Come reagisce l’organismo quando corri un’ultramaratona?

UTMB Ultra Trail Mont Blanc

Uno studio pubblicato su International Journal of Sports Medicine ha evidenziato i possibili rischi per la salute di ultramaratone e affini, in particolar modo per le persone non adeguatamente preparate ad affrontare questo tipo di imprese estreme.

I ricercatori hanno esaminato 17 campioni di sangue prima e dopo una 24 ore in cui i corridori hanno percorso a piedi dalle 75 alle 130 miglia (rispettivamente 120 e 210 chilometri circa).

Le analisi hanno messo in luce che durante lo sforzo, il mancato afflusso di sangue verso l’apparato digerente determina un riassorbimento dei batteri intestinali, che entrano in circolo rilasciando svariate tossine. L’organismo reagisce all’anomalia attraverso una massiccia risposta immunitaria che, spiegano gli scienziati, induce uno stato infiammatorio non troppo diverso dai pazienti colpiti da setticemia.

A risentirne sarebbero soprattutto gli atleti con un curriculum non all’altezza: nei fisici più pronti e allenati, infatti, il pronto rilascio di sostanze antinfiammatorie è in grado di bilanciare la reazione spropositata del sistema immunitario (simile al meccanismo della resilienza di cui abbiamo parlato qui).

Gli autori della ricerca hanno sottolineato che bastano 4 ore di attività estrema per indurre questo tipo di shock nell’organismo, sottolineando la necessità di costruire i propri record in modo progressivo e costante.

Credits: FlickrCC Akunamatata

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