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	<title>microavventure Archives - SportOutdoor24</title>
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	<description>Per spiriti liberi</description>
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	<title>microavventure Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>Se vedi un sentiero, vai!</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/se-vedi-un-sentiero-vai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 17:38:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[divertimento]]></category>
		<category><![CDATA[gps]]></category>
		<category><![CDATA[microavventure]]></category>
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					<description><![CDATA[Domenica mattina sono uscito con l’intenzione di seguire una traccia GPX gravel scaricata da un[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1272" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mirco-wenzel-hPNesUF8AFg-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Se vedi un sentiero, vai!" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mirco-wenzel-hPNesUF8AFg-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mirco-wenzel-hPNesUF8AFg-unsplash-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mirco-wenzel-hPNesUF8AFg-unsplash-1024x678.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mirco-wenzel-hPNesUF8AFg-unsplash-768x509.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mirco-wenzel-hPNesUF8AFg-unsplash-1536x1018.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Domenica mattina sono uscito con l’intenzione di seguire una traccia GPX gravel scaricata da un gruppo di appassionati locali. Vivo vicino ai laghi prealpini lecchesi – <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/laghi-brianza-passeggiate-milano/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Pusiano, Segrino, Annone, Alserio</a> – e sono anni che cerco di disegnarmi un percorso gravel di quelli che dici vado, torno e mi sono divertito. Il classico giro post lavoro settimanale che sai quanto tempo ci metti e quanto ti diverti. Ma mi sono sempre ritrovato più o meno con sconforto su quegli infami stradoni trafficati della Brianza che mi fanno passare la poesia di pedalare.</p>
<h2>Se vedi un sentiero, vai</h2>
<p>E così per una volta mi sono deciso a seguire una traccia che mi sembrava perfetta per quello che cercavo. Perfetta fino al momento in cui mi sono reso conto che c’era troppa strada per quello che volevo – B-road, ma pur sempre strada con il traffico della domenica mattina – e allora al primo sentiero che ho visto sulla mia destra ho mollato la traccia e mi sono lanciato nel mio solito elogio del perdersi. Ne è uscito il giro più bello della settimana, forse del mese, e l’idea per questo articolo</p>
<h2>La traccia è una gabbia dorata</h2>
<p>Il GPX idealmente sarebbe una cosa meravigliosa. Ti permette di scoprire percorsi che non avresti mai trovato da solo, di non perderti su terreni che non conosci, di arrivare preparato. Non c&#8217;è niente di sbagliato nel seguire una traccia, lo so benissimo.</p>
<p>Il problema è quando la traccia smette di essere uno strumento e diventa un copione già scritto. Quando non stai più pedalando verso o per qualcosa, ma stai solo eseguendo istruzioni. Quando il tuo (mio) cervello — che è un organo potente, curioso, fatto per esplorare — si riduce a fare quello che fa un navigatore satellitare: gira a destra tra 200 metri.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-666895" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mason-mulcahy-CIQIjjGw0cw-unsplash.jpg" alt="Se vedi un sentiero, vai!" width="1920" height="2560" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mason-mulcahy-CIQIjjGw0cw-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mason-mulcahy-CIQIjjGw0cw-unsplash-225x300.jpg 225w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mason-mulcahy-CIQIjjGw0cw-unsplash-768x1024.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mason-mulcahy-CIQIjjGw0cw-unsplash-1152x1536.jpg 1152w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/mason-mulcahy-CIQIjjGw0cw-unsplash-1536x2048.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è un concetto che in psicologia si chiama Effetto Peltzman — l&#8217;idea che più aumentano i dispositivi di sicurezza, meno siamo attenti, perché deleghiamo la vigilanza alla tecnologia. Sul piano stradale lo abbiamo studiato con le cinture di sicurezza e l&#8217;ABS. Sul piano dell&#8217;orientamento, lo stiamo sperimentando in tempo reale con il GPS. Ne abbiamo già parlato in <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/quel-falso-senso-di-sicurezza/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">questo articolo relativo al falso senso di sicurezza</a></strong>.</p>
<p>La traccia GPX fa esattamente questo: ti protegge dall&#8217;incertezza, ma ti priva anche dell&#8217;attenzione. E l&#8217;attenzione — quella vera, quella che guarda il territorio invece di guardare lo schermo — è esattamente quello che rende un&#8217;uscita in bici un&#8217;esperienza (un’avventura?) invece che un esercizio.</p>
<h2>Quando spegni la mappa, si accende il cervello</h2>
<p>Per me c&#8217;è una differenza enorme tra guardare e seguire una mappa e leggere il territorio. La mappa ti dice dove sei. Il territorio ti dice dove potresti andare, cosa sta succedendo intorno a te, cosa potrebbe succedere tra cinquanta metri. E anche ti fa sognare quello che non puoi intuire.</p>
<p>Quando smetti di seguire la traccia e cominci ad andare a istinto — come è capitato a me questa domenica — cominci a pedalare con un tipo diverso di attenzione. È quella che gli alpinisti chiamano presenza, e che è semplicemente il cervello che torna a fare quello per cui è stato costruito: leggere l&#8217;ambiente, anticipare, decidere.</p>
<p>Improvvisamente noti cose che prima non vedevi. Il fondo del sentiero che cambia. Un ramo che segnala umidità. Una salita che promette discesa. Il rumore dell&#8217;acqua che si avvicina o si allontana, il rumore del traffico da cui vuoi stare alla larga. Non perché prima fossi distratto — ma perché prima avevi delegato.</p>
<p>Navigare a istinto non significa navigare alla cieca. Significa usare il senso dell&#8217;orientamento, <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/perche-i-maschi-non-si-perdono-quasi-mai-e-le-donne-non-sanno-leggere-una-mappa/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">che è una competenza reale, allenabile, e che si atrofizza se non la usi mai perché c&#8217;è sempre il GPS a pensarci</a></strong>. È un po&#8217; come la memoria: finché hai la lista della spesa sul telefono, non ti alleni a ricordare. Finché hai la traccia sul GPS, non ti alleni a leggere il paesaggio.</p>
<h2>L&#8217;<em>idea di m***a</em> che diventa il giro migliore dell&#8217;anno</h2>
<p>Parliamoci chiaro: non sempre va bene. A volte il sentiero finisce nel nulla. A volte finisce in un campo recintato. Domenica per esempio son finito in un campo di granoturco in fondo al quale c’era una recinzione coperta da una siepe. A volte finisce in un tratto così sassoso e ripido che ti tocca scendere dalla bici e spingerla a mano per dieci minuti, mentre pensi — con una lucidità sorprendente — &#8220;<em>ma che idea di m***a.</em>&#8221;</p>
<p>Eppure.</p>
<p>Eppure quell&#8217;uscita lì, quella con l&#8217;<em>idea di m***a</em> nel mezzo, è quella che ricordi. È quella che racconti. È quella che — a distanza di qualche ora, o di qualche giorno — diventa automaticamente un&#8217;avventura invece che una pedalata.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-666896" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/david-tip-63b2T7GlHsU-unsplash.jpg" alt="Se vedi un sentiero, vai!" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/david-tip-63b2T7GlHsU-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/david-tip-63b2T7GlHsU-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/david-tip-63b2T7GlHsU-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/david-tip-63b2T7GlHsU-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/david-tip-63b2T7GlHsU-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È quello che chiamiano divertimento di Tipo 2: non piacevole mentre lo stai vivendo, preziosissimo dopo. Non è masochismo — è semplicemente il modo in cui il cervello umano costruisce memorie significative. Le esperienze facili, prevedibili, eseguite senza intoppi, lasciano poco. Sedimentano, sbiadiscono e si confondono. Le esperienze in cui hai dovuto arrangiarti, decidere, sbagliare e correggere, lasciano moltissimo. Ne abbiamo parlato <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/psicologia/che-cose-il-divertimento-di-tipo-2-e-perche-dovresti-scoprirlo/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">in questo articolo sulla scala del divertimento</a>.</p>
<p>Il divertimento di Tipo 2 è quello che non ti stai divertendo mentre lo fai, ma che diventa il tuo aneddoto preferito per i prossimi sei mesi. Condizione necessaria: essersi cacciati in qualcosa di leggermente più grande di quello che avevi pianificato.</p>
<h2>Il backdoor è sottovalutato (quasi sempre)</h2>
<p>C&#8217;è un altro aspetto di questa storia su cui secondo me vale la pena pensare un po’: i laghi prealpini intorno a cui giro da anni non sono un posto nuovo. Sono praticamente dietro casa, su strade e sentieri che conosco e che sono sempre a portata di mano. Ben diverso da quando sono in vacanza, per esempio.</p>
<p>E però ne ho trovato uno nuovo.</p>
<p>Questo è il paradosso delle <em>backdoor adventure</em> — <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/15-micro-avventure-che-tutti-possono-fare/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">l&#8217;avventura dietro casa di cui parla Alastair Humphreys e di cui abbiamo parlato anche noi</a></strong>: i posti che frequentiamo da anni sono quelli che conosciamo meno, perché li attraversiamo sempre nello stesso modo, con lo stesso percorso, con lo stesso obiettivo. Spesso con la stessa distrazione.</p>
<p>Ma se cambi il percorso, cambia anche il luogo, e sì, non serve andare lontano per scoprire qualcosa. Serve andare diversamente. <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/elogio-del-ravanage-o-scrambling-che-dir-si-voglia/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Qualche idea su come farlo, anche vicino a casa, qui</a></strong>.</p>
<h2>Lo spiraglio d&#8217;avventura: come si riconosce</h2>
<p>Uno spiraglio d&#8217;avventura non si pianifica. Si coglie, o non si coglie.</p>
<p>Di solito ha queste caratteristiche: appare all&#8217;improvviso, richiede una decisione rapida, implica una dose di incertezza che non è zero ma non è neanche pericolosa, e comporta l&#8217;abbandono di qualcosa — un programma, una traccia, un obiettivo chilometrico. È Un po&#8217; <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/elogio-del-perdersi/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">l&#8217;elogio del perdersi di cui avevamo già scritto in questo articolo</a>.</p>
<p>La difficoltà non è riconoscerlo. La difficoltà è darsi il permesso di seguirlo. Perché abbiamo una tendenza molto umana a voler finire quello che abbiamo cominciato, a rispettare il piano, a lasciare la strada vecchia per quella nuova. Un po’ la nostra zona di comfort.</p>
<p>Ma il piano è uno strumento, non un contratto. E il GPS non si offende se lo ignori.</p>
<p>La regola pratica, se proprio ne serve una, è semplice: se hai il dubbio se imboccare quel sentiero o no, imboccalo. Il rimpianto di non averlo fatto (almeno per me) dura molto più della fatica di averlo fatto, anche quando l&#8217;idea si rivela — lo ammetto — una <em>idea di m***</em>.</p>
<h2>Vai</h2>
<p>L&#8217;avventura non è un posto. Non è una distanza, non è un dislivello, non è una meta con la bandierina. O almeno non è solo e sempre questo. È spesso un&#8217;attitudine: quella di rimanere abbastanza aperti, mentre si pedala o si cammina o si corre, da riconoscere il momento in cui il territorio ti sta offrendo qualcosa che non avevi messo in programma.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’avventura non è dove pensi: basta guardare sotto casa</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/15-micro-avventure-che-tutti-possono-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 08:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[microavventure]]></category>
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					<description><![CDATA[Non c&#8217;è bisogno di mesi di preparativi, attrezzatura costosa e ingombrante, molto tempo a disposizione[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/04/Micro-Avventures-che-tutti-possono-fare.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Micro Avventure che tutto possono fare" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/04/Micro-Avventures-che-tutti-possono-fare.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/04/Micro-Avventures-che-tutti-possono-fare-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/04/Micro-Avventures-che-tutti-possono-fare-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Non c&#8217;è bisogno di mesi di preparativi, attrezzatura costosa e ingombrante, molto tempo a disposizione e ottima preparazione fisica e tecnica per vivere davvero lo spirito dell&#8217;avventura. Anzi, <strong>l&#8217;avventura è dietro casa</strong>, e a dirlo è nientemeno che Alastair Humphreys, uno dei più grandi avventurieri e viaggiatori moderni che ha pubblicato un libro (<a href="https://www.amazon.it/Microadventures-Local-Discoveries-Great-Escapes/dp/0007548036/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1491209486&amp;sr=8-1&amp;keywords=microadventures&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Microadventures: Local Discoveries for Great Escapes</a>) che ha letteralmente inventato un mondo nuovo, quello delle micro avventure.</p>
<h2>Cosa sono le micro avventure</h2>
<p>Le micro avventure sono <strong>piccoli e brevi viaggi o semplici cose da fare all&#8217;aperto</strong>, vicino a casa, in poco tempo, con poca o nulla attrezzatura davvero specifica, accessibili a tutti, anche nei ritagli di tempo, anche con i bambini, anche se non si è allenati o preparati fisicamente, per vivere la quotidianità in modo curioso e con occhi diversi. Quelli di chi considera l&#8217;avventura come un disagio visto dal giusto punto di vista, e un disagio un&#8217;avventura vista dal punto di vista sbagliato.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/nuove-cose-da-fare-allaperto-le-micro-avventure/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Nuove cose da fare all&#8217;aperto: le micro avventure</a></strong></p>
<h2>15 micro avventure adatte a tutti</h2>
<p>Insomma, per vivere una vera micro avventura serve solo <strong>saper vedere lo straordinario nell&#8217;ordinario</strong>, l&#8217;avventura nella quotidianità e l&#8217;eccezionale nel quotidiano. Come in queste 15 micro avventure davvero adatte a tutti.</p>
<h3>1. Dormire in giardino</h3>
<p>Non c&#8217;è bisogno di andare in vacanza in campeggio per dormire all&#8217;aperto, basta il giardino di casa (o del vicino, se non si ha un giardino): una <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/la-nuova-tenda-gonfiabile-air-seconds-di-decathlon/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">tendina</a> o anche un sacco a pelo se il meteo lo concede, un fuocherello per tirare l&#8217;ora del sonno, una <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/5-nuove-lampade-frontali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">pila frontale</a> per leggere qualche storia ai bambini e poi via, tutti a dormire all&#8217;aperto ma praticamente sotto casa.</p>
<h3>2. Fare colazione nel bosco</h3>
<p>La colazione è il pasto più veloce della giornata. Perché non trasformarlo in qualcosa di avventuroso, magari nel weekend, andando a bere tè e a mangiare pane e marmellata in un bosco poco lontano da casa?</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/i-bambini-che-fanno-colazione-vanno-meglio-a-scuola/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">I bambini che fanno colazione vanno meglio a scuola</a></strong></p>
<h3>3. Camminare di notte</h3>
<p>Le stesse strade di tutti i giorni che però di notte assumono tutt&#8217;altro aspetto: quante volte ci è capitato di andare in giro di notte solo per la curiosità di sentire rumori diversi e vedere le stesse cose diverse da come sono normalmente durante il giorno? In fondo basta giusto una lampada frontale e magari qualche capo d&#8217;abbigliamento rifrangente.</p>
<h3>4. Passare la notte in spiaggia</h3>
<p>Ok, non tutti hanno la spiaggia dietro casa, ma poi quando siamo al mare finisce sempre che dormiamo in casa, in albergo o in campeggio. Eppure basta un sacco a pelo o un sacco lenzuolo per dormire in riva al mare, addormentarsi con il rumore ritmico delle onde e svegliarsi con le prime luci dell&#8217;alba.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/8-consigli-dormire-bene-aperto-aria-aperta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">8 consigli per dormire bene all&#8217;aperto</a></strong></p>
<h3>5. Nuotare in un fiume</h3>
<p>Quante volte passiamo accanto a fiume e non pensiamo nemmeno lontanamente ci farci il bagno? Per vivere l&#8217;esperienza del wild swimming non c&#8217;è bisogno di fare chissà quale traversata: basta un corso d&#8217;acqua pulita in cui tuffarsi, no?</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/nuoto/wild-swimming-guida-al-nuoto-in-acque-libere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Wild swimming: guida al nuoto in acque libere</a></strong></p>
<h3>6. Camminare tra due luoghi senza Gps</h3>
<p>Si può fare anche in città, basta avere un punto da cui partire e uno in cui arrivare, e dimenticare che esistono le auto, i mezzi pubblici e Google Maps: chi sarebbe davvero capace di andare a intuito da una parte all&#8217;altra della città?</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/come-orientarsi-senza-bussola-usando-lorologio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come orientarsi senza bussola</a></strong></p>
<h3>7. Dormire in un bivacco</h3>
<p>Montagne e colline sono punteggiate di bivacchi in cui dormire: spesso non hanno luce né acqua corrente e ci sono giusto delle tavole di legno o delle brandine su cui coricarsi. Un vero rifugio di fortuna in cui passare la notte nel modo più essenziale. Cosa serve per farlo? Un sacco a pelo per coprirsi, una lampada frontale e dell&#8217;acqua, che non deve mai mancare.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/10-cose-indispensabili-da-portare-con-se-in-un-rifugio-di-montagna/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">10 cose indispensabili da portare con sé in un rifugio di montagna</a></strong></p>
<h3>8. Arrivare al capolinea</h3>
<p>In treno, o sulla metro, o sull&#8217;autobus: sappiamo veramente qual è il capolinea del mezzo pubblico che prendiamo abitualmente? Per scoprirlo basta rimanere a bordo e poi tornare a casa a piedi o in bicicletta.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/in-bici-sul-treno-7-consigli-fondamentali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">In bici sul treno: 7 consigli fondamentali</a></strong></p>
<h3>9. Fare Coasteering</h3>
<p>Non proprio banale, ma insomma si tratta di camminare lungo la costa rocciosa su cui si infrangono le onde del mare e poi fare un bagno in acqua. Da non improvvisare, ma ci sono guide a cui affidarsi, magari nel corso di qualche giorno di vacanza.</p>
<h3>10. Noleggiare una houseboat</h3>
<p>Senza andare in Francia, anche in Italia ci sono un sacco di fiumi e canali navigabili con le houseboat, per le quali non serve nemmeno la patente nautica. E navigare tutto il giorno e poi dormire in barca può essere davvero avventuroso (per quanto possa costare qualche centinaia di euro per un weekend).</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/i-fiumi-navigabili-in-italia-per-una-vacanza-in-houseboat/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">I fiumi navigabili in Italia con le houseboat</a></strong></p>
<h3>11. Risalire un fiume fino alla sorgente</h3>
<p>Non necessariamente tutto, e non necessariamente solo lungo i sentieri che ne seguono il corso. Ma anche solo per un pomeriggio o per un fine settimana risalire il corso di un fiume (oppure ridiscenderlo fino alla foce) anche entrando nelle sue acque è una bella micro avventura da fare.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-acquatici/i-migliori-fiumi-dove-fare-rafting-in-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">I migliori fiumi dove fare rafting in Italia</a></strong></p>
<h3>12. Seguire il nord magnetico</h3>
<p>Serve giusto una bussola e la curiosità di vedere dove si va a finire seguendo il nord magnetico il più a lungo possibile.</p>
<h3>13. Guardare la città dall&#8217;alto</h3>
<p>Nel nostro paese c&#8217;è sempre qualche punto panoramico attorno alle nostre città. Basta cercarlo sulle mappe (anche online) e poi raggiungerlo per vedere il nostro abituale mondo da un punto di vista molto diverso. E poi, fosse anche una collina, raggiungere la vetta ha sempre qualcosa di molto soddisfacente.</p>
<h3>14. Guardare le stelle</h3>
<p>No, non dal cortile di casa, ma da un punto di osservazione lontano dall&#8217;inquinamento luminoso. Se non si vive nelle vicinanze di un osservatorio può andar bene anche un prato lontano da abitazioni e costruzioni, oppure una radura nel bosco. Basta che non ci sia troppa luce di modo da vedere stelle che di solito non si riesce a riconoscere.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/i-sette-migliori-posti-ditalia-dove-vedere-le-stelle-a-san-lorenzo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">7 migliori posti d&#8217;Italia in cui vedere le stelle</a></strong></p>
<h3>15. Fare il gioco della bottiglia</h3>
<p>No, non quel gioco della bottiglia, un altro: quello per cui ogni volta che si arriva a un incrocio si fa girare la bottiglia e si prende la direzione indicata dal tappo. Quando ci si stanca si prova a tornare a casa con il senso dell&#8217;orientamento.</p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La natura è l&#8217;ultimo spazio di avventura che ci è rimasto</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/la-natura-e-lultimo-spazio-di-avventura-che-ci-e-rimasto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 09:22:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[microavventure]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
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					<description><![CDATA[Qualche sera fa, cazzeggiando sui social, mi sono imbattuto in un gruppo di appassionati della[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/mukuko-studio-tPKQwYHy8q4-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="La natura è l&#039;ultimo spazio di avventura che ci è rimasto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/mukuko-studio-tPKQwYHy8q4-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/mukuko-studio-tPKQwYHy8q4-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/mukuko-studio-tPKQwYHy8q4-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/mukuko-studio-tPKQwYHy8q4-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/mukuko-studio-tPKQwYHy8q4-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Qualche sera fa, cazzeggiando sui social, mi sono imbattuto in un <strong>gruppo di appassionati della vecchia Renault 4</strong>. Io, che ho 50+ anni, la R4 non solo l&#8217;ho avuta, ma ci sono anche andato in Marocco, nel 1992: Tangeri, Fes, Midelt, Al-Rashidiyya, Erfoud, Merzouga, Zagora, Boumalne Dades, Ouarzazate, le gole del Dades, Marrakech, Casablanca, Rabat. Avevo <strong>21 anni, una cartina stradale approssimativa, dei traveler cheques in Franchi francesi e la guida Routard in tasca</strong>. Niente telefonino, niente Internet, niente carte di credito, App di prenotazione, Maps, WhatsApp per dire alla mamma e al papà che andava tutto bene, niente social per postare ogni piatto di couscous mangiato.</p>
<h2>Le più belle esperienze della nostra vita</h2>
<p>Perché racconto questa vacanza viaggio dei miei 20 anni che considero ancora oggi <strong>una delle più belle esperienze della mia vita</strong>? Per almeno 3 motivi.</p>
<h3>L&#8217;Hippie trail dei Boomer</h3>
<p>Il primo è che in quel gruppo di appassionati di Renault 4 c&#8217;erano <strong>molti 70enni o più di oggi che postavano foto e racconti di mitologici viaggi negli anni Settanta lungo il cosiddetto Hippie trail</strong>. L&#8217;Hippie trail era un viaggio, iconograficamente con il pulmino VW Kombi, che partiva dall&#8217;Europa, raggiungeva Istanbul dai Balcani, e poi si divideva tra la rotta settentrionale, che passava per Teheran, Herat, Kandahar, Kabul, Peshawar e Lahore verso l&#8217;India, il Nepal, e l&#8217;Indocina, oppure la rotta meridionale che passava attraverso Siria, Giordania, Iraq, Iran e Pakistan in direzione di Varanasi, Goa, Katmandu e Bangkok. Erano decine di migliaia i ventenni occidentali che intraprendevano l&#8217;Hippie trail <strong>stando via per mesi senza contatti con casa</strong>, ed è molto probabile che il nostro insospettabile vicino pensionato che porta a passeggio il cane a metà mattina, nei suoi 20 anni si sia molto divertito lungo la Jhochhen Tole, o Freak Street, di Katmandu.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-628680" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/leio-mclaren-jEgQpfkHEWY-unsplash.jpg" alt="La natura è l'ultimo spazio di avventura che ci è rimasto" width="1920" height="2400" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/leio-mclaren-jEgQpfkHEWY-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/leio-mclaren-jEgQpfkHEWY-unsplash-240x300.jpg 240w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/leio-mclaren-jEgQpfkHEWY-unsplash-819x1024.jpg 819w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/leio-mclaren-jEgQpfkHEWY-unsplash-768x960.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/leio-mclaren-jEgQpfkHEWY-unsplash-1229x1536.jpg 1229w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/leio-mclaren-jEgQpfkHEWY-unsplash-1638x2048.jpg 1638w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h3>Sognando il Marocco</h3>
<p>Il secondo motivo è che un paio di giorni dopo aver letto questi racconti sui social, ero sul mio treno da pendolare, e dietro di me avevo un <strong>gruppo di 4 ragazzi e ragazze sui ventanni che parlando di vacanze dicevano come il loro &#8220;sogno&#8221; fosse andare in Marocco</strong> e come &#8220;addirittura&#8221; ci fosse un&#8217;agenzia che ti porta fino alle Gorges du Dadès. Siccome nessuno dei 4 ha fatto accenno a difficoltà economiche, mi hanno colpito i termini &#8220;sogno&#8221; e &#8220;addirittura&#8221; rispetto a un&#8217;esperienza che io feci 30 anni fa con uno zaino buttato nel baule di una Renault 4 e che oggi puoi fare prenotando volo, hotel e guida direttamente dallo smartphone in 5 minuti.</p>
<h3>Juglot dove?</h3>
<p>Il terzo motivo è che durante le chiacchiere da pausa pranzo in ufficio, un collega nei suoi vent&#8217;anni mi ha chiesto <strong>dove andrei oggi se potessi partire verso qualunque destinazione</strong>. Confesso che ho avuto più di un momento di esitazione prima di dire Juglot, una città del Gilgit-Baltistan, in Pakistan, dove si incontrano tre delle più grandi catene montuose &#8211; il Karakorum, l&#8217;Himalaya e l&#8217;Hindu Kush &#8211; e che è attraversata dalla Karakorum Highway che collega la Cina al Pakistan sui percorsi dell&#8217;antica via della seta.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-628676" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/glen-jackson-mzZVGFfMOkA-unsplash.jpg" alt="La natura è l'ultimo spazio di avventura che ci è rimasto" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/glen-jackson-mzZVGFfMOkA-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/glen-jackson-mzZVGFfMOkA-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/glen-jackson-mzZVGFfMOkA-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/glen-jackson-mzZVGFfMOkA-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/glen-jackson-mzZVGFfMOkA-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h3>Il mondo in mano</h3>
<p>Ora <strong>basta digitare Juglot o Jaglot su un motore di ricerca che compaiono foto, video, mappe, recensioni di Tripadvisor, cerca hotel di Booking, profili social e annunci sponsorizzati</strong> di agenzie di viaggi. Un&#8217;esperienza ormai talmente comune e pervasiva che tendiamo a dimenticare come fosse<strong> inimmaginabile almeno fino al 2007</strong>, anno del lancio del primo iPhone.<br />
Detto in breve: i <strong>Boomer</strong> partivano col pulmino Volkswagen avendo forse sentito parlare di luoghi remoti e non sapendo quasi dove sarebbero andati a finire; la <strong>Gen X</strong> partiva sulla suggestione di qualche libro o film, come Marrakech Express nel mio caso, e qualche informazione scritta su guide, libri e mappe; la <strong>Gen Z</strong> parte sapendo già tutto, avendo già tutto in mano, nel proprio smartphone, e potendo raccontare tutto in diretta mentre accade.</p>
<h3>Dall&#8217;Overlanding al bisogno di novità</h3>
<p>Detto con i termini scientifici di chi si occupa di ricerche sul turismo: siamo passati dall&#8217;<a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2666957922000088" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">overlanding travel</a>, inteso come forma di viaggio avventuroso a lungo termine e autosufficiente in cui il viaggio è percepito come più importante della destinazione e in cui gli asset di valore sono<strong> la vita semplice, la libertà, lo sviluppo di sé e le relazioni positive</strong>, al <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/016073839290064V" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">bisogno di novità dei turisti</a> inteso come brivido, cambiamento dalla routine, alleviamento della noia e sorpresa da condividere in real time sui social network.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-628672" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/jackman-chiu-36Vbwo1OiZU-unsplash.jpg" alt="La natura è l'ultimo spazio di avventura che ci è rimasto" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/jackman-chiu-36Vbwo1OiZU-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/jackman-chiu-36Vbwo1OiZU-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/jackman-chiu-36Vbwo1OiZU-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/jackman-chiu-36Vbwo1OiZU-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/jackman-chiu-36Vbwo1OiZU-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h3>La natura è l&#8217;ultimo spazio di avventura che ci è rimasto</h3>
<p>In tutto ciò <strong>è scomparsa l&#8217;essenza del viaggio, che è l&#8217;avventura</strong>. Avventura deriva dal latino <em>adventura</em>, letteralmente «ciò che accadrà», e per <a href="https://www.treccani.it/vocabolario/avventura/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">definizione del vocabolario Treccani</a> significa &#8220;<em>un avvenimento singolare, inaspettato e straordinario, un&#8217;impresa rischiosa ma attraente e piena di fascino per ciò che vi è in essa d’ignoto o d’inaspettato, e per estensione una prova o esperienza il cui esito è incerto o casuale</em>&#8220;.</p>
<p>Dov&#8217;è l&#8217;avventura nel <strong>raggiungere un luogo senza possibilità di sbagliare strada</strong>, sapendo esattamente quanto ci metteremo, avendolo già visto in decine se non centinaia di video e immagini, e avendo già scelto esattamente su quale letto dormire e quali cibi mangiare? <strong>Dov&#8217;è l&#8217;avventura se manca l&#8217;incertezza</strong>? Dov&#8217;è l&#8217;avventura se possiamo pianificare tutto e abbiamo sempre la soluzione a portata di mano?</p>
<p>In un&#8217;<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/marko-prezelj-piolets-or-incertezza-montagna/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">intervista che ci ha concesso Marko Prezelj</a>, alpinista sloveno due volte vincitore del Piolet d’or, questo <strong>paladino dell’alpinismo puro e dello stile alpino</strong> ci ha detto che &#8220;<em>la possibilità di fallire è parte delle esperienze. La possibilità di fallire e dover rinunciare a qualcosa rende l&#8217;incertezza ancora più affascinante e dà più sapore a ogni esperienza</em>.&#8221;</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-628668" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/dmitrii-vaccinium-9qsK2QHidmg-unsplash-scaled.jpg" alt="La natura è l'ultimo spazio di avventura che ci è rimasto" width="1802" height="2560" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/dmitrii-vaccinium-9qsK2QHidmg-unsplash-scaled.jpg 1802w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/dmitrii-vaccinium-9qsK2QHidmg-unsplash-scaled-211x300.jpg 211w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/dmitrii-vaccinium-9qsK2QHidmg-unsplash-721x1024.jpg 721w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/dmitrii-vaccinium-9qsK2QHidmg-unsplash-768x1091.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/dmitrii-vaccinium-9qsK2QHidmg-unsplash-1081x1536.jpg 1081w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/dmitrii-vaccinium-9qsK2QHidmg-unsplash-1442x2048.jpg 1442w" sizes="(max-width: 1802px) 100vw, 1802px" /></p>
<p>Oggi <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0160738397800011" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">si definisce adventure tourism</a> come quell&#8217;attività all&#8217;aperto in cui <strong>ci si confronta con la natura per sperimentare il rischio oppure per acquisire conoscenze o intuizioni</strong>. Esperienze, conoscenze, intuizioni: <strong>l&#8217;ultimo spazio di avventura che ci è rimasto è la natura</strong>. Sì, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/leffetto-lonely-planet-delle-app-di-navigazione-outdoor-come-komoot-e-wikiloc/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">ne abbiamo già parlato</a>, le App di navigazione outdoor stanno generando un <strong>nuovo effetto Lonely Planet o RyanAir</strong> sui percorsi outdoor con conseguenti effetti di gentrificazione: ci stiamo tutti intruppando sugli stessi sentieri, in fila a pedalare, camminare e arrampicare convinti di vivere esperienze autentiche e invece indotti a <strong>pensare che non sia più lecito, accettabile o possibile perdersi</strong>, sbagliare, tornare indietro o rinunciare per riprovare.</p>
<p>Perdersi è un’esperienza sempre più rara. Anzi, <strong>ormai perdersi è qualcosa che non vogliamo più fare</strong>, vogliamo che il sentiero sia perfettamente segnato, e se non lo è vogliamo che sia il navigatore a dirci dove andare. E invece, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/elogio-del-perdersi/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">come abbiamo scritto nel nostro Elogio del perdersi</a>, <strong>perdersi è un momento di svolta, un momento di crescita in cui uscire dalla propria zona di comfort</strong> sia fisicamente che psicologicamente.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-628664" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/kalen-emsley-kGSapVfg8Kw-unsplash.jpg" alt="La natura è l'ultimo spazio di avventura che ci è rimasto" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/kalen-emsley-kGSapVfg8Kw-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/kalen-emsley-kGSapVfg8Kw-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/kalen-emsley-kGSapVfg8Kw-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/kalen-emsley-kGSapVfg8Kw-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/03/kalen-emsley-kGSapVfg8Kw-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>E non c&#8217;è bisogno di andare in zone remote e inesplorate, dall&#8217;Amazzonia al Deserto del Gobi, dal Sahara alla Groenlandia, per vivere questo senso di avventura profondo. Ce lo ha insegnato Alastair Humphreys, uno dei più grandi avventurieri e viaggiatori moderni che con il suo libro <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/15-micro-avventure-che-tutti-possono-fare/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Microadventures: Local Discoveries for Great Escapes</a> ha letteralmente inventato un mondo nuovo, quello delle micro avventure. Il bosco dietro casa, un lago di montagna, una baia raggiungibile solo a nuoto, un itinerario in neve fresca, quel sentiero inforcato con la bicicletta, un po&#8217; di sano ravanage: ogni volta che ci immergiamo in un (piccolo) mondo che non abbiamo potuto pianificare, prevedere, organizzare, <strong>ci stiamo ritagliando un nuovo piccolo spazio di avventura e un nuovo grande orizzonte di crescita</strong>. Perché come diceva Tiziano Terzani, <strong>troverai la tua strada se prima avrai avuto il coraggio di perderti</strong>.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/fare-o-avere-questo-e-il-dilemma-della-felicita/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Fare o avere: il dilemma della felicità</a></p>
<p><em>Photo by <a href="https://unsplash.com/@mukukostudio?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Mukuko Studio</a> / <a href="https://unsplash.com/@leio?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Leio McLaren</a> / <a href="https://unsplash.com/@glenjjackson?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Glen Jackson</a> / <a href="https://unsplash.com/@vaccinium?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Dmitrii Vaccinium</a> / <a href="https://unsplash.com/@kalenemsley?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Kalen Emsley</a></em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuove cose da fare all&#8217;aperto: le micro-avventure</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/nuove-cose-da-fare-allaperto-le-micro-avventure/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Aug 2021 15:21:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[microavventure]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=40571</guid>

					<description><![CDATA[Le micro-avventure sono piccole e brevi attività o esplorazioni da fare all&#8217;aperto, vicino a casa,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/03/Micro-Avventure.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="micro avventure" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/03/Micro-Avventure.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/03/Micro-Avventure-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/03/Micro-Avventure-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Le micro-avventure sono piccole e <strong>brevi attività o esplorazioni da fare all&#8217;aperto, vicino a casa</strong>, adatte a chiunque, a basso costo, che non richiedono né preparazione tecnica specifica né attrezzatura evoluta tantomeno lunga preparazione. Le micro-avventure sono uno dei trend più in crescita nel mondo dell&#8217;outdoor e verso il quale sta crescendo l&#8217;attenzione anche degli operatori tanto che Alastair Humphreys, Adventure of the Year nel 2012, un giro del mondo in bicicletta durato 4 anni alle spalle oltre a numerosi deserti di sabbia e ghiacci attraversati anche in solitaria, è ora l&#8217;appassionato di micro avventure più famoso al mondo.</p>
<h2>Cosa sono le micro-avventure</h2>
<p>Trovare lo sconosciuto nel conosciuto, possibilmente vicino a casa, senza particolare equipaggiamento o preparativi, in modo spontaneo se non quasi improvvisato, con <strong>unico obiettivo il divertimento e l&#8217;interazione con gli altri</strong> e soprattutto in modo compatibile con la vita quotidiana. Insomma, non c&#8217;è bisogno di andare chissà dove per vivere un po&#8217; di sano spirito d&#8217;avventura: basta uscire di casa con lo spirito giusto per trovare qualcosa di davvero avventuroso da fare e un <strong>rapporto intenso e positivo con la natura</strong>. Fosse anche dormire una notte sotto le stelle o andare fino alla sorgente di un fiume. Unica regola delle micro avventure: lasciare a casa l&#8217;auto e scoprire il mondo a piedi o in bicicletta.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/4-motivi-per-portare-i-bambini-allavventura-nella-natura/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">4 motivi per portare i bambini all&#8217;avventura nella natura</a></strong></p>
<h2>Video di micro-adventures</h2>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/videoseries?list=PLbtaTQrJfLEh3whO1V7601sjwNgsQZB4y" width="670" height="377" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Insomma, come dice Alastair Humphreys, basta con la <strong>scusa che si lavora dalle 9:00 alle 17:00</strong>. C&#8217;è anche tutto il tempo dalle 17:00 alle 9:00 per trovare qualcosa di avventuroso da fare, no?</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/alex-bellini-intervista-avventura-iceberg-groenlandia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Alex Bellini: &#8220;Uscite, l&#8217;avventura è oltre la porta di casa&#8221;</a></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Pokemon Go è la nuova App per tenersi in forma?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/pokemon-go-e-la-nuova-app-per-tenersi-in-forma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2016 05:48:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fitness]]></category>
		<category><![CDATA[camminare]]></category>
		<category><![CDATA[microavventure]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo confesso: quando è esplosa questa moda dei Pokemon Go l&#8217;ho guardata con diffidenza. Non ho[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/07/pokemon-go.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Pokemon Go Camminare Natura tenersi in forma" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/07/pokemon-go.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/07/pokemon-go-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/07/pokemon-go-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Lo confesso: quando è esplosa questa moda dei Pokemon Go l&#8217;ho guardata con diffidenza. Non ho mai amato i videogame, sullo smartphone ho solo App &#8220;di servizio&#8221; e anche alla Playstation ci gioco per dovere di padre. Ecco, il punto però è questo: ho due figli, inevitabilmente immersi nei tormentoni, da Rovazzi a ovviamente <strong>i Pokemon Go, ed è stato inevitabile vederli coinvolti con i loro amici al gioco del momento</strong>. E allora ho cercato di capirci qualcosa di più, a partire dal funzionamento di Pokemon Go.</p>
<h3>Cos&#8217;è Pokemon Go</h3>
<p>Pokemon Go è una <strong>App di gioco in realtà aumentata basata sulla geolocalizzazione tramite Smartphone</strong>. In parole più povere: c&#8217;è un App, che si installa sullo smartphone, che sa dove siamo tramite il Gps, e sulla quale compaiono i mostriciattoli celebri ormai dagli anni Ottanta. La differenza rispetto al passato è che <strong>ora i mostriciattoli bisogna andare a catturarli nel mondo reale, e per fare questo c&#8217;è da camminare</strong>. Anzi, più cammini e più hai possibilità di far schiudere le uova da cui nascono i Pokemon, di trovare Pokéstop in cui fermarti a fare carica di Punti Esperienza, di incontrare Pokemon rari e di catturarli lanciandogli una Pokéball. Questo almeno nei livelli basi e per come me l&#8217;hanno spiegato i miei figli, perché poi si può combattere con altri Pokemon e fare altre cose da veri nerd.</p>
<p>Le cose da nerd mi interessano poco, ma quando ho cominciato a vedere <strong>sciami di ragazzini e ragazzine correre per strade, parchi e giardini, e i loro genitori arrancare al seguito</strong> quasi sfiniti nelle energie e con i piedi doloranti mi si è accesa una lampadina in testa: vuoi vedere che Pokemon Go riuscirà a far alzare dal divano anche gli ultimi, incalliti, ortodossi sedentari? Vuoi vedere che Pokemon Go riuscirà laddove hanno fallito gli smart tracker?</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/abbiamo-davvero-bisogno-di-10-000-passi-al-giorno-per-essere-in-forma/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Abbiamo davvero di 10mila passi al giorno per essere in forma?</a></strong></p>
<h3>Pokemon Go è la nuova App per camminare</h3>
<p>In effetti sembra proprio così: &#8220;giocare&#8221; almeno 1 ora a Pokemon Go significa camminare per altrettanto tempo, ovvero almeno 5km. Il che non è così lontano dalla soglia di passi quotidiani fissata dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità per raggiungere il minimo livello di attività quotidiana. Poi: il gioco si pratica all&#8217;aperto, il che significa <strong>gironzolare per città e aree verdi o naturali come parchi, spiagge o boschetti</strong> (al netto che pare che i Pokemon tendano a farsi trovare nelle aree maggiormente frequentate) e questo è un modo molto interessante di camminare, o proprio correre, anche rispetto a una semplice camminata a passo costante, senza variazioni di dislivello, velocità, frequenza, etc. Insomma, senza sembrare blasfemo, siam quasi vicini al mitico Fartlek.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/come-funzionano-i-braccialetti-fitness-e-perche-non-bisogna-fidarsi-troppo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come funzionano i braccialetti fitness (e perché è bene non fidarsi troppo)</a></strong></p>
<h3>Pokemon Go è la nuova App per microavventure</h3>
<p>Ecco, questo è un altro punto interessante. Al momento siamo alle denunce di Codacons e Asaps, l&#8217;associazione amici della polizia stradale, per i <strong>pericoli che il gioco comporterebbe per la sicurezza nelle strade</strong>. E in effetti di gente che si è messa nei guai più o meno gravemente ne son piene le cronache. Poi però ci sono anche notizie più curiose: senza arrivare al caso delle <a href="https://twitter.com/Kelchup/status/751965416394674176" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">due neozelandesi che si sarebbero imbarcate su un kayak per andare alla conquista di una Gym</a>, è indubbio che <strong>Pokemon Go può essere anche lo stimolo per microavventure</strong> fuori dai soliti giri. Sì, gli allarmi si sprecano, dalla violazione della proprietà privata ai rischi di aree dismesse o marginali, ma in fondo è un gioco e con un po&#8217; di attenzione anche una microavventura può essere stimolante. E se poi davvero gli sviluppatori volessero <strong>far comparire anche i Pokemon Leggendari come Mewtwo o Articuno</strong> (che secondo i rumors dei siti specializzati potrebbe trovarsi addirittura in Antartide!) allora il tutto comincerebbe a diventare davvero interessante, no?</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/alex-bellini-intervista-avventura-iceberg-groenlandia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Uscite, l&#8217;avventura è oltre la porta di casa</a></strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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