La famiglia che da anni gira il mondo su un Defender

Vivere girando il mondo: chi non ha mai sognato o pensato almeno una volta di farlo? E chi, sognando di vivere girando il mondo, non ha sognato anche di farlo con la propria famiglia, e magari a bordo di un Land Rover Defender? Be’, questa famiglia sudafricana, Graeme e Luisa Bell con i loro figli di 16 e 11 anni lo stanno facendo da anni: son partiti dal Sudafrica, casa loro, si son fatti tutta l’Africa orientale e meridionale, poi hanno imbarcato il Defender su una nave e fatto rotta verso il Sud America, risaliti dall’Argentina all’Alaska e poi ancora giù verso il Messico e dopo il sud-est degli Stati Uniti faranno rotta verso l’Europa con in testa di puntare all’Asia.

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Graeme è un overlander professionista, e nel frattempo ha scritto anche un paio di libri, We Will Be Free: Overlanding In Africa and Around South America, una dichiarazione di indipendenza e libertà più che una guida pratica di viaggio, e Travel The Planet Overland, una vera e propria guida DIY al viaggio perenne, per la quale la famiglia Bell sta facendo una campagna su Kickstarter.

In viaggio da 6 anni

Ma quando nel 2009 ha comprato la sua Mafuta, un Defender 130 cassonato che se ne stava pacioso in una fattoria di Bloemfontein, in Sud Africa, non aveva la minima idea di come mettere mano a quel bestione. L’idea iniziale era di fare un giro in Tanzania e tornare a casa con un’auto il più resistente possibile. Magari ecco serviva qualche aggiustamento per rendere tutto un po’ più pratico, così prima ha messo tutta la struttura in alluminio sul cassone, poi ha cominciato ad accessoriare la Land Rover con taniche d’acqua, cucina da campo e tutto il necessario per sopravvivere in quasi autonomia e alla fine il viaggio è partito e non si ancora fermato. Son 6 anni che sono in giro per il mondo, e hanno già visitato 29 paesi.

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Come fanno? Si può scoprire sul sito della loro avventura A2Aexpedition e anche sul loro account Instagram (da cui son prese le foto) ma sostanzialmente fanno homeschooling con i figli, e di tanto in tanto si fermano da qualche parte per qualche settimana o un mese per mandare i figli a scuola e far imparare loro qualche lingua nuova, hanno qualche sponsor, hanno venduto buona parte dei loro beni e poi lavorano da remoto, come dei veri nomadi digitali oltre che viaggiatori.

Certo gli mancano gli amici di casa, ma se ne sono fatti molti altri in giro per il mondo; certo ci sono giornate lunghe, noiose e faticose; certo si devono organizzare per far fronte anche ai contrattempi improvvisi (è vero che un Defender non si rompe quasi mai, ma quando si rompe è capriccioso assai). Ma come dice Graeme: “Sono un padre e un marito 24 ore al giorno, non solo per qualche ora al giorno o nel weekend, e stiamo passando i migliori anni della nostra vita insieme come famiglia, ed è qualcosa che vale più di ogni altra cosa al mondo“.

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Considerando che il tutto è partito dalla più classica crisi di mezza età, si può davvero dargli torto?

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