Le bici gialle di Ofo alla conquista di Milano: la competizione con Mobike è aperta

Foto: facebook.com/ofobikesharing/

Settembre 2017 verrà ricordato come il mese del “boom” del bike sharing a flusso libero (parcheggi dove vuoi) nella città di Milano. Seguendo la scia del successo riscontrato da ‘Mobike’, un’altra azienda cinese ha deciso di puntare sul mercato milanese per continuare la sua espansione europea dopo il Regno Unito e l’Austria. Stiamo parlando di ‘Ofo’ (l’insieme delle lettere ricordano una bicicletta), che per invogliare i cittadini ad abbonarsi ha esordito con un periodo di prova totalmente gratuito. Il successo, per ora, è visibile a occhio nudo, dato che il capoluogo lombardo (sia in centro, sia in periferia) è letteralmente invaso dalle citybike gialle della compagnia asiatica. Quando usciranno le tariffe ufficiali nel mese di ottobre, però, sarà possibile fare un bilancio più realistico.

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Il periodo gratuito

Di ‘Mobike’ si è parlato di più e con un maggiore anticipo, e la sua penetrazione in città è stata, nella sua rapidità, piuttosto graduale. Per via di una strategia aziendale, ‘Ofo’ è invece rimasta un po’ più nascosta, ma già al termine della prima settimana di prova (l’ultima di settembre) è riuscita a colorare di giallo le vie milanesi e dell’hinterland. Il motivo non è l’uso dei social o della pubblicità, bensì la decisione di regalare ai clienti un periodo di prova completamente gratuito prima della pubblicazione delle tariffe ufficiali. Inoltre, i promoter nel centro cittadino hanno svolto un ottimo lavoro di informazione.

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Il lancio ufficiale

Nel marzo del 2017, dopo aver lasciato il segno all’interno del mercato asiatico, ‘Ofo’ è sbarcata per la prima volta in Europa nel Regno Unito, a Cambridge, per poi espandersi in Austria (Vienna) e negli Stati Uniti (Seattle) ad agosto. A ottobre è previsto il lancio ufficiale a Milano, anche se si vocifera che il servizio gratuito potrebbe proseguire fino all’ultimo giorno del mese. Non ci sono ancora indiscrezioni riguardanti i prezzi, ma l’azienda sta valutando la possibilità introdurre le carte prepagate tra i metodi di pagamento. A pieno regime, la flotta di ‘Ofo’ raggiungerà quota 4mila bici sparse per la città.

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Prenoti la bici e la parcheggi dove vuoi

Il principio è lo stesso di ‘Mobike’: si scarica l’App (si chiama ‘ofo – Smart Bike Sharing’) per iOS o Android, ci si registra inserendo il numero di telefono e si sceglie la bici più vicina controllando sulla mappa. Una volta raggiunto il mezzo, il lucchetto sulla ruota posteriore si può aprire avvicinando il telefono ai QR code sul telaio (il primo è sul parafango dietro e il secondo sul blocco) o digitando il codice che si riceve via smartphone su un tastierino dietro la sella. Una novità utile è quella di poter prenotare (e quindi di rendere inutilizzabile da chiunque altro) la citybike per un massimo di 15 minuti. Terminato il noleggio, la bicicletta può essere parcheggiata ovunque. Al momento non sono previste, però, delle penalità (‘Mobike’ ha dei crediti che più sono bassi, più il prezzo aumenta) per chi ad esempio lascia la bicicletta in un giardino privato o davanti a un passo carrabile. Questo, almeno nella prima settimana, ha scatenato la fantasia dei vandali che non hanno interpretato l’utilità di un’iniziativa del genere, pensata per invogliare i cittadini a lasciare a casa l’automobile.

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Cambio a tre rapporti: una buona idea?

La flotta milanese di ‘Ofo’ è composta da classiche e maneggevoli citybike gialle, dotate di cestino anteriore, ruote piene (senza camera d’aria, per evitare le forature), luci a Led automatiche e sellino regolabile. L’abissale differenza rispetto a ‘Mobike’ riguarda la presenza del cambio a tre rapporti targato Shimano. La scelta dell’azienda, quindi, è stata quella di rendere le biciclette più adatte a spostamenti lunghi. Guardando l’altra faccia della medaglia, però, il sistema delle marce può essere facilmente danneggiato dagli utenti poco rispettosi dei beni-servizi da utilizzare in condivisione. Le domande sono: vale la pena montare il cambio su biciclette che possono finire nelle mani di chiunque? Non è meglio fornire dei mezzi con caratteristiche essenziali per limitare i danni? La risposta verrà fornita dai giorni e dai mesi che passano, anche se i dubbi (per ora) rimangono. Insomma, i propositi di ‘Ofo’ sono ammirevoli, ma potrebbero non aver tenuto conto dell’inciviltà di alcuni cittadini.

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