulle pietre bagnate dall’acqua fredda.

 

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Deviazione a Notting Hill

Una bella deviazione (meglio in bici) è a nordovest del parco verso Notting Hill, quartiere bijou pieno di locali e bistrot eco-bio e sede del leggendario Portobello Market, dove trovare qualsiasi cosa, dall’abbigliamento vintage alle sneaker a basso prezzo, dall’antiquariato alla paella valenciana (le migliori bancarelle sono quelle sotto al cavalcavia in fondo a Portobello road, a destra e sinistra).

 

Parchi, palazzi, piazze

Ora direzione sud, passando per la zona ‘reale’ di Londra, ovvero l’Arco di Wellington, Green Park, Buckingham Palace, St. James Park e le aiuole fiorite. Su fino agli edifici delle guardie a cavallo, poi  Trafalgar Square, simbolo dell’orgoglio inglese, e poi giù fino al Tamigi, nella zona del Big Ben e del Palazzo di Westminster, altra icona londinese (sopra una foto della Transcontinental Race, che parte dal cuore della City).

 

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South Bank, Tower Bridge, Brick Lane

Il lato migliore per passeggiare sul Tamigi è quello a sud, dove c’è una lunga e ampia passeggiata pedonale che tocca i punti più interessanti: la ruota panoramica, il teatro Shakespeare Globe (la replica in legno e paglia del teatro elisabettiano dove il bardo metteva in scena le sue opere) la galleria Tate Modern (prendete un cappuccino all’ultimo piano per la vista su tutta la città) e gli affascinanti edifici in pietra dei docks portuali, che oggi ospitano gallerie, enti publici e locali.
Sulla sinistra scorrono tutti i ponti più famosi, dal Blackfriars al Millennium al London Bridge.

 

 

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Mercatino gourmet e business district

Il Borough Market, sotto il ponte della ferrovia, è la meta ideale per un pasto di qualità facendo social watching in mezzo ai londinesi e ai lavoratori del distretto finanziario dei grattacieli dei dintorni come lo Shard, il più alto della città, a piramide. Dalle 18 il mercato chiude ma la folla aumenta ancora di più per i tanti pub che offrono birra (imperdibili le birre ale, leggerissime perché spillate a pompa).

(Gli amanti delle zone portuali possono proseguire oltre il Tower Bridge fino a Canary Wharf, sul north bank, dove c’è il Museum of London Docklands, ma è davvero lunga, roba che ci si avvicina alla maratona.)

 

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Shoreditch e i murales

Passato il ponte della Torre si può proseguire puntando a nord verso Whitechapel e i quartieri di Brick Lane e Shoreditch, un tempo poveri e ora rinati a nuova vita culturale con mercatini, locali hipster, piccole gallerie, murales (in queste zone ha lavorato molto Banksy) e un’effervescenza sociale dovuta alla presenza di molte etnie diverse. Muoversi fra Brick Lane e Hoxton è una ventata di aria fresca mescolata a profumi di curry.
Alcune organizzazioni studentesche propongono tour dedicati ai murales dell’east end.

 

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Chelsea e Battersea

Dopo questo tour da più o meno 20 chilometri (a seconda delle deviazioni e delle soste) è più che lecito riprendere i mezzi pubblici, magari per esplorare la zona di Chelsea-Fulham, tra il suggestivo cimitero di Brompton (nella foto, dove nel weekend si fanno i picnic), l’arteria di King’s road fino a Sloane Square. Ma anche il lungo fiume di Battersea con la Centrale elettrica resa celebre dalla copertina del disco Animals dei Pink Floyd (1977).

Ma se ve la sentite di camminare ancora, è solo un’altra oretta in più. 
In fondo, lo dice anche la scienza: camminare è la miglior medicina del mondo.

 

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(foto Martino De Mori per Sportoutdoor24)

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