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	<title>deserto Archives - SportOutdoor24</title>
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	<description>Per spiriti liberi</description>
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	<title>deserto Archives - SportOutdoor24</title>
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	<item>
		<title>Il Deserto di Varazze e l&#8217;eremo del 1616 nel bosco ligure dove il silenzio è la regola</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/deserto-varazze-eremo-carmelitano-sentieri-liguria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 06:06:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[eremi]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Deserto&#8221; non vuol dire quello che sembra. Nella spiritualità carmelitana, il termine non descrive un[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="884" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/eremo-deserto-varazze.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/eremo-deserto-varazze.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/eremo-deserto-varazze-300x221.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/eremo-deserto-varazze-1024x754.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/eremo-deserto-varazze-768x566.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p dir="ltr"><strong>&#8220;Deserto&#8221;</strong> non vuol dire quello che sembra. Nella spiritualità carmelitana, il termine non descrive un paesaggio di sabbia e arsura — descrive un luogo di ritiro, di solitudine, di distanza dal mondo.<br />
Il <strong>Deserto di Varazze</strong> è immerso nel bosco, a pochi chilometri dalla riviera ligure.<br />
Faggi, querce, rovi, il suono del torrente Astera.<br />
<strong>L&#8217;unica cosa che accomuna questo posto a un deserto vero è il silenzio.</strong></p>
<h2 dir="ltr">L&#8217;eremo dei Carmelitani</h2>
<p dir="ltr">L&#8217;Eremo Carmelitano del Deserto di Varazze è stato fondato nel 1616 con l&#8217;intento di creare un luogo di isolamento e di preghiera per i monaci carmelitani. Si trova ai piedi del Monte Beigua, di cui abbiamo parlato in <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/parco-del-beigua-percorsi/" data-wpel-link="internal">questo articolo</a></strong>.<br />
La storia del Santuario inizia nel lontano 1614, quando i Carmelitani Scalzi decisero di fondare un eremo in un luogo isolato, propizio alla preghiera e alla contemplazione. Dopo le prime trattative con la comunità di Varazze nel 1615, il 22 febbraio 1616 fu acquistato il terreno. I lavori iniziarono a tempo di record il 18 marzo dello stesso anno, con la posa della prima pietra il 6 aprile. Già alla fine di agosto del 1616, la chiesa e tre romitori erano pronti. L&#8217;inaugurazione ufficiale avvenne il 16 luglio 1618.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/lifuria-eremo-varazze.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673069" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/lifuria-eremo-varazze.png" alt="lifuria-eremo-varazze" width="1200" height="766" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/lifuria-eremo-varazze.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/lifuria-eremo-varazze-300x192.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/lifuria-eremo-varazze-1024x654.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/lifuria-eremo-varazze-768x490.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Da allora il convento non è mai rimasto a lungo vuoto.<br />
Sopravvissuto alle soppressioni napoleoniche, alle due guerre, ai cambiamenti dell&#8217;Ordine: da 40 anni l&#8217;Eremo è casa di formazione come sede di Noviziato.</p>
<p dir="ltr"><strong>Puoi aggiungere SportOutdoor24.it alla tua lista con un click diretto:</strong><br />
<strong>👉 <a href="https://google.com/preferences/source?q=sportoutdoor24.it" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Clicca qui per aggiungere SportOutdoor24 alle Fonti Preferite</a></strong></p>
<h2 dir="ltr">Cosa c&#8217;è nel Deserto oltre la chiesa</h2>
<p dir="ltr">Il complesso del Deserto non è solo il convento.<br />
Interessanti sono anche <strong>le strutture limitrofe al convento, come l&#8217;antica portineria di Sant&#8217;Anna</strong> (dove si rifugiavano i pellegrini e i viandanti), il mulino sull&#8217;Astera con lo stemma dell&#8217;Ordine Carmelitano affrescato, la fonte di Sant&#8217;Elia (luogo d&#8217;incontro e meditazione dei padri carmelitani), l&#8217;area picnic in località Pian Grande.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/deserto-carazze-eremo.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673065" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/deserto-carazze-eremo.png" alt="deserto-carazze-eremo" width="1200" height="775" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/deserto-carazze-eremo.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/deserto-carazze-eremo-300x194.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/deserto-carazze-eremo-1024x661.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/deserto-carazze-eremo-768x496.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il mulino è uno dei dettagli più curiosi: costruito sulla roggia del torrente Astera, veniva usato dai frati per macinare il grano necessario alla comunità.<br />
Il meccanismo idraulico è ancora visibile.<br />
<strong>La fonte di Sant&#8217;Elia</strong> — il profeta biblico a cui l&#8217;Ordine carmelitano si ricollega spiritualmente — è un punto di sosta tradizionale per chi percorre i sentieri del bosco: acqua fresca, ombra, e la stessa pietra che i frati usano da quattro secoli.<br />
Nel negozietto sono disponibili <strong>ottimi prodotti come marmellate, liquori, miele e sciroppi balsamici.</strong><br />
È uno di quei piccoli negozi conventuali che esistono solo in posti come questo — non è un&#8217;attrazione turistica, è la conseguenza logica di una comunità che vive del proprio lavoro nel bosco.</p>
<h2 dir="ltr">Il percorso botanico</h2>
<p dir="ltr">Tra i sentieri del Deserto, per gli appassionati di botanica esiste anche la possibilità di seguire un sentiero dedicato alle specie diffuse nella zona.<br />
Il percorso botanico è segnalato da pannelli che identificano le specie arboree e arbustive del bosco ligure-appenninico — una delle zone di confine in cui la vegetazione mediterranea della costa comincia a cedere spazio alle specie più continentali dell&#8217;entroterra.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/eremo-carmelitani-varazze.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673066" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/eremo-carmelitani-varazze.png" alt="" width="1200" height="759" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/eremo-carmelitani-varazze.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/eremo-carmelitani-varazze-300x190.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/eremo-carmelitani-varazze-1024x648.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/eremo-carmelitani-varazze-768x486.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>Sentiero botanico segnato bene, un po&#8217; difficoltoso</strong> a tratti dovuto ad alberi sradicati e il verde che avanza.<br />
Il percorso è adatto a chiunque voglia rallentare rispetto al ritmo dei sentieri di trekking veri — è più una camminata contemplativa che un&#8217;escursione tecnica.</p>
<h2 dir="ltr">Come arrivare: tre opzioni</h2>
<p dir="ltr"><strong>In auto:</strong><br />
La strada per arrivare (gli ultimi 4 km) è stretta ma percorribile in auto. Prestare attenzione.<br />
Si può arrivare da Varazze risalendo la valle del torrente Teiro, oppure da <strong>Cogoleto/Sciarborasca</strong> sul versante est — quest&#8217;ultima strada è forse più larga nei tratti iniziali.</p>
<p dir="ltr"><strong>In autobus e poi a piedi:</strong><br />
Da Varazze: fermata a Faie, da qui in poi proseguire a piedi fino all&#8217;Eremo del Deserto (circa 4 km). Da Cogoleto: fermata di Sciarborasca, circa 3,5 km a piedi fino all&#8217;Eremo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/giardino-eremo-varazze.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673067" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/giardino-eremo-varazze.png" alt="giardino-eremo-varazze" width="1200" height="509" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/giardino-eremo-varazze.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/giardino-eremo-varazze-300x127.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/giardino-eremo-varazze-1024x434.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/giardino-eremo-varazze-768x326.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr"><strong>A piedi da Varazze (il percorso più bello):</strong><br />
Il sentiero che sale da Varazze è quello consigliato per chi vuole fare dell&#8217;escursione la parte principale della giornata.<br />
Dalla costa un bel percorso che si snoda tra ville e orti risale l&#8217;entroterra ligure con begli scorci paesaggistici, raggiungendo l&#8217;Eremo.<br />
Il dislivello totale da Varazze è di circa <strong>400-450 metri</strong>, il sentiero è segnato e percorribile in circa <strong>2 ore</strong>.<br />
La partenza più comoda è dalla cappelletta dedicata al <strong>Beato Jacopo da Varagine</strong> — il frate domenicano medievale autore della <em>Legenda Aurea</em> che nacque proprio a Varazze.</p>
<p dir="ltr"><strong>Con la bici:</strong><br />
Il Convento del Deserto di Varazze è meta di molti escursionisti, ciclisti e camminatori.<br />
I ciclisti più allenati arrivano dalla strada che sale da Cogoleto — la pendenza è significativa ma il fondo è asfaltato per quasi tutto il percorso.</p>
<h2 dir="ltr">Il Parco del Beigua</h2>
<p dir="ltr">Il Deserto di Varazze si trova all&#8217;interno del <strong>Parco Naturale Regionale del Beigua</strong> — uno dei parchi liguri meno conosciuti e meno frequentati, che si estende tra la provincia di Savona e quella di Genova con un territorio che copre le cime appenniniche tra il <strong>Monte Beigua</strong> (1.287 m) e il fondovalle.<br />
Il parco è anche <strong>Geoparco UNESCO</strong>, riconoscimento legato alla straordinaria varietà di rocce affioranti — tra cui le <strong>pietre verdi</strong> di origine oceanica che si trovano in superficie.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/02/parco-beigua-percorsi-1.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-627153 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/02/parco-beigua-percorsi-1.jpeg" alt="parco-beigua-percorsi" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/02/parco-beigua-percorsi-1.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/02/parco-beigua-percorsi-1-300x210.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/02/parco-beigua-percorsi-1-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a>I serpentini, i gabbri e le ofioliti del Beigua raccontano la storia di un fondale oceanico sollevato durante la formazione delle Alpi — un paesaggio geologico unico nel contesto ligure. Vuoi saperne di più ascolta il nostro <strong>divertentissimo podcast della serie <a href="https://open.spotify.com/show/5hJIKbgVoCuX39JFPycvlt" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Due per Trek!</a></strong></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Spotify Embed: Persi tra i misteri del Beigua, in Liguria" src="https://open.spotify.com/embed/episode/7dvWHFvWnYPaGOR421j6A5?utm_source=oembed" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></p>
<h2 dir="ltr">Quando andare e come comportarsi</h2>
<p dir="ltr">L&#8217;<a href="https://desertovarazze.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Eremo del Deserto</a> è aperto tutto l&#8217;anno come luogo di visita e di sosta.<br />
La comunità dei frati Carmelitani Scalzi svolge <strong>attività di accoglienza per ritiri spirituali e giorni di preghiera</strong>, come anche per gruppi scouts e parrocchiali.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/alloggi-eremo-varazze.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673068" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/alloggi-eremo-varazze.png" alt="" width="1200" height="827" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/alloggi-eremo-varazze.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/alloggi-eremo-varazze-300x207.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/alloggi-eremo-varazze-1024x706.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/alloggi-eremo-varazze-768x529.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>Chi vuole soggiornare al convento per un ritiro può contattare la comunità direttamente.</strong><br />
Chi viene come escursionista trova la chiesa aperta, il negozietto e il percorso botanico accessibili senza prenotazione.<br />
Per chi vuole abbinare la visita al Deserto con un&#8217;escursione più lunga nella Liguria savonese, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/escursioni-in-liguria-le-6-migliori-della-riviera-di-ponente/" data-wpel-link="internal">la guida alle escursioni della Riviera di Ponente</a> racconta altri sei percorsi tra mare e entroterra.</p>
<h3 dir="ltr">Info pratiche</h3>
<p dir="ltr"><strong>Dove:</strong> Via al Deserto 19, Varazze (SV), Parco Naturale del Beigua, Liguria<br />
<strong>Come arrivare in auto:</strong> autostrada A10/A26, uscita Varazze, poi risalire verso l&#8217;entroterra — gli ultimi 4 km su strada stretta, percorribile in auto con attenzione. In alternativa da Cogoleto/Sciarborasca<br />
<strong>A piedi da Varazze:</strong> circa 4 km, 400-450 m D+, circa 2 ore. Partenza dalla cappelletta del Beato Jacopo da Varagine<br />
<strong>In autobus:</strong> da Varazze fermata Faie poi 4 km a piedi; da Cogoleto fermata Sciarborasca poi 3,5 km a piedi<br />
<strong>In bici:</strong> percorribile da Cogoleto su asfalto, pendenza significativa<br />
<strong>Apertura:</strong> tutto l&#8217;anno<br />
<strong>Negozietto:</strong> marmellate, liquori, miele, sciroppi balsamici<br />
<strong>Ritiri e soggiorni:</strong> su prenotazione — <a href="mailto:conventodeserto@carmeloligure.it">conventodeserto@carmeloligure.it</a><br />
<strong>Periodo consigliato:</strong> primavera e autunno per i sentieri; tutto l&#8217;anno per la visita al convento</p>
<p dir="ltr">Foto <a href="https://www.parcobeigua.it/index.php" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Parco Beigua</a></p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/escursioni-in-liguria-le-6-migliori-della-riviera-di-ponente/" data-wpel-link="internal"><strong>Escursioni in Liguria: le 6 migliori della Riviera di Ponente</strong></a></p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/escursioni-in-liguria-le-piu-belle-passeggiate-nella-natura-con-vista-mare/" data-wpel-link="internal"><strong>Escursioni in Liguria: le più belle passeggiate nella natura con vista mare</strong></a></p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/finale-ligure-dinverno-ecco-3-motivi-per-andarci/" data-wpel-link="internal"><strong>Finale Ligure in inverno: 4 trekking, esperienze e arrampicata</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La duna gigante che cammina per 15 metri l&#8217;anno: Råbjerg Mile, il deserto che sta &#8220;mangiando&#8221; la Danimarca</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/rabjerg-mile-danimarca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 14:06:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[Dune e deserti]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>Nel nord della Danimarca, a pochi chilometri da Skagen, una duna enorme si sposta lentamente verso il mare. Il Råbjerg Mile è il deserto più grande del paese, un paesaggio che sorprende.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1600" height="1200" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-8935749.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Vasta duna di sabbia bionda del Råbjerg Mile sotto un cielo nordico" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-8935749.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-8935749-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-8935749-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-8935749-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-8935749-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><br><br><p>Nel punto più settentrionale della penisola dello Jutland si nasconde il <strong>Råbjerg Mile </strong>che, dal nome, potrebbe sembrare qualsiasi cosa tranne quello che è: un deserto vero e proprio, fatto di sabbia bionda, silenzio e infinito, dove il vento è padrone assoluto mentre la vegetazione (quasi) si arrende senza combattere. Letteralmente &#8220;il miglio di Råbjerg&#8221;, è la<strong> duna migrante</strong> più grande di tutta la Danimarca, un fenomeno naturale unico nel paesaggio del Nord Europa.</p>

<figure class="wp-block-image size-large"></figure>

<p>La duna misura circa un chilometro per un chilometro, raggiunge i <strong>40 metri di altezza</strong> e contiene all&#8217;incirca 3,5 milioni di metri cubi di sabbia. Ogni anno avanza di più o meno di <strong>15 metri verso nord-est</strong>, in direzione di Grenen, la punta estrema del Paese. Le proiezioni dicono che, tra un paio di secoli, la massa di sabbia finirà per coprire la strada principale che porta a Skagen. Un&#8217;invasione silenziosa, dunque, ma decisamente inarrestabile.</p>
<h2>Una duna in marcia da tre secoli</h2>
<p>La storia del Råbjerg Mile comincia oltre 300 anni fa, nella zona costiera chiamata <strong>Råbjerg Stene,</strong> sul lato ovest dello Jutland affacciato allo Skagerrak. Il vento strappava la sabbia dalla riva e la spingeva verso l&#8217;entroterra, seppellendo campi coltivati e abitati. Gli abitanti del territorio lottarono a lungo, poi furono costretti ad abbandonare le case.</p>

<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1600" height="900" class="wp-image-670685" title="Sentiero sabbioso con resti di vegetazione ai bordi della duna danese" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-34607914.jpg" alt="Sentiero sabbioso con resti di vegetazione ai bordi della duna danese" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-34607914.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-34607914-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-34607914-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-34607914-768x432.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-34607914-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>

<p>&nbsp;</p>
<p>Fallirono anche i tentativi di fermare la duna con il rimboschimento, al punto che gli alberi piantati ai bordi della massa sabbiosa vennero inglobati, per poi riemerge sul lato opposto dopo circa <strong>40 anni</strong>: un viaggio sepolto nella sabbia, lento quanto l&#8217;avanzata della duna stessa.</p>
<h2>Verde che cede il passo alla sabbia</h2>
<p>La <strong>brughiera danese</strong>, fatta di erica, muschio e ginepro, arriva fino ai bordi della duna e poi si interrompe di colpo. Il contrasto cromatico è estremamente evidente, con il verde cupo della vegetazione nordica contro il beige chiaro della sabbia e con il cielo grigio perla o azzurro acceso a fare da sfondo (a seconda della stagione).</p>
<p>Tra la sabbia si formano <strong>piccole depressioni umide,</strong> laghetti temporanei legati alle variazioni della falda freatica. All&#8217;inizio sono sterili, ma col tempo le piante ricolonizzano gli specchi d&#8217;acqua ricreando un microecosistema fragile e affascinante.</p>

<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1600" height="1067" class="wp-image-670686" title="Vista panoramica dalla cima della duna del Råbjerg Mile sullo Jutland" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-33869348.jpg" alt="Vista panoramica dalla cima della duna del Råbjerg Mile sullo Jutland" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-33869348.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-33869348-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-33869348-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-33869348-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-33869348-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>

<p>&nbsp;</p>
<p>Salire in cima alla duna a piedi richiede qualche sforzo, ma la vista ripaga ogni passo nella sabbia. Portare via un po&#8217; di granelli nelle scarpe è praticamente inevitabile, consideratela una tassa d&#8217;ingresso informale.</p>
<h2>Raggiungere il Råbjerg Mile</h2>
<p>Il Råbjerg Mile si trova a circa <strong>15 chilometri a sud di Skagen</strong>, sulla strada statale che attraversa lo Jutland del Nord. L&#8217;accesso più comodo è in auto, percorrendo la route 40 verso nord fino a seguire le indicazioni per la duna. Sul posto c&#8217;è un parcheggio gratuito; da lì un sentiero sabbioso porta direttamente alla base della duna in circa dieci minuti a piedi.</p>
<p>In treno si arriva fino a Skagen e poi ci si sposta in bicicletta o con i mezzi locali. La bici, infatti, è un&#8217;opzione piuttosto utilizzata: le piste ciclabili dello <strong>Jutland del Nord </strong>sono ben segnalate e il tragitto è pianeggiante fino ai piedi della duna.</p>
<h2>Nei dintorni: Skagen e il faro che sparirà in mare</h2>
<p>A nord del Råbjerg Mile, <strong>Skagen</strong> vale una sosta per più di un motivo. A Grenen, la punta estrema della Danimarca, il <strong>Mar Baltico e il Mare del Nord</strong> si incontrano in una linea d&#8217;acqua visibile a occhio nudo, due correnti di colore diverso che si scontrano sulla stessa riva. Poco prima di arrivare a Skagen c&#8217;è la <strong>Den Tilsandede Kirke</strong>, la chiesa sepolta nella sabbia di cui emerge solo il campanile.</p>
<p>Qualche chilometro a ovest, invece, ecco il <strong>Rubjerg Knude</strong>, un faro abbandonato che ogni anno si avvicina pericolosamente al bordo della scogliera: l&#8217;erosione costiera lo inghiottirà entro qualche decennio (se non verrà spostato nuovamente). Sì, vale assolutamente la pena vederlo finché (ovviamente) c&#8217;è ancora.</p>

<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1600" height="1067" class="wp-image-670687" title="Faro abbandonato di Rubjerg Knude sulla scogliera danese" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-12323405.jpg" alt="Faro abbandonato di Rubjerg Knude sulla scogliera danese" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-12323405.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-12323405-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-12323405-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-12323405-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-12323405-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>

<p>&nbsp;</p>
<p><em>Foto Pexels</em></p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/deserto-di-accona-toscana/" data-wpel-link="internal">Oltre il verde della Toscana: l’incanto lunare del Deserto di Accona tra polvere e creste d’argilla</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/deserto-di-capocotta-lazio/" data-wpel-link="internal">Sabbia, vento e libertà: il Deserto di Capocotta è l’ultimo avamposto selvaggio del Litorale Romano</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/dune-di-piscinas-sardegna/" data-wpel-link="internal">Il “Piccolo Sahara Italiano”, guida all’avventura selvaggia tra le dune di Piscinas</a></strong></li>
</ul><div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Oltre il verde della Toscana: l&#8217;incanto lunare del Deserto di Accona tra polvere e creste d&#8217;argilla</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/deserto-di-accona-toscana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 13:16:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Deserto-di-Accona.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Deserto di Accona, Toscana" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Deserto-di-Accona.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Deserto-di-Accona-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Deserto-di-Accona-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Deserto-di-Accona-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Dopo aver visitato le meraviglie di <strong>Asciano</strong>, con i classici e poetici viali di cipressi, non è raro rimanere a bocca aperta a causa di un panorama di un grigio plumbeo e quasi spettrale che si apre all&#8217;improvviso. Una sorta di cortocircuito, ma che in realtà ha un motivo ben preciso (e particolarmente interessante). Chilometro dopo chilometro, infatti, ci si ritrova al <strong>Deserto di Accona</strong>, un segreto custodito nel cuore delle <strong>Crete Senesi</strong> in cui la tonalità smeraldo delle vigne sparisce. Ma come è possibile tutto questo? E, soprattutto, è davvero un deserto?</p>
<h2>Deserto di Accona, perché si chiama così</h2>
<p>Bisogna partire dal presupposto che questa affascinante porzione di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/via-lauretana-toscana-a-piedi-cammino-da-siena-a-cortona/" data-wpel-link="internal"><strong>Toscana centrale</strong> </a>è il residuo di un mare antico tre milioni di anni. In sostanza, al posto del paesaggio lunare che vediamo oggi, in epoche remotissime qui tutto era ricoperto di acqua salata. Il terreno, chiamato tecnicamente<strong> mattaione</strong>, è una miscela di argilla, sabbia e limo, ricca di cloruro di sodio. Proprio il sale impedisce ai semi di germogliare, lasciando quindi la terra nuda e ferita dagli agenti atmosferici.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Accona-Deserto.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-661176" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Accona-Deserto.jpg" alt="I colori del Deserto di Accona" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Accona-Deserto.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Accona-Deserto-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Accona-Deserto-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Accona-Deserto-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Foto: louis-garden &#8211; Wiki italian, CC BY-SA 2.5, Via Wikimedia</p>
<p>Il termine &#8220;<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/deserti-italiani-dove-si-trovano/" data-wpel-link="internal">deserto</a></strong>&#8221; risale al XIV secolo, quando il beato <strong>Bernardo Tolomei</strong> scelse queste alture brulle per fondare l&#8217;<strong>Abbazia di Monte Oliveto Maggiore</strong>. Ai tempi, la parola indicava un luogo abbandonato, privo di presenza umana e vegetazione. Alla luce di quanto appena detto, la risposta alla domanda se è davvero un deserto è quindi &#8220;non proprio&#8221;, ma nei fatti geograficamente il <strong>titolo resta calzante</strong>: le precipitazioni annue sono scarsissime e il cloruro di sodio rende le colline simili a una distesa di cenere.</p>
<h2>Calanchi e Biancane</h2>
<p>La struttura fisica di Accona è un capolavoro di erosione, uno di quelli a cui è praticamente impossibile non inginocchiarsi di fronte alla forza e alla maestria della natura. Come accennato, il protagonista assoluto è il mattaione che reagisce in modo violento agli agenti atmosferici modellando:</p>
<ul>
<li><strong>I Calanchi:</strong> sono le rughe profonde della terra. Si formano sui versanti esposti a sud, i più caldi, in cui la vegetazione soccombe. La pioggia scivola rapida sulla superficie impermeabile e, contemporaneamente, scava solchi dritti e affilati come lame di coltello che precipitano a valle.</li>
<li><strong>Le Biancane</strong>: piccole cupole candide, alte pochi metri, che punteggiano il paesaggio come bolle di terra pronte a esplodere. Il loro colore deriva dal solfato di sodio che, con l’umidità, affiora in superficie e cristallizza.</li>
</ul>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Calanchi-Accona.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-661178" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Calanchi-Accona.jpg" alt="I Calanchi di Accona" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Calanchi-Accona.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Calanchi-Accona-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Calanchi-Accona-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Calanchi-Accona-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Foto:Dinobito &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</p>
<h2>Camminare nel Deserto di Accona</h2>
<p>Dalle premesse fatte, è abbastanza automatico comprendere che da queste parti l&#8217;<strong>esperienza del cammino è diversa</strong> da ogni altra escursione appenninica. Il suolo è vivo e muta forma a ogni stagione. In estate, risale un calore che offusca la vista e deforma tutto quello si ha davanti; in inverno, la nebbia si incastra dentro i calanchi, rendendo il deserto un mare di nuvole grigie da cui spuntano solo le creste più alte.</p>
<h3>Il Sentiero del Crinale (Asciano &#8211; Monte Oliveto Maggiore)</h3>
<p>Questo è il percorso principe. Parte dal <strong>centro abitato di Asciano</strong> e si inerpica verso sud-ovest. È un tracciato di circa 10 chilometri che si snoda interamente su creste scoperte. Il vento soffia spesso con forza laterale, ma la vista spazia a 360 gradi sulle torri di <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/panforte-siena-dolce-natale-dove-mangiarlo/" data-wpel-link="internal">Siena</a></strong> e il profilo del <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/tour-del-monte-amiata-in-camper-dove-andare-e-cosa-vedere/" data-wpel-link="internal">Monte Amiata</a></strong>.</p>
<h3>L&#8217;Anello delle Biancane di Leonina</h3>
<p>Più a nord, vicino a <strong>Leonina</strong>, si trova un percorso ad anello ottimale per coloro che desiderano camminare tra le formazioni geologiche più pure. Il sentiero conduce anche al <strong>Site Transitoire</strong>, una scultura monumentale in pietra posizionata in un punto dove il tramonto si incastra perfettamente dentro una finestra artificiale.</p>
<p>Attorno a questo sito, i sentieri secondari permettono di camminare proprio tra le Biancane. La sensazione che si avverte è quella di <strong>muoversi su un altro pianeta</strong>, tra piccoli vulcani di fango bianco e crepe che scendono in profondità nel cuore del mattaione.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Deserto-di-Accona-Leonina.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-661179" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Deserto-di-Accona-Leonina.jpg" alt="Deserto di Accona, zona Leonina" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Deserto-di-Accona-Leonina.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Deserto-di-Accona-Leonina-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Deserto-di-Accona-Leonina-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Deserto-di-Accona-Leonina-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Foto: Dinobito &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</p>
<h3>La discesa verso il torrente Asso</h3>
<p>Per i più esperti, esistono tracce che digradano dai calanchi verso il fondo valle dell<strong>&#8216;Asso</strong>. Qui la vegetazione riprende spazio con tamerici e piante che sopportano il sale. Bisogna però essere consapevoli che questi passaggi sono ripidi e che il dislivello è ingannevole.</p>
<h2>Note per l&#8217;escursionista</h2>
<p>La totale assenza di alberi lungo le creste espone il trekker a un <strong>irraggiamento solare costante</strong>. Portare <strong>scorte d’acqua abbondanti</strong> è un obbligo, poiché le sorgenti naturali sono sature di sali e inutilizzabili.</p>
<p>In questa zona, il &#8220;fuoripista&#8221; è sconsigliato. Calpestare le Biancane al di là dalle tracce esistenti accelera l&#8217;erosione di strutture che hanno impiegato millenni per formarsi. Sono inoltre fondamentali le <strong>mappe digitali </strong>vista la mancanza di veri punti di riferimento. Il rischio è che tutte le colline grigie finiscano per somigliarsi.</p>
<p>Foto di copertina: Gunther Tschuch &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/deserto-di-capocotta-lazio/" data-wpel-link="internal">Sabbia, vento e libertà: il Deserto di Capocotta è l’ultimo avamposto selvaggio del Litorale Romano</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/dune-di-piscinas-sardegna/" data-wpel-link="internal">Il “Piccolo Sahara Italiano”, guida all’avventura selvaggia tra le dune di Piscinas</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/salse-di-nirano-emilia-romagna/" data-wpel-link="internal">Salse di Nirano: l’enigma del fango che respira e ribolle tra le colline modenesi</a></strong></li>
</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author">
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<div itemprop="description">
<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Sabbia, vento e libertà: il Deserto di Capocotta è l&#8217;ultimo avamposto selvaggio del Litorale Romano</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/deserto-di-capocotta-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 07:57:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
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					<description><![CDATA[A pochi chilometri dal Grande Raccordo Anulare, proprio dove nessuno se lo aspetta, c&#8217;è un[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Deserto-di-Capocotta.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Deserto di Capocotta, Roma" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Deserto-di-Capocotta.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Deserto-di-Capocotta-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Deserto-di-Capocotta-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Deserto-di-Capocotta-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>A pochi chilometri dal <strong>Grande Raccordo Anulare,</strong> proprio dove nessuno se lo aspetta, c&#8217;è un luogo in cui il cemento della metropoli cede bruscamente il passo a un paesaggio ancestrale. Sì, è sicuramente una spiaggia, ma il fatto che in molti non sanno è che è anche un<strong> vero e proprio ecosistema vivo.</strong> Parliamo del “<strong>Deserto” di Capocotta</strong>, un angolo del Lazio incastonato nella Riserva Statale del Litorale Romano, un tratto di costa che rappresenta l&#8217;ultima frontiera per chi cerca un’evasione autentica senza dover lasciare la Capitale.</p>
<h2>Un miraggio tra sabbia e macchia: perché chiamarlo &#8220;Deserto&#8221;</h2>
<p>Parlare di &#8220;deserto&#8221; a Capocotta non è un&#8217;iperbole poetica, ma un riferimento alla sua <strong>morfologia unica</strong>. Qui il paesaggio è dominato da un <strong>sistema dunale imponente,</strong> tra i meglio conservati d&#8217;Italia, in cui montagne di sabbia finissima si rincorrono per oltre 45 ettari. Modellate dal gioco incessante dei venti, queste dune danno vita a un orizzonte ondeggiante che nasconde la civiltà alla vista, regalando al viaggiatore l&#8217;illusione ottica di trovarsi in una terra sospesa.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Dune-di-Capocotta.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-660754" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Dune-di-Capocotta.jpg" alt="Dune di Capocotta, Lazio" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Dune-di-Capocotta.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Dune-di-Capocotta-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Dune-di-Capocotta-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Dune-di-Capocotta-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Foto: Patafisik &#8211; Own work, CC BY-SA 3.0, Via Wikimedia</p>
<p>È un <strong>ambiente xerofilo</strong>, in cui la vita si è adattata a condizioni estreme di sole e salsedine, proprio come nei grandi deserti africani. Inoltre, a garantire l&#8217;isolamento è il confine silenzioso con la <strong>Tenuta Presidenziale di Castelporziano</strong>: un muro di macchia mediterranea che protegge le dune dall&#8217;espansione urbana, preservando quell&#8217;orizzonte selvaggio che oggi appare come un miracolo.</p>
<h2>Vivere l&#8217;outdoor: tra cammini lenti e orizzonti aperti</h2>
<p>Per il viaggiatore contemporaneo, Capocotta deve essere una destinazione da <strong>vivere con lentezza e rispetto</strong>, attraversandola come si farebbe con un territorio inesplorato.</p>
<ul>
<li><strong>Trekking sensoriale</strong>: camminare lungo i sentieri retrodunali (seguendo rigorosamente i camminamenti per non danneggiare la flora) consente di immergersi tra ginepri secolari, lecci e il profumo pungente del giglio di mare. Ogni passo sulla sabbia morbida invita a un ritmo diverso, lontano dalla frenesia urbana e in una sorta di meditazione in movimento.</li>
<li><strong>L&#8217;ebbrezza degli elementi:</strong> per chi ama sentire la forza della natura, il deserto si anima con il vento. Che sia una sessione di kitesurf tra le onde o una pedalata in fat-bike sul bagnasciuga (ma sempre nel rispetto delle regole della Riserva), l&#8217;attività fisica qui diventa un modo per dialogare con gli elementi, godendo di spazi immensi che ricordano le coste oceaniche.</li>
<li><strong>Il rito del tramonto</strong>: se scegliete Capocotta dovete restare fino a tardi. Quando il sole scende, le dune si tingono di un ocra profondo e il profilo della costa appare come una silhouette selvaggia. È il momento in cui l&#8217;anima &#8220;wild&#8221; del posto emerge con più forza, regalando uno degli spettacoli naturali più intensi del <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/luni-sul-mignone-lazio/" data-wpel-link="internal">Lazio</a></strong>.</li>
</ul>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Capocotta.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-660755" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Capocotta.jpg" alt="Capocotta, tesoro di Roma" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Capocotta.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Capocotta-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Capocotta-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Capocotta-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Foto: Patafisik &#8211; Own work, CC BY-SA 3.0, Via Wikimedia</p>
<h2>L&#8217;etica del viaggiatore: un paradiso fragile</h2>
<p>La bellezza di Capocotta risiede nella sua <strong>intoccata fragilità</strong>. Esplorare questo angolo di costa richiede una consapevolezza profonda: il sistema dunale è un organismo vivo che va protetto. Rispettare i camminamenti e <strong>non lasciare traccia del proprio passaggio</strong> è un dovere ecologico, ma anche parte dell&#8217;esperienza di viaggio stessa. La sfida è godere di questa bellezza senza scalfirla, portando via con sé solo il ricordo di un vento che sa di sale e di libertà.</p>
<p>Se si cerca una fuga dove il tempo sembra essersi fermato, il Deserto di Capocotta vi aspetta. Preparate lo spirito, lasciate a casa l&#8217;orologio e venite a scoprire l&#8217;<strong>anima più genuina e selvaggia del Litorale Romano</strong>.</p>
<p>Foto di Copertina: Patafisik &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia</p>
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</ul>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Il &#8220;Piccolo Sahara Italiano&#8221;, guida all&#8217;avventura selvaggia tra le dune di Piscinas</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/dune-di-piscinas-sardegna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 10:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>
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					<description><![CDATA[Senza ombra di dubbio, la Sardegna è una delle regioni italiane che sorprende di più.[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Dune-di-Piscinas.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Dune di Piscinas, Sardegna" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Dune-di-Piscinas.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Dune-di-Piscinas-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Dune-di-Piscinas-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Dune-di-Piscinas-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Senza ombra di dubbio, la <strong>Sardegna</strong> è una delle regioni italiane che sorprende di più. Famosissima per il mare, nel suo territorio nasconde elementi e luoghi di rara e importante bellezza, come il<strong> complesso dunale di Piscinas.</strong> Ci troviamo nella<strong> Costa Verde</strong> e, più precisamente, nei pressi di <strong>Arbus</strong>, un comune in cui la geologia ha creato un paradosso: un <strong>deserto costiero attivo</strong> che si estende per circa 5 chilometri quadrati.</p>
<p>E non è tutto, perché questo è un ammasso di sabbia quarzosa che<strong> non ha eguali in Europa</strong> per volume e dinamismo. Ecco ttuto ciò che occorre sapere per esplorare quello che, scientificamente, è un sistema dunale relitto ancora in movimento: le dune di Piscinas, il &#8220;Piccolo Sahara Italiano&#8221;.</p>
<h2>È davvero un deserto? La verità scientifica</h2>
<p>Fa molto strano pensare che in Italia ci sia un ambiente così, eppure spesso questo luogo viene etichettato come il &#8220;<strong>Sahara Italiano</strong>&#8220;. La domanda, quindi, sorge spontanea: esistere davvero un deserto in <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/sebadas-barbagia-itinerario-outdoor/" data-wpel-link="internal">Sardegna</a></strong>?</p>
<p>Tecnicamente non si tratta di un deserto climatico (caratterizzato dall&#8217;assenza di piogge), ma di un ecosistema dunale attivo. Tuttavia, il paragone con il più vasto deserto caldo della Terra non si limita al marketing. Una volta entrati nel cuore del sistema, infatti, la vista del mare scompare dietro <strong>creste di sabbia dorata che raggiungono i 100 metri d&#8217;altezza</strong> (compreso il basamento roccioso su cui poggiano), creando un’illusione ottica e climatica totale.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Dune-di-Piscinas-mare.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-660491" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Dune-di-Piscinas-mare.jpg" alt="Il mare che accarezza le Dune di Piscinas" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Dune-di-Piscinas-mare.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Dune-di-Piscinas-mare-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Dune-di-Piscinas-mare-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Dune-di-Piscinas-mare-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Ciò vuol dire che le dune di Piscinas si comportano esattamente come un deserto vero e proprio: a differenza delle dune fossili, queste sono in <strong>perenne movimento</strong>. Il vento di <strong>Maestrale</strong> modella e sposta costantemente tonnellate di sabbia, impedendo alla vegetazione fitta di chiudere gli spazi.</p>
<p>Il risultato è un&#8217;area di circa 5 chilometri quadrati in cui il verde soccombe o si adatta, lasciando spazio a un mare dorato. Ma non è tutto, perché la particolarità che lo rende &#8220;deserto&#8221; nell&#8217;anima è l&#8217;<strong>isolamento</strong>. Una volta superata la prima linea di dune, il mare scompare e rimangono solo il riverbero del sole, le tracce del Cervo Sardo sulla sabbia e un orizzonte che sembra non finire mai.</p>
<h2>I percorsi per esplorare le dune di Piscinas</h2>
<p>Certamente Piscinas si presta anche solo per stendere il proprio asciugamano al sole, ma la verità è che per chi non si accontenta ci sono anche diverse <strong>sfide outdoor</strong> tra sabbia e archeologia industriale.</p>
<h3>Il Sentiero del Cervo (dune e costa)</h3>
<p>Partendo dalla foce del Rio Piscinas, ci si inoltra lungo il perimetro delle dune verso Sud in direzione di <strong>Scivu</strong>. È il tragitto migliore per l&#8217;avvistamento del <strong>Cervo Sardo</strong> all&#8217;alba. Si cammina sul bagnasciuga e sui sentieri di retroduna dove il ginepro secolare crea sculture naturali. La difficoltà è di tipo E (Escursionistico), mentre il tempo necessario è di 2 &#8211; 3 ore (A/R).</p>
<h3>Trekking minerario: Ingurtosu &#8211; Piscinas</h3>
<p>Grazie a questo percorso di circa <strong>7 km</strong> (solo andata), il viandante può fare un tuffo nel passato seguendo la vecchia <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/ciclovia-del-cammino-minerario-di-santa-barbara-in-sardegna-pedalare-tra-rovine-post-industriali-e-paesaggi-naturali-di-rara-bellezza/" data-wpel-link="internal">via del minerale</a></strong>. Si parte dal villaggio di <strong>Ingurtosu</strong> e si scende lungo la vallata, costeggiando i ruderi della miniera di Naracauli (dove svetta il suggestivo Pozzo Gal). Il sentiero si conclude nel punto in cui la valle si apre improvvisamente sul deserto di sabbia (difficoltà: E).</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Ingurtosu.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-660493" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Ingurtosu.jpg" alt="Ingurtosu, Sardegna" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Ingurtosu.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Ingurtosu-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Ingurtosu-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Ingurtosu-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Consigli pratici per il viaggiatore</h2>
<p>Per arrivare al cuore del deserto occorre percorrere circa 7 chilometri di strada sterrata partendo dal borgo di Ingurtosu. Lungo il tragitto si devono attraversare due guadi naturali: solitamente sono bassi e facilmente superabili, ma dopo le piogge invernali il fango e il livello dell&#8217;acqua possono mettere alla prova i mezzi non attrezzati.</p>
<p>Meglio puntare sulla<strong> primavera o sull&#8217;inizio dell&#8217;autunno</strong>, perché in piena estate il riverbero del sole sulla distesa di quarzo trasforma le dune in un forno naturale. Indipendentemente dalla stagione, per muoversi tra i sentieri minerari sassosi e la sabbia che scotta servono <strong>scarpe chiuse e robuste</strong>. Necessari sono anche un cappello e una scorta d’acqua generosa.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/deserto-italiano.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-660495" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/deserto-italiano.jpg" alt="Dune di Piscinas, luogo incredibile della Sardegna" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/deserto-italiano.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/deserto-italiano-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/deserto-italiano-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/deserto-italiano-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Una volta sul posto è fondamentare ricordarsi che è <strong>severamente vietato</strong> prelevare anche un solo granello di sabbia o calpestare le zone di protezione delle dune. Anche il mare richiede un rispetto quasi reverenziale, in quanto la <strong>Costa Verde </strong>è esposta al respiro potente del Maestrale: le correnti sono impetuose e il fondale scende a picco già dopo i primi passi.</p>
<p>Foto Canva</p>
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</ul>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Nel cuore della Spagna, Tabernas è l&#8217;unico deserto europeo: un paesaggio che fa sognare occhi e mente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 11:28:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel sud della Spagna, tra le colline aride dell’Andalusia, si apre un paesaggio che sembra[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-andalusia.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-andalusia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-andalusia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-andalusia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-andalusia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Nel sud della <strong>Spagna,</strong> tra le colline aride dell’<strong>Andalusia,</strong> si apre un paesaggio che sembra uscito direttamente dall’immaginario del Far West: il <strong>Deserto di Tabernas.</strong> È <strong>uno dei pochi deserti in Europa riconosciuti come tali, </strong>e si distingue per essere un angolo selvaggio e sorprendente che ha ispirato registi e sceneggiatori, diventando celebre come “<strong>Hollywood europea”</strong>. Le sue pianure sconfinate, le dune dorate e le formazioni rocciose multiformi creano un panorama surreale, dove il tempo sembra sospeso tra cinema e natura incontaminata.</p>
<p>Chi visita Tabernas non incontra solo un deserto: scopre un territorio intriso di storia, fauna e flora uniche, e di un fascino cinematografico ineguagliabile.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Deserto-di-Tabernas.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-large wp-image-656905" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Deserto-di-Tabernas-1024x768.jpg" alt="Deserto di Tabernas, Spagna" width="1024" height="768" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Deserto-di-Tabernas-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Deserto-di-Tabernas-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Deserto-di-Tabernas-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Deserto-di-Tabernas.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2>Dove si trova e come arrivare</h2>
<p>Il deserto si estende a circa 30 km a nord della città di<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/i-deserti-da-visitare-in-europa/" data-wpel-link="internal"> Almería</a></strong>, nella provincia omonima, compreso tra le montagne dei Filabres e la Sierra Alhamilla. L’area è accessibile soprattutto in auto, percorrendo la A-7 e la A-92 fino all’uscita 376 per la N-340a in direzione di Tabernas. Il percorso da Almería richiede circa 30 minuti; da <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/luoghi-italia-sembra-stare-altri-paesi/" data-wpel-link="internal">Granada</a></strong> più o meno 90 lungo la A-92; da<strong> Malaga</strong> invece approssimativamente 2 ore e mezza percorrendo la A-7.</p>
<p>In alternativa, è possibile <strong>raggiungere Tabernas in autobus</strong> grazie ai collegamenti offerti dalla compagnia <em>ALSA</em>: la tratta Almería-Tabernas viene servita (in alcuni periodi dell&#8217;anno) ogni due ore, con una durata di circa 40 minuti. Va tuttavia sottolineato che, una volta arrivati, non esistono mezzi pubblici interni per spostarsi tra le diverse aree del deserto, rendendo necessario l’uso di un veicolo privato per esplorare a fondo il territorio.</p>
<h3>Quando andare</h3>
<p>Il clima del Deserto di Tabernas varia dal semiarido al mediterraneo, con punte di freddo temperato nelle zone più elevate. Le temperature medie annue si aggirano intorno ai 17-18 °C, con<strong> inverni miti e estati torride,</strong> che possono superare i 45-50 °C. La piovosità è scarsa e concentrata in eventi brevi ma intensi. Le stagioni migliori per visitare il deserto sono <strong>primavera e autunno</strong>, quando il clima è più piacevole e le ore di luce consentono di esplorare le pianure, le formazioni rocciose e le oasi senza il caldo estremo dell’estate.</p>
<h2>Cosa vedere al Deserto di Tabernas</h2>
<p>Il <strong>piccolo centro abitato di Tabernas</strong>, con poco più di 4.000 abitanti, offre scorci storici come il <strong>Castillo de Tabernas</strong> e la <strong>Chiesa</strong> <strong class="Yjhzub" data-processed="true">de la Encarnación</strong>. Le piazze raccolte raccontano la vita del borgo, dominata dal silenzio e dalla vastità dei paesaggi circostanti.</p>
<p>Il deserto vero e proprio mette a disposizione panorami straordinari: calanchi scolpiti dall’erosione, canyon stretti e vallate brulle punteggiate da cactus e altre piante succulente, intervallate da oasi in cui crescono tamerici e ammofile arenarie.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-spagna.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-large wp-image-656907" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-spagna-1024x768.jpg" alt="Tabernas, deserto in Spagna" width="1024" height="768" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-spagna-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-spagna-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-spagna-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-spagna.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Qui la fauna è varia: aquile reali e falchi pellegrini sorvolano le alture, mentre di notte attivi predatori come volpi e gufi reali cacciano tra i calanchi. Nei pressi delle oasi si trovano anfibi, lucertole e tartarughe greche (una delle ultime comunità presenti in <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/croazia-parco-grotte-grabovaca-casa-hobbit-lika-senj/" data-wpel-link="internal">Europa</a></strong>), mentre numerosi uccelli, tra cui il gruccione europeo, nidificano lungo i pendii e nelle zone più verdi.</p>
<h3>Cosa fare</h3>
<p>Tabernas offre <strong>esperienze che combinano natura e cinema</strong>: escursioni a piedi, in auto o a cavallo tra dune, canyon e vallate, con soste obbligatorie davanti ai panorami più spettacolari.</p>
<p>Il deserto ospita <strong>tre parchi tematici principali,</strong> dove la storia del cinema western si mescola a esperienze naturali. Il <strong>Parco Mini Hollywood – Oasys</strong> è il più celebre: la città western ricostruita riporta indietro nel tempo, mentre l’area Oasys ospita oltre 800 animali e quasi 5.000 piante. Un parco acquatico completato da piscine e cactus consente di vivere un’esperienza desertica unica. <strong>Fort Bravo Studios e il Parco Western Leone</strong> catapultano i visitatori nel mito del Far West cavalcando tra le strade polverose dei set cinematografici.</p>
<p>Oltre a salire in sella ai cavalli e passeggiare tra i set, i visitatori possono assistere a <strong>spettacoli western dal vivo</strong> e immergersi nell’atmosfera dei film che hanno reso celebre il deserto a livello internazionale.</p>
<h2>Set di Hollywood e film celebri</h2>
<p>Dagli anni ’50 a oggi, il Deserto di Tabernas ha ospitato oltre <strong>300 produzioni cinematografiche</strong>. <strong>Sergio Leon</strong>e vi girò la Trilogia del dollaro, “C’era una volta il West” e “Il buono, il brutto e il cattivo”, ma anche altri registi come Gabriele Salvatores, David Lean e Giuseppe Colizzi hanno scelto questi panorami.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-deserto.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-large wp-image-656908" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-deserto-1024x768.jpg" alt="Tabernas, deserto cinematrografico" width="1024" height="768" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-deserto-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-deserto-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-deserto-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-deserto.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Pellicole di altri generi, tra cui “Conan il barbaro”, “Lawrence d’Arabia”, “Cleopatra” e “Indiana Jones e l’ultima crociata”, hanno sfruttato la scenografia naturale del <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/oasi-di-siwa-egitto/" data-wpel-link="internal">deserto</a></strong>. Tra gli attori che hanno calpestato queste terre si ricordano Clint Eastwood, Charles Bronson, Henry Fonda, Sean Connery, Arnold Schwarzenegger e Harrison Ford.</p>
<p>Alcuni set storici sono ancora visitabili: la fortezza messicana costruita per “El Condor”, la città di “Nueva Frontera” e i cimiteri scenografici, testimoni di un’epoca che ha reso<strong> Tabernas celebre in tutto il mondo</strong>.</p>
<p>Il Deserto di Tabernas, oltre a essere un luogo geografico, è un territorio in cui la natura e la magia del cinema si incontrano, capace di sorprendere chiunque con la sua luce dorata, i panorami immensi e il fascino senza tempo di un<strong> Far West tutto europeo</strong>.</p>
<p>Foto Canva</p>
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</ul>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Oasi di Siwa, il deserto che custodisce un sogno tra palme e laghi salati</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/oasi-di-siwa-egitto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 10:03:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Oasi di Siwa è un vero e proprio piccolo mondo nel deserto occidentale dell’Egitto, vicino[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Lago-e-oasi.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Lago e Oasi di Siwa" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Lago-e-oasi.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Lago-e-oasi-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Lago-e-oasi-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Lago-e-oasi-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>L’<strong>Oasi di Siwa</strong> è un vero e proprio piccolo mondo nel <strong>deserto occidentale dell’Egitto</strong>, vicino al confine con la Libia. Villaggi di pietra e palmeti si alternano a laghi salati e sabbia che si stende fino all’orizzonte. Qui la vita segue ritmi antichi: mercati, coltivazioni di datteri e ulivi e strade sterrate che collegano villaggi quasi isolati.</p>
<p>In questo contesto, ogni angolo sorprende: laghi che riflettono il cielo azzurro, dune che cambiano forma con il vento e palme che oscillano come se misurassero il tempo. È un posto in cui i dettagli diventano grandi e il silenzio e la vastità del deserto fanno percepire la vita in modo diverso, più chiara e concreta.</p>
<h2>Cosa vedere a Siwa</h2>
<p>Non solo deserti e palmeti, perché Siwa offre molto di più. Questo, infatti, è un territorio dove<strong> storia, architettura e natura si intrecciano</strong>, e ogni luogo racconta un pezzo della vita e delle tradizioni locali. Tra templi antichi, laghi salati e villaggi fortificati, è possibile costruirsi un itinerario che combina archeologia, cultura e paesaggi unici.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Siwa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-large wp-image-656573" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Siwa-1024x768.jpg" alt="Siwa, oasi d'Egitto" width="1024" height="768" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Siwa-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Siwa-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Siwa-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Siwa.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3>Tempio di Amon e l’oracolo di Alessandro Magno</h3>
<p>Vicino al villaggio di Siwa sorge il<strong> Tempio di Amon</strong>, costruito a partire dal VII secolo a.C. e famoso perché qui, nel 331 a.C., <strong>Alessandro Magno</strong> venne riconosciuto come faraone. Il tempio, costruito in pietra calcarea, sfoggia colonne e bassorilievi che raccontano secoli di culto dedicato ad Amon, testimonianza della lunga storia religiosa dell’oasi nel deserto occidentale. Accanto a esso si trovano piccoli altari e cappelle votive, che suggeriscono come questo territorio fosse un punto centrale non solo per la devozione, ma anche per le rotte commerciali e i rituali che collegavano l’oasi ad altre zone desertiche.</p>
<h3>Shali, la città fortificata in mattoni di fango</h3>
<p><strong>Shali</strong> domina ancora oggi il centro dell’oasi, anche se è stata abbandonata negli anni ’20 del XX secolo a causa delle inondazioni. Fondata nel XIII secolo e costruita interamente in mattoni di fango (kheshef), mostra case con cortili interni, terrazze, torri di guardia e strade strette. La città non è solo un museo a cielo aperto: la sua struttura difensiva, pensata per resistere agli attacchi e alle condizioni estreme del <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/in-bici-in-arabia-saudita-nel-deserto-ad-al-ula/" data-wpel-link="internal">deserto</a></strong>, è esempio tangibile dell’ingegno degli abitanti e della capacità di adattarsi a un ambiente difficile.</p>
<h3>Laghetti salati e il Lago di Siwa (Birket Siwa)</h3>
<p>Con una superficie di circa 10 km², il <strong>Lago di Siwa</strong> è il più grande dell’oasi e ha un’acqua così salata da permettere di galleggiare senza sforzo. Intorno al bacino si alternano palmeti e vegetazione endemica, mentre le sponde sabbiose offrono viste sul deserto circostante che cambiano a ogni ora del giorno. Accanto al lago si trova la <strong>Cleopatra Spring</strong>, sorgente naturale che, secondo la leggenda, era frequentata dalla regina stessa.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-siwa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-large wp-image-656574" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-siwa-1024x768.jpg" alt="Lago di Siwa, Egitto" width="1024" height="768" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-siwa-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-siwa-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-siwa-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-siwa.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3>Villaggi tradizionali: Aghurmi e Masara</h3>
<p><strong>Aghurmi e Masara</strong> rappresentano l’anima più autentica dell’Oasi di Siwa. Qui le case in mattoni di fango e pietra si stringono lungo vicoli stretti, con cortili interni e piccoli mercati che mostrano la vita quotidiana della comunità. Le tecniche di raccolta dell’acqua e di irrigazione, trasmesse di generazione in generazione, rendono possibile coltivare ulivi, palme e ortaggi in un contesto desertico.</p>
<h3>Fortificazioni e siti archeologici secondari</h3>
<p>Intorno a Siwa si trovano numerosi <strong>resti di forti e torri</strong>, tra cui il <strong>Forte di Shali e Qasr Ghilan</strong>. Queste costruzioni servivano certamente a proteggere l’oasi dagli attacchi esterni, ma anche a controllare le rotte commerciali che collegavano l’<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/hurghada-egitto/" data-wpel-link="internal">Egitto</a></strong> con Libia e Sudan. Molti siti conservano iscrizioni antiche e ruderi di abitazioni, unendo storia, architettura e geografia in un unico quadro.</p>
<h3>Palmeti e coltivazioni di datteri</h3>
<p>I <strong>palmeti di Siwa</strong> sono tra i più importanti dell’Egitto occidentale, con varietà locali come il <em><strong>Siwi Date</strong></em>, rinomate per sapore e qualità. Canali di irrigazione, alcuni secolari, consentono di gestire l’acqua in modo efficiente. Passeggiare tra i filari di palme aiuta a comprendere il <strong>rapporto millenario tra uomo e deserto.</strong></p>
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</ul>
<h2>Qual è il periodo migliore per visitare l&#8217;oasi di Siwa?</h2>
<p>Ci siamo! Perché il periodo migliore per visitare l’Oasi di Siwa va da<strong> ottobre ad aprile</strong>. In questi mesi le temperature giornaliere si aggirano tra i<strong> 20 e i 25 °C</strong>, mentre quelle notturne restano fresche ma sopportabili. Se preferite andare durante l&#8217;estate (giugno-agosto), il consiglio che vi diamo è di ripensarci perché è facile superare persino i 40 °C, rendendo le escursioni e le passeggiate nel deserto difficili e poco piacevoli.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Siwa-oasis.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-large wp-image-656575" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Siwa-oasis-1024x768.jpg" alt="Siwa oasis, Egitto" width="1024" height="768" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Siwa-oasis-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Siwa-oasis-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Siwa-oasis-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Siwa-oasis.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2>Come si arriva all&#8217;Oasi di Siwa</h2>
<p>Siwa si raggiunge principalmente via terra perché non ha aeroporto. Dal <strong>Cairo</strong> ci vogliono circa 9-10 ore di auto o bus percorrendo la strada desertica che attraversa il <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/100-km-sahara-corsa-trekking/" data-wpel-link="internal">Sahara occidentale</a></strong>. Gli autobus partono dalla stazione di <em>Cairo Bus Station</em> e impiegano circa 10 ore, con soste intermedie; il viaggio è lungo ma diretto.</p>
<p>Per chi preferisce il noleggio auto, la strada è percorribile tutto l’anno, ma conviene partire di giorno per sicurezza, soprattutto fuori dai centri abitati. Non ci sono collegamenti ferroviari diretti, e l’unico modo alternativo per giungervi rapidamente è organizzare un tour privato o un trasferimento in 4&#215;4 da <strong>Marsa Matruh </strong>(circa 4-5 ore). In loco, per muversi tra villaggi, laghi e siti archeologici, l’uso di taxi locali, fuoristrada a noleggio o guide con 4&#215;4 è la soluzione più pratica.</p>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Se cerchi montagne misteriose, villaggi in pietra e tradizioni secolari, questa potrebbe essere la meta per quest&#8217;anno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/se-cerchi-montagne-misteriose-villaggi-in-pietra-e-tradizioni-secolari-questa-potrebbe-essere-la-meta-per-questanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 15:10:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[arabia saudita]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
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					<description><![CDATA[Con oltre 116 milioni di visitatori nel 2024 – tra turisti nazionali e internazionali –[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1400" height="814" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Hegra_Valle-di-AlUla-2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Arabia Saudita" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Hegra_Valle-di-AlUla-2.jpg 1400w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Hegra_Valle-di-AlUla-2-300x174.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Hegra_Valle-di-AlUla-2-1024x595.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Hegra_Valle-di-AlUla-2-768x447.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /><br><br><p>Con oltre 116 milioni di visitatori nel 2024 – tra turisti nazionali e internazionali – e una crescita costante negli ultimi anni, l’Arabia Saudita si afferma come una delle destinazioni emergenti più dinamiche e sorprendenti al mondo. Un Paese che, accanto ai numeri record (+8% di turisti internazionali rispetto al 2023 e 284 miliardi di riyal sauditi in spesa turistica), offre oggi esperienze autentiche e profondamente radicate nella sua cultura millenaria.</p>
<h2>Alture, borghi e tradizioni: l&#8217;Arabia Saudita che vive sopra le nuvole</h2>
<p>C’è infatti un’Arabia Saudita che vive sopra le nuvole, tra alture verdi, borghi in pietra e gesti antichi che ancora oggi definiscono l’identità di un territorio. Una regione fatta di silenzi, profumi e colori intensi, dove la memoria non si conserva nei musei, ma si incontra tra mercati, sentieri montani e architetture vernacolari. Lungo un itinerario che collega Taif ad Abha, passando per l’altopiano dell’Aseer, prende forma una narrazione autentica e inaspettata del Regno, tra natura e cultura.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-652279" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/STA-AULA-066.jpg" alt="Arabia Saudita" width="1400" height="931" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/STA-AULA-066.jpg 1400w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/STA-AULA-066-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/STA-AULA-066-1024x681.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/STA-AULA-066-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Si parte da Taif, città d’altura rinomata per i suoi profumati giardini di rose e per le strade panoramiche che salgono attraverso le montagne di Al Hada e Al Shafa. Lungo il tragitto, le famiglie si fermano per gustare mais arrostito o pane d’orzo caldo con miele. I giardini offrono esperienze immersive: è possibile visitare un distillatore per osservare da vicino la produzione dell’acqua di rose e portare con sé souvenir profumati.</p>
<h3>Le case in pietra</h3>
<p>Dalle montagne dell’Hejaz si prosegue verso sud, attraversando la regione dell’Aseer fino a raggiungere il villaggio di Rijal Almaa, tappa culturale di grande rilievo. Le sue case in pietra si affacciano su vallate verdi e conservano una bellezza architettonica che evoca il passato. Camminare tra le sue stradine significa immergersi in secoli di storia, mentre il viaggio attraverso le montagne rende la meta memorabile già nel tragitto.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-652278" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Hegra_Valle-di-AlUla.jpg" alt="Arabia Saudita" width="1400" height="1867" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Hegra_Valle-di-AlUla.jpg 1400w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Hegra_Valle-di-AlUla-225x300.jpg 225w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Hegra_Valle-di-AlUla-768x1024.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Hegra_Valle-di-AlUla-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Il percorso prosegue tra gli altopiani dell’Aseer, dove si incontrano panorami spettacolari e si respira l’aria fresca anche nei periodi più caldi. Qui prende forma l’Al Qatt Al Aseeri, una forma di arte decorativa tradizionale e stile decorativo locale riconosciuto dall’UNESCO, che si esprime in motivi geometrici e colori vividi. Alcuni laboratori offrono esperienze di pittura pensate per coinvolgere anche i più giovani. Il paesaggio invita all’avventura: sono disponibili attività di parapendio, escursioni e campeggio immersi nella natura.</p>
<h3>Dove cultura e paesaggio di fondono</h3>
<p>L’itinerario si conclude ad Abha, città arroccata tra le nuvole, dove cultura e paesaggio si fondono con armonia. Dalla vivace Art Street ai caffè a cielo aperto di High City e Sky Village, fino al tradizionale Souq del martedì, Abha offre uno sguardo autentico sulla vita locale, tra arte urbana, mercatini e scorci mozzafiato. Dalle rose di Taif all’arte dell’Aseer, fino all’atmosfera sospesa di Abha, questo viaggio disegna un percorso culturale e paesaggistico che racconta una Saudi da vivere con occhi nuovi.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-652280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Desert_Rock_009.jpg" alt="Arabia Saudita" width="1400" height="788" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Desert_Rock_009.jpg 1400w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Desert_Rock_009-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Desert_Rock_009-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/07/Desert_Rock_009-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
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<p>Scoprire l’Arabia Saudita oggi significa vivere una nuova forma di viaggio: autentico, sensoriale e senza tempo. Per itinerari personalizzati, ispirazioni culturali e consigli pratici, visita Visit Saudi.</p>
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		<item>
		<title>Sembra folle ma invece andare in bici in Arabia Saudita è emozione pura: il deserto di AlUla</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/in-bici-in-arabia-saudita-nel-deserto-ad-al-ula/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 07:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Si può andare in bici in Arabia Saudita nel deserto? Sì eccome, ed è un’esperienza[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:group><media:title>Sembra folle ma invece andare in bici in Arabia Saudita è emozione pura: il deserto di AlUla</media:title>	<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/1-Jayco-AlUla-Team-ShootAndrea-AlUla-Moments-28-01-23-HPR30004.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>In bici nel panorama suggestivo di AlUla</media:title>
							  	<media:text>In bici nel panorama suggestivo di AlUla</media:text>
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							  	<media:title>Come si allena il team Jayco a AlUla</media:title>
							  	<media:text>Come si allena il team Jayco a AlUla</media:text>
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							  	<media:title>Le antiche città nabatee di AlUla</media:title>
							  	<media:text>Le antiche città nabatee di AlUla</media:text>
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							  	<media:title>Fre le formazioni rocciose di AlUla</media:title>
							  	<media:text>Fre le formazioni rocciose di AlUla</media:text>
							  	<media:description>Fre le formazioni rocciose di AlUla</media:description>          
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							  	<media:text>Allenamenti in bici del team Jayco a AlUla</media:text>
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								</media:content>
								</media:group><p>								
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/021-AlUla-Jayco-Team-Shoot-AlUla-Moments-28-01-23-MM-_6MM0412.jpg" title="AlUla in bici" data-wpel-link="internal">
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/014-AlUla-Jayco-Team-Shoot-AlUla-Moments-28-01-23-MM-_6MM0350.jpg" title="Fre le formazioni rocciose di AlUla" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
																
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								</a>
								
																
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								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/004-AlUla-Jayco-Team-Shoot-AlUla-Moments-28-01-23-MM-_6MM0168.jpg" title="004-AlUla-Jayco-Team-Shoot-AlUla-Moments-28-01-23-MM-_6MM0168" data-wpel-link="internal">
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									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/3-Jayco-AlUla-Team-ShootAndrea-AlUla-Moments-28-01-23-HPR30245-100x75.jpg" alt="ciclismo-in-arabia-saudita" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/2-Jayco-AlUla-Team-ShootAndrea-AlUla-Moments-28-01-23-HPR30069.jpg" title="Le antiche città nabatee di AlUla" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/2-Jayco-AlUla-Team-ShootAndrea-AlUla-Moments-28-01-23-HPR30069-100x75.jpg" alt="le-antiche-citt-nabatee-di-alula" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/002-AlUla-Jayco-Team-Shoot-AlUla-Moments-28-01-23-MM-_6MM0120.jpg" title="Come si allena il team Jayco a AlUla" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" /></p>
<p>Si può andare <strong>in bici in Arabia Saudita nel deserto?</strong> Sì eccome, ed è un’esperienza assoluta, soprattutto<strong> nella zona di AlUla,</strong> l&#8217;antica città-oasi situata nel nord-ovest dell&#8217;Arabia Saudita. Il paese si sta aprendo al turismo e punta sulle esperienze sportive, dal trekking all’arrampicata, alla bici. In particolare l’area sta seguendo un percorso per diventare<strong> un polo ciclistico globale.</strong></p>
<h2>In bici in Arabia Saudita nel deserto ad AlUla</h2>
<p>AlUla ospita <strong>alcuni dei più importanti siti del patrimonio mondiale</strong> che custodiscono 200.000 anni di storia umana in gran parte inesplorata e 7.000 anni di civiltà umana ininterrotta, tra cui il Regno Nabateo che ha lasciato imponenti monumenti a Hegra, il primo sito del patrimonio mondiale dell&#8217;UNESCO in Arabia Saudita e il più grande sito conservato della <strong>civiltà Nabatea a sud di Petra.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/021-AlUla-Jayco-Team-Shoot-AlUla-Moments-28-01-23-MM-_6MM0412.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-609925" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/021-AlUla-Jayco-Team-Shoot-AlUla-Moments-28-01-23-MM-_6MM0412.jpg" alt="" width="1000" height="665" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/021-AlUla-Jayco-Team-Shoot-AlUla-Moments-28-01-23-MM-_6MM0412.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/021-AlUla-Jayco-Team-Shoot-AlUla-Moments-28-01-23-MM-_6MM0412-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/05/021-AlUla-Jayco-Team-Shoot-AlUla-Moments-28-01-23-MM-_6MM0412-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
</strong>Il paesaggio di Al Ula offre l’ambiente<strong> ideale per una vasta gamma di attività sportive</strong>, tra cui sport estremi e adatti a tutti, corsa, trekking, arrampicata, escursionismo, attività equestri e, naturalmente, il ciclismo oltre a percorsi di benessere quali lo yoga nell’oasi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<ul>
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</ul>
<h3>Percorsi in bici a Al Ula</h3>
<p>Con una varietà di risorse naturali quali montagne di arenaria, altopiani vulcanici e strade tortuose, gli ambienti di AlUla offrono percorsi adatti a tutti i ciclisti: <strong>dagli amatori, agli appassionati ai professionisti.<br />
</strong>Phillip Jones, RCU Chief Tourism Officer di Royal Commission for AlUla, ha dichiarato: “Il ciclismo è parte integrante della visione futura di AlUla, poiché il suo splendido paesaggio naturale, caratterizzato da montagne di arenaria, altopiani vulcanici e strade tortuose, la rende una destinazione ciclistica ideale per gli appassionati di tutto il mondo.<br />
La nostra strategia intende far crescere AlUla come <strong>destinazione turistica sostenibile,</strong> e questo significa fare tutto il possibile per proteggere e mantenere intatti l&#8217;ambiente e il patrimonio storico-culturale, condividendo al contempo le storie di AlUla con tutto il mondo.</p>
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<h3>Ciclismo in Arabia Saudita</h3>
<p>Il ciclismo è fondamentale in questa strategia in quanto attività sostenibile, salutare e rispettosa dell&#8217;ambiente. Ci aiuta a preservare questi beni naturali presenti da oltre 7.000 anni ed è nostro compito preservarli per le prossime generazioni. Intendiamo farlo creando un&#8217;infrastruttura che ponga il ciclismo al centro di tutto”.<br />
AlUla promuove fortemente <strong>modalità di trasporto sostenibili,</strong> che includono un bike hub, piste ciclabili, tour in bicicletta nel deserto, mountain bike e persino biciclette elettriche ad Hegra.<br />
AlUla ha ospitato numerosi eventi ciclistici di successo, tra cui il <strong>Saudi Tour, gara di categoria 2.1 nel calendario UCI, nel 2022</strong> e nel 2023. I ciclisti che hanno partecipato a questi eventi hanno avuto l&#8217;opportunità di gareggiare tra gli splendidi paesaggi desertici dell’Arabia, il suo patrimonio culturale e le oasi.</p>
<p>Recentemente è stato siglato un accordo di sponsorizzazione di secondo nome con il <strong>Team Jayco AlUla,</strong> con sede in Australia, considerato uno dei migliori team mondiali del ciclismo, con l’obiettivo di far conoscere AlUla a 1,7 miliardi di spettatori di ciclismo su strada e agli appassionati di sport di tutto il mondo.<br />
Phillip Jones ha poi aggiunto: &#8220;Stiamo investendo nella creazione di infrastrutture per sostenere i nuovi talenti e l’utilizzo della bicicletta tutto l&#8217;anno e, grazie alle continua evoluzione delle stesse, possiamo promuovere la cultura della bicicletta in tutto il Paese, incoraggiando le persone ad utilizzarla per muoversi e divertirsi in un ambiente sicuro e sano&#8221;.</p>
<h3>Cosa fare a AlUla e dintorni</h3>
<p>Situata a 1.100 km da Riyadh, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, AlUla è un luogo dallo straordinario patrimonio naturale e umano. La vasta area, che<strong> si estende per 22.561 kmq</strong>, comprende una lussureggiante valle di oasi, imponenti montagne di arenaria e antichi siti del patrimonio culturale che risalgono a migliaia di anni fa, quando regnavano i regni Lihyan e Nabateo.</p>
<p>Il sito più noto e riconosciuto di AlUla è Hegra,<strong> il primo patrimonio mondiale dell’UNESCO</strong> in Arabia Saudita. Antica città di 52 ettari, Hegra era la principale città meridionale del Regno Nabateo ed è composta da 111 tombe ben conservate, molte delle quali con elaborate facciate scavate negli affioramenti di arenaria che circondano l’insediamento urbano cinto da mura. Le ricerche attuali suggeriscono che Hegra fosse <strong>l’avamposto più meridionale dell’Impero romano</strong> dopo la conquista dei Nabatei da parte dei Romani nel 106 d.C.</p>
<p>Oltre a Hegra, AlUla ospita anche l’antica <strong>Dadan</strong>, capitale dei regni di Dadan e Lihyan e considerata una delle città più sviluppate del I millennio a.C. della penisola arabica, e Jabal Ikmah, una biblioteca a cielo aperto con centinaia di iscrizioni e scritti in molte lingue diverse. Anche la Città Vecchia di AlUla, un labirinto di oltre 900 case in mattoni di fango sviluppatesi almeno a partire dal XII secolo, e <strong>la Ferrovia dell’Hijaz e il Forte di Hegra,</strong> luoghi chiave nella storia e nelle conquiste di Lawrence d’Arabia.</p>
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		<title>Questi sono i 10 deserti più emozionanti da visitare in Europa</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/i-deserti-da-visitare-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2025 07:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[survival]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono poche cose che affascinano e atterriscono allo stesso tempo come la vastità e[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:group><media:title>Questi sono i 10 deserti più emozionanti da visitare in Europa</media:title>	<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Ucraina_Dune_Oleshky.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Deserto di Oleshky, Ucraina</media:title>
							  	<media:text>Deserto di Oleshky, Ucraina</media:text>
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							  	<media:title>Deserto di Tabernas, Spagna</media:title>
							  	<media:text>Deserto di Tabernas, Spagna</media:text>
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							  	<media:title>Dune di Piscinas, Italia</media:title>
							  	<media:text>Dune di Piscinas, Italia</media:text>
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							  	<media:text>Piramidi di sabbia di Melnik, Bulgaria</media:text>
							  	<media:description>Piramidi di sabbia di Melnik, Bulgaria</media:description>          
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							  	<media:title>La Causse du Larzac, Francia</media:title>
							  	<media:text>La Causse du Larzac, Francia</media:text>
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							  	<media:title>Deserto di Błedow, Polonia</media:title>
							  	<media:text>Deserto di Błedow, Polonia</media:text>
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							  	<media:title>Deserto di Accona, Italia</media:title>
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							  	<media:title>Sabbie di Deliblato, Serbia</media:title>
							  	<media:text>Sabbie di Deliblato, Serbia</media:text>
							  	<media:description>Sabbie di Deliblato, Serbia</media:description>          
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							  	<media:title>Foresta pietrificata di Pobiti Kamani, Bulgaria</media:title>
							  	<media:text>Foresta pietrificata di Pobiti Kamani, Bulgaria</media:text>
							  	<media:description>Foresta pietrificata di Pobiti Kamani, Bulgaria</media:description>          
								</media:content>
								</media:group><p>								
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Bulgaria-Pobiti_Kamani.jpg" title="Foresta pietrificata di Pobiti Kamani, Bulgaria" data-wpel-link="internal">
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Larzac_Deserto_Francia.jpg" title="La Causse du Larzac, Francia" data-wpel-link="internal">
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Tabernas_Desert.jpg" title="Deserto di Tabernas, Spagna" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
																
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Bardenas-Reales_LaPisquerra.jpg" title="Bardenas Reales della Navarra, Spagna" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" /></p>
<p>Ci sono poche cose che affascinano e atterriscono allo stesso tempo come <strong>la vastità e la nullità sabbiosa di un deserto</strong>: fin dalla notte dei tempi i viaggiatori sono stati allo stesso tempo attratti e impauriti dal sublime senso di vuoto e immensità del deserto, come chiunque può ancora oggi provare andando in uno qualsiasi dei più grandi deserti del mondo, dal Sahara al Gobi a quello del Mojave, al Victoria o quello di Atacama.<br />
<strong>Guarda la  gallery con i deserti più belli e sorprendenti da visitare in Europa.</strong></p>
<h2>Deserti in Europa: i 10 da visitare</h2>
<p>Ma non è necessario cambiare continente per vivere l&#8217;esperienza di questo luogo disabitato e inanimato perché anche <strong>in Europa si possono visitare quelli che a tutti gli effetti sono per definizione dei deserti</strong>: aree naturali quasi o del tutto disabitate, con ridotte o nulle precipitazioni piovose e dal terreno arido e senza vegetazione vegetazione.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-35807" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Ucraina_Dune_Oleshky.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Ucraina_Dune_Oleshky.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Ucraina_Dune_Oleshky-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" />Da un punto di vista geomorfologico il deserto non è solo una enorme distesa di sabbia dorata ma può comprendere anche montagne, altopiani o pianure la cui superficie può essere sabbiosa, con il caratteristico aspetto a dune, così come rocciosa o ghiaiosa.<br />
E allora eccoli <strong>i deserti da visitare in Europa</strong>, dalla Spagna all&#8217;Ucraina compresi anche quelli che si trovano in Italia: qui parliamo dei <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/deserti-italiani-dove-si-trovano/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">3 deserti italiani, per un viaggio originale</a></p>
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<h4>Bardenas Reales della Navarra, Spagna</h4>
<p>Area naturale semidesertica nel sudest della Navarra spagnola, fatta di canyon, altipiani e cabezos di argilla, gesso e arenaria, praticamente inabitata, dichiarata Riserva della Biosfera e protetta come Parco Naturale. Sono la nuova mecca degli sport più o meno estremi nonché di chi deve girare pubblicità e film dal sapore vagamente desertico.</p>
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<p><strong>Leggi anche</strong></p>
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</ul>
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<h4>Deserto di Oleshky, Ucraina</h4>
<p>Queste vaste dune di sabbia si trovano in Ucraina, a Tsiurupynsk Raion, nell&#8217;Oblast di Kherson, alcuni chilometri all&#8217;interno rispetto alle coste del Mar Nero. Nel passato sono state <strong>regno dell&#8217;Orda tatara dei Nogai</strong> e poi area per gli esperimenti militari sovietici, tanto che ancora oggi non è improbabile trovarvi qualche ordigno inesploso.</p>
<h4></h4>
<h4>Deserto di Tabernas, Spagna</h4>
<p>Spagna profonda: questa <em>garriga</em> nella <strong>provincia di Almería in Andalusia,</strong> è ben nota agli italiani perché Sergio Leone vi girò le scene di &#8220;C&#8217;era una volta il West&#8221;, &#8220;Per un pugno di dollari&#8221; e &#8220;Per qualche dollaro in più&#8221; e Gabriele Salvatores quelle di &#8220;Marrakech Express&#8221;.</p>
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<p><span style="color: inherit; font-family: inherit; font-size: 18px;">Dune di Piscinas, Italia</span></p>
<p>Italia, <strong>Sardegna: le più alte dune vive d&#8217;Europa,</strong> che coprono un area di circa 1,5km quadrati, si innalzano fino a 100 metri, si estendono all&#8217;interno per quasi 2 km e soprattutto sono continuamente rimodellate dal vento che soffia dal mare. Unico edificio che insiste sulle dune di Piscinas è il magazzino minerario delle miniere di Gennamari e Ingurtosu, dichiarato nel 1985 Monumento Nazionale dal Ministero per i Beni e le Attività culturali.</p>
<h4></h4>
<h4>Piramidi di sabbia di Melnik, Bulgaria</h4>
<p>Melnik è una cittadina nel meridione della Bulgaria, a sud della <strong>catena montagnosa del Pirin e al confine con la Grecia</strong>, caratterizzata da un lunga storia che risale al tempo dei Traci, da un presente fatto di agricoltura e buon vino, e da un paesaggio fatto di aride piramidi di sabbia erosa dal vento e dalle intemperie che, nonostante la presenza di arbusti e piccole piante, le fanno sembrare a tutti gli effetti un deserto.</p>
<h4></h4>
<h4>La Causse du Larzac, Francia</h4>
<p>La Causse di Larzac è un altopiano sassoso a sud del Massiccio Centrale, in Francia, a ocazione per lo più agricola, dove si produce gran parte del <strong>latte che viene utilizzato per produrre il formaggio Roquefort</strong> e dove, tra i pochi villaggi medievali fortificati risalenti all&#8217;epoca dei Templari non c&#8217;è altro che sabbia, sassi e scarne formazioni rocciose.</p>
<h4></h4>
<h4>Deserto di Błędów, Polonia</h4>
<p>33 chilometri <strong>quadrati di sabbia nel sud della Polonia, nel voivodato della Slesia</strong>, nel territorio fra le cittadine di Dąbrowa Górnicza e Klucze: sono la più vasta area sabbiosa lontana dall&#8217;acqua di tutta Europa, quanto di più simile a un vero deserto si possa vedere nel vecchio continente.</p>
<h4></h4>
<h4>Deserto di Accona, Italia</h4>
<p>Italia, anzi Toscana per la precisione, <strong>all&#8217;interno delle Crete Senesi,</strong> nel comune di Asciano: è uno dei pochi deserti italiani, con uno strato argilloso formatosi quando l&#8217;area era sostanzialmente il fondale del mar Tirreno e dalla lunga iconografia tanto che il suo paesaggio è stato ritratto anche negli affreschi del Buon Governo del palazzo comunale di Siena.</p>
<h4>Sabbie di Deliblato, Serbia</h4>
<p>Nome originale <em>Deliblatska Peščara</em>, aspetto da <strong>vasto territorio sabbioso nella provincia serba della Voivodina</strong>, sono conosciute come il &#8220;Sahara europeo&#8221; o &#8220;il più antico deserto d&#8217;Europa&#8221; e dichiarate riserva naturale speciale. Attenzione che sono anche un&#8217;area venatoria per i cacciatori provenienti dall&#8217;Europa occidentale.</p>
<h4></h4>
<h4>Foresta pietrificata di Pobiti Kamani, Bulgaria</h4>
<p>Bulgaria, <strong>regione di Varna</strong>: l&#8217;area è caratterizzata dalle insolite colonne naturali di roccia che possono raggiungere anche i 6 metri di altezza che coprono una superficie di 70 chilometri quadrati. La loro origine? C&#8217;è chi dice che si siano formate per erosione della roccia e chi invece come risultato di un&#8217;attività corallina.</p>
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		<title>Questi sono i 3 deserti italiani, luoghi sorprendenti da vedere un viaggio questa estate</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/deserti-italiani-dove-si-trovano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martino De Mori]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 07:33:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=71888</guid>

					<description><![CDATA[Dove si trovano i 3 deserti italiani? Ma poi, esistono davvero? Ok, non siamo un[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:group><media:title>Questi sono i 3 deserti italiani, luoghi sorprendenti da vedere un viaggio questa estate</media:title>	<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/deserto-campo-imperatore-abruzzo.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>L'altopiano desertico di Campo Imperatore, Abruzzo</media:title>
							  	<media:text>L'altopiano desertico di Campo Imperatore, Abruzzo</media:text>
							  	<media:description>L'altopiano desertico di Campo Imperatore, Abruzzo</media:description>          
								</media:content>
									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/deserti-italiani-dove-si-trovano-capocotta.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Dune di Castelporziano, Lazio</media:title>
							  	<media:text>Dune di Castelporziano, Lazio</media:text>
							  	<media:description>Dune di Castelporziano, Lazio</media:description>          
								</media:content>
									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/deserti-italiani-dove-si-trovano-piscinas.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Deserto di PIscinas, Sardegna</media:title>
							  	<media:text>Deserto di PIscinas, Sardegna</media:text>
							  	<media:description>Deserto di PIscinas, Sardegna</media:description>          
								</media:content>
									<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/deserti-italiani-dove-si-trovano-crete-senesi.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
							  	<media:title>Deserto di Accona, Toscana</media:title>
							  	<media:text>Deserto di Accona, Toscana</media:text>
							  	<media:description>Deserto di Accona, Toscana</media:description>          
								</media:content>
								</media:group><p>								
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/deserti-italiani-dove-si-trovano-accona.jpg" title="Le Crete Senesi, il deserto della Toscana" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/deserti-italiani-dove-si-trovano-accona-100x75.jpg" alt="le-crete-senesi-il-deserto-della-toscana" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/deserti-italiani-dove-si-trovano-crete-senesi.jpg" title="Deserto di Accona, Toscana" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/deserti-italiani-dove-si-trovano-crete-senesi-100x75.jpg" alt="deserto-di-accona-toscana" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/deserti-italiani-dove-si-trovano-piscinas.jpg" title="Deserto di PIscinas, Sardegna" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/deserti-italiani-dove-si-trovano-piscinas-100x75.jpg" alt="deserto-di-piscinas-sardegna" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/deserti-italiani-dove-si-trovano-capocotta.jpg" title="Dune di Castelporziano, Lazio" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/deserti-italiani-dove-si-trovano-capocotta-100x75.jpg" alt="dune-di-castelporziano-lazio" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/deserto-campo-imperatore-abruzzo.jpg" title="L&#039;altopiano desertico di Campo Imperatore, Abruzzo" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/deserto-campo-imperatore-abruzzo-100x75.jpg" alt="laltopiano-desertico-di-campo-imperatore-abruzzo" />
								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" /></p>
<p>Dove si trovano i 3 deserti italiani? Ma poi, esistono davvero?<br />
Ok, non siamo un paese desertico ma ci sono davvero almeno <strong>3 deserti italiani da vedere assolutamente, per una vacanza o un viaggio originale</strong> nel nostro paese, in sicurezza e all’insegna del benessere.</p>
<h2>Dove si trovano i 3 deserti italiani, per un viaggio originale</h2>
<p>Il deserto stimola la riflessione su noi stessi, <strong>ci spinge a superare le difficoltà,</strong> ci aiuta a conoscerci meglio. Non a caso si parla di &#8216;desert therapy&#8217;. Ed è meglio ancora percorrerli a piedi in una <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/cammini-italiani-piu-belli-da-fare/" data-wpel-link="internal">vacanza sui più bei cammini italiani</a></strong>, sono deviazioni che valgono la pena.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/deserti-italiani-dove-si-trovano-crete-senesi.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-71890" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/deserti-italiani-dove-si-trovano-crete-senesi.jpg" alt="" width="2000" height="1403" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/deserti-italiani-dove-si-trovano-crete-senesi.jpg 2000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/04/deserti-italiani-dove-si-trovano-crete-senesi-1024x718.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></a><br />
In <strong>un momento in cui non è semplice</strong> raggiungere paesi che ospitano grandi deserti (ad esempio tutta la classica fascia mediorientale del Sahara, la zona di confine India-Pakistan, la Mongolia) <strong>possiamo esplorare quelli italiani. </strong>Quanto a panorami sconfinati non sono esattamente le stesse cose che puoi vedere in Marocco, Egitto e paesi simili, ma <strong>sono forse <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/i-deserti-da-visitare-in-europa/" data-wpel-link="internal">i più bei deserti in Europa</a>.<br />
</strong>Un viaggio nel deserto significa sperimentare le <strong>emozioni</strong> della vastità dei panorami, il <strong>silenzio</strong> avvolgente, l&#8217;esperienza della solitudine che ti rigenera.<br />
I deserti italiani sono fondamentalmente tre:<br />
<strong>1. Deserto di Piscinas, Sardegna</strong><br />
<strong>2. Dune di Capocotta, Lazio</strong><br />
<strong>3. Deserto di Accona, Toscana</strong><br />
Sono davvero sorprendenti e sapranno conquistarti, anche perché in due su tre, <strong>le dune</strong> <strong>finiscono nel mare.</strong></p>
<h3>1. Deserto di Piscinas, Sardegna</h3>
<p>Il nome ufficiale Dune di Piscinas, ma questa zona della Sardegna sud ovest è meglio conosciuta come Deserto di Piscinas, ma anche <strong>‘Il piccolo Sahara italiano’</strong>. Si torva nel comune di Arbus ed è i<strong>l più grande deserto naturale d’Europa</strong>, anche se rispetto al Sahara è minuscolo: 1,5 chilometri quadrati.<br />
Davanti alla vista si aprono <strong>colline di sabbia alte fino a 100 metri</strong> che si susseguono fino al mare azzurro della Spiaggia di Piscinas.Le dune sono state modellate dal vento nei secoli, a ricoprire le rocce portate qui dai fiume Piscinas e Naracaulie sono simili alle Dune di Pilat, a sud di Bordeaux nella Francia atlantica. Ma con <strong>un mare più bello e caldo</strong> e con una vegetazione mediterranea dai profumi inebrianti (soprattutto ginepro e ulivo).<br />
In più, si possono avvistare le <strong>tartarughe</strong> <strong>di mare</strong> che vengono qui a deporre le uova.<br />
La zona delle dune ha percorsi di <strong>trekking</strong> e c’è un bel <strong>campeggio</strong> dove dormire.<br />
In inverno è uno degli <strong>spot italiani preferiti dai surfisti.<br />
</strong>[Credit: Gianni Careddu &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=33905315]</p>
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<h3>2. Dune di Castelporziano, Lazio</h3>
<p><strong>Il deserto alle porte di Roma:</strong> le dune di Castelporziano sono <strong>fra le meglio conservate d’Italia.</strong> Si incontrano nella lunga <strong>spiaggia di Capocotta</strong>, fra Torvaianica e Castelporziano, sulla litoranea Ostia-Anzio.<br />
Sono lunghe 5 km e non sono alte come quelle di Piscinas, ma nel 1996 sono diventate parte della <a href="https://www.riservalitoraleromano.it/venue/scheda-master-full/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Riserva Naturale Statale Litorale Romano</a><strong>:</strong> qui puoi vedere flora e fauna allo stato selvaggio tipiche dei questo ambiente (compresi conigli selvatici e istrici).<br />
Dai pascoli e arbusti mediterranei (niente male il profumo di mirto e ginepro che aleggia) la sabbia si fa largo verso il mare in un panorama di dune spesso descritto fra i migliori d’Europa. In particolare merita una visita la <strong>Duna di Capocotta,</strong> la più lontana dalla foce del Tevere.<br />
C’è una passerella che corre lungo tutta la spiaggia<br />
La spiaggia include anche <strong>un’oasi naturista</strong> ed è un punto di riferimento della comunità Lgbt.<br />
[Credit: Patafisik &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17304677]</p>
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<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/8-itinerari-a-piedi-in-emilia-romagna-lontani-dalla-folla/" data-wpel-link="internal">8 bellissimi itinerari a piedi in Emilia Romagna, lontani dalla folla</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/itinerari-in-bicicletta-piu-belli-nel-delta-del-po/" data-wpel-link="internal">Delta del Po in bici: 5 itinerari da non perdere</a></strong></li>
</ul>
<h3>3. Deserto di Accona, Crete Senesi, Toscana</h3>
<p>Deserto non è il termine esatto per definire questa zona a ridosso delle <strong>Crete Senesi</strong>, ma è ormai il termine con cui è più conosciuta: la inventarono degli studiosi a metà ‘800 per riconoscere questa zona in cui <strong>l’erosione</strong>, la scarsa piovosità e la mancanza di presenza umana hanno creato un panorama unico e suggestivo.Sono <strong>le ‘badlands’ italiane</strong>, una distesa di dune lunari che si estende fra Asciano, Montalcino e Buonconvento.<br />
Il colore chiaro di queste terre aride è dovuto alle <strong>calanche</strong>, più rocciose e corrugate, e ai campi di <strong>biancane</strong> (argilla e elementi salini che affiorano sulla terra). Danno vita a un ambiente raro in Italia, <strong>un deserto bianco</strong> in cui spuntano macchie di verde, che non sono coltivate da oltre 800 anni.<br />
[Credit Andrea stregophotos &#8211; <a href="https://www.visittuscany.com/en/ideas/008dc543-3c0a-11e7-b500-c25849f3fc0c/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Visit Tuscany</a>]<br />
[Credit foto principale: Gunther Tschuch &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4903601]</p>
<h3>Altri deserti in Italia</h3>
<p>A differenza di paesi come gli Stati Uniti, ci sono poche <strong>zone ampie e abbastanza desolate in Italia</strong>, anche se non possiamo parlare esattamente di deserti. Più che altro deserti verdi. Ma vale assolutamente la pena di visitarle, per esperienze totalizzanti.<br />
Parliamo ad esempio di <strong>Campo Imperatore, l&#8217;altopiano abruzzese ai piedi del Gran Sasso</strong>, una immensa distesa verde percorsa da millenni dai pastori con le loro greggi. Una notte qui non è tanto diversa, quanto a emozioni, rispetto a quelle che puoi passare nel Sahara.<br />
Per dire, nel 1976 Valerio Zurlini qui ha girato &#8216;Il deserto dei Tartari&#8217;, ma prima ci erano passati Bud Spencer e Terence Hill per &#8216;Lo chiamavano Trinità&#8217; (1971).<br />
Poi c&#8217;è anche la <strong>piana di Castelluccio di Norcia</strong>, uno spettacolo che ti si para davanti un po&#8217; all&#8217;improvviso quando ci sali, con la particolarità che al verde si aggiungono i colori stratificati delle varie coltivazioni di fiori: il massimo è in giugno e luglio, quando c&#8217;è <strong>la fioritura delle lenticchie</strong>.<br />
Foto Abruzzoturismo.it</p>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Martino De Mori' src='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/martino-de-mori/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Martino De Mori</span></a></div>
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<div itemprop="description">
<p>Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor &#8211; tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.</p>
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		<title>100 km a piedi nel deserto del Sahara, una corsa (o trekking) quasi per tutti dal 10 al 14 ottobre</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/100-km-sahara-corsa-trekking/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Sep 2018 10:39:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[maratona]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 10 al 14 ottobre i runner più avventurosi possono divertirsi con la Zitoway, una[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/09/zitoway-corsa-sahara.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="zitoway-corsa-sahara" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/09/zitoway-corsa-sahara.png 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/09/zitoway-corsa-sahara-331x232.png 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Dal 10 al 14 ottobre i runner più avventurosi possono divertirsi con la <strong>Zitoway, una corsa di 100 km nel deserto del Sahara </strong> lungo 3 giorni intensi (gli altri due giorni sono per il volo aereo). Mentre i camminatori possono fare un trekking di 45 chilometri. Tutto nel sud-est della Tunisia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Che cos&#8217;è la Zitoway, la corsa di 100 km nel deserto del Sahara</h2>
<p>La corsa nel Sahara è stata ideata nel 1999 da Adriano Zito, che è anche organizzatore dalla logistica e degli approvvigionamenti della gara. Si corre in genere nel sud della Tunisia e nel tempo è diventata un modo per esplorare il deserto africano e una corsa per prepararsi alle competizioni più difficili come la leggendaria Marathon des Sables.<br />
È una sorta di viaggio-corsa-avventura per (quasi) tutti, nel senso che ci sono due categorie di partecipanti: i runners, che fanno la vera e propria corsa, e i walkers, che si limitano a <strong>camminare nel Sahara, su distanze inferiori.</strong></p>
<p>Nel complesso una gara impegnativa ma non una ultramaratona, qualcosa che è alla portata di chi è ben allenato e preparato a correre nel deserto. Qui il video dell&#8217;edeizione 2014, l&#8217;ultima corsa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/bFVP2JtkIO0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/mauro-prosperi-come-prepararti-il-kit-di-sopravvivenza-ideale/" data-wpel-link="internal">Mauro prosperi: come prepararti il kit di sopravvivenza ideale</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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<h2>L&#8217;edizione 2018 della Zitoway, 100 km di corsa e 45 di trekking nel Sahara</h2>
<p>La gara ha subito uno stop negli ultimi 4 ani a causa delle incerte condizioni di sicurezza dell&#8217;area, ma quest&#8217;anno la situazione sembra tornata alla normalità e i tour operator hanno ripreso a servire i collegamenti aerei. Il programma è di 5 giorni: di parte dal&#8217;Italia il 10 ottobre e si atterra a Djerba.</p>
<p>L&#8217;11 c&#8217;è il trasferimento all&#8217;oasi di Ksar Ghilane per la prima tappa di 8 km, sia per i runner che per i walkers. Poi altre due tappe da 50 e 42 chilometri, e il 14 ottobre il ritorno in Italia. <strong>Il costo è di 1290 euro tutto compreso.</strong></p>
<p>Sul <a href="http://www.100kmdelsahara.com/index.php" target="_blank" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">sito ufficiale</a> maggiori informazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/come-vedere-londra-a-piedi-in-un-giorno-itinerario-per-camminare-per-20-km-fare-walking-e-fitness-consigli-prova/" data-wpel-link="internal">Londra a piedi in un giorno: camminare 20 km per vedere (quasi) tutto</a></strong></p>
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<p><em>(foto Zitoway)</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Épica Gaes Atacama, la &#8220;Dakar&#8221; della mountain bike nel deserto del Cile</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/epica-gaes-atacama-la-dakar-della-mountain-bike-nel-deserto-del-cile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Ballerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Sep 2016 05:56:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[deserto atacama]]></category>
		<category><![CDATA[mtb]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=37423</guid>

					<description><![CDATA[550 chilometri, sei tappe, un percorso che unirà la Cordigliera delle Ande e l&#8217;Oceano Pacifico:[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/07/Epica-Atacama.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/07/Epica-Atacama.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/07/Epica-Atacama-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/07/Epica-Atacama-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>550 chilometri, sei tappe, <strong>un percorso che unirà la Cordigliera delle Ande e l&#8217;Oceano Pacifico</strong>: questi gli ingredienti principali della prima edizione della &#8220;Épica Gaes Atacama&#8221;, una gara che è stata subito definita &#8220;la Dakar della mountainbike&#8221;. La scelta del percorso di questa vera e propria avventura sulle due ruote è caduta sull&#8217;America Latina e nello specifico sugli aridi paesaggi del deserto cileno di Atacama. L&#8217;appuntamento è, per chi se la sente, dal 5 al 10 settembre.</p>
<p>Il tracciato della gara comprende anche il passaggio dalla città di Copiapó e dalla celebre miniera di San José, teatro dell&#8217;<strong>incredibile vicenda dei &#8216;los 33&#8217;, i minatori che, nel 2010, per 69 giorni rimasero intrappolati a 700 metri di profondità</strong> e vennero portati in salvo grazie ad una particolare capsula che venne calata in un pozzo, scavato appositamente per il salvataggio di quegli uomini.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/i-deserti-da-visitare-in-europa/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">I deserti da vedere in Europa</a></strong></p>
<p>La spiaggia della località di Bahía Inglesa sarà il traguardo finale di questa vera e propria maratona e dove saranno disputate anche delle prove speciali, legate ad un programma ridotto per gli appassionati di mountain bike, ma non preparati per una prova che si preannuncia davvero massacrante. “Gli amanti della mountain bike potranno unirsi ai professionisti per le due ultime tappe, un totale di 152 chilometri &#8211; ha detto Rafael Pizarro, direttore della corsa &#8211; In questo modo avranno anche la possibilità di condividere e vivere un&#8217;esperienza di cameratismo insieme ai professionisti&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.epicachile.com/ 2016" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Epica Gaes Atacama</a> si preannuncia come un&#8217;avventura unica, <strong>la possibilità di correre con la bicicletta attraverso il deserto più arido del mondo</strong>, passando tra gli antichi territori dominati dagli Incas, attraverso vecchie città minerarie e attraversando da est a ovest un deserto di grandi e maestosi contrasti. Sei tappe in linea, tipo raid, con diversi gradi di difficoltà tecnica e con chilometraggi di varia lunghezza. Ogni corridore riceverà un road book, compresi tutti i dettagli delle tappe, descrizione del percorso, planimetria, altimetria e punti di ristoro.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/7-sorprendenti-segreti-per-girare-il-mondo-in-bici/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">7 sorprendenti segreti per girare il mondo in bici</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Credits: <a href="http://www.laterceratv.cl/index.php?m=video&amp;v=50879" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">laterceratv.cl</a></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mauro Prosperi: come prepararti il kit di sopravvivenza ideale</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/mauro-prosperi-come-prepararti-il-kit-di-sopravvivenza-ideale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2015 15:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[gerber]]></category>
		<category><![CDATA[survival]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=20864</guid>

					<description><![CDATA[Mauro Prosperi è un sopravvissuto. Sopravvissuto a nove giorni di Sahara, disperso e senza rifornimento[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/10/Mauro_Prosperi.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/10/Mauro_Prosperi.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/10/Mauro_Prosperi-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/10/Mauro_Prosperi-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Mauro Prosperi è un sopravvissuto. <strong>Sopravvissuto a nove giorni di Sahara, disperso e senza rifornimento mentre stava correndo la Marathon des Sables nel 1994</strong>, sopravvissuto alla propria disperazione, sopravvissuto a tutto quello che può sconvolgere un uomo in quelle condizioni.</p>
<p>I fatti andarono così: stava correndo il quarto giorno di gara quando <strong>fu sorpreso da una tempesta di sabbia che lo disorientò facendolo dirigere verso l&#8217;Algeria</strong>. Abbandonato a se stesso, disidratato e senza cibo, prima tentò il suicidio, poi si nutrì di pipistrelli, topi e serpenti e bevve la propria urina fino a che, dopo nove giorni, si imbatté in una famiglia di pastori nomadi che lo nutrì e lo portò in un ospedale. <strong>Aveva percorso a piedi 299 km di deserto nella direzione sbagliata</strong>. (Dalla sua esperienza sono stati tratti il documentario <i><a title="Expeditions To The Edge: Sahara Nightmare (la pagina non esiste)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Expeditions_To_The_Edge:_Sahara_Nightmare&amp;action=edit&amp;redlink=1" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Expeditions To The Edge: Sahara Nightmare</a></i> del <i><a title="National Geographic Channel" href="http://it.wikipedia.org/wiki/National_Geographic_Channel" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">National Geographic Channel</a></i> e il programma <a title="Escape from Hell (la pagina non esiste)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Escape_from_Hell&amp;action=edit&amp;redlink=1" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Escape from Hell</a> di <a title="Bear Grylls" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bear_Grylls" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Bear Grylls</a>, da cui è tratto il fotogramma in apertura.)</p>
<p>Lo abbiamo incontrato in occasione del lancio italiano di Gerber, l&#8217;azienda di attrezzatura per l&#8217;outdoor (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/tecnologia/fire-starter-gerber-abbiamo-provato-laccendifuoco-da-campo-di-bear-grylls/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui abbiamo testato il Fire Starter</a> e qui vi abbiamo parlato della <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/il-kit-survival-firmato-bear-grylls-gerber/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">linea survival firmata Bear Gryll</a>). Ci ha raccontato dei suoi nove giorni nel deserto e ci ha raccontato che <strong>si sta preparando a tornare nel</strong> <strong>Sahara</strong>,<strong> </strong>per attraversarlo da ovest a est in compagnia di Patrizio Fiorini: &#8220;Sono circa 800 km, noi ne faremo dai 50 ai 70 al giorno, camminando e correndo con un carretto di un centinaio di chili di viveri e attrezzatura&#8221;. E ci ha parlato della sua <strong>nuova avventura</strong>: 10 giorni di circumnavigazione delle isole Eolie con un kayak, in totale autonomia (anche per l&#8217;acqua da bere). Mauro Prosperi e Francesco Chinaglia, AD di Friskar Italia distributore di Gerber, sono partiti domenica 28 giugno e <a href="https://www.facebook.com/M.Prosperi?fref=ts" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">l&#8217;avventura si può seguire sulla pagina Facebook di Mauro</a>)</p>
<p><strong>Come ci si difende caldo micidiale del Sahara?</strong><br />
Ci si muove al mattino presto, dalle 4 alle 11, e nel tardo pomeriggio fino a mezzanotte circa, per sfruttare le ore meno calde.</p>
<p><strong>Cosa ti ha insegnato il deserto circa le tecniche di sopravvivenza?</strong><br />
Prima di tutto di stare attento al cammino. Se ti coglie una crisi e devi cercare un posto in cui ripararti, è meglio tornare eventualmente indietro verso un riparo che abbiamo visto piuttosto che proseguire alla cieca con il rischio di collassare: con quelle temperature bastano poche ore per perdere la vita. E poi una lezione dei tuareg, che quell&#8217;ambiente lo conoscono bene: all&#8217;alba e al tramonto, guardando l&#8217;orizzonte, si possono intravvedere delle nubi in cielo. Significa che in quella zona si sono vegetazione, acqua, vita, ed è lì che eventualmente bisogna recarsi per sopravvivere.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2014/10/Survival-Kit-Gerber.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-20869" alt="Survival-Kit-Gerber" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2014/10/Survival-Kit-Gerber.jpg" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/10/Survival-Kit-Gerber.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/10/Survival-Kit-Gerber-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<p><strong>Puoi darci il tuo decalogo per mettere insieme il kit di sopravvivenza ideale?</strong></p>
<p>1. Prima di tutto pensa alle tue esigenze di ogni giorno: da questa analisi uscirà tutto ciò di cui hai bisogno.<br />
2. Il fuoco è un bisogno primario, per scaldarti e difenderti: porta sempre con te accendino, fiammiferi o un vero fire starter.<br />
3. Abiti strappati o ferite fa poca differenza, c&#8217;è sempre bisogno di cucire o tenere insieme: spille da balia, ago e filo per cucire non devono mai mancare. Meglio se hai anche un kit di sutura.<br />
4. Anche l&#8217;acqua è un bisogno primario: certo la borraccia, certo una bottiglia, ma anche disinfettante e un pentolino, per far bollire l&#8217;acqua che potresti trovare.<br />
5. Altro bisogno primario è quello di un riparo contro il freddo, la pioggia o più banalmente la notte con le sue insidie: se non puoi portarti una tenda, portati una tovaglia di plastica cerata: con una corda potrai costruirti un riparo d&#8217;emergenza. E se sei in una zona di saliscendi, mettiti in cima ai declivi, altrimenti se piove l&#8217;acqua filtrerà nel tuo giaciglio.<br />
6. Se vai nel deserto porta sempre occhiali da sole, insieme a un cappello con visiera e a uno di lana: anche se fuori la temperatura è micidiale, la lana termoregola.<br />
7. Porta sempre un coltello multiuso, che vale anche come arma oltre che strumento, e sempre una corda, o un braccialetto survival.<br />
8. Non dimenticare mai un fischietto: se devi chiamare i soccorritori e non hai quasi più forze, il fischietto si sente anche a lunga distanza con poco fiato.<br />
9. Considera sempre kit e sieri antiveleno contro gli animali che potresti trovare nell&#8217;area in cui ti rechi (tipicamente vipere, ma non solo).<br />
10. I liofilizzati sono il miglior cibo d&#8217;emergenza che ti puoi portare appresso: leggeri e nutrienti.</p>
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<p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
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		<title>Sandboard: come imparare a surfare sulla sabbia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/sandboard-come-imparare-a-sciare-sulla-sabbia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Corno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2015 13:37:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[snowboard]]></category>
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					<description><![CDATA[Dune di sabbia fine da cui surfare verso il mare. Vecchie tavole da snowboard da[...]]]></description>
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								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" /></p>
<p>Dune di sabbia fine da cui surfare verso il mare. Vecchie tavole da snowboard da distruggere. E un&#8217;esperienza da provare, almeno una volta nella vira: è il <strong>sandboard, lo sci &#8211; o snowboard, a seconda degli attrezzi &#8211; in spiaggia</strong>. Ecco come fare per cominciare a sciare sulla sabbia.</p>
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<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/enrico-maria-corno/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Enrico Maria Corno</span></a></div>
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<p>Enrico Maria Corno, giornalista per Corriere della Sera e Vanity Fair, vent’anni alla Rivista Sci e responsabile della passata edizione italiana del magazine americano Outside, collabora anche con enti di promozione turistica, federazioni e agenzie per l’organizzazione di eventi a tema outdoor, sport e sostenibilità. È con SportOutdoor24 fin dall&#8217;inizio.</p>
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		<title>Foto: Dead Vlei, la palude morta che sembra un quadro</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/foto-dead-vlei-la-palude-morta-che-sembra-un-quadro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2014 14:06:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>								
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								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/terme-libere-polle-di-crimiso-turismo-trapani.jpg" title="Terme libere alle Polle di Crimiso - foto turismo trapani" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
																
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								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/terme-libere-fondongianus-ezioman.jpg" title="Terme libere Fondongianus - foto  ezioman" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/terme-libere-vasche-di-san-casciano-www.francesca.mi_.it_.jpg" title="Terme libere alle Vasche di San Casciano - Foto www.francesca.mi.it" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/terme-libere-ischia-sorgeto-magazine.snav_.it_.jpg" title="Terme libere di Ischia - foto magazine.snav.it" data-wpel-link="internal">
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/terme-libere-vulcano-imperatoreblog.jpg" title="Terme libere a Vulcano - foto imperatoreblog" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/terme-libere-piscine-carletti-gianky.jpg" title="Le terme libere delle Piscine Carletti - foto gianky" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/terme-libere-petriolo-siena-agriturismo.it_.jpg" title="Terme libere di Petriolo, Siena - foto agriturismo.it" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/terme-libere-saturnia-Jordan-home.jpg" title="Terme libere di Saturnia - foto Jordan home" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" /></p>
<p>La chiamano Dead Vlei (“palude morta”) e pare un&#8217;oasi andata in pensione. Si tratta di una depressione di argilla bianca che sorge nel deserto del Namib, in Namibia, <strong>fra le dune di sabbia più alte del mondo</strong> (alcune raggiungono i 300/400 metri d&#8217;altezza).</p>
<p>L&#8217;intera palude è disseminata di centinaia di alberi d’acacia morti, i quali un tempo fiorivano alimentati dalle acque del Fiume Tsauchab. Circa 900 anni fa, a seguito del movimento naturale delle dune, il fiume deviò il suo corso lasciando la Dead Vlei completamente arida. Tutte le acacie morirono, il deserto prese il posto della vegetazione e l&#8217;area si decorò improvvisamente delle <strong>sagome scheletriche degli alberi</strong>. La combinazione di colori fra il nero dei tronchi bruciati dal sole, il bianco dell&#8217;argilla e il rosso delle dune diede così vita a <strong>uno degli scorci paesaggistici più suggestivi e fotografati al mondo</strong>.</p>
<p>Nella gallery una selezione di foto che ritraggono questo luogo di singolare bellezza.</p>
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		<item>
		<title>Foto: il fascino inquietante dell&#8217;Aral, il lago fantasma</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/gallery-foto-immagini-disastro-aral-lago-fantasma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2014 13:12:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[kazakistan]]></category>
		<category><![CDATA[laghi]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
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					<description><![CDATA[Un tempo era il quarto lago più grande del pianeta e ora non se ne[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>								
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/10/lago-aral-kvitlauk.jpg" title="lago-aral-kvitlauk" data-wpel-link="internal">
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								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" /></p>
<p>Un tempo <strong>era il quarto lago più grande del pianeta</strong> e ora non se ne ha quasi più traccia: il lago d&#8217;Aral, uno specchio d&#8217;acqua salato al confine fra l&#8217;Uzbekistan e il Kazakistan, sta scomparendo. A dimostrarlo sono le <strong>ultime foto satellitari diffuse dalla Nasa</strong>, che dimostrano come fra il 2000 e il 2014 il deserto stia sempre più mangiando porzioni del suo bacino.</p>
<p>Questo ritiro progressivo è in realtà iniziato in epoca sovietica, quando l’acqua dei suoi affluenti venne deviata per irrigare i campi di cotone. Insieme alla scarsità delle piogge l&#8217;evento decretò già 50 anni fa la<strong> graduale estinzione del lago</strong>, che secondo gli esperti avverrà in modo definitivo entro il 2020.</p>
<p>Attualmente,<strong> il lago è ormai ridotto al 10% della sua estensione originaria</strong>, frazionato in specchi d’acqua privi di alimentazione: non si contano più le specie animali estinte, così come le città abbandonate a causa dell&#8217;annientamento di settori produttivi (come la pesca).</p>
<p>L&#8217;immagine più suggestiva per descrivere questo disastro ambientale e umano è forse l&#8217;<strong>emergere dalle acque dei resti di un passato lontano</strong>: vecchi mercantili corrosi dal sale, attrezzature portuali in decadenza, città fantasma spazzate dalle tempeste di sabbia. Ciò che resta di quello che fu uno dei laghi più estesi del mondo.</p>
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