Fascite plantare: come combattere l’infiammazione del piede

La fascite plantare è un'infiammazione del piede che può colpire dopo uno sforzo o per una postura scorretta, e colpisce molti sportivi

Fascite plantare | Rimedi all’infiammazione del piede

La fascite plantare è una infiammazione del piede che può emergere dopo uno sforzo o per una postura scorretta, e colpisce molti sportivi, soprattutto quelli amatoriali che si dedicano alla corsa. Cosa possiamo fare per prevenire l’insorgenza dell’infiammazione oppure per guarirla?

Fascite plantare: i rimedi all’infiammazione del piede

Abbiamo chiesto consiglio alla Fisioterapista Valentina Liquori: sui rimedi per prevenire l’insorgenza o curare la fascite plantare. Scopriamoli insieme.

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Cos’è la fascite plantare?

“Si tratta di un’infiammazione della fascia plantare, ovvero quella zona del piede che si trova sotto la pianta e forma un arco”, spiega la dottoressa. “Uomini e donne ne sono ugualmente colpiti, anche se c’è un’incidenza maggiore nel sesso maschile tra i 40 e i 70 anni. È molto comune tra gli atleti, soprattutto tra chi non pratica running a livello agonistico ma amatoriale”. Questa infiammazione della zona che collega calcagno e falangi è dovuta solitamente “a sovraccarico o tensione, anche in conseguenza ad eventi traumatici o all’utilizzo di scarpe scorrette. Accade ad esempio in maniera frequente a chi indossa scarpe anti infortunistiche per lavoro o anche chi a chi usa sneakers non adatte per la corsa”.

Fascite plantare: come faccio ad accorgermi?

“Il dolore che si scatena con la fascite plantare può essere sull’arco del piede oppure nella parte posteriore del piede, ad esempio sul tallone”, sottolinea l’esperta, “ci può essere maggiore dolore al mattino o dopo un periodo di mantenimento di una posizione, per esempio stando a lungo in piedi. Si può avere un gonfiore lieve o un arrossamento, o ancora del bruciore e della rigidità sotto il piede. Può capitare di provare dolore subito dopo un’attività sportiva intensa o durante le scale”.

 

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Fascite plantare: chi rischia di soffrirne?

“Il rischio di soffrire di fascite plantare è soprattutto di chi corre su lunghe distanze, oppure su terreni non regolari o ancora in discesa. Ma può accadere anche a chi non fa attività sportiva ma magari ha avuto un repentino aumento di peso, oppure se si hanno i piedi piatti”.

Come si tratta la fascite plantare?

“Riposare, soprattutto in un primo periodo, è fondamentale, come diciamo sempre per ogni evento traumatico, come strappi e contratture”, continua Liquori, “è poi importante contattare un ortopedico che valuterà se sia necessario utilizzare un plantare specifico per la corsa e manderà il paziente, se lo riterrà opportuno, da un tecnico o da un podologo. Esistono diversi materiali oggi e la tecnologia giusta per prevenire questi episodi di fascite. Come dicevamo, il riposo è fondamentale anche e soprattutto per evitare che l’infiammazione si cronicizzi, cosa tipica del corridore amatoriale. Si avranno così dolore ricorrente e l’impossibilità di eseguire attività fisica. Ghiaccio e antinfiammatori possono aiutare, sempre sotto consiglio medico”.

Come posso prevenire la fascite plantare?

“Sono fondamentali gli esercizi di stretching, che vanno a lavorare sia sulla caviglia che sul piede stesso. Posso massaggiare la zona, o ancora, fare esercizi con il fisioterapista che vadano ad utilizzare palline da tennis che massaggiano caricando la fascia plantare e ne riducono la tensione. È importante evitare di camminare su superfici rigide, consiglio per esempio”, spiega la dottoressa, “se un paziente corre ma per lavoro usa scarpe in cuoio molto rigide di sostituirle con scarpe che abbiano una suola più morbida o una soletta che ammortizzi i movimenti”.

Chi corre deve fare molta attenzione alle scarpe che utilizza?

“Devono essere adatte, con un corretto appoggio, così da limitare problematiche associate a piede e caviglie. Non andate a correre con scarpe basse e piatte, come le All Stars! Per correre ci vuole il plantare giusto, o farete del male anche alla schiena. Possono essere utili anche degli esercizi propriocettivi preparatori, pre corsa o in fase di riscaldamento: servono a sviluppare la muscolatura di gamba e piede perché sia pronta ad accogliere le destabilizzazioni. Lo stretching si fa sempre poi anche a fine allenamento”.
Foto di Wokandapix da Pixabay

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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