I consigli su come proteggere lo zaino dalla pioggia

Consigli su come proteggere lo zaino dalla pioggia

Quando si parte per un’escursione, lunga o corta che sia, bisognerebbe sempre pensare a come proteggere dalla pioggia lo zaino. In montagna infatti il meteo può cambiare repentinamente e non c’è niente di peggio del ritrovarsi con le proprie cose bagnate dentro lo zaino. Che siano il pile di ricambio per una sola giornata in montagna o fotocamera, mutande, calze, sacco letto e le cose indispensabili per un trekking di più giorni tra rifugi, trovare il modo di riparare dall’acqua ciò che abbiamo messo dentro lo zaino dovrebbe essere sempre in cima ai nostri pensieri.

Gli zaini infatti non sono mai perfettamente impermeabili, a meno di non prenderne uno con membrane davvero impermeabili impermeabili come OutDry, ed è bene non fidarsi troppo della loro protezione DWR: l’uso, lo sfregamento a terra, la quantità d’acqua che scende potrebbero far bagnare quello che abbiamo messo al suo interno, procurandoci non pochi guai. Vediamo allora, dall’interno all’esterno, alcuni consigli su come proteggere lo zaino dalla pioggia.

Come riparare lo zaino dalla pioggia

Per riparare lo zaino dalla pioggia può essere utile seguire qualche consiglio su come si prepara lo zaino, partendo da come si mettono le cose al suo interno e procedendo poi verso l’esterno. Vediamo come fare in dettaglio.

Imbustare tutto in sacchetti impermeabili

C’è un modo per preparare bene lo zaino, che abbiamo spiegato qui. Ma soprattutto, per proteggere dall’acqua le cose dentro dello zaino, è utile mettere tutto ciò che si potrebbe bagnare all’interno di sacchetti impermeabili. Certo non le borracce per l’acqua, ma cartine e mappe cartacee, fotocamera e altri dispositivi tecnologici come i caricabetterie, e tutti gli indumenti andrebbero imbustati. Si possono usare banalmente i sacchetti di plastica per congelare gli alimenti avendo l’accortezza di dividere con metodo le cose: cartine e documenti in una busta, intimo e calze in un altra, abbigliamento tecnico in una terza e così via. Un’alternativa più costosa è usare i drysac, o inner bag o liner che dir si voglia: si possono comprimere fino a creare una specie di sottovuoto, hanno la chiusura stagna tipo sacche nautiche, le cuciture nastrate ed esistono di diversi litraggi e colori, per rendere più facile ritrovare le cose dentro lo zaino.

Drysack Osprey

Un drysack come questo di Osprey 100% impermeabile, con chiusura stagna rolltop e cuciture nastrate, costa circa 20 euro.

Usare le rain cover

Le rain cover sono quelle coperture esterne, in materiale impermeabile ed elastico, che si trovano già incorporate nei migliori zaini da trekking in commercio (di solito si trovano in una tasca alla base, talvolta in una nella chiusura superiore) ma che si possono anche comprare in un secondo momento. È importante averle sempre a portata di mano, magari in cima a tutto per essere estratte in fretta in caso di necessità. Attenzione ad acquistarle della misura adatta a quella del proprio zaino (e se vuoi qualche consiglio su come scegliere lo zaino da trekking più adatto per andare in montagna, puoi leggere qui).

Coprizaino Vaude

Una rain cover come questo coprizaino di Vaude, con busta in cui riporlo ed elastici per fissarlo allo zaino, costa tra i 20 e i 30 euro a seconda delle dimensioni.

Coprire tutto con la mantella

Gli escursionisti, quando si parla di mantella, si dividono in due fedi distinte: quelli che mai nella vita, perché basta e avanza il guscio impermeabile e traspirante, e quelli che la mantella sempre e comunque, così si copre tutto e funziona meglio dell’ombrello. Comunque la si pensi, la mantella permette di coprire anche lo zaino e, come terzo strato di copertura dalla pioggia, assicura davvero che tutto arrivi asciutto a destinazione.

Mantella Poncho Ferrino impermeabile trekking

Questa mantella di Ferrino, con apertura frontale e cuciture nastrate, chiusure a velcro sui polsi e spazio per lo zaino, costa circa 50 euro.

Fare la manutenzione allo zaino

Lo zaino non andrebbe praticamente mai lavato, se non a mano, con acqua fredda o al massimo tiepida, e al massimo con del sapone neutro e specifico per capi e attrezzatura outdoor e una spazzola. Tuttavia di tanto in tanto può essere utile pulirlo al fine di ravvivarne la protezione DWR: esistono infatti in commercio degli spray che possono rinnovare il trattamento impermeabilizzante dei capi outdoor e degli zaini. È bene non fidarsi al 100%, perché rimane pur sempre un lavoro casalingo e non professionale, tuttavia quando gli zaini cominciano ad avere parecchie ore di utilizzo o qualche anno d’età può essere utile rifare il trattamento DWR.

Credits photo: Outdoor Research. Leaning Towers, British Columbia // Forest Woodward, Jenny Abegg, Graham Zimmerman, Alix Morris

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