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	<title>corsi di vela Archives - SportOutdoor24</title>
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	<title>corsi di vela Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>Scuola di vela: quante lezioni servono per guidare una barca?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-acquatici/scuola-vela/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Corno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2021 10:52:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport acquatici]]></category>
		<category><![CDATA[corsi di vela]]></category>
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					<description><![CDATA[Andare in barca a vela è bellissimo, ma per poterla condurre serve fare prima una[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/07/1_corso_vela_adulti-5.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="scuola-vela" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/07/1_corso_vela_adulti-5.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/07/1_corso_vela_adulti-5-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/07/1_corso_vela_adulti-5-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Andare in barca a vela è bellissimo, ma per poterla condurre serve fare prima una scuola di vela. Chiunque può iscriversi, sapendo che esistono <strong>corsi</strong> di 3 livelli per imparare progressivamente a condurre una barca a vela. Ecco i nostri <strong>consigli</strong>, per scegliere il corso più adatto alle proprie esigenze.</p>
<h2>Iscriversi ad una scuola di vela</h2>
<p>Ci sono corsi di diversi livelli. &#8220;Non temete di intraprendere una strada troppo lunga&#8221;, ci dice Pippo Erroi, fondatore del <strong>Centro Velico <a href="http://Horca Myseria" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Horca Myseria</a> di Milano</strong>, uno dei più importanti di tutta Italia. &#8220;Per seguire una scuola di vela, non dovrete prendervi ferie. Basta un impegno di due weekend da due giorni, con lezioni che durano dalla mattina alla sera&#8221;.</p>
<h3>Il corso di vela primo livello</h3>
<p>Continua Erroi: &#8220;Che tu faccia il corso <strong>al lago o al mare,</strong> al mattino bisogna <strong>aspettare il vento</strong> che arriva di solito intorno all&#8217;ora di pranzo: c&#8217;è quindi tempo per dedicarsi al momento della preparazione del mezzo che può apparire noioso ma è determinante per conoscere la barca. E poi c&#8217;è una piccola ma<strong> fondamentale parte teorica</strong> che spiega i concetti sostanziali della vela: meglio seguirla con attenzione seduti in un luogo tranquillo e non farla in spiaggia in mezzo alla confusione dei bagnanti. In queste ore si impara a tracciare e a tenere una rotta, a capire da dove arriva il vento, quali sono le andature, tutta la <strong>teminologia</strong> <strong>della</strong> <strong>vela</strong>, come funzionano le manovre, come si usano le attrezzature che poi troveremo sulla barca&#8230;&#8221;.<br />
E poi c&#8217;è la parte pratica in acqua: &#8220;all&#8217;inizio un&#8217;istruttore sale a bordo con gli allievi ma &#8211; appena possibile &#8211; è buona norma che scenda per seguirli da lontano su un gommone. È importante lasciar andare gli allievi da soli in modo che imparino a cavarsela da soli, anche se in piena sicurezza. Così si fa esperienza. Nel peggiore dei casi, <strong>la barca scuffia</strong> &#8211; cioè si ribalta &#8211; un&#8217;esperienza da fare che di solito finisce con una risata&#8221;.<br />
Fare <strong>un corso di primo livello,</strong> con spese iniziali piuttosto contenute, ti consente di capire se la <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/vela/" data-wpel-link="internal">vela</a></strong> ti piace veramente. Alla fine il corso ti dà una certa autonomia &#8211; sufficiente per portare una piccola barca in un&#8217;uscita diurna in un tratto di mare sicuro e vicino alla costa.<br />
Se il corso si tiene <strong>al lago</strong> (i milanesi vanno spesso sul Lago di Como che è a solo un&#8217;ora di distanza), solitamente si usa una deriva, una barca piuttosto piccola dove salgono tre o quattro persone che non consente di dormire a bordo ma che dà una estrema sensibilità che sarà poi utile per portare anche altre barche più grandi in futuro. Sono barche molto reattive, se fai un errore lo capisci.<br />
Se il corso si tiene <strong>in mare</strong> (anche d&#8217;inverno), si usa un piccolo cabinato che, volendo, può anche ospitare di notte i partecipanti al corso.</p>
<h3>Chi può iscriversi a un corso di vela</h3>
<p>Chi si iscrive ad un corso di vela? Chi scopre la passione del mare e vuole praticarla ma soprattutto chi è già stato in vacanza con gli amici in barca o con uno <strong>skipper</strong> e vuole imparare come muoversi, per fare attivamente la propria parte sul ponte, con l&#8217;ambizione di essere <strong>autosufficiente</strong> a breve.<br />
Un corso di primo livello quindi insegna le <strong>manovre elementari</strong> che poi sono replicabili anche su barche molto più grandi. È un primo approccio che, più o meno, <strong>può costare tra i 240 e 280 euro.</strong></p>
<h3>La scuola di vela di secondo livello</h3>
<p>E poi ci sono i <strong>corsi superiori.</strong> Il secondo dà una maggiore consapevolezza. Solo il settore dell&#8217;agonismo insiste delle derive. I cabinati sono più impegnativi solo in funzione della massa da spostare. Quello che fa la differenza, salendo di livello, è il concetto di <strong>responsabilità</strong>. Finchè un velista rischia in proprio, sa quali sono i suoi limiti e si regola di conseguenza; oppure può essere solo un membro dell&#8217;equipaggio e limitarsi a fare il proprio dovere, quando però si diventa skipper &#8211; l&#8217;obiettivo finale di chi fa un corso di vela è poter <strong>noleggiare una barca da portare per tutta la vacanza</strong> e quindi essere uno skipper &#8211; ci si prende la responsabilità (peraltro penale) di chi si porta in barca e questo cambia la visione delle cose. Ci sono persone che fanno molti anni di corso ma scelgono di non noleggiare in prima persona una barca per non doversi prendere la responsabilità di portare qualcuno.</p>
<h3>Il corso di vela di terzo livello</h3>
<p>La scuola di vela di terzo livello serve per avere un <strong>apprendimento superiore.</strong> Con i quattro weekend del primo e del secondo corso l&#8217;allievo si rende conto dei propri limiti: &#8220;Personalmente non consiglierei a nessuno che abbia in tasca un corso di secondo livello di portarsi in giro la famiglia attraversando il Tirreno. Il secondo livello basta per fare un giretto al largo con una barchetta piccola che metti sul tetto della macchina. Navigare su un cabinato è una questione di esperienza&#8221;. Tutte le scuole propongono un ventaglio di <strong>corsi intensivi che durano una settimana</strong> e che solitamente si tengono durante un periodo di vacanza: navigare per una settimana a fianco di un velista esperto ti regala un&#8217;esperienza di gestione della barca a più ampio spettro perché puoi assistere in prima persona a tutte le manovre, puoi studiare il meteo sul campo, puoi apprendere la piccola manutenzione &#8211; fondamentale quando si sta fuori in mare per diversi giorni &#8211; per essere realmente autonomi. Anche la semplice gestione della cambusa va imparata a fondo: &#8220;Fare questa <strong>full</strong> <strong>immersioni</strong> per una settimana è un passo formale e definitivo verso l&#8217;obiettivo di poter portare una barca ed essere indipendenti ma non è ancora sufficiente. Prima di attraversare da soli il Mediterraneo, servirebbe un affiancamento di diverse settimane ad uno skipper esperto, per vedere come lavora la barca in tutti i contesti e con tutte le condizioni meteo&#8221;.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-acquatici/come-e-perche-prendere-la-patente-nautica/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Patente nautica: ecco come e dove prenderla</a></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-acquatici/come-prenotare-una-vacanza-in-barca-con-nowboat-booking-online-per-la-vela-lo-snorkeling-le-immersioni-mediterraneo/" data-wpel-link="internal">Come prenotare una vacanza in barca a vela</a></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Enrico Maria Corno' src='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/enrico-maria-corno/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Enrico Maria Corno</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Enrico Maria Corno, giornalista per Corriere della Sera e Vanity Fair, vent’anni alla Rivista Sci e responsabile della passata edizione italiana del magazine americano Outside, collabora anche con enti di promozione turistica, federazioni e agenzie per l’organizzazione di eventi a tema outdoor, sport e sostenibilità. È con SportOutdoor24 fin dall&#8217;inizio.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Patente per le barche: a cosa serve, quale prendere, quanto costa</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-acquatici/patente-nautica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Corno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2021 10:03:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport acquatici]]></category>
		<category><![CDATA[corsi di vela]]></category>
		<category><![CDATA[patente nautica]]></category>
		<category><![CDATA[vela]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/07/esame-patente-nautica.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="esame-patente-nautica" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/07/esame-patente-nautica.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/07/esame-patente-nautica-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/07/esame-patente-nautica-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Nell&#8217;opinione di molti la patente per le barche è un attestato prestigioso, identificato come il documento che determina l&#8217;abilitazione a navigare. <strong>Non è esattamente così.</strong> In realtà, la patente nautica apre solo gli orizzonti a chi la prende. Il programma è molto vasto: si parla di correnti, maree, segnalamenti marittimi e meteorologia ma il corso per la patente non ti insegna ad andare in barca. Per quello servono <strong>tante uscite in mare:</strong> bisogna andare per mare insieme a persone più esperte da cui prendere esempio, apprendere i segreti della navigazione nella pratica e &#8211; a poco a poco &#8211; si impara ad essere autonomi e a prendersi la propria responsabilità. E serve un corso di vela in una scuola: se anche sei principiante basta poco per imparare a condurre una barca a vela: non diventi <strong>skipper</strong> in <strong>3 lezioni</strong> ma puoi già capire alcuni concetti fondamentali, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-acquatici/scuola-vela/" data-wpel-link="internal"><strong>come spieghiamo qui.</strong></a></p>
<h2>Quale patente per le barche prendere</h2>
<p>Avere in tasca la patente per le barche è necessario nel caso si voglia portare barche a vela <strong>oltre i 10 metri di lunghezza</strong>. Sotto i 10 metri e le sei cuccette (cioè i posti letto) le barche vengono definite natanti e non serve la patente&#8221;, ci dice Pippo Erroi, fondatore del Centro Velico Horca Myseria di Milano. &#8220;Quando si parla di barche a motore, la patente serve quando si va oltre il limite dei 40 cavalli. Si tenga conto che oggi un motoscafo di media cilindrata raggiunge anche gli <strong>80-100 cavalli di potenza</strong> con i quali si riesce ad attraversare il Mediterraneo, ad andare tranquillamente dalla terraferma in Sardegna o in Corsica&#8221;. In <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-acquatici/come-e-perche-prendere-la-patente-nautica/" data-wpel-link="internal">questo articolo</a></strong> spieghiamo le differenze tra i tipi di patente nautica e altre cose utili da sapere.</p>
<h2>Chi può prendere la patente nautica</h2>
<p>&#8220;Se fai corso di vela di secondo livello, non sei ancora in grado di prenderti la responsabilità né di altre persone né di un cabinato che costa almeno 100.000 € (più o meno il costo di un grande camper, ndr). Alla fine del secondo corso, però, arrivi ad un bivio: o cominci a pensare di comprarti la barca o la noleggi per le vacanze. All&#8217;inizio farai solo qualche uscita breve e in condizioni tranquille, meglio se accompagnato dam uno skipper. Poi, quando il corso ti permette di sentirti affrancato dalle paure, <strong>provi ad uscire da solo</strong>. La patente non serve per fare giro del mondo in solitaria. La patente ti serve per aumentare il tuo bagaglio di cultura del mare e la conoscenza della barca. È uno strumento importante ma <strong>non va a sostituire l&#8217;esperienza necessaria che va maturata sul campo.</strong> Il mare ti mette immediatamente di fronte alle tue responsabilità: se fai il gradasso, il mare alla prima uscita di presenta il conto. La vela è un mondo meraviglioso ma non va preso sottogamba, tantomeno in questo periodo in cui il meteo ha cambiamenti violenti ed imprevisti&#8221;.<br />
Chi prende la patente nautica per la vela, inoltre, acquisisce in automatico anche <strong>quella a motore</strong>, dato che spesso i cabinati a vela hanno comunque un motore di sicurezza.</p>
<h2>Quanto tempo ci vuole per prendere la patente nautica</h2>
<p>Ci sono <strong>due diverse licenze</strong>: la prima permette la navigazione <strong>entro le 12 miglia</strong> (circa 24 km dalla costa), è più facile e si ottiene frequentando una decina di ore di corso teorico. Alla fine, l&#8217;allievo è sottoposto ad un esame teorico e pratico. Questa è la patente &#8220;di chi ha fretta&#8221;, del turista che ha acquistato il gommone per andare in ferie e ha bisogno di poterlo guidare subito.<br />
&#8220;E poi c&#8217;è la <strong>patente nautica senza limiti,</strong> per navigare ben <strong>oltre le 12 miglia</strong>, per chi vuole evolversi nella materia e per chi semplicemente vuole poter andare in Sardegna con la propria barca. Il corso è organizzato in città ed è diviso in 16 serate di due ore ciascuna: devi studiare il programma ed esercitarti a carteggiare studiando le carte nautiche, disegnando una rotta, misurando quanto ci vuole per andare da un Punto A a un Punto B, imparando ad <strong>entrare in porto e a ormeggiare</strong>. Poi si fa anche in questo caso un esame teorico e poi uno pratico che serve a verificare che tu abbia almeno un&#8217;idea minima della barca che un domani potresti portare. Chi non può frequentare nelle serate, può invece iscriversi ad un corso omologo che dura tre weekend &#8211; nel nostro caso a Milano, dalle 10 alle 17: sei giornate, il cui monte ore è ovviamente equivalente. Gli <strong>standard</strong> del corso vengono definiti dal <strong>Ministero dei Trasporti e della Marina Mercantile</strong>&#8220;.</p>
<h2>Quanto costa la patente per le barche</h2>
<p><span class="s1">I costi per ottenere la patente nautica variano da scuola a scuola ma non troppo. In genere si può pagare fra 650 e 700 euro per il certificato relativo alla imbarcazioni sotto le 12 miglia. per quelle che possono andare oltre le 12 miglia si paga di più, diciamo fra </span><span class="s1">750 e 800 euro.</span></p>
<p><em>(foto Horca Myseria)</em></p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Enrico Maria Corno' src='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/enrico-maria-corno/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Enrico Maria Corno</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Enrico Maria Corno, giornalista per Corriere della Sera e Vanity Fair, vent’anni alla Rivista Sci e responsabile della passata edizione italiana del magazine americano Outside, collabora anche con enti di promozione turistica, federazioni e agenzie per l’organizzazione di eventi a tema outdoor, sport e sostenibilità. È con SportOutdoor24 fin dall&#8217;inizio.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Intervista alla velista Cristiana Monina: “Il mare è un maestro di vita e la vela uno sport senza limiti di età”</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-acquatici/intervista-alla-velista-cristiana-monina-sul-mare-sulla-vela-sul-progetto-mare-in-tasca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Ballerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Dec 2019 10:25:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport acquatici]]></category>
		<category><![CDATA[corsi di vela]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
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		<category><![CDATA[vela]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mare è un elemento outdoor per eccellenza e ne abbiamo parlato con Cristiana Monina,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/12/cristiana_monina_1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="cristiana_monina_1" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/12/cristiana_monina_1.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/12/cristiana_monina_1-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/12/cristiana_monina_1-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Il mare è un elemento outdoor per eccellenza e ne abbiamo parlato con <strong>Cristiana Monina, </strong>velista, giornalista, imprenditrice che ha iniziato il suo <strong>rapporto con il mare fin dall’età di 9 anni</strong>. Da allora trent’anni di esperienza nel mondo della nautica, un notevole palmares  sportivo, conduzioni televisive e anche la partecipazione ad un <em>famoso spot TIM</em> nel 2000 dove è la skipper di una barca a vela e insieme a due compagne di viaggio circumnaviga l’Italia da Genova a Venezia.</p>
<h2>Intervista alla velista Cristiana Monina: “Il mare è un maestro di vita e la vela uno sport senza limiti di età”</h2>
<p><strong>Che cosa è il mare per te e cosa ti ha dato?<br />
</strong><em>“Il mare è un maestro di vita. Ti insegna ad affrontare situazioni che non sono abituali nel nostro quotidiano. A volte non sono situazioni per niente facili e devi risolverle da solo. Quando ho iniziato a 9 anni ho dovuto imparare a cavarmela da sola, poi sono arrivate le esperienze nelle quali ero parte di una squadra, di un equipaggio. Lì impari e comprendi cosa significhi il lavoro di squadra, l’importanza dei ruoli, della comunicazione tra le persone e quanto sia importante tirare fuori il meglio di noi e renderlo un elemento fondamentale al successo del gruppo”.</em></p>
<p><strong>Ci sono altre attività outdoor che ti piace praticare nel tempo libero e che fai per tenerti in forma ?<br />
</strong><em>“Corsa e mountain bike sono attività che mi sono sempre state utili alla preparazione fisica prima di una regata, ma anche oggi sono un piacevole modo di tenermi in forma e di entrare in contatto con la natura. In passato ho “macinato” parecchi chilometri in mountain bike nell’entroterra emiliano romagnolo, mentre a Roma ci sono moltissimi percorsi sui colli romani, anche nella zona della pineta di  Civitavecchia o sui sentieri di Tolfa. Un’altra attività sportiva che mi piace fare è kite surf”.</em></p>
<h3>Vela e mare come strumenti formativi e motivazionali</h3>
<p><strong>Velista, giornalista, imprenditrice. Mare e vela sono un comune denominatore nel tuo percorso. Che cosa l’esperienza del mare ha portato in quella che è la tua attuale attività ?<br />
</strong><em>“Il mare è stato fondamentale nella mia formazione, non solo come atleta. Ho iniziato a 9 anni e da allora ho imparato a confrontarmi con tante persone e con tante criticità. Ho imparato cosa significa gestire un team, il concetto di logistica, la capacità di controllo e la percezione dei propri limiti. Tutta questa esperienza oggi la metto, insieme al mio staff</em> , [Cristiana è a capo di <a href="http://www.cristianamonina.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">un’agenzia specializzata</a> nell’ideazione e organizzazione di eventi aziendali sportivi, corporate social responsability  in ambito nautico] <em>a disposizione delle aziende per realizzare eventi di comunicazione nel mondo della vela, ma anche momenti di team building dove a bordo di una barca a vela le persone  imparano ad affrontare le criticità, a collaborare per un fine comune, convivere in spazi ristretti, avere una maggiore predisposizione alla comunicazione, rispettare ogni ruolo. Torniamo dunque al concetto di mare come maestro di vita”.</em></p>
<h3>Un progetto sulla cultura del mare</h3>
<p><strong>Mare, natura, ambiente, passione. Ci puoi spiegare che cosa è il progetto ‘Mare in tasca” ?<br />
</strong><em>“Mare in tasca nasce come associazione per la promozione dei valori legati al mare, alla cultura del mare,   alle discipline che si praticano in mare (vela, apnea..), ma anche alla tutela dell’ambiente. Un mare spiegato ‘sotto, sopra e dentro’. Vogliamo coinvolgere il maggior numero di persone in un percorso di conoscenza e consapevolezza di quanto sia importante il mare e la sua vita. Il mare non è solo sport, ma anche cultura, divertimento, salute, benessere, letteratura, lavoro. Vogliamo entrare nelle scuole con questo nostro progetto, partire da lì per creare la giusta coscienza per il rispetto dell’ambiente e non è lontano il momento nel quale il mare diventi materia di studio a scuola. Infine un altro importante aspetto di “Mare in tasca” è quello di una raccolta fondi  per associazioni che operano nel mondo dell’infanzia”.</em></p>
<h3>Le sfide con l’Oceano</h3>
<p><strong>Nella tua vita di mare anche delle traversate oceaniche<br />
</strong><em>“Ne ho fatte due. Nel 2004 con partenza da Las Palmas e arrivo a S.Lucia, nei Caraibi, e l’anno successivo da Capo Verde a Guadalupa. Un’esperienza stupenda e nella quale è fondamentale il lavoro di squadra, la disciplina, le regole e i tempi. Devi preservare le tue energie, dormire magari quando non hai sonno e mangiare quando non hai fame. Impari a gestire le riserve che si hanno, a mantenere in perfetta funzionalità la barca, ascoltando quello che la barca stessa  ‘ti dice’.  Ti rendi anche conto come alcune situazioni che nella quotidianità cittadina vivi come ‘fastidi’, in mare diventano momenti positivi, come ad esempio la pioggia che significa riserva d’acqua. Ci sono stati anche momenti difficili, ma quando la squadra viaggia alla stessa velocità, tutto va nel verso giusto e le difficoltà si superano, insieme”.</em></p>
<p><center><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/G1BMQo6niNI?rel=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></center></p>
<p style="text-align: center;"><em>Lo spot TIM che vede Cristiana Monina tra le protagoniste</em></p>
<h3>Vela, sport per ogni età</h3>
<p><strong>Dovessimo pensare ad uno slogan per invogliare ad avvicinarsi al mondo della vela ?<br />
</strong><em>“Mi viene da dire ‘la vela è per tutti’, sia per sfatare il fatto che si tratti di uno sport d’elite, sia perché si tratta di un’attività che non ha limiti d’età. Si può iniziare a fare vela anche a 70 anni.  Per imparare i primi rudimenti della vela ci sono corsi, specie in estate, abbordabilissimi a livello economico e che consentono di mettere subito a contatto le persone con il mare, imparare ad ascoltarlo, oltre che capire come si può navigare. E’ un modo anche per capire se questo sport può piacere e davvero non ci sono limiti nell’età  nell’affrontarlo”.</em></p>
<h3>La vela e il mare per comunicare e formare</h3>
<p><strong>Cosa ti aspetti da questo nuovo anno ?<br />
</strong><em>“Mi aspetto di poter introdurre sempre più il mondo nautico per fare comunicazione e formazione. Andare in mare, governare una barca, vivere lo spirito dell’equipaggio può migliorare il modo di affrontare le attività lavorative e non solo. Voglio poi divulgare sempre di più la cultura del mare e i valori che questo elemento è in grado di trasmettere”.</em></p>
<p>Una lunga chiacchierata sul mare e sul suo ‘essere maestro di vita”. Una chiacchierata dalla quale traspare l’amore che <strong>Cristiana Monina</strong> ha per il mare, un amore e un entusiasmo che trasmette a chi le sta vicino e che fa venire voglia di imbarcarsi e provare l’emozione di mettersi alla prova e, perché no, anche di perdersi nella magia di una regata in alto mare.<br />
<em>[photo credits: cristianamonina.it]</em></p>
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