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		<title>Melanoma, allarme Italia: + 20% di tumori della pelle in un anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2020 17:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[melanoma]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ allarme melanoma per l&#8217;Italia: nel giro di un anno i tumori della pelle sono[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/11/melanoma.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/11/melanoma.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/11/melanoma-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>E’ allarme <strong>melanoma</strong> per l&#8217;<strong>Italia</strong>: nel giro di un anno i <strong>tumori della pelle</strong> sono infatti aumentati del 20%, passando dai 12.300 registrati nel 2019 ai quasi 14.900 diagnosticati nel 2020. Il melanoma è così la neoplasia che ha fatto registrare l’incremento più elevato nella nostra popolazione e gli specialisti riconducono la causa a due principali fattori. Il primo, da intendersi positivamente in termini di <strong>prevenzione secondaria</strong>, è la disponibilità di migliori strumenti per la diagnosi e la maggiore partecipazione dei cittadini alle campagne di sensibilizzazione per il controllo dei <strong>nei</strong>. Il secondo, invece, è dato dalle conseguenze della <strong>scorretta esposizione al sole</strong> e anche dell’utilizzo delle <strong>lampade solari</strong>, inserite dall’Agenzia internazionale della ricerca sul cancro (IARC) tra i fattori cancerogeni di massimo rischio, al pari del fumo di sigaretta.</p>
<h2>A rischio gli under 50</h2>
<p>“Nel nostro Paese, il melanoma è<strong> il secondo tumore più frequente negli uomini under 50 e il terzo nelle donne della medesima fascia d’età</strong>”, spiega la professoressa <a href="https://www.ieo.it/it/PNA/Trova-Medico/Paola-Queirolo-AEADB3AFB3BEC9CCB2CAC7BBC6C9C6BD/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Paola Queirolo</a>, direttore della Divisione Melanoma, Sarcoma e Tumori rari all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. “Il rischio di insorgenza è legato a fattori genetici, fenotipici e ambientali. Il più importante è identificato nell’<strong>esposizione ai raggi Uv</strong>, in rapporto alle dosi assorbite, al <strong>tipo di esposizione</strong> (intermittente più che cronica) e all’età (a maggior rischio i bambini e gli adolescenti). L’incremento stimato nell’ultimo anno è in linea con la tendenza che osserviamo da tempo. Nel periodo 2008-2016, infatti, i melanomi sono stati i tumori che hanno registrato il maggior incremento medio annuale, sia negli uomini (+8,8%) che nelle donne (+7,1%) e in tutte le fasce di età. Si tratta di una crescita molto sostenuta che, sebbene rispecchi esposizioni volontarie ai raggi Uv iniziate nei decenni scorsi e la recente disponibilità di tecniche diagnostiche sempre più accurate, indica la necessità di implementare interventi tempestivi di <strong>prevenzione primaria</strong>, proprio per invertire questa preoccupante tendenza nei prossimi anni”.</p>
<h2>Le regole della prevenzione</h2>
<p>“Le regole da seguire sono semplici”, prosegue la professoressa Queirolo: “<strong>non bisogna esporsi al sole nelle ore centrali della giornata, la crema protettiva deve sempre essere applicata e le lampade solari vanno assolutamente evitate</strong>. E ogni anno è necessario sottoporsi al <strong>controllo dei nei</strong> da parte del dermatologo: in particolare, il cambiamento nella forma, dimensione o colore di un neo rappresenta un segnale d’allarme da non sottovalutare e che deve spingere a un immediato controllo”.</p>
<p>Consigli da tenere a mente anche e soprattutto da parte di chi fa <strong>sport outdoor</strong> e quindi passa più tempo all’aria aperta, esposto alla luce solare. Non a caso l’<strong>Australia</strong>, nazione “outdoor” per eccellenza, registra in termini assoluti la <strong>maggior incidenza di melanoma</strong> rispetto al numero di abitanti, anche se grazie a sempre più numerose campagne di sensibilizzazione è ora l’unico Paese al mondo in cui il numero dei nuovi casi di melanoma è in diminuzione.</p>
<h2>Una richiesta al Servizio sanitario nazionale</h2>
<p>Come sempre in campo oncologico, una diagnosi tempestiva è determinante. “<strong>Se individuato precocemente</strong> ed eliminato con una corretta <strong>asportazione chirurgica</strong> durante la fase iniziale, il melanoma è del tutto <strong>guaribile</strong>”, conferma il dottor <a href="https://www.istitutotumori.mi.it/michele-del-vecchio" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Michele Del Vecchio</a>, responsabile di Oncologia Medica Melanomi della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano. “Purtroppo, però, una parte delle diagnosi avviene già <strong>in fase avanzata</strong> o evolve in questo stadio progressivamente. Per questi casi, nel maggio 2016 l’agenzia regolatoria europea (EMA) ha approvato la <strong>combinazione di due molecole immuno-oncologiche</strong>, nivolumab e ipilimumab, che ha mostrato di poter garantire una sopravvivenza a 5 anni del 52% dei pazienti. In Italia, al momento, questa terapia combinata <strong>non è però rimborsata dal Servizio sanitario nazionale</strong> ed è invece necessario che lo sia, come già accade in altri Paesi europei, per offrire soprattutto ai malati con melanoma in stadio avanzato un’efficace alternativa di cura”.</p>
<p><em>Credits foto: NEOSiAM 2020 da Pexels.</em></p>
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