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	<title>india Archives - SportOutdoor24</title>
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	<description>Per spiriti liberi</description>
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	<title>india Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>In bicicletta dall’India alla Svezia per amore</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/in-bicicletta-dallindia-alla-svezia-per-amore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Ballerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2017 08:16:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[Hippie Trail]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[svezia]]></category>
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					<description><![CDATA[La bicicletta è parte della nostra vita. Significa libertà, avventura, natura, sport, passione, viaggio. In[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/bici_1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="bici_1" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/bici_1.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/bici_1-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/bici_1-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>La bicicletta è parte della nostra vita. Significa libertà, avventura, natura, sport, passione, viaggio. In questo caso è la protagonista di una bella storia d’amore, che forse non rientra nei canoni del vivere ‘outdoor’ che solitamente raccontiamo, ma che ugualmente raccoglie in se’ tutti i significati che poco sopra abbiamo elencato. Un uomo innamorato incontra la donna della sua vita, ma, dopo un breve periodo insieme, tra loro si frappongono oltre 7000 km che lui percorre in bici per poterla riabbracciare. E’ la storia di Pradyumna Kumar Mahanandia, indiano, e Charlotte Von Schedvin, svedese. Una storia iniziata nel 1975 a Nuova Delhi.</p>
<p><strong>&gt;Leggi anche <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/il-giro-del-mondo-in-bicicletta-e-in-80-giorni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Il giro del mondo in bicicletta e in 80 giorni!</a></strong></p>
<h3>Incontro magico</h3>
<p>PK Mahanandia è un artista di strada, per 10 rupie fa il ritratto ai tanti turisti che passano in un centro commerciale a Nuova Delhi. Charlotte, ragazza svedese che sta visitando l’India, nota il ragazzo e decide di farsi fare il ritratto. PK però si blocca e non riesce a disegnare, fissa quella ragazza e pensa a ciò che sua madre gli ha detto quando era ancora piccolo: “Un giorno sposerai una donna del segno zodiacale del Toro, che viene da una terra lontana, è una musicista e possiede una casa con un grande bosco”. Il ragazzo sente che Charlotte è quella donna e dopo aver saputo che è del segno del Toro, è una musicista e in Svezia ha una casa con un grande parco, non ha dubbi: lei sarà sua moglie.</p>
<p>Anche Charlotte è attratta da quello strampalato artista indiano e nelle settimane successive si frequentano sempre di più fino a sposarsi, secondo il rito indiano, nella città natale di PK. La ragazza deve fare ritorno in Svezia e vuole lasciare al suo compagno dei soldi per poter acquistare un biglietto per raggiungerla a Goteborg, ma l’indiano per orgoglio rifiuta. Dopo un anno la situazione economica di PK non era affatto migliorata, ma non intendeva rinunciare alla donna della sua vita.</p>
<p><strong>&gt;Leggi anche <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/kazimierz-nowak-il-polacco-che-negli-anni-trenta-attraverso-lafrica-in-bicicletta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Kazimierz Nowak, il polacco che negli anni Trenta attraversò l&#8217;Africa in bicicletta</a></strong></p>
<figure id="attachment_42162" aria-describedby="caption-attachment-42162" style="width: 670px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="wp-image-42162 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Hippie_trail.jpg" alt="Hippie_trail" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Hippie_trail.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/09/Hippie_trail-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><figcaption id="caption-attachment-42162" class="wp-caption-text">Hippie Trail</figcaption></figure>
<h3>In viaggio lungo l’Hippie Trail. 7000 km e oltre 4 mesi sui pedali</h3>
<p>La decisione era presa, doveva andare in Svezia da Charlotte. Vendute tutte le sue cose e comprata una bicicletta per 60 rupie, iniziò il suo lungo viaggio a pedali lungo l’Hippie Trail, mitico percorso che i giovani negli anni 60 e 70 facevano, specie in moto, per raggiungere l’India dall’Europa. Il 22 gennaio 1977 PK parte da Nuova Delhi e attraversando Pakistan, Afghanistan, Iran, Turchia, Bulgaria, Jugoslavia, Germania, Austria e Danimarca, dopo oltre 7000 chilometri e 4 mesi e tre settimane di durissimo viaggio, giunse a destinazione.</p>
<p><strong>&gt;Leggi anche <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/mtb/matteo-gatto-tibet-nepal-mountain-bike/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Dal Tibet al Nepal in mountain bike</a></strong></p>
<h3>L’arte come passaporto universale</h3>
<p>“L’arte è stata la mia salvezza. – ha raccontato molto tempo dopo Mahanandia – Lungo il viaggio ho fatto ritratti alle persone e qualcuna di loro mi pagava, altri mi ospitavano e mi davano da mangiare. Incontravo gente la cui lingua mi era sconosciuta, ma il disegno diventava uno strumento universale di comunicazione”. Riabbracciò la sua Charlotte e superati i primi ostacoli della lingua e della diversa cultura, così come anche un’iniziale opposizione della ricca famiglia della moglie, la coppia si sposò anche in Svezia e la nuova vità di Pradyumna Kumar Mahanandia ha avuto inizio.</p>
<p><strong>&gt;Leggi anche <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/le-piu-belle-strade-da-percorrere-in-bici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Le più belle strade da percorrere in bici</a></strong></p>
<h3>Una bicicletta davvero speciale</h3>
<p>Oggi PK Mahanandia è uno stimato professore d’arte e le sue opere sono esposte in diverse gallerie d’Europa, mentre la moglie ha scelto la carriera di musicista. Hanno avuto due figli e da allora non si sono più separati, così come entrambi non si sono mai separati da quella bicicletta, oggi vecchia e un po’ arrugginita, ma che è stata fondamentale nella loro bellissima storia d’amore.</p>
<p><strong>&gt;Leggi anche <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/andare-in-bici-fa-bene-allamore/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Andare in bici fa bene all&#8217;amore</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Photo credits: pinterest.com; allindiaroundup.com; wikipedia<br />
</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trasformare terre abbandonate in un paradiso della natura: la bella storia di una coppia e di un sogno durato 25 anni</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/trasformare-terre-abbandonate-in-un-paradiso-della-natura-la-bella-storia-di-una-coppia-e-di-un-sogno-durato-25-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Apr 2017 06:26:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[parchi naturali]]></category>
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					<description><![CDATA[Li hanno presi tutti per folli, ma è la lucida follia che spesso cambia il[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/04/india-santuario-natura-animali.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="india-santuario-natura-animali" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/04/india-santuario-natura-animali.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/04/india-santuario-natura-animali-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/04/india-santuario-natura-animali-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Li hanno presi tutti per folli, ma è la lucida follia che spesso cambia il mondo. <strong>Pamela Gale e Anil Malhotra</strong>, moglie e marito, hanno dato vita a un grande santuario naturalistico in India, ricostruendo dal nulla una foresta pluviale e ripopolandola di animali.</p>
<h3>Un santuario dal nulla</h3>
<p>I due coniugi che vivono nello stato del Karnataka, nell&#8217;India occidentale, hanno acquistato terreni abbandonati o incolti (molte ex piantagioni di caffè o coltivazioni di riso). E in 25 anni, di lavoro, investimenti e tanto tanto tempo ed energie dedicate al progetto, <strong>hanno messo insieme 300 acri di terreno.</strong> Ora hanno dato vita al <a href="http://www.saisanctuary.com/index.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Sai Sanctuary</a>, un piccolo paradiso privato che hanno ripopolato di flora e fauna, quasi come un&#8217;Arca di Noè. Sai sta per Save Animals Initiative<strong>.</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" title="This Couple Nursed a Rainforest Back to Life" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/Lk9fpESv3Iw?start=170&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<h3>Pazienza e tenacia</h3>
<p>Una bella storia (raccontata da Pamela nel video qui sopra girato dalla CNN), un bell&#8217;esempio di come la tenacia e l&#8217;impegno possano contribuire a migliorare le sorti del pianeta. I Malhotra hanno ottenuto le terre a basso costo perché i proprietari <strong>volevano sbarazzarsene a tutti i cost</strong>i, così invece che lasciare le ex piantagioni al loro destino, hanno costruito uno spot per la biodiversità.</p>
<h3>Il premio</h3>
<p>Il processo è stato lungo e graduale. Estirpando arbusti per anni e piantando semi sono riusciti a far crescere, l&#8217;erba, che ha portato gli insetti, poi sono arrivati gli alberi (60 specie diverse), che sono diventati l&#8217;habitat di<strong> elefanti, tigri, leopardi, cervi, scimmie.</strong> La follia di Pamela e Anil è stata ripagata con un riconoscimento da parte del presidente della repubblica indiana, il Nari Shakti Puraskar (Women’s Power Award).</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/perche-stare-nella-natura-ci-fa-capire-meglio-le-emozioni/" data-wpel-link="internal">Perché stare nella natura ci fa capire meglio le emozioni</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Intervista a Matteo Della Bordella, il ragno in partenza per il Bhaghirathi IV</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/intervista-a-matteo-della-bordella-il-ragno-in-partenza-per-il-bhaghirathi-iv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Malnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2015 11:47:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[matteo della bordella]]></category>
		<category><![CDATA[spedizione]]></category>
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					<description><![CDATA[Se chiederete a Matteo Della Bordella come mai invece di prendere un elicottero ha preferito[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/Matteo-della-Bordella.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/Matteo-della-Bordella.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/Matteo-della-Bordella-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/Matteo-della-Bordella-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Se chiederete a<a href="https://instagram.com/matteodellabordella/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external"><strong> Matteo Della Bordella</strong></a> come mai invece di prendere un elicottero ha preferito pagaiare per 200 km tra gli iceberg della Groenlandia per raggiungere lo Shark Tooth, la parete di 900 m ancora vergine che ha scalato nell&#8217;agosto 2014, vi risponderà quasi stupito: “<em>Mah, è stata una scelta naturale</em>”. Questo <em>serial climber</em> trentunenne originario di Varese esponente dell’alpinismo <em>by fair means</em>, ovvero quello che risponde alle parole d’ordine “essenzialità, leggerezza e rispetto della montagna”, si appresta a compiere l&#8217;ennesima impresa titanica: conquistare gli 800 metri della <strong>parete ovest ancora inviolata del</strong> <strong>Bhaghirathi IV</strong> nel Garwhal indiano, una<em> big wall</em> verticale su un gigante di 6193 metri. Questa volta, insieme alla solita buona dose di adrenalina e avventura, ci sarà un nuovo ingrediente: l’alta quota.</p>
<p>Quest&#8217;avventura rappresenta un nuovo tassello da aggiungere al puzzle delle spedizioni sulle pareti più scoscese del mondo condotte da Matteo a partire dall&#8217;ingresso nei <strong><a href="http://ragnilecco.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Ragni di Lecco</a> </strong>nel 2006: Shark Tooth, <a title="I Ragni di Lecco in cima al Fitz Roy" href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/le-foto-dei-ragni-di-lecco-in-cima-al-fitz-roy/" data-wpel-link="internal">Fitz Roy</a>, <a title="Uli Biaho, il nuovo film dei Ragni" href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/uli-biaho-il-nuovo-film-dei-ragni-di-lecco-video-traile/" data-wpel-link="internal">Uli Biaho</a>,<a title="L’impresa dei Ragni in Patagonia" href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/patagonia-ragni-lecco-impresa-scalata-alpinismo-video/" data-wpel-link="internal"> Torre Egger</a> e tante altre. Tratto comune a tutte le ascese è la volontà di muoversi leggeri, agili, con un bagaglio essenziale e senza lasciare nulla sulla montagna.</p>
<p>Il 16 agosto un volo diretto a Nuova Delhi lo porterà in India insieme ai due giovani alpinisti <strong>Luca Schiera e Matteo De Zaiacomo </strong>e ad <strong>Arianna Colliard</strong>, fotografa e videomaker nonché compagna di Della Bordella. Abbiamo intervistato Matteo, fresco di<a href="http://www.montagna.tv/cms/75873/matteo-della-bordella-vince-il-grignetta-doro-2015" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external"> Grignetta d’Oro</a>, per farci raccontare la sua prossima ambiziosa spedizione.</p>
<figure id="attachment_31316" aria-describedby="caption-attachment-31316" style="width: 670px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/08/bhagharathi-IV.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-31316" alt="La parete ovest del Bhaghirathi IV. Credits: Ragni di Lecco" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/08/bhagharathi-IV.jpg" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/bhagharathi-IV.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/bhagharathi-IV-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a><figcaption id="caption-attachment-31316" class="wp-caption-text"><em>La parete ovest del Bhaghirathi IV. Credits: Ragni di Lecco</em></figcaption></figure>
<p><strong>Un tratto distintivo del tuo stile alpinistico è la leggerezza e l’essenzialità. Inoltre sei un fervente devoto del <em>trad climbing</em> (alpinismo solo con protezioni mobili). A cosa devi questa scelta?<br />
</strong>Per scalare le montagne ho scelto lo stile più naturale possibile. Mi piace pensare che come durante l’ascesa non trovo elementi “umani”, così in discesa è mia responsabilità far sì di non lasciarne. L’ambiente deve rimanere intatto, il nostro passaggio non deve essere tracciabile. Ciò che amo è confrontarmi con un ambiente dove gli unici protagonisti siamo io e la parete. E la scelta di adottare uno stile pulito in realtà non si limita al momento dell’apertura della via, ma contraddistingue tutto il viaggio. Per esempio, quando siamo partiti a scalare lo Shark Tooth in Groenlandia avremmo potuto benissimo raggiungere il “dente” a bordo di un elicottero, ma abbiamo scelto di arrivare alle sue pendici pagaiando per 200 km (era la prima volta che usavo un kayak) e, una volta sbarcati, camminando per 25 km: sicuramente più faticoso e difficile, ma anche più coerente con la nostra idea di alpinismo.</p>
<p><strong>Anche in India adotterete questo approccio?<br />
</strong>In India la realtà è diversa. Possiamo dire in un certo senso che si tratta di un contesto più istituzionalizzato: devi richiedere i permessi, hai un bagaglio più consistente che è difficile ridurre all’osso, le condizioni di ascesa possono davvero farsi difficili. Quindi abbiamo accettato un compromesso: ci appoggeremo a un’agenzia locale e arriveremo a campo base con circa venticinque portatori (ci sarà perfino un cuoco), come fanno tutti gli alpinisti. Poi da lì partirà l’avventura e la scalata in libera, quanto più possibile nel rispetto del nostro solito stile alpino.</p>
<p><strong>Quanti bagagli avete preparato?<br />
</strong>Abbiamo otto bagagli da 25 kg l’uno per un totale di 200 kg in tre. C’è da contare che la spedizione durerà 50 giorni (il ritorno è previsto per il 7 ottobre).</p>
<p><strong>È sempre curioso immaginare come si svolgano i pasti in parete. Cosa ti porti da mangiare per rifocillarti dopo un giorno di scalata?<br />
</strong>Se in Groenlandia abbiamo “banchettato” con bresaola e buste di cous cous istantaneo, in India dovremo rinunciare a tutto ciò che contiene carne o derivati animali. Questo perché il Bhaghirathi si trova in un nel Parco Nazionale del Gangotri, un vero santuario dove è collocato il ghiacciaio da cui nasce il Gange: si tratta di un ambiente sacro in cui è vietato portare animali sia vivi, sia morti. Sarà un bell’esperimento intraprendere una scalata vegana.</p>
<p><strong>Come vi siete preparati tu, Matteo e Luca per questa impresa?<br />
</strong>Siamo un trio molto affiatato e ci conosciamo bene anche come sportivi. Direi che la cordata c’è. È da anni che scaliamo insieme, quindi sappiamo cosa possiamo aspettarci dalle nostre prestazioni. Per allenarci siamo andati sul Monte Bianco: per me rimane sempre lo spot migliore in assoluto dove prepararsi in vista di una grande spedizione.</p>
<p><strong>Cosa ti spaventa della scalata sulla parete ovest del Bhaghirathi IV?<br />
</strong>Prima ancora della scalata in sé, mi spaventa l’eventualità di prendere qualche virus che mi debiliti subito in partenza. Sai, l’India è sempre l’India. Poi, speriamo che le condizioni climatiche siano favorevoli: entro fine agosto il monsone dovrebbe esaurirsi e dal 5 settembre, dopo qualche giorno di studio e di acclimatamento, inizieremo a scalare. Infine, ovviamente, c’è l’emozione, il timore e la riverenza di fronte a una big wall che, nonostante tanti alpinisti abbiano provato a conquistarla, rimane ancora inviolata.</p>
<p><strong>Le tue sono sempre state spedizioni low budget: quanti soldi servono per organizzare la scalata sul Bhaghirathi IV?<br />
</strong>Facendo un calcolo approssimativo circa 4000 euro a testa, tutto compreso.</p>
<p><strong>Ci terrai aggiornati sui progressi della spedizione?<br />
</strong>La vedo dura. Nel parco vige il divieto assoluto di portare e usare telefoni satellitari. E le guardie sono molto severe: se ti beccano con il telefono te lo sequestrano e ti mettono in galera. Noi lo portiamo dietro, poi chissà, speriamo di non finire come i due marò.</p>
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