Impianti sci aperti per ospiti di alberghi e seconde case

Impianti sci aperti per ospiti di alberghi e seconde case

Impianti sci aperti per ospiti di alberghi e seconde case: è la proposta degli assessori delle regioni alpine per salvare il Natale nelle località di montagna. Daniel Alfreider (Vicepresidente Provincia Autonoma di Bolzano), Luigi Giovanni Bertschy (Vicepresidente Regione Autonoma Valle d’Aosta), Sergio Bini (Assessore al Turismo Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia), Martina Cambiaghi (Assessore allo Sport Regione Lombardia), Federico Caner (Assessore al Turismo Regione Veneto), Roberto Failoni (Assessore al Turismo Provincia Autonoma di Trento) e Fabrizio Ricca (Assessore allo Sport Regione Piemonte) indirizzano una lettera aperta al Governo con una proposta concreta per evitare il lockdown totale del turismo invernale nel periodo di Natale. Le posizioni sono chiare: il Premier Giuseppe Conte ha già detto e ribadito di scordarci il Natale sulla neve, e così ha fatto il Ministro degli Esteri Luigi di Maio, che sta lavorando a un accordo europeo per avere una linea comune. Linea comunque alla quale già ora si sottrae la Svizzera, che non è parte dell’UE e ha già aperto i suoi comprensori sciistici, e verso la quale potrebbero dirigersi molti appassionati sciatori italiani (anche a costo di scontare una quarantena di ritorno, come ha preannunciato il ministro di Maio). La “proposta di mediazione per evitare un completo tracollo del settore turistico invernale” degli assesori delle regioni alpine è chiara e semplice: impianti aperti e skipass in vendita solo per i turisti “tracciabili”, ovvero coloro che pernotterebbero almeno una notte in un hotel, in una casa in affitto o nella propria seconda casa. Il tutto per controllare i flussi di spostamenti.

Delle vacanze di Natale diverse, con la possibilità di sciare solo per chi pernotta almeno una notte nelle diverse destinazioni o per chi possiede o affitta una seconda casa nelle zone sciistiche: è la proposta degli Assessori delle Regioni alpine per evitare gli assembramenti nelle località turistiche. «Concedere lo skipass a chi ha pernottato in una struttura ricettiva e a chi possiede o prende in affitto una seconda casa consente di controllare al meglio l’afflusso all’impianto sciistico. Il pendolarismo può infatti essere un problema in certe giornate», affermano gli Assessori di Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento, Veneto e Friuli Venezia Giulia.
«La soluzione che proponiamo al Governo Conte permette di avviare la stagione invernale con gradualità, in questo modo si potranno applicare i protocolli di sicurezza che abbiamo approvato lunedì scorso e metterli alla prova» – proseguono gli Assessori delle Regioni alpine – «infatti, se consentiamo l’acquisto degli skipass solo a chi ha pernottato in una struttura ricettiva o in una seconda casa saremo in grado di sapere con precisione il numero degli avventori per ogni giorno e in questo modo potremo gestire al meglio l’afflusso e il deflusso agli impianti di risalita. Si tratta di una soluzione ragionevole, da adattare alle esigenze di ciascun territorio. Il Governo ci ascolti, consenta l’apertura degli impianti di risalita con questo criterio e permetta la mobilità regionale».
Permettere la mobilità regionale durante le festività è infatti un requisito necessario per il settore. «Se il Comitato Tecnico Scientifico e il Governo intendono vietarla per evitare feste e momenti di aggregazione, consentano perlomeno la mobilità tra Regioni per chi ha prenotato in una struttura ricettiva almeno una notte».
La proposta degli Assessori delle Regioni alpine di aprire gli impianti per chi soggiorna nelle località turistiche arriva dopo la constatazione della differenza di vedute tra gli Stati delle Alpi, con la Svizzera fuori dall’Unione Europea già aperta e l’Austria in procinto di aprire gli impianti. «La nostra proposta» – rimarcano le Regioni – «non è legata agli aspetti ludici dello sci e dello svago della “settimana bianca” ma, al contrario, deriva da un’attenzione particolare al mondo del lavoro e all’occupazione che l’industria dello sci genera sui nostri territori montani. Trovare un compromesso con il Governo di Roma per scongiurare una chiusura totale delle località turistiche invernali è d’obbligo, ne va della sopravvivenza della montagna, dei suoi lavoratori e del suo indotto di 20 miliardi».

🟠 TERZO COMUNICATO CONGIUNTO REGIONI DELLE ALPI 🟠

PER LE FESTIVITÀ IMPIANTI APERTI A OSPITI DI ALBERGHI E SECONDE CASE:…

Pubblicato da Roberto Failoni su Domenica 29 novembre 2020

Così facendo verrebbero ovviamente scontentati i “giornalieri”, che non sono pochi (si pensi per esempio agli skiclub che organizzano le gite in giornata e la cui attività al momento è assolutamente sospesa). “Giornalieri” a cui va in soccorso Flavio Roda, presidente della FISI, Federazione Italia Sport Invernali, che invoca un protocollo condiviso con CTS e Ministero della Salute già per il periodo natalizio:

“Il protocollo deve basarsi su poche cose ma fondamentali. Gli sciatori sono ben vestiti e protetti, le file vanno controllate e diradate, le casse per gli ski pass possono lavorare online, i rifugi devono rispettare le regole imposte a bar e ristoranti con solo asporto. E ovviamente mascherine per tutti”.

Poche regole semplici da attuare e rispettare, non diverse da quelle applicate in ogni altro ambito nazionale (anzi, sugli impianti di risalita sarebbe più facile controllare i flussi di quanto non avvenga su qualunque mezzo pubblico locale, dagli autobus a treni regionali e metropolitane) e che potrebbero consentire di evitare il lockdown della montagna a Natale. Se impianti sci aperti per ospiti di alberghi e seconde case sarà la proposta risolutiva lo scopriremo però solo con il DPCM annunciato per il 3 dicembre 2020.

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