Isole Cies, come fare una vacanza con i bambini nei Caraibi d’Europa e tornare più felici

Isole Cies - foto Martino De Mori

Perché le Isole Cies?

Perchè sì.  A marzo 2017 me ne aveva parlato un’amica che a sua volta ne aveva sentito parlare da amici che ci erano stati. Così mi sono ricordato dell’articolo del Guardian che avevo incrociato mesi prima, dove si parlava delle Islas Cies come di una delle spiagge più belle del mondo. Ricerca su Google: un posto relativamente vicino alla civiltà ma anche totalmente fuori dalla civiltà (niente auto, niente case, solo camping, niente fronzoli, vita spartana).

Un posto piccolo, strano, vagamente misterioso, poco frequentato. Immaginiamo onde, vento, spiagge e boschi, tuffi e camminate, caldo-freddo, sole-nuvole-nebba-pioggia.
Colpo di fulmine, decisione, prenotazione.

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Isole Cies - foto Martino De Mori

Con i bambini?

Giacomo ha 10 anni, Olivia 8. Da genitori backpacker io e Caterina vogliamo trasmettere ai bambini la bellezza del viaggio zaino in spalla (quelli piccoli, da bagaglio a mano). Con continui spostamenti, tanti mezzi da inseguire, improvvisazione, deviazioni. Di quelli un po’ faticosi sia fisicamente che psicologicamente.

Le Cies ci sembrano perfette per insegnare loro ad adattarsi, arrangiarsi, aspettare, annoiarsi (niente tv o videogame), camminare, osare. Sull’isola scopriremo che non ce ne sono tanti, di bambini; più che altro gruppi di giovani e trekker di mezza età. Meglio. E nessun italiano.: ancora meglio.

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Isole Cies - foto Martino De Mori

Come arrivare

Il modo migliore per raggiungere le Cies è volare a Vigo (Ryanair), prendere un autobus per il porto turistico e imbarcarsi su un traghetto delle diverse compagnie locali, che partono circa ogni ora (con la Mar de Ons i bambini sotto i 12 anni viaggiano gratis). Meglio prenotare prima, sia per avere la sicurezza del viaggio in alta stagione (l’ingresso è limitato a circa 2mila persone al giorno), sia perché la biglietteria è spesso intasata e dalla gestione un po’ improvvisata. Partiti da Orio al Serio alle 7 del mattino, siamo sull’isola attorno alle 12.

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Vigo to Islas Cies

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Un viaggio nel viaggio

Proprio per la velocità con cui si riesce a partire da casa e sbarcare in un mondo così remoto, le Cies possono essere una meta perfetta per un weekend. Due giorni selvaggi e poi di nuovo a Vigo per il ritorno. Ma spingersi fino a qui per visitare solo le Cies durante una vacanza lunga è un po’ un peccato. Così elaboriamo un percorso che dopo le isole scenda in Portogallo con i mezzi pubblici, con tappe a Porto (autobus), Lisbona (treno), poi la costa dell’Alentejo (in auto) e di nuovo a Lisbona per il ritorno in Italia.

Un’altra possibilità, abbastanza comune fra i trekker, è quella di risalire la monumentale Costa de la Muerte fino a Santiago de Compostela, seguendo il Cammino da Sud.

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Isole Cies - foto Martino De Mori

Dove dormire

Sule Cies non esistono costruzioni in cemento (salvo quelle dedicate alla manutenzione dei mezzi), né tantomeno alberghi o strutture ricettive ‘pesanti’. Si può davvero dormire solo nel campeggio immediatamente alle spalle di Praia da Rodas, portandosi la tenda o affittandola sul posto (tende ampie per 2 o 4 persone, con lettini comodi e sacco a pelo). C’è posto solo per 800 persone, dunque anche qui è obbligatorio prenotare con largo anticipo.
A dire la verità non c’è molto sulle guide cartacee, ma la Lonely Planet dedicata alla Spagna aiuta sempre.

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Isole Cies - foto Martino De Mori

Il mare

Siamo vicino alla costa ma è sempre Oceano Atlantico a una latitudine tutt’altro che caraibica. I romani le chiamavano ‘le Isole degli Dei’ ma per quanto cristalline, le acque sono fredde. Comunque il bagno si fa, anche senza muta o maglietta. I primi tuffi ti tolgono il fiato, poi ti abitui, e i bambini, non si sa come, sono quelli che non sentono il freddo e riescono a nuotare di più. Il camping organizza escursioni in barca, snorkeling con la muta, ma anche corsi di sup e kayak

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Isole Cies - foto Martino De Mori

Le spiagge più belle

Ok, le Cies sono state ‘scoperte’ dal Guardian, che nel 2007 decretò Praia da Rodas la più bella spiaggia del mondo. E ok, la mezzaluna che guarda Vigo è una meraviglia di colori, spazi e armonia, ma abbiamo trovato addirittura più bella Praia da Nosa Senora. Qui è davvero puro Caribe, con acque turchesi, vegetazione lussureggiante, rocce colorate e barche a vela in lontananza. La si incontra lungo la strada che porta al faro nel sud dell’isola principale. È anche meno affollata di Rodas e il sole dura più a lungo.

Isole Cies - foto Martino De Mori

A nord di Rodas c’è un’altra spiaggia incantevole, Figueiras, anche questa più raccolta, circondata dalle dune su un lato e dalle rocce su un altro. Le acque a volte risultano un po’ più calde che altrove e la mattina è un momento magico. Alcune guide riportano che si tratta di una spiaggia di nudisti ma in realtà è frequentata da tutti.

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Trekking e un po’ di running

L’isola principale (le Cies sono due, ma solo una in grado di ospitare il pubblico) è costituita da due promontori (Monteagudo e Faro) che i millenni e un argine di cemento hanno unito attraverso la clamorosa Praia da Rodas. Le due alture sono le mete di 4-5 possibili trekking da 3-5 km l’uno, che volendo diventano uno solo per un totale di una ventina di km. Un giorno il promontorio sud, un altro quello nord. Si va verso i due fari passando per punti di birdwatching (soprattutto gabbiani) e belvedere definitivi a picco sull’Oceano. Un po’ di salite, boschi di felci, percorsi relativamente brevi, perfetto per i bambini.

Isole Cies - foto Martino De Mori

La mattina presto e la sera, quando i turisti giornalieri non ci sono, provo a correre questi piccoli trail (sempre segnalati, ma non si può sbagliare) con soddisfazione. La salita al faro sud è fin troppo impegnativa se fatta di corsa, ma la vista sull’isola San Martino è impagabile.
Ah, portate una giacca impermeabile.

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Isole Cies - foto Martino De Mori

Dove mangiare

Anche qui la scelta è limitata, con tre locali nella stessa struttura: il self service del campeggio, aperto da colazione a cena, con piatti sostanziosi e a prezzi contenuti, un ristorantino, che fondamentalmente serve le stesse cosa ma in ambiente più raccolto, e un minimarket per un po’ di frutta, verdura, biscotti e la possibilità di farsi dei panini. Colazione un po’ dozzinale, pranzo e cena da ‘mangio per vivere ma non vivo per mangiare’, ottimo per i bambini.

Chi vuole qualcosa di più, lontano dalla (poca) folla del camping, può optare per Serafìn, un ristorantino casereccio che offre buoni piatti di pesce (fritto, alla griglia o al forno), uova e salsicce, peperoni di Padròn in una bella atmosfera con i tavoli che guardano la spiaggia protetti dalle fronde: ha perfino 4-5 vini (ottimi i bianchi galiziani).

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In conclusione: Cies, un viaggio che lascia il segno

Dopo il colpo di fulmine iniziale, qualche dubbio ci è venuto. Ma che ci faremo alle Cies? I bambini reggeranno o ci faranno impazzire?
Niente di tutto questo, anzi. La parola più adatta a descrivere il viaggio alle Isole Cies è ‘eccitante’. Vivi allo stato brado, esplori, camini nel buio, ti senti un po’ Robinson Crusoe (ma con lo smartphone per fare le foto). I bambini vivono una vacanza diversa dal solito e si adattano subito; si emozionano di fronte alla potenza dell’Oceano, ai brividi freddi dei tuffi, ai gabbiani da inseguire, al cielo che non sai mai cosa ti riserva.
Siamo stati così bene da volerci tornare un fine settimana, quando senti che la routine ti và un po’ troppo stretta.

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