Parco Nazionale d’Abruzzo, dove vedere gli animali

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Il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise è uno dei posti migliori d’Europa dove vedere gli animali allo stato selvatico. L’area è molto estesa e prevalentemente selvaggia e durante le passeggiate e trekking si possono incontrare orsi, lupi, camosci, daini, cervi, volpi e altre specie allo stato brado che popolano i boschi. Per vederli ci vuole pazienza e sveglie all’alba, oppure attrezzatura e mappe per orientarsi di notte, quando escono dai luoghi più remoti in cerca di cibo. Ma se non è così facile incontrarli, nel parco esistono diversi luoghi e aree faunistiche dove è più probabile, se non certo avere incontri ravvicinati con esemplari molto elusivi come questi. Anche perché sono concentrati in zone delimitate e protette, dove fare escursioni con i bambini, accompagnati da guide esperte in grado di spiegare il loro comportamento e la loro origine: si tratta di animali in difficoltà, abbandonati, feriti, utilizzati come mostri da esibizione o reclusi nei giardini di criminali. Noi abbiamo visitato alcuni centri e ve li raccontiamo.

 

 

 

Dove vedere gli animali nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise

 

Abbiamo già scritto che per noi l’Abruzzo è una delle migliori regioni d’Europa per stare nella natura selvaggia. Così non suona strano che il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise sia uno dei più ricchi di fauna selvatica di tutta Italia. Si possono incontrare allo stato selvaggio volpi, camosci, daini, orsi (marsicano e europeo), cinghiali e lupi ( cosa in realtà molto difficile). Dato che non è automatico avvistare un animale selvatico durante una passeggiata nei boschi, nel parco esistono una serie di strutture in cui è più facile incontrarli. Sono le aree faunistiche dedicate a un singolo animale, oppure i piccoli zoo infermieristici, dove vengono ricoverati e curati animali feriti, traumatizzati, abbandonati e ritrovati in difficoltà. Sono le occasioni migliori per mostrare ai bambini gli animali in tutta sicurezza, accompagnati da guide esperte che sanno spiegare e dare un senso più compiuto a quel che si vede con informazioni e spiegazioni utili. Ecco i luoghi del parco dove andare per vedere gli animali selvatici, oltre a godersi la bellezza intatta di borghi antichi e il contatto con la natura.

 

 

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Passo Forca d’Acero e la faggeta delle volpi

Forca d’Acero è l’unico punto di ingresso nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise se provieni dall’Appennino laziale. Ma è anche il confine fra le regioni di Lazio e Abruzzo. Si trova a un’altitudine di 1538 metri e appena lo varchi, dopo una serie di tornanti (ci hanno corso per 4 volte una tappa del Giro d’Italia), entri in un mondo incantato. Dopo i cartelli dell’ingresso nella nuova regione, tempestati di adesivi, sulla linea del passo c’è un bar ristorante in legno con appese sculture a tema bicicletta, poi si entra in un bosco di faggi secolari dove la luce si insinua tra gli alberi e gioca a non finire tra i colori, soprattutto verso le ore del tramonto. Il bosco è freschissimo, meta ideale di picnic quando le giornate sono afose; ed è molto esteso sia a est che a ovest per fare passeggiate immersi nella natura. Osservando gli animali del bosco a distanza, come le volpi.Nel Parco si può fare anche il Cammino dei Briganti, come raccontiamo qui. Immediatamente ai piedi del Parco, nel Lazio, c’è invece la Val Comino, luogo molto verace e tutto da scoprire per una vacanza outdoor: lo abbiamo visitato e ne parliamo qui.

 

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Opi e Pescasseroli, zoo e camosci

Il primo paese che si incontra è Opi, villaggio medievale che si arrampica su un colle dei Monti Marsicani ed è inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia. Ci sono solo un baretto, una panetteria e un ristorante, per il resto la cittadina è rimasta intatta, tra salite ripide ammazzapolpacci e vicoli antichi che girano attorno alla piazza. dal Belvedere c’è una bella vista sulla Valle di Sangro. In cima al paese c’è anche il Centro Visita del Camoscio, con micromuseo sul camoscio appenninico e punto di osservazione sui camosci dell’area faunistica sottostante.

A 9 km da Opi si incontra Pescasseroli, centro turistico importante, punto di riferimento per tutte le attività sportive del Parco e sede dell’ente che lo gestisce. da qui partono sentieri per esplorare la zona a piedi e i bici (e-bike comprese) e c’è il Centro Visite Paco Nazionale d’Abruzzo che ospita un museo e un piccolo zoo infermieristico, dove vivono animali del parco trovati abbandonati e feriti, che vengono curati e rimessi in sesto, ma che non possono tornare a vivere allo stato selvaggio. Ci sono lupi, orsi, lontre, gufi, camosci e altri animali.

 

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Passeggiate alla Camosciara

Da Opi, proseguendo in direzione opposta rispetto a Pescasseroli, quindi verso est, si taglia in due il Parco arrivando alla Riserva Naturale La Camosciara. Dopo aver parcheggiato nel grande spiazzo, si possono scegliere i sentieri per trekking lunghi o passeggiate brevi, anche a cavallo. Nel parco, muovendosi la mattina presto e allontanandosi dai luoghi più battuti, è facile incontrare i camosci, ma anche orsi marsicani (innocui, leggi qui cosa fare se ne incontri uno) e qualche cinghiale (ecco come comportarsi quando lo incontri). Una passeggiata adatta a tutti, bambini compresi, è quella che porta alle due cascate, lunga circa 2,5 km su strada asfaltata e sentiero battuto. Una volta arrivati alle cascatella, il sentiero si ferma. Passare qui una giornata, come fanno i locali, fa bene alla salute e all’umore.

Si presso il parcheggio che in prossimità delle cascate ci sono baretti che servono panini, bibite e piatti. Ma è bello anche portarsi il pranzo al sacco e accamparsi lungo il ruscello per rinfrescarsi all’ombra. Qui il sito della Camosciara.

 

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Lago Barrea (cervi) e Area Faunistica del Lupo

Proseguendo lungo la strada statale 83 Marsicana si arriva a Villetta Barrea, un centro abbastanza vivace (si tengono sagre e eventi tutta estate) sul bordo settentrionale del lago Barrea. Qui si possono fare passeggiate lungo il fiume che porta al lago, ma anche fare canoa e passeggiate a cavallo costeggiando le rive. Villeta Barrea è luogo d’elezione dei cervi (sui cartelli si legge ‘Borgo dei Cervi’) che scendono fino al paco giochi locale in cerca di cibo. Dalla parte opposta del lago c’è il borgo davvero suggestivo di Barrea, appollaiato su un colle con vista lago dentro la comunità dell’Alto Sangro. Come vedrete, è uno dei luoghi più fotografati della zona. Ma mai come l’Area Faunistica del Lupo, a Civitella Alfedena, appena attraversato il ponte sul lago a sud di Villetta Barrea. Qui si possono vedere 15-20 lupi che circolano in libertà, alcuni dei quali estromessi dal branco e più abituati al contatto con l’uomo. L’incontro è emozionante per grandi e piccoli, con gli esemplari che si muovono fino alla rete che li divide dal pubblico.

 

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Il Parco dei Daini

Da Villetta Barrea verso nord, risalendo il Parco su suo limite orientale, ci si inerpica per 8 km fino al Parco dei Daini, un parco giochi fondato e gestito dal mitico Goffredo, che ha destinato una grande area verde ai daini. Con un piccolo contributo si può entrare per una visita guidata molto interessante, avvicinarsi ai daini (ma attenzione agli esemplarti maschi!) e dare loro da mangiare direttamente dalle mani. Con la sorpresa di ritrovarsi le mani pulite e inodori grazie alla lisina, la sostanza amminoacida disinfettante che viene prodotta dalla lingua dei camosci. Un’esperienza davvero sorprendente, che consigliamo perché rende entusiasti i bambini e si imparano un sacco di cose sui meccanismi della natura grazie alle curiosità che la guida locale riesce a trasmettere.

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Campoli e l’Area Faunistica dell’Orso

Campoli Appennino è appena fuori dal Parco, a 22 km dal Passo di Forca d’Acero, nel Lazio (provincia di Frosinone). Ma vale la pena raggiungere il borgo per vivere un incontro ravvicinato con l’orso. Il paese si sviluppa a semicerchio su una dolina ellittica nella Valle di Comino: la particolarità è che l’anfiteatro che si apre sotto l’abitato è un bosco adibito ad Area Faunistica del’Orso. Oltre a poter osservare i movimenti degli orsi dai punti panoramici in alto, vi consigliamo di scendere per una visita guidata all’area: con un po’ di pazienza è abbastanza facile avere un tete a tete con gli orsi che vivono qui in libertà (sempre al di là della rete di protezione). Sono animali che arrivano da situazioni complicate, orsi schiavizzati, o reclusi nei giardini di boss mafiosi.

I momenti migliori sono la mattina e al tramonto, quando gli animali escono dall’ombra rinfrescante del bosco e trotterellano per andare a bere alle fonti. A noi è capitato di fare conoscenza di Sonia, una femmina di orso europeo che ci ha accompagnato per un pezzo di passeggiata.   

 

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Cosa portare in un trekking

 

Se decidi di fare un trekking, ecco i nostri consigli, a partire dalla nostra Guida al Trekking.

Uno zaino da almeno 50 litri (ecco cosa devi sapere per scegliere quello giusto ma anche  come devi riempirlo per non farlo pesare troppo e come proteggerlo dalla pioggia)

Scarpe da trekking a collo alto (qui la nostra guida alle scarpe da camminata)

Asciugamano sportivo in microfibra e 2-3 magliette leggere (qui il nostro vocabolario dell’abbigliamento sportivo per districarsi tra i tessuti tecnici)

2-3 pantaloni da trekking (qui spieghiamo quali caratteristiche devono avere)

3 paia di calzettoni da trekking (per scegliere quelle più adatte leggi qui)

Giacca di tipo guscio per ripararsi dal vento e dal freddo (leggi la nostra guida sulle giacche impermeabili da trekking)

Felpa o pile (ecco i nostri approfondimenti sull’abbigliamento outdoor)

Bastoncini telescopici da trekking (ecco perché sono necessari)

Cappello e occhiali per proteggersi dal sole

Borraccia (ecco le migliori in acciaio inox)

Prodotti per igiene personale (e i detersivi per lavare l’abbigliamento)

Crema solare (qui i consigli per proteggerti in maniera efficace)

Kit primo soccorso: cerotti/Compeed per eventuali vesciche; bende; disinfettante; rotolo nastro adesivo

Mini torcia per muoversi di notte senza svegliare gli altri

 

 

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