Come allenarsi per riuscire a nuotare più velocemente

Nuotare più velocemente

Per nuotare più velocemente non basta far andare le braccia a una maggior frequenza. Anzi, qualunque sia lo stile di nuoto – crawl o stile libero, rana, dorso o farfalla e delfino – aumentare solo la velocità delle braccia è il modo più veloce e sicuro per esaurire rapidamente le proprie energie, rallentare e finire a nuotare più lentamente di quello che si pensa. Per riuscire a nuotare più velocemente bisogna agire su numerosi aspetti della nuotata, dalla frequenza alla potenza, dall’efficienza della propria azione all’attrito del corpo in acqua, ma per migliorare ciascuno di questi aspetti è importante prima di tutto sapere che cosa succede a un nuotatore durante la sua azione in acqua.

Cosa succede quando si nuota

I tempi che si fanno in vasca in piscina o anche nel nuoto in acque libere dicono una verità parziale sulla propria velocità. Fare 100 metri in 1 minuto infatti non significa andare uniformemente e costantemente a 6 km/h ma attraversare continuamente delle fasi di accelerazione e di rallentamento, non solo nel momento in cui si parte dai blocchi o si fanno le virate ma anche all’interno della stessa azione di braccia e gambe. Da questo punto di vista il nuoto è decisamente diverso da altri sport – come la corsa o il ciclismo – misurati con i tempi, e prima ancora di aumentare la velocità l’obiettivo di un nuotatore deve essere quello di rallentare il meno possibile, cioè dissipare il meno possibile la velocità raggiunta tramite lo sforzo fisico.

Come nuotare più velocemente

Fatta questa necessaria premessa, c’è poi una formula ben precisa che può aiutare a nuotare più velocemente:

V = (P*E)/A

La Velocità è uguale al prodotto della Potenza per l’Efficienza diviso per l’Attrito. Essendo l’Attrito il denominatore più aumenta e più si riduce la velocità e più diminuisce e più aumenta la velocità. Da cui quanto detto sopra, e cioè che l’obiettivo di un nuotatore che vuole andare più veloce deve essere quello di ridurre l’attrito. Fattore questo che spiega anche il successo – in termini commerciali e di tempi – che ebbero alcuni anni fa i costumi idrodinamici, che fecero stampare record in sequenza prima di essere vietati o regolamentati.

Ma se la formula è tutto sommato semplice da capire, metterla in pratica e riuscire davvero a nuotare più velocemente è tutto un altro paio di maniche e richiede parecchio impegno (e ragionevolmente la supervisione di un bravo allenatore). Vediamo comunque come si possono migliorare Potenza ed Efficienza nel nuoto, e ridurre l’Attrito, per riuscire a nuotare più veloce.

Migliorare la potenza nel nuoto

Migliorare la potenza nel nuoto è forse la cosa più facile tra quelle da fare per riuscire a nuotare più veloce. La potenza infatti non è altro che ciò che i muscoli del nuotatore scaricano in acqua nel singolo movimento (la bracciata, la gambata, etc) e nella loro sequenza continua. Premesso che non è solo una questione di incremento della forza, e che quindi non si tratta semplicemente di andare in palestra ma di sviluppare la forza, e quindi la potenza, e soprattutto la capacità di esprimere potenza per un tempo prolungato, eseguendo dei precisi movimenti tecnici, ci sono numerosi esercizi e attrezzi (le palette, il pullbuoy, gli elastici da corsia) che si possono usare per “fare fatica” e aumentare la potenza nel nuoto.

Migliorare l’efficienza nel nuoto

Migliorare l’efficienza nel nuoto è invece probabilmente la parte più difficile, perché ha a che fare con la tecnica della nuotata. Ora, per capire questa cosa bisogna prima capire il concetto di efficienza idrodinamica: in idrodinamica l’efficienza è il rapporto tra la velocità con cui si spinge l’acqua e quella a cui ci si muove nell’acqua. Diciamo subito che l’efficienza 100% in acqua non esiste e che molta dell’energia utilizzata per spingere l’acqua dietro di sé non si tramuta in velocità di propulsione. Tuttavia c’è una buona notizia: se l’efficienza dei pesci è intorno al 90%, quella degli uomini e invece di circa il 50%, il che significa che metà degli sforzi per spingere l’acqua con braccia e gambe non si trasforma in velocità, ma anche che esistono enormi margini di miglioramento.

Per migliorare l’efficienza in acqua c’è solo una strada, migliorare la tecnica. Qui ciascuno deve fare i conti con lo stile di nuoto per il quale vuole aumentare la velocità, con la propria tecnica, con i propri errori e con quello che il proprio fisico gli permette di fare. Sono numerosi gli aspetti sui quali si può lavorare per migliorare la tecnica di nuoto: dalla respirazione alle bracciate, dalle gambate all’assetto un allenatore esperto e con buon occhio può subito intuire quale sia il percorso migliore per ottenere risultati anche apprezzabili.

Ridurre l’attrito

Aumentare la potenza e migliorare l’efficienza senza ridurre l’attrito però, come detto, serve davvero a poco e può portare solo a tanti sforzi, pochi risultati e molta frustrazione. Anche per ridurre l’attrito bisogna agire principalmente – ma non esclusivamente – sulla tecnica. L’attrito è la resistenza che l’acqua oppone al nostro corpo, e si può ridurre migliorando l’assetto in acqua, trovando una posizione più “idrodinamica”, riducendo fino a eliminarli i movimenti superflui e scomposti che ci impediscono di tagliare l’acqua (pensa per esempio alla posizione della testa, da cui dipende quanto affondano anche e gambe), e migliorando sostanzialmente il modo in cui il corpo si muove nell’acqua.

Photo by Jim De Ramos from Pexels

©RIPRODUZIONE RISERVATA