Come iniziare con l’alpinismo: i consigli di Cala Cimenti

Come iniziare a praticare l’alpinismo? Si tratta di uno sport che ti permette di entrare in contatto diretto con la natura, una disciplina che richiede una preparazione e delle abilità particolari. Ce ne parla Cala Cimenti, uno degli alpinisti italiani più in forma del momento grazie alle sue due imprese dell’estate 2019, durante la quale ha raggiunto le cime del Gasherbrum VII, che ha scalato seguendo una via finora inviolata, e dell’imponente Nanga Parbat (8126 metri).
Quest’ultimo, dove nel febbraio 2019 è deceduto Daniele Nardi, è detto “the killer mountain”, in quanto si tratta del secondo ottomila per indice di mortalità (quasi al 30%). Ma Carlo Alberto, detto Cala, vive per l’alpinismo e non si è mai fatto bloccare dagli eventi del passato, che ha sempre studiato con grande attenzione per ridurre al minimo il margine di errore.
Per non farsi mancare nulla, è anche sceso da entrambe le montagne con gli sci: un’esperienza da brividi e che gli ha regalato emozioni indimenticabili. Alla luce di questi due traguardi, Cala Cimenti è stato premiato da Kristian Ghedina, uno dei più grandi discesisti italiani, durante la cerimonia dei Beat Yesterday Awards 2019 assegnati da Garmin Italia il 26 novembre: “Kristian Ghedina: il mio idolo!”, ha esclamato un emozionato Cimenti una volta salito sul palco degli Studi Mediapason (Milano). I riconoscimenti sono stati consegnati agli sportivi che, nel corso dell’ultimo anno, hanno superato i propri limiti abbandonando la cosiddetta comfort zone.
Con Cala Cimenti, intervistato in esclusiva prima della cerimonia, abbiamo parlato della sua estate in Pakistan e del suo percorso per diventare un alpinista di questo livello.

Come iniziare con l’alpinismo: parola a Cala Cimenti

Cala Cimenti, per iniziare, ci ha parlato dei primi flash (sia positivi sia negativi) che gli tornano in mente ricordando le due scalate dell’estate scorsa: “Una delle prime cose che mi vengono in mente è la discesa di notte sugli sci, sotto un bellissimo cielo stellato, dal Nanga Parbat. Impossibile da scordare anche la cima del Gasherbrum VII. Un altro flash che ho è anche la caduta del mio socio Francesco Cassardo, il quale ha avuto un incidente durante la discesa con gli sci del GVII. Questa grande esperienza negativa, purtroppo, ha prevalso su quelle positive. Appena sono arrivato in cima al Nanga Parbat ho pensato a un mio amico che è mancato l’anno scorso. Poi ho subito scritto un messaggio a Erika, mia moglie”.

GARMIN_Beat Yesterday Awards 2019_Kristian Ghedina e Carlo Alberto Cala Cimenti_d>> LEGGI ANCHE: 10 consigli per fare alpinismo in montagna in alta quota

 

Un amore viscerale per la montagna

L’atleta torinese ha spiegato come si è avvicinato all’alpinismo, ossia facendo due tipi di attività parallele: da una parte quelle “classiche” per tenersi allenato, dall’altra quelle un po’ più estreme in alta montagna. Una serie di consigli che possono servire anche a chi vuole capire come iniziare con l’alpinismo: “Ho sempre viaggiato tanto e mi è sempre piaciuta la montagna. Ho fatto delle competizioni di bicicletta, corsa in montagna e sci alpino. Parallelamente ho portato avanti attività di sci d’alta scuota, sci di montagna e salite sui ghiacciai. Iniziare con l’alpinismo è stata una conseguenza naturale di tutte quelle attività e del mio amore per la montagna. Perciò abbiamo provato le prime montagne superiori ai 5000-6000 metri. A quel punto l’alta quota ha iniziato a prendermi sempre di più. Se ti piace, non ne puoi più fare a meno. Un po’ come il mal d’Africa”

La preparazione degli alpinisti

La preparazione a una spedizione, tendenzialmente, comincia diversi mesi prima del giorno X. La fase iniziale è di natura progettuale: “All’inizio concepisci il progetto, che può riguardare una montagna che ti piace particolarmente o che hai visto durante un viaggio passato. Poi valuti i periodi dell’anno in cui fare una spedizione, i tempi a disposizione e la fattibilità. Una volta deciso l’obiettivo, inizi a studiare la via e la quota. Può essere un obiettivo distante di 6 o 10 mesi. A quel punto cominci con la preparazione fisica”.
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Come si migliora nell’alpinismo: l’allenamento e i periodi ad alta quota

Dopo la prima fase di preparazione fisica, che consiste prevalentemente in esercizi di natura aerobica, si parte con gli allenamenti e i primi tentativi di salita, i quali devono essere molto graduali. Il nostro organismo, infatti, necessita di abituarsi all’aria sempre più rarefatta e al freddo: “Per allenarmi faccio tutti i giorni attività aerobica. Poi, man mano che mi avvicino al giorno di partenza, svolgo dei lavori specifici a seconda della salita che dovrò fare.
Devono esserci degli step obbligatori da seguire per abituarsi. Prima della scalata definitiva è importante fare dei periodi ad alta quota, salendo però in maniera graduale. Prima, ad esempio, va messo il campo base a 4000 metri, poi vai a 5500 e torni giù, vai a 6500 e torni giù… tutto ciò fino a quando non sei pronto per fare il tentativo finale per raggiungere la cima. Fisiologicamente è impossibile fare tutto d’un colpo”.

I dati e gli strumenti più importanti nell’alpinismo

La spedizione di Cala Cimenti sul Nanga Parbat è stata, secondo certi aspetti, decisamente “social”, perché l’alpinista è riuscito a informare familiari, amici e fans in tempo reale: “Grazie allo strumento inReach di Garmin, che è un punto di svolta per quanto riguarda le comunicazioni nell’alpinismo, ho potuto condividere la salita con tutti coloro che erano a casa e volevano seguirmi: ogni 10-12 minuti inviavo una posizione, quindi da casa tutti vedevano questo puntino sullo schermo salire sempre di più”.
Durante una spedizione ci sono, a grandi linee, due tipologie di indicatori da prendere in considerazione: i dati sul tracciato che si sta seguendo (compreso il meteo) e le informazioni sulle proprie condizioni fisiche: “Personalmente utilizzo una serie di strumenti. Ad esempio, grazie a Garmin ho un altimetro che mi segna la quota e la posizione precisa. Inoltre questo strumento fornisce dei dati sulle pulsazioni e sull’ossigenazione del sangue, due fattori molto importanti per capire l’indice di acclimatamento che stai raggiungendo. L’acclimatamento è soggettivo: ogni fisico reagisce alla quota in modo diverso”.

Il consiglio più importante per i principianti

Per concludere, Cala Cimenti ha dato un consiglio ai principianti che hanno il sogno di fare alpinismo ad alto livello: “Provarci, sempre. Non bisogna aver paura di fare brutte figure o di avere degli insuccessi.
Nel mio caso, ci sono state delle delusioni prima di arrivare alla soddisfazione. Bisogna mantenere alta la motivazione e non ascoltare il giudizio altrui. Gli eventi tragici che sono accaduti ad altri nelle spedizioni passate possono condizionare, ma è importante studiarli e tenerli in considerazione per un’ottica futura”.

(Foto di copertina: @calacimenti / Instagram)

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