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	<title>ghiacciaio Archives - SportOutdoor24</title>
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	<title>ghiacciaio Archives - SportOutdoor24</title>
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	<item>
		<title>Svartisen, dove l&#8217;estate norvegese incontra l&#8217;era glaciale: guida alla spedizione verso la lingua Engabreen</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/svartisen-norvegia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 16:59:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[escursione]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciaio]]></category>
		<category><![CDATA[norvegia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Svartisen.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Svartisen, Norvegia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Svartisen.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Svartisen-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Svartisen-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Svartisen-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Questa massa gelata, chiamata <strong>Svartisen,</strong> rappresenta il secondo ghiacciaio più esteso della <strong>Norvegia</strong> intera. Situato nella contea di <strong>Nordland</strong>, poco sopra il <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/reine-norvegia-inverno/" data-wpel-link="internal">Circolo Polare Artico</a></strong>, il complesso glaciale copre una superficie di approssimativamente 370 chilometri quadrati ed è una struttura geologica che si divide in due blocchi distinti: <strong>Vestisen</strong> e <strong>Østisen</strong>.</p>
<p>Svartisen significa letteralmente &#8220;ghiaccio nero&#8221;, appellativo che deriva dall&#8217;aspetto del ghiaccio antico che, essendo estremamente denso e privo di bolle d&#8217;aria, assorbe la luce solare restituendo una <strong>tonalità blu scuro</strong> molto intensa (quasi cupa se confrontata con la neve fresca circostante &#8211; quando presente).</p>
<p>Raggiungere i piedi di questa mastodontica formazione richiede l&#8217;utilizzo di un’imbarcazione che attraversa le acque turchesi del fiordo <strong>Holandsfjorden</strong>. Una volta approdati sulla sponda opposta rispetto alla strada principale, il sentiero conduce verso la lingua glaciale che prende il nome di <strong>Engabreen</strong>. Si tratta di un <strong>braccio di ghiaccio</strong> che vanta un primato geografico notevole: è il punto più basso del continente europeo, tanto che tocca quasi il livello del mare.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Engabreen.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-664436" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Engabreen.jpg" alt="Engabreen, lingua di ghiaccio" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Engabreen.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Engabreen-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Engabreen-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Engabreen-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>La metamorfosi cromatica della lingua Engabreen</h2>
<p>Osservando da vicino le pareti frastagliate del ghiacciaio, si notano <strong>tantissime sfumature</strong> che spaziano dal bianco latte al turchese elettrico. Questi colori raccontano la storia millenaria della compressione della neve. Sotto il peso degli strati superiori, i cristalli si fondono eliminando l’ossigeno intrappolato. Il risultato visivo appare alieno, simile a onde di vetro solidificate che <strong>scendono dai picchi montuos</strong>i verso lo specchio d&#8217;acqua sottostante.</p>
<p>Svartisen custodisce segreti scientifici fondamentali. Sotto i 200 metri di spessore gelato opera lo <em><strong>Svartisen Subglacial Laboratory</strong></em>, con scienziati provenienti da tutto il mondo che studiano i <strong>movimenti della calotta</strong> e la risposta dei ghiacci ai cambiamenti climatici. Pochi luoghi sul pianeta permettono un accesso così diretto alla base di un ghiacciaio vivo.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Ghiacciaio-Svartisen.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-664437" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Ghiacciaio-Svartisen.jpg" alt="Il ghiacciaio vivo di Svartisen" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Ghiacciaio-Svartisen.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Ghiacciaio-Svartisen-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Ghiacciaio-Svartisen-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Ghiacciaio-Svartisen-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Dinamiche di un ecosistema in continua evoluzione</h2>
<p>Intorno ai bordi del ghiaccio è impossibile non scorgere la <strong>vegetazione che lotta per conquistare spazio</strong> tra i detriti morenici. Piccoli fiori artici e muschi resistenti spuntano tra le pietre grigie, creando un contrasto cromatico delicato rispetto alla forza bruta del ghiaccio. L&#8217;aria percepita vicino alla lingua glaciale scende bruscamente di diversi gradi, portando con sé un <strong>odore di freschezza assoluta e terra bagnata</strong>.</p>
<p>Gli escursionisti esperti possono partecipare a uscite guidate muniti di ramponi e piccozze, ma risulta fondamentale <strong>affidarsi a professionisti</strong> poiché le fessure, denominate crepacci, possono nascondersi sotto sottili strati superficiali risultando estremamente pericolose.</p>
<p>I laghi glaciali situati ai piedi delle pareti azzurre, come il <strong>lago Svartisvatnet,</strong> raccolgono l&#8217;acqua di fusione ricca di sedimenti minerali. Tali particelle in sospensione conferiscono all&#8217;acqua un colore lattiginoso unico, tipico dei bacini alimentati direttamente dai giganti di ghiaccio.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Lago-Svartisen.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-664438" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Lago-Svartisen.jpg" alt="Lago Svartisen, Norvegia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Lago-Svartisen.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Lago-Svartisen-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Lago-Svartisen-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Lago-Svartisen-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Periodo ideale ed equipaggiamento</h2>
<p>Il periodo ideale per incontrare Svartisen si restringe ai mesi compresi tra <strong>giugno e fine agosto</strong>. Durante queste settimane, il<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/per-vedere-il-sole-di-mezzanotte-questi-sono-i-posti-migliori/" data-wpel-link="internal"> sole di mezzanotte</a></strong> garantisce luce perenne, permettendo spostamenti sicuri anche nelle ore tardo-pomeridiane. All&#8217;inizio di giugno, i sentieri presentano spesso residui nevosi che rendono il terreno scivoloso, mentre agosto regala rocce più asciutte e temperature medie oscillanti tra i <strong>10 e i 15 gradi</strong>. Oltre settembre, le condizioni meteorologiche mutano rapidamente, portando piogge intense e venti gelidi che rendono i collegamenti marittimi irregolari.</p>
<p>Risulta indispensabile indossare una <strong>giacca esterna in tessuto impermeabile e traspirante</strong>, preferibilmente in<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/patagonia-e-gore-tex-un-nuovo-standard-per-i-gusci-tecnici/" data-wpel-link="internal"> Gore-Tex,</a></strong> per contrastare l&#8217;umidità costante prodotta dalla massa gelida. Sotto lo strato protettivo, indumenti in<strong> lana merino</strong> aiutano a regolare la temperatura corporea senza trattenere il sudore. Scarponi da trekking a suola rigida offrono il supporto necessario sulle <strong>pietre levigate dai millenni</strong>, spesso umide e instabili.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Formazioni-rocciose-Svartisen.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-664439" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Formazioni-rocciose-Svartisen.jpg" alt="Formazioni rocciose millenarie dello Svartisen" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Formazioni-rocciose-Svartisen.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Formazioni-rocciose-Svartisen-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Formazioni-rocciose-Svartisen-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Formazioni-rocciose-Svartisen-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>È fondamentale anche portare con sé<strong> guanti leggeri e un berretto</strong>, dato che l&#8217;aria in prossimità della lingua glaciale scende di parecchi gradi rispetto al parcheggio di partenza. Ramponi e piccozze diventano obbligatori esclusivamente per chi intende calpestare la<strong> calotta azzurra</strong>, pratica permessa soltanto sotto la <strong>stretta supervisione di guide certificate</strong>.</p>
<h3>Logistica degli spostamenti e punti di snodo</h3>
<p>La porta d&#8217;accesso principale si trova lungo la strada costiera <strong>Fv17</strong>, nota come <strong>Helgelandskysten</strong>. Dal porto di Holandsvika, un piccolo battello passeggeri effettua traversate regolari verso la sponda opposta dell&#8217;<strong>Holandsfjorden</strong>. Il tragitto dura circa 10 minuti e regala una prospettiva privilegiata sulla mole del ghiacciaio che sovrasta il fiordo. Una volta sbarcati, una <strong>pista ciclabile pianeggiante</strong> di circa tre chilometri conduce fino alle sponde del lago glaciale. Molti viaggiatori scelgono di noleggiare biciclette direttamente al molo per risparmiare tempo ed energie prima della salita finale.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Traghetto-per-Svartisen.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-664441" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Traghetto-per-Svartisen.jpg" alt="Traghetto per Svartisen, Norvegia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Traghetto-per-Svartisen.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Traghetto-per-Svartisen-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Traghetto-per-Svartisen-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Traghetto-per-Svartisen-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>L&#8217;ultimo tratto richiede un impegno maggiore: si risalgono <strong>placche di roccia liscia</strong> seguendo i segnavia rossi (le classiche &#8220;T&#8221; norvegesi) dipinti sulla pietra. Questa sezione finale prevede più o meno <strong>40-60 minuti di sforzo costante</strong> per raggiungere il punto panoramico in cui il ghiaccio mostra tutta la sua forza cromatica.</p>
<p><strong>Foto Canva</strong></p>
<ul>
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</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Catenelle, ramponcini e le altre cose che è meglio NON usare sulla neve</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/perche-non-dovresti-usare-catenelle-o-ramponcini-sulla-neve/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Sport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 07:07:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport Invernali]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciaio]]></category>
		<category><![CDATA[ramponi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1400" height="934" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/08/shutterstock_1277652499-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Perché NON dovresti usare &quot;catenelle&quot; o &quot;ramponcini&quot; sulla neve" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/08/shutterstock_1277652499-1.jpg 1400w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/08/shutterstock_1277652499-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/08/shutterstock_1277652499-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/08/shutterstock_1277652499-1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /><br><br><p>L’Oniim &#8211; Osservatorio Nazionale Incidenti in Montagna del CAI &#8211; ha constatato che, in alcuni incidenti anche mortali avvenuti nelle ultime settimane sulla neve, gli escursionisti sono scivolati nonostante utilizzassero attrezzature&#8221;catenelle&#8221; o &#8220;ramponcini&#8221;.</p>
<h2>Perché NON dovresti usare &#8220;catenelle&#8221; o &#8220;ramponcini&#8221; sulla neve</h2>
<p>L’Osservatorio nazionale incidenti in montagna, promosso dal Club alpino italiano si sofferma, nelle sue raccomandazioni di sicurezza, sul corretto utilizzo delle “catenelle” o “ramponcini”. La raccomandazione è oggi più che mai necessaria, in seguito alla constatazione che, in alcuni incidenti anche mortali avvenuti nelle ultime settimane, gli escursionisti sono scivolati nonostante utilizzassero questo tipo di attrezzature.</p>
<h3>Conoscere e attenersi alle limitazioni di impiego</h3>
<p>«L’Osservatorio Nazionale Incidenti in Montagna raccomanda, a chiunque utilizza “catenelle” o “ramponcini”, di attenersi scrupolosamente alle limitazioni di impiego indicate dal costruttore del dispositivo prestando attenzione anche negli apparentamente semplici attraversamenti di nevai e accumuli di neve», afferma il coordinatore Alberto Pirovano. «Questa raccomandazione è espressa nell’interesse dell’incolumità personale dei praticanti e per alleviare lo sforzo degli operatori addetti al soccorso d’emergenza», conclude.</p>
<h3>I ramponcini devono essere impiegati con limitazioni rispetto ai terreni ripidi</h3>
<p>Prima di tutto, si legge nelle raccomandazioni, è importante ribadire che i ramponcini devono essere impiegati con limitazioni rispetto ai terreni ripidi e quindi solo su pendii con inclinazioni inferiori a quanto indicato nel manuale di istruzione del costruttore (generalmente meno di 20°, ovvero meno del 35% di pendenza), e comunque non oltre inclinazioni modeste (meno di 22°-27°, ovvero inferiori al 40%-50% di pendenza), il tutto ovviamente in proporzione all’abilità individuale.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-637764" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/08/shutterstock_2258070375-1.jpg" alt="Perché NON dovresti usare &quot;catenelle&quot; o &quot;ramponcini&quot; sulla neve" width="1400" height="964" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/08/shutterstock_2258070375-1.jpg 1400w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/08/shutterstock_2258070375-1-300x207.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/08/shutterstock_2258070375-1-1024x705.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/08/shutterstock_2258070375-1-768x529.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Allo stesso tempo, è necessario utilizzare i ramponcini solo su pendii in cui sia possibile l’arresto in caso di scivolata, in funzione della conformazione del terreno. Tutte queste limitazioni devono essere prese in considerazione, proprio perchè i ramponcini sono caratterizzati da una serie di specificità: minima sporgenza delle punte, moderata adesione torsionale e bassa adattabilità alla taglia della calzatura.</p>
<h4>L’Osservatorio Nazionale Incidenti in Montagna</h4>
<p>Si tratta di un&#8217;iniziativa promossa e finanziata dal Club Alpino Italiano, con il supporto dei fondi del Ministero del Turismo. L’Osservatorio raccoglie ed analizza i dati degli incidenti in montagna, evidenziando correlazioni e nessi di causalità ricorrenti. Composto da un gruppo multidisciplinare di esperti chiamati a studiare le caratteristiche degli incidenti per restituire indicazioni e raccomandazioni di prevenzione, oltre che per supportare l&#8217;attività di indagine degli organi preposti, opera in collaborazione con diversi enti, forze di polizia, Istituti universitari e associazioni. L’Osservatorio è quindi una struttura altamente tecnica e scientifica che si pone l’obiettivo strategico di ridurre l&#8217;accidentalità, fornendo elementi di conoscenza scientificamente validati ai decisori e agli educatori.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/quali-ramponi-usare/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Quali ramponi usare in montagna: automatici, semiautomatici o universalit?</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tre cose da sapere se vuoi scalare il tuo primo 4000</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/come-scalare-il-primo-4000/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 07:44:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciaio]]></category>
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					<description><![CDATA[Prima o poi, chi ama la montagna, sogna di scalare il primo 4000. Impresa impossibile?[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/08/Gruppo-del-Monte-Rosa-Foto-Guide-alpine-Italiane.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/08/Gruppo-del-Monte-Rosa-Foto-Guide-alpine-Italiane.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/08/Gruppo-del-Monte-Rosa-Foto-Guide-alpine-Italiane-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/08/Gruppo-del-Monte-Rosa-Foto-Guide-alpine-Italiane-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Prima o poi, chi ama la montagna, sogna di scalare il primo 4000. Impresa impossibile? No, secondo le Guide alpine se sì è allenati a camminare non è affatto un’impresa impossibile, purché per le prime volte ci si affidi alla loro esperienza: a costi abbordabili si possono infatti vivere esperienze indimenticabili, imparando a gestire con tranquillità fatica, pericoli e quota grazie all’insegnamento dei professionisti della montagna.</p>
<h2>Quale montagna da 4000 metri scalare per prima?</h2>
<p>Le montagne di 4000 metri nelle Alpi sono 82, molte delle quali si vedono persino dalle città di pianura. Però non tutti i 4000 sono uguali in termini di difficoltà: alcuni presentano salite più dolci e meno esposte, altri invece comportano la capacità di superare tratti tecnici e più pericolosi.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/3.-Monte-Bianco.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-600879" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/3.-Monte-Bianco.jpeg" alt="" width="1000" height="696" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/3.-Monte-Bianco.jpeg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/3.-Monte-Bianco-300x209.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/3.-Monte-Bianco-768x535.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Per questo per iniziare a esplorare il mondo dell’alta quota è bene partire da escursioni più semplici, che ci mettono in contatto con un ambiente unico e affascinante facendocene innamorare, senza sottoporci a rischi e fatiche superiori alle possibilità dei meno esperti.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/cosa-serve-per-andare-su-un-ghiacciaio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Cosa serve per andare su un ghiacciaio</a></strong></p>
<h3>Il Gran Paradiso, il Monte Rosa, il Breithorn occidentale o la Capanna Margherita</h3>
<p>Dove andare dunque? Il Gran Paradiso è una delle mete possibili: supera i 4000 di pochi metri, si sale in due giorni con pernottamento in rifugio e presenta difficoltà tecniche contenute. Altre vette gettonate sono quelle del Gruppo del Monte Rosa, che permettono di portarsi in quota con l’utilizzo degli impianti di risalita: il Breithorn Occidentale (4165 metri), la Punta Giordani (4046 metri), il Castore (4.228 metri), la Piramide Vincent (4.215 metri) o la Capanna Margherita (4.554 metri) alla punta Gnifetti, per esempio. Per chi avesse già esperienza, fiato e gambe, le Guide alpine propongono anche un giro di più giorni nella zona, noto come lo “Spaghetti tour”: uno spettacolare viaggio alpinistico glaciale che ogni giorno tocca la vetta di un 4000 con pernottamento in quattro rifugi italiani del versante italiano del Monte Rosa.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/tutti-i-parchi-nazionali-in-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Tutti i parchi nazionali d&#8217;Italia</a></strong></p>
<h3>Altri 4000 da scalare la prima volta</h3>
<p>Naturalmente ci sono altri 4000 “papabili” per chi è alle prime armi: per esempio il Bishorn (4.153 metri) o l’Alphubel (4206 metri) nel Cantone Vallese.</p>
<p>Anche se le difficoltà possono essere modeste, imparare da una Guida alpina ad affrontarle è sempre consigliabile, anche perché la presenza del professionista permette di godere fino in fondo queste prime avventure in alta quota. Inoltre cime di 4000 metri implicano quasi sempre la percorrenza di ghiacciai, e quindi la necessità di essere legati in cordata, attenti e ben preparati all’eventualità di cadute in crepacci o su ripidi pendii nevosi, causa di molti incidenti che d’estate si verificano sull’Arco alpino.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/cosa-serve-per-fare-una-via-ferrata/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Cosa serve per fare una via ferrata</a></strong></p>
<h4>Quanto costa una Guida alpina per scalare un 4000</h4>
<p>Le cifre variano in base alla meta e al numero di partecipanti, ma facendo una media per due persone si aggirano intorno ai 300 euro a testa, e in caso di 3 o 4 persone intorno a 100 o 180 euro a testa.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/10-cose-indispensabili-da-portare-con-se-in-un-rifugio-di-montagna/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">10 cose indispensabili da portare con sé in un rifugio di montagna</a></strong></p>
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		<title>Cosa serve per andare su un ghiacciaio</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/cosa-serve-per-andare-su-un-ghiacciaio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Sport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 08:22:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[attrezzatura]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciaio]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[Il caso più eclatante è quello del Monte Bianco, dove la nuova funivia Skyway ha[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Cosa-serve-per-andare-su-un-ghiacciaio.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Cosa serve per andare su un ghiacciaio" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Cosa-serve-per-andare-su-un-ghiacciaio.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Cosa-serve-per-andare-su-un-ghiacciaio-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Cosa-serve-per-andare-su-un-ghiacciaio-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Il caso più eclatante è quello del Monte Bianco, dove la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/tutte-le-funivie-da-record-del-mondo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">nuova funivia Skyway</a> ha aperto la via alle alte quote anche a gitanti, turisti e famiglie in vacanza che in pochi minuti, e semplicemente pagando un biglietto di andata e ritorno, possono andare su un ghiacciaio senza fatica. Il problema è che in molti, nonostante i numerosi cartelli e avvisi, lo fanno <strong>senza la dovuta attrezzatura né esperienza o consapevolezza dei pericoli</strong>, e poi dalla terrazza panoramica si spingono sulla neve per un selfie talvolta anche in infradito e bermuda e senza sapere esattamente <strong>cosa serve davvero per andare su un ghiacciaio</strong>.</p>
<h2>I pericoli dell&#8217;andare su un ghiacciaio</h2>
<p>A occhi inesperti un ghiacciaio può sembrare un ambiente apparentemente poco rischioso: poche pendenze o moderate e una superficie che, con o senza neve, sembra uniforme. E infatti <strong>il pericolo non è tanto quello di scivolare, ma quello di precipitare in un crepaccio</strong>: i crepacci sono invisibili a occhio inesperto, la loro presenza è sconosciuta o incerta e, senza la necessaria attrezzatura e organizzazione nonché la presenza di una guida alpina certificata, può essere fatale.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-84883" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/08/trekking-299000_1920.jpg" alt="Cosa serve per andare su un ghiacciaio" width="1920" height="1285" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/08/trekking-299000_1920.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/08/trekking-299000_1920-300x201.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/08/trekking-299000_1920-1024x685.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/08/trekking-299000_1920-768x514.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/08/trekking-299000_1920-1536x1028.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per questo, <strong>per andare su un ghiacciaio, serve la presenza di una guida alpina</strong> che sappia valutare le condizioni ambientali e organizzare la conseguente sicurezza.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/prima-volta-su-una-via-ferrata-le-cose-importanti-da-sapere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Prima volta su una vita ferrata: le cose importanti da sapere</a></strong></p>
<h3>Cosa serve per andare su un ghiacciaio</h3>
<p>La prima cosa che serve per andare su un ghiacciaio è una corda: <strong>sul ghiacciaio si procede infatti di conserva</strong>, ovvero con una progressione simultanea della guida e dei clienti: sarà la guida a decidere se la corda deve essere corta, tendenzialmente su un ghiacciaio non ricoperto di neve, o lunga, nel caso invece di ghiacciai ricoperti di neve e sui quali i crepacci sfuggono alla vista anche delle guide più esperte (ma attenzione che all&#8217;aumentare dei componenti della cordata le distanze tra gli stessi si possono ridurre).</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-41974" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Ramponi-Ghiaccio-Salewa.jpg" alt="Ramponi Ghiaccio Salewa" width="1024" height="1024" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Ramponi-Ghiaccio-Salewa.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Ramponi-Ghiaccio-Salewa-150x150.jpg 150w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Ramponi-Ghiaccio-Salewa-300x300.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Ramponi-Ghiaccio-Salewa-768x768.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ramponi da ghiaccio Salewa, taglia unica che si adatta in lunghezza. <a href="https://www.amazon.it/SALEWA-00-0000000814-Alpinist-Ramponi-Multicolore/dp/B00ET40HZG/ref=sr_1_3?ie=UTF8&amp;qid=1500618770&amp;sr=8-3&amp;keywords=ramponi+da+ghiaccio&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Costano 75 euro</a>.</em></p>
<p>Per camminare su un ghiacciaio servono assolutamente <strong>i ramponi, quelli veri da alpinismo, e l&#8217;imbragatura</strong>, regolata correttamente, per legarsi in cordata. Indispensabile sarebbe anche la picozza, in mano e non agganciata allo zaino, ma è inutilmente pericoloso impugnarla senza conoscere la tecnica per fermarsi in caso di caduta o scivolamento: meglio chiedere alla guida alpina se e come usarla.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/arrampicata-per-principianti-la-guida-al-climbing-dalla-a-alla-z-per-chi-vuole-cominciare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Arrampicata per principianti: la guida al climbing dalla A alla Z</a></strong></p>
<p>La guida alpina all&#8217;imbrago avrà agganciati anche moschettoni di sicurezza, carrucola, bloccantino, chiodo da ghiaccio e altri dispositivi di sicurezza estremamente tecnici.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-41975" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Imbragatura-Via-Ferrata.jpg" alt="Imbragatura via ferrata" width="1291" height="1500" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Imbragatura-Via-Ferrata.jpg 1291w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Imbragatura-Via-Ferrata-258x300.jpg 258w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Imbragatura-Via-Ferrata-768x892.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Imbragatura-Via-Ferrata-881x1024.jpg 881w" sizes="(max-width: 1291px) 100vw, 1291px" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Imbragatura per via ferrata Climbing Technology. <a href="https://www.amazon.it/Climbing-Technology-Explorer-Imbracatura-Arancione/dp/B00DBVHK1C/ref=sr_1_2?s=sports&amp;ie=UTF8&amp;qid=1500619011&amp;sr=1-2&amp;keywords=imbragatura+di+sicurezza&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Costa a partire da 30 euro</a>.</em></p>
<h3>Come vestirsi per andare su un ghiacciaio</h3>
<p>Il cliente escursionista o alpinista deve invece sicuramente calzare scarponi da alta montagna ramponabili (o almeno da trekking vero), dei <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/quali-pantaloni-da-trekking-usare-per-andare-in-montagna/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">pantaloni escursionistici lunghi</a> e almeno impermeabili (per esempio con membrane come Gore-Tex, Polartec o OutDry) e abbigliamento a strati per la parte superiore del corpo (un <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/i-migliori-base-layer-per-linverno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">baselayer</a> o una maglia tecnica traspirante a contatto con la pelle, un pile o <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/le-migliori-giacche-per-andare-sulla-neve-in-inverno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">giacca che tiene caldo</a> da usare come secondo strato e infine un <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/6-giacche-a-guscio-per-restare-allasciutto/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">guscio impermeabile e antivento</a> da tenere eventualmente nello zaino e indossare al bisogno).</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/come-vestirsi-per-andare-in-montagna-destate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come vestirsi per andare in montagna d&#8217;estate</a></strong></p>
<p>Indispensabili anche guanti (non quelli troppo rigidi da sci che potrebbero impedire di afferrare saldamente la corda: devono tener caldo, essere impermeabili e lasciar muovere le dita e chiudere la mano), sicuramente <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/5-occhiali-da-sole-per-lo-sport-da-provare-questa-estate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">occhiali da sole con protezione dai raggi UV</a>, possibilmente un cappellino di lana o materiale tecnico per proteggere la testa dal freddo (per esempio se ci si deve fermare e si è sudati e il meteo diventa repentinamente brutto), della crema solare per proteggere la pelle e un caschetto da montagna.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-41978" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Scarpa-Triolet.jpg" alt="Scarpa Triolet Scarpone Trekking" width="1452" height="1500" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Scarpa-Triolet.jpg 1452w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Scarpa-Triolet-290x300.jpg 290w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Scarpa-Triolet-768x793.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/Scarpa-Triolet-991x1024.jpg 991w" sizes="(max-width: 1452px) 100vw, 1452px" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il Triolet di Scarpa è il classico scarpone da alta montagna, ramponabile e con membrana Gore-Tex. <a href="https://www.amazon.it/Scarpa-Triolet-Pro-Women-kiwi/dp/B00QVPLPT8/ref=lp_2920252031_1_10?srs=2920252031&amp;ie=UTF8&amp;qid=1500619945&amp;sr=8-10&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Costa 286 euro</a>.</em></p>
<h3>Cosa mettere nello zaino quando si va su un ghiacciaio</h3>
<p>Nello zaino, anche questo da portare, ci deve stare dell&#8217;acqua da bere (in quota è ancora più importante idratarsi regolarmente e correttamente) e magari qualcosa da mangiare nel caso di calo di energie (la classica barretta di cioccolato o energetica, o della <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/la-merenda-ideale-per-chi-pratica-sport-la-frutta-secca-e-in-guscio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">frutta in guscio o disidratata</a>). Se poi si dispone di un orologio con Gps e altre funzioni escursionistiche o alpinistiche avanzate meglio attivarlo: il rischio di perdersi a causa di nebbia o maltempo non è così peregrino.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-41976" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/zaino_ferrino_fitzroy_22l.jpg" alt="zaino ferrino fitzroy 22 litri" width="600" height="898" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/zaino_ferrino_fitzroy_22l.jpg 600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/07/zaino_ferrino_fitzroy_22l-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Zaino Ferrino Fitzroy 22 litri da escursionismo in montagna. <a href="https://www.amazon.it/Ferrino-75580CCC-Zaino-Montagna-Multicolore/dp/B00PW21R0S/ref=sr_1_24?s=sports&amp;ie=UTF8&amp;qid=1500619235&amp;sr=1-24&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Costa 67 euro</a>.</em></p>
<p><em>Credits: <a href="https://pixabay.com/en/high-altitude-mountain-tour-glacier-1578127/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Pixabay</a></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>I consigli base per fare scialpinismo su un ghiacciaio in primavera</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/legati-su-ghiacciaio-consigli-pratici-per-gli-scialpinisti-di-primavera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Sport]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 05:44:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport Invernali]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciaio]]></category>
		<category><![CDATA[scialpinismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Le condizioni dell’alta quota e dei ghiacciai, terreni abitualmente scelti dagli scialpinisti per le escursioni[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1282" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/alessio-soggetti-iicifa9Li-4-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Legati su ghiacciaio: consigli pratici per gli scialpinisti di primavera" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/alessio-soggetti-iicifa9Li-4-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/alessio-soggetti-iicifa9Li-4-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/alessio-soggetti-iicifa9Li-4-unsplash-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/alessio-soggetti-iicifa9Li-4-unsplash-768x513.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/alessio-soggetti-iicifa9Li-4-unsplash-1536x1026.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Le condizioni dell’alta quota e dei ghiacciai, terreni abitualmente scelti dagli scialpinisti per le escursioni primaverili, sono da valutare con attenzione dopo un inverno molto mite e avaro di precipitazioni, e sono da affrontare con la giusta attrezzatura.</p>
<h2>Legati su ghiacciaio: consigli pratici per gli scialpinisti</h2>
<p>Daniele Fiorelli, Istruttore delle Guide alpine italiane, spiega in questa intervista quali corde preferire e quali atteggiamenti tenere per evitare imprudenze.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-605703" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/Legati-su-ghiacciaio.jpeg" alt="Legati su ghiacciaio: consigli pratici per gli scialpinisti di primavera" width="1920" height="2560" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/Legati-su-ghiacciaio.jpeg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/Legati-su-ghiacciaio-225x300.jpeg 225w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/Legati-su-ghiacciaio-768x1024.jpeg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/Legati-su-ghiacciaio-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/04/Legati-su-ghiacciaio-1536x2048.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Scialpinismo su ghiacciaio: per prima cosa, è bene procedere sempre legati?</strong></p>
<p>La stragrande maggioranza delle volte che ci muoviamo su ghiacciaio non procediamo legati. Ci leghiamo quando abbiamo necessità di tenere il gruppo unito, oppure in condizioni di scarsa visibilità o quando ci troviamo su terreno pericoloso, situazione, quest’ultima, che in questa stagione con poca neve si verifica più spesso che negli anni passati.</p>
<p><strong>Qual è l’attrezzatura necessaria?</strong></p>
<p>La prima cosa importante da ricordare a chi fa scialpinismo è che quando ci troviamo su ghiacciaio è necessario indossare fin da subito l’imbragatura e avere la longe collegata alla parte alta, o dell’indumento, o meglio ancora dello zaino. Oltre a questi, alla corda e al casco, è indispensabile avere a portata di mano la dotazione classica per l’autosoccorso su ghiacciaio, ovvero: un freno, che potrebbe essere la classica piastrina o il secchiello, la carrucola bloccante e qualche cordino. Non serve il corpo morto, perché lo si può costruire con gli sci all’occorrenza, cioè nel caso in cui qualcuno cada in un crepaccio. Diamo per scontato che chi si muove su neve abbia con sé e sappia utilizzare anche il kit artva, sonda, pala.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Parliamo di corde: quali è meglio usare?</strong></p>
<p>Sicuramente da consigliare è l’utilizzo di una corda singola, anche di diametri abbastanza sottili, fino all’8.5 mm, e di lunghezza almeno 50 metri. Se le condizioni del ghiacciaio sono particolarmente favorevoli, possiamo pensare di usare anche una mezza corda, sempre della lunghezza di 50 metri, però con diametri di almeno 8.1 o 8.2 mm. Con una corda più sottile, infatti, diventano difficili tutte le manovre di un eventuale recupero, senza contare che la situazione può farsi anche più critica, nel caso in cui la corda incontri il ghiaccio sul bordo del crepaccio.</p>
<p><strong>Che pericoli corriamo in una stagione secca come questa?</strong></p>
<p>Il pericolo principale sono i crepacci. Le condizioni che ci sono oggi non sono quelle di qualche anno fa: non c’è neve, non c’è la consueta copertura sui ghiacciai. Questo per un verso significa che i crepacci sono molto più visibili anche a distanza, ma per l’altro al tempo stesso diventa molto più critico passarci sopra.<br />
Se la cordata si muove su una zona molto crepacciata, magari anche in condizioni critiche di visibilità, con bufera o vento, la scelta della corretta distanza di legatura fra i componenti è molto importante, questo nell’ipotesi di strappi dovuti alla caduta di un componente del gruppo in un crepaccio. La caduta, infatti, provoca un carico improvviso sulla corda.</p>
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<p><strong>Quali precauzioni adottare?</strong></p>
<p>Sicuramente da consigliare una progressione anche a distanze importanti, anche se questa comporta una gestione più complessa. Fondamentale è proteggere sempre i componenti col nodo a palla alla classica distanza dei 3 metri e, quando ci si rende conto che la situazione è critica, proseguire sempre con la corda in tensione. Poi, in funzione alle capacità dei vari componenti, decidere se tenere tutta la riserva di corda (l’avanzo di corda che usualmente è stoccata nello zaino o gestita a tracolla) sul componente che ha più esperienza o se dividere la riserva di corda sui due componenti legati ai due capi della corda stessa. Di sicuro la cordata composta da due persone è quella più critica da gestire: più il gruppo è grande, più riusciamo a sopperire all’eventuale caduta di uno dei componenti. Quello che bisogna evitare è di cadere nel crepaccio in due, cosa che può succedere se non ci si rende conto di dove si è, magari per la nebbia, e quindi anziché prendere i crepacci perpendicolarmente li si approccia lateralmente o addirittura si cammina proprio sopra in senso longitudinale.</p>
<p><strong>Una raccomandazione in più, viste le condizioni attuali?</strong></p>
<p>Se le condizioni del ghiacciaio sono critiche (scarsa o ridotta copertura nevosa), muoversi con scarsa visibilità è molto pericoloso: o hai una grande esperienza e conosci molto bene il territorio, perché ci sei stato molto recentemente, oppure è sconsigliato affidarsi ciecamente alle tracce gps. Questo perché le tracce gps fatte tempo prima non sono più attendibili e quindi possono diventare una trappola. In condizioni di scarsa visibilità o meteo avverso, un incidente in crepaccio, anche senza conseguenze di ferite serie, può comportare gravi complicazioni. Pensiamo, per esempio, se nella caduta si perdono gli sci: tornare al sicuro al rifugio diventa lunghissimo, possono subentrare stanchezza, disorientamento, freddo, in breve ci si può trovare in una situazione di massima emergenza. In quelle condizioni, inoltre, l’elisoccorso non è detto che possa intervenire nell’immediato. Dobbiamo considerare poi che lo scialpinismo primaverile, come quello di una classica come la Chamonix- Zermatt, implica stare sempre intorno ai 3000 metri di quota. A meno che non si sia stati sullo stesso ghiacciaio il giorno prima, in condizioni di scarsa visibilità è meglio evitare di muoversi.</p>
<p>Per un approfondimento su ponti di neve e crepacci si veda anche l&#8217;articolo <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/progressione-su-ghiacciaio-e-cambiamenti-climatici-quali-incognite-e-quali-precauzioni-adottare/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Progressione su ghiacciaio: quali incognite e quali precauzioni adottare</a>.</p>
<p>Photo by <a href="https://unsplash.com/@asoggetti?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Alessio Soggetti</a> on <a href="https://unsplash.com/photos/iicifa9Li-4?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Unsplash</a></p>
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		<title>I ghiacciai cambiano, ecco quali sono le precauzioni da adottare se fai un &#8216;uscita sul ghiaccio</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/progressione-su-ghiacciaio-e-cambiamenti-climatici-quali-incognite-e-quali-precauzioni-adottare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Sport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 07:11:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport Invernali]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciaio]]></category>
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					<description><![CDATA[Scarso innevamento, labirinti di crepacci e ponti di neve instabili. A causa del cambiamento climatico,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1282" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/alessio-soggetti-iicifa9Li-4-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Progressione su ghiacciaio e cambiamenti climatici" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/alessio-soggetti-iicifa9Li-4-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/alessio-soggetti-iicifa9Li-4-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/alessio-soggetti-iicifa9Li-4-unsplash-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/alessio-soggetti-iicifa9Li-4-unsplash-768x513.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/alessio-soggetti-iicifa9Li-4-unsplash-1536x1026.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Scarso innevamento, labirinti di crepacci e ponti di neve instabili. A causa del <strong>cambiamento climatico</strong>, la <strong>progressione su ghiacciaio</strong> nasconde insidie sempre maggiori, sia durante la stagione invernale che primaverile, fino a pochi anni fa periodo ideale per lo scialpinismo in alta quota. Diventa fondamentale, in questo contesto, informarsi e rivolgersi ai professionisti come le Guide Alpine per conoscere e gestire nel modo corretto il rischio che l’ambiente presenta.</p>
<h2>Progressione su ghiacciaio: quali incognite e quali precauzioni adottare?</h2>
<p>Le statistiche sulla scarsità di precipitazioni e le immagini delle Alpi con poca neve rendono evidenti a tutti gli effetti del cambiamento climatico sulle montagne, dove le stagioni sono profondamente diverse da quelle a cui eravamo abituati fino a pochi anni fa e l’ambiente sembra presentare condizioni e rischi del tutto nuovi: itinerari impraticabili, crolli più frequenti, modifica dei tracciati abituali.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-600689" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Ponte-di-neve-con-depressione.jpg" alt="Progressione su ghiacciaio e cambiamenti climatici" width="655" height="700" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Ponte-di-neve-con-depressione.jpg 655w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Ponte-di-neve-con-depressione-281x300.jpg 281w" sizes="(max-width: 655px) 100vw, 655px" /></p>
<h3>Come osservare, valutare e preparare un’uscita su ghiacciaio</h3>
<p>I professionisti come le Guide Alpine, che vivono ogni giorno l’eccezionalità di queste condizioni e seguono una formazione professionale specializzata, hanno imparato a interpretare le nuove condizioni ambientali. Mario Ravello, Guida Alpina della Valle d’Aosta e geologo, in questa intervista ci aiuta a comprendere meglio come osservare, valutare e preparare un’uscita su ghiacciaio.</p>
<p><strong>Come sono le attuali condizioni dei ghiacciai?</strong></p>
<p>La situazione è molto critica, non solo ora che ci avviciniamo alla primavera, ma già dai mesi invernali. I crepacci non sono stati riempiti dalla neve che dovrebbe cadere l’inverno. Sciando sulla Vallée Blanche, ad esempio, ho incontrato zone dove è difficile muoversi e bisogna affrontare dei passaggi obbligati senza perdere il controllo degli sci; dove prima si sciava tranquilli, perché la neve rendeva il pendio uniforme, ora ti ritrovi in un labirinto di crepacci.</p>
<p><strong>La carenza di neve rende problematica la scelta della traccia?</strong></p>
<p>Diciamo che bisogna valutare nuove condizioni e fare molta attenzione. Solitamente d’inverno i crepacci sono ricoperti da ponti abbastanza solidi, invece ora c’è un dedalo di buchi dove è necessario saper interpretare correttamente il terreno per prevedere la presenza dei crepacci. In altri settori invece, dove il ghiacciaio è scomparso, si può procedere più tranquillamente.</p>
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<p><strong>Come è possibile valutare la tenuta dei ponti di neve?</strong></p>
<p>La formazione dei ponti è governata dall’azione del vento e della neve: si formano partendo dai bordi del crepaccio fino a chiuderlo completamente. Se nevica, a inizio stagione soprattutto, dopo un certo periodo si forma questa struttura abbastanza solida sopra la quale si riesce a passare. Generalmente, un ponte solido è omogeneo rispetto all’area circostante e non crea depressioni lungo il pendio. Se però nevica poco d’inverno i ponti sono sottili, più fragili, e spesso non reggono al passaggio dello sciatore.<br />
Le temperature possono dare un’altra indicazione efficace sulla tenuta dei ponti: se fa molto caldo la neve tende a fondere e quindi la sua resistenza diminuisce e si alza il rischio che il ponte crolli. Questo accadeva principalmente d’estate, ma ultimamente i ponti crollano frequentemente nella stagione primaverile a causa dell’innalzamento delle temperature.</p>
<p><strong>Abbondanti nevicate rendono quindi il ghiacciaio più sicuro?</strong></p>
<p>Se la neve è abbondante e continua ha un effetto positivo sul ghiacciaio, perché sigilla i crepacci dopo che si è assestata ed è stata lavorata dal vento. Le nevicate precoci invernali sono utili perché la neve ha tempo di assestarsi e consolidarsi. Quelle tardo-primaverili, purtroppo, non hanno effetto molto importante sulla tenuta e la vita del ghiacciaio, perché la neve si fonde al primo caldo.</p>
<p>I ghiacciai crescono se ci sono nevicate abbondanti d&#8217;inverno e non fa troppo caldo d&#8217;estate: ultimamente avviene il contrario. Negli ultimi 10 anni abbiamo avuto inverni scarsi di neve e un aumento dell’intensità dei venti: fattori estremamente negativi per l’alimentazione del ghiacciaio, ne accelerano l’estinzione. Per la Vallee Blanche, gli ultimi dati prevedono l’estinzione entro il 2100.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-600693" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Ghiacciaio-crepacciato.jpg" alt="Progressione su ghiacciaio e cambiamenti climatici" width="1030" height="760" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Ghiacciaio-crepacciato.jpg 1030w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Ghiacciaio-crepacciato-300x221.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Ghiacciaio-crepacciato-1024x756.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/03/Ghiacciaio-crepacciato-768x567.jpg 768w" sizes="(max-width: 1030px) 100vw, 1030px" /></p>
<p><strong>È possibile un’inversione di tendenza?</strong></p>
<p>Ci si deve attenere alle statistiche e le statistiche la vedono improbabile. Come Guida posso dire che, vivendo il territorio, le previsioni si rivelano quasi sempre abbastanza realistiche: vent’anni fa si faceva fatica a credere al ritiro di alcuni ghiacciai molto grandi, invece le previsioni si sono avverate. Credo sia difficile che questo processo possa essere rapidamente invertito, ci vorrebbero inverni ed estati freddi e ricchi di precipitazioni, tenendo presente che ci vogliono almeno 10-15 anni di condizioni così per formare il ghiaccio.</p>
<p><strong>Come affrontare la progressione su ghiacciaio in queste condizioni?</strong></p>
<p>Bisogna conoscere la dinamica dei ghiacciai, in particolare qual è il loro comportamento in risposta alle variazioni di inclinazione del substrato su cui scorrono: quando il cambio di pendenza aumenta bruscamente, sul ghiacciaio si formano i crepacci, vere e proprie linee di rottura all’interno della massa glaciale; quindi, anche quando il ghiacciaio è ricoperto dalla neve è possibile immaginare dove i crepacci possono nascondersi.</p>
<p>Di conseguenza la cordata, avvicinandosi a un cambiamento di pendenza significativo, assumerà un comportamento adeguato adottando quelle strategie che portano alla riduzione del rischio (in particolare realizzando una traccia il più possibile perpendicolare all’orientamento dei crepacci).</p>
<p><strong>Che sistemi si possono adottare per affrontare questo ambiente con maggior consapevolezza?</strong></p>
<p>Un suggerimento pratico, ad esempio, è valutare l’orientamento dei crepacci guardando una foto aerea su Google Earth. Se la foto è estiva, vedi che direzione prendono e d’inverno ti muoverai di conseguenza. Ci sono però molte altre considerazioni da fare e quindi è sempre consigliabile rivolgersi ai professionisti come le Guide Alpine. Molte informazioni e valutazioni sulla dinamica glaciale, che la maggior parte delle persone non conoscono, possono essere facilmente trasmesse in un corso fatto da una Guida Alpina, dopo il quale risulta più facile fare considerazioni corrette sulle condizioni del ghiacciaio. La prima cosa è andarci con consapevolezza, sapendo di essere su un terreno con pericoli non evidenti, una sorta di “trappola” che è meglio non affrontare se non si è preparati. Rinunciare è meglio che andare alla cieca, sperando che basti legarsi a una corda, che invece non è mai sinonimo di sicurezza.<br />
<em>Photo by <a href="https://unsplash.com/@asoggetti?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Alessio Soggetti</a> on <a href="https://unsplash.com/photos/iicifa9Li-4?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Unsplash</a> / CAI</em></p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/cosa-serve-per-andare-su-un-ghiacciaio/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Cosa serve per andare su un ghiacciaio</a></p>
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		<title>Safety Academy Lab Ice: l&#8217;accademia online di Ortovox per la sicurezza sui ghiacciai</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/safety-academy-lab-ice-laccademia-online-di-ortovox-per-la-sicurezza-sui-ghiacciai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 07:13:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciaio]]></category>
		<category><![CDATA[ortovox]]></category>
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					<description><![CDATA[Safety Academy Lab Ice è l&#8217;accademia online di Ortovox per la sicurezza sui ghiacciai, uno[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/05/Safety-Academy-Lab-Ice-Ortovox.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Safety Academy Lab Ice Ortovox" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/05/Safety-Academy-Lab-Ice-Ortovox.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/05/Safety-Academy-Lab-Ice-Ortovox-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Safety Academy Lab Ice è l&#8217;<strong>accademia online di Ortovox per la sicurezza sui ghiacciai</strong>, uno dei progetti lanciati dal brand tedesco per rispondere alla fase di lockdown e fornire agli appassionati di alta montagna nuovi strumenti e conoscenze per quando, finalmente, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/coronavirus-fase-2-ma-si-puo-andare-in-montagna-o-no/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">si potrà tornare a frequentare le alte quote</a>. Se si vuole salire in quota è infatti necessaria una solida conoscenza e tanta pratica. Il Safety Academy Lab Ice offre contenuti completi sull’attrezzatura per alpinismo, su nodi, tecniche di progressione e manovre di sicurezza e soccorso, tutti realizzati in modo interattivo e multimediale. Il Safety Academy Lab Ice è stato sviluppato in collaborazione con l’Associazione delle guide alpine e di sci tedesche (VDBS).</p>
<h2>Safety Academy Lab Ice: in cima ai ghiacciai in formato digitale, con la piattaforma di formazione di Ortovox</h2>
<p>È una delle discipline sportive di montagna più impegnative, ma anche una delle più affascinanti: potersi muovere tra i picchi di tremila e quattromila metri, circondati dal travolgente paesaggio alpino, esercita un forte richiamo. Tuttavia anche <strong>i requisiti per poter affrontare i terreni combinati sono molto alti</strong>. Per praticare l’alpinismo su neve e ghiaccio è essenziale un’ottima forma fisica e tanta forza muscolare, ma soprattutto bisogna disporre di conoscenze fondate ed avere alle spalle una <strong>pratica consolidata nella gestione dei terreni alpini, dell’attrezzatura e delle tecniche di assicurazione e di soccorso</strong>. In stretta collaborazione con l’Associazione delle guide alpine e degli istruttori di sci tedeschi (VDBS), con le sue numerose guide alpine certificate e con i suoi atleti professionisti, <strong>Ortovox presenta il Safety Academy Lab Ice</strong>. Si tratta di una piattaforma di formazione interattiva e multimediale, sviluppata all’interno della Safety Academy. I 18 video tutorial e i moduli di apprendimento completi presentano, suddivisi in tre capitoli, tutti gli aspetti della sicurezza nell’ambito dell’alpinismo su neve e ghiaccio in modo chiaro e dettagliato:</p>
<h3>Attrezzatura per alpinismo su neve e ghiaccio e nodi</h3>
<p>Un’uscita di alpinismo su terreni combinati, su firn, ghiaccio e roccia, richiede molta più preparazione, pianificazione e maggiori conoscenze di una classica uscita di trekking in alta montagna. Il primo capitolo del Lab Ice contiene un’introduzione chiara e ricca di informazioni sul materiale e sulle tecniche elementari per la realizzazione dei nodi. In aggiunta abbiamo raccolto interessanti consigli sia per principianti che per esperti.</p>
<h3>basi della cordata e tecnica di progressione</h3>
<p>Il secondo capitolo tratta del know-how essenziale richiesto per praticare l’alpinismo su neve e ghiaccio. In questo capitolo vengono approfonditi i seguenti argomenti: come si compone la cordata, l’utilizzo corretto dell’attrezzatura e l’apprendimento delle tecniche di assicurazione e di progressione. Come ci si assicura in cordata e quali distanze si devono mantenere? Come si progredisce in sicurezza sulla neve e sul ghiaccio?</p>
<h3>Tecniche di assicurazione e di soccorso</h3>
<p>Ogni alpinista deve essere in grado di costruire ancoraggi solidi a seconda dei terreni e delle condizioni. In questo senso il firn e il ghiaccio rappresentano un’ulteriore sfida. Il terzo capitolo ti spiega quando e come impiegare il corpo morto, la tecnica della seduta su neve, la vite da ghiaccio e l’Abalakov. Inoltre ti illustriamo nel dettaglio le tecniche di soccorso in crepaccio: autosoccorso, paranco con asola e autosoccorso della cordata.</p>
<h3>IL team di esperti del Safety Academy Lab Ice di Ortovox</h3>
<p>Tra i responsabili del Safety Academy Lab Ice spiccano soprattutto i nomi dei due esperti di sicurezza in montagna Chris Semmel e Walter Würtl. Chris Semmel è una guida alpina e sciistica certificata ed un esperto di incidenti in ambienti montani, durante l’arrampicata e da valanghe. Per 10 anni ha curato la ricerca sulla sicurezza dell’associazione alpina tedesca DAV. Inoltre è membro del corpo docenti per l’alpinismo e l’arrampicata sportiva della DAV e del team di formatori dell’Associazione tedesca delle guide alpine (VDBS).<br />
Anche Walter Würtl è una guida alpina e sciistica certificata ed un esperto di incidenti alpini e da valanghe. La formazione in scienze alpine lo ha portato a diventare il redattore della rivista tecnica specializzata bergundsteigen.</p>
<h3>Come è nata la Safety Academy Lab Ice</h3>
<p>Fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1980, l’azienda Ortovox si è dedicata alla protezione. Il concetto di protezione non si riferisce solo allo sviluppo di attrezzature d’emergenza innovative, ma riguarda soprattutto la trasmissione di conoscenze fondate per fornire il massimo grado di sicurezza durante le uscite di alpinismo.<br />
Attraverso la Safety Acade, Ortovox, insieme alle guide alpine professioniste e ai suoi esperti, diffonde proprio questo know-how. All’inizio l’iniziativa mirava prettamente a proporre corsi sulle valanghe. Oggi, invece, è diventata il sinonimo di una formazione completa sulla sicurezza in ambiente alpino, sia in estate che in inverno, sia in formato digitale che su carta stampata.</p>
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		<title>Courmayeur, ghiacciaio Planpincieux a rischio crollo</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/courmayeur-ghiacciaio-planpincieux-val-ferret-rischio-crollo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 07:29:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[courmayeur]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciaio]]></category>
		<category><![CDATA[val d'aosta]]></category>
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					<description><![CDATA[Sul Monte Bianco c’è una parte del ghiacciaio Planpincieux a rischio crollo. La Regione Valle[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/09/courmayeur-ghiacciaio-planpincieux-val-ferret-rischio-crollo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/09/courmayeur-ghiacciaio-planpincieux-val-ferret-rischio-crollo.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/09/courmayeur-ghiacciaio-planpincieux-val-ferret-rischio-crollo-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Sul Monte Bianco c’è <strong>una parte del ghiacciaio Planpincieux a rischio crollo</strong>. La Regione Valle d’Aosta e la Fondazione Montagna Sicura, infatti, hanno lanciato l’allarme dopo aver verificato l’accelerazione del movimento della porzione pericolante del ghiacciaio. Per ragioni di sicurezza sono state <strong>evacuate alcune zone</strong>, generalmente molto turistiche, della Val Ferret.</p>
<p><strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/dove-sciare/dove-costa-meno-sciare-in-valle-daosta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Dove costa meno sciare in Valle D’Aosta </a></strong></p>
<h2>Baite evacuate e strade chiuse</h2>
<p>Sul versante italiano del Monte Bianco c’è un’importante area del ghiacciaio Planpincieux che rischia di crollare da un momento all’altro. Secondo le ultime analisi, <strong>250mila metri cubi di ghiaccio</strong> si stanno muovendo a un ritmo di <strong>50-60 centimetri al giorno</strong>: un dato preoccupante che ha allarmato anche<strong> Stefano Miserocchi</strong>, sindaco di Courmayeur, il quale ha approvato <strong>l’evacuazione di alcune baite</strong> e <strong>la chiusura precauzionale</strong> della strada comunale per la Val Ferret e della strada interpoderale per Rochefort (molto gettonata tra i turisti). L’area interessata dall’eventuale crollo, però, non riguarda centri abitati o strutture turistiche.</p>
<p><strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE:<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/mtb/percorsi-bici-monte-bianco-giro-ditalia-courmayeur/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal"> I percorsi in bici sul Monte Bianco da fare con la mountain bike </a></strong></p>
<h2>Colpa dei cambiamenti climatici</h2>
<p>Il motivo di tutto ciò risiede nei cambiamenti climatici ornai fuori controllo e che stanno, anno dopo anno, <strong>minacciando sempre più ghiacciai</strong>: &#8220;Tali fenomeni testimoniano ancora una volta come la montagna sia in una fase di forte cambiamento dovuto ai fattori climatici, pertanto è particolarmente vulnerabile”, spiega il sindaco di Courmayeur, che ha poi rassicurato che i proprietari delle baite e delle attività nella zona potranno comunque percorrere le strade chiuse “con monitoraggio in tempo reale del mantenimento di ragionevoli condizioni di sicurezza&#8221;. Sono giorni senza dubbio difficili per Courmayeur e la Val Ferret, che spera di <strong>tornare presto alla normalità</strong> anche per un discorso legato al turismo. Va specificato, infine, che nella zona c’è un altro ghiacciaio sotto osservazione, ossia il Whymper, che poche settimane fa ha costretto il sindaco a chiudere alcuni sentieri sottostanti.</p>
<p><strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE:<a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/le-10-spa-di-montagna-piu-belle-e-suggestive-in-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal"> Le 10 Spa di montagna più belle d’Italia </a></strong></p>
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<p>Foto: Pixabay</p>
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		<title>Una notte in rifugio a 2850 metri. Da provare una volta nella vita</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/una-notte-in-rifugio-a-2850-metri-da-provare-una-volta-nella-vita-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Corno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 12:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciaio]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>
		<category><![CDATA[rifugio]]></category>
		<category><![CDATA[Senales]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=26259</guid>

					<description><![CDATA[È un&#8217;esperienza a dir poco fantastica, alla portata di tutti, anche di coloro che vogliono[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[								
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/5.jpg" title="Rifugio Bellavista, Val Senales" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/5-100x75.jpg" alt="rifugio-bellavista-val-senales" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/4.jpg" title="Rifugio Bellavista, Val Senales" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/4-100x75.jpg" alt="rifugio-bellavista-val-senales" />
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								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" />
<p>È un&#8217;esperienza a dir poco fantastica, alla portata di tutti, anche di coloro che vogliono solo provare emozioni forti (e particolari) pur non essendo dei grandi sportivoni. E se poi vi va di <strong>dormire in un rifugio in alta quota, in mezzo ad un ghiacciaio</strong> (o quasi) in pieno inverno, tutto è ancora più intenso e, per certi versi, estremo. Noi siamo andati al <strong><a href="http://www.goldenerose.it/it/rifugio-bellavista" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Rifugio Bellavista, a 2850 metri di altitudine, in Alta Val Senales</a></strong>. Ecco la &#8220;cronaca vera&#8221; di una serata diversa dal solito.</p>
<p><em>Credit Senales Turismo &amp; Meranerland</em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Enrico Maria Corno' src='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/enrico-maria-corno/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Enrico Maria Corno</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Enrico Maria Corno, giornalista per Corriere della Sera e Vanity Fair, vent’anni alla Rivista Sci e responsabile della passata edizione italiana del magazine americano Outside, collabora anche con enti di promozione turistica, federazioni e agenzie per l’organizzazione di eventi a tema outdoor, sport e sostenibilità. È con SportOutdoor24 fin dall&#8217;inizio.</p>
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