L’arrampicata a incastro spiegata da Tom Randall

In America e UK lo chiamano crack climbing, da noi è l’arrampicata a incastro, quella forma brutale e primitiva di arrampicata che sfrutta fessure, off-width e camini per incastrare mani e pugni se non addirittura il corpo per procedere nell’ascensione delle pareti. Tra i più forti ed eclettici al mondo in questa specialità trad c’è Tom Randall che, con Pete Whittaker, forma il duo Wide Boyz. Tom, peraltro, è un arrampicatore con una storia molto particolare alle spalle: a 17 anni non aveva mai affrontato una parete ma si dedicava ad atletica e arti marziali. Prova la prima volta a scuola e tutto riesce semplice, ma davanti ha l’università e una carriera nella finanza a Londra. Posto ambito per molti, ma la passione per l’arrampicata cresce e Tom decide di mollare tutto.

Sembra l’inizio di una carriera da atleta ma a 28 anni un grave infortunio alle dita mette Tom davanti a un bivio: mollare o trovare nuove vie. È in quella fase che Tom scopre le fessure, le ferite nella roccia dove può infilare mani, braccia e qualunque altra parte del corpo per continuare ad arrampicare, e conosce Pete, dando vita ai Wide Boyz. Erano ad Arco di Trento in occasione del Rock Master Festival e ne abbiamo approfittato per farci spiegare qualcosa di più sull’arrampicata a incastro.

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Tom taped trashed hands. Just a normal day in the upside down world of Randall

Tom, cos’è l’arrampicata a incastro e in cosa differisce da quella tradizionale?

Il crack climbing è essenzialmente nel modo in cui incastri o incunei le parti del tuo corpo nelle fessure della roccia. Se pensi all’arrampicata ti viene in mente l’idea di rimanere appesi alla parte, noi invece andiamo in cerca delle spaccature dentro la roccia. La differenza è tutta qui.

Quando e come è nata l’arrampicata a incastro?

Bella domanda, e non ho idea della risposta! Per quanto ne so, era una delle prime forme di arrampicata a inizio del Novecento. Il che è anche sensato: le linee più ovvie sembravano quelle indicate dalle incisioni nella roccia ed era del tutto logico seguirle per l’apertura di nuove vie. Sono quasi sicuro che per i nostri pionieri si trattasse solamente di andare ad arrampicare e che troverebbero strane tutte le specializzazioni di cui parliamo oggi.

WILDCOUNTRY_Tom Randall_credit Mike Hutton

Come si comincia ad arrampicare a incastro?

La risposta è davvero molto semplice: andare e fare pratica. Secondo i grandi maestri americani del crack climbing è tutta una questione di miglia, anzi, non puoi ritenerti competente finché non hai percorso almeno 1 miglio (1.6km) di fessure di ogni dimensione.

C’è qualche posto in Italia dove ami fare crack climbing?

Una delle zone migliori è senza dubbio la Valle Orco (chiamata anche Valle di Locana o di Ceresole), appena a nord di Torino: è un posto molto bello con numerose vie classiche e una qualità di linee tra le migliori al mondo. Io suggerisco sempre Sergent, Caporal” e Piantonetto, davvero eccellenti.

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Credits photo: Wild Country

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