<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Giorgio Valleris, Author at SportOutdoor24</title>
	<atom:link href="https://www.sportoutdoor24.it/author/giorgio-valleris/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.sportoutdoor24.it</link>
	<description>Per spiriti liberi</description>
	<lastBuildDate>Sun, 16 Nov 2025 09:47:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.2</generator>

<image>
	<url>https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/03/favicon-32x32.png</url>
	<title>Giorgio Valleris, Author at SportOutdoor24</title>
	<link>https://www.sportoutdoor24.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Camminare sulla diga sospesa sul Lago di Alpe Gera, dove la montagna si specchia in un grattacielo d’acqua</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lago-alpe-gera-diga-autunno-camminata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Valleris]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 19:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[laghi]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[valtellina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=657177</guid>

					<description><![CDATA[Salire alla diga di Alpe Gera in autunno è un rito da celebrare per sentire[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="750" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valmalenco_diga_campo_gera2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Lombardia_diga_campo_gera2" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valmalenco_diga_campo_gera2.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valmalenco_diga_campo_gera2-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valmalenco_diga_campo_gera2-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p>Salire alla diga di Alpe Gera in autunno è un rito da celebrare per sentire la forza della natura che incontra quella dell&#8217;ingegno umano e regala una sensazione di maestosa potenza che lascia senza fiato.</p>
<p data-start="122" data-end="767">Ci sono luoghi dove la montagna e l’uomo quasi si guardano negli occhi, in un attimo silenzioso di forza e grandezza. Una sensazione che in luoghi come la <strong>diga di Alpe Gera</strong>, in alta Valmalenco, è possibile vivere e cogliere più che altrove.</p>
<p data-start="122" data-end="767">Perché questo <strong>gigante di calcestruzzo a 2.128 metri di quota,</strong> incastonato tra le Alpi Retiche appare come una sorta di cattedrale tra prati e rocce. Un&#8217;opera mastodontica, capace di <strong>trattenere un lago immenso nel cuore della valle</strong>.</p>
<p data-start="122" data-end="767">La sua muraglia, lunga oltre mezzo chilometro e <strong>alta quanto un grattacielo di cinquanta piani</strong>, racconta l’audacia di chi ha saputo <strong>plasmare la montagna senza profanarla</strong>. D&#8217;estate vedere la montagna che si specchia nelle acque turchesi è molto suggestivo ma è <strong>d’autunno</strong>, quando i larici si incendiano e i silenzi si fanno più profondi proprio come il colore di acqua che non sembra non avere un fondo, è qui che <strong>la diga mostra il suo volto più maestoso e spettacolare</strong>.</p>
<h2 data-start="122" data-end="767">Come arrivare alla diga di Alpe Gera</h2>
<p data-start="769" data-end="1536">L’ascesa parte da Lanzada, dove la strada si arrampica tra tornanti e boschi che odorano di resina e neve vicina. Lungo il percorso, il paesaggio cambia lentamente: <strong>le baite lasciano posto ai pascoli, i pascoli alle rocce</strong>, e l’aria si fa sottile, nitida, quasi cristallina. Raggiungere il bacino di Alpe Gera significa entrare in una dimensione sospesa, dove il rumore dell’acqua e il vento tra i pini sembrano scandire un ritmo antico.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valmalenco_diga_campo_gera.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-657344" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valmalenco_diga_campo_gera.jpg" alt="Valmalenco_diga_campo_gera" width="999" height="739" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valmalenco_diga_campo_gera.jpg 999w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valmalenco_diga_campo_gera-300x222.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Valmalenco_diga_campo_gera-768x568.jpg 768w" sizes="(max-width: 999px) 100vw, 999px" /></a></p>
<p data-start="769" data-end="1536">Chi ama camminare può scegliere la via più dolce, seguendo l’asfalto che sale fino al coronamento, o quella più selvaggia, attraverso i sentieri che tagliano il bosco e costeggiano le cascate del torrente Lanterna. Ogni curva svela un quadro diverso<strong>: il giallo dei larici, il rosso del sottobosco, il grigio lucente delle rocce.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-start="769" data-end="1536">Camminare sul coronamento della diga toglie il fiato</h2>
<p data-start="1538" data-end="2138"><strong>Arrivati in cima, la vista è mozzafiato</strong>. Davanti agli occhi si apre il lago di Alpe Gera, una distesa d’acqua ferma e turchese, che riflette la diga come uno specchio d’acciaio. Sullo sfondo, i ghiacciai del Fellaria brillano di luce fredda, come lame sospese nel cielo.</p>
<p data-start="1538" data-end="2138"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/diga-alpe-gera.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-657331 size-large" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/diga-alpe-gera-1024x768.jpg" alt="Sopra la diga di Alpe Gera" width="1024" height="768" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/diga-alpe-gera-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/diga-alpe-gera-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/diga-alpe-gera-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/diga-alpe-gera.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p data-start="1538" data-end="2138"><strong>Camminare sul coronamento</strong> — un percorso ampio e sicuro, <strong>sospeso a oltre duemila metri</strong> — è un’esperienza che lascia senza fiato: da una parte la calma del bacino, dall’altra il vuoto della valle, profondo e vertiginoso. Qui l’ingegneria si fonde con il paesaggio, e la sensazione è quella di camminare sul confine tra due mondi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-start="1538" data-end="2138">Gli itinerari nei pressi della diga Alpe Gera: che emozione percorrerli in autunno</h2>
<p data-start="2140" data-end="2700">Chi desidera proseguire può spingersi oltre, verso il Rifugio Bignami, raggiungibile in poco più di un’ora di cammino. Il sentiero sale tra rocce e conifere fino a un altopiano che sembra fuori dal tempo. Da lassù, <strong>il panorama abbraccia tutta la Valmalenco</strong> e i ghiacciai del Disgrazia, regalando una visione che ripaga ogni fatica. Anche una semplice passeggiata lungo le sponde del lago, immersi nei colori autunnali, diventa un viaggio interiore: il silenzio, interrotto solo dal richiamo delle marmotte e dal fruscio del vento, invita alla contemplazione.</p>
<p data-start="2702" data-end="3116">Visitare la diga di Alpe Gera in autunno significa <strong>scoprire una bellezza che va oltre il paesaggio</strong>. È un luogo che unisce la potenza della natura alla grandezza dell’uomo, dove la luce del tramonto trasforma il calcestruzzo in oro e il lago in una lastra di vetro liquido. È un pellegrinaggio laico verso l’altitudine, un modo per sentire la vastità del mondo e la piccolezza felice di chi lo attraversa a piedi.</p>
<p data-start="3118" data-end="3429" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Chi ci arriva non dimentica il momento in cui,<strong> dopo l’ultimo tornante, appare il gigante</strong>. Sospeso tra le nuvole e la pietra, la diga di Alpe Gera non è solo un’opera d’ingegneria: è una <strong>cattedrale alpina che si specchia nell’autunno</strong> e custodisce, dietro il suo muro imponente, il battito segreto della montagna.</p>
<h2 data-start="3118" data-end="3429">Come è stata costruita una delle dighe più alte e grandi d&#8217;Italia</h2>
<p data-start="518" data-end="1110">Per capire l&#8217;imponenza di quest&#8217;opera, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo di settant&#8217;anni o poco più.Negli anni Cinquanta, la Valmalenco era ancora un territorio scolpito più dal ghiaccio che dalla presenza umana, ghiaccio che oggi quasi non c&#8217;è più. Purtroppo basta provare a salire sul vicino ghiacciaio Fellaria per rendersene conto. In ogni caso, qui nacque l’idea di realizzare una <strong>grande diga a gravità</strong> in calcestruzzo ai piedi del Pizzo Scalino. L’obiettivo era chiaro: <strong>sfruttare il potenziale idroelettrico delle acque di alta quot</strong>a per alimentare l’espansione industriale lombarda del dopoguerra.</p>
<p data-start="518" data-end="1110">E se oggi può sembrare quasi normale, dobbiamo pensare che settant&#8217;anni fa si trattava di un <strong>progetto visionario</strong>, concepito quando arrivare fin quassù significava affrontare mulattiere, valanghe e condizioni estreme. Ma proprio per questo appariva irresistibile: <strong data-start="1064" data-end="1109">la natura non offriva una sfida, la imponeva.</strong></p>
<p data-start="1163" data-end="1465">I lavori iniziarono ufficialmente nel 1958. <strong>Per raggiungere i 2.128 metri dell’invaso</strong> era necessario <strong>costruire strade nuove, teleferiche, ponti e tunnel</strong>. Ogni pezzo di ferro, ogni metro di armatura, ogni sacco di cemento doveva essere portato in quota tra bufere improvvise e inverni che duravano mesi.</p>
<p data-start="1467" data-end="1722">Gli ingegneri sapevano di affrontare un terreno instabile, segnato da morene e pareti rocciose fragili. Ma non sapevano ancora quanto la montagna avrebbe risposto: <strong>frane, cedimenti, infiltrazioni d’acqua</strong>. Una lotta quotidiana tra l’uomo e le Alpi Retiche fino a quel 1964 quando il riempimento dell’invaso e il collaudo finale terminarono con successo e questo straordinario sistema idroelettrico dell’Alpe Gera entrò finalmente in funzione.</p>
<p>Così, oggi si staglia con la sua maestosa imponenza e ci regala uno spettacolo in grado di farci sentire piccoli e grandi allo stesso tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto <a href="https://www.valtellina.it/it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Valtellina</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/espresso-monaco-natale-2025/" data-wpel-link="internal">L’Espresso di Natale: da Roma a Monaco sul treno dei mercatini incantati della Baviera</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/transiberiana-italia-natale-2025/" data-wpel-link="internal">Un viaggio nel cuore d’Abruzzo: la magia dei mercatini natalizi sulla Transiberiana d’Italia</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/news-en/mercatino-natale-firenze-piu-bello-mondo-2025-cnn/" data-wpel-link="internal">Firenze sotto le luci di Natale: il mercatino di Piazza Santa Croce è tra i più belli del mondo secondo la CNN</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/4-mercatini-di-natale-in-slovenia-da-vedere-assolutamente-questo-inverno/" data-wpel-link="internal">Mercatini di Natale in Slovenia: le 4 mete più belle da visitare quest’anno</a></strong></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nel Parco di Monza vive ancora la leggenda della Matta Tapina: i percorsi per riscoprirla nella magia dell&#8217;autunno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/parco-monza-autunno-percorsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Valleris]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 09:29:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[brianza]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[parchi]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=656633</guid>

					<description><![CDATA[Ci sono luoghi che in autunno diventano altro: non solo spazi verdi, ma soglie di[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="667" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-4.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="parco-monza-autunno-4" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-4.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-4-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-4-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p data-start="302" data-end="972">Ci sono luoghi che in autunno diventano altro: non solo spazi verdi, ma soglie di un mondo sospeso tra luce e ombra. Il <strong data-start="422" data-end="440">Parco di Monza</strong> è uno di questi. Quando la foschia sale dal Lambro e le foglie si accendono di rosso e oro, il silenzio dei viali alberati diventa quasi narrativo, come se ogni passo raccontasse qualcosa.</p>
<p>Questo è il momento perfetto per esplorare il parco non come semplice area verde, ma come <strong data-start="713" data-end="753">luogo di memoria, mistero e leggenda</strong>.<br />
E tra le storie che abitano ancora le sue querce, la più antica e inquieta è quella della <strong data-start="847" data-end="863">Matta Tapina</strong>, una figura che ha attraversato i secoli e continua a camminare invisibile tra i sentieri del Bosco Bello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Una strega nel cuore del Parco di Monza</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel cuore del Parco di Monza, quando la luce lasciava il posto alle tenebre e il Lambro sembrava trattenere il respiro, c’era </span><b>una figura che si muoveva lenta</b><span style="font-weight: 400;">, avvolta nel buio del </span><b>Bosco Bello</b><span style="font-weight: 400;">. La chiamavano la </span><b>Matta Tapina</b><span style="font-weight: 400;">.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Un soprannome sospeso <strong>tra follia e pietà</strong>. Perché il suo vero nome si era perso nel tempo, chissà dove e come. Secondo la leggenda si trattava di una donna misteriosa che viveva nel Parco di Monza, nei meandri del bosco. La riconoscevi perché era sempre avvolta nei suoi abiti logori, sempre gli stessi, e parlava da sola. Si dice che cercasse qualcuno. Qualcuno che non sarebbe mai più tornato.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-8.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-656639" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-8.png" alt="parco-monza-autunno-8" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-8.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-8-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-8-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una figura di confine: </span><b>né veramente pericolosa, né accolta</b><span style="font-weight: 400;">. Perché nessuno voleva davvero darle un volto. Qualcuno diceva che parlasse con gli alberi. Qualcun altro giura che rideva da sola. Altri la definivano come una strega. E come tutte le streghe custode di superstizioni, malefici ma anche di un sapere proibito. Chissà se davvero, nei secoli passati, i medici si recassero in gran segreto da lei per imparare a curare il corpo e l’anima dei malati. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-start="2311" data-end="2342">Camminare dove lei viveva</h2>
<p data-start="2343" data-end="2468">Oggi seguire le <strong data-start="2359" data-end="2388">tracce della Matta Tapina</strong> significa attraversare i luoghi che hanno conservato intatto il loro fascino:</p>
<ul data-start="2469" data-end="3101">
<li data-start="2469" data-end="2571">
<p data-start="2471" data-end="2571"><strong data-start="2471" data-end="2489">Il Bosco Bello</strong>, cuore del parco, dove in autunno la luce filtra dorata tra le querce secolari.</p>
</li>
<li data-start="2572" data-end="2661">
<p data-start="2574" data-end="2661"><strong data-start="2574" data-end="2600">Il sentiero del Lambro</strong>, che costeggia il fiume in un gioco di riflessi e silenzi.</p>
</li>
<li data-start="2662" data-end="3101">
<p data-start="2664" data-end="3101"><strong data-start="2664" data-end="2704">Il percorso delle Querce Monumentali</strong>, un itinerario che attraversa la parte più antica del parco e regala viste mozzafiato al tramonto.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2664" data-end="3101">In questi luoghi il rumore delle foglie secche, il profumo di terra umida e la bruma che sale dalle radici costruiscono <strong>un’atmosfera che appartiene solo a questa stagione</strong>. Camminare qui significa immergersi in una <strong data-start="3020" data-end="3041">fiaba malinconica</strong>, tra la memoria della natura e la voce dei suoi fantasmi.</p>
<p>Abbiamo provato a tracciare una mappa ideale, giocosa e un po&#8217; fiabesca, Insomma, non ufficiale:</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/mappa-matta-tapina.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-656647" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/mappa-matta-tapina.png" alt="mappa-matta-tapina" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/mappa-matta-tapina.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/mappa-matta-tapina-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/mappa-matta-tapina-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h3 data-start="3108" data-end="3147">L’autunno come chiave del mistero</h3>
<p data-start="3148" data-end="3601">Il <strong>Parco di Monza d’autunno</strong> è il momento in cui la leggenda e la realtà si confondono. Quando la luce si attenua e la nebbia abbraccia i viali, il paesaggio sembra raccontare da solo la storia di chi vi ha vissuto ai margini.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-7.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-656640" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-7.png" alt="parco-monza-autunno-7" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-7.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-7-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-7-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br data-start="3373" data-end="3376" />E se passi di qui al crepuscolo, tra il fruscio delle foglie e un soffio improvviso di vento, potresti avere la sensazione che <strong data-start="3503" data-end="3524">lei sia ancora lì</strong>, a un passo, invisibile, custode silenziosa di un tempo che non passa mai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La leggenda della Matta Tapina</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La prima traccia compare di questa ‘strega’ risale al </span><b>1841</b><span style="font-weight: 400;">, e alla penna proprio di un medico: </span><b>Giovanni Antonio Mezzotti</b><span style="font-weight: 400;">. Un uomo abituato a guardare le ombre dentro i corpi. Nelle sue ‘</span><i><span style="font-weight: 400;">Passeggiate nel Real Parco di Monza’</span></i><span style="font-weight: 400;">, parla di una presenza. Non la descrive apertamente. Ma la lascia intravedere, come un’ombra che si muove appena oltre il campo visivo. Segno che la leggenda, allora, era già un sussurro che attraversava generazioni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mezzotti dipinge il Bosco Bello come <strong>un luogo capace di catturare lo sguardo e non restituirlo subito.</strong> Una selva antica, quasi inquietante attraversata da un silenzio quasi irreale. Un silenzio che, però, non era vuoto perché lì in mezzo si nascondeva lei, la Matta Tapina.<br />
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/foliage-novembre-italia/" data-wpel-link="internal">Novembre che brucia di colori: gli angoli d’Italia dove il foliage dà (ancora) il meglio</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/lago-di-fedaia-diga-passeggiate-autunno/" data-wpel-link="internal">In Trentino c’è un lago turchese (con la sua diga) che è perfetto per le passeggiate d’autunno: Fedaia</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/micene-grecia/" data-wpel-link="internal">A Micene il passato rivive tra porte ciclopiche e tombe che custodiscono misteri millenari</a></strong></li>
</ul>
<h2>Chi era davvero la Matta Tapina</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La sua vicenda, non è un caso, si incastona nel cuore di una stagione della storia italiana: quella dei<strong> manicomi ancora aperti</strong>, ben prima di una legge Basaglia ancora di là da venire. La Matta Tapina era probabilmente una donna scivolata fuori da quei luoghi di confine che racchiudevano storie, fragilità e inganni dietro quelle mura e quell’aspetto grigio, istituzionale.<br />
Forse lei era solo una ‘reduce’ troppo fragile per sopravvivere da sola, troppo “scomoda” per essere aiutata. Una donna che non aveva casa. che non aveva nessuno. Una cosa però ce l’aveva e nessuno poteva togliergliela: a<strong>veva un parco intero come rifugio.</strong> E non un parco qualsiasi ma quello cintato urbano più grande d’Europa con i suoi 700 ettari. E poi aveva un paese attorno che preferiva non guardarla negli occhi.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-6.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-656641" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-6.png" alt="parco-monza-autunno-6" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-6.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-6-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-6-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I ragazzi ne avevano paura. Gli adulti la scansavano. Le madri la usavano come ammonimento: </span><i><span style="font-weight: 400;">“Se non fai il bravo, arriva la Matta Tapina”</span></i><span style="font-weight: 400;">. Ma forse qualcuno la ricordava diversa: gentile, persino sorridente. Con il tempo, però, la voce popolare ha trasformato la sua presenza in leggenda. Solo racconti? Forse. Ma interessanti perché dicono più di chi li racconta che della donna stessa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il suo ricordo è rimasto nell’immaginario locale tanto che, ancora oggi, in Brianza apostrofare una bambina con “<em>Sei come la Matta Tapina”</em> significa essere troppo vivace, disobbediente. <strong>In una parola: ribelle. </strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Ancora oggi un fantasma nel parco</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi, il Parco di Monza è curato,<strong> percorso per runner, un luogo per famiglie</strong>, un’oasi verde nel capoluogo brianzolo. <strong>La Matta Tapina non c’è più.</strong> Nessuna lapide, nessun registro, nessuna fotografia. Il suo monumento funebre sono le <strong>sorelle querce che le fanno da casa</strong>. E sono loro ora la grande attrazione del parco.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-9.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-656638" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-9.png" alt="parco-monza-autunno-9" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-9.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-9-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/parco-monza-autunno-9-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Eppure, se si entra qui al tramonto, quando la luce svanisce e una lieve foschia sale dalle radici, <strong>qualcosa torna</strong>. Già, perché proprio in autunno, quando il parco è solcato da questo suggestivo (e per certi versi tetro) spettacolo con la terra che sembra respirare, <strong>basta un fruscio, un passo lieve</strong> affinché la mente torni a lei.<br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Il Parco di Monza è un luogo vivo</strong>. Custodisce <strong>storie che non vogliono morire</strong>. E quella Matta Tapina è una di queste. </span></p>
<p>Foto Canva</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
