Fire Starter Gerber: abbiamo provato l’accendifuoco da campo di Bear Grylls

Accendifuoco Fire Starter Gerber Bear Grylls

Calma: andare per boschi ad accendere fuochi non è una buona idea. Però essere previdenti sì, è una buona idea, e partire per un’escursione con il minimo indispensabile per ogni evenienza, compreso ovviamente qualcosa per accendere un fuoco, è anche più di una buona idea.

Se si tratta di andare a fare un barbecue in un’area attrezzata, un accendino bic o qualche fiammifero bastano e avanzano. Ma immaginate di dover bivaccare dopo una giornata piovosa, in una serata ventosa o in una qualsiasi situazione in cui il vostro accendino da un euro è un pezzo di plastica inservibile. Ecco, in queste situazioni serve un vero e proprio fire starter da campo come quello di Gerber firmato Bear Grylls, che abbiamo avuto tra le mani in questi giorni.

Com’è fatto un accendifuoco da campo? Sostanzialmente è una piastra di metallo ruvido, normalmente in acciaio, da sfregare contro una pietra focaia, in magnesio o ferro-cerio (come in questo caso): lo sfregamento genera delle scintille che vanno a incendiare un’esca composta ovviamente di materiale molto infiammabile e secco. Niente di hi-tech, anzi una tecnologia che funziona dall’età del fuoco e che non ha mai tradito nessuno.

Quindi la questione non è se questo fire starter Gerber funziona o meno. Certo che funziona, e anzi dovrebbe funzionare per qualcosa come 5mila accensioni (no, non abbiamo testato questo dato). La questione è quali vantaggi ti può dare questo accendifuoco da campo nel caso sventurato e malaugurato in cui ti dovessi trovare di notte, al buio, sotto la pioggia, in un bosco infestato da animali predatori, impossibilitato a trarti in salvo prima dell’alba. Insomma, le situazioni in cui si trova normalmente Bear Grylls con i suoi survival kit (di cui ti abbiamo parlato qui) e nelle quali davvero ti serve accendere un fuoco nel bosco.

Intanto con questo Fire Starter sei sicuro di avere sempre a disposizione un’esca asciutta. Nella parte della pietra focaia c’è infatti un tappo a tenuta stagna, di quelli che non lasciano passare l’acqua nemmeno se hai guadato un fiume con l’accendifuoco in tasca: dentro trovi già del cotone, oppure puoi metterci del materiale facilmente infiammabile per innescare la prima fiamma. Il che, in certe situazioni, diminuisce parecchio la frustrazione di maledire foglie, rametti e tessuti bagnati.

Poi l’accendifuoco Gerber ha un cordino di sicurezza che ti puoi far passare intorno al polso, così sei sicuro che se stai sfregando con vigore la piastra d’acciaio con la pietra focaia, non rischi che ti scivoli di mano e finisca disperso nei rovi o in qualsiasi altro anfratto buio, umido e inaccessibile. C’è anche un fischietto di sicurezza, di quelli che funzionano sempre perché sono fatti in modo semplice e pratico: solida plastica e stop. Non si sa mai, dovessi chiedere soccorso facendoti sentire a distanza.

Nel dubbio ci sono anche stampate le istruzioni per chiedere soccorso in caso di emergenza: quali segnali fare per comunicare che è tutto ok oppure che devono subito venire a salvarti; quali segnali di fumo fare per dire che sei in pericolo e sei più o meno in quella zona di foresta; e così via. E come gadget nella confezione c’è anche un depliant firmato Bear Grylls con i consigli survival per costruire un riparo, trovare acqua, procacciarti del cibo e ovviamente accendere un fuoco in caso di emergenza.

Il tutto in un oggetto di 12 cm di lunghezza, maneggevole, in solido ABS, del peso di 74 grammi e del costo di 20 euro. A nostro modesto parere proprio ben spesi.

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