Perché Kilian Jornet si è spogliato nudo in cima al Monte Bianco?

Kilian Jornet Nudo Monte Bianco

L’altro giorno, giovedì 17 agosto, Kilian Jornet è salito in cima al Monte Bianco, si è spogliato completamente e si è fatto questa foto nudo twittando: “E quindi se si sale dal lato italiano è legale?”

Il tweet di Kilian Jornet è in risposta al post su Facebook di Jean-marc Peillex, sindaco di Saint-Gervais-les-Bains, comune sul lato francese della vetta più alta delle Alpi, che con un’ordinanza ha stabilito l’obbligo di un equipaggiamento minimo per l’ascesa alla vetta dalla Voie Royale che parte appunto dal comune francese.

L’ordinanza, secondo le parole del primo cittadino francese, è conseguenza dell’alto numero di incidenti e interventi da parte del soccorso alpino occorsi a quanti affrontano l’ascesa alla vetta del Monte Bianco con equipaggiamento da trail running, come fatto dallo stesso Killian Jornet l’11 luglio 2013 nell’ambito del progetto “Summits of my life”, la sfida a migliorare i suoi record su alcune delle cime più note del mondo.

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L’elenco di materiali e attrezzatura stabilito da Jean-marc Peillex è dettagliato: per salire ai 4810 metri dalla Voie Royale serviranno obbigatoriamente berretto, occhiali da sole, maschera da sci, crema solare, giacca calda e gore-tex, pantaloni da montagna e copri-pantaloni, scarponi da alpinismo predisposti per essere abbinati a ramponi, ramponi regolati sulle calzature indossate, imbrago e kit per l’uscita da crepacci, corda, piccozza, GPS (o bussola) ed altimetro.

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Killian Jornet ha twittato immediatamente dopo un altro messaggio più esplicito: C’est pas le materiel mais la connaisance sur l’utilisation de celui ci et experience a chaque un… (Non conta il materiale ma saperlo usare e l’esperienza di ciascuno). Come a dire: non è l’equipaggiamento a fare la differenza tra salire in sicurezza e/o esporsi a dei rischi ma l’esperienza di ciascuno e la conoscenza nell’uso dell’attrezzatura specifica da montagna.

La decisione del sindaco francese e la presa di posizione dell’atleta spagnolo hanno subito scatenato il dibattito polarizzando le posizioni: da una parte infatti c’è il dovere istituzionale del sindaco di tutelare sia chi vuole ascendere il Monte Bianco che gli operatori del soccorso alpino sempre più spesso chiamati in causa anche in condizioni di emergenza per riportare a valle persone pericolo per mancanza di esperienza o preparazione adeguate all’ascesa alla vetta del Bianco; dall’altra c’è l’idea radicata della montagna come luogo di libertà nel quale ciascuno deve fare i conti con la propria preparazione, attrezzatura e coscienza; in mezzo quanti, per i motivi più diversi compresa una scarsa conoscenza dell’ambiente montano, sottovalutano le difficoltà di questo genere di attività.

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Il dibattito è aperto e anche aspro: voi cosa ne pensate?

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