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	<title>bosco Archives - SportOutdoor24</title>
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	<item>
		<title>Allarme zecche in monti e boschi: ecco come difendersi e cosa fare</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/cure-rimedi/zecche-nei-boschi-come-difendersi-e-cosa-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Salute]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 07:15:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cure e rimedi]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[insetti]]></category>
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					<description><![CDATA[Come ogni anno arriva l&#8217;allarme zecche in monti e boschi: sono numerosissime infatti le segnalazioni[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1277" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ixodes-ricinus-5294521_1920.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="zecche in monti e boschi" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ixodes-ricinus-5294521_1920.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ixodes-ricinus-5294521_1920-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ixodes-ricinus-5294521_1920-1024x681.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ixodes-ricinus-5294521_1920-768x511.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ixodes-ricinus-5294521_1920-1536x1022.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Come ogni anno arriva l&#8217;<strong>allarme zecche in monti e boschi</strong>: sono numerosissime infatti le segnalazioni di una <strong>presenza anomala e numerosissima di zecche</strong> nelle zone montane e boschive ma anche in quelle a quote modeste ma caratterizzate dall&#8217;erba alta e da prati incolti.</p>
<p>Questa infestazione anomala di zecche è stata segnalata un po&#8217; ovunque sui rilievi montani del nostro Paese, e si spiega con l&#8217;<strong>esplosione del caldo unita a un inverno secco e dalle temperature miti</strong> e, spesso ormai, anche dal proliferare della popolazione di ungulati come i cinghiali.</p>
<h2>Allarme zecche in monti e boschi: come difendersi e cosa fare</h2>
<p>Le zecche rappresentano un <strong>vero pericolo che in molti ancora non conoscono o sottovalutano</strong>, tanto che i Corpi Forestali ammoniscono di fare attenzione anche sui sentieri. Oltre ovviamente a non inoltrarsi nel fitto dei boschi o sostare nelle zone di erba incolta, magari per un pic-nic o un pisolino.</p>
<p>Sono infatti diverse le patologie che questi parassiti ematofagi possono trasmettere all&#8217;uomo (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/cose-la-malattia-di-lyme-e-perche-si-sta-diffondendo-anche-in-europa/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">la malattia di Lyme</a> o borreliosi provocata dal batterio Borrelia burgdorferi o la meningoencefalite Tbe &#8211; Tick Borne Encephalitis &#8211; di origine virale) e agli animali domestici come i cani (per esempio la babesiosi, potenzialmente fulminante).</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-84204" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ixodes-ricinus-4858026_1920.jpg" alt="zecche in monti e boschi" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ixodes-ricinus-4858026_1920.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ixodes-ricinus-4858026_1920-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ixodes-ricinus-4858026_1920-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ixodes-ricinus-4858026_1920-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/ixodes-ricinus-4858026_1920-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h3>Come evitare di prendere le zecche</h3>
<p>Camminare solo sui sentieri, evitando le aree di erba alta incolta e quelle di fitto sottobosco, <strong>coprirsi gambe e braccia con pantaloni lunghi e t-shirt con maniche lunghe</strong> e in generale avere coscienza del problema e controllare bene la pelle al termine dell&#8217;escursione, a piedi o in mountain bike che sia, è il minimo indispensabile per evitare problemi anche gravi.</p>
<p>Le zecche infatti al momento del &#8220;morso&#8221; <strong>iniettano una sostanza anestetica che non fa percepire la loro puntura</strong> e aumenta la loro possibilità di incistarsi bene con il rostro nella pelle. Ma appunto, scarpe alte e abbigliamento coprente potrebbero non bastare, perché le zecche sono in grado anche di rimanere sul tessuto in cerca di un lembo di pelle da pungere, per cui è fondamentale al termine di ogni escursione fare <strong>un&#8217;accurata ricognizione della pelle</strong> ed eventualmente procedere a toglierle.</p>
<p>Togliere le zecche è un’<strong>operazione non difficile ma abbastanza delicata</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/cure-rimedi/punture-di-zecca-cosa-fare-come-toglierle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">che abbiamo spiegato qui</a>. Eventualmente è bene rivolgersi al pronto soccorso o alla guardia medica, per evitare che il rostro rimanga incistato nella pelle.</p>
<p><em>Foto di Observations? Science needs your data inaturalist org da Pixabay</em></p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
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</ul>
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		<item>
		<title>Fiaba e geologia nel Sasseto, il Bosco di Biancaneve della Tuscia viterbese</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/bosco-del-sasseto-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 14:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il territorio viterbese, tra le sue tante meraviglie ancora poco note al turismo di massa,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Bosco-del-Sasseto.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Bosco del Sasseto, Tuscia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Bosco-del-Sasseto.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Bosco-del-Sasseto-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Bosco-del-Sasseto-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Bosco-del-Sasseto-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Il <strong>territorio viterbese</strong>, tra le sue tante meraviglie ancora poco note al turismo di massa, custodisce un gioiello di biodiversità unico, riconosciuto ufficialmente come <strong>Monumento Naturale dal 2006</strong>. Si tratta di un&#8217;importante denominazione perché identifica aree protette dal <strong>valore scientifico e paesaggistico inestimabile</strong>, zone fragili che richiedono una gestione attenta. Parliamo del <strong>Bosco del Sasseto a Torre Alfina </strong>(frazione di Acquapendente), la cui particolarità risiede nel terreno che si è formato nel corso dei millenni da accumuli di rocce scure derivanti dalle <strong>colate di un apparato vulcanico spento da secoli</strong>.</p>
<p>Proprio tra questi massi lavici affioranti, la vegetazione ha trovato un habitat fertile, dando vita a <strong>esemplari vegetali</strong> che superano i 25 metri di altezza. Tronchi nodosi dal diametro imponente si intrecciano con il muschio, creando uno scenario che la prestigiosa rivista<em> National Geographic</em> ha ribattezzato con il soprannome di <strong>Bosco di Biancaneve</strong>. Le fronde di faggi, olmi montani e lecci secolari filtrano la luce solare, restituendo un&#8217;atmosfera ovattata e <strong>fuori dal tempo.</strong></p>
<h2>L&#8217;eredità del Marchese Edoardo Cahen d&#8217;Anvers</h2>
<p>Verso la fine del XIX secolo, il nobiluomo <strong>Edoardo Cahen d&#8217;Anvers</strong> (di origini belghe) decise di trasformare questa selva intricata in un <strong>giardino paesaggistico rispettoso dell&#8217;ecosistema</strong>. Affidò il progetto agli architetti francesi <strong>Henri</strong> e <strong>Achille Duchêne</strong>, i quali tracciarono percorsi discreti tra le rocce senza alterare la natura selvaggia del luogo.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Mausoleo-Bosco-del-Sasseto.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666142" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Mausoleo-Bosco-del-Sasseto.jpg" alt="Mausoleo nel Bosco del Sasseto, Tuscia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Mausoleo-Bosco-del-Sasseto.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Mausoleo-Bosco-del-Sasseto-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Mausoleo-Bosco-del-Sasseto-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Mausoleo-Bosco-del-Sasseto-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>L&#8217;<strong>intervento umano è oggi quasi invisibile</strong>, mimetizzato da decenni di crescita botanica spontanea. L&#8217;unico edificio che rompe l&#8217;uniformità verde è il <strong>mausoleo neogotico</strong>, una piccola struttura funebre voluta dal marchese stesso. Tale costruzione, avvolta dai rami, accoglie le <strong>spoglie del proprietario dal 1894</strong> e rappresenta il cuore spirituale dell&#8217;area. La simbiosi tra le opere in pietra e le radici aeree degli alberi veterani conferisce al paesaggio un carattere solenne (per molti quasi sacro).</p>
<h2>Geologia e giganti verdi nel Bosco del Sasseto</h2>
<p>Un&#8217;escursione guidata tra i sentieri del Monumento Naturale di Acquapendente svela un <strong>ecosistema vulcanico unico al mondo</strong>, in cui alberi monumentali e massi lavici creano scenari fiabeschi sotto il <strong>castello di Torre Alfina. </strong>L’aspetto visivo più impattante riguarda la<strong> morfologia delle piante.</strong> I tronchi di faggi e lecci secolari non crescono lineari, bensì si <strong>contorcono attorno alle pietre,</strong> allungando radici aeree simili a tentacoli vegetali per cercare stabilità.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Alberi-Bosco-del-Sasseto.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666143" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Alberi-Bosco-del-Sasseto.jpg" alt="Grandi alberi nel Bosco del Sasseto" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Alberi-Bosco-del-Sasseto.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Alberi-Bosco-del-Sasseto-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Alberi-Bosco-del-Sasseto-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Alberi-Bosco-del-Sasseto-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Sotto le ampie chiome che filtrano la luce, il <strong>sottobosco rivela una varietà botanica sorprendente</strong>. Le rocce vulcaniche appaiono interamente rivestite da spessi strati di <strong>muschio verde brillante</strong>, il quale trattiene l&#8217;umidità necessaria alla sopravvivenza di felci rare e piccoli fiori selvatici. Oltre 30 specie differenti convivono in questo spazio ristretto, tra cui spiccano <strong>aceri di monte, olmi e frassini</strong>. Tale ricchezza cromatica muta drasticamente con il passare dei mesi, regalando sfumature ocra in autunno e fioriture delicate durante i periodi primaverili.</p>
<h3>Tracce storiche del Marchese Cahen</h3>
<p>Il percorso mostra i resti dei sentieri ottocenteschi realizzati con una sapiente <strong>opera di ingegneria naturalistica</strong>. Sebbene il mausoleo neogotico rappresenti l&#8217;unico edificio propriamente detto, lungo il tragitto si scorgono <strong>muretti a secco</strong> e <strong>massicciate</strong> perfettamente integrate nel paesaggio.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Castello-di-Torre-Alfina.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666144" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Castello-di-Torre-Alfina.jpg" alt="Castello di Torre Alfina, Tuscia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Castello-di-Torre-Alfina.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Castello-di-Torre-Alfina-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Castello-di-Torre-Alfina-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Castello-di-Torre-Alfina-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Queste opere, volute dal marchese Edoardo Cahen, servivano a <strong>rendere agevole il passaggio</strong> tra i dislivelli del terreno lavico senza intaccarne la bellezza selvaggia.</p>
<h2>Norme per una visita consapevole nella Riserva</h2>
<p>L&#8217;accesso a questo ecosistema protetto segue <strong>regole precise per</strong> garantirne la conservazione assoluta. Il Comune di Acquapendente gestisce gli ingressi, i quali avvengono esclusivamente tramite la <strong>presenza di personale qualificato</strong>. Prenotare la propria partecipazione è un passaggio necessario, fattibile contattando i numeri +39 0763 730065 oppure +39 3888568841, gestiti dalla Cooperativa L’Ape Regina.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Sasseto.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666145" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Sasseto.jpg" alt="Sasseto, Il Bosco di Biancaneve" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Sasseto.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Sasseto-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Sasseto-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Sasseto-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Questo contatto diretto serve a monitorare il <strong>flusso di persone</strong> ed evitare impatti negativi sulla flora locale. Il percorso richiede un abbigliamento specifico, basato su <strong>scarpe chiuse</strong> con <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-acquatici/spider-shoes-le-scarpe-da-vela-davvero-antiscivolo/" data-wpel-link="internal">suola antiscivolo</a>,</strong> dettaglio fondamentale vista la natura scivolosa dei massi lavici e del sottobosco umido. In caso di pioggia o vento forte, la direzione sospende le attività per motivi di sicurezza, proteggendo l&#8217;incolumità dei partecipanti.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il Bosco della Ficuzza è la foresta segreta della Sicilia con il Gorgo del Drago, il trono del re e quasi nessun turista</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/bosco-della-ficuzza-sicilia-riserva-naturale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 15:19:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[aescursioni]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[camminata]]></category>
		<category><![CDATA[foreste]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[A quaranta chilometri da Palermo, oltre Corleone, la Sicilia cambia faccia. Spariscono gli ulivi, le[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="667" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/1-20.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="bosco-ficuzza-sicilia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/1-20.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/1-20-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/1-20-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">A quaranta chilometri da Palermo, oltre Corleone, la Sicilia cambia faccia. Spariscono gli ulivi, le strade diventano strette, e all&#8217;improvviso compare una foresta che non ti aspetti — densa, antica, con una vetta calcarea che sovrasta tutto e nomi che sembrano inventati da qualcuno con molta fantasia e poca voglia di rassicurare i visitatori. <strong>Gorgo del Drago. Acqua Ammucciata. Gole del Drago. Grotta del Romito.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il <strong>Bosco della Ficuzza</strong> è la riserva naturale più estesa della Sicilia occidentale. <strong>7.400 ettari</strong>, il <strong>90% delle specie vegetali dell&#8217;intera isola</strong>, una fauna di rapaci che non ha equivalenti nel Mediterraneo. È rimasta intatta per secoli quasi per caso. E la storia di come ci è riuscita è più strana di qualsiasi leggenda locale.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Un re in fuga costruisce un palazzo nel nulla</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Tutto comincia nel <strong>1799</strong>, quando <strong>Ferdinando IV di Borbone</strong> lascia Napoli in fretta. La rivoluzione napoletana è scoppiata, i tumulti popolari si avvicinano al palazzo, e il re — con la sua famiglia, i nobili di corte e i dignitari al seguito — imbarca tutto e fugge a Palermo. Ha bisogno di due cose: una residenza degna del suo rango e un posto dove cacciare. Per il primo problema costruisce la <strong>Palazzina Cinese</strong> a Palermo. Per il secondo, compra e unifica una serie di feudi tra le montagne siciliane, crea una riserva privata di <strong>12.000 ettari</strong> e commissiona all&#8217;architetto regio <strong>Carlo Chenchi</strong> — con modifiche di <strong>Venanzio Marvuglia</strong>, lo stesso della Palazzina Cinese — la costruzione di un palazzo di caccia nel mezzo del bosco.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/2-20.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663919" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/2-20.png" alt="foresta-ficuzza" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/2-20.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/2-20-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/2-20-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">I lavori durano dal <strong>1802 al 1807</strong>. Il risultato è la <strong>Real Casina di Caccia di Ficuzza</strong>: un edificio neoclassico severo, con la facciata a due ordini di finestre, il cornicione con lo stemma coronato dei Borbone, le statue del dio <strong>Pan</strong> e della dea <strong>Diana</strong> sui lati, e intorno al nulla — il bosco, la roccia, il silenzio. Ferdinando ci vive ininterrottamente dal <strong>1810 al 1813</strong>. Poi la storia va avanti, i Borbone perdono il regno, e il palazzo rimane lì, con il bosco che continua a crescergli intorno.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il bosco sopravvissuto per la sua inutilità</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il motivo per cui questa foresta esiste ancora è semplice e un po&#8217; ironico. L&#8217;area boscata dei feudi di Ficuzza, Lupo e Cappelliere fu risparmiata dai disboscamenti sistematici che nell&#8217;Ottocento hanno distrutto gran parte delle foreste siciliane per un motivo preciso: <strong>era troppo impervia e rocciosa per l&#8217;agricoltura</strong>. Non conveniva disboscarla. E così è sopravvissuta, per inerzia, mentre tutto intorno veniva trasformato.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nel <strong>1871</strong>, con l&#8217;Unità d&#8217;Italia, l&#8217;area passa al Demanio del Regno. Nel <strong>1901</strong> viene dichiarata <strong>bosco nazionale inalienabile</strong>. Nel <strong>2000</strong> diventa riserva naturale orientata ufficiale. Quasi duecento anni di protezione quasi accidentale, che hanno prodotto uno degli ecosistemi forestali più ricchi d&#8217;Italia.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il Gorgo del Drago e gli altri nomi del mistero</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">I nomi dei luoghi nella riserva sembrano scelti apposta per alimentare l&#8217;immaginazione. Il <strong>Gorgo del Drago</strong> — nome ufficiale: Gorgo Tondo di Godrano — è un laghetto naturale in area argillosa che Ferdinando fece trasformare in pescheria per l&#8217;allevamento di pesci d&#8217;acqua dolce. In primavera, quando l&#8217;acqua è alta, ospita anfibi rari e una flora acquatica che non si trova facilmente altrove.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/3-16.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663918" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/3-16.png" alt="sicila-ficuzza" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/3-16.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/3-16-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/3-16-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il <strong>Gorgo Lungo</strong> è nelle vicinanze, separato dal primo da poche centinaia di metri. L&#8217;<strong>Acqua Ammucciata</strong> — che in siciliano significa letteralmente <strong>acqua nascosta</strong> — è una sorgente che sparisce e ricompare tra le rocce secondo logiche proprie. Le <strong>Gole del Drago</strong> sono un canyon naturale scavato dal fiume Frattina nel territorio di Corleone, con cascate e laghetti interni raggiungibili a piedi. La <strong>Grotta del Romito</strong> è una cavità naturale nella roccia, nell&#8217;entroterra della riserva.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Tutti posti reali, tutti accessibili a piedi, tutti con quella qualità sospesa che hanno i luoghi in cui la natura ha avuto secoli per fare quello che voleva.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il Pulpito del Re: il trono di pietra</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nel bosco, lungo uno dei sentieri principali, si trova una roccia scolpita a forma di trono. Si chiama <strong>Pulpito del Re</strong>, e la storia che ci gira intorno è abbastanza rivelatrice del personaggio: Ferdinando si sedeva su quella roccia, in posizione sopraelevata, mentre i suoi servitori spingevano la selvaggina verso di lui da sotto. La caccia, evidentemente, era uno sport che si praticava con qualche comodità logistica quando si era re.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La roccia è ancora lì, raggiungibile a piedi dalla Casina reale in meno di un&#8217;ora. Attorno circolano diverse leggende locali che ne amplificano il significato — nessuna documentata, tutte affascinanti.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La Rocca Busambra: le Dolomiti di Sicilia</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Sopra il bosco, a dominare tutta la riserva, si erge la <strong>Rocca Busambra</strong>: un&#8217;enorme dorsale calcarea di <strong>15 chilometri</strong>, con la cima più alta dei monti Sicani a <strong>1.615 metri</strong>. La chiamano le <strong>Dolomiti di Sicilia</strong> per le pareti verticali e il colore chiaro della roccia.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/RNO_Bosco_della_Ficuzza_1_1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663923" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/RNO_Bosco_della_Ficuzza_1_1.jpg" alt="Bosco_della_Ficuzza" width="1000" height="668" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/RNO_Bosco_della_Ficuzza_1_1.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/RNO_Bosco_della_Ficuzza_1_1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/RNO_Bosco_della_Ficuzza_1_1-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
La sua origine è straordinaria: è il risultato della fossilizzazione delle <strong>scogliere coralline</strong> che popolavano le acque di quest&#8217;area <strong>200 milioni di anni fa</strong>. È nota ai paleontologi di tutto il mondo per i suoi fossili. Nelle sue pareti strapiombanti crescono specie vegetali endemiche che non riescono a vivere altrove. È raggiungibile a piedi dai sentieri della riserva — escursione impegnativa, riservata a camminatori esperti.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">I rapaci: un elenco che non finisce mai</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Le pareti rocciose della Rocca Busambra sono uno dei siti di nidificazione di rapaci più importanti di tutto il Mediterraneo. L&#8217;elenco di quello che vive qui è lungo e difficile da trovare altrove in Italia: <strong>aquila reale</strong>, <strong>grifone</strong>, <strong>capovaccaio</strong> — piccolo avvoltoio ormai rarissimo in Europa —, <strong>falco pellegrino</strong>, <strong>falco lanario</strong>, <strong>nibbio reale</strong>, <strong>gufo reale</strong>, <strong>barbagianni</strong>. In tutto la riserva ospita l&#8217;<strong>80% delle specie faunistiche presenti in Sicilia</strong>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Sullo stesso palazzo borbonico nidifica uno degli uccelli più particolari dell&#8217;isola: lo <strong>storno nero</strong>, un corvoide che vive solo in Sicilia e in Sardegna, che a Ficuzza colonizza tetti e comignoli della Casina reale. È uno di quei dettagli che rendono il posto unico: un palazzo del XIX secolo usato come nido da una specie endemica mediterranea.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il <strong>Centro Regionale Recupero Fauna Selvatica</strong>, gestito dalla <strong>LIPU</strong> all&#8217;interno della <a href="https://orbs.regione.sicilia.it/aree-protette/riserve-naturali-siciliane/172-riserva-naturale-bosco-della-ficuzza-rocca-busambra-gorgo-del-drago-bosco-del-cappelliere.html" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">riserva</a>, è un ospedale per animali selvatici che accoglie rapaci feriti da tutta la Sicilia — aquile, grifoni, falchi, avvoltoi — li cura e li reimmette in natura. Vale la visita anche solo per questo: è uno dei pochi posti in Italia dove puoi vedere un&#8217;aquila reale da vicino con la coscienza pulita.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Come arrivare e informazioni pratiche</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>In auto</strong> — da <strong>Palermo</strong> circa 40 km, seguire lo scorrimento veloce Palermo-Agrigento, uscita Bolognetta, poi Marineo e Corleone fino al bivio per Ficuzza. <strong>Real Casina di Caccia</strong> — visitabile su richiesta, chiusa il lunedì. <strong>Centro LIPU Recupero Fauna</strong> — prenotazione consigliata. <strong>Sentieri</strong> — la rete è ben segnalata: dal Pulpito del Re alle Gole del Drago, dall&#8217;Acqua Ammucciata al Gorgo del Drago. Rocca Busambra per escursionisti esperti. <strong>Periodo migliore</strong> — <strong>aprile e maggio</strong> per la fioritura delle orchidee nelle praterie e per l&#8217;avvistamento dei rapaci in attività; il bosco è visitabile tutto l&#8217;anno.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Leggi anche</strong></p>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3">
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</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il bosco dove la gravità non esiste: benvenuti al Parco dei Mostri, l&#8217;incubo di Bomarzo</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/parco-dei-mostri-bomarzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jan 2026 12:40:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[tuscia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=660448</guid>

					<description><![CDATA[Il Sacro Bosco di Bomarzo, detto anche Parco dei Mostri, rappresenta un’anomalia assoluta nel panorama[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Parco-dei-Mostri-Bomarzo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Parco dei Mostri di Bomarzo, Tuscia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Parco-dei-Mostri-Bomarzo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Parco-dei-Mostri-Bomarzo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Parco-dei-Mostri-Bomarzo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Parco-dei-Mostri-Bomarzo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Il <strong>Sacro Bosco di Bomarzo</strong>, detto anche <strong>Parco dei Mostri,</strong> rappresenta un’anomalia assoluta nel panorama del XVI secolo: mentre il Rinascimento celebrava la razionalità e le proporzioni classiche, il principe Pier Francesco &#8220;Vicino&#8221; Orsini scelse di percorrere la strada del caos e del grottesco. Nel 1552, sotto la direzione dell&#8217;architetto <strong>Pirro Ligorio</strong>, il sovrano volle creare dapprima un labirinto di roccia vulcanica sotto forma di Villa delle Meraviglie, e poi di dar vita a ciò che erano i suoi <strong>incubi e le sue visioni</strong>.</p>
<p>Il principe, del resto, era reduce dalle sofferenze della guerra e devastato dalla morte prematura della moglie, <strong>Giulia Farnese</strong>, avvenuta qualche anno dopo l&#8217;avvio dei lavori. Il parco di questo borgo della provincia di Viterbo, quindi, non è un giardino per il piacere degli occhi, ma un luogo per &#8220;sfogare il core&#8221; e in cui la pietra vulcanica locale, il <strong>peperino</strong>, veniva modellata direttamente sul posto.</p>
<h2>Le icone del Bosco Sacro</h2>
<p>Passeggiando lungo i sentieri all’ombra delle querce di questo angolo di <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/tuscia-con-i-bambini-i-4-borghi-piu-belli-e-misteriosi-da-vedere/" data-wpel-link="internal">Tuscia</a></strong>, ci si ritrova in presenza di statue colossali che sembrano osservarci. Tra le più iconiche segnaliamo:</p>
<ul>
<li><strong>La Casa Pendente</strong>: edificata volutamente su un masso di roccia inclinato, rappresenta la sfida definitiva alla percezione. Entrando nella struttura, il sistema vestibolare avverte un’immediata discrepanza tra la vista e l&#8217;equilibrio. Le linee oblique ingannano il cervello, rendendo difficile mantenere la stabilità.</li>
<li><strong>L&#8217;Orco (La Bocca dell’Inferno)</strong>: l’immagine simbolo del parco. Sulla soglia delle labbra è inciso il monito &#8220;Ogni pensiero vola&#8221;. Lo spazio interno, scavato interamente nel blocco vulcanico, è dotato di una singolare acustica che amplifica e distorce i suoni, trasformando l&#8217;ambiente in una cassa di risonanza cupa e cavernosa.</li>
<li><strong>Il Tempio</strong>: situato nella parte più alta e isolata, è l&#8217;unica costruzione che segue canoni classici e proporzioni eleganti, eretta in memoria di Giulia Farnese come punto di pace e stabilità oltre il caos delle sculture sottostanti.</li>
</ul>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Orco-Bomarzo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-660455" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Orco-Bomarzo.jpg" alt="L'Orco di Bomarzo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Orco-Bomarzo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Orco-Bomarzo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Orco-Bomarzo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Orco-Bomarzo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Note tecniche per l’attività outdoor</h2>
<p>La visita a Bomarzo è un’attività all’aperto che richiede un approccio da trekking leggero, e quindi <strong>ideale a tutte le età</strong> (attenzione, non è adatto ai passeggini). Il parco si sviluppa all&#8217;interno di una vallata boscosa caratterizzata da un microclima umido che favorisce la crescita di muschi e licheni. La bellezza e la pace, dunque, sono assicurati.</p>
<p>I sentieri sono prevalentemente sterrati e irregolari, con pendenze costanti e scalinate in pietra secolare che possono risultare scivolose. Per questo motivo, al fine di affrontare l&#8217;esperienza al meglio è consigliato l&#8217;uso di<strong> calzature con suola scolpita</strong>.</p>
<h2>Informazioni utili: costi e accesso</h2>
<p>Il Parco dei Mostri è di <strong>proprietà privata</strong> ed è accessibile durante tutto l&#8217;anno con orario continuato. Il costo del biglietto intero è di 15,00 euro, ma sono previste riduzioni per bambini (9,00 euro tra i 4 e i 13 anni) e tariffe agevolate per gruppi numerosi su prenotazione. L&#8217;orario di apertura va dalle <strong>09:00 fino al tramonto</strong> e non è necessaria la prenotazione per i singoli visitatori.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sacro-Bosco-Bomarzo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-660456" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sacro-Bosco-Bomarzo.jpg" alt="Statua del Sacro Bosco di Bomarzo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sacro-Bosco-Bomarzo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sacro-Bosco-Bomarzo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sacro-Bosco-Bomarzo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sacro-Bosco-Bomarzo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h3>Come arrivare</h3>
<ul>
<li><strong>In auto</strong>: autostrada A1, uscita Attigliano (se si viene da Nord). Da qui si seguono le indicazioni per Bomarzo (circa 10 minuti dal casello). L&#8217;uscita se si viene da Sud, invece, è Orte. È presente un ampio parcheggio gratuito all&#8217;ingresso.</li>
<li><strong>In treno + bus</strong>: le stazioni ferroviarie più vicine sono quella di Viterbo o di Orte, collegate poi al borgo di Bomarzo tramite le linee di bus extraurbani COTRAL.</li>
</ul>
<p>All&#8217;ingresso sono disponibili un&#8217;area picnic, un bar-ristorante e un bookshop. I <strong>cani non sono ammessi all&#8217;interno</strong> del giardino per la tutela delle sculture.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/piramide-etrusca-bomarzo/" data-wpel-link="internal">Tra i boschi della Tuscia viterbese, spunta una Piramide Etrusca: un enigma scolpito nel peperino e custode di segreti antichi</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/luni-sul-mignone-lazio/" data-wpel-link="internal">Luni sul Mignone: la “città perduta” nel cuore del Lazio che il tempo ha dimenticato</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/la-scarzuola-umbria/" data-wpel-link="internal">La Scarzuola: il surreale tesoro architettonico nascosto nel cuore dell’Umbria</a></strong></li>
</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>7 borghi italiani avvolti dai boschi: qui l’autunno entra tra le case e il silenzio profuma di foglie bagnate</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/borghi-italiani-boschi-autunno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 08:31:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando le giornate si accorciano e le foglie cambiano veste, i boschi italiani mutano volto:[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:group><media:title>7 borghi italiani avvolti dai boschi: qui l’autunno entra tra le case e il silenzio profuma di foglie bagnate</media:title>	<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Torre-Alfina.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>TORRE ALFINA – borgo di pietra e legno che emerge tra i boschi del Lazio, dove l’autunno trasforma ogni sentiero in un tappeto dorato.</media:title>
							  	<media:text>TORRE ALFINA – borgo di pietra e legno che emerge tra i boschi del Lazio, dove l’autunno trasforma ogni sentiero in un tappeto dorato.</media:text>
							  	<media:description>TORRE ALFINA – borgo di pietra e legno che emerge tra i boschi del Lazio, dove l’autunno trasforma ogni sentiero in un tappeto dorato.</media:description>          
								</media:content>
									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Sasso-di-castalda.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>SASSO DI CASTALDA – Tra faggete e castagneti, questo borgo lucano sembra sospeso nel tempo quando l’autunno colora i suoi boschi.</media:title>
							  	<media:text>SASSO DI CASTALDA – Tra faggete e castagneti, questo borgo lucano sembra sospeso nel tempo quando l’autunno colora i suoi boschi.</media:text>
							  	<media:description>SASSO DI CASTALDA – Tra faggete e castagneti, questo borgo lucano sembra sospeso nel tempo quando l’autunno colora i suoi boschi.</media:description>          
								</media:content>
									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Pienza.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>PIENZA – Le colline toscane intorno a Pienza si tingono d’oro e rame, mentre il borgo accoglie passeggiatori tra vicoli e panorami da cartolina.</media:title>
							  	<media:text>PIENZA – Le colline toscane intorno a Pienza si tingono d’oro e rame, mentre il borgo accoglie passeggiatori tra vicoli e panorami da cartolina.</media:text>
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							  	<media:title>OPI – Nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Opi emerge tra faggete e ruscelli, dove l’autunno regala silenzio e colori intensi.</media:title>
							  	<media:text>OPI – Nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Opi emerge tra faggete e ruscelli, dove l’autunno regala silenzio e colori intensi.</media:text>
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							  	<media:title>CHIANALE – Un borgo di montagna al confine con la Francia, avvolto da boschi secolari che in autunno si accendono di rosso e oro.</media:title>
							  	<media:text>CHIANALE – Un borgo di montagna al confine con la Francia, avvolto da boschi secolari che in autunno si accendono di rosso e oro.</media:text>
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							  	<media:title>APRICALE – Arroccato sulle colline liguri, il borgo si intreccia tra vicoli di pietra e boschi che in autunno esplodono di colori caldi.</media:title>
							  	<media:text>APRICALE – Arroccato sulle colline liguri, il borgo si intreccia tra vicoli di pietra e boschi che in autunno esplodono di colori caldi.</media:text>
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							  	<media:title>MOLVENO - borgo alpino incastonato tra lago smeraldo e boschi dorati, dove l’autunno si respira passo dopo passo tra montagne e silenzio.</media:title>
							  	<media:text>MOLVENO - borgo alpino incastonato tra lago smeraldo e boschi dorati, dove l’autunno si respira passo dopo passo tra montagne e silenzio.</media:text>
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Opi.jpg" title="OPI – Nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Opi emerge tra faggete e ruscelli, dove l’autunno regala silenzio e colori intensi." data-wpel-link="internal">
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Pienza.jpg" title="PIENZA – Le colline toscane intorno a Pienza si tingono d’oro e rame, mentre il borgo accoglie passeggiatori tra vicoli e panorami da cartolina." data-wpel-link="internal">
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Torre-Alfina.jpg" title="TORRE ALFINA – borgo di pietra e legno che emerge tra i boschi del Lazio, dove l’autunno trasforma ogni sentiero in un tappeto dorato." data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Torre-Alfina-100x75.jpg" alt="torre-alfina-borgo-di-pietra-e-legno-che-emerge-tra-i-boschi-del-lazio-dove-lautunno-trasforma-ogni-sentiero-in-un-tappeto-dorato" />
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								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" />
<p>Quando le giornate si accorciano e le foglie cambiano veste, i <strong>boschi italiani</strong> mutano volto: rosso, giallo, arancio, un tappeto cromatico che invita a uscire dai circuiti più battuti. I <strong>borghi</strong> che sorgo­no ai margini di queste foreste o in valli boscose diventano rifugi perfetti: si cammina tra castagni, silenzio, legna che scoppietta… e lo spettacolo del foliage che regala emozioni continue. Di seguito, abbiamo selezionato per voi <strong>i 7 borghi d&#8217;Italia circondati dai boschi più belli da visitare in autunno.</strong></p>
<h2>Molveno, Trentino</h2>
<p>Ai piedi delle <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/la-ciclabile-dal-lago-didro-alle-dolomiti-di-brenta-per-scoprire-in-bicicletta-in-trentino/" data-wpel-link="internal">Dolomiti di Brenta,</a></strong> <strong>Molveno</strong> si adagia sulle sponde del suo lago smeraldo, circondato da boschi di conifere e larici che in autunno diventano un mosaico di oro e rame. Le case del borgo si riflettono nell’acqua calma, i sentieri tra i boschi invitano a passeggiate lente e silenziose, e l’aria profuma di resina e legna. Molveno è un luogo dove il paesaggio domina e l’autunno si percepisce in ogni dettaglio: dal fruscio delle foglie ai raggi obliqui del sole tra gli alberi.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone size-large wp-image-655620" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Molveno-1024x575.jpg" alt="" width="1024" height="575" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Molveno-1024x575.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Molveno-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Molveno-768x432.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Molveno-1536x863.jpg 1536w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Molveno.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Foto di Kelly da Pexels</p>
<h3>Apricale, Liguria</h3>
<p>Abbracciato da boschi di castagno e nocciolo, <strong>Apricale</strong> è arroccato su pendio ligure a poca distanza dal confine francese. Il borgo conserva vicoli medievali, case in pietra e un maestoso castello che lo sovrasta. In autunno i boschi appena fuori dal paese si tingono di caldi toni, offrendo passeggiate tranquille. Ottimo per chi vuole un weekend lontano dal mare ma con <strong>natura e legno croccante</strong> sotto i piedi.</p>
<p>Foto di VINCENZO INZONE su Unsplash</p>
<h3>Torre Alfina, Lazio</h3>
<p>Un borgo piccino, ma molto caratteristico: vi basti pensare che si trova ai piedi del <strong>Bosco del Sasseto</strong>, ricco di massi ricoperti di muschio, faggi slanciati e percorsi facili. Durante questa bella stagione, a <strong>Torre Alfina</strong> la luce tra gli alberi fa scintillare l’ambiente e il borgo si rivela un buon punto di appoggio per sentirsi lontani dalla frenesia. Atmosfera essenziale, natura in primo piano e persino un castello che pare uscito da un libro di fiabe.</p>
<p>Foto di NikonZ7II &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
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<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isola-capri-autunno/" data-wpel-link="internal">Capri d’autunno: quando il rumore dell’estate svanisce e resta solo la bellezza</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/gorropu-sardegna-autunno/" data-wpel-link="internal">Non solo mare: l’autunno di Gorropu, il canyon della Sardegna che sembra d’un altro pianeta</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/gr-53-il-nuovo-itinerario-a-piedi-verso-mont-saint-michel/" data-wpel-link="internal">Adesso c’è un nuovo itinerario a piedi verso Mont Saint-Michel</a></strong></li>
</ul>
<h3>Opi, Abruzzo</h3>
<p>A circa 1.250 metri di altitudine, nel cuore del<strong> Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise</strong>, questo borgo medievale è circondato da faggete imponenti e percorsi nei boschi. In autunno la <strong>Val Fondillo</strong>, adiacente, offre uno scenario spettacolare: ruscelli, foglie che calano lente e silenzio che pesa. Perfetto per chi ama camminare nel bosco, respirare il freddo mattutino e stare lontano dal turismo affollato.</p>
<p>Foto di Carlodirocco &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</p>
<h3>Chianale, Piemonte</h3>
<p>Poco noto, al confine con la <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/tolosa-itinerario-halloween/" data-wpel-link="internal">Francia</a></strong>, <strong>Chianale</strong> è immerso in un bosco antichissimo con cembri che superano i 400-600 anni. È il posto ideale da visitare in questo periodo dell&#8217;anno, in quanto caratterizzato da silenzio, altitudine e natura che cambia colore e si prepara all’inverno.</p>
<p>Foto di Domenicobici &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</p>
<h3>Sasso di Castalda, Basilicata</h3>
<p><strong>Sasso di Castalda</strong> è un borgo dell’<strong>Appennino Lucano</strong> vicino a faggete, castagneti e boschi di cerro che assumono tonalità spettacolari in autunno. Per chi non teme viaggi un po’ più lunghi, questa meta premia con natura “vera”, molto meno patinata rispetto a tantissime altre località del nostro Paese.</p>
<p>Foto di Donato91 &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</p>
<h3>Pienza, Toscana</h3>
<p>Anche se nota più per le colline e i vigneti, i dintorni di <strong>Pienza</strong> includono aree boschive che in autunno assumono toni meravigliosi. Camminando tra faggi e querce, è possibile scorgere paesaggi che suggeriscono pausa e riflessione: perfetto anche per abbinarci un buon piatto toscano e un ottimo vino locale.</p>
<p>Foto di urtimud.89 via Pexels</p>
<p>Foto di copertina di Kelly da Pexels</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un bosco che non compare sulle mappe: l’autunno incantato di Campsirago (a poca distanza da Milano)</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/bosco-di-campsirago-autunno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 11:49:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
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					<description><![CDATA[Campsirago è una minuscola frazione di Colle Brianza, sospesa tra Lecco e l’Adda. Da lontano[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Bosco-di-Campsirago.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Bosco di Campsirago, Lombardia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Bosco-di-Campsirago.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Bosco-di-Campsirago-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Bosco-di-Campsirago-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Bosco-di-Campsirago-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Bosco-di-Campsirago-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p><strong>Campsirago</strong> è una minuscola frazione di <strong>Colle Brianza,</strong> sospesa tra Lecco e l’Adda. Da lontano è poco più di un grappolo di case in pietra, ma basta salire a piedi per capire che qui il paesaggio è parte della vita quotidiana. I castagni coprono i versanti, il sentiero si stringe e il <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/boschi-foreste-piu-belli-italia-autunno/" data-wpel-link="internal">bosco si fa fitto.</a> </strong>In autunno, i colori cambiano ogni giorno: ruggine, rame e poi oro pallido. È in questo scenario che, <strong>domenica 19 ottobre,</strong> torna la <strong>Festa della Burolla,</strong> una giornata che intreccia natura, teatro e comunità.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Bosco-di-San-Genesio.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-large wp-image-655468" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Bosco-di-San-Genesio-1024x683.jpg" alt="Bosco di San Genesio, Lombardia" width="1024" height="683" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Bosco-di-San-Genesio-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Bosco-di-San-Genesio-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Bosco-di-San-Genesio-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Bosco-di-San-Genesio-1536x1024.jpg 1536w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Bosco-di-San-Genesio.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Foto di Pixabay</p>
<h2>Il Bosco di Campsirago</h2>
<p>Il <strong>Bosco di Campsirago</strong> si estende appena sopra il borgo, sul fianco del <strong>Monte di Brianza.</strong> È un’area di castagni, querce e faggi, attraversata da sentieri che si collegano alla rete escursionistica verso Galbiate, Mondonico e San Genesio.</p>
<p>Durante la festa, diversi momenti performativi e musicali si svolgono qui, tra alberi e prati, in continuità con le attività di Campsirago Residenza, che da anni utilizza il bosco come <strong>spazio teatrale naturale</strong>. Camminare tra gli alberi mentre una voce o uno strumento risuona in lontananza è parte dell’esperienza: non uno spettacolo “da vedere”, ma un percorso da attraversare.</p>
<p>Quando il sole cala e i bracieri per le caldarroste si accendono, il bosco si riempie di fumo dolce e luci calde. L’odore delle burolle si mescola alla terra umida, e la<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/escursioni-in-brianza/" data-wpel-link="internal"> Brianza</a></strong> industriale, giù a valle, sembra un altro mondo.</p>
<h3>Il Bosco di San Genesio</h3>
<p>Sopra Campsirago, lungo un sentiero che sale verso i 900 metri, si trova il<strong> Bosco di San Genesio</strong>. È la parte alta del monte, frequentata da camminatori e da chi cerca una vista più ampia: da lassù si abbracciano in un colpo solo le Grigne, il Resegone e la pianura.</p>
<p>Il <strong>Santuario di San Genesio</strong> segna il punto più noto del percorso, meta di escursioni brevi anche durante la Festa della Burolla. Non è sede autonoma dell’evento, ma rappresenta un’estensione naturale: molti visitatori, dopo aver partecipato alle attività nel borgo, si spingono fino a questa zona per camminare nel silenzio o assistere a qualche prova teatrale informale.</p>
<p>L’ambiente qui è più selvatico, la luce taglia il bosco di traverso e l’autunno si fa più netto. È un luogo che sintetizza lo spirito della festa: il contatto diretto con la natura, senza filtri né artifici.</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
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<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lago-darpy-autunno/" data-wpel-link="internal">Autunno al Lago d’Arpy: la magia nascosta che solo pochi conoscono</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/glacier-express-autunno/" data-wpel-link="internal">L’autunno è magico sul Glacier Express, il treno più lento del mondo che attraversa le Alpi</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/valle-olona-bicicletta-escursione-monastero-torba-ottobre/" data-wpel-link="internal">C’è un angolo di Lombardia dove l’autunno è perfetto per pedalare: un’escursione in Valle Olona</a></strong></li>
</ul>
<h3>Cosa fare in autunno nel bosco</h3>
<p>In <strong>autunno,</strong> il Bosco di Campsirago e l’adiacente Bosco di San Genesio si trasformano in un piccolo teatro naturale: le foglie cambiano colore ogni giorno, creando tappeti dorati e rosso ruggine sotto i piedi. Passeggiare lungo i sentieri permette di immergersi nei profumi della terra umida e della legna secca, mentre il sole basso filtra tra i rami creando giochi di luce effimeri.</p>
<p>Una passeggiata fino al Santuario di San Genesio regala una <strong>vista panoramica sulla Brianza e sulle montagne vicine,</strong> un’occasione per fermarsi, respirare e guardare il paesaggio cambiare lentamente con le ore.</p>
<p>Le mattine sono il momento migliore per percepire la calma del bosco, grazie alla rugiada che lucida i tronchi e i muschi, mentre i pochi uccelli e picchi che abitano l’area rompono il silenzio con i loro richiami. Per chi ama la fotografia o la pittura, ogni angolo è un piccolo set naturale; per chi cerca relax, bastano pochi passi, una sosta su un tronco caduto e l’aria fresca dell’autunno per sentirsi lontani dalla città, pur essendo a<strong> meno di un’ora da Milano</strong>.</p>
<h3>La Festa della Burolla 2025</h3>
<p>La <strong>“burolla</strong>” è la castagna arrostita, simbolo contadino dell’autunno brianzolo. La festa nasce come ritrovo locale e oggi è uno degli appuntamenti più attesi della zona.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Festa-della-Burolla.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-large wp-image-655469" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Festa-della-Burolla-1024x768.jpg" alt="Festa della Burolla, Campsirago" width="1024" height="768" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Festa-della-Burolla-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Festa-della-Burolla-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Festa-della-Burolla-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Festa-della-Burolla-1536x1152.jpg 1536w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/Festa-della-Burolla.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Foto di Marta Reis su Unsplash</p>
<p>Il <strong>programma ufficiale</strong> conferma la formula collaudata: spettacoli nel bosco e nel borgo, laboratori per bambini, musica popolare, mercatino di produttori locali, castagne, vin brûlé e piatti del territorio. Tutto con una<strong> logica sostenibile</strong>, ovvero stoviglie compostabili, niente plastica e rispetto per l’ambiente. L’atmosfera resta quella di una festa “di paese”, ma con un’anima contemporanea: le performance non si impongono al luogo, lo abitano. Gli artisti usano radure, corti e piccoli slarghi come spazi scenici, mantenendo il bosco come coprotagonista.</p>
<p>Foto di copertina Johannes Plenio su Unsplash</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>A un’ora da Milano c&#8217;è un sentiero dove nascono le castagne più buone d’Europa</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/il-sentiero-del-castagno-passeggiate-facili-fra-boschi-ruscelli-e-nellalto-malcantone-svizzero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 07:45:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[castagne]]></category>
		<category><![CDATA[passeggiate]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[Una bella idea per una gita fuoriporta vicino a Milano: il Sentiero del Castagno, nel[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/sentiero-catagno-svizzera-alberi.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="sentiero-del-castagno-svizzera" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/sentiero-catagno-svizzera-alberi.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/sentiero-catagno-svizzera-alberi-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/sentiero-catagno-svizzera-alberi-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Una bella idea per una gita fuoriporta <strong>vicino a Milano: il Sentiero del Castagno, nel Canton Ticino</strong>, appena valicato il confine. Un luogo ideale per immergersi nei colori dell&#8217;autunno, raccogliere e mangiare le castagne più buone d&#8217;Europa, muoversi per qualche ora <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/la-vita-sedentaria-ci-fa-invecchiare-di-8-anni-come-si-puo-rimediare/" data-wpel-link="internal">guadagnando in salute e allungandoci la vita</a> e fare il pieno di sensazioni positive che ci ricaricano per affrontare la routine settimanale.<br />
<strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/ecco-perche-le-passeggiate-fanno-bene-al-cervello-e-allumore-come-la-corsa/" data-wpel-link="internal">Le passeggiate fanno bene all&#8217;umore quanto la corsa</a></strong></p>
<h2>Dov&#8217;è il Sentiero del Castagno</h2>
<p>Nel canton Ticino, a pochi chilometri a ovest di Lugano, con partenza e arrivo a Arosio, c&#8217;è <strong>un circuiti tematico di circa 15 km</strong> che si snoda nell’Alto Malcantone. Fra valli e boschi, qui è il castagno a dominare: il percorso ha un&#8217;impronta didattica, con 8 tappe in cui cartelli e strutture forniscono informazioni sui processi di lavorazione e uso del legno e sulla castagna e dei suoi derivati.<br />
<strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/dove-andare-a-raccogliere-le-migliori-castagne-ditalia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Dove raccogliere le migliori castagne d&#8217;Italia</a></strong></p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-42998" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/sentiero-catagno-svizzera-anebbia.jpg" alt="sentiero-del-castagno-svizzera" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/sentiero-catagno-svizzera-anebbia.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/sentiero-catagno-svizzera-anebbia-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<h3>L&#8217;esperienza del trekking</h3>
<p>Il percorso è facile, con un dislivello di 850 metri in salita e altrettanti in discesa. Ci vogliono 4 ore per compierlo tutto e la stagione migliore è naturalmente quella dell&#8217;autunno. Un trekking lungo il Sentiero del Castagno è un&#8217;esperienza sensoriale notevole e rilassante. Si cammina immersi <strong>in un anfiteatro naturale disegnato dalla catena dei Gradiccioli,</strong> attraversando ruscelli e inoltrandosi nelle selve di castagni per poi riemergere in prati svizzeri perfetti dove godere di panorami fino alle valli del Malcantone.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-42996" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/sentiero-del-castagno-svizzera-valle.jpg" alt="sentiero-del-castagno-svizzera" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/sentiero-del-castagno-svizzera-valle.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/sentiero-del-castagno-svizzera-valle-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>I versanti delle colline sono punteggiati da<strong> villaggi caratteristici</strong> come Mugena, Vezio e Fescoggia. Per i più curiosi, proprio a Fescoggia si può osservare un <em>metato</em>, un antico edificio in pietra costruito per far essiccare le castagne esponendole su graticci, per poterle conservare a lungo.<br />
<strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/castagne-come-raccogliere-le-piu-belle-e-conservarle/" data-wpel-link="internal">Castagne: come raccoglierle e conservarle</a></strong></p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-42995" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/sentiero-catagno-svizzera-strada.jpg" alt="sentiero-del-castagno-svizzera" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/sentiero-catagno-svizzera-strada.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/sentiero-catagno-svizzera-strada-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<h3>Come arrivare</h3>
<p>Una volta a Lugano si segue la direzione <strong>Arosio</strong>. Il sentiero è ben indicato e parte dal centro abitato, quindi una volta parcheggiato è facile trovare un punto di partenza. Buona camminata!<br />
<strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/25-attivita-allaria-aperta-da-fare-con-i-bambini-in-autunno/" data-wpel-link="internal">25 attività all&#8217;aria aperta da fare con i bambini in autunno</a></strong></p>
<p>(photo credits: <a href="https://www.myswitzerland.com/it-it/home.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">myswitzerland</a>)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I consigli per conservare al meglio le castagne che hai raccolto</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/castagne-come-raccogliere-le-piu-belle-e-conservarle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 07:08:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[castagne]]></category>
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					<description><![CDATA[Le castagne sono il frutto per eccellenza dell&#8217;autunno, e spesso la raccolta è così generosa[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/markus-spiske-A1GDDedHlkU-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Come conservare le castagne raccolte" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/markus-spiske-A1GDDedHlkU-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/markus-spiske-A1GDDedHlkU-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/markus-spiske-A1GDDedHlkU-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/markus-spiske-A1GDDedHlkU-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/markus-spiske-A1GDDedHlkU-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Le castagne sono il frutto per eccellenza dell&#8217;autunno, e spesso la raccolta è così generosa che si pone il problema di conservare le castagne per poterle consumare nel corso dell&#8217;inverno. Nella stagione in cui i boschi sono pieni di ricci giallo-verdi pronti per essere svuotati del loro tesoro <em>maròn</em> andare a “far castagne” è anche l&#8217;occasione per godersi un <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/ascolta-natura-lavorerai-meglio-ufficio-salute/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">trekking nella natura</a>, conoscere meglio alberi, sentieri e boschi, stare a contatto con un mondo suggestivo.</p>
<h2>Come conservare le castagne raccolte</h2>
<p>Può sembrare una cosa facile, e di sicuro lo è; ma esistono alcune<strong> informazioni e regole</strong> che ci aiutano a muoverci nei boschi senza intoppi e a scegliere <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/dove-andare-a-raccogliere-le-migliori-castagne-ditalia/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">le castagne migliori</a>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-640012" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/krzysztof-kowalik-FLxIyvNwBk-unsplash.jpg" alt="Come conservare le castagne raccolte" width="1920" height="1440" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/krzysztof-kowalik-FLxIyvNwBk-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/krzysztof-kowalik-FLxIyvNwBk-unsplash-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/krzysztof-kowalik-FLxIyvNwBk-unsplash-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/krzysztof-kowalik-FLxIyvNwBk-unsplash-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/krzysztof-kowalik-FLxIyvNwBk-unsplash-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h3>1. Classificazione</h3>
<p>La castagna non è un frutto secco ma un achenio. È il <strong>frutto del castagno</strong> (quella dell&#8217;ippocastano invece è il seme). Ne esistono specie diverse, ognuna con forme, colori e dimensioni proprie.</p>
<h3>2. Proprietà</h3>
<p>Dal punto di vista nutrizionale, le castagne sono un <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/alimentazione/castagne-proprieta-benefici-e-controindicazioni/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">cibo eccellente</a> per chi fa sport: sono molto nutrienti (un etto corrisponde a un piatto di pasta) , contengono il 50% di acqua e pochi grassi. Sono un integratore energetico naturale.</p>
<h3>3. Periodo di raccolta</h3>
<p>La maturazione ideale arriva da metà settembre in avanti. Lo si capisce quando <strong>i ricci cominciano a cadere</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castagne-in-lombardia-dove-trovarle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Castagne in Lombardia: dove trovarle e raccoglierle</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castagne-in-toscana-dove-trovarle-e-raccoglierle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Castagne in Toscana: dove andare a raccoglierle</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castagne-in-friuli-venezia-giulia-dove-trovarle-e-raccoglierle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Castagne in Friuli Venezia Giulia: dove si trovano</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castagne-in-lazio-dove-trovarle-e-raccoglierle-nelle-5-province/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Castagne nel Lazio: dove si possono raccogliere</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castagne-in-calabria-dove-trovarle-e-raccoglierlecastagne-in-calabria-dove-trovarle-e-raccoglierlecastagne-in-calabria-dove-trovarle-e-raccoglierle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Castagne in Calabria: ecco dove si trovano</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castagne-in-campania-dove-trovarle-e-raccoglierle-nelle-4-province/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Castagne in Campania: dove si trovano le più buone</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/castagne-in-piemonte-dove-trovarle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Castagne in Piemonte: ecco dove cercarle</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castagne-in-liguria-dove-trovarle-e-raccoglierle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Castagne in Liguria: dove si trovano</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castagne-in-emilia-romagna-dove-trovarle-e-raccoglierle/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Castagne in Emilia Romagna: dove andare a raccoglierle</a></strong></li>
</ul>
<h3>4. Ricci</h3>
<p>Ogni riccio contiene in media tre castagne. Quelli ancora attaccati ai rami dei castagni vanno lasciati lì, in quanto devono ancora maturare. Un antico proverbio dice che questi tre frutti sono destinati “uno al padrone, uno al contadino e uno ai poveri”.</p>
<h3>5. Limiti di raccolta</h3>
<p>Le Regioni impongono un limite per la raccolta, che in genere è fissato a <strong>2 kg per persona</strong>. Inoltre è vietato impossessarsi di castagne che si trovano su proprietà private.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>6. Abbigliamento</h3>
<p>Indossate una <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/6-giacche-a-guscio-per-restare-allasciutto/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">giacca impermeabile</a>, pantaloni robusti e calzettoni (contro l&#8217;infiltrazione di zecche) e <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/scarpe-da-trekking-per-bambini-la-linea-dolomite/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">scarponcini da trekking</a> (per non scivolare sulle foglie umide). È poi fondamentale avere con sé i <strong>guanti, per evitare di ferirsi con i ricci.</strong> Più che quelli da neve o di lana, consigliamo quelli in pelle o cuoio, o quelli da lavoro, da giardino, più ruvidi e leggeri.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-640016" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash.jpg" alt="Come conservare le castagne raccolte" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/merve-sehirli-nasir-6f1RAXmZVNQ-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h3>7. Sacca</h3>
<p>Un cesto di vimini, una sacca di juta, uno zaino. Tutto fuorché il classico sacchetto di plastica, che <strong>impedisce la traspirazione del frutto.</strong></p>
<h3>8. Qualità</h3>
<p>Aperto il riccio, controllare che le castagne non abbiano fori, ammaccature, parti in decomposizione e, soprattutto vermiciattoli che si muovono all&#8217;interno. La buona castagna deve essere <strong>soda, turgida, dalla buccia liscia e uniforme e senza zone di vuoto</strong>. Tastatela bene prima di raccoglierla.</p>
<h3>9. Conservazione</h3>
<p>L&#8217;importante è consumare le castagne abbastanza velocemente, dato che tendono a deteriorarsi in tempi brevi. <strong>Conservarle in frigo o anche congelarle</strong> è un buon sistema per allungarne la vita.<br />
E ora, buona raccolta!</p>
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			</item>
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		<title>Se ti perdi nel bosco potrebbe essere davvero dura, ecco cosa fare e cosa NON fare</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/perdersi-nei-boschi-cosa-fare-e-cosa-non-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2025 07:43:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[survival]]></category>
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					<description><![CDATA[Sembra quasi impossibile per un semplice escursionista perdersi nei boschi. E invece ogni weekend, ogni[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/07/jacek-smoter-OVj8HiBkbZQ-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Perdersi nei boschi: cosa fare e cosa NON fare" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/07/jacek-smoter-OVj8HiBkbZQ-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/07/jacek-smoter-OVj8HiBkbZQ-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/07/jacek-smoter-OVj8HiBkbZQ-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/07/jacek-smoter-OVj8HiBkbZQ-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/07/jacek-smoter-OVj8HiBkbZQ-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Sembra quasi impossibile per un semplice escursionista perdersi nei boschi. E invece <strong>ogni weekend, ogni vacanza, quasi ogni giorno c&#8217;è qualcuno che si perde in montagna, in un bosco</strong>, in un&#8217;area naturale e i soccorsi lo devono andare a riprendere. Sperando che riescano a trovarlo e riescano a farlo in tempo, perché altrettanto incredibilmente le statistiche parlano di centinaia di persone che ogni anno scompaiono letteralmente nel nulla e nn tornano più a casa da una gita, da una escursione a cercare funghi o castagne, da una passeggiata nella natura.</p>
<h2>Perdersi nei boschi: cosa fare e cosa NON fare</h2>
<p>E allora anche per l&#8217;escursione più banale <strong>sarebbe bene sapere prima cosa fare e cosa non fare qualora capitasse di perdere l&#8217;orientamento in un&#8217;area naturale</strong>, oppure essere vittima di un infortunio e ritrovarsi nell&#8217;impossibilità di tornare a casa. E consolati: capita anche agli escursionisti più esperti o a chi è abituato a stare all&#8217;aperto in un ambiente selvaggio di perdersi. La differenza, solitamente, è che loro sanno cosa fare e cosa non fare.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-614431" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/07/matt-whitacre-F4GGnyJ8aiI-unsplash.jpg" alt="Perdersi nei boschi: cosa fare e cosa NON fare" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/07/matt-whitacre-F4GGnyJ8aiI-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/07/matt-whitacre-F4GGnyJ8aiI-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/07/matt-whitacre-F4GGnyJ8aiI-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/07/matt-whitacre-F4GGnyJ8aiI-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/07/matt-whitacre-F4GGnyJ8aiI-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da questo punto di vista ci sono:</p>
<ol>
<li>cose che devi fare prima di partire per la tua escursione;</li>
<li>cose che devi fare subito, immediatamente, non appena ti rendi conto di esserti perso;</li>
<li>cose che devi fare nel breve tempo per cercare di tornare a casa con le tue gambe o facilitare il lavoro dei soccorritori;</li>
<li>cose che non devi fare mai, per nessun motivo.</li>
</ol>
<h3>Cosa fare subito, non appena hai la sensazione di esserti perso nel bosco</h3>
<p>La prima cosa da fare, subito, non appena ti rendi conto di aver smarrito il sentiero o la direzione, è <strong>fermarti e sederti</strong>.<br />
In quei frangenti cruciali <strong>il tuo peggior nemico è dentro di te ed è il panico</strong>, prima ancora che la fame, la sete, qualche animale selvatico o la notte e il freddo. Gli americani, che sono sempre pragmatici, nei corsi di sopravvivenza parlano di <strong>Positive Mental Attitude (PMA)</strong>, atteggiamento mentale positivo, e di <strong>protocollo STOP</strong>, che significa Stop, Think, Observe and Plan, ovvero fermati, pensa, osserva e pianifica.</p>
<p>Quando agitazione e panico hanno lasciato spazio al ragionamento, <strong>ripercorri mentalmente il percorso che hai seguito per arrivare dove ti trovi</strong>, ripensa a quali punti di riferimento dovresti essere in grado di riconoscere, e fatti alcune domande:</p>
<p>Dove penso di essere?<br />
Quando è stata l&#8217;ultima volta che sapevo dove mi trovavo?<br />
Quali attrezzature ho con me?<br />
Che tempo fa?<br />
Riconosco qualcosa?<br />
Che ora è?<br />
Sono al sicuro qui?<br />
Qualcuno sa dove mi trovo?</p>
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<p>Se rimani lucido e concentrato <strong>potresti essere in grado di cavarti d&#8217;impaccio da solo</strong>. Per esempio potresti avere tutte le informazioni per poter chiamare i soccorsi ed essere certo che quantomeno non dovranno perdere tempo a cercare di capire dove ti trovi.</p>
<p>A questo proposito: se hai il cellulare, ed è carico e c&#8217;è segnale, <strong>chiama il numero unico del soccorso, che è il 112</strong>, oppure fallo attraverso Where Are U, che è l’App ufficiale del Numero Unico delle Emergenze. Il motivo è che negli smartphone è già da tempo inserita una tecnologia che invia in automatico le coordinate GPS al centro soccorsi (trovi tutto spiegato in questo <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/soccorso-in-montagna-come-farsi-trovare/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">articolo su come chiedere aiuto in caso di problemi in montagna o nei boschi</a>). E questo vale in quasi tutti i paesi EU e anche in alcuni extra EU.</p>
<p>In alternativa, se sei in Italia, avresti dovuto installare <strong>GeoResq, che è l&#8217;App ufficiale del CAI per il soccorso in montagna</strong> in collaborazione con il Soccorso Alpino (ed è gratis, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/lapp-che-ti-soccorre-in-montagna-e-gratis-per-tutti/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">ne abbiamo scritto qui</a>). Se sei davvero previdente allora potresti essere dotato di un localizzatore satellitare come il Garmin Inreach, che funziona indipendentemente dalla rete del telefono e ti può salvare ovunque nel mondo (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/tecnologia/garmin-inreach-localizzatore-satellitare-perche-comprarlo/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">ne abbiamo scritto qui</a>).</p>
<p>Se invece non riesci a chiamare il Soccorso <strong>è ora di fare un piano per cavarti dai guai</strong> da solo.</p>
<h3>Cosa fare quando ti è chiaro che ti sei perso</h3>
<p>Se hai risposto con franchezza e fiducia alle domande precedenti e pensi di poter raggiungere da solo un luogo abitato o il punto in cui hai lasciato la tua auto o comunque un posto dove trovare soccorso e riparo, comincia a muoverti razionalmente.</p>
<p>Come prima cosa <strong>prendi la bussola e comincia a determinare i punti cardinali</strong>. Non hai la bussola? Forse non sai di averla, perché ormai in ogni smartphone c&#8217;è anche la bussola, così come in molti sportwatch. Ma nel caso proprio non ci fosse ed è giorno <strong>puoi orientarti usando l&#8217;orologio</strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/come-orientarsi-senza-bussola-usando-lorologio/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">come abbiamo spiegato qui</a> e cominciare a fissare dei punti di riferimento o rumori particolari, come di un corso d&#8217;acqua, o magari di una strada in lontananza.</p>
<p>Se hai una mappa cartacea cerca di individuare questi punti sulla mappa e muoviti in quella direzione, altrimenti <strong>comincia a camminare in una direzione dandoti un tempo limite</strong>, determinato dalle tue condizioni fisiche e dall&#8217;orario o disponibilità di luce che ti rimane. In alcune situazioni &#8211; inverno con la neve, terreno bagnato &#8211; potresti avere il vantaggio di riconoscere le tue tracce, o quelle di altri escursionisti passati prima di te, ma se così non fosse <strong>lascia dei segni, per esempio spezzando dei rametti o posizionando delle pietre o dei bastoncini come Pollicino</strong>. Se, con il tempo limite che ti sei dato, non sei giunto a nulla, torna suoi tuoi passi al &#8220;campo base&#8221; dove ti sei reso conto di esserti perso e ripeti il tutto in un&#8217;altra direzione.</p>
<h3>Cosa fare quando è chiaro che ti sei davvero perso</h3>
<p>Se non ne sei uscito con calma e razionalità, <strong>devi prendere atto che ti sei davvero perso, e cominciare a pensare di sopravvivere</strong>. La prima cosa che devi capire è che le tue energie non saranno infinite, quindi se non hai una direzione razionale verso cui andare <strong>è meglio che ti fermi e preservi le forze</strong>. La seconda &#8211; che dipende dalla prima &#8211; è che <strong>è molto più facile per i soccorritori trovare una persona ferma</strong> piuttosto che qualcuno che si muove continuamente.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-614435" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/07/marita-kavelashvili-ugnrXk1129g-unsplash.jpg" alt="Perdersi nei boschi: cosa fare e cosa NON fare" width="1920" height="1275" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/07/marita-kavelashvili-ugnrXk1129g-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/07/marita-kavelashvili-ugnrXk1129g-unsplash-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/07/marita-kavelashvili-ugnrXk1129g-unsplash-1024x680.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/07/marita-kavelashvili-ugnrXk1129g-unsplash-768x510.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/07/marita-kavelashvili-ugnrXk1129g-unsplash-1536x1020.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A questo punto dai priorità a queste 3 cose:</p>
<p><strong>Proteggi te stesso</strong> &#8211; Qualunque cosa tu faccia, non peggiorare la tua situazione. Trova un riparo che possa proteggerti dagli agenti atmosferici. Accendi un fuoco che ti tenga caldo, ti consenta di sterilizzare l&#8217;acqua e ti protegga dagli animali selvatici (e visto che accendere un fuoco potrebbe non essere così banale, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/come-accendere-fuoco-senza-accendino-fiammifer-emergenza/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">qui puoi leggere come farlo in situazione di emergenza</a>). Trova una fonte d&#8217;acqua, poiché è essenziale per la tua sopravvivenza. A maggior ragione se sta facendo buio, sei ferito o sei vicino all&#8217;esaurimento.</p>
<p><strong>Sii paziente</strong> &#8211; Il soccorso in luoghi isolati richiede tempo. Conserva le tue energie. Ne avrai bisogno per stare al caldo e sopravvivere.</p>
<p><strong>Crea segnali</strong> &#8211; Il rumore aiuta a tenere lontani gli animali selvatici, ma aiuta anche i soccorritori a individuare la tua posizione. A intervalli regolari invia il segnale universale di S-O-S: tre fischiate, tre fuochi o tre di qualsiasi altra cosa. Questo aumenterà le tue possibilità di essere trovato. Se puoi, posiziona abiti o oggetti colorati di modo che possano essere visibili, dall&#8217;alto o a distanza.</p>
<h3>Cosa avresti dovuto fare prima nell&#8217;eventualità di perderti</h3>
<p>Se sei finito nella situazione di cui sopra è perché <strong>ci sono un po&#8217; di cose che avresti dovuto fare prima</strong>, nell&#8217;eventualità di perderti.<br />
E se stai leggendo questo articolo in modo preventivo, cerca di prepararti per l&#8217;imprevisto seguendo queste tre cose:</p>
<p><strong>Fai sapere a qualcuno dove stai andando</strong> &#8211; Parla ai tuoi amici, chiama tua madre o lascia un biglietto sul frigorifero o sul cruscotto della tua auto che descriva la tua avventura del giorno. Se nessuno sa dove sei, sarà molto più difficile trovarti.</p>
<p><strong>Acquisisci conoscenze</strong> &#8211; Prima di avventurarti in zone remote o su montagne isolate, impara le competenze necessarie per affrontare le emergenze. Un po&#8217; di conoscenza può migliorare la tua sicurezza, comfort e possibilità di sopravvivenza.</p>
<p><strong>Porta l&#8217;attrezzatura</strong> &#8211; Porta sempre le cose di cui hai bisogno in caso di emergenza in qualsiasi stagione. In particolare i cosiddetti &#8220;10 elementi essenziali&#8221; di ogni situazione d&#8217;emergenza:</p>
<p>1. <strong>Kit di pronto soccorso</strong>: prima di partire, assicurati che tutti gli articoli siano aggiornati e non compromessi o danneggiati.<br />
2. <strong>Illuminazione</strong>: le lampade frontali sono le più convenienti perché lasciano libere le mani. Opta per luci a LED, poiché durano più a lungo e producono la luce più brillante. La nostra guida all&#8217;acquisto delle head lamp <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/lampada-frontale-consigli-caratteristiche/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">la leggi qui</a>.<br />
3. <strong>Fuoco</strong>: tieni fiammiferi, accendini o pietra focaia con materiale infiammabile asciutto in un sacchetto sigillabile e impermeabile.<br />
4. <strong>Abbigliamento protettivo</strong>: il layering è la migliore opzione per le attività all&#8217;aperto e le condizioni meteorologiche avverse. Scegli strati di isolamento termico realizzati con materiali sintetici ad alte prestazioni.<br />
5. <strong>Protezione solare</strong>: un cappello, una crema solare, ghette e occhiali da sole proteggono gli occhi e la pelle dal sole. Valgono sulla neve come nel deserto.<br />
6. <strong>Rifugio</strong>: una tenda da campeggio o una copertura ti terranno al riparo dal maltempo e ti aiuteranno a conservare il calore corporeo.<br />
7. <strong>Navigazione</strong>: porta qualcosa diverso dal tuo dispositivo cellulare per tenere traccia di dove stai andando, come un GPS, una bussola manuale o una mappa cartacea.<br />
8. <strong>Kit di riparazione</strong>: corda, filo, adesivo e un coltello multiuso possono essere utili se rimani bloccato nei boschi. Per esempio potresti scoprire quante cose puoi fare con un semplice <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/perche-non-dovresti-mai-uscire-di-casa-senza-questo-braccialetto-paracord/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">braccialetto Paracord</a>.<br />
9. <strong>Cibo</strong>: il cibo leggero da zaino come il cibo liofilizzato o disidratato non ti appesantisce.<br />
10. <strong>Acqua</strong>: non puoi mai avere abbastanza acqua, ma è pesante. Considera sistemi portatili di filtrazione dell&#8217;acqua o compresse di iodio come alternative.</p>
<p>Con la maggior parte di questi articoli ben conservati nello zaino, dovresti sentirti sicuro di poter resistere per più giorni.</p>
<p><em>Photo by <a href="https://unsplash.com/de/@jack070?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Jacek Smoter</a> / <a style="background-color: #ffffff;" href="https://unsplash.com/@maritaextrabold?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Marita Kavelashvili</a> / <a style="background-color: #ffffff;" href="https://unsplash.com/@mattwhitacre?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Matt Whitacre</a></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Sono queste le cose da fare se incontri un cinghiale nel bosco</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/cosa-fare-quando-si-incontra-un-cinghiale-nel-bosco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2025 06:34:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[cinghiale]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
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					<description><![CDATA[Ritrovarsi faccia a faccia con un cinghiale nel bosco non è così improbabile: il cinghiale[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1800" height="1263" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/07/cinghiale-nel-bosco.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="cinghiale nel bosco" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/07/cinghiale-nel-bosco.jpg 1800w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/07/cinghiale-nel-bosco-670x470.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/07/cinghiale-nel-bosco-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/07/cinghiale-nel-bosco-300x211.jpg 300w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /><br><br><p>Ritrovarsi faccia a faccia con un <strong>cinghiale nel bosco</strong> non è così improbabile: il cinghiale è un animale selvatico con un altissimo tasso di riproduzione (ogni femmina può partorire fino a 6 cuccioli alla volta, per due volte l’anno), non ha più un vero predatore in natura (sarebbe il lupo, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/orso-lupo-lince-e-gipeto-il-ritorno-dei-grandi-carnivori-sulle-alpi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">ma ne son rimasti davvero pochi</a>) ed <strong>è praticamente onnivoro cibandosi di ghiande e castagne così come di carcasse di animali e scarti</strong> (tanto che ormai non è infrequente scorgerli anche in aree urbanizzate, come lungo le strade della Maremma, nelle pinete del Lazio, sulle spiagge d’Abruzzo, in Sardegna ma anche sulle prealpi).<br />
Insomma, <strong>incontrare un cinghiale sulla propria strada è un’ipotesi da tenere in considerazione</strong>. Per sapere come comportarsi bisogna però distinguere due situazioni.</p>
<h2>Cosa fare quando si incontra un cinghiale</h2>
<p>La prima è quella dei <strong>cinghiali che si sono abituati alla presenza dell’uomo</strong> perché gravitano intorno ai centri abitati alla ricerca di cibo: a meno di casi imponderabili questi animali hanno capito qual è la mano che li nutre, e benché possano fare impressione per la mole, <strong>normalmente si allontanano</strong> senza dimostrare comportamenti aggressivi verso l’uomo.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-611598" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/cinghiale-bosco.jpg" alt="cinghiale-bosco" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/cinghiale-bosco.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/cinghiale-bosco-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/cinghiale-bosco-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Diverso il caso dei <strong>cinghiali allo stato brado, che si possono incontrare soprattutto nei querceti</strong> dove trovano cibo e terreno ideale: è un animale molto veloce, con mascelle potenti e zanne acuminate proprio per difendersi, anche attaccando dei predatori. Ma come tutti gli animali selvatici, <strong>anche il cinghiale ha un’innata diffidenza nei confronti dell’uomo</strong>.<br />
Nei boschi in cui può trovare cibo non è infrequente sentirlo grufolare, ovvero razzolare grugnendo mentre scava il terreno alla ricerca di ghiande e altro da mangiare, e <strong>la sua prima reazione, anche in branco, sarà sempre quella di allontanarsi</strong> dall’uomo, che vede come una minaccia.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<ul>
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</ul>
<h3>Un cinghiale nel bosco è pericoloso?</h3>
<p>Tuttavia possono esserci due situazioni potenzialmente pericolose. La prima è quella in cui <strong>il cinghiale si trovi senza via di fuga</strong>, per esempio perché finito all’angolo di una recinzione di campagna. In questo caso, al di sotto della fisiologica distanza di sicurezza, tenderà ad attaccare, e la cosa più saggia da fare è fermarsi a debita distanza e, senza movimenti bruschi o rumori improvvisi, allontanarsi tenendolo d’occhio; oppure trovare riparo su un rialzo dove non si può essere raggiunti, per esempio <strong>arrampicandosi su un albero</strong>.</p>
<p>La seconda situazione a rischio è quella di <strong>incontrare una femmina con i cuccioli</strong>: l’istinto materno e l’impossibilità di darsi alla fuga con la sicurezza di portare in salvo tutta la prole, anche in questo caso potrebbe indurre l’animale all’attacco. Ma finché si rimane a debita distanza e non lo si spaventa la prima opzione istintiva rimarrà ancora quella di allontanarsi da noi.</p>
<p>Come sempre quindi, quando si cammina per sentieri di montagna o nel bosco, basta prestare attenzione ai suoni e ai segni che ci circondano, evitando rumori improvvisi ed eccessivi, per <strong>evitare rischi come quello di essere attaccati da un cinghiale</strong> o <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/faccia-a-faccia-incontro-vipera-veleno-come-comportarsi-cosa-fare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">morsi da una vipera</a>. Infine attenzione se si è <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/il-cane-in-montagna-soffre-laltitudine/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">in compagnia di un cane</a>: i cinghiali lo riconoscono come un predatore minaccioso, perché lo associano al lupo o ai cani dei cacciatori, e come ben sanno proprio i cacciatori di cinghiali, in un ipotetico scontro ad avere la peggio sarebbe proprio il cane.<br />
<em>Foto di Francesco Ungaro e Anna Hinckel da <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/neve-legno-inverno-animale-5873485/?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Pexels</a> </em></p>
<p>Se invece volete sapere <strong>come comportarvi nel caso doveste incontrare un orso</strong>, <a title="Come comportarsi se si incontra un orso durante una gita in montagna" href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/come-comportarsi-se-si-incontra-un-orso-durante-una-gita-in-montagna/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">cliccate qui</a>.</p>
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		<title>Come fare i bisogni nella natura</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/3-modi-per-fare-i-bisogni-nella-natura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Aug 2021 11:28:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[campo base]]></category>
		<category><![CDATA[wildlife]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando scappa, scappa. E parliamo di pupù, o cacca. E se succede durante un&#8217;escursione ci[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/Portable_potty_on_top_of_a_mountain_in_China.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Gabinetti Montagna" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/Portable_potty_on_top_of_a_mountain_in_China.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/Portable_potty_on_top_of_a_mountain_in_China-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/Portable_potty_on_top_of_a_mountain_in_China-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Quando scappa, scappa. E parliamo di pupù, o cacca. E se succede durante un&#8217;escursione ci sono due possibilità. Tenerla finché non si arriva a un rifugio oppure fare i bisogni nella natura. La seconda opzione è sempre l&#8217;extrema ratio, nel senso che anche <strong>per motivi igienici sarebbe sempre meglio evitare di andare di corpo e lasciare in giro i propri escrementi</strong>. Ma se non si può evitare di fare i bisogni nella natura ci sono alcune cose da sapere. La prima è come farli. La seconda è cosa fare delle proprie deiezioni.</p>
<h2>Come fare i bisogni nella natura</h2>
<p>Fare i bisogni è la cosa più naturale del mondo, ma quando ci si trova su un sentiero di montana, o in un bosco, non lo è più così tanto. Per evitare alcune possibili e spiacevoli conseguenze ben immaginabili (per sé e per gli altri) sostanzialmente <strong>esistono 3 modi per farla nella natura</strong>, ciascuno dei quali con i propri vantaggi e svantaggi. A voi la scelta.</p>
<p><strong>Accosciati</strong>: il modo più immediato. L’importante è scavare un buco (20 cm di profondità, più o meno, e ad almeno 50 metri di distanza dal sentiero, dalla sorgente d’acqua e ovviamente da dove ci si accampa) e poi accosciarsi e fare ciò che si deve fare. Ah, poi ovviamente bisogna ricoprire il buco.</p>
<p><strong>Aggrappati all’albero</strong>: se la vegetazione è folta, alta e pungente e accosciarsi non è fattibile, basta scavare il buco a 1 metro da un albero, abbracciarne il fusto e liberarsi.</p>
<p><strong>Seduti su un tronco</strong>: la versione comfort, eventualmente ideale anche per leggere un libro. Se c’è nei paraggi un albero crollato o un grosso tronco o masso, basta sedercisi sopra, sporgendo con le terga, e dopo aver scavato la solita buca liberarsi comodamente.</p>
<h3>Dove defecare nella natura</h3>
<p>Visto il come, c&#8217;è anche da dire dove fare i bisogni nella natura. Perché dovrebbe essere del tutto normale intuire che <strong>non vanno fatti direttamente sul sentiero</strong>, lasciando il proprio ricordo alla vista di tutti. Considerando che nella natura il bagno non è in fondo a destra, la buona norma è quella di <strong>allontanarsi di una trentina di metri dal sentiero</strong> (per non appestare con il cattivo odore chi passerà in seguito), e comunque rimanere a una <strong>distanza di una sessantina di metri dai corsi d&#8217;acqua</strong> (per non inquinare l&#8217;acqua con le feci, con le intuibili conseguenze per chi si abbeverasse a valle, animali o umani che siano).</p>
<p>Prese le distanze dal sentiero e dall&#8217;acqua, bisogna poi aver ben chiaro che <strong>le deiezioni umane, per quanto organiche e naturali, non si decompongono così velocemente</strong> come si crede: le feci umane potrebbero metterci anche 6 mesi prima di scomparire alla vista e all&#8217;olfatto. Ciò che può velocizzare questo processo, più che le piogge, è il sole. La cosa ideale sarebbe quindi trovare una radura o uno spazio soleggiato. Trovato questo &#8220;posto al sole&#8221; sarebbe anche bene <strong>scavare un piccolo buco, profondo una quindicina di cm, nel quale seppellire il proprio ricordo</strong>. Così facendo si evita che gli animali selvatici possano essere &#8220;tentati&#8221; dalle nostre deiezioni. Può bastare un bastone con cui rompere un po&#8217; la terra e poi ricoprire il tutto. La stessa cosa vale nel caso ci si trovasse sulla neve.</p>
<p>Se però ci troviamo in alta montagna in estate, dove non c&#8217;è terra né neve ma ghiaioni morenici, non resta che trovare una superficie piatta su cui accovacciarsi per espellere il tutto, e poi <strong>usare un bastone o una pietra per spalmare il risultato</strong>. Così facendo si facilita e velocizza il processo di essicazione, o di eventuale dilavamento da pioggia, e si riducono i tempi di decomposizione. Non è la cosa più piacevole da fare, ma sicuramente la più giusta.</p>
<p>E dopo che ci si è puliti? Ecco, questo è un altro punto da considerare attentamente. La carta si decompone in circa 3 settimane, ma <strong>fazzoletti di carta o carta igienica, solitamente trattati per l&#8217;uso che ne facciamo, hanno tempi di decomposizione più lunghi.</strong> Quelli che veramente <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/6-buone-abitudini-per-un-trekking-a-impatto-zero/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">vogliono essere a impatto zero</a> rispetto alla natura di solito viaggiano con bustine di plastica a chiusura ermetica in cui mettono tutti questi scarti, e li portano a valle. Di sicuro lasciare il fazzoletto, la carta igienica o ancor peggio le salviettine umidificate &#8211; fatte con fibre di cotone e resine plastiche come propilene e poliestere, quindi assolutamente non biodegradabili  &#8211; non è la scelta più rispettosa dell&#8217;ambiente.</p>
<p><em>Credits: Wikimedia Commons</em></p>
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		<title>Ritorna la silvoterapia, ovvero curarsi con gli alberi</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/ritorna-la-silvoterapia-ovvero-curarsi-con-gli-alberi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Malnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Mar 2016 22:38:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[medicina naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[Curarsi con gli alberi: potrebbe sembrare un rimedio recente e alla moda, ma camminare attraverso[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/02/a-silvoterapia-curarsi-con-gli-alberi.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/02/a-silvoterapia-curarsi-con-gli-alberi.png 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/02/a-silvoterapia-curarsi-con-gli-alberi-300x210.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/02/a-silvoterapia-curarsi-con-gli-alberi-331x232.png 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Curarsi con gli alberi: potrebbe sembrare un rimedio recente e alla moda, ma camminare attraverso i boschi per temprare corpo e spirito è in realtà una medicina antichissima. I primi resoconti della <strong>silvoterapia</strong> &#8211; definita come il metodo olistico di cura e prevenzione delle malattie attraverso il contatto con gli alberi &#8211; risalgono ai tempi dei romani (per esempio, il medico Galeno intorno al 150 d. C. consigliava ai suoi pazienti di trascorrere più tempo nelle foreste di alloro, mentre Paolino suggeriva ai malati di epilessia di dormire sotto la chioma di tigli in fiore). Tuttavia è stato necessario attendere fino al 1927 perché la silvoterapia venisse riconosciuta ufficialmente come metodo di cura scientifico.</p>
<p><strong> Silvoterapia attiva e passiva<br />
</strong> Esistono due tipi di selvoterapia: quella attiva e quella passiva. La prima è destinata alle persone sane e consiste nel camminare, correre o praticare sport nel boschi per placare lo stress e la fatica accumulati. La seconda, una vera e propria cura, viene dispensata invece ai pazienti che soffrono di diversi disturbi, da quelli psichici a quelli respiratori e circolatori. Ai malati vengono prescritte passeggiate nel verde a 3-5 chilometri orari seguiti da un&#8217;ora di sosta sotto specifiche piante. Anche toccare la corteccia degli alberi abbracciandoli può contribuire a rendere più efficace la terapia.</p>
<p><strong>Ioni negativi, effetti positivi</strong><br />
Ma come fa un bosco a curarci? Prima di tutto attraverso gli<strong> ioni</strong>. L&#8217;aria della foresta si caratterizza infatti per la grande presenza di ioni negativi di ossigeno, noti anche come “vitamine dell&#8217;aria” per il loro potere di stimolare i processi vitali, psichici ed emozionali. Per esempio alcune ricerche hanno dimostrato che un certo livello di ioni negativi può migliorare il sonno e il rilassamento, aumenta la capacità polmonare, normalizza l&#8217;equilibrio ormonale e migliora il processo di assimilazione delle vitamine B e C.</p>
<p><strong>Sostanze fitocida</strong><br />
Le piante emanano poi – soprattutto in estate e autunno &#8211; una serie di <strong>sostanze fitocida</strong>, ovvero degli antibiotici naturali per proteggersi funghi e batteri. Questi elementi volatili sono benefici anche per il corpo umano: in particolare i fitocida prodotti dalle foglie del&#8217;albero di quercia producono distruggono il bacillo dissenterico, quelli emessi dalle conifere uccidono i bacilli della difterite e tubercolosi.</p>
<p><strong>Foreste terapeutiche</strong><br />
Le“foreste terapeutiche”sono sempre più diffuse in alcuni paesi del mondo  (leggi <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/in-corea-del-sud-ci-si-cura-con-le-foreste/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">In Corea ci si cura con le foreste</a>). Si tratta di luoghi dove i pazienti possono ritrovare se stessi e godere dei benefici degli alberi soggiornando per alcuni giorni in rifugi di legno e praticano diverse attività. Dalla meditazione allo yoga (ecco come <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/chi-pratica-yoga-dimentica-il-dottore-e-le-medicine/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">chi pratica yoga dimentica il dottore e le medicine</a>), dal rilassamento alla tonificazione, in questi boschi-cliniche vengono organizzati programmi di cura per liberare dallo stress negativo le persone che alle medicine preferiscono la natura.</p>
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		<title>Estonia: ecco i megafoni di legno per ascoltare i suoni della foresta</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/estonia-ecco-i-megafoni-di-legno-per-ascoltare-i-suoni-della-foresta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2015 08:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[estonia]]></category>
		<category><![CDATA[suoni]]></category>
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					<description><![CDATA[Bisogna spingersi fino a Võrumaa, nel Pähni Nature Centre, non lontano dal confine tra l’Estonia[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Tonu-TunnelP12301-899x600.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Estonia Megafoni Natura" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Tonu-TunnelP12301-899x600.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Tonu-TunnelP12301-899x600-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Tonu-TunnelP12301-899x600-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Bisogna spingersi fino a Võrumaa, nel <a href="https://www.visitestonia.com/en/rmk-pahni-nature-centre-17" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Pähni Nature Centre</a>, non lontano dal confine tra l’Estonia e la Lettonia, e poi cercarli nel folto della foresta, uno dei beni primari e sacri del paese baltico: sono <strong>3 enormi megafoni di legno</strong>, disegnati e progettati dagli studenti dall’<a href="http://www.artun.ee/en/unplugged-kingsize-megaphones-help-nature-explorers-to-listen-to-the-forests-2/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Accademia d’Arte estone</a> come <strong>installazione in cui sedersi, riposarsi, passare il tempo e, intanto, ascoltare il concerto dei suoni della foresta</strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/11/Tonu-TunnelP11721-899x600.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-33390" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/11/Tonu-TunnelP11721-899x600.jpg" alt="Estonia Megafoni Natura" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Tonu-TunnelP11721-899x600.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Tonu-TunnelP11721-899x600-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<p>I megafoni naturali sono 3, ciascuno <strong>del diametro di 3 metri, posizionati secondo inclinazione e distanze tali da raccogliere fruscii</strong>, crepitii, mormorii e tutti gli altri suoni del bosco, amplificarli e trasformarli in qualcosa di coinvolgente ed emozionante.</p>
<p><strong>&gt; Per approfondire</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/perche-stare-nella-natura-ci-fa-capire-meglio-le-emozioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Perché stare nella natura ci fa capire meglio le emozioni</a></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/11/Tonu-TunnelP13441-899x600.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-33391" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/11/Tonu-TunnelP13441-899x600.jpg" alt="Estonia Megafoni Natura" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Tonu-TunnelP13441-899x600.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Tonu-TunnelP13441-899x600-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<p>Il 51% del territorio estone è ricoperto da foreste, ed è <strong>diritto inalienabile di ciascuno poter passare del tempo liberamente immersi nella natura</strong>, anche bivaccando lungo i sentieri naturali del paese, purché ovviamente preservando e rispettando il patrimonio naturale nazionale.</p>
<p><strong>&gt; Per approfondire</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/stare-nella-natura-e-il-segreto-della-longevita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Stare nella natura è il segreto della longevità</a></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/11/Henno-Luts2048-1021-899x600.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-33392" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/11/Henno-Luts2048-1021-899x600.jpg" alt="Estonia Megafoni Natura" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Henno-Luts2048-1021-899x600.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Henno-Luts2048-1021-899x600-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche per questo motivo l’<a href="https://www.visitestonia.com/en/state-forest-management-centre-information-point-in-tallinn" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Estonian Forest Management Centre</a> si è prestato da subito per ospitare l’installazione, rendendola <strong>disponibile come riparo di fortuna per la notte così come spazio per conferenze</strong>, concerti o incontri culturali.</p>
<p><strong>&gt; Per approfondire</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/fare-o-avere-questo-e-il-dilemma-della-felicita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Fare o avere? Questo è il dilemma della felicità</a></p>
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		<title>Expo2015: il padiglione più outdoor è quello dell&#8217;Austria</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/expo2015-il-padiglione-piu-outdoor-e-quello-dellaustria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Corno]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2015 14:54:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[austria]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[expo2015]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
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					<description><![CDATA[A meno di tre mesi dall&#8217;Expo non sappiamo ancora esattamente cosa aspettarci. Quel che è[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/1-expo_austria2015_KLIMAPERFORMANZ_INNENRAUM_print.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="padiglione Austria Expo 2015 Milano" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/1-expo_austria2015_KLIMAPERFORMANZ_INNENRAUM_print.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/1-expo_austria2015_KLIMAPERFORMANZ_INNENRAUM_print-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/02/1-expo_austria2015_KLIMAPERFORMANZ_INNENRAUM_print-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>A meno di tre mesi dall&#8217;Expo non sappiamo ancora esattamente cosa aspettarci. <strong>Quel che è certo è che noi abbiamo già votato quale sarà il nostro padiglione preferito.</strong> Al di là del filo conduttore sul cibo, l&#8217;Austria si presenta infatti a Milano con uno spazio sui generis dove l&#8217;aria e il respiro sono il soggetto principale.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/02/2-FRONT_BREATHE-AUSTRIA_1280.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter" alt="padiglione Austria Expo 2015 Milano" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/02/2-FRONT_BREATHE-AUSTRIA_1280.jpg" width="669" height="470" /></a></p>
<p>Chi entrerà qui proverà un&#8217;esperienza sensoriale completa: in virtù del fatto che la purezza dell&#8217;aria e le foreste sono due peculiarità del paese, <strong>il padiglione si presenterà come un vero e proprio bosco con decine di piante e alberi</strong> (sette sopra i 10 metri di altezza, 18 superiori ai 6 metri e 45 sopra i 3 metri) tra querce, faggi, larici, pini, betulle, abeti e ontani, oltre a cespugli, arbusti e felci che negli ultimi mesi sono stati trasportati e piantumati a Milano secondo il progetto del prof. Klaus Loenhart, del Politecnico di Graz e dell&#8217;Università di Scienze Agrarie di Vienna. Per la realizzazione della foresta verranno utilizzati anche semplice muschio, fogliame, legno morto e aghi.</p>
<p>Il padiglione da 560 mq e del costo di 12 milioni di euro sarà luogo di incontro e intrattenimento e proporrà proiezioni multimediali e grafiche per sottolineare la perfetta armonia tra la natura austriaca e l&#8217;innovazione tecnologica.</p>
<p><strong>Il mondo esterno &#8220;arrederà&#8221; l&#8217;interno e il bosco stesso vivrà &#8220;naturalmente&#8221; e sarà in grado di ricreare il microclima di un bosco austriaco.</strong> Nei punti in cui penetrerà la luce, vi saranno vita e metabolismo ecologico e le temperature interne caleranno non per la presenza di un condizionatore ma per il solo effetto dell&#8217;evatraspirazione. <strong>I progettisti giurano che, accedendo al padiglione, si sentirà tantissimo la differenza di temperatura e qualità dell&#8217;aria rispetto a quella umida (e sporca) di Milano.</strong> La vegetazione del bosco avrà una superficie fogliare di circa 43.200 m² e produrrà 62,5 kg di ossigeno l’ora che equivalgono al fabbisogno di 1800 persone.</p>
<p>Per farvi un&#8217;idea di come sarà il padiglione austriaco a Expo2015 potete dare una occhiata al sito <a href="http://www.expoaustria.at" target="_blank" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.expoaustria.at</a>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/02/3-expo_austria2015_PERFORMANZBILD1_print.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter" alt="padiglione Austria Expo 2015 Milano" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/02/3-expo_austria2015_PERFORMANZBILD1_print.jpg" width="670" height="470" /></a></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Enrico Maria Corno' src='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/enrico-maria-corno/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Enrico Maria Corno</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Enrico Maria Corno, giornalista per Corriere della Sera e Vanity Fair, vent’anni alla Rivista Sci e responsabile della passata edizione italiana del magazine americano Outside, collabora anche con enti di promozione turistica, federazioni e agenzie per l’organizzazione di eventi a tema outdoor, sport e sostenibilità. È con SportOutdoor24 fin dall&#8217;inizio.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Questa casa la monti dove ti pare</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/port-x-casa-trasportabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 15:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[fiume]]></category>
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					<description><![CDATA[Se siete di quelli che la sera, quando tornano a casa, o anche al mattino[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/pohled_na_plaz_zakres.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/pohled_na_plaz_zakres.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/pohled_na_plaz_zakres-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/pohled_na_plaz_zakres-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Se siete di quelli che la sera, quando tornano a casa, o anche al mattino quando aprono la finestra, <strong>sognano in realtà di vivere altrove</strong>, su un fiume, in un bosco, ai margini di una spiaggia, chissà dove o alternativamente i tutti questi posti, be&#8217; sappiate che ci sono degli architetti cechi che hanno pensato a voi.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2014/04/portx2.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12473" alt="portx2" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2014/04/portx2.png" width="640" height="400" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/portx2.png 640w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/portx2-300x187.png 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p>Sono i designer Adam Jirkal e Jerry Koza, e l&#8217;ingegnere Tomas Kalhous, lavorano per lo <a href="http://www.ateliersad.cz/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">studio Atelier SAD</a> e si sono inventati la casa modulare, eco-compatibile, trasportabile, <strong>pressoché autosufficiente</strong>, galleggiante. Insomma, <a href="http://www.portx.cz/about/idea.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Port X</a>.</p>
<p>La casa è <strong>fatta di legno e pannelli di laminato</strong>, galleggia e può tranquillamente essere una house-boat, vi si possono installare pannelli solari, tank per l&#8217;acqua, pompe di calore, depuratori e quant&#8217;altro serve a evitare opere accessorie in zone protette o vincolate, si costruisce direttamente in situ, è modulare, quindi se cambiano le esigenze si possono aggiungere (o togliere) delle parti, e soprattutto è già in vendita.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2014/04/portx.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12474" alt="portx" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2014/04/portx.png" width="640" height="400" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/portx.png 640w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/portx-300x187.png 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p>Insomma, se state pensando di vendere tutto e fuggire altrove, un colpo di telefono in repubblica Ceca potrebbe aprirvi nuove strade.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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