Wild Hogs, 4 pazzi in moto a Capo Nord in inverno. In esclusiva su Sportoutdoor24

(Credits: Fiammetta Ravot)

Partire, fuggire, tornare forse. Affrontare una sfida che sembra impossibile, contro la natura e contro se stessi: nello specifico arrivare a Capo Nord in moto in inverno, anzi in scooter. Loro si chiamano Wild Hogs, la loro impresa Nordkapp Raid, in barba allo stress, al lavoro sedentario, alla routine, per celebrare e farci sopra un brindisi. Tutti noi vorremmo essere un po’ nei loro panni, ma anche no.
Cosa succederà? Lo scopriremo in diretta (o quasi) sulle pagine del nostro sito a partire dal 26 dicembre. No, non è una bufala; e sì,  ora ve la spieghiamo meglio.

I 4 cinghiali in fuga

Il nome del gruppo, Wild Hogs – Cinghiali selvaggi, si ispira al titolo del film comico Svalvolati on the road (2007, regia di Walt Becker, con John Travolta e William Macy fra gli altri), che racconta il viaggio sgangherato verso la California di quattro amici dalla vita sedentaria e in crisi di mezza età. Qui i protagonisti sono sempre quattro, altrettanto sedentari, ma ancora più nostrani e agèe: Maurizio Desio (aka “Il Faraone”, 62 anni, ceo di una azienda informatica), Giuseppe Schipani (aka “Il Baldo”, 43 anni, ingegnere) Vittorio Ravot (aka Shampoo“, 58 anni, consulente business) e Luca Ferrari (aka “Il Panda”, 54 anni, sales manager).

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Ma perchè?!

Quattro manager in burnout, esasperati dallo stress aziendale, incalzati dal fisco, in cerca di una sfida che li porti lontano dalla routine e vicino alla natura, all’avventura, alla vita vera. Nessuno di loro è un professionista, nessuno è uno specialista di missioni estreme, nessuno è un motociclista provetto o un esperto di moto su ghiaccio, nessuno è mai stato in Norvegia, men che meno in scooter.

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Ce la faranno? A occhio, no

La missione è nettamente al di sopra delle loro possibilità: arrivare a Capo Nord in scooter, in 5 giorni, d’inverno. Il che significa: fino a 14 ore di guida al giorno, sulla neve fresca o sul ghiaccio, in condizioni di buio pressoché costante, esposti a 20/30 gradi sotto zero, in un periodo in cui non c’è turismo, gli alberghi sono chiusi, e fra un abitato e l’altro ci sono anche fino a 500 chilometri. Finora pare ci sia riuscito a malapena un leggendario quanto misterioso tedesco, un rider vero nel fiore degli anni, con un mese di tempo a disposizione e una moto di quelle giuste. Oltre ad essere i primi italiani a cimentarsi in un’impresa del genere, i Wild Hogs diventerebbero i primi al mondo a farlo in scooter.

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Il percorso a tappe

La missione si svolge tutta in Norvegia, su 4 scooter, dal 26 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017. Ecco le tappe:
Oslo – Trondheim: 519 km / 13h 8 min
Trondheim – Mo i Rana: 477 km / 11h 63 min
Mo i Rana – Narvik: 424 km / 10h 34 min
Narvik – Alta: 503 km / 12h 26 min
Alta – Nordkapp : 242 km / 6h 02 min

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Il brindisi sottozero, e poi?

L’approccio è evidentemente demenziale, ma l’impresa è davvero ardua, i pericoli reali, i rischi estremi sono messi in conto. Immaginando che vada tutto liscio, l’obiettivo è arrivare a Nordkapp per stappare il migliore spumante italiano e brindare alla fuga riuscita, in calici di cristallo.
E poi?
“Le possibilità sono diverse”, spiega il capo spedizione Maurizio Desio, “Potremo decidere di non tornare più in Italia, oppure ci daremo per dispersi per ripresentarci sotto mentite spoglie”. Naturalmente torneranno, almeno si spera, alle loro scrivanie e alla solita vita stressante di scrivania. Si accettano scommesse.

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(Credits: Fiammetta Ravot)

Tutto su Sportoutdoor24

Sembra uno scherzo, ma non lo è. Le moto sono pronte, la logistica anche, e i Wild Hogs si stanno allenando a suon di sedute sul divano e piatti di trippa. A noi di Sportoutdoor24 l’idea è parsa talmente brillante, un mix di follia, ambizione, improvvisazione, idiozia e amore per la vita. Così abbiamo deciso di raccontarvi il Nordkapp Raid giorno per giorno: i Cinghiali saranno seguiti da una tropue di tre persone su un camper-ufficio, che ci mostrerà quel che succede sulla statale E6 norvegese. A coordinare ci sarà la nostra Fiammetta Ravot (con cui, fra le altre cose, abbiamo realizzato il documentario sul climbing), che così commenta: “I rischi sono elevati, riprendere a quelle temperature e in quelle condizioni di luce sarà un bel terno al lotto. E poi non ce la faranno: sarà un documentario comico”. Troverete tutto sul nostro sito e sul nostro Facebook.
Insomma, stay tuned, il 26 si parte!


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