Come iniziare a fare parapendio

come iniziare a fare parapendio

Iniziare a fare parapendio non è affatto semplice né banale. Nonostante il parapendio sia infatti il più semplice mezzo di volo libero inventato dall’uomo, per condurne uno da soli serve frequentare almeno due corsi, quello di base e quello avanzato, e acquisire sia nozioni teoriche, di aerodinamica, meteorologia, tecniche di pilotaggio e manovre di sicurezza, che esercitazioni pratiche di volo con decollo, atterraggio e le principali manovre basiche in volo. Tuttavia è anche vero che si può fare il battesimo del volo in parapendio anche senza nessun brevetto ma affidandosi ai voli di coppia organizzati dalle scuole di parapendio presenti numerose in tutta italia.

Parapendio: cos’è

Come detto, il parapendio è il più semplice strumento di volo inventato dall’uomo. Si compone di un’ala, simile per struttura e tessuto a un paracadute, di un imbrago nel quale il pilota vola seduto o sdraiato a pancia in su, di una struttura a schienale che funziona da protezione dorsale contro i colpi e gli urti, e di una serie di cordini con i quali si maneggia la vela e si pilota il parapendio. Il parapendio non è un mezzo a motore e, come ogni mezzo volante, sfrutta la portanza per rimanere in aria e il proprio peso per avanzare: normalmente il parapendio tende a scendere e avanzare, motivo per il quale si decolla sempre da rilievi sopraelevati (oppure sfruttando un traino motore in loro assenza); tuttavia nel caso di termiche, correnti di aria calda ascensionale, il parapendio verrà trainato verso l’alto. In pratica la vela, o ala, sfrutta la portanza mantenendo la forma aperta grazie all’aria contenuta al suo interno. Banalizzando molto il discorso, per pilotare un parapendio si aziona uno dei due comandi collegati alla vela: tirando quello di destra si rallenta la semiala corrispondente e il parapendio gira verso quella parte (o viceversa azionando quello di sinistra)

Iniziare a fare parapendio: le differenze col paracadute

Se l’ala, o vela, del parapendio è simile a quella del paracadute, è invece diverso il loro funzionamento e le modalità di volo. Con un paracadute ci si lancia da un aereo in volo e si apre la vela solo dopo una fase di volo libero, che è il vero scopo del paracadutismo: il paracadute quindi serve a riportare a terra il paracadutista senza danni e a una velocità di atterraggio gestibile. Nel parapendio si parte sostanzialmente con la vela già gonfia di aria e lo scopo è quello di veleggiare il più a lungo possibile in termini di tempo di volo e distanza percorsa. Dal punto di vista del pilotaggio e della guidabilità il parapendio è quindi più simile ai paracadute direzionali per lo skydive che a quelli tradizionali.

Come iniziare a fare parapendio

Per iniziare a fare parapendio occorre frequentare un primo corso base presso una scuola di parapendio ufficiale (qui per esempio le migliori d’Italia): occorre essere maggiorenni (oppure avere l’assenso scritto di chi esercita la patria potestà, e almeno 16 anni), ottenere un nulla osta dalla Questura di residenza (il bollo costa 14,62 euro), superare la visita medica per il certificato di idoneità fisica, rilasciato da un medico sportivo e della durata di 2 anni, e poi ovviamente pagare il corso, il cui costo normalmente è intorno alle 500 / 700 euro (normalmente comprensivi di utilizzo dell’attrezzatura per la durata del corso).

La durata del corso base non è effettivamente fissa e prestabilita (anche perché dipende dalle condizioni meteo che ci sono nei giorni di lezione) ma è l’insegnante che decide quando l’allievo può fare il suo primo volo alto, avendo acquisito le nozioni teoriche e pratiche di base per decollare, pilotare in parapendio in volo con le manovre basiche, e atterrare. Aver fatto il primo volo alto in solitaria non significa poter volare in completa autonomia e iniziare a fare parapendio da soli: per quello serve seguire il corso avanzato durante il quale si approfondiscono tutti gli aspetti del parapendio, da quelli teorici (aerodinamica, meteo, materiali) a quelli pratici comprese le principali tecniche di volo. Al termine del corso avanzato c’è un doppio esame, sia pratico che teorico, superato il quale si ottiene il VDS (attestato Volo Diporto Sportivo) dall’Aero Club Italia, previo il versamento di una tassa: a questo punto si è a tutti gli effetti un pilota. Mediamente, per il corso base + quello avanzato e fino al brevetto finale, occorre stimare una cifra tra i 1500 e i 2000 euro.

Dove si può volare con il parapendio

Escluse le aree aeroportuali e altre aree sensibili al di sopra delle quali è vietato volare (per esempio le caserme) è teoricamente possibile volare ovunque (qui i migliori spot in cui farlo). Chiaramente occorre tener conto delle possibilità di decollo e atterraggio, motivo per il quale sono soprattutto le località prealpine e montane (come la Paganella, dove abbiamo volato noi) quelle in cui si pratica maggiormente il parapendio: permettono il decollo a diverse quote e non mancano prati sui quali atterrare (tenendo sempre a mente che non c’è un vero e proprio diritto all’atterraggio ovunque, e che il proprietario del terreno potrebbe non essere d’accordo). La cosa migliore è comunque sempre quella di sfruttare le aree di decollo e atterraggio collaudate, che ormai si trovano in tantissime località montane.

Quanto si può volare in parapendio

Dire quanto si può volare in parapendio è pressoché impossibile. In altezza si può arrivare anche oltre i 4.000 metri, ma sono quote per piloti esperti e alle quali l’aria comincia a essere troppo rarefatta per affrontarle senza adeguata preparazione anche fisica; normalmente oltre i 2.000 metri e fino ai 3.000 è la quota in cui volano normalmente la maggior parte dei parapendio. Un volo non ha una durata precisa nemmeno in termini di tempo o distanza: il record mondiale di volo in parapendio è oltre i 500 km di distanza, e un volo in condizioni ideali può durare anche 10 ore, per esempio in competizioni come l’Hike & Fly. Tuttavia, nella condizione teorica di assenza totale di termiche, per scendere di 1.000 metri servono circa 15 minuti.

Volare in parapendio è pericoloso?

Pericoloso no, rischioso sì, nella misura in cui un pericolo diventa tale in funzione dei rischi che si corrono. Per essere chiari: un parapendio è un mezzo di trasporto studiato e testato per tornare a terra recuperando l’assetto di volo normale anche a fronte di alcuni inconvenienti. Poi tutto dipende dal pilota, che può decidere di fare manovre arrischiate oppure di volare in condizioni meteo non adatte. Per esempio decollare in presenza di un temporale è un rischio che si assume il pilota, non un pericolo intrinseco nel mezzo di volo.

Credits photo: CC – Immagine di birgl su Pixabay

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