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	<title>itineari Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>Non solo Praga, il cuore della Repubblica Ceca è a Olomouc con la Colonna Unesco e la birra buonissima</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/olomouc-moravia-cosa-vedere-repubblica-ceca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 08:12:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
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		<category><![CDATA[repubblica ceca]]></category>
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					<description><![CDATA[Moravia: non è Boemia, e ne va fiera Prima di capire Olomouc, serve capire dove[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="645" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-visita.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="olomouc-visita-colonna" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-visita.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-visita-300x194.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-visita-768x495.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Moravia: non è Boemia, e ne va fiera</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Prima di capire Olomouc, serve capire dove si trova. La <strong>Moravia</strong> è la metà orientale della Repubblica Ceca — meno nota della Boemia, più agricola, più silenziosa, con colline coperte di vigneti invece di birrifici. Se i boemi si identificano con la birra, i moravi preferiscono il vino. Se la Boemia ha Praga, la Moravia ha <strong>Brno</strong>, <strong>Olomouc</strong> e <strong>Kroměříž</strong> — città che la maggior parte dei viaggiatori non sa pronunciare e quasi nessuno visita.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/rep-ceca-radnice-olomouc.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667471" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/rep-ceca-radnice-olomouc.jpg" alt="rep-ceca-radnice-olomouc" width="1000" height="666" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/rep-ceca-radnice-olomouc.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/rep-ceca-radnice-olomouc-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/rep-ceca-radnice-olomouc-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Olomouc per secoli è stata il capoluogo naturale della Moravia — sede arcivescovile, piazza universitaria, fortezza militare degli Asburgo. Quando nel <strong>1848</strong> le rivoluzioni europee misero in crisi Vienna, la corte imperiale fuggì proprio qui: il giovane <strong>Francesco Giuseppe I</strong> fu incoronato re di Boemia a Olomouc, non nella capitale. Nel <strong>1767</strong> il piccolo <strong>Wolfgang Amadeus Mozart</strong> vi trascorse alcune settimane in convalescenza dopo un attacco di vaiolo — e compose la sua sesta sinfonia proprio durante quella forzata permanenza morava.<br />
Dopo la Seconda Guerra Mondiale e l&#8217;era comunista, la città perse centralità politica ma conservò la sua anima universitaria e culturale. Oggi è la <strong>seconda riserva di monumenti storici</strong> della Repubblica Ceca dopo Praga — e quasi nessun turista straniero lo sa.</p>
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<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">La piazza, le sei fontane e la colonna</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il cuore della città è <strong>Horní náměstí</strong> — la piazza superiore — una delle più belle dell&#8217;Europa centrale, circondata da palazzi barocchi e scandita da un ritmo architettonico che non ha niente di casuale. Al centro della scena c&#8217;è il <strong>Municipio</strong>, ricostruito nella seconda metà del XV secolo, con la torre alta <strong>75 metri</strong> e — sulla facciata settentrionale — un <strong>orologio astronomico</strong> che è già una storia a sé.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/radnice-olomouc-moravia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667474" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/radnice-olomouc-moravia.jpg" alt="radnice-olomouc-moravia" width="1000" height="666" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/radnice-olomouc-moravia.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/radnice-olomouc-moravia-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/radnice-olomouc-moravia-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;orologio originale era medievale e raffigurava santi e simboli religiosi. Quello che si vede oggi è una versione rifatta nel <strong>1955</strong> dal regime comunista: al posto dei santi ci sono lavoratori, scienziati e soldati. È kitch e affascinante allo stesso tempo — uno dei pochi orologi astronomici d&#8217;Europa dove a mezzogiorno escono figure di operai invece di apostoli.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Attorno alle piazze del centro si trovano <strong>sei fontane barocche</strong> — dedicate a <strong>Nettuno</strong>, <strong>Ercole</strong>, <strong>Giove</strong>, <strong>Tritone</strong>, <strong>Cesare</strong> e <strong>Mercurio</strong> — un ciclo mitologico che non ha equivalenti in nessun&#8217;altra città ceca. Sono grandi, scenografiche, ancora funzionanti, e a ogni angolo disegnano un punto di sosta naturale.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">La Colonna della Trinità — e i suoi restauri</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La <strong>Colonna della Santissima Trinità</strong> è il monumento simbolo di Olomouc e nel <strong>2000</strong> è diventata <strong>Patrimonio UNESCO</strong>: la più grande scultura barocca a cielo aperto dell&#8217;Europa centrale, alta <strong>35 metri</strong>, costruita tra il <strong>1716 e il 1754</strong> dall&#8217;architetto imperiale <strong>Václav Render</strong> come ex-voto per la fine di una terribile epidemia di peste.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-città.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667475" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-città.png" alt="olomouc-città" width="1000" height="624" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-città.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-città-300x187.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-città-768x479.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a>Su tre livelli si sovrappongono statue di santi, rilievi degli apostoli e allegorie delle virtù, fino alla cima con la Santissima Trinità. Le dimensioni sono tali che alla base è ricavata una <strong>piccola cappella</strong>. All&#8217;inaugurazione, il <strong>9 settembre 1754</strong>, partecipò l&#8217;imperatrice <strong>Maria Teresa</strong> in persona.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Una nota pratica: la Colonna è attualmente sottoposta a <strong>importanti lavori di restauro</strong> che dureranno fino a <strong>dicembre 2026</strong>. Chi visita Olomouc nel 2026 la troverà in parte coperta dai ponteggi — non è lo scenario ideale, ma il resto della città vale comunque il viaggio, e quei ponteggi significano che il monumento sarà in condizioni eccellenti per i prossimi decenni.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">L&#8217;università, gli studenti e la vita di piazza</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;<strong>Università Palacký</strong> fu fondata nel <strong>1573</strong> — è tra le più antiche istituzioni accademiche della Repubblica Ceca. Oggi conta circa <strong>20.000 studenti</strong>, che rappresentano un quinto della popolazione della città e ne determinano l&#8217;atmosfera: bar aperti fino a tardi, librerie indipendenti, locali che non sono stati progettati per i turisti. Olomouc è una città che funziona per chi ci abita — e questo è uno dei motivi per cui visitarla è diverso.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-unesco.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667472" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-unesco.jpg" alt="olomouc-unesco" width="1000" height="666" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-unesco.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-unesco-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-unesco-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">I caffè intorno a <strong>Horní náměstí</strong> sono affollati di studenti nelle ore pomeridiane. I prezzi sono sensibilmente più bassi rispetto a Praga — una birra al banco costa meno di un euro e mezzo, una cena in una buona taverna morava si chiude attorno ai 12-15 euro a persona.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">La cattedrale, il formaggio e cosa mangiare</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La <strong>Cattedrale di San Venceslao</strong> è il principale edificio religioso della città: due campanili gotici, interni a tre navate, sull&#8217;altare le reliquie di <strong>San Jan Sarkander</strong>, canonizzato da Giovanni Paolo II nel <strong>1995</strong>. Nelle vicinanze il <strong>Museo Arcidiocesano</strong>, allestito nell&#8217;antico castello, ospita reperti che coprono migliaia di anni di storia locale — comprese vestigia dell&#8217;Età del Bronzo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667468" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc.jpg" alt="olomouc" width="1000" height="799" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-300x240.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-768x614.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a>Chi vuole uscire dalla traiettoria standard trova altri motivi di interesse. La <strong>Vila Primavesi</strong> è un edificio <strong>Art Nouveau</strong> di inizio Novecento che vale una deviazione. Il parco naturale <strong>Litovelské Pomoraví</strong> — a pochi chilometri dalla città, lungo il fiume Morava — è una riserva fluviale con sentieri, ciclabili e fauna selvatica, perfetta per chi abbina cultura e natura.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Sul fronte gastronomico: i <strong>tvarůžky di Olomouc</strong> sono un formaggio molle a denominazione geografica protetta, dall&#8217;odore intenso e deciso che divide nettamente chi li assaggia. Vanno provati almeno una volta. Con la birra morava locale, naturalmente — la Morava non è solo vino.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Info pratiche</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Come arrivare da Praga</strong> Treno diretto (Pendolino, RegioJet, Leo Express) — circa <strong>2h15</strong>, partenze quasi ogni ora. Biglietto da ~€10-15<br />
<strong>Come arrivare dall&#8217;Italia</strong> Volo per Praga, Brno o Vienna, poi treno. Da Vienna ~2h di treno<br />
<strong>Il centro storico</strong> Interamente percorribile a piedi. Le due piazze principali — Horní náměstí e Dolní náměstí — sono il fulcro della visita<br />
<strong>Colonna della Trinità</strong> Attenzione: in restauro fino a <strong>dicembre 2026</strong>. Visibile ma parzialmente coperta da ponteggi<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-centro.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667469" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-centro.jpg" alt="olomouc-centro" width="1000" height="666" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-centro.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-centro-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/olomouc-centro-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Università Palacký</strong> Visita libera al campus storico, edifici barocchi aperti al pubblico<br />
<strong>Quando andare</strong> Primavera (aprile-maggio) e autunno (settembre-ottobre) — clima mite, folla minima. Estate calda ma gestibile. Mercatino di Natale tra i più autentici della Repubblica Ceca<br />
<strong>Budget indicativo</strong> Nettamente inferiore a Praga. Pernottamento in hotel centrale: €40-80 a notte. Cena completa: €12-18 a persona</p>
<p>Foto Canva, Tourism Olomuc &#8211; Jan Andreáš</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/velka-amerika-repubblica-ceca/" data-wpel-link="internal"><strong>Velka Amerika, il Grand Canyon della Repubblica Ceca</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/monschau-cosa-vedere-eifel-germania/" data-wpel-link="internal">Case a graticcio, l’Eifel, 300 edifici storici e la vera senape: il borgo di Monschau ti porta nella Germania del Settecento</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tra storia vera e fantasmi falsi: Poveglia, l&#8217;isola abbandonata di Venezia ora è un parco pieno di fascino</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isola-poveglia-venezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 17:21:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[isole]]></category>
		<category><![CDATA[itineari]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;isola che internet ha frainteso, e la storia vera Cercate &#8220;isola più infestata del mondo&#8221;[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="800" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="isola-poveglia-venezia-fantasmi" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-1024x683.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">L&#8217;isola che internet ha frainteso, e la storia vera</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Cercate &#8220;isola più infestata del mondo&#8221; su qualsiasi motore di ricerca. Il risultato è quasi sempre lo stesso: <strong>Poveglia</strong>. Una piccola isola della laguna di Venezia, <strong>sette ettari e mezzo</strong> di vegetazione selvaggia e edifici in rovina, descritta come un luogo di torture, esperimenti su pazienti psichiatrici, fantasmi di appestati e nebbie soprannaturali. La storia è pittoresca. Il problema è che in gran parte non è vera.    <a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666915" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia.jpg" alt="Poveglia" width="1200" height="724" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia-300x181.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia-1024x618.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia-768x463.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il <strong>CICAP</strong> — il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze — ha studiato la questione: nella tradizione veneziana non esisteva nessuna leggenda sui fantasmi di Poveglia. Le storie cominciano a circolare nel <strong>2001</strong>, quando una produzione televisiva americana del Fox Family Channel sbarca sull&#8217;isola per girare <em>Scariest Places on Earth</em>, inventando di sana pianta la narrativa horror. Lo studioso di storia veneziana <strong>Alberto Toso Fei</strong> ha precisato che le navi di appestati in quarantena a Poveglia verso fine Settecento furono solo due, con venti morti di cui si conoscono nomi e cognomi. Nessun manicomio vero — quello era a <strong>San Clemente</strong> e <strong>San Servolo</strong>. Una struttura per anziani convalescenti, chiusa nel <strong>1968</strong>, con un reparto psichiatrico di dimensioni limitate.<br />
Eppure Poveglia è davvero <strong>uno dei luoghi più suggestivi d&#8217;Italia.</strong> Solo che la sua storia vera è più interessante di quella inventata.</p>
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<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Duemila anni di storia in sette ettari</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Anticamente denominata <em>Popilia</em> — probabilmente per la sua vegetazione di pioppi o per la vicina via Popilia-Annia — dopo l&#8217;invasione longobarda del VI secolo divenne uno dei centri di reinsediamento delle popolazioni in fuga verso le coste. Per secoli fu un&#8217;isola popolosa, con la sua comunità di pescatori, la sua chiesa, le sue confraternite.<br />
La <strong>guerra di Chioggia</strong> di fine Trecento la devastò: il borgo venne evacuato, l&#8217;isola occupata dall&#8217;ammiraglio genovese <strong>Pietro Doria</strong> che la usò come base per bombardare il monastero di Santo Spirito. Al termine del conflitto era distrutta, e i suoi abitanti — i <em>povegliotti</em> — si trasferirono a Venezia mantenendo per secoli la propria identità culturale.<br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666919" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2.png" alt="Poveglia-venezia" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
Dal 1782 le sue strutture servirono al controllo di uomini e merci e, all&#8217;occorrenza, da lazzaretto. Poi, nel <strong>1922</strong>, venne costruita una struttura sanitaria per anziani convalescenti. Nel 1968 anche questo utilizzo venne dismesso e l&#8217;isola fu ceduta al Demanio. Da allora: silenzio, vegetazione, decadenza.<br />
Il <strong>campanile</strong> dell&#8217;antica chiesa di San Vitale — che porta ancora un orologio del <strong>1745</strong> senza lancette, opera di <strong>Bartolomeo Ferracina</strong> — è rimasto in piedi per secoli perché trasformato in faro. Un reperto architettonico di grande valore, visibile da lontano tra gli alberi, che ha alimentato più di ogni altra cosa l&#8217;atmosfera sinistra dell&#8217;isola.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La leggenda dei fantasmi: come nasce una storia falsa</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La cosa curiosa è che la maggior parte dei veneziani scoprì le leggende sui fantasmi di Poveglia grazie ai turisti stranieri. Fino a quel momento, nessuna leggenda veneziana, antica o moderna, aveva mai fatto riferimento a questo aspetto sinistro dell&#8217;isola.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/3.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666916" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/3.png" alt="isola-poveglia-venezia" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/3.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/3-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/3-1024x683.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/3-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il meccanismo è documentato: una troupe televisiva americana inventa storie di masse di appestati bruciati vivi, di un medico sadico che pratica la lobotomia sui pazienti e poi impazzisce gettandosi dal campanile, di nebbie soprannaturali che soffocano le vittime. La trasmissione va in onda, internet la amplifica, e nel <strong>2016</strong> cinque ragazzi del Colorado arrivano a Venezia appositamente per trascorrere una notte a caccia di fantasmi. Vengono soccorsi nel cuore della notte dai vigili del fuoco, terrorizzati — e finiscono sulle cronache locali di tutto il mondo, alimentando ulteriormente il mito.<br />
La realtà è più semplice e in un certo senso più onesta: <strong>Poveglia è un luogo abbandonato, silenzioso</strong>, con edifici che cadono a pezzi e vegetazione che cresce indisturbata. Sono in pochi a conoscere Poveglia per un buon motivo: l&#8217;isola è disabitata da molti anni. L&#8217;inquietudine che si prova è quella di qualsiasi luogo abbandonato che non si conosce —<strong> non di un luogo maledetto. </strong></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La battaglia dei cittadini</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nel <strong>2014</strong> l&#8217;<strong>Agenzia del Demanio</strong> mise in vendita l&#8217;isola. Base d&#8217;asta: zero euro. Lo choc tra i veneziani fu immediato. Un gruppo di cittadini si associò come <strong>&#8220;Poveglia per tutti&#8221;</strong> — nome e obiettivo al tempo stesso — e cominciò una battaglia che sarebbe durata undici anni.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">In breve tempo quell&#8217;idea fece il giro del mondo: migliaia di aderenti, 450mila euro raccolti da veneziani e non solo. Assemblee da centinaia di persone, feste e un fermento tangibile in tutta la città. Per uno strano scherzo del destino, l&#8217;associazione si trovò a competere all&#8217;asta con la <strong>Umana spa</strong> di <strong>Luigi Brugnaro</strong>, allora non ancora sindaco di Venezia, che fece un&#8217;offerta di <strong>513mila euro</strong>. L&#8217;Agenzia del Demanio giudicò entrambe le offerte non congrue. La vendita non andò in porto.<br />
Alla proposta di restituzione delle quote associative, la risposta fu sorprendente: quasi tutti chiesero di tenere in cassa le donazioni per continuare la battaglia. Seguirono anni di attivismo — interventi di pulizia, manutenzione del verde, ricorsi al TAR, vittorie parziali. Fino al <strong>2 luglio 2025</strong>, quando è stata firmata la concessione della parte nord dell&#8217;isola per sei anni.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Poveglia oggi: il parco e il progetto</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">A partire dal 1° agosto 2025, l&#8217;associazione &#8220;Poveglia per tutti&#8221; è incaricata di gestire la parte nord dell&#8217;isola, con lo scopo di realizzare un parco urbano. Si prevede la costruzione di un pontile per i collegamenti acquei e attività sociali, di pulizia e manutenzione, anche in collaborazione con il <strong>Dipartimento di Scienze Umane dell&#8217;Università di Verona</strong>, che ha avviato una borsa di dottorato per misurare scientificamente l&#8217;impatto del progetto. <a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia_Closeup_of_Hospital.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666918" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia_Closeup_of_Hospital.jpg" alt="Poveglia_parco" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia_Closeup_of_Hospital.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia_Closeup_of_Hospital-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia_Closeup_of_Hospital-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia_Closeup_of_Hospital-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;associazione può contare su circa 300mila euro rimasti in cassa e si dice pronta a cercare altri finanziamenti, per dimostrare che mantenere i beni comuni aperti a tutti, in modo partecipato e rispettoso dell&#8217;ambiente, si può.<br />
È una storia che va in controtendenza rispetto a quanto accade nel resto di Venezia — sempre più stretta tra logiche di privatizzazione e pressione turistica. Un&#8217;isola che per decenni era stata simbolo di abbandono e leggenda horror <strong>diventa un esperimento di gestione partecipata dei beni comuni.</strong> Meno spettacolare, forse, di un medico che si getta dal campanile. Molto più interessante.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Come visitarla</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;isola si raggiunge in <strong>barca</strong> da Venezia — nessun vaporetto di linea fa tappa a Poveglia. È possibile noleggiare imbarcazioni private o taxi acquei. La parte nord, quella concessa all&#8217;associazione, è la prima ad essere aperta e valorizzata. La parte sud, con i resti degli edifici ospedalieri, è ancora in stato di abbandono e di competenza del Demanio.<br />
Per informazioni sulle aperture, le attività e le modalità di accesso: <strong>povegliaxtutti.it</strong></p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Info pratiche</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Come arrivare:</strong> barca privata o taxi acqueo da Venezia (Riva degli Schiavoni o San Marco). Verificare le modalità di accesso aggiornate su povegliaxtutti.it.<br />
<strong>Gestione:</strong> associazione &#8220;Poveglia per tutti&#8221; — parte nord aperta dal 1° agosto 2025.<br />
<strong>Periodo consigliato:</strong> primavera e autunno per il clima lagunare e la luce migliore.<br />
<strong>Nota:</strong> la parte sud con i ruderi ospedalieri è ancora di proprietà del Demanio — verificare le condizioni di accesso prima della visita.</p>
<p>Foto Canva, <a href="https://www.visitlido.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Visitlido</a>, Di Chris 73 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7382944</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/isole-europa-poco-note-estate/" data-wpel-link="internal"><strong>Isole d&#8217;Europa paradisiache ma poco note</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/casteldelci-borgo-valmarecchia-romagna/" data-wpel-link="internal"><strong>Casteldelci: il borgo romagnolo sul confine tra tre regioni</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/bienno-borgo-valle-camonica-brescia/" data-wpel-link="internal"><strong>Bienno, Valle Camonica: il borgo medievale dei fabbri</strong></a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Sentieri ghiacciati e Risotto alla Pilota: gustare la tradizione tra i laghi della Bassa Mantovana</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/risotto-alla-pilota-inverno-bassa-mantovana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 14:15:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[itineari]]></category>
		<category><![CDATA[laghi]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore della Pianura Padana, dove il fiume Mincio disegna laghi e valli, l&#8217;inverno ha[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Risotto-alla-Pilota.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Risotto alla Pilota, piatto da mangiare in inverno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Risotto-alla-Pilota.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Risotto-alla-Pilota-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Risotto-alla-Pilota-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Risotto-alla-Pilota-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Nel cuore della <strong>Pianura Padana</strong>, dove il fiume Mincio disegna laghi e valli, l&#8217;inverno ha un carattere severo ma affascinante. Lontano dal fragore delle montagne, infatti, questa terra battuta da venti freddi regala orizzonti ampi, tratti di natura sorprendentemente variegata e tracce di una cultura antica che si intreccia con la coltivazione del riso.</p>
<p>Non a caso, è proprio tra questi scenari che prende vita un piatto che emerge come simbolo di conforto e identità. Parliamo del gustosissimo <strong>Risotto alla Pilota</strong>, perfetto da mangiare dopo indimenticabili escursioni invernali nel territorio.</p>
<h2>Origini e storia del Risotto alla Pilota</h2>
<p>Il Risotto alla Pilota è un piatto tipico della <strong>cucina mantovana</strong> radicato nelle campagne della sinistra Mincio. Il nome deriva dagli “addetti alla pila”, figure che un tempo si occupavano della pilatura del riso grezzo lavorando con strumenti pesanti che <strong>separavano il chicco dalla sua buccia</strong>. Un mestiere impegnativo (anche perché richiedeva grande energia) e che portava chi lo svolgeva a consumare spesso grandi quantità di riso preparato in modo semplice ma sostanzioso.</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CN0gFpaMMNg/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14">
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<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/p/CN0gFpaMMNg/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Un post condiviso da A G (@erbacavallina)</a></p>
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</blockquote>
<p><script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script><br />
A renderlo davvero unico nel suo genere, infatti, è la <strong>tecnica di cottura</strong> che differisce nettamente da quella dei risotti moderni: il <strong>riso Vialone Nano</strong>, varietà ampiamente coltivata in questa zona, viene immerso in acqua bollente e lasciato assorbire lentamente senza essere scolato. Una volta cotto, i chicchi restano sgranati e corposi, pronti ad accogliere un condimento ottenuto rosolando salamelle mantovane nel burro e un&#8217;abbondante spolverata di formaggio grattugiato.</p>
<p>Una delle versioni più celebrati è quella col<em><strong> puntèl,</strong></em> in cui il risotto è accompagnato da una braciola o costina di maiale infilata verticalmente nel piatto, memoria di antiche tavolate contadine.</p>
<p>In luoghi come <strong>Castel d&#8217;Ario e Villimpenta</strong> questa ricetta è parte integrante dell’identità locale, con tradizioni enogastronomiche così forti da meritare riconoscimenti specifici come la De.C.O. per il risotto di Castel d&#8217;Ario.</p>
<h2>Escursioni e percorsi invernali nella Bassa Mantovana</h2>
<p>Durante i mesi freddi, questo ambiente acquitrinoso e pianeggiante assume tinte più sobrie, ma non per questo meno affascinanti. La natura manifesta la sua forza con valli umide che riflettono il cielo grigio e boschi residui carichi di storie antiche.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Mantova.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-659538" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Mantova.jpg" alt="Mantova, Lombardia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Mantova.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Mantova-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Mantova-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Mantova-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h3>Riserva Naturale Bosco Fontana e Palazzina Gonzaga</h3>
<p>Un tempo estesa foresta planiziale, oggi <strong>Bosco Fontana</strong> custodisce alberi vetusti e sentieri percorribili tutto l&#8217;anno. I tracciati ad anello partono da Marmirolo, attraversano boschi di querce e tigli e portano alla suggestiva <strong>Palazzina Gonzaga</strong>, edificio storico che racconta l&#8217;epoca delle residenze di caccia nobiliari. Si tratta di un tragitto ottimale per uscite di mezza giornata che non presenta dislivelli significativi. In compenso, regala continui cambi di luce e atmosfera.</p>
<h3>Lungo il fiume Mincio e i Tre Laghi di Mantova</h3>
<p>Seguendo le sponde dei <strong>laghi Superiore, di Mezzo e Inferiore</strong> si sviluppa un itinerario che unisce tratti urbani a porzioni naturali. In zona l&#8217;acqua immobile mette in scena riflessi intensi nelle ore fredde, mentre gli argini offrono un supporto solido per sentieri sia a piedi che in bici. È il top per chi ama l&#8217;acqua piatta più che le alture e desidera percepire il ritmo lento di questo affascinante paesaggio.</p>
<h3>Riserva naturale Valli del Mincio e Vallazza</h3>
<p>A ovest di <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/via-di-matilde-da-mantova-a-lucca-tappe-consigli/" data-wpel-link="internal">Mantova</a></strong> si estendono zone umide protette, riconosciute per l&#8217;abbondanza di fauna acquatica anche in inverno. Qui si può ascoltare il richiamo degli uccelli stanziali, osservare aironi immobili e scovare tracce di nutrie e altri mammiferi. I percorsi sono meno accidentati ma profondamente immersivi, fantastici per chi adora gli scenari vasti e la calma che solo l&#8217;acqua piatta sa dare.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Laghi-Mantova.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-659539" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Laghi-Mantova.jpg" alt="Laghi di Mantova, escursioni" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Laghi-Mantova.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Laghi-Mantova-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Laghi-Mantova-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Laghi-Mantova-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h3>Mantova periurbana su due ruote o a piedi</h3>
<p>A ridosso delle mura storiche partono ciclabili e sentieri che connettono parchi verdi, rive e tratti naturali. Queste vie consentono di esplorare la <strong>natura poco fuori dal centro abitato</strong>, ammirare scorci sulla città e concludere l’uscita in una delle osterie che valorizzano i prodotti locali.</p>
<h2>Dove fermarsi a mangiare il Risotto alla Pilota</h2>
<p>Dopo ore passate a immergersi in questi spazi invernali, sedersi a tavola per<strong> gustare il Risotto alla Pilota</strong> è davvero il minimo che si possa fare. Tra i locali migliori ci sono:</p>
<ul>
<li><strong>Trattoria al Macello, Castel d&#8217;Ario</strong>: locale classico della zona dove la versione tradizionale del risotto è servita con salamella o puntèl. Frequentato da persone del luogo e visitatori, è consigliato dopo un giro nelle Valli del Mincio o lungo il percorso dei laghi.</li>
<li><strong>Trattoria San Giuseppe Antico Laboratorio del Risotto, Castel d&#8217;Ario</strong>: qui il Risotto alla Pilota si interpreta nel rispetto della tradizione. È un posto adatto a chi cerca un&#8217;esperienza culinaria radicata nelle tecniche locali, abbinabile a una giornata di trekking nelle aree naturali vicine.</li>
<li><strong>Trattoria Stazione, Castel d&#8217;Ario</strong>: atmosfera più moderna rispetto alle tipiche osterie rurali, ma con la stessa attenzione al piatto tipico. Ottimo punto di arrivo dopo un itinerario sui sentieri nei dintorni di Marmirolo e Bosco Fontana.</li>
<li><strong>Locanda al Commercio, Castel d’Ario</strong>: qui il Risotto alla Pilota è celebrato con accostamenti classici, come la salamella e la carne di maiale, accompagnati da vini locali tra cui il Lambrusco Mantovano DOC.</li>
<li><strong>Mantova città dopo un giro sui laghi e nei parchi:</strong> si può fare sosta presso Antica Osteria Ai Ranari, Osteria della Fragoletta o Osteria Piazza Sordello 26 per piatti tipici locali, incluso il risotto in varie interpretazioni stagionali.</li>
</ul>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Mangiare-Risotto-alla-Pilota.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-659540" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Mangiare-Risotto-alla-Pilota.jpg" alt="Dove mangiare Risotto alla Pilota" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Mangiare-Risotto-alla-Pilota.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Mangiare-Risotto-alla-Pilota-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Mangiare-Risotto-alla-Pilota-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Mangiare-Risotto-alla-Pilota-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>In questo lembo di <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/dove-sciare/ciaspole-in-lombardia-itinerari-piu-belli-vicino-a-casa/" data-wpel-link="internal">Lombardia</a></strong> le giornate fredde non sono un limite ma un filtro che rivela l&#8217;essenza del luogo. L&#8217;acqua lenta, i boschi silenziosi e le tracce di una civiltà agricola profonda trasformano il Risotto alla Pilota da semplice piatto in compagno di avventure rustiche e autentiche.</p>
<p>Foto di Copertina di Pezzomn91 di Wikipedia in italiano, CC BY-SA 3.0, Via Wikimedia; Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/dove-mangiare-migliori-piatti-invernali-italia/" data-wpel-link="internal">Sapori d’Italia tra monti e borghi: dove andare a mangiare i migliori piatti invernali del Paese</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/stollen-dove-mangiare-dresda-alto-adige/" data-wpel-link="internal">Stollen, il pane dolce invernale da mangiare tra valli tedesche e sentieri alpini</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/fonduta-valdostana-valpelline-dove-mangiarla/" data-wpel-link="internal">La fonduta valdostana perfetta: le escursioni in Valpelline per meritarsela (e dove trovarla)</a></strong></li>
</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Nel cuore della Spagna, Tabernas è l&#8217;unico deserto europeo: un paesaggio che fa sognare occhi e mente</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/deserto-tabernas-andalusia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 11:28:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[itineari]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel sud della Spagna, tra le colline aride dell’Andalusia, si apre un paesaggio che sembra[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-andalusia.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-andalusia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-andalusia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-andalusia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-andalusia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Nel sud della <strong>Spagna,</strong> tra le colline aride dell’<strong>Andalusia,</strong> si apre un paesaggio che sembra uscito direttamente dall’immaginario del Far West: il <strong>Deserto di Tabernas.</strong> È <strong>uno dei pochi deserti in Europa riconosciuti come tali, </strong>e si distingue per essere un angolo selvaggio e sorprendente che ha ispirato registi e sceneggiatori, diventando celebre come “<strong>Hollywood europea”</strong>. Le sue pianure sconfinate, le dune dorate e le formazioni rocciose multiformi creano un panorama surreale, dove il tempo sembra sospeso tra cinema e natura incontaminata.</p>
<p>Chi visita Tabernas non incontra solo un deserto: scopre un territorio intriso di storia, fauna e flora uniche, e di un fascino cinematografico ineguagliabile.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Deserto-di-Tabernas.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-large wp-image-656905" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Deserto-di-Tabernas-1024x768.jpg" alt="Deserto di Tabernas, Spagna" width="1024" height="768" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Deserto-di-Tabernas-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Deserto-di-Tabernas-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Deserto-di-Tabernas-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Deserto-di-Tabernas.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2>Dove si trova e come arrivare</h2>
<p>Il deserto si estende a circa 30 km a nord della città di<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/i-deserti-da-visitare-in-europa/" data-wpel-link="internal"> Almería</a></strong>, nella provincia omonima, compreso tra le montagne dei Filabres e la Sierra Alhamilla. L’area è accessibile soprattutto in auto, percorrendo la A-7 e la A-92 fino all’uscita 376 per la N-340a in direzione di Tabernas. Il percorso da Almería richiede circa 30 minuti; da <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/luoghi-italia-sembra-stare-altri-paesi/" data-wpel-link="internal">Granada</a></strong> più o meno 90 lungo la A-92; da<strong> Malaga</strong> invece approssimativamente 2 ore e mezza percorrendo la A-7.</p>
<p>In alternativa, è possibile <strong>raggiungere Tabernas in autobus</strong> grazie ai collegamenti offerti dalla compagnia <em>ALSA</em>: la tratta Almería-Tabernas viene servita (in alcuni periodi dell&#8217;anno) ogni due ore, con una durata di circa 40 minuti. Va tuttavia sottolineato che, una volta arrivati, non esistono mezzi pubblici interni per spostarsi tra le diverse aree del deserto, rendendo necessario l’uso di un veicolo privato per esplorare a fondo il territorio.</p>
<h3>Quando andare</h3>
<p>Il clima del Deserto di Tabernas varia dal semiarido al mediterraneo, con punte di freddo temperato nelle zone più elevate. Le temperature medie annue si aggirano intorno ai 17-18 °C, con<strong> inverni miti e estati torride,</strong> che possono superare i 45-50 °C. La piovosità è scarsa e concentrata in eventi brevi ma intensi. Le stagioni migliori per visitare il deserto sono <strong>primavera e autunno</strong>, quando il clima è più piacevole e le ore di luce consentono di esplorare le pianure, le formazioni rocciose e le oasi senza il caldo estremo dell’estate.</p>
<h2>Cosa vedere al Deserto di Tabernas</h2>
<p>Il <strong>piccolo centro abitato di Tabernas</strong>, con poco più di 4.000 abitanti, offre scorci storici come il <strong>Castillo de Tabernas</strong> e la <strong>Chiesa</strong> <strong class="Yjhzub" data-processed="true">de la Encarnación</strong>. Le piazze raccolte raccontano la vita del borgo, dominata dal silenzio e dalla vastità dei paesaggi circostanti.</p>
<p>Il deserto vero e proprio mette a disposizione panorami straordinari: calanchi scolpiti dall’erosione, canyon stretti e vallate brulle punteggiate da cactus e altre piante succulente, intervallate da oasi in cui crescono tamerici e ammofile arenarie.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-spagna.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-large wp-image-656907" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-spagna-1024x768.jpg" alt="Tabernas, deserto in Spagna" width="1024" height="768" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-spagna-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-spagna-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-spagna-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-spagna.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Qui la fauna è varia: aquile reali e falchi pellegrini sorvolano le alture, mentre di notte attivi predatori come volpi e gufi reali cacciano tra i calanchi. Nei pressi delle oasi si trovano anfibi, lucertole e tartarughe greche (una delle ultime comunità presenti in <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/croazia-parco-grotte-grabovaca-casa-hobbit-lika-senj/" data-wpel-link="internal">Europa</a></strong>), mentre numerosi uccelli, tra cui il gruccione europeo, nidificano lungo i pendii e nelle zone più verdi.</p>
<h3>Cosa fare</h3>
<p>Tabernas offre <strong>esperienze che combinano natura e cinema</strong>: escursioni a piedi, in auto o a cavallo tra dune, canyon e vallate, con soste obbligatorie davanti ai panorami più spettacolari.</p>
<p>Il deserto ospita <strong>tre parchi tematici principali,</strong> dove la storia del cinema western si mescola a esperienze naturali. Il <strong>Parco Mini Hollywood – Oasys</strong> è il più celebre: la città western ricostruita riporta indietro nel tempo, mentre l’area Oasys ospita oltre 800 animali e quasi 5.000 piante. Un parco acquatico completato da piscine e cactus consente di vivere un’esperienza desertica unica. <strong>Fort Bravo Studios e il Parco Western Leone</strong> catapultano i visitatori nel mito del Far West cavalcando tra le strade polverose dei set cinematografici.</p>
<p>Oltre a salire in sella ai cavalli e passeggiare tra i set, i visitatori possono assistere a <strong>spettacoli western dal vivo</strong> e immergersi nell’atmosfera dei film che hanno reso celebre il deserto a livello internazionale.</p>
<h2>Set di Hollywood e film celebri</h2>
<p>Dagli anni ’50 a oggi, il Deserto di Tabernas ha ospitato oltre <strong>300 produzioni cinematografiche</strong>. <strong>Sergio Leon</strong>e vi girò la Trilogia del dollaro, “C’era una volta il West” e “Il buono, il brutto e il cattivo”, ma anche altri registi come Gabriele Salvatores, David Lean e Giuseppe Colizzi hanno scelto questi panorami.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-deserto.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-large wp-image-656908" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-deserto-1024x768.jpg" alt="Tabernas, deserto cinematrografico" width="1024" height="768" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-deserto-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-deserto-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-deserto-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Tabernas-deserto.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Pellicole di altri generi, tra cui “Conan il barbaro”, “Lawrence d’Arabia”, “Cleopatra” e “Indiana Jones e l’ultima crociata”, hanno sfruttato la scenografia naturale del <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/oasi-di-siwa-egitto/" data-wpel-link="internal">deserto</a></strong>. Tra gli attori che hanno calpestato queste terre si ricordano Clint Eastwood, Charles Bronson, Henry Fonda, Sean Connery, Arnold Schwarzenegger e Harrison Ford.</p>
<p>Alcuni set storici sono ancora visitabili: la fortezza messicana costruita per “El Condor”, la città di “Nueva Frontera” e i cimiteri scenografici, testimoni di un’epoca che ha reso<strong> Tabernas celebre in tutto il mondo</strong>.</p>
<p>Il Deserto di Tabernas, oltre a essere un luogo geografico, è un territorio in cui la natura e la magia del cinema si incontrano, capace di sorprendere chiunque con la sua luce dorata, i panorami immensi e il fascino senza tempo di un<strong> Far West tutto europeo</strong>.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Questa valle degli Appennini è da scoprire in autunno, grazie alle donne che l&#8217;hanno fatta rinascere</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/val-ceno-in-autunno-appennini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 09:22:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[appennini]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[itineari]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Quando arriva l’autunno, la Val Ceno si accende di colori caldi e silenzi profondi.[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="667" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Agriturismo-Ca-Cigolara-idea-di-Simona-Terenzio-5.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="val-ceno-autunno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Agriturismo-Ca-Cigolara-idea-di-Simona-Terenzio-5.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Agriturismo-Ca-Cigolara-idea-di-Simona-Terenzio-5-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Agriturismo-Ca-Cigolara-idea-di-Simona-Terenzio-5-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p>&nbsp;</p>
<p>Quando arriva l’autunno, <strong>la Val Ceno si accende di colori caldi e silenzi profondi.</strong> I castagneti si tingono di rame, l’aria profuma di terra bagnata e funghi porcini, e nei borghi che punteggiano la valle si sente un’energia nuova.</p>
<p>A portarla sono soprattutto <strong>donne che hanno scelto di restare o tornare,</strong> lasciando città come Milano, Varese o Genova per costruire una vita più vera, tra natura, agricoltura biologica e ospitalità sostenibile.<br />
Nell’<strong>Appennino parmense</strong>, tra le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia — il territorio di Visit Emilia — stanno scrivendo una storia di rinascita.</p>
<h2>Una valle che dà il meglio in autunno</h2>
<p>In autunno, la Val Ceno offre il meglio di sé: <strong>castagne, funghi, escursioni, cieli limpidi e una bellezza sobria che invita a rallentare.</strong> Ma è soprattutto la forza delle persone a cambiare il paesaggio: chi resta, chi torna, chi scommette su un’idea e la trasforma in impresa. L’Appennino qui non è più un luogo da cui partire, ma uno da cui ripartire.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Agriturismo-Ca-Cigolara-idea-di-Simona-Terenzio-4.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-656598" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Agriturismo-Ca-Cigolara-idea-di-Simona-Terenzio-4.jpg" alt="yurte-valceno" width="1000" height="750" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Agriturismo-Ca-Cigolara-idea-di-Simona-Terenzio-4.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Agriturismo-Ca-Cigolara-idea-di-Simona-Terenzio-4-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Agriturismo-Ca-Cigolara-idea-di-Simona-Terenzio-4-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Qui, dove la montagna riparte dalle donne</h2>
<p>Diciannove anni fa <strong>Laura Bevilacqua</strong> ha lasciato Milano e la sua carriera nella grafica editoriale per aprire con il marito l’Agriturismo Bio Terra Antica, a Borgotaro, lungo la Via degli Abati. Oggi produce miele, zafferano, confetture e succhi di mela, tutto biologico.<br />
&#8220;È stato un grande salto di qualità — racconta —. Serve impegno e costanza, ma raccogliere i frutti del proprio lavoro e incontrare persone da tutto il mondo è una soddisfazione unica&#8221;.<br />
<strong>Pane, biscotti e torte fatti in casa</strong> sono il cuore della cucina, mentre la piscina panoramica e la sauna finlandese riscaldata con la legna dei boschi completano un luogo che unisce comfort e autenticità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/foliage-novembre-italia/" data-wpel-link="internal">Novembre che brucia di colori: gli angoli d’Italia dove il foliage dà (ancora) il meglio</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/lago-di-fedaia-diga-passeggiate-autunno/" data-wpel-link="internal">In Trentino c’è un lago turchese (con la sua diga) che è perfetto per le passeggiate d’autunno: Fedaia</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/micene-grecia/" data-wpel-link="internal">A Micene il passato rivive tra porte ciclopiche e tombe che custodiscono misteri millenari</a></strong></li>
</ul>
<h2>Le yurte dell’Oasi dei Ghirardi</h2>
<p>A pochi chilometri, Simona Terenzio è stata una pioniera: con il compagno Diego <strong>ha portato in Appennino le tende yurta mongole,</strong> creando l’Agriturismo Ca’ Cigolara nell’Oasi WWF dei Ghirardi. &#8220;Cercavamo un progetto compatibile con l’ambiente e il clima montano. Così sono arrivate le tende dalla Mongolia e un nuovo modo di ospitare&#8221;.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Simona-Gambarini-Azienda-Agricola-Costalta-1-copia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-656594" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Simona-Gambarini-Azienda-Agricola-Costalta-1-copia.jpg" alt="Simona Gambarini - Costalta" width="1000" height="1000" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Simona-Gambarini-Azienda-Agricola-Costalta-1-copia.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Simona-Gambarini-Azienda-Agricola-Costalta-1-copia-300x300.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Simona-Gambarini-Azienda-Agricola-Costalta-1-copia-150x150.jpg 150w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Simona-Gambarini-Azienda-Agricola-Costalta-1-copia-768x768.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
Oggi le sue <strong>nove yurte ospitano yoga retreat e viaggiatori in cerca di silenzio e natura,</strong> tra orti, cucina biologica e panorami aperti sulle cime.</p>
<h2>Dal mulino dell’Ottocento all’home-restaurant</h2>
<p>Storica dell’arte e guida turistica, Chiara Palumbo ha lasciato Varese<strong> per seguire un sogno ispirato da un film.</strong> Con il marito ha comprato un vecchio mulino a Bardi, oggi diventato il B&amp;B Il Pozzo e la Macina.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Il-Cielo-di-Strela-7.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-656596" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Il-Cielo-di-Strela-7.jpg" alt="ravioli-a-mano" width="1000" height="750" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Il-Cielo-di-Strela-7.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Il-Cielo-di-Strela-7-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Il-Cielo-di-Strela-7-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
Nel suo home-restaurant serve pasta fresca, conserve e dolci fatti in casa. &#8220;Volevamo un posto che raccontasse autenticità. E questo mulino ci ha scelti tanto quanto noi abbiamo scelto lui&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
<h2>Strela di Compiano, il borgo che rinasce</h2>
<p>Nel piccolo borgo di Strela di Compiano,<strong> meno di cento abitanti, si concentra un piccolo miracolo.</strong> Qui Simona Gambarini, genovese, ha fondato con il marito l’Azienda Agricola Costalta, un allevamento biologico di bovini di razza piemontese. Poco distante, Clara Ghinassi, ex architetta e project manager, ha trasformato un terreno abbandonato in Verde Strela, un “vivaio coraggioso di montagna” dove coltiva rose antiche, perenni e fiori da taglio, promuovendo laboratori e mercati locali.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Sara-Tambini-Il-Cielo-di-Strela-2.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-656595" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Sara-Tambini-Il-Cielo-di-Strela-2.jpg" alt="Sara Tambini - Il Cielo di Strela" width="1000" height="847" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Sara-Tambini-Il-Cielo-di-Strela-2.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Sara-Tambini-Il-Cielo-di-Strela-2-300x254.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Sara-Tambini-Il-Cielo-di-Strela-2-768x650.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a>E poi c’è Sara Tambini, 31 anni, che gestisce l’agriturismo Il Cielo di Strela con la famiglia, producendo <strong>zafferano</strong> e collaborando con le altre aziende della valle.<br />
&#8220;Si è creato un circolo virtuoso — racconta —. Lavoriamo insieme, ognuno con la propria attività, ma con una visione comune di comunità e futuro&#8221;.</p>
<p>Foto <a href="http://r.comunicati.ellastudio.it/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsEafzIYZciOgo5mdrsEVu/4PVZhyRRAuTR" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">www.turismovaltaro.it</a></p>
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