La Ciclovia del Danubio: da Höflein a Vienna in bicicletta

Le indicazioni per chi vuol fare la ciclovia del Danubio in bicicletta in uno dei suo tratti più belli, quello che porta a Vienna

Ciclovia del Danubio

La ciclovia del Danubio (chiamata in tedesco “Donauradweg“), la più frequentata ciclovia d’Europa e senza dubbio tra le più belle del vecchio continente, corre lungo tutto il corso dell’omonimo fiume: dalla sua sorgente in Germania, a Donaueschingen, attraverso l’Austria, la Slovacchia, l’Ungheria, la Croazia, la Serbia, la Bulgaria e la Romania, fino alle foci del Danubio nel Mar Nero. Il percorso più bello è soprattutto quello nel tratto tedesco, austriaco e ungherese, ed è adatto a tutti, anche a famiglie con bambini. Questo itinerario d’autore della ciclovia del Danubio, estratto dal volume Ciclovia del Danubio – da Passau a Vienna, scritto da Alberto Fiorin per Ediciclo Editore, prende in considerazione il tratto da Höflein a Vienna.

La Ciclovia del Danubio: da Höflein a Vienna in bicicletta

Lungo il canale Klosterneuburger Durchstich

Ciclovia del Danubio

Il bel canale Klosterneuburger Durchstich si veste con un abito tipicamente vacanziero: belle casette a destra, l’acqua che scorre pigra e alberi frondosi che ne accarezzano la corrente. Si pedala lungo una strada asfaltata a traffico limitato, velocità massima consentita 30 km/h. Le linee orizzontali sono di un colore cui non siamo di certo abituati, quasi improponibile – un rosso tendente all’arancione. Sfiliamo lasciando alla nostra destra schiere di seconde case per vacanze estive, giardini curatissimi, bei fiori colorati, salici che si inchinano sul fiume: si respira aria di vacanza, paradossalmente quasi di mare. A destra si è sempre a strettissimo contatto con la ferrovia.

Credits: FlickrCC Wolgang Pichler

Da Höflein a Klosterneuburg

Ciclovia del Danubio

Per un breve tratto, all’altezza del paese di Kritzendorf, si abbandona il canale e si imbocca sulla destra una stradina a traffico limitato. Al km 1,4 si incontra un’area giochi per bambini, completa di parco giochi, campo di basket e un’articolata pista di skate-board. Si ritrova subito dopo il canale che attraversa un’area abbastanza industrializzata, con vari capannoni e magazzini, quindi al km 1,9 ci si innesta su una pista ciclabile e corriamo con la ferrovia a una ventina di metri sulla destra e il canale sulla sinistra. Pur essendo a pochi chilometri dalla capitale e a pochissimo da un’importante cittadina industriale – e anche grosso centro vinicolo – come Klosterneuburg, si pedala in mezzo al verde.
Al km 2,9 ecco apparire proprio il cartello di Klosterneuburg, anche se i due campanili e la cupola dell’abbazia ci indicano che per il centro storico bisogna attendere ancora un po’. Infatti al km 3,5 si supera una sbarra per evitare il passaggio di automezzi e si percorre una stradina molto bella, completamente immersa nel verde, anche se vediamo svettare nettamente alla nostra destra i molti e slanciati campanili della cittadina, d’altronde adagiata ai piedi dei colli del Wienerwald. Al km 4,9 si giunge in centro, presso un grande parcheggio che ospita anche un’area di sosta coperta per ciclisti. A destra si va nel centro storico mentre a sinistra si attraversa un ponte e si piega subito a destra verso Vienna, il cui centro cittadino è segnalato dai cartelli della pista ciclabile a soli 12 km.

Credits: FlickrCC Olaf Nitz

Da Klosterneuburg a Vienna

Ciclovia del Danubio

Giunti al bivio, si prende la direzione di sinistra, si oltrepassa un ponte, poi si piega a destra seguendo le indicazioni ciclabili per il centro di Vienna (12 km). Non si pedala su pista ciclabile ma su strada secondaria con poco traffico a velocità limitata (max 30 km/h). Al km 0,6 la strada costeggia un grande parco con area per picnic e un’area giochi con campo da skate-board, quindi si imbocca una ciclabile separata dalla strada. Al km 1,4 la pista termina e confluisce su una strada secondaria, si oltrepassa un piccolo ponte e si prosegue dritti.
Al km 1,6 c’è un attraversamento pericoloso, quindi si svolta a sinistra e si torna su strada poco trafficata, a fianco di due campi da tennis. È una strada interdetta alle macchine, con permesso di transito concesso solo ai residenti. Troppo ben abituati da oltre trecento chilometri idilliaci, può capitare di sbuffare se una macchina ci supera, pur con estrema attenzione e molto lentamente, dimenticandoci che una situazione come questa – in Italia – sarebbe un vero paradiso. Questione di punti di vista.
Ecco che riappare il Danubio, abbandonato ormai otto chilometri fa: più che del Danubio si tratta di un suo braccio. Al km 2,6 si giunge all’altezza del lembo estremo di un istmo sul fiume, proprio in corrispondenza di un club di canottaggio (GPS: x 599.575; y 5.349.941). Quindi lasciamo nuovamente il nostro silenzioso compagno di viaggio e improvvisamente – al km 3,4 – appare il traballante cartello di Vienna.

Credits: FlickrCC Cha Già José

L’ingresso a Vienna

Inaspettato, imprevisto, come giungesse troppo presto, una vera visione: si concretizza sotto gli occhi la fine del viaggio, la meta tanto agognata espressa da un piccolo e sbilenco cartello che rappresenta un mito, una capitale, una città vastissima, la storia e la cultura per milioni di persone, il simbolo stesso della Mitteleuropa. Comunque, se sentite in bocca il gusto amarognolo della delusione, state pur certi che si tratta di una sensazione normale: quando si conclude un viaggio – o un’impresa –, tanto più se conquistato metro dopo metro attraverso il sudore e la fatica, affiora spesso un sentore di disappunto o frustrazione. È la consapevolezza che col raggiungimento della meta si sta concludendo l’esperienza del viaggio e che si ritorna quindi alla vita normale.
Superato lo shock (e la delusione per le dimensioni ridotte di quella scritta che per noi sembrava irraggiungibile), fate pure le vostre foto di rito ma prestate bene attenzione: non crediate di essere arrivati a Vienna. Ce n’è ancora da pedalare! E tanto! Il centro è ancora ben distante.
Gambe in spalla, si riparte. Breve tratto abbastanza trafficato e al km 3,9 si torna su strada secondaria con traffico solo per residenti (limite 30 km/h) e si torna a pedalare lungo il fiume.
Siamo in mezzo al verde, le anatre ci attraversano la strada, non si ha ancora l’impressione di essere alla periferia di una capitale: c’è odore di pesce fritto, qualche bel ristorante sul fiume, clima rilassato e vacanziero.
Al km 4,3 si lascia sulla destra un’area giochi per bambini e alla sinistra una grande area per picnic. Ora la pista costeggia decisamente la ferrovia: si susseguono sempre più frequenti le indicazioni per il centro. Al km 5,6 la pista assume una dimensione decisamente importante.
Al km 6,5 inizia a correre sotto i piloni di un grande ponte autostradale, che si trasforma in un’immensa pensilina di cemento che offre riparo e ristoro ai ciclisti preservandoli dalla pioggia e riparandoli dal sole. Situazione un po’ paradossale ma in fondo simpatica, data la presenza anche di bar e caffè in grado di garantire ai ciclisti l’adeguato ristoro. Sotto questa pensilina si trova anche un grande negozio di biciclette, con meccanico: non si sa mai, in caso di bisogno all’ultimo momento…

Credits: FlickrCC Vaakirka

Il Donaukanal

Al km 6,8 la pista abbandona il grande fiume, che prosegue il suo corso verso il Mar Nero, e segue invece un canale, il Donaukanal, che porta fino al centro storico, al famosissimo Ring.
Al km 7 si incontra il Schemerlbrucke (GPS: x 601.563; y 5.346.099), che ci pone di fronte a un bivio: andando dritti si segue il Donaukanal che porta in centro a Vienna, invece girando a sinistra e attraversando una zona industriale con passaggi di binari ferroviari, si ritorna sul Danubio, si passa sotto il Nordbrucke e poi si continua lungo il grande fiume in direzione Hainburg e quindi Bratislava, Slovacchia. Anche se volete proseguire il vostro viaggio verso Budapest – e magari fino alla foce, perché no? (ma ricordatevi che le piste ciclabili sono prerogativa tedesca e austriaca) – non potete esimervi dal visitare in bicicletta il centro storico di Vienna, il Ring, la cattedrale di Santo Stefano, e quindi proseguite dritti senza indugi lungo il Donaukanal. Ne vale veramente la pena.

Credits: FlickrCC Jacqueline Poggi

Il percorso è tratto dal libro Ciclovia del Danubio – da Passau a Vienna di Alberto Fiorni.

Per scoprire tutto il catalogo visita il sito www.ediciclo.it

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