Correre in acqua è un’ottima alternativa al running

Correre in acqua

Vivere in città e coltivare la passione per la corsa è spesso un problema, sia per percorsi adeguati, ma anche per problemi atmosferici e non ultimo anche per eventuali lesioni che il continuo correre sull’asfalto può provocare. Un’ottima alternativa è quella di correre nell’acqua, in piscina. Le sollecitazioni che il nostro fisico subisce nella corsa sull’asfalto, spesso influiscono sulla colonna vertebrale e provocano dolori nella zona lombare.

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I benefici del correre in acqua

A questo punto è utile trovare un’opzione alternativa all’attività fisica cittadina. Una di queste è correre nell’acqua, ma, dove possibile, anche su altre superfici, come erba o sabbia, variando ogni 15 giorni e lasciando l’asfalto per dare “nuovi stimoli” ai propri muscoli. Gli esperti dicono che correre 15 minuti in piscina con l’acqua che arriva all’altezza della cintura equivale ad un’ora di running su strada per l’alto dispendio energetico e lo ‘stress’ fisico.

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Come praticare il running acquatico

Il cosiddetto “running acquatico” è un tipo di allenamento che è diventata una routine per diverse specialità sportive a livello professionistico. Molti club di calcio hanno inserito questa attività in piscina per i propri giocatori, variando esercizi in base alle diverse necessità.

In ogni caso, sia per correre sull’asfalto, sia in acqua, diventa fondamentale, per chi lo fa seriamente, eseguire tutta una serie di esercizi per prevenire gli infortuni, come “l’allenamento propriocettivo”, che è composto da un insieme di esercizi che vanno a creare situazioni di instabilità con lo scopo di rinforzare legamenti e tendini e ottenere un ottimale controllo della postura.

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Credits photo: Okeo

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