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	<title>mascherine Archives - SportOutdoor24</title>
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	<description>Per spiriti liberi</description>
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	<title>mascherine Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>Le Mascherine FFP2 si possono lavare e riutilizzare, ecco come fare</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/le-mascherine-ffp2-si-possono-lavare-e-riutilizzare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2022 12:55:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[mascherine]]></category>
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					<description><![CDATA[Le mascherine FFP2 si possono lavare e riutilizzare? Sì, almeno secondo le nuove linee guida[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="702" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/Le-Mascherine-FFP2-si-possono-lavare-e-riutilizzare-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Le Mascherine FFP2 si possono lavare e riutilizzare" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/Le-Mascherine-FFP2-si-possono-lavare-e-riutilizzare-1.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/Le-Mascherine-FFP2-si-possono-lavare-e-riutilizzare-1-300x211.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/Le-Mascherine-FFP2-si-possono-lavare-e-riutilizzare-1-768x539.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/Le-Mascherine-FFP2-si-possono-lavare-e-riutilizzare-1-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/Le-Mascherine-FFP2-si-possono-lavare-e-riutilizzare-1-670x470.jpg 670w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p>Le mascherine FFP2 si possono lavare e riutilizzare? Sì, almeno secondo le nuove <a href="https://www.quechoisir.org/actualite-masques-ffp2-ils-restent-efficaces-apres-lavage-n89898/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">linee guida della UFC-Que Choisir</a>, l’equivalente francese di Altroconsumo.<br />
Nonostante siano passati ormai quasi 2 anni dall’inizio della pandemia da Coronavirus, ancora ci sono poche certezze sulla <strong>riutilizzabilità delle mascherine FFP2</strong>, in grado di proteggere non solo gli altri ma anche noi stessi (per questo, al chiuso, sono più indicate).<br />
Alcuni esperti sostengono che siano monouso e che <strong>dopo 10 ore</strong> di utilizzo vadano buttate; altri consigliano di riutilizzarle<strong> dopo averle disinfettate</strong> con una soluzione idroalcolica spray al 70%; altri ancora sono convinti che il lavaggio in lavatrice non riduca la traspirazione e il filtraggio di questi dispositivi di protezione individuale.<br />
Quella della UFC-Que Choisir è una voce autorevole e che potrebbe definitivamente aver risolto il dubbio.</p>
<h2>Le mascherine Ffp2 si possono lavare in lavatrice e riutilizzare</h2>
<p>Oltre ad essere tra le più efficaci in commercio, le mascherine FFP2 sono tra le più costose. Usarne una al giorno, per molti consumatori, è una <strong>spesa insostenibile nel lungo periodo</strong>. L’Altroconsumo francese ha testato l’efficacia di tre mascherine FFP2 (marcatura NF EN149) e di una mascherina KN95 (l’equivalente cinese con marcatura GB2626).<br />
La capacità filtrante delle mascherine è stata esaminata due volte, separatamente: subito dopo aver estratto i dispositivi dalla loro confezione e dopo <strong>10 lavaggi a 60 gradi di temperatura</strong>. I test post-lavaggio sono stati effettuati dopo che le mascherine sono state messe in asciugatrice. Ricordiamo che 60 gradi è la temperatura minima indicata per annientare il virus.</p>
<h3>Come lavare e asciugare le mascherine Ffp2?</h3>
<p>Sia da nuove sia post-lavaggio, le mascherine FFP2 hanno superato i test della traspirazione e della capacità filtrante. <strong>Il test della traspirazione</strong> serviva per capire se le mascherine fossero ancora in grado di proteggere non solo dai droplet di grosse dimensioni, ma anche dalle minuscole particelle infette sospese nell’aria. <strong>Il test della capacità filtrante</strong> ha invece dimostrato che, sia da nuove sia dopo 10 lavaggi in lavatrice (e 10 “asciugate”), le mascherine FFP2 sono state in grado di filtrare le particelle <strong>infette di 3 micrometri</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-81338" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/Le-Mascherine-FFP2-si-possono-lavare-e-riutilizzare-.jpg" alt="Le Mascherine FFP2 si possono lavare e riutilizzare" width="1000" height="702" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/Le-Mascherine-FFP2-si-possono-lavare-e-riutilizzare-.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/Le-Mascherine-FFP2-si-possono-lavare-e-riutilizzare--300x211.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/Le-Mascherine-FFP2-si-possono-lavare-e-riutilizzare--768x539.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/Le-Mascherine-FFP2-si-possono-lavare-e-riutilizzare--331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>UFC-Que Choisir ha specificato che il lavaggio in lavatrice tende a deteriorare le mascherine: quando il ferretto per il naso inizia ad arrugginirsi o gli elastici a sfilacciarsi, è ora di cambiare mascherina (anche se l’abbiamo lavata meno di 10 volte).</p>
<h3>Quando bisogna indossare le mascherine Ffp2?</h3>
<p>Secondo le nuove direttive del Governo Draghi, le mascherine Ffp2, grazie al loro plotere protettivo superiore a quello delle altre, devono essere indossate  in queste situazioni</p>
<ul>
<li>Tutti coloro che accedono a negozi bar, ristoranti, cinema, sale teatrali, sale concerto e locali al chiuso</li>
<li>Sui mezzi di trasporto pubblico: aerei, navi e treghetti, treni Intercity e ad Alta Velocità, autobus e pullman di linea sia locale che interregionale (anche a noleggio), funivie, cabinovie e seggiovie con cupole paravento</li>
<li>Persone vaccinate con la terza dose che sono state in contatto diretto con altre persone risultate positive. La terza dose permette di evitare la quarantena ma per almeno 5 giorni va indossata sempre (all&#8217;aperto e al chiuso) la mascherina Ffp2</li>
<li>Chi va ad assistere a eventi in stadi e palazzetti, sia all&#8217;aperto che al chiuso</li>
</ul>
<h3>Quanto costano la mascherina Ffp2?</h3>
<p>La Struttura Commissariale per l&#8217;emergenza Covid-19, d&#8217;intesa con il ministero della Salute ha stretto un accordo con FederFarma, AssoFarm e FarmacieUnite per <strong>calmierare i prezzi delle mascherine Ffp2.</strong> Nelle farmacie aderenti ora si trovano al prezzo concordato di<strong> 0,75 euro</strong> a mascherina.<br />
<em>Photo by: NightRainer / Pixabay</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“In mare più mascherine che meduse”: i danni indiretti del Covid sull’ambiente</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/mare-mascherine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2020 11:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[mascherine]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[“In mare ci sono più mascherine che meduse”: è questo l’allarme lanciato da Opération Mer[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/09/in-mare-piu-mascherine-che-meduse-i-danni-indiretti-del-covid-sullambiente-non-vanno-piu-ignorati.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/09/in-mare-piu-mascherine-che-meduse-i-danni-indiretti-del-covid-sullambiente-non-vanno-piu-ignorati.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/09/in-mare-piu-mascherine-che-meduse-i-danni-indiretti-del-covid-sullambiente-non-vanno-piu-ignorati-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p><strong>“In mare ci sono più mascherine che meduse”</strong>: è questo l’allarme lanciato da Opération Mer Propre con l’obiettivo di porre un accento sui problemi riguardanti lo smaltimento delle mascherine usate.<br />
Il pluricampione italiano di surf Roberto D’Amico, uno che di pulizia delle spiagge se ne intende, se n’era già accorto da tempo: “Le mascherine e i guanti non vengono buttati dove dovrebbero essere buttati: stanno diventando <strong>un po’ come i mozziconi di sigaretta</strong>, che purtroppo ormai sembra quasi normale trovare a terra”, ci aveva detto in <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-acquatici/roberto-damico-il-mare-le-spiagge-da-ripulire-e-i-posti-migliori-per-il-surf-in-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">un’intervista in piena estate.</a> Il surfista di Ladispoli, in quel caso, si era giustamente soffermato sull’inciviltà delle persone: una questione che si sta sommando a un altro guaio ancora più grande, ossia quello dello <strong>smaltimento di questi rifiuti</strong> che, prima della pandemia, non destavano certo preoccupazioni. A lanciare l’ennesimo allarme sui <strong>danni ecologici causati dalle mascherine</strong> è stata l’associazione francese Opération Mer Propre: in mare ci sono più mascherine che meduse. E con la ripresa delle scuole, che darà il via alla distribuzione di <strong>11 milioni di mascherine al giorno</strong> in Italia, il problema è destinato a ingigantirsi ulteriormente.<br />
<strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/corsa-e-covid-8-comportamenti-del-runner-responsabile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Corsa e COVID: 8 comportamenti del runner responsabile</a></strong></p>
<h2>Tra le 160mila e le 440mila tonnellate di mascherine da smaltire nel 2020, solo in Italia</h2>
<p>Accanto a questa stima-shock dell’Opération Mer Propre, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) ha pubblicato una serie di dati che dovrebbero far capire una volta per tutte la delicatezza della questione. L’ente governativo ha stimato che, per tutto il 2020, in Italia avremo tra le 160mila e le 440mila tonnellate di mascherine e guanti monouso da smaltire (come rifiuti) con il fuoco purificatore. Se solo l’1% delle mascherine utilizzate in un mese venisse eliminato in maniera scorretta, scrive l’Ispra, si avrebbero <strong>10 milioni di mascherine al mese disperse nell’ambiente</strong>.<br />
Il problema, dunque, non è tanto la quantità di mascherine da smaltire, bensì il modo in cui vengono smaltite: devono essere <strong>neutralizzate nei termovalorizzatori o negli inceneritori</strong> (vanno bruciate, essendo potenzialmente infette). Il fatto è che gli inceneritori, come spiega il presidente di Assoambiente, Chicco Testa, al <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/allarme-mascherine-in-mare-sono-piu-meduse-ADGO62o" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Sole 24 Ore</a>, <strong>sono pochi</strong>, soprattutto nell’Italia meridionale. E le conseguenze si stanno già rivelando dannose per l’ambiente, con diverse tonnellate di mascherine che continuano a finire <strong>nelle discariche o che vengono disperse.</strong><br />
<strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/limpatto-ambientale-di-mascherine-e-guanti-contro-il-coronavirus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">L’impatto ambientale di mascherine e guanti contro il Coronavirus</a></strong></p>
<h2>Ognuno deve fare la sua parte: dove buttare le mascherine e come bisogna comportarsi</h2>
<p>Al di là della scarsa presenza di inceneritori in Italia, ognuno deve fare la sua parte. Non bisogna mai, per nessun motivo al mondo, abbandonare mascherine e guanti monouso per terra. Questi dispositivi di protezione individuale vanno <strong>gettati nella spazzatura generica</strong> e non nelle raccolte differenziate, così da permettere ai rifiuti di <strong>arrivare agli inceneritori.</strong> Guanti e mascherine, però, prima di essere buttati nell’indifferenziata andrebbero <strong>avvolti in due sacchetti di plastica</strong> (chiusi con un laccio): un piccolo gesto che può aumentare il livello di sicurezza dei dipendenti della nettezza urbana che, ogni giorno, entrano a contatto con questi rifiuti.<br />
Un’altra accortezza che potremmo adottare per produrre meno spazzatura di questo genere? Utilizzare, quando è possibile, <strong>le <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/coronavirus-quali-sono-i-materiali-migliori-per-costruire-una-mascherina-a-casa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">mascherine</a> lavabili</strong> e riutilizzabili. Anche se spesso non dipende da noi, considerando che a scuola, negli uffici e agli eventi vengono consegnate le mascherine chirurgiche (più filtranti rispetto a quelle lavabili in cotone idrorepellente). In questo periodo, inoltre, la scienza sta cercando di capire se ci sono modi per riciclare in sicurezza le mascherine. In particolare, secondo uno studio pubblicato sulla rivista <a href="https://www.tandfonline.com/doi/10.1080/17597269.2020.1797350" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Taylor &amp; Francis Biofuels</a>, la plastica di questi dispositivi può essere <strong>trasformata in combustibili liquidi rinnovabili.</strong> Chiaramente è una ricerca che ha bisogno di conferme, ma potrebbe rivelarsi un interessante punto di partenza.</p>
<p><em>Photo by Karolina Grabowska / Pexels</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impatto ambientale di mascherine e guanti contro il Coronavirus</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/limpatto-ambientale-di-mascherine-e-guanti-contro-il-coronavirus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 10:16:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[mascherine]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;impatto ambientale di mascherine e guanti contro il Coronavirus è un problema con cui occorre[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/Limpatto-ambientale-di-mascherine-e-guanti-contro-il-Coronavirus.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="L&#039;impatto ambientale di mascherine e guanti contro il Coronavirus" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/Limpatto-ambientale-di-mascherine-e-guanti-contro-il-Coronavirus.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/Limpatto-ambientale-di-mascherine-e-guanti-contro-il-Coronavirus-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>L&#8217;impatto ambientale di mascherine e guanti contro il Coronavirus è un <strong>problema con cui occorre fare i conti fin da adesso</strong>. Nella prima fase dell&#8217;emergenza da COVID-19 l&#8217;attenzione era giustamente concentrata sull&#8217;approvigionamento di questi dispositivi di protezione individuale: se all&#8217;inizio la loro effettiva utilità era stata messa in dubbio da più parti (la stessa OMS ha dovuto rivedere le sue iniziali raccomandazioni sull&#8217;uso dei dispositivi di protezione individuale) ora è chiaro che <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/coronavirus-come-fare-le-mascherine-a-casa-con-una-borsa-in-polipropilene/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">indossare mascherine e guanti è l&#8217;unica barriera che indiscutibilmente può proteggere le persone dal Coronavirus</a> e limitare la diffusione del contagio, a maggior ragione se davvero <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/il-coronavirus-resiste-nellaria-fino-a-16-ore/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">il Coronavirus resiste a lungo nell&#8217;aria</a>. Infatti <strong>l&#8217;uso della mascherina è tra gli obblighi previsti per la cosiddetta Fase 2</strong> che prevede il rallentamento delle misure di distanziamento sociale. Tuttavia non bisogna dimenticare che <strong>mascherine e guanti sono prodotti essenzialmente con materiale plastico</strong>, principalmente polipropilene, e che la plastica non è biodegradabile. Questo comporta due conseguenze di cui tutti dovremo tener conto. La prima è che <strong>mascherine e guanti vanno gettati nell&#8217;indifferenziato</strong> e non nel sacco dei materiali plastici o multileggeri. Quindi i dispositivi di protezione individuale aumenteranno la quota di rifiuti giornalieri che non possono essere riciclati. La seconda è che <strong>la loro dispersione nell&#8217;ambiente farà aumentare la quantità delle dannose microplastiche</strong> che circolano prima nell&#8217;aria e nel suolo, poi finiscono nelle acque di laghi e fiumi, e infine confluiscono nel mare, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/un-mare-di-spazzatura/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">con gravi conseguenze per la flora e fauna marina</a> ma ricadute anche sulla catena alimentare e, in definitiva, sulla nostra salute.</p>
<h2>L&#8217;impatto ambientale di mascherine e guanti contro il Coronavirus</h2>
<p>Secondo l&#8217;<a href="https://www.iucn.org/resources/issues-briefs/marine-plastics" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">International Union for Conservation of Nature</a> almeno <strong>8 tonnellate di plastica, sui 300 milioni prodotti ogni anno, finiscono direttamente negli oceani</strong>, costituendo l&#8217;80% dei rifiuti che si trovano tanto in superficie quanto sedimentati sui fondali. Questa enorme massa di rifiuti plastici in oceani e mari, per cui si parla ormai di <em>Plastic Trash Vortex</em> o isole di plastica, costituisce un <strong>mortale pericolo per pesci, tartarughe e uccelli marini</strong> che, attirati dai colori sgargianti e dal loro fluttuare sulla superficie, li confondono con il cibo e se ne nutrono. Il rischio più immediato è morire per soffocamento, quello a lungo termine per eccesso di ingestione (lo scorso anno, nello stomaco di un capodoglio morto spiaggiato sull&#8217;isola di Harris in Scozia sono stati trovati 100 kg di materiale plastico). Secondo <a href="https://oceanconservancy.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Ocean Conservancy</a> sono <strong>oltre 600 le specie animali la cui esistenza è a rischio</strong> a causa della plastica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L&#8217;allarme ambientale</h3>
<p>L&#8217;allarme verso la dispersione nell&#8217;ambiente di una grande quantità di guanti e mascherine si è già levato da più parti, singoli individui e organizzazioni ambientaliste. Già a inizio febbraio il <strong>gruppo ambientalista OceanAsia</strong> ha mostrato le immagini di guanti e mascherine di plastica sulle spiagge di Hong Kong.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/ckvaADyUyz8" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Lo stesso ha fatto un&#8217;<strong>altra associazione ambientalista impegnata nel combattere l&#8217;inquinamento plastico</strong> nei mari, 4ocean</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="en">We are finding more and more personal protective equipment during our cleanups. Please dispose of these items responsibly! <a href="https://twitter.com/hashtag/4ocean?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">#4ocean</a> <a href="https://t.co/cgMDhISq2K" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">pic.twitter.com/cgMDhISq2K</a></p>
<p>— 4ocean (@4ocean) <a href="https://twitter.com/4ocean/status/1251918812397649925?ref_src=twsrc%5Etfw" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">April 19, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>E ora anche in Italia cominciano a levarsi le prime voci di attenzione verso questo problema che dovremo affrontare per molti mesi e il il cui impatto potrebbe essere ben maggiore di quanto possiamo anche solo immaginare. <a href="https://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/rifiuti_e_riciclo/2020/04/11/legambiente-smaltimento-guanti-e-mascherine-abbandonati_e629251a-3924-41a8-b9fd-5b847fd4edfe.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Legambiente per esempio</a> avverte che:</p>
<blockquote><p>I dispositivi sanitari sono molto resistenti e potrebbero durare nell&#8217;ambiente decine di anni come accade per le buste di plastica più spesse o i flaconi di liquidi più resistenti. Responsabilizzare e informare i cittadini è fondamentale soprattutto per evitare di ritrovarci a dover liberare piazze strade e giardini da tanti guanti e mascherine oltre ai soliti rifiuti in plastica</p></blockquote>
<p>Sempre in una dichiarazione all&#8217;Ansa <strong>la stessa Legambiente</strong>, tramite Andrea Minutolo, responsabile tecnico scientifico dell&#8217;associazione:</p>
<blockquote><p>Il rischio principale è il cattivo smaltimento, abbiamo notato che c’è un rischio di dispersione ambientale importante, non tanto per il numero di questi dispositivi, ma per le cattive abitudini delle persone.</p></blockquote>
<p>Ma come abbiamo già provato a fare anche noi <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/quanta-plastica-a-testa-produciamo-ogni-giorno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">facendo una stima grossolana della quantità di plastica che una famiglia produce settimanalmente</a>, occorre anche <strong>tener conto del numero di guanti e mascherine che ciascun cittadino si troverà a dover usare</strong> per affrontare la Fase 2 e tutte le altre eventuali fasi di questa pandemia da Coronavirus. Solo fare la spesa quotidiana può significare una cinquantina di guanti e più di 20 mascherine al mese a persone, e i numeri si moltiplicano velocemente per ogni necessità essenziale delle nostre giornate. Basta moltiplicare questi numeri per quello delle persone per arrivare presto a centinaia di milioni di rifiuti plastici prodotti ogni giorno solo nel nostro Paese. E c&#8217;è un mondo intero che deve fronteggiare i rischi della pandemia da Coronavirus.<br />
<em>Credits photo: OceanAsia</em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Coronavirus, foulard e sciarpe proteggono davvero dal Covid-19?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/foulard-sciarpe-coronavirus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 08:58:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[mascherine]]></category>
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					<description><![CDATA[Foulard e sciarpe proteggono davvero dal Coronavirus? Si tratta di una domanda che molti cittadini[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/coronavirus-foulard-sciarpe-proteggono-davvero-da-covid19.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="coronavirus-foulard-sciarpe-proteggono-davvero da-covid19" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/coronavirus-foulard-sciarpe-proteggono-davvero-da-covid19.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/coronavirus-foulard-sciarpe-proteggono-davvero-da-covid19-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p><strong>Foulard e sciarpe proteggono davvero dal Coronavirus?</strong> Si tratta di una domanda che molti cittadini lombardi si sono posti dopo l’ultima ordinanza del governatore Attilio Fontana.<br />
È entrata in vigore domenica 5 aprile 2020 la <a href="https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioRedazionale/servizi-e-informazioni/cittadini/salute-e-prevenzione/Prevenzione-e-benessere/red-coronavirusnuoviaggiornamenti" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external"><strong>nuova</strong> </a><strong>ordinanza di Regione Lombardia</strong> per contenere ulteriormente il contagio da Coronavirus nel territorio più colpito del nostro paese. In sostanza, nella regione del nord Italia è obbligatorio uscire di casa con il <strong>naso e la bocca coperti</strong> da una mascherina o, in subordine, da un foulard o una sciarpa. Anche<strong> in Toscana</strong> è stata adottata una misura simile, ma l’obbligo scatterà solo quando sarà completata la distribuzione di 10 milioni di mascherine reperite dalla Regione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Foulard e sciarpe proteggono davvero dal Coronavirus?</h2>
<p>Considerando che in Lombardia le <strong>mascherine sono spesso introvabili</strong> (da oggi, però, ne verranno distribuite 3,3 milioni gratuitamente in tutta la regione presso alcuni esercizi commerciali come edicole, tabaccai o supermercati) o vendute a prezzi gonfiati, molte persone sono costrette a optare per la seconda opzione, proteggendosi il naso e la bocca con sciarpe, foulard, scaldacollo o altri accessori fatti di <strong>cotone, pile e lana</strong>: tutti materiali che trattengono molta umidità e che <strong>non sono particolarmente efficaci</strong> a proteggere noi e gli altri dal contagio. A ribadirlo è stato Giuseppe Sala, direttore del dipartimento di Scienze e tecnologie aerospaziali del Politecnico alla guida di <a style="background-color: #ffffff;" href="https://www.aero.polimi.it/news-branch/news-events-detail/article/2/giuseppe-sala-intervistato-sul-progetto-polimask-628/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Polimask</a>, a <a href="https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/04/06/news/coronavirus_lombardia_mascherine_foulard_sciarpe-253265584/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Repubblica: </a></p>
<blockquote><p>&#8220;<strong>Non deve passare l&#8217;idea</strong> che per proteggersi va bene tutto. Cotone, seta o lino proteggono da qualcosa di macroscopico. Se io starnutisco e ho davanti un fazzoletto non è come non avere nulla. È come dire &#8220;tossisci&#8221; nell&#8217;incavo del gomito, parliamo di buone pratiche che comunque non possono prescindere dalle regole sulle distanze. Guai, però, se le persone credono che possano sostituire una mascherina&#8221;.</p></blockquote>
<p>Anche le <strong>mascherine fai da te</strong> rappresentano una soluzione sempre più gettonata, ma non sono paragonabili a quelle vendute in farmacia e vanno bene solo in via temporanea (magari mentre si aspetta il proprio ordine online di mascherine o che le farmacie vicino casa facciano rifornimento). E <a style="background-color: #ffffff;" href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/coronavirus-come-fare-le-mascherine-a-casa-con-una-borsa-in-polipropilene/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come abbiamo spiegato qui</a>, è molto meglio realizzarle con una<strong> borsa in polipropilene</strong>, materiale sintetico idrofobo simile a quello delle mascherine chirurgiche, piuttosto che con del cotone. Andiamo ora ad approfondire il ruolo di tutte queste stoffe nella protezione dal Covid-19.<br />
<strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE:<a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/effetti-del-coronavirus-niente-traffico-ma-in-lombardia-linquinamento-non-diminuisce/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal"> Effetti del Coronavirus: niente traffico ma in Lombardia l’inquinamento non diminuisce</a></strong></p>
<h2></h2>
<h2>Foulard e sciarpe non proteggono, ma meglio che niente</h2>
<p>Quindi no, i foulard e le sciarpe non proteggono davvero dal Coronavirus, ma indossare indumenti di questo tipo<strong> è comunque più sicuro</strong> che andare in giro con il naso e la bocca scoperti. Ad ammetterlo è stato<strong> Attilio Fontana</strong>, presidente della Regione Lombardia, nel corso di una intervista rilasciata a Radio Padania:</p>
<blockquote><p>“Le mascherine risolvono il problema al 100%,<strong> i foulard al 30-40%</strong>, ma piuttosto che niente è meglio piuttosto. Non siamo così matti da prevedere un&#8217;ordinanza che non sia realizzabile”.</p></blockquote>
<p>Gli accessori di lana, cotone o pile, quindi, non sono delle alternative alle mascherine approvate dalla comunità medico-scientifica, bensì delle “soluzioni tampone” <strong>da adottare in via eccezionale</strong>.<br />
La miglior protezione possibile (comunque non infallibile, come ha lasciato intendere Fontana) per naso e bocca rimane la mascherina, ma se non si trova si può optare per una sciarpa o un foulard. Nel secondo caso, però, bisognerà fare ancora più attenzione al rispetto della “distanza sociale”. Come conferma un recente studio dell&#8217;University of California &#8211; Davis, infatti, anche poche parole pronunciate da un individuo asintomatico (ma positivo al Coronavirus) possono produrre abbastanza particelle aerosolizzate per trasmettere l&#8217;infezione. Secondo tutte le ricerche scientifiche sulla materia, <strong>le stoffe di uso comune non proteggono dalle piccole particelle</strong> che emaniamo quando parliamo, tossiamo o facciamo uno starnuto. Una tesi sostenuta anche da <strong>Daniele Barbone</strong>, manager esperto nel controllo dei Dispositivi di protezione individuale, intervistato dalla<a href="https://www.lastampa.it/topnews/edizioni-locali/novara/2020/04/05/news/il-manager-novarese-daniele-barbone-non-basta-un-pezzo-di-stoffa-certe-mascherine-sono-inutili-1.38679536" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external"> Stampa</a>.</p>
<blockquote><p>“Non basta un pezzo di stoffa con due laccetti per fare una mascherina. Non mettiamoci in faccia qualunque cosa”</p></blockquote>
<h2></h2>
<h2>Quanto è efficace la stoffa di uso comune?</h2>
<p>Come abbiamo anticipato, in passato sono stati condotti diversi studi sull’utilità dei materiali di uso comune dal punto di vista della protezione dai virus. Secondo <a href="https://bmjopen.bmj.com/content/5/4/e006577.long" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">una ricerca</a> dell’University of New South Wales, chi indossa protezioni di stoffa ha molte più probabilità di <strong>contrarre infezioni respiratorie:</strong> quasi il 97% delle particelle uscite dalla bocca di una persona senza mascherina, infatti, ha oltrepassato il materiale di stoffa usato dai partecipanti allo studio. “Solo” il 44% delle particelle, invece, è entrato a contatto con il naso e la bocca di chi ha indossato mascherine mediche sintetiche. Stando a un’altra ricerca del 2013, inoltre, i materiali di stoffa <strong>filtrano solo un terzo degli aerosol</strong> (minuscole particelle che possono farci ammalare) solitamente bloccati da una mascherina chirurgica. L’inefficacia delle stoffe come il cotone è spiegata anche dalla loro capacità di <strong>trattenere l’umidità.<br />
</strong>Come spiega <strong>You-Lo Hsieh</strong>, professore dell’University of California, le goccioline più piccole che escono dalla bocca non possono essere fermate dalla maggior parte delle stoffe. Il rischio che gli aerosol oltrepassino il nostro foulard o la nostra sciarpa sarebbe alto:</p>
<blockquote><p>&#8220;I tessuti comuni hanno pori troppo grandi per i virus, che hanno un diametro di circa 100 nanometri”</p></blockquote>
<p>Lo ha detto Hsieh al<a href="https://www.businessinsider.com/does-homemade-diy-cloth-mask-work-protect-against-coronavirus-2020-4?IR=T" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external"> BusinessInsider.</a> Infatti le misure dei pori del cotone variano dai <strong>10mila ai 20mila nanometri</strong>: molto di più rispetto alle dimensioni degli aerosol potenzialmente infetti.<br />
<strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/mascherine-coronavirus-anche-santini-riconverte-la-sua-produzione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Mascherine Coronavirus: anche Santini riconverte la sua produzione </a></strong></p>
<h3></h3>
<h3>Come proteggersi se non si ha una mascherina</h3>
<p>Esistono stoffe più o meno protettive? Sembra di sì. A dimostrarlo è stato uno studio inglese condotto nel 2010 dal National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH). Dai risultati sono emersi aspetti interessanti e che potrebbero risultare utili a chi, purtroppo, non è ancora riuscito a procurarsi una mascherina.<br />
A quanto pare <strong>il materiale delle felpe</strong> (che si può riciclare e usare per una mascherina fai da te) offre una protezione leggermente migliore rispetto a quello delle magliette, bloccando circa<strong> il 20-30% delle particelle</strong> (contro il 14% del cotone delle t-shirt). Inoltre,<strong> gli asciugamani di cotone</strong> sarebbero più sicuri rispetto<strong> alle sciarpe</strong> (34-40% di particelle bloccate contro l’11-27%). Tutti questi tessuti, però, sono risultati nettamente meno efficaci di una classica mascherina N95 dotata di filtro.</p>
<h3></h3>
<h3>Quali sono le mascherine più sicure?</h3>
<p>Per concludere si può affermare che una sciarpa abbassa sì il rischio di contagio, <strong>ma di poco</strong>: per proteggere voi stessi e gli altri quando uscite (per casi di reale necessità) bisogna usare una mascherina. Si tratta di un’abitudine che risulterà fondamentale anche quando le <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/coronavirus-si-a-passeggiate-con-i-bambini-e-jogging-no-alle-attivita-sportive-cosa-significa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">misure restrittive del Governo</a> si allenteranno. Foulard, sciarpe e indumenti simili, secondo Paolo D&#8217;Ancona dell&#8217;Istituto superiore di sanità (intervistato da Repubblica), sono come le mascherine che solitamente si usano contro l&#8217;inquinamento urbano:</p>
<blockquote><p>&#8220;Sono come le mascherine non chirurgiche, quelle non certificate usate ad esempio per l&#8217;inquinamento, che non hanno certificazione come dispositivo medico. Anche se qualunque tessuto, qualunque forma di schermo che frappongo tra bocca ed esterno è chiaramente meglio di niente&#8221;.</p></blockquote>
<p>Le mascherine più sicure, ma purtroppo più rare, sono le <strong>FFP2 o FFP3 senza la valvola</strong> dalla quale possono passare gli aerosol. Le <strong>FFP2 e FFP3 con la valvola</strong>, invece, sono sicure per sé ma non per gli altri (solitamente vengono usate dai medici che entrano in contatto con pazienti già infetti), mentre le <strong>mascherine chirurgiche</strong> (usa e getta) sono più indicate nella protezione altrui piuttosto che di noi stessi. Per chi non ha una FFP2 o FFP3 senza valvola, una soluzione raccomandata da diversi medici è quella di indossare una mascherina chirurgica <strong>sopra alla mascherina con la valvola.<br />
</strong>(Foto di copertina: <a href="https://www.pexels.com/photo/person-wearing-black-mask-2738919/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Elijah O&#8217;Donnell / Pexels</a>)</p>
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<h4><strong>Leggi anche:</strong></h4>
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</ul>
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		<title>Mascherine Coronavirus: anche Santini riconverte la sua produzione</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/mascherine-coronavirus-anche-santini-riconverte-la-sua-produzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2020 07:26:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[mascherine]]></category>
		<category><![CDATA[santini]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche Santini, lo storico maglificio sportivo di Bergamo leader di mercato nella produzione di abbigliamento[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/Mascherine-Coronavirus-anche-Santini-riconverte-la-sua-produzione-hp.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Mascherine Coronavirus: anche Santini riconverte la sua produzione-hp" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/Mascherine-Coronavirus-anche-Santini-riconverte-la-sua-produzione-hp.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/Mascherine-Coronavirus-anche-Santini-riconverte-la-sua-produzione-hp-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Anche Santini, lo storico maglificio sportivo di Bergamo <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/strada/abbigliamento-ciclismo-invernale-la-collezione-vega-santini/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">leader di mercato nella produzione di abbigliamento tecnico da ciclismo</a>, ha deciso di <strong>riconvertire la sua produzione e produrre le mascherine protettive</strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/coronavirus-come-fare-le-mascherine-a-casa-con-una-borsa-in-polipropilene/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">essenziali nell&#8217;emergenza Coronavirus</a>. L&#8217;idea di produrre mascherine per il Coronavirus è nata sia dalla proprietà, Paola Santini, Marketing Manager, e Monica, CEO dell&#8217;azienda, che dai dipendenti, in un momento di grande emergenza sanitario per tutto il territorio bergamasco e l&#8217;Italia itera, ed è stata ispirata dalla filosofia del fondatore Pietro Santini di non mollare mai e lavorare sempre con dedizione e passione.</p>
<p>Il <strong>primo prototipo di mascherina protettiva</strong> è stato realizzato in poche ore con un tessuto water-resistant dell’azienda SITIP di Cene (in Val Seriana) con un tessuto utilizzato abitualmente per i body da triathlon. Il primo campione è stato mandato al Politecnico di Milano per le prove, ma non ha superato i test per l&#8217;utilizzo sanitario e medicale. Tuttavia i tecnici del Politecnico hanno detto che <strong>poteva essere utilizzato per “scopi civili”</strong>, purché nel rispetto della norma di un metro di distanza (in conformità con le <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/sport-e-coronavirus-dopo-il-dpcm-del-9-marzo-2020-cosa-si-puo-fare-e-cosa-e-vietato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">indicazioni della Circolare del Ministero Salute 0003572-P-18/03/2020. Comma 2  art. 16 Decreto CuraItalia</a>.). Questa prima mascherina per &#8220;usi civili&#8221; è stata mandata in produzione, tuttavia l&#8217;azienda ha continuato a lavorare ad altri prototipi di mascherina che potesse garantire maggiore protezione.</p>
<p>Il 27 marzo 2020, il Politecnico di Milano ha dato il via libera a un altro <strong>prototipo di mascherina protettiva da Coronavirus che ora è in fase di certificazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità</strong>. Il via libera dell’ISS è fondamentale per la distribuzione e commercializzazione di questa mascherina protettiva, tuttavia l&#8217;azienda ha già cominciato una prima produzione per essere pronti a distribuirle dalla seconda metà di Aprile. La tempestività infatti in questo frangente di emergenza è ancora necessaria.</p>
<p>I test svolti in conformità ai metodi indicati nella norma <a href="http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=dalministero&amp;id=4361" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">UNI EN 14683:2019</a> sono stati:</p>
<ol>
<li>capacità filtrante</li>
<li>carico biologico (bioburden)</li>
<li>capacità di protezione dagli schizzi (per i tipi di maschera che richiedono tale caratteristica)</li>
<li>pressione differenziale (traspirabilità)</li>
</ol>
<p>Questo secondo prototipo approvato dal Politecnico di Milano è stato r<strong>ealizzato con materiale dell&#8217;azienda RadiciGroup</strong>, che ha fornito il tessuto, e con l’<strong>azienda Plastik che ha contribuito con la membrana accoppiata</strong> al primo tessuto. Entrambe sono aziende bergamasche, con la conseguenza di una produzione praticamente a KM Zero.</p>
<p>La mascherina protettiva presenta un <strong>tessuto a 9 strati sovrapposti</strong> ed è stata definita, nel documento di certificazione, «mascherina chirurgica &#8211; SP MASK T1 di Tipo I».</p>
<p>Le mascherine protettive devono rispettare tutti i requisiti di sicurezza stabiliti a norma di legge, in particolare:</p>
<ul>
<li>il prodotto deve rispondere ai requisiti della norma UNI EN 14683:2019 “Mascherine facciali ad uso medico &#8211; requisiti e metodi di prova”;</li>
<li>il prodotto deve rispondere ai requisiti di biocompatibilità secondo la norma UNI EN ISO 10993-1:2010 “Valutazione biologica dei dispositivi medici &#8211; Parte 1: Valutazione e prove all&#8217;interno di un processo di gestione del rischio”;</li>
<li>Inoltre l’azienda deve aver implementato la produzione secondo un Sistema di gestione della Qualità.</li>
</ul>
<p>Le maschere facciali ad uso medico, coprendo bocca e naso, provvedono a <strong>creare una barriera per minimizzare la trasmissione diretta di agenti infettivi</strong> tra il personale medico ed i pazienti. Le maschere facciali ad uso medico si dividono in Tipo I e Tipo II a seconda del livello di capacità filtrante ai batteri. Inoltre il tipo II si divide in Tipo II e Tipo IIR a seconda se resistenti o meno agli schizzi.</p>
<p>Le mascherine protettive di Tipo I sono <strong>maschere facciali ad uso medico che dovrebbero essere utilizzate solo da pazienti e da altro personale per ridurre il rischio di diffusione dell’infezione</strong> in caso di epidemia e pandemia. Non sono destinate ad essere utilizzate da professionisti sanitari in sala operatoria o in ambienti con requisiti assimilabili.Si tratta quindi di mascherine monouso che possono essere utilizzata fino a 8 ore e poi deve essere gettate. Questa mascherina protettiva è di nuova tipologia, come indicato sopra, non è una FFP perché non è in tessuto e inoltre solitamente non è prodotta in Italia.</p>
<p>Per la produzione delle mascherine, <strong>Santini sta usando i macchinari per il taglio a lama</strong>, sui quali è stato fatto solo qualche piccolo intervento per ridurre la velocità della lama e per il cucito. Oltre ad aver riconvertito la propria linea di produzione, Santini si sta avvalendo di altre aziende che l&#8217;affiancheranno nella fase della cucitura. Al momento le dipendenti attive nella produzione di mascherine sono circa quaranta, pari a 2/3 del personale impiegato normalmente, e stanno lavorando su due turni.</p>
<p>Santini prevede di <strong>produrre circa 50.000 mascherine al giorno</strong>, grazie al supporto di altre aziende per la fase della cucitura. Le mascherine devono poi essere confezionate a blocchi di 10 pezzi e sigillate: grazie a Minipack Torre di Dalmine è stata identificata una macchina specifica per questo processo di confezionamento. Un ultimo passaggio è quello in cui <strong>le mascherine confezionate andranno a Steris Spa di Seriate che si occuperà della sanificazione</strong>, prima della immissione sul mercato.</p>
<p>Secondo i calcoli fatti in azienda e se non ci saranno intoppi, <strong>le prime mascherine saranno pronte a partire dal 14 aprile</strong>: una quota di mascherine sarà devoluta a una o due ONLUS, cosicché siano loro a decidere a chi distribuirle. Le altre verranno vendute ad aziende, farmacie ed enti vari per un utilizzo al proprio interno o per essere rivendute. <strong>Il prezzo di acquisto coprirà solo i nostri costi di produzione</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-56894" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/Mascherine-Coronavirus-anche-Santini-riconverte-la-sua-produzione.jpg" alt="Mascherine Coronavirus: anche Santini riconverte la sua produzione-hp" width="670" height="503" /></p>
<p>Paola Santini ha voluto ribadire che &#8220;<em>il nostro intervento è solo temporaneo: non è nostra intenzione proseguire, al termine dell’emergenza, nella produzione di mascherine. Il nostro “mestiere” è fare abbigliamento tecnico da ciclismo</em>&#8220;.</p>
<p>L’operazione delle mascherine così prodotte prevede una supply chain a KM Zero interamente bergamasca: Radici per i tessuti, Plastik per l’accoppiatura della membrana, Santini per taglio e cucito (con il contribuito di altri laboratori di cucitura della bergamasca), MiniPack Torre per l’imbustamento e Steris per la sanificazione. Ancora Paola Santini vuole &#8220;<em>ringraziare Confindustria Bergamo che si è adoprata per fare da capofila e creare i contatti tra i vari player dell’operazione.</em>&#8220;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Coronavirus, come fare le mascherine a casa con una borsa in polipropilene</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/coronavirus-come-fare-le-mascherine-a-casa-con-una-borsa-in-polipropilene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 13:54:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[mascherine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=56879</guid>

					<description><![CDATA[Le mascherine, si sa, sono fondamentali per limitare il contagio da Coronavirus. In un mondo[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/come-fare-le-mascherine-a-casa.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="come fare le mascherine a casa" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/come-fare-le-mascherine-a-casa.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/come-fare-le-mascherine-a-casa-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Le mascherine, si sa, sono fondamentali per <strong>limitare il contagio</strong> da Coronavirus. In un mondo ideale sarebbero disponibili ovunque, sia online sia nelle farmacie, e non ci sarebbe bisogno di parlare di <strong>come fare le mascherine a casa.</strong> Ma visto che la realtà è ben diversa, abbiamo deciso di spiegarvi come realizzarle “artigianalmente” utilizzando materiali facili da trovare e poco costosi. La premessa che va fatta è la seguente: le mascherine fatte in casa <strong>non sono un presidio medico</strong>, non sono testate in laboratorio e non sono utili come quelle che si trovano in farmacia. Quelle fai da te, però, possono rappresentare una buona <strong>soluzione temporanea</strong>, da adottare mentre si aspetta il proprio ordine online di mascherine o che le farmacie vicine a casa facciano rifornimento. Le mascherine fatte in casa <strong>non sono in grado di proteggere</strong> dagli aerosol fini (che possono essere una fonte di contagio), ma possono proteggere noi e gli altri da goccioline o spruzzi di secrezioni o altri fluidi biologici. Sempre<strong> meglio di niente</strong>, insomma. Ma è bene ricordarsi che non sono assolutamente sostitutive a quelle approvate dalla comunità medico-scientifica.</p>
<h2>Tutorial: come fare le mascherine a casa con una borsa in polipropilene</h2>
<p>La maggior parte dei tutorial online per fare le mascherine a casa richiedono l’utilizzo della macchina da cucire e <strong>del cotone</strong> (che trattiene l’umidità ed è sconsigliato per questo tipo di situazioni). Il sito Popsci.com ha proposto un metodo ideato da <strong>Helpful Engineering</strong>, progetto open source portato avanti da ingegneri che studiano giorno dopo giorno modalità per limitare il contagio da Covid-19. Per preparare queste mascherine fai da te va usato un <strong>materiale sintetico idrofobo</strong> simile (ma non identico) al tessuto delle mascherine chirurgiche.<br />
<strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/attrezzi-da-palestra-fai-da-te-per-fare-allenamento-in-casa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Attrezzi da palestra fai da te per fare allenamento in casa durante il Coronavirus</a></strong></p>
<h2>Strumenti e materiali necessari</h2>
<p>Il tempo necessario per produrre queste mascherine si aggira attorno ai <strong>90 minuti</strong>, mentre il costo dei materiali è di circa <strong>5 euro.</strong> Di quali strumenti avete bisogno? Ago e filo, forbici, righello, ferro da stiro, pennarello indelebile e spille da cucito. I materiali necessari, invece, sono una <strong>borsa riutilizzabile per la spesa in polipropilene</strong> e due scovolini (o delle fascette rivestite di plastica).</p>
<h3>Le fasi per realizzare la mascherina</h3>
<ul>
<li>Il primo step è lavare la borsa in polipropilene, dopodiché dovete <strong>tagliare i lati del sacchetto</strong> (in modo tale da appiattirlo) senza però togliere le maniglie (diventeranno i laccetti della mascherina). A questo punto è necessario tagliare la borsa in due parti uguali, così da ottenere due fogli più o meno quadrati e della stessa grandezza.</li>
<li>Successivamente, con il righello, misurate il lato del foglio a cui è attaccata la maniglia e<strong> segnate il centro con il pennarello</strong>. Partite da quel puntino e andate indietro verso le due estremità delle maniglie, facendo <strong>un segno ogni 11,4 centimetri</strong> (4,5 pollici). Da ciascun segno, misurate 22,8 centimetri (9 pollici) verso il basso e tracciate le <strong>line di taglio verticali parallele.</strong> Collegando le linee dei due lati opposti dovreste <strong>avere un quadrato</strong> di circa 23 centimetri x 23 centimetri. La fase successiva consiste nel ripetere questa operazione con l’altro foglio ottenuto precedentemente.</li>
<li>Ora <strong>piegate il bordo opposto a ciascuna maniglia</strong>, poi posizionate il foglio con il rovescio (l’interno della borsa) verso l’alto e piegate mezzo pollice (1,3 centimetri circa) di materiale da quel bordo. Poi stirate la piega per impostarla e <strong>cucitela a mezzo pollice (1,3 cm) dal bordo</strong>. Quindi posizionate l’altro foglio con l’esterno (non l’interno come nell’operazione precedente) rivolto verso l’altro ed eseguite la stessa operazione fatta prima. Qui è molto importante tenere <strong>basso il calore del ferro</strong> da stiro, altrimenti si rischia di sciogliere il polipropilene (che è un tipo di plastica).</li>
<li>In questo step dovete<strong> unire i due fogli</strong>, in modo tale da dotare la vostra mascherina di due strati di tessuto. Come si fa? Posizionate uno dei due fogli sul tavolo con la maniglia rivolta verso sinistra, poi metteteci sopra l’altro foglio con la maniglia rivolta verso destra. Quindi unite il tutto con ago e filo.</li>
<li>A questo punto piegate le maniglie a metà e tagliatele al centro, poi posizionate la <strong>maschera centrata sul viso</strong> con le maniglie che spuntano fuori dai lati. E assicuratevi che siano abbastanza lunghe da raggiungere e superare di almeno 4 pollici (10 centimetri) la parte posteriore della testa. Questi saranno <strong>i lacci della vostra mascherina</strong> fatta in casa.</li>
<li>La fase successiva consiste nel <strong>cucire i fogli insieme.</strong> Per farlo bisogna raddoppiare il filo e cucire intorno a tutti i bordi, così da rendere la mascherina ben compatta. Dopodiché fate una piega di mezzo pollice (1,3 centimetri circa) verso il basso, stiratela e chiudetela (cucendo il tutto) a 0,25 pollici (circa 0,6 centimetri) dal bordo.</li>
<li>Eccoci arrivati alla fase in cui la mascherina prende forma. <strong>Fate tre pieghe</strong> (e stiratele per renderle permanenti) delle seguenti dimensioni: 1,5 pollici (3,8 centimetri) all’esterno e 1,3 centimetri (0,5 pollici) all’interno. Queste devono essere parallele alla fascia del naso. Per facilitarvi la vita potete segnare le linee sul tessuto con il pennarello, piegarle e poi stirarle. Poi cucite queste pieghe da entrambi lati, a 0,6 centimetri dal bordo. Infine raddoppiate il punto per assicurarvi che la piega sia solida. Questa operazione servirà a <strong>rendere la mascherina espandibile</strong> (dal naso fino a sotto il mento) come quelle chirurgiche.</li>
</ul>
<p>La mascherina ora è pronta, ma prima di usarla immergetela in<strong> acqua bollente per 10 minuti</strong>: è importantissimo che sia sterilizzata. Questo passaggio va ripetuto dopo ogni uso. La mascherina va asciugata al sole e poi posizionata in un contenitore di plastica pulito e sigillato. Su <a href="https://www.popsci.com/story/diy/make-diy-face-masks/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Popsci</a> potete trovare le illustrazioni per i vari step di realizzazione dell&#8217;oggetto.<br />
<em>(foto di copertina: Popsci.com)</em></p>
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<h4><strong>Leggi anche:</strong></h4>
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		<title>La maschera di Decathlon contro il coronavirus anche in Spagna e altri paesi</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/la-maschera-di-decathlon-contro-il-coronavirus-anche-in-spagna-e-altri-paesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 10:57:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[mascherine]]></category>
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					<description><![CDATA[La maschera da snorkeling di Decathlon sembra essere uno degli strumenti più interessanti per combattere[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/La-maschera-di-Decathlon-contro-il-Coronavirus-la-sperimentazione-a-Brescia.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="La maschera di Decathlon contro il Coronavirus: la sperimentazione a Brescia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/La-maschera-di-Decathlon-contro-il-Coronavirus-la-sperimentazione-a-Brescia.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/03/La-maschera-di-Decathlon-contro-il-Coronavirus-la-sperimentazione-a-Brescia-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>La <strong>maschera da snorkeling di Decathlon</strong> sembra essere uno degli strumenti più interessanti per combattere il <strong>coronavirus</strong>. Il modello Easybreath che è stato inizialmente utilizzato nell’ospedale di Chiari, a Brescia, come <strong>maschera respiratoria d’emergenza</strong> in terapia sub-intensiva per far fronte alla penuria di modelli C-PAP, ora viene usato <strong>anche in Spagna, Belgio, Filippine, Brasile</strong>. Senza dubbio è una delle soluzioni più creative, intelligenti e semplici da realizzare emerse in questo periodo difficile.<br />
L’idea di usare la maschera da snorkeling di Decathlon è venuta a un ex primario dell’Ospedale di Gardone Valtrompia, il Dott. Renato Favero. Che, capite le potenzialità, ha contattato la <a href="https://www.isinnova.it/easy-covid19/?fbclid=IwAR3jMRSRyM2Gev8gbeJ3pmTsCynDfdBaro-khmqMrO4zD5oUOa1cxya8awI" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Isinnova</a>, azienda bresciana che stava già realizzando stampe 3D di valvole per respiratori per provare a utilizzarla. <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/la-maschera-di-decathlon-contro-il-coronavirus-la-sperimentazione-a-brescia/" data-wpel-link="internal">Ne abbiamo parlato qui.</a> </strong>Sappiamo come come è andata: la Easybreath con le modifiche apportate (l’applicazione di una valvola, in estrema sintesi) <strong>sembra funzionare,</strong> Decathlon ne ha donate 10 mila alle regioni per farne dei respiratori. Ora l’idea italiana si sta diffondendo in altri paesi.</p>
<h2>La maschera di Decathlon in Spagna, Belgio e altri paesi</h2>
<p>Ora anche la <strong>Spagna</strong>, pesantemente colpita dal Covid-19 e in grave difficoltà nella gestione del sovraccarico di ospedali e carenza di materiale medico, sta utilizzando la soluzione italiana. Succede che la Polizia di Madrid ha chiesto donazioni di queste maschere per collegarle a respiratori attraverso valvole realizzate in stampa 3D, in sostanza lo stesso approccio italiano.<br />
Anche in <strong>Belgio</strong> la maschera di Decathlon sta entrando negli ospedali: all’Erasme di Bruxelles la si sta testando su 50 pazienti. Idem in <strong>Brasile</strong>, dove Decathlon ha donato 3mila <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-acquatici/la-maschera-di-decathlon-per-respirare-senza-boccaglio/" data-wpel-link="internal">Easybreath</a></strong> a società mediche di Campinas, Porto Alegre e Paraná. E lo stesso avviene nelle <strong>Filippine</strong>, dove sulla scorta dell’iniziativa della filiale italiana, Decathlon sta discutendo con le strutture sanitarie per la sperimentazione sulle maschere, come si legge in un <a href="https://www.instagram.com/p/B-MUo1eHrVp/?utm_source=ig_web_copy_link" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">post su Instagram</a>.<br />
Tutto questo ha portato la casa francese a <strong>bloccare le vendite online delle maschere</strong> per poterle fornire agli ospedali che intendono utilizzarla contro il coronavirus: si parla di <strong>30 mila pezzi</strong> che andranno a costituire la dotazione di protezione antivirus per il personale infermieristico, ma anche per essere collegate ai respiratori.<br />
Qui parliamo invece di altre aziende italiane che si sono convertite alla produzione di maschere, come <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/aziende-che-producono-mascherine-il-caso-di-energiapura/" data-wpel-link="internal">Energia Pura</a></strong> e <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/anche-la-sportiva-ora-produce-mascherine-sanitarie/" data-wpel-link="internal">Lasportiva</a></strong>.</p>
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		<title>Anche La Sportiva ora produce mascherine sanitarie</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/anche-la-sportiva-ora-produce-mascherine-sanitarie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Corno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 07:04:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[mascherine]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche La Sportiva produce mascherine sanitarie per affrontare l&#8217;emergenza coronavirus si unisce alla lista sempre[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/lasportiva-mascherine.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="lasportiva-mascherine" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/lasportiva-mascherine.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/lasportiva-mascherine-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p class="western"><strong>Anche La Sportiva</strong> <strong>produce mascherine sanitarie</strong> per affrontare l&#8217;emergenza <strong>coronavirus</strong> si unisce alla lista sempre più lunga di aziende dell&#8217;abbigliamento sportivo (ora c&#8217;è anche la valtellinese Crazy) che hanno deciso di riconvertire &#8211; pur non senza difficoltà &#8211; la propria produzione per dare concretamente una mano al paese in un momento di difficoltà.<br />
&#8220;Stiamo ancora aspettando la certificazione da un istituto scientifico di Rovereto e poi potremo finalmente cominciare a distribuire le nostre prima mascherine sanitarie&#8221;, ci racconta Lorenzo Delladio, l&#8217;amministratore delegato de La Sportiva, l&#8217;azienda trentina che, con un fatturato di <strong>126 milioni di euro</strong>, è leader mondiale nella produzione e commercializzazione di scarpe e abbigliamento da arrampicata.</p>
<h2>La Sportiva produce mascherine sanitarie per l’emergenza coronavirus</h2>
<p class="western"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/aziende-che-producono-mascherine-il-caso-di-energiapura/" data-wpel-link="internal"><strong>Abbiamo già visto cosa ha fato l&#8217;azienda Energia Pura</strong></a>, che è passata dalla produzione di abbigliamento da gara sciistica a mascherine per il filtraggio dell&#8217;aria. Ora si aggiunge Lasportiva: &#8220;Saranno mascherine sanitarie <strong>Ffp1</strong>. La scorsa settimana sono stati prodotti i primi prototipi grazie ai tessuti tecnici di due aziende trentine specializzate e ora attendiamo la certificazione. Noi abbiamo fermato la produzione una settimana prima che arrivasse l&#8217;ordine dal Governo di Roma perchè abbiamo pensato prima di tutto alla salute dei nostri dipendenti. Poi abbiamo chiuso tutti i negozi che abbiamo in giro per il mondo, uno per volta. Ora abbiamo richiamato otto tra operai e tecnici per realizzare i prototipi delle mascherine e dei camici&#8221;.</p>
<p class="western">Com&#8217;è noto, la sede de La Sportiva è in Trentino, in Valle di Fiemme, e il Trentino &#8211; così come il resto d&#8217;Italia &#8211; ha subito avuto <strong>problemi nel reperimento dell&#8217;attrezzatura necessaria per contrastare il virus:</strong> &#8220;Ci siamo accorti subito del problema, appena è cominciata l&#8217;emergenza sanitaria. Le famiglie, anche dei nostri dipendenti, avevano i figli a casa dalla scuola e si trovavano in difficoltà. Abbiamo sentito la responsabilità del momento, anche proprio nella nostra valle, e non mi sono sentito di negare la nostra disponibilità a dare una mano. Bisogna che ci diamo tutti una mano e La Sportiva vuole fare la sua parte&#8221;.<br />
A regime, la produzione dovrebbe arrivare a <strong>3000 pezzi al giorno:</strong> &#8220;Ci siamo dotati delle materie prime per produrre le prime 55.000 mascherine che andranno alla Protezione Civile di Trento e, allo stesso tempo, ci stiamo facendo certificare altri tessuti per produrre grembiuli e altre protezioni. Appena ne avremo la possibilità, ne faremo partire la produzione industriale per poter confezionare grandi volumi di mascherine e camici ogni giorno&#8221;.</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Enrico Maria Corno' src='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/enrico-maria-corno/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Enrico Maria Corno</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Enrico Maria Corno, giornalista per Corriere della Sera e Vanity Fair, vent’anni alla Rivista Sci e responsabile della passata edizione italiana del magazine americano Outside, collabora anche con enti di promozione turistica, federazioni e agenzie per l’organizzazione di eventi a tema outdoor, sport e sostenibilità. È con SportOutdoor24 fin dall&#8217;inizio.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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