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	<title>piscina naturale Archives - SportOutdoor24</title>
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	<title>piscina naturale Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>Dove il grigio della pietra incontra il verde più profondo d&#8217;Europa: la Grecia che smentisce ogni cliché</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2026 11:58:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[borghi d'Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>Nascosti sotto le pareti verticali del Monte Astráka, nel cuore dell'Epiro greco, Megálo e Mikró Pápingo sono due villaggi di pietra grigia dove il tempo scorre a un ritmo diverso. Tra gole vertiginose, piscine naturali e monasteri del XVII secolo, questa è la Grecia che sorprende.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Ponte-Papingo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Ponte di Papingo, Grecia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Ponte-Papingo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Ponte-Papingo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Ponte-Papingo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Ponte-Papingo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Ci vuole stomaco per affrontare la strada che sale a <strong>Pápingo: </strong>circa 20 tornanti, uno dopo l&#8217;altro, la carreggiata stretta tra la roccia e il vuoto, poi i guardrail che a tratti spariscono. Fino a che, all&#8217;improvviso, compare il pianoro. E lì, rannicchiati sotto l&#8217;imponente mole del <strong>Monte Astráka</strong>, appaiono due agglomerati di case in pietra grigia che sembrano cresciuti dalla montagna stessa: <strong>Megálo Pápingo</strong> e <strong>Mikró Pápingo</strong>, nel cuore dell&#8217;Epiro, nel nord-ovest della Grecia.</p>
<p>Siamo nell&#8217;angolo più selvaggio della penisola ellenica, in una regione che i locali conoscono bene ma che <strong>i turisti stranieri scoprono ancora a rilento</strong>. Qui la pietra non è solo materiale da costruzione, è identità: muri, portali e gradini raccontano secoli di vita agropastorale in quota.</p>
<h2>Sotto le torri di roccia: un altopiano fuori dal mondo</h2>
<p><strong>Megálo Pápingo</strong> prende il nome (<em>megálo</em> significa &#8220;grande&#8221; in greco) dalla sua estensione relativa rispetto al vicino abitato. Le formazioni rocciose che lo sovrastano vengono chiamate localmente &#8220;le torri&#8221;: pinnacoli calcarei che cambiano colore con la luce del pomeriggio, passando dall&#8217;ocra al violetto.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Mikró-Pápingo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672765" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Mikró-Pápingo.jpg" alt="Mikró Pápingo, Grecia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Mikró-Pápingo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Mikró-Pápingo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Mikró-Pápingo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Mikró-Pápingo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Il villaggio ha una certa frequentazione turistica, con qualche pensione ricavata da antiche dimore e alcune taverne sul selciato. <strong>Mikró Pápingo,</strong> il &#8220;piccolo&#8221;, si raggiunge qualche minuto più avanti ed è più raccolto, più silenzioso. Da queste parti il <strong>WWF</strong> gestisce un centro informazioni con una mostra permanente dedicata alla flora e alla fauna selvatica del territorio: lupi, aquile reali, il raro gipeto.</p>
<h2>Il fiume che scava la montagna</h2>
<p>A monte dei villaggi inizia uno degli scenari naturali più spettacolari della <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/grecia-montagna-trekking-estate/" data-wpel-link="internal">Grecia.</a></strong> La <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/gola-di-vikos-grecia/" data-wpel-link="internal"><strong>Gola di Víkos</strong></a>, riconosciuta dal Guinness dei Primati tra i canyon più profondi del mondo rispetto alla larghezza, mostra pareti calcaree che scendono a picco per quasi mille metri. In fondo scorre il <strong>Voïdomatis</strong>, uno dei fiumi più limpidi d&#8217;Europa, con un&#8217;acqua così trasparente da sembrare quasi irreale.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Gola-di-Vikos.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-665126" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Gola-di-Vikos.jpg" alt="Gola di Vikos, Grecia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Gola-di-Vikos.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Gola-di-Vikos-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Gola-di-Vikos-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Gola-di-Vikos-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Prima di arrivare ai villaggi, lungo la strada che risale da <strong>Arísti</strong>  si incontra il <strong>Monastero di Panagía Spiliótissa</strong>, fondato nel 1665. Si tratta di un edificio dalle arcate strette, addossato a un masso enorme sul ciglio del fiume, con affreschi interni ancora leggibili nonostante i secoli. Vale la sosta anche solo per la posizione, con l&#8217;acqua che scorre sotto e la <strong>roccia che incombe sopra.</strong></p>
<h2>Grandi e piccoli: due anime dello stesso luogo</h2>
<p>I due villaggi di Pápingo condividono il paesaggio ma hanno caratteri diversi: Megálo è più vivace, più adatto a chi cerca un punto di appoggio con qualche servizio; Mikró richiede disponibilità al silenzio, alla lentezza e alla sera senza locali aperti fino a tardi. Entrambi offrono però quello che molte mete greche hanno perso: l&#8217;<strong>assenza di folla </strong>e la sensazione di essere arrivati in un posto che ancora si deve guadagnare.</p>
<p>Nelle immediate vicinanze dei villaggi si trovano le <strong>Rogové</strong>, piscine naturali ricavate dalla roccia calcarea e alimentate da acque di sorgente gelide anche in piena estate. Sono diventate la meta preferita degli escursionisti in cerca di refrigerio dopo lunghe ore sui sentieri. Il colore dell&#8217;acqua, un verde quasi irreale tirato verso il turchese, sembra elaborato digitalmente e invece è soltanto carbonato di calcio e luce.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Rogové.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672766" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Rogové.jpg" alt="Piscine di Rogové, Grecia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Rogové.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Rogové-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Rogové-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Rogové-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Pápingo non è una destinazione comoda. La strada per arrivarci è impegnativa, i servizi sono minimi e la connettività spesso scarsa. Ma forse è esattamente per questo che chi la raggiunge tende a restarci più del previsto.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>L</strong>e<strong>ggi Anche</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/vathres-samotracia-grecia/" data-wpel-link="internal">Qui puoi fare un bagno in acque limpide e gelide: il rito di purificazione che si compie in Grecia, sull’isola sacra</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/malvasia-grecia/" data-wpel-link="internal">Malvasia e il segreto della roccia: la perla medievale nascosta della Grecia</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/penisola-del-mani-grecia-autentica-poco-nota/" data-wpel-link="internal">Viaggio in una Grecia autentica e poco nota: scoperta la penisola dove il DNA dei Micenei è ancora vivo</a></strong></li>
</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Le pozze smeraldine nascoste tra scogliere e boschi italiani che lasciano a bocca aperta al primo sguardo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 07:59:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:group><media:title>Le pozze smeraldine nascoste tra scogliere e boschi italiani che lasciano a bocca aperta al primo sguardo</media:title>	<media:content url="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Bagni-della-Regina-Giovanna.jpg" type="image/jpeg" medium="image">
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							  	<media:title>LAGHETTI DI AVOLA - Il sistema di bacini trasparenti incastonati sul fondo dello Spettacolare canyon della Riserva di Cavagrande.</media:title>
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									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Bozzi-delle-fate-100x75.jpg" alt="bozzi-delle-fate-le-suggestive-pozze-calcaree-della-lunigiana-immerse-nel-silenzio-della-foresta-e-legate-a-leggende-popolari" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Bagni-della-Regina-Giovanna.jpg" title="BAGNI DELLA REGINA GIOVANNA - L&#039;insenatura sorrentina racchiusa da archi naturali di pietra a ridosso dei resti archeologici di un&#039;antica villa romana." data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Bagni-della-Regina-Giovanna-100x75.jpg" alt="bagni-della-regina-giovanna-linsenatura-sorrentina-racchiusa-da-archi-naturali-di-pietra-a-ridosso-dei-resti-archeologici-di-unantica-villa-romana" />
								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" />
<p>L&#8217;acqua dolce delle montagne e il sale del mare scolpiscono da millenni <strong>cavità naturali di incredibile bellezza.</strong> Molti viaggiatori ignorano l&#8217;accumulo di pozze cristalline distribuite lungo le nostre coste e nei boschi appenninici. Questi bacini formano <strong>veri idromassaggi all&#8217;aperto</strong>, protetti da scogliere imponenti o vegetazione fitta. Il fascino di tale conche risiede nella trasparenza dei fondali e nella storia antica che spesso avvolge la loro origine geologica. Raggiungerle richiede curiosità, mentre la ricompensa finale garantisce un&#8217;<strong>esperienza indimenticabile</strong>. Nella gallery si possono scoprire le <strong>7 piscine naturali più belle d&#8217;Italia.</strong></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Laghetti-di-Avola.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672748" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Laghetti-di-Avola.jpg" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Laghetti-di-Avola.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Laghetti-di-Avola-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Laghetti-di-Avola-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Laghetti-di-Avola-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Laghetti-di-Avola-100x75.jpg 100w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Grotta della Poesia &#8211; Puglia</h2>
<p>A Roca Vecchia, lungo il litorale adriatico salentino, si apre un sinkhole carsico di 600 metri quadri scavato nel calcare che prende il nome di <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/grotta-della-poesia-puglia/" data-wpel-link="internal">Grotta della Poesia</a></strong>. L&#8217;insenatura circolare comunica con il mare aperto tramite un condotto sotterraneo transitabile a nuoto. Le pareti rocciose alte fino a 5 metri spingono molti visitatori a <strong>tuffarsi direttamente nell&#8217;acqua turchese</strong>. Gli scavi archeologici circostanti, inoltre, mostrano iscrizioni messapiche dedicate a divinità salutari incise lungo le rocce.</p>
<h2>Piscina di Venere &#8211; Sicilia</h2>
<p>Sulla punta estrema del promontorio di <strong>Capo Milazzo</strong>, le onde tirreniche alimentano una conca circolare protetta da un bastione di basalto. La forma naturale della Piscina di Venere crea un <strong>piccolo specchio d&#8217;acqua calma</strong> persino con il mare grosso all&#8217;esterno. La presenza di pietre levigate e fondali bassi dona riflessi verde smeraldo unici nell&#8217;area protetta. Il percorso a piedi attraversa un sentiero tra fichi d&#8217;India e ulivi secolari per circa 20 minuti di percorrenza.</p>
<h2>Piscina Irgas &#8211; Sardegna</h2>
<p>Nel territorio selvaggio di Villacidro, la gola del<strong> torrente Cannas</strong> racchiude un bacino fluviale circondato da <strong>pareti di granito rosa</strong> alte oltre 100 metri. L&#8217;acqua limpida precipita da un salto di 45 metri formando una vasca profonda circondata dal leccio e dalla macchia mediterranea. Questo canyon sardo regala un <strong>microclima fresco</strong> persino durante i mesi più caldi di agosto.</p>
<h2>Bagni della Regina Giovanna &#8211; Campania</h2>
<p>A Capo di Sorrento, una scogliera calcarea nasconde una laguna marina accessibile attraverso un arco naturale di pietra: i <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/bagni-regina-giovanna-sorrento-campania/" data-wpel-link="internal">Bagni della Regina Giovanna</a></strong>. La tradizione attribuisce il luogo alle soste estive di Giovanna II d&#8217;Angiò d&#8217;Durazzo nel 1400. La conformazione protetta rende le acque <strong>basse e trasparenti</strong>, ideali per nuotare al riparo dalle correnti del Golfo di Napoli. Accanto alla piscina giacciono i resti di una grande villa romana del I secolo avanti Cristo legata al patrizio Pollio Felice.</p>
<h2>Candalla &#8211; Toscana</h2>
<p>Nel comune di <strong>Camaiore</strong>, il torrente Lombricese scorre tra le pareti rocciose delle <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/monte-forato-toscana/" data-wpel-link="internal">Alpi Apuane</a></strong> per formare vasche di acqua dolce chiarissima. I mulini in pietra del 1800 sovrastano le cascate principali e regalano uno <strong>scenario fiabesco</strong> lungo il percorso. La temperatura dell&#8217;acqua resta<strong> sempre fresca</strong> durante i mesi estivi con un bagno rigenerante al riparo dal calore della costa versiliese.</p>
<h2>Bozzi delle Fate &#8211; Toscana</h2>
<p>Nel cuore del comune di Fivizzano, la pietra calcarea della <strong>Lunigiana</strong> viene solcata da torrenti limpidi fino a creare p<strong>rofonde conche naturali</strong>. Le leggende locali narrano di creature mitologiche solite lavare i propri panni lungo questi bacini smeraldo. L&#8217;accesso richiede un breve tragitto nei boschi per raggiungere la serie di <strong>3 bacini principali</strong> separati da brevi saltini d&#8217;acqua.</p>
<h2>Laghetti di Avola &#8211; Sicilia</h2>
<p>All&#8217;interno della Riserva Naturale Cavagrande del Cassibile, il fiume ha scavato un <strong>canyon profondo 500 metri</strong> lungo 10 chilometri. Il fondo della gola ospita un<strong> sistema di vasche sovrapposte</strong> collegate da piccole cascate cristalline. La vegetazione comprende oleandri e platani che incorniciano le sponde in calcare bianco brillante.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Nord Italia c&#8217;è un canyon che si raffredda da solo: il refrigeratore geologico nascosto tra le montagne</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/goja-del-pis-piemonte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 11:56:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[cascate]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[piscina naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>A pochi chilometri da Torino, una conca di serpentinite millenaria trasforma l'afa agostana in un brivido improvviso: la Goja del Pis è molto più di una cascata — è un fenomeno microclimatico che sorprende la scienza e incanta i sensi.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Goja-del-Pis.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Goja del Pis, Piemonte" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Goja-del-Pis.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Goja-del-Pis-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Goja-del-Pis-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Goja-del-Pis-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Provate a immaginare una giornata di agosto in Piemonte: il sole picchia, l&#8217;asfalto brilla e l&#8217;aria, come un po&#8217; dappertutto, è ferma. Poi, dopo circa 50 minuti di sentiero tra i boschi della Val Messa, la temperatura crolla di colpo (e di ben diversi gradi in pochi passi) mentre l&#8217;umidità sale fino a saturare l&#8217;aria. Benvenuti alla <strong>Goja del Pis</strong>, una delle anomalie naturali più affascinanti delle <strong>Alpi Cozie</strong>, incastonata nel territorio del comune di Almese, in provincia di Torino.</p>
<p>Ciò che di primo impatto sembra una &#8220;semplice&#8221; piscina naturale è, prima di tutto, una storia geologica vecchia di centinaia di migliaia di anni, con un microclima in grado di stupire anche chi ci torna per la decima volta, e infine (ma per davvero solo alla fine) un posto dove rinfrescarsi.</p>
<h2>Un salto nel tempo e nella roccia</h2>
<p>La cascata precipita per circa 14 metri all&#8217;interno di una conca del diametro di 30 metri, scavata nelle serpentiniti. Queste rocce verde scuro, durissime, ricche di ferro e magnesio, sono nate dai fondali di un <strong>antico oceano</strong> che esisteva prima ancora che le Alpi prendessero forma. La loro resistenza eccezionale ha guidato e limitato l&#8217;erosione dell&#8217;acqua nel corso dei millenni, disegnando <strong>pareti verticali e forme concave</strong> che sembrano scolpite a mano.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Anfiteatro-Goja-del-Pis.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672566" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Anfiteatro-Goja-del-Pis.jpg" alt="Spettacolare Goja del Pis" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Anfiteatro-Goja-del-Pis.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Anfiteatro-Goja-del-Pis-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Anfiteatro-Goja-del-Pis-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Anfiteatro-Goja-del-Pis-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Durante le glaciazioni, poi, l&#8217;azione erosiva non si è fermata: l&#8217;acqua ha continuato a lavorare sul fondo del ghiacciaio con una pressione estrema, generata dal peso del ghiaccio soprastante. Alcune cavità circolari ancora visibili nella roccia sono le <strong>cicatrici di quel periodo remoto</strong>, sassi intrappolati dalla corrente che hanno ruotato per secoli nello stesso punto, trivellando la pietra come un trapano lentissimo.</p>
<p>Il nome stesso racconta qualcosa di estremamente curioso: in piemontese, «Goja» significa principalmente «pozza» o «polla d&#8217;acqua» (bacino naturale), mentre «Pis» indica la cascata. Una toponomastica ruvida e diretta, proprio come la roccia che custodisce questo posto.</p>
<h2>La bizzarria meteorologica che nessuno si aspetta</h2>
<p>Qui entra in gioco il fenomeno più sorprendente, quello che trasforma la Goja del Pis da <strong>meta estiva a vera curiosità scientifica</strong>. La conformazione chiusa della conca, le pareti verticali che bloccano la circolazione dell&#8217;aria calda e la massa d&#8217;acqua in costante movimento creano un <strong>microclima autonomo</strong>, quasi un ecosistema termico separato dal resto del vallone.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Cascata-Goja-del-Pis.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672567" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Cascata-Goja-del-Pis.jpg" alt="Cascata Goja del Pis, Piemonte" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Cascata-Goja-del-Pis.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Cascata-Goja-del-Pis-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Cascata-Goja-del-Pis-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Cascata-Goja-del-Pis-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Chi vi accede in estate, proprio quando fuori il termometro supera agevolmente i 30 gradi, avverte il cambio quasi come uno schiaffo piacevole. La temperatura dell&#8217;aria all&#8217;interno del canyon scende bruscamente, mentre l&#8217;umidità aumenta in modo notevole. L&#8217;acqua della cascata, mantenuta fresca dalla roccia e dal poco sole che filtra, raffredda continuamente l&#8217;aria intorno, che rimane intrappolata dalla geometria della conca.</p>
<p>Il risultato è un <strong>refrigeratore geologico naturale</strong>, privo di qualsiasi tecnologia umana, che funziona da centinaia di migliaia di anni. Questa bizzarria microclimatica rende la Goja del Pis un luogo da vivere lentamente, non solo da fotografare. Vale la pena <strong>sostare qualche minuto prima di fare il bagno,</strong> solo per assorbire il contrasto sensoriale tra il caldo del sentiero e il fresco improvviso della gorga.</p>
<h2>Come raggiungere questa anomalia delle Alpi</h2>
<p>L&#8217;accesso richiede una piccola organizzazione. Le auto vanno parcheggiate obbligatoriamente nell&#8217;area mercatale di <strong>Almese</strong>, lungo via Alma Bertolo, poiché la sosta su via Giorda (la strada che costeggia l&#8217;ingresso) è <strong>severamente vietata e sanzionata.</strong></p>
<p>Dal parcheggio si risale il corso del torrente Messa attraversando il centro del paese, fino alla <strong>cappella di Sant&#8217;Anna,</strong> dove si trova anche il punto informativo turistico locale. Svoltando a destra e attraversando il torrente si imbocca il sentiero vero e proprio, che richiede circa 50 minuti a piede tranquillo.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Piscina-naturale-Goja-del-Pis.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672568" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Piscina-naturale-Goja-del-Pis.jpg" alt="Piscina naturale Goja del Pis, Piemonte" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Piscina-naturale-Goja-del-Pis.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Piscina-naturale-Goja-del-Pis-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Piscina-naturale-Goja-del-Pis-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Piscina-naturale-Goja-del-Pis-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Un dettaglio utile da non sottovalutare: il sentiero non è una passeggiata su asfalto. Per questo motivo sono consigliate <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/scarpe-da-trekking-the-north-face-summit-cragstone-pro-leggerissime-e-stabili/" data-wpel-link="internal">scarpe con suola antiscivolo</a></strong>, soprattutto negli ultimi tratti vicino alle rocce bagnate dalla nebbia del salto d&#8217;acqua.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>L&#8217;occhio di un drago caduto che piange acqua turchese: il misterioso e limpidissimo Blu Eye, il luogo più famoso d&#8217;Albania</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/blu-eye-albania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 09:59:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[albania]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[piscina naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>Nel sud dell'Albania, a pochi chilometri da Saranda, una sorgente carsica sgorga dal cuore della roccia con un colore che l'occhio fatica a credere reale. Syri i Kaltër — l'Occhio Blu — è uno di quei posti che rimangono.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Syri-i-Kaltër.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Syri i Kaltër, Albania" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Syri-i-Kaltër.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Syri-i-Kaltër-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Syri-i-Kaltër-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Syri-i-Kaltër-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Vista dall’alto, questa celebre sorgente carsica immersa nei boschi tra <strong>Saranda</strong> e <strong>Argirocastro</strong> pare una gemma ipnotica: al centro una <strong>pupilla di un blu profondo</strong>, circondata da un&#8217;iride d’acqua turchese così limpida da sembrare finzione. Ma basta avvicinarsi al bordo per capire che la quiete è solo un&#8217;illusione, perché da quell’abisso privo di fondo viene sputata fuori una quantità d&#8217;acqua impressionante (migliaia di litri al secondo) a una temperatura gelida e costante di circa 10 gradi tutto l&#8217;anno. Un <strong>idro-vulcano al contrario</strong> che spinge verso l&#8217;alto con una forza tale da rendere <strong>fisicamente impossibile andare a fondo</strong>: se si provano immersioni, la montagna respinge.</p>
<p>Per secoli la gente del posto ha cercato una spiegazione a questa forza primordiale. Per l&#8217;antica tradizione popolare albanese, quell&#8217;acqua freddissima e inesauribile non è un miracolo della geologia, ma il pianto disperato di un <strong>immenso drago marino</strong> caduto nel cuore dell&#8217;Albania, il cui occhio, staccatosi dal corpo, è rimasto incastonato nella roccia per continuare a versare lacrime cristalline fino a noi.</p>
<p>Oggi l&#8217;<strong>Occhio Blu</strong> (o <strong>Blu Eye</strong> o persino <strong>Syri i Kaltër </strong>in lingua originale) è una delle mete più fotografate dei Balcani, protetta da cartelli che vietano la balneazione per salvaguardare un ecosistema fragilissimo (anche se la tentazione di sfidare la spinta del ghiaccio attira ancora centinaia di temerari).</p>
<h2>Un cratere di luce nel mezzo della foresta</h2>
<p>Si percorre un sentiero che attraversa alberi ad alto fusto, mentre il rumore dell&#8217;acqua cresce piano, e poi la vegetazione si apre su qualcosa di difficile da inquadrare al primo sguardo: una pozza circolare, larga una decina di metri, con il centro che pulsa di un blu che non sta fermo (scuro nel mezzo, più chiaro verso i bordi e attraversato da spirali d&#8217;acqua che risalgono dal basso).</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Occhio-Blu-Syri-i-Kaltër.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672520" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Occhio-Blu-Syri-i-Kaltër.jpg" alt="Occhio Blu (Syri i Kaltër), Albania" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Occhio-Blu-Syri-i-Kaltër.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Occhio-Blu-Syri-i-Kaltër-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Occhio-Blu-Syri-i-Kaltër-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Occhio-Blu-Syri-i-Kaltër-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Quella pulsazione non è un effetto ottico, ma l&#8217;acqua che sgorga dal fondo con una <strong>pressione costante,</strong> creando vortici lenti che mescolano le temperature. La sorgente è di origine carsica, quindi l&#8217;acqua filtra attraverso la roccia calcarea del sottosuolo prima di emergere. In estate, quando a Saranda si superano i 35 gradi e il lungomare è affollato, questo posto diventa qualcosa un rifugio fisico, come se fosse un antidoto.</p>
<p>Intorno, la vegetazione è fitta e umida, fatta soprattutto di platani orientali e querce, con sottobosco di felci e piante igrofile che crescono fino al bordo dell’acqua. Sì, <strong>l&#8217;aria è è sensibilmente più fresca rispetto alla costa.</strong></p>
<h2>Il mistero sotto la superficie</h2>
<p>Nessuno sa con certezza quanto sia profonda l&#8217;Occhio Blu. Diverse spedizioni subacquee hanno tentato di raggiungere il fondo senza riuscirci. Il motivo è da ritrovare nel fatto che la corrente che risale dal basso è potente, e a partire da una certa quota l&#8217;acqua diventa <strong>troppo scura per procedere in sicurezza. </strong>La profondità stimata, infatti, supera i <strong>50 metri</strong>, ma il dato resta approssimativo. E, forse, è proprio questa incertezza a rendere il posto qualcosa di più di una sorgente bella.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Occhio-Blu-Syri-i-Kaltër-Albania.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672521" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Occhio-Blu-Syri-i-Kaltër-Albania.jpg" alt="Lo straordinario Blu Eye" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Occhio-Blu-Syri-i-Kaltër-Albania.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Occhio-Blu-Syri-i-Kaltër-Albania-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Occhio-Blu-Syri-i-Kaltër-Albania-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Occhio-Blu-Syri-i-Kaltër-Albania-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Alla leggenda contribuisce anche il colore. Il blu intenso del centro non dipende dall&#8217;aggiunta di minerali particolari, ma dalla profondità dell&#8217;acqua e dalla sua purezza assoluta. Più l&#8217;acqua è limpida e profonda, più assorbe le lunghezze d&#8217;onda calde dello spettro e restituisce solo il blu. Il perimetro della sorgente è dichiarato <strong>monumento naturale protetto</strong>, con l&#8217;accesso al bordo regolamentato.</p>
<p>Fare il bagno direttamente nella pozza centrale non è consentito, ma ci sono punti lungo il torrente che ne esce, il <strong>Bistricë,</strong> dove è possibile immergersi nell&#8217;acqua gelida.</p>
<h2>Come incastrarlo in un viaggio nel sud albanese</h2>
<p>Il sud dell&#8217;Albania è ancora sottovalutato rispetto ai circuiti più battuti del Mediterraneo, e questa è la sua fortuna. <strong>Saranda</strong> funziona da base: ha buoni collegamenti via traghetto con Corfù, prezzi contenuti e un waterfront vivace senza essere caotico. Da lì, l&#8217;Occhio Blu si raggiunge in meno di un&#8217;ora.</p>
<p>La logica ideale è costruire un giro di due o tre giorni che combini la costa, come le <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/vacanze-in-albania-con-i-bambini-cosa-fare/" data-wpel-link="internal"><strong>spiagge di Ksamil</strong></a> con le isolette di fronte, con l&#8217;entroterra. Argirocastro, a più o meno 40 chilometri, vale un pomeriggio intero: le case di pietra grigia si arrampicano sul colle, il bazar ottomano conserva i ritmi di un&#8217;altra epoca, il castello domina la valle con una certa autorevolezza.</p>
<p>Tra le due, l&#8217;Occhio Blu diventa la cerniera naturale, il punto in cui il paesaggio smette di essere mare e diventa qualcos&#8217;altro. Chi ha tempo può spingersi verso il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/parco-archeologico-butrinto-albania/" data-wpel-link="internal"><strong>Parco Nazionale di Butrinto</strong></a>, a 20 chilometri da Saranda, con rovine greche e romane immerse in una laguna (sì, è un altro posto che l&#8217;Albania custodisce con una certa nonchalance rispetto alla sua rilevanza storica).</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Parco-Archeologico-di-Butrinto.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-664632" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Parco-Archeologico-di-Butrinto.jpg" alt="Parco Archeologico di Butrinto, Albania" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Parco-Archeologico-di-Butrinto.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Parco-Archeologico-di-Butrinto-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Parco-Archeologico-di-Butrinto-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/Parco-Archeologico-di-Butrinto-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Le stagioni migliori per visitare il Blu Eye sono la <strong>tarda primavera e l&#8217;inizio dell&#8217;autunno, </strong>quando il caldo è sopportabile, i pullman di turisti sono meno presenti, e la luce del mattino presto trasforma il colore dell&#8217;acqua in qualcosa di ancora più irreale. Ma anche in piena estate, all&#8217;alba, il posto è quasi silenzioso. E quando si va via, l&#8217;immagine che resta è quel blu specifico, impossibile, che pulsa dal basso come se il terreno stesse respirando.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Si chiama Ponte del Diavolo, ma in realtà è un piccolo paradiso del Piemonte con spiaggia e acque trasparenti</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/ponte-del-diavolo-lanzo-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Saule]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 06:22:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[fiumi]]></category>
		<category><![CDATA[piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[piscina naturale]]></category>
		<category><![CDATA[spiagge]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="800" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/ponte-del-diavolo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="ponte del diavolo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/ponte-del-diavolo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/ponte-del-diavolo-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/ponte-del-diavolo-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/ponte-del-diavolo-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Il nome &#8220;demoniaco&#8221; non deve trarre in inganno, perché il<strong> Ponte del Diavolo</strong> ha ben poco di infernale. Al contrario, soprattutto nelle giornate estive, appare più simile a un <strong>piccolo paradiso immerso nel verde</strong>.<br />
Siamo nelle <strong>Valli di Lanzo</strong>, a una trentina di chilometri da Torino. Qui la Stura scende dalle montagne e si incunea in una gola stretta, tra alte pareti di roccia, rapide tortuose e spettacolari pozze naturali.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/3-10.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671933" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/3-10.png" alt="ponte-del-diavolo-piemonte-estate" width="1000" height="666" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/3-10.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/3-10-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/3-10-768x511.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Nei punti in cui la corrente rallenta, <strong>l&#8217;acqua appare fresca, azzurra e trasparente</strong>, mentre il bosco accompagna il corso del fiume e avvolge tra le fronde ombrose i sentieri che attraversano la riserva.<br />
Ai piedi del ponte si allunga una <strong>spiaggia chiara di ciottoli e ghiaia</strong>, abbastanza ampia per stendere un telo, cercare riparo sotto gli alberi oppure fermarsi al sole ad ascoltare il rumore dell&#8217;acqua.</p>
<h2>La spiaggia e le piscine naturali: un tuffo tra i boschi</h2>
<p>A dominare il paesaggio c&#8217;è il<strong> <em>Pont dël Ròch</em></strong>, letteralmente il ponte di pietra, come viene chiamato in piemontese. La sua grande arcata medievale attraversa la gola da una sponda all&#8217;altra, sospesa a 16 metri sopra la Stura e incorniciata dalla roccia rossastra. Massiccio e scenografico, è al centro di <strong>leggende</strong> tramandate da secoli, che aggiungono un <strong>velo di magia e mistero</strong> a questa bellissima oasi naturale.</p>
<p>La zona più frequentata durante l&#8217;estate si trova subito a monte del Ponte del Diavolo. Qui si estende per <strong>circa cento metri</strong> la spiaggia fatta di sassi e piccola ghiaia, con tratti completamente esposti al sole e altri più protetti.<br />
Il rumore dell&#8217;acqua accompagna ogni momento della sosta. Poco più a monte il fiume si divide in due rami, che tornano a unirsi prima della spiaggia formando una successione di rapide. La corrente, in questo punto, è più forte e rende il tratto meno adatto al bagno, ma aiuta a mantenere <strong>l&#8217;ambiente fresco e ventilato</strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/ponte-del-diavolo-lanzo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-671878 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/ponte-del-diavolo-lanzo.jpg" alt="ponte del diavolo lanzo" width="1500" height="1125" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/ponte-del-diavolo-lanzo.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/ponte-del-diavolo-lanzo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/ponte-del-diavolo-lanzo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/ponte-del-diavolo-lanzo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p>Avvicinandosi al ponte, invece, la Stura rallenta e crea zone più tranquille e profonde, utilizzate in estate come vere e proprie <strong>piscine naturali</strong>. Una delle pozze più scenografiche si trova vicino alla sponda opposta, in prossimità dell&#8217;arcata medievale. Un&#8217;altra si è formata attorno a una cavità rocciosa che emerge parzialmente dal letto del fiume.</p>
<h2>La Riserva naturale del Ponte del Diavolo</h2>
<p>Il ponte e il tratto di fiume che lo circonda fanno parte della<strong> Riserva naturale del Ponte del Diavolo, un&#8217;area protetta istituita negli anni Settanta</strong> per tutelare il monumento medievale e il paesaggio fluviale.<br />
La riserva si sviluppa nel punto in cui il torrente Tesso incontra la Stura di Lanzo. Oltre al ponte e alle marmitte dei giganti, comprende le <strong>Cappelle di San Rocco e di San Giacinto</strong>, la falesia rossastra e una fascia boschiva nella quale crescono specie differenti, tra cui querce e betulle.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1-11.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671934" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1-11.png" alt="ponte-del-diavolo-piemonte-estate-bagno" width="1000" height="666" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1-11.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1-11-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1-11-768x511.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>I sentieri seguono l&#8217;andamento del fiume e attraversano un paesaggio che cambia nel giro di pochi metri. Tra gli elementi più riconoscibili c&#8217;è la <strong>falesia</strong>, una parete dal caldo colore rossastro sulla quale non è raro incontrare gruppi di appassionati di arrampicata. Lungo la Stura, invece, è dove ci si ferma soprattutto per fare il bagno, prendere il sole o rilassarsi sulla spiaggia. Dal lato di Lanzo, guardando verso il basso, si distinguono anche le <strong>forme circolari delle marmitte dei giganti</strong>.</p>
<h2>Perché si chiama Ponte del Diavolo</h2>
<p>Come può un luogo così bello avere un nome tanto sinistro? La storia ci dice che il Ponte del Diavolo venne costruito nel <strong>1378</strong> per collegare Lanzo Torinese e le sue valli con Torino. La costruzione costò 1.400 fiorini, una cifra sostenuta dalla Castellania di Lanzo anche attraverso una tassa sul vino imposta agli abitanti per dieci anni. Il risultato fu un<strong> ponte a schiena d&#8217;asino lungo 65 metri</strong>, formato da una sola arcata e <strong>alto 16 metri</strong>.</p>
<p>La spiegazione del nome appartiene invece alla leggenda. Si racconta che gli abitanti di Lanzo avessero tentato per due volte di costruire un ponte sulla Stura e che, in entrambi i casi, la struttura fosse crollata. Di fronte allo sconforto della popolazione sarebbe<strong> comparso il Diavolo in persona</strong>, disposto a realizzare un ponte indistruttibile in cambio dell&#8217;anima del primo essere vivente che lo avesse attraversato.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/ponte-del-divolo-lanzo-torinese.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-671879 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/ponte-del-divolo-lanzo-torinese.jpg" alt="ponte del diavolo lanzo torinese" width="1500" height="1000" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/ponte-del-divolo-lanzo-torinese.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/ponte-del-divolo-lanzo-torinese-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/ponte-del-divolo-lanzo-torinese-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/ponte-del-divolo-lanzo-torinese-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p>I lanzesi accettarono l&#8217;accordo, ma una volta terminati i lavori fecero passare per primo un cagnolino. Furioso per essere stato ingannato, il Diavolo avrebbe colpito con violenza le rocce circostanti, dando origine alle cavità conosciute come <strong>marmitte dei giganti </strong>e lasciando <strong>un&#8217;impronta caprina </strong>ancora visibile.<br />
Secondo un&#8217;altra versione del racconto, queste grandi conche sarebbero state invece i pentoloni utilizzati dal Diavolo per preparare la minestra destinata agli aiutanti impegnati nella costruzione.</p>
<h2>Dove si trova e come arrivare</h2>
<p>Il Ponte del Diavolo si trova nel comune di Lanzo Torinese, nella Città metropolitana di Torino, a circa trenta chilometri dal capoluogo piemontese. La riserva sorge alle porte del paese e <strong>il ponte</strong> <strong>può essere raggiunto in pochi minuti a piedi dall&#8217;abitato</strong>.<br />
Chi arriva in auto può lasciare il veicolo nei <strong>parcheggi della zona di via Teologo Frasca</strong>, non lontano dalla stazione ferroviaria di Lanzo. Da qui si passa sotto un cavalcavia e si imbocca il percorso che costeggia il torrente Tesso.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/2-12.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671932" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/2-12.png" alt="ponte-del-diavolo-piemonte" width="1100" height="733" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/2-12.png 1100w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/2-12-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/2-12-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/2-12-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a></p>
<p><strong>Il sentiero è lastricato, breve e in discesa, senza particolari difficoltà</strong>. Prima di raggiungere il ponte medievale si incontra un attraversamento più moderno, dal quale si apre una delle prospettive migliori sul <em>Pont dël Ròch</em>. Passando sulla sponda meridionale della Stura e proseguendo lungo il sentiero si arriva infine alla spiaggia ai piedi del ponte.<br />
Per trascorrere qualche ora lungo il fiume è meglio portare un <strong>telo, crema solare e acqua</strong>. Una parte della spiaggia rimane esposta al sole, mentre altre zone sono riparate dagli alberi. Per qualsiasi evenienza si può tornare verso il centro del paese in una decina di minuti.<br />
Il terreno è irregolare e quello della Stura resta un ambiente fluviale, con <strong>rapide, rocce levigate e improvvise variazioni della corrente</strong> che richiedono attenzione durante il bagno. Le scarpe comode sono utili per percorrere il sentiero, mentre quelle da scoglio possono facilitare gli spostamenti sulla ghiaia e tra le rocce bagnate.</p>
<p>Foto: Canva, <a href="https://www.parchireali.it/riserva-naturale-del-ponte-del-diavolo/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Parchi Reali</a>, <a href="https://webgis.arpa.piemonte.it/agportal/apps/MapJournal/index.html?appid=290242ab778141be8ae47da3e2a2456e" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Arpa Piemonte</a>, <a href="https://www.discovervallidilanzo.it/luoghi-di-interesse/ponte-del-diavolo/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Discover Valli di Lanzo</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nei boschi della Val Pellice il torrente scava piscine d&#8217;acqua cristallina: i Tumpi di Bobbio Pellice</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/tumpi-bobbio-pellice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Saule]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 05:29:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
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					<description><![CDATA[In questo angolo del Piemonte il torrente non segue mai una linea regolare. Scivola sulle pietre, accelera[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="758" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/tumpi-bobbio-pellice.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="tumpi bobbio pellice" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/tumpi-bobbio-pellice.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/tumpi-bobbio-pellice-300x190.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/tumpi-bobbio-pellice-1024x647.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/tumpi-bobbio-pellice-768x485.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>In questo angolo del Piemonte il torrente non segue mai una linea regolare. Scivola sulle pietre, accelera nei passaggi più stretti e poi rallenta all&#8217;improvviso, raccogliendosi in <strong>pozze d&#8217;acqua profonde</strong> <strong>che diventano verdi all&#8217;ombra e azzurre quando vengono raggiunte dal sole</strong>. Sono i <strong>Tumpi di Bobbio Pellice</strong>, piscine naturali formate dal torrente Guichard tra gli alberi e le rocce della Val Pellice. Alcune sono piccole e raccolte, altre abbastanza grandi da permettere di nuotare e, nei punti più adatti, anche di tuffarsi.</p>
<p><strong>L&#8217;acqua resta fredda persino nel cuore dell&#8217;estate</strong>. Lungo le rive si stendono teli sull&#8217;erba, si cerca un masso asciutto sul quale sedersi e ci si lascia accompagnare dal rumore continuo della corrente, in un ambiente rimasto ancora semplice e selvaggio.</p>
<p>Bobbio Pellice si trova a <strong>732 metri di altitudine</strong>, poco oltre Torre Pellice e non lontano da Pinerolo. Tra giugno e settembre i Tumpi diventano una delle mete più popolari della zona per fare il bagno, organizzare un picnic o semplicemente trascorrere qualche ora al fresco, ma la zona offre angoli di quiete anche nelle giornate più frequentate.</p>
<h2>Cosa sono i Tumpi di Bobbio Pellice</h2>
<p>La parola tumpi, utilizzata anche nella forma <em>toumpi</em>, indica in piemontese le <strong>pozze profonde che si formano lungo i corsi d&#8217;acqua</strong>. A Bobbio Pellice è stato il torrente Guichard a scavare nel tempo una serie di conche tra le rocce, intervallate da piccoli salti e tratti nei quali la corrente torna a farsi più veloce.</p>
<p>Non esistono due pozze uguali. In quelle meno profonde <strong>l&#8217;acqua è limpida e lascia vedere il fondo</strong>, mentre nelle cavità più grandi il colore si fa più intenso, passando dal verde all&#8217;azzurro a seconda della luce: un effetto molto suggestivo. Le rocce che circondano le vasche vengono utilizzate per sedersi, prendere il sole o entrare lentamente in acqua. Alcune sono abbastanza alte da trasformarsi in<strong> trampolini naturali</strong>, ma è sempre meglio verificare profondità, fondale e forza della corrente prima di lanciarsi.</p>
<p>Nei punti più tranquilli i Tumpi ricordano <strong>piccole lagune di montagna</strong>. Basta però spostarsi di pochi metri perché il torrente torni a correre con maggiore decisione tra le pietre. È proprio questa alternanza a rendere il paesaggio così magico.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/bobbio-pellice-tumpi.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="wp-image-672282 size-full aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/bobbio-pellice-tumpi.jpg" alt="bobbio pellice tumpi" width="1024" height="614" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/bobbio-pellice-tumpi.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/bobbio-pellice-tumpi-300x180.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/bobbio-pellice-tumpi-768x461.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2>Fare il bagno nelle acque del torrente Guichard</h2>
<p>Il primo impatto con l&#8217;acqua è decisamente &#8220;energizzante&#8221;. Anche nelle giornate più calde <strong>la temperatura resta quella tipica di un torrente di montagna</strong> e, soprattutto nelle pozze più profonde, entrare può richiedere un po&#8217; di coraggio.</p>
<p>Lungo le rive non mancano <strong>zone erbose e punti riparati dagli alberi</strong>, dove sistemare una coperta o un telo. C&#8217;è chi si ferma per un picnic, chi tende un&#8217;amaca tra due tronchi e chi passa buona parte della giornata entrando e uscendo dall&#8217;acqua. Le rocce attorno alle pozze possono però essere lisce e scivolose. Conviene quindi scegliere con attenzione il punto dal quale entrare ed evitare i tratti in cui la corrente appare più forte.</p>
<p>L&#8217;area non è attrezzata e conserva <strong>un aspetto completamente naturale</strong>. Non ci sono passerelle, stabilimenti o barriere tra il torrente e gli spazi utilizzati per fermarsi. Chi arriva con bambini piccoli deve quindi sorvegliarli con particolare attenzione, soprattutto vicino alle conche più profonde e alle rocce più alte.</p>
<p>È però proprio questo carattere selvaggio a rendere speciali i Tumpi. Si resta <strong>tra il verde del bosco, le pietre scaldate dal sole e lo scroscio dell&#8217;acqua</strong>, anche senza necessariamente fare il bagno. Basta trovare un punto tranquillo lungo la riva per trascorrere qualche ora lontano dal caldo e dal rumore della città.</p>
<h2>Cosa portare per una giornata ai Tumpi</h2>
<p>Non essendoci bar o ristoranti nei pressi delle pozze è necessario <strong>portare con sé acqua, cibo e bevande</strong> oppure acquistare tutto prima di risalire la valle, per esempio nei negozi di Torre Pellice. Anche <strong>un telo o una coperta</strong> sono utili per sistemarsi sull&#8217;erba o sulle rocce più asciutte. La <strong>crema solare</strong>, poi, non dovrebbe mai mancare: alcune zone lungo il torrente restano esposte direttamente al sole nonostante la presenza del bosco.</p>
<p>Per raggiungere le pozze e muoversi lungo le rive è meglio indossare <strong>scarpe comode</strong>, mentre le<strong> scarpe da scoglio</strong> possono facilitare l&#8217;ingresso in acqua e gli spostamenti sul fondale irregolare o sulle pietre bagnate. Può essere utile avere con sé anche <strong>giacche leggere o felpe</strong>. Dopo il bagno, soprattutto se ci si ferma all&#8217;ombra, il fresco è intenso anche nel pieno dell&#8217;estate.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/val-pellice.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="wp-image-672283 size-full aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/val-pellice.jpg" alt="val pellice" width="800" height="600" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/val-pellice.jpg 800w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/val-pellice-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/val-pellice-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<h2>Come arrivare ai Tumpi di Bobbio Pellice</h2>
<p>I Tumpi si trovano fuori dal centro di Bobbio Pellice, a circa <strong>75 chilometri da Torino</strong>. Il viaggio in auto dura indicativamente un&#8217;ora e un quarto, anche se i tempi possono cambiare in base al traffico.</p>
<p>Dal capoluogo si percorre la Tangenziale Sud e si esce a Beinasco, continuando poi verso Pinerolo. Nei pressi della città si prosegue sulla Strada Provinciale 23 e successivamente sulla SP589 in direzione di San Secondo di Pinerolo. Da qui si imbocca la SP161 verso Bricherasio e Torre Pellice, continuando infine in direzione di Bobbio Pellice e Borgata Garnier.</p>
<p>Nei pressi della zona segnalata dal navigatore ci sono diversi <strong>parcheggi gratuiti</strong>. Per chi volesse avvicinarsi di più ai Tumpi, la Strada Vicinale della Comba Carbonieri, a partire dalla Borgata Perlà, è soggetta a <strong>transito a pagamento per gli autoveicoli</strong> dal primo giugno al 30 settembre. Prima della partenza si consiglia quindi di controllare il sito ufficiale del Comune di Bobbio Pellice, in modo da verificare eventuali aggiornamenti su costi, orari e modalità di accesso.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.comune.bobbiopellice.to.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Comune di Bobbio Pellice</a>, <a href="https://invalpellice.com/en/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">InValpellice.com</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il brivido unico di fare un bagno in una piscina naturale protetta dalla rabbia del mare aperto: succede alle Canarie</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/charco-azul-el-hierro-canarie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 12:07:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[canarie]]></category>
		<category><![CDATA[isola]]></category>
		<category><![CDATA[piscina naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[La strada per raggiungere la costa settentrionale di El Hierro attraversa la monumentale valle di[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Charco-Azul.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Charco Azul, Canarie" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Charco-Azul.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Charco-Azul-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Charco-Azul-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Charco-Azul-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>La strada per raggiungere la costa settentrionale di <strong>El Hierro</strong> attraversa la monumentale <strong>valle di El Golfo,</strong> un gigantesco anfiteatro natura largo circa 15  chilometri nato migliaia di anni fa (quantomeno stando alle stime geologiche più accreditate) a causa del colossale franamento di un imponente edificio vulcanico nel fondo oceanico. L&#8217;aria lungo il tragitto profuma intensamente di salsedine, piantagioni di banane e pino canario. La roccia appare ovunque scura, ruvida, quasi bruciata dal sole e dal sale. Questo lembo di terra estremo, dichiarato <strong>Riserva della Biosfera dall&#8217;UNESCO</strong> nel 2000, nasconde al termine di un perimetro scosceso a picco sul mare un segreto geologico straordinario: <strong>Charco Azul.</strong></p>
<p>Parliamo di una formazione rocciosa che accoglie le correnti marine trasformandole in un bacino smeraldo, perfettamente schermato dalle pareti di basalto scuro che fermano la violenza distruttiva del largo. L&#8217;isola stessa rappresenta un vero e proprio santuario naturale, rimasta per secoli il <strong>confine del mondo conosciuto</strong> prima della scoperta delle Americhe. Qui, infatti, il tempo sembra scorrere con una lentezza primordiale, ben lontano dai flussi del turismo di massa.</p>
<h2>L&#8217;architettura del fuoco e del tempo lungo la costa della Frontera</h2>
<p>L&#8217;accesso a. Charco Azul, così chiamato per via dei vividi riflessi turchesi della conca, richiede una <strong>discesa graduale</strong> lungo la parete di scogliera. Gli abitanti del vicino villaggio rurale di <strong>Sabinosa</strong> hanno infatti integrato nel paesaggio soltanto una serie di gradini in pietra vulcanica e minime passerelle in legno di pino canario, con lo scopo (e riuscendoci) di lasciare intatto il suo profilo primitivo e selvaggio. La volta superiore della formazione rocciosa rivela la complessa <strong>storia eruttiva dell’isola,</strong> mostrando gli strati di scorie e piroclasti sovrapposti durante le differenti fasi eruttive del Pleistocene (e, in misura minore, dell’Olocene).</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Caverna-di-Charco-Azul.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672224" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Caverna-di-Charco-Azul.jpg" alt="Caverna di Charco Azul a El Hierro" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Caverna-di-Charco-Azul.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Caverna-di-Charco-Azul-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Caverna-di-Charco-Azul-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Caverna-di-Charco-Azul-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>L&#8217;ingegneria della natura, dal canto suo, ha creato un&#8217;opera d&#8217;arte funzionale: il fondo della vasca, composto da sabbia scura e frammenti basaltici levigati dalle marea, riflette la luce solare filtrata dagli <strong>archi naturali della cupola di roccia</strong>. La presenza di un piccolo foro naturale situato sulla parte alta della parete esterna permette un <strong>ricambio continuo dell&#8217;acqua marina</strong>, mantenendo il bacino sempre limpido e fresco senza alterare la stabilità della superficie interna.</p>
<p>Le pareti interne offrono riparo a piccole specie di alghe rosse e crostacei adattati a vivere nelle zone d&#8217;ombra della scogliera, creando un microecosistema marino protetto dal costante frangente esterno. La sensazione visiva durante la discesa regala un netto cambio di prospettiva, lasciando alle spalle la vegetazione arida della costa per accedere a un<strong> ambiente umido, cupo e primordiale</strong>.</p>
<h2>Il brivido del contatto con la furia atlantica a un passo dal pericolo</h2>
<p>Entrare nella vasca equivale a sperimentare un vero <strong>cortocircuito dei sensi.</strong> All&#8217;esterno della barriera naturale le correnti dell&#8217;Oceano Atlantico si scagliano con una violenza inaudita contro la scogliera di basalto, sollevando spruzzi di schiuma bianca alti oltre 10 metri e producendo un rimbombo profondo che fa tremare le pareti rocciose. All&#8217;interno della cavità, al contrario, il corpo trova una quiete quasi surreale. L&#8217;acqua della piscina rimane <strong>immobile, cristallina, fredda al punto giusto</strong> per tonificare i muscoli dopo il percorso a piedi.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Piscine-Charco-Azul.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672225" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Piscine-Charco-Azul.jpg" alt="Piscine Charco Azul, El Hierro" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Piscine-Charco-Azul.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Piscine-Charco-Azul-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Piscine-Charco-Azul-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Piscine-Charco-Azul-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Il vapore acqueo generato dai colpi di mare esterni penetra nella grotta sotto forma di una fitta nebbia salina. Il risultato di questo lavoro sono spettacolari giochi di luce grazie ai raggi del sole pomeridiano che penetrano tra le crepe della roccia. La <strong>sensazione di sicurezza</strong> garantita dalla struttura di basalto genera una tensione costante tra la calma assoluta della vasca e la distruzione che avviene a pochi centimetri di distanza.</p>
<p>Durante i giorni di marea montante, il livello dell&#8217;acqua all&#8217;interno del bacino sale e scende con ritmo lento, quasi fosse il respiro di un gigante addormentato sotto la superficie. Il nuotatore percepisce nitidamente la <strong>vibrazione sorda dell&#8217;oceano</strong> che sbatte contro la barriera esterna, potendo osservare la spuma scavalcare il bordo superiore della roccia e ricadere in pioggia fine all&#8217;interno del bacino. Questa combinazione tra la minaccia visiva del mare aperto e la protezione fisica offerta dalla grotta costituisce l&#8217;<strong>elemento di attrazione principale della località</strong>, trasformando un semplice bagno in una sfida sensoriale carica di adrenalina.</p>
<h2>I dettagli geografici e il valore culturale di un luogo unico</h2>
<p>Raggiungere questo punto di<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/canarie-el-hierro/" data-wpel-link="internal"> El Hierro</a> </strong>richiede una conoscenza del territorio e dei suoi ritmi naturali. L&#8217;isola, priva di grandi infrastrutture turistiche, ha preservato luoghi simili grazie a una gestione rigorosa dell&#8217;impatto ambientale. Il comune di <strong>La Frontera,</strong> dentro il cui territorio ricade la struttura vulcanica, garantisce la fruibilità dell&#8217;area senza snaturarne la componente selvaggia. La formazione rocciosa fa parte del complesso vulcanico nord-occidentale dell’isola, geologicamente connesso agli <strong>isolotti di Los Roques de Salmor</strong>, antichi rifugi naturali dove sopravvisse (e da dove è stata recuperata) una popolazione della lucertola gigante di El Hierro <em>(Gallotia simonyi</em>), un tempo ritenuta estinta.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Rocce-di-Charco-Azul.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672226" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Rocce-di-Charco-Azul.jpg" alt="Rocce di Charco Azul a El Hierro" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Rocce-di-Charco-Azul.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Rocce-di-Charco-Azul-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Rocce-di-Charco-Azul-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Rocce-di-Charco-Azul-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>La presenza di acqua dolce sorgiva in alcune spaccature superiori della scogliera favorisce la crescita di piante alofile in grado di resistere all&#8217;aria salmastra. Gli antichi abitanti dell&#8217;isola, i <em><strong>Bimbaches,</strong> </em>conoscevano bene la zona per via della ricchezza di molluschi lungo la costa, pur mantenendo un profondo timore reverenziale verso l&#8217;oceano aperto.</p>
<p>Oggi il bacino rappresenta un<strong> simbolo identitario per la comunità locale</strong>, un posto dove la forza della natura vulcanica incontra la fragilità dell&#8217;ecosistema costiero. La visita richiede attenzione alle condizioni meteo, poiché il mare in questa porzione dell&#8217;Atlantico manifesta<strong> variazioni improvvise.</strong> Nuotare nella cavità durante le ore centrali della giornata regala la massima visibilità dei fondali scuri, mettendo in risalto la nitidezza dell&#8217;acqua marina depurata dal continuo filtraggio naturale attraverso i pori della roccia basaltica.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il borgo in Piemonte che nasconde una piscina naturale tra i boschi: un tuffo nella Cascata di Fondo</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/cascata-di-fondo-piemonte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Saule]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 06:48:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[fiumi]]></category>
		<category><![CDATA[piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[piscina naturale]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1500" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/cascata-di-fondo-traversella.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="cascata di fondo traversella" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/cascata-di-fondo-traversella.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/cascata-di-fondo-traversella-300x180.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/cascata-di-fondo-traversella-1024x614.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/cascata-di-fondo-traversella-768x461.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><br><br><p>Il fragore dell&#8217;acqua arriva ancora prima che la cascata si mostri. Cresce poco alla volta tra le case di pietra, accompagna gli ultimi passi lungo il sentiero e diventa più intenso quando il bosco si apre finalmente sulla conca. Davanti compare allora una <strong>piscina naturale verde e trasparente</strong>, stretta tra le rocce e dominata da un <strong>piccolo ponte a schiena d&#8217;asino</strong>.</p>
<p>È la<strong> Cascata di Fondo</strong>, nell&#8217;<strong>alta Valchiusella</strong>, a 1.074 metri di altitudine. Un paesaggio nel quale la montagna sembra aver conservato quasi tutto: i pascoli, i boschi, i vicoli lastricati e i borghi costruiti con la stessa pietra dei rilievi che li circondano.<br />
Ci si può fermare ai margini della conca, ascoltare il rumore della cascata oppure <strong>entrare in acqua per rinfrescarsi,</strong> una manna durante la stagione estiva. Intorno, la vegetazione avvolge ogni cosa, mentre l&#8217;antico ponte completa una scena che sembra uscita da una cartolina d&#8217;altri tempi.</p>
<h2>La Cascata di Fondo e la piscina naturale</h2>
<p>La cascata si forma lungo il torrente Burdeiver e si trova poco oltre l&#8217;abitato di <strong>Fondo</strong>. L&#8217;acqua scende tra le rocce con un salto breve ma impetuoso, prima di raccogliersi in una piccola piscina naturale.<br />
A renderla immediatamente riconoscibile è il ponte che la sovrasta. La struttura, costruita a schiena d&#8217;asino secondo una forma diffusa nelle aree montane del Piemonte e non solo, attraversa il torrente proprio sopra il salto d&#8217;acqua e crea uno degli <strong>scorci più fotografati dell&#8217;intera Valchiusella</strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/cascata-di-fondo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671894" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/cascata-di-fondo.jpg" alt="cascata di fondo" width="1500" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/cascata-di-fondo.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/cascata-di-fondo-300x180.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/cascata-di-fondo-1024x614.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/cascata-di-fondo-768x461.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p>Durante le giornate estive la vasca alla base della cascata viene utilizzata per fare il bagno. <strong>La trasparenza dell&#8217;acqua lascia intravedere il fondo roccioso</strong>, mentre il verde della vegetazione si riflette sulla superficie creando sfumature smeraldine molto suggestive.<br />
L&#8217;altitudine, il bosco e l&#8217;acqua che scende dalla montagna contribuiscono a mantenere l&#8217;ambiente fresco anche quando il sole raggiunge la conca. <strong>Il fragore della cascata riempie lo spazio e copre quasi ogni altro suono</strong>, regalando la sensazione di trovarsi in un luogo appartato anche durante i fine settimana più frequentati.</p>
<h2>Fondo e i borghi di pietra dell&#8217;alta Valchiusella</h2>
<p>Fondo è una frazione di <strong>Traversella</strong>, comune di circa 300 abitanti. Si trova alla fine della Valchiusella, circostanza dalla quale deriva il suo nome, ed è uno degli abitati più caratteristici dell&#8217;alta valle.<br />
Il borgo è collegato alla strada da un ponte in pietra percorribile a piedi. Superato il Chiusella, si entra tra <strong>case rustiche costruite con materiali tradizionali</strong>, vicoli lastricati, balconi in legno e tetti caratteristici delle zone di montagna.</p>
<p>Alcune facciate sono decorate con dipinti, altre sono ravvivate dai fiori sistemati sui balconi. Alle spalle delle case si allungano i <strong>pascoli</strong>, mentre più in alto le montagne incorniciano la valle.<br />
Nel borgo si trovano anche un <strong>piccolo parco giochi, tavoli da picnic in pietra e una fontana con acqua potabile</strong>. È presente inoltre un bar ristorante aperto durante l&#8217;anno, dove è possibile trovare riparo e assaggiare piatti della tradizione piemontese.<br />
Nel territorio di Traversella si incontrano altre frazioni e piccoli nuclei abitati, tra cui <strong>Cappia, Succinto, Delpizzen, Cantoncello e Tallorno</strong>. Tra Fondo e Tallorno si sviluppa la Via dei Cantoni, un percorso che attraversa boschi e pascoli dell&#8217;alta Valchiusella.</p>
<h2>Il sentiero tra Fondo, la cascata e Tallorno</h2>
<p>La cascata può essere raggiunta con una passeggiata breve e semplice. Lasciata l&#8217;auto nel <strong>parcheggio vicino alla Chiesa di San Bernardo</strong>, si prosegue lungo la strada asfaltata fino a incontrare una sbarra.<br />
Da questo punto si può continuare sulla strada oppure imboccare il <strong>percorso che entra nel bosco</strong> e segue più da vicino il corso d&#8217;acqua. Il sentiero attraversa la vegetazione, raggiunge un piccolo villaggio in pietra e torna poi verso la strada. Poco dopo, il rumore sempre più forte dell&#8217;acqua annuncia l&#8217;arrivo alla cascata.</p>
<p>Dal parcheggio bastano pochi minuti per raggiungerla seguendo il tracciato diretto, mentre scegliendo il percorso nel bosco la passeggiata diventa leggermente più lunga. Nel complesso si tratta di un<strong> itinerario accessibile</strong>, adatto anche a chi desidera trascorrere una giornata nella natura senza affrontare un&#8217;escursione impegnativa. È comunque preferibile indossare scarpe adatte.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/valchiusella.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-671893 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/valchiusella.jpg" alt="valchiusella" width="1125" height="675" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/valchiusella.jpg 1125w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/valchiusella-300x180.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/valchiusella-1024x614.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/valchiusella-768x461.jpg 768w" sizes="(max-width: 1125px) 100vw, 1125px" /></a></p>
<p>Dalla cascata si può proseguire verso Tallorno, un altro piccolo borgo costruito in pietra. Il percorso segue una strada sterrata per circa un chilometro e mezzo, sale dolcemente <strong>tra boschi di faggio e pascoli</strong> e raggiunge l&#8217;abitato, inserito nel paesaggio montano con la stessa discrezione di Fondo.<br />
Fondo è anche il punto di partenza per<strong> itinerari alpini più lunghi e impegnativi</strong>. Da qui si possono raggiungere il <strong>Monte Marzo</strong>, alto 2.756 metri, e il <strong>Monfandì</strong>, che tocca i 2.820 metri.<br />
In direzione di Traversella ci si può invece dirigere verso i <strong>Piani di Cappia</strong> e il <strong>Sentiero delle Anime</strong>, un percorso lungo il quale si incontrano incisioni rupestri legate alla lunga storia della valle.</p>
<h2>Come arrivare alla Cascata di Fondo e cosa portare</h2>
<p>Per raggiungere Fondo bisogna seguire le indicazioni per Lessolo e la Valchiusella, continuare verso Traversella e proseguire per circa<strong> sei chilometri in direzione di Succinto e Fondo</strong>. La strada termina poco oltre il piccolo abitato.<br />
L&#8217;auto può essere lasciata nel parcheggio situato nei pressi del cimitero e della Chiesa di San Bernardo di Mentone, vicino all&#8217;ex casa municipale. I posti disponibili non sono molti e durante le giornate estive l&#8217;area può riempirsi rapidamente, perciò è preferibile <strong>arrivare nelle prime ore del mattino</strong>.</p>
<p>Sono consigliate scarpe comode con una suola adatta ai sentieri. Per entrare nella conca possono essere utili anche le scarpe da scoglio, più pratiche per muoversi tra le rocce bagnate e il terreno irregolare.<br />
Conviene portare<strong> acqua, crema solare e un telo</strong>. Sebbene una parte del percorso attraversi il bosco, alcuni tratti e le zone vicine alla cascata possono restare esposti al sole. L&#8217;altitudine rende inoltre opportuno avere con sé uno strato leggero in più, soprattutto se ci si trattiene fino al tardo pomeriggio.<br />
Chi desidera proseguire verso Tallorno o lungo gli <strong>altri sentieri dell&#8217;alta Valchiusella</strong> deve tenere conto di tempi e difficoltà differenti rispetto alla breve passeggiata per la cascata, scegliendo abbigliamento e calzature adeguati alla lunghezza dell&#8217;itinerario.</p>
<p>Foto: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fondo_%28Traversella%29#/media/File:Fondo_Valchiusella_001.JPG" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Wikipedia &#8220;Fondo&#8221;</a>, <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Traversella_Fondo_cascata.JPG?uselang=it#Licenza" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Wikipedia &#8220;Cascata di Fondo&#8221;</a>, <a href="https://turismotorino.org/it/visita/cosa-fare-e-vedere/outdoor/valchiusella" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Turismo Torino</a></p>
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		<title>Qui puoi fare un bagno in acque limpide e gelide: il rito di purificazione che si compie in Grecia, sull&#8217;isola sacra</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/vathres-samotracia-grecia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 14:15:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[grecia]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[piscina naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>Sull'isola di Samotracia, in Grecia settentrionale, le *vathres* — vasche naturali scavate nella roccia dai fiumi del Monte Saos — attendono chi cerca qualcosa di più di una spiaggia. Un'esperienza antica, quasi rituale, tra acque smeraldo e foreste di platani secolari.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Vathres-Samotracia.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Vathres di Samotracia, Grecia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Vathres-Samotracia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Vathres-Samotracia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Vathres-Samotracia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Vathres-Samotracia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Samotracia è un&#8217;isola greca che quasi nessuno sa collocare su una cartina geografica. Si trova nell&#8217;<strong>Egeo settentrionale,</strong> a pochi chilometri dalla costa turca e dalla foce dell&#8217;Hebros, con il suo <strong>Monte Saos</strong> che sale fino a 1.611 metri. Le spiagge sì, ci sono, ma seppur belle sono ghiaiose e battute dal vento. Quello che richiama chi arriva fin qui (e ci vuole impegno, perché i collegamenti sono rari) sono le <strong>vathres</strong>: vasche naturali di roccia levigate per millenni dalla forza dei fiumi, riempite da acque così fredde e trasparenti da sembrare un&#8217;invenzione.</p>
<p>Queste straordinarie formazioni sono un <strong>fenomeno geologico</strong> particolare: il Monte Saos genera circa 60 corsi d&#8217;acqua, tredici dei quali sgorgano tra i 1.000 e i 1.100 metri di quota. Scendendo verso il mare, questi fiumi incidono la roccia vulcanica e granitica con una pazienza erosiva che si misura in secoli, creando prima gole spettacolari (tra le più selvagge di tutta la <strong>Grecia</strong>) poi, man mano che il gradiente si riduce, una sequenza di pozze a gradoni. Sull&#8217;isola se ne contano oltre cento, ciascuna con la sua forma, la sua profondità e la sua temperatura. L&#8217;<strong>acqua è sempre gelida,</strong> anche in piena estate.</p>
<h2>Le piscine che la montagna ha impiegato millenni a costruire</h2>
<p>Le vathres più celebri e frequentate si trovano nella parte settentrionale dell&#8217;isola, lungo i corsi del fiume <strong>Fonias</strong>, del <strong>Platia </strong>e dei fiumi <strong>Tsivdogiannis</strong> e <strong>Kardelis</strong>, nelle vicinanze del villaggio termale di <strong>Therma</strong>. Ognuno di questi corsi ha una personalità distinta: il Fonias scorre tra pareti scure e strette, il Platia si apre in vasche più ampie circondate da vegetazione fittissima.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Vathres.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671985" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Vathres.jpg" alt="Vathres, piscine naturali in Grecia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Vathres.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Vathres-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Vathres-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Vathres-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Quelle raggiungibili con una passeggiata tranquilla di 20-30 minuti dalla strada sono popolate, soprattutto in luglio e agosto. Ma salendo (e qui serve un minimo di allenamento e attrezzatura adeguata) le pozze diventano progressivamente più silenziose, più profonde e più difficili da raggiungere. La folla si dissolve, mentre l<strong>&#8216;acqua rimane la stessa.</strong></p>
<h2>Il percorso verso l&#8217;acqua: dragonfly blu e pietra che cambia colore</h2>
<p>Lungo i sentieri che fiancheggiano i fiumi, le <strong>libellule blu</strong> sono presenze costanti. Si posano sui sassi bagnati, sui rami sporgenti e sulle dita dei piedi di chi siede a bordo vasca. La vegetazione è densa, fatta di platani orientali con tronchi che in alcuni esemplari raggiungono diametri impressionanti, ontani, felci alte fino alla vita, e crea una <strong>cupola di verde</strong> che filtra la luce in raggi obliqui.</p>
<p>Quando il sole è alto, la superficie dell&#8217;acqua nelle vathres riflette una luce smeraldo. Quando si sposta, vira al blu cobalto. La roccia sotto l&#8217;acqua è levigatissima, quasi setosa e color grafite. Immergersi (anzi, scenderci dentro lentamente, gradino dopo gradino di pietra) è qualcosa che il corpo registra in modo immediato e inequivocabile. Il freddo, quindi, non è un dettaglio secondario ma il <strong>centro dell&#8217;esperienza.</strong></p>
<h2>Un rituale in una natura che gli antichi consideravano sacra</h2>
<p><strong>Samotracia </strong>non era un&#8217;isola qualunque per il mondo greco. Qui, infatti, sorgeva il <strong>Santuario dei Grandi Dei</strong>, un complesso religioso dedicato a divinità pre-elleniche legate alla fertilità e alla protezione dei marinai, attivo per quasi mille anni e visitato da iniziati provenienti da tutta la<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/grecia-outdoor-sport-trekking-arrampicata-kitesurf/" data-wpel-link="internal"> Grecia</a></strong>, da Filippo II di Macedonia alla futura moglie Olimpiade.</p>
<p>L&#8217;archeologia del sito restituisce un&#8217;isola intrisa di sacralità, e questa sensazione non si è del tutto dissolta. Fermarsi in una vathra del fiume Fonias, con le spalle appoggiate alla roccia fresca e gli occhi aperti sul verde sovrapposto dei platani, significa entrare in un <strong>ritmo diverso da qualsiasi altro tipo di vacanza</strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Piscine-Samotracia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671986" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Piscine-Samotracia.jpg" alt="Piscine naturali di Samotracia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Piscine-Samotracia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Piscine-Samotracia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Piscine-Samotracia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Piscine-Samotracia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>L&#8217;acqua è fredda abbastanza da rendere ogni pensiero superfluo, mentre il corpo si adatta lentamente e la respirazione si calma. È come se qualcosa (difficile dire cosa con precisione) si lavi via. Gli antichi avevano costruito un linguaggio per descrivere questa sensazione: purificazione, <em>katharsis</em>. Noi continuiamo a <strong>cercare le stesse pozze</strong>, anche senza saperlo.</p>
<p>Quando si risale verso la luce del pomeriggio si capisce perché Samotracia continui ad attirare un certo tipo di viaggiatori: quelli che vogliono un luogo che faccia qualcosa di preciso, e <strong>non solo da guardare.</strong></p>
<p>Foto Canva</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>C&#8217;è un posto in Sardegna dove si fa il bagno sulla Luna: il mistero di Cane Malu</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/cane-malu-bosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 18:06:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[mete naturali]]></category>
		<category><![CDATA[piscina naturale]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=671664</guid>

					<description><![CDATA[<strong>A tre chilometri da Bosa, una vasca naturale di trachite bianca si apre sul mare turchese della costa occidentale sarda. Si chiama Cane Malu, e il nome racconta già tutto.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Scolgiere-Cane-Malu.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Cane Malu in Sardegna" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Scolgiere-Cane-Malu.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Scolgiere-Cane-Malu-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Scolgiere-Cane-Malu-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Scolgiere-Cane-Malu-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Nel nostro Paese ci sono dei posti che sulla cartina sembrano solo un punto sulla costa, ma che quando quando ci arrivi ti fermano (anzi, ti bloccano) i piedi. <strong>Cane Malu</strong> è uno di questi: una piscina naturale scavata nel mare della <strong>Sardegna occidentale</strong>, a tre chilometri dal borgo medievale di <strong>Bosa</strong>, in un paesaggio che ricorda più la superficie della Luna che qualunque spiaggia italiana.</p>
<p>Il nome, in sardo, significa &#8220;<strong>cane cattivo</strong>&#8221; e racconta la forma della scogliera vista dall&#8217;alto che pare la coda di un cane, così divenuta a causa della violenza delle mareggiate. L&#8217;acqua sa essere gentile nelle giornate di bonaccia, ma quando arriva il maestrale trasforma tutto in qualcosa di più selvatico.</p>
<p>La trachite bianca, roccia magmatica porosa e ruvida tipica di questo tratto di costa, ha costruito uno scenario cromatico che va dal bianco più puro alle temperature del grigio chiaro, interrotto solo dall&#8217;azzurro intenso del mare. Secoli di mareggiate spinte dal vento di nord-ovest hanno eroso e rimodellato la pietra, creando quella &#8220;vasca&#8221; bordata di roccia che oggi attira chiunque dediseri <strong>qualcosa di diverso</strong> da una spiaggia qualunque.</p>
<h2>Una luna caduta sul mare</h2>
<p>Parlare di &#8220;paesaggio lunare&#8221; è la descrizione più precisa: la <strong>trachite bianca</strong> riflette la luce in modo particolare, e quando il sole è alto l&#8217;intera scogliera sembra irradiare calore visivo. Le piante di lentisco ed elicriso che crescono in alto, sulla gariga sopra la scogliera, aggiungono un contrasto verde-argento che completa il quadro.</p>
<p>La vasca naturale è comoda e riparata nelle giornate giuste. Ciò vuol dire che ci si sdraia sulle rocce levigate e si entra dove il mare ha scavato la pietra fino a formare una sorta di bordo naturale. Il colore del mare oscilla tra lo <strong>smeraldo e il turchese</strong> a seconda dell&#8217;ora e della nuvolosità, e la visibilità subacquea è straordinaria.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Montagna-Cane-Malu.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671668" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Montagna-Cane-Malu.jpg" alt="Trachite bianca di Cane Malu" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Montagna-Cane-Malu.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Montagna-Cane-Malu-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Montagna-Cane-Malu-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Montagna-Cane-Malu-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Al tramonto, invece, il bianco della roccia prende sfumature calde, quasi dorate, mentre il mare si scurisce verso il blu notte. Restare fino a quell&#8217;ora è il modo migliore di capire perché questo posto esiste nella memoria di chi ci è stato (sì, è quasi impossibile dimenticarlo).</p>
<h2>La roccia che abbaia quando il vento soffia</h2>
<p>Il toponimo completo è legato alla punta di <strong>Cabu d&#8217;Aspu</strong>, il promontorio su cui si trova la piscina. &#8220;Cane Malu&#8221; descrive la forma assunta dalla fascia di trachite bianca che corre lungo il bordo della vasca. Dall&#8217;alto ricorda una coda, e quando il mare è mosso l&#8217;acqua la percorre con un rumore sordo che, se si ha la fantasia giusta, ricorda un latrato.</p>
<p>La costa che si percorre per arrivarci è già parte dell&#8217;esperienza. Si lascia <strong>Bosa Marina</strong>, la frazione balneare ai piedi del borgo medievale, e si segue il tracciato che costeggia le falesie verso nord, in direzione di <strong>Capo Marargiu</strong>. Qui la macchia mediterranea cresce fitta e bassa, piegata dal vento, e il mare si vede a tratti tra la vegetazione prima di aprirsi tutto di colpo.</p>
<p>Vale la pena spendere qualche parola su <strong>Bosa</strong> stessa, perché sarebbe un errore arrivare a Cane Malu e ripartire senza salire al borgo. Le case colorate lungo il <strong>fiume Temo</strong> (l&#8217;unico fiume navigabile della <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/sardegna-nord-ovest-spiagge-piu-belle-mare-caraibi/" data-wpel-link="internal">Sardegna</a></strong>) formano uno dei centri medievali meglio conservati dell&#8217;isola. Il <strong>castello dei Malaspina</strong> domina dall&#8217;alto, e il centro storico ha una qualità del silenzio rara anche per gli standard sardi.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Bosa.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671669" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Bosa.jpg" alt="Bosa Marina" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Bosa.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Bosa-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Bosa-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Bosa-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Il sentiero dalla foce del Temo</h2>
<p>Il percorso per raggiungere Cane Malu parte dal <strong>porto fluviale alla foce del Temo</strong>, a Bosa Marina. Il sentiero costiero dura <strong>circa 10 minuti a piedi,</strong> scorre sulla scogliera di trachite bianca e scende fino alla piscina naturale. È accessibile, ma richiede attenzione sui tratti di roccia bagnata.</p>
<p>La raccomandazione che vi diamo è quella di scegliere una<strong> giornata senza vento e con mare calmo</strong>. Quando il maestrale spinge, infatti, le onde superano il bordo della vasca e la visita diventa tutt&#8217;altro tipo di esperienza (bella forse, ma diversa e potenzialmente pericolosa).</p>
<p>Foto Canva</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I Caraibi dell&#8217;Umbria: le Mole di Narni, il canyon segreto di acqua smeraldo e antiche macine</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/mole-di-narni-umbria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 12:09:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[piscina naturale]]></category>
		<category><![CDATA[turismo naturalistico]]></category>
		<category><![CDATA[umbria]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>Lungo il Nera, a pochi chilometri dal centro medievale di Narni, un percorso ciclopedonale su binari dismessi porta fino a ruderi di mulini e piscine naturali di un turchese impossibile. Un angolo d'Umbria che ancora regge il segreto.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Mole-di-Narni.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Mole di Narni, Umbria" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Mole-di-Narni.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Mole-di-Narni-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Mole-di-Narni-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Mole-di-Narni-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Le <strong>Gole del Nera</strong> sono uno di quei luoghi che l&#8217;Umbria tiene in tasca senza fare troppa pubblicità (anche se &#8211; e va detto &#8211; negli ultimi anni anche questo posto inizia a essere particolarmente noto). Subito sotto il colle dove si aggrappa <strong>Narni,</strong> la città medievale che ispirò <strong>C.S. Lewis</strong> per il nome di Narnia, il fiume <strong>Nera</strong> scorre verde smeraldo tra pareti di roccia calcarea prima di gettarsi nel Tevere. E alla fine di questo tratto di canyon, quasi come ricompensa per chi arriva fino in fondo, si trovano le <strong>Mole di Narni, </strong>con i resti di antichi mulini ad acqua che per secoli hanno macinato grano sfruttando la forza del fiume.</p>
<p>Il nome &#8220;mole&#8221;, infatti, viene dal latino <em>mola</em>, la macina. Questi impianti molitòri furono costruiti e gestiti sin dal Medioevo lungo le rive del Nera, e rappresentavano infrastrutture fondamentali per l&#8217;economia agricola della vallata. Oggi restano le <strong>strutture in pietra</strong> parzialmente integre, che emergono tra la vegetazione come testimonianze silenziose di un&#8217;industria rurale scomparsa. Un angolo della provincia di Terni in cui, per via dei sorprendenti colori, <strong>pare di stare ai Caraibi.</strong></p>
<h2>Un fiume che scorre controcorrente (rispetto all&#8217;oblio)</h2>
<p>Il <strong>Nera</strong> ha qualcosa di paradossale: si chiama così, con un nome che evoca il buio, ma le sue acque in questo tratto assumono tonalità che vanno dal<strong> turchese intenso allo smeraldo acceso</strong>, a seconda della luce e della stagione. Il fenomeno dipende dalla composizione minerale dell&#8217;acqua, ricca di carbonato di calcio che rifrange la luce in modo particolare.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Colori-Mole-di-Narni.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-670933" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Colori-Mole-di-Narni.jpg" alt="Colori del fiume Nera in Umbria" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Colori-Mole-di-Narni.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Colori-Mole-di-Narni-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Colori-Mole-di-Narni-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Colori-Mole-di-Narni-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: By 2Anewsroom&#8217;22 &#8211; Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</em></p>
<p>Il tratto che interessa maggiormente i visitatori parte dal <strong>Ponte d&#8217;Augusto, </strong>un&#8217;arcata romana del 27 a.C. rimasta in piedi per quasi 2.000 anni, e scende verso <strong>Stifone</strong>, la piccola frazione che funge da porta d&#8217;accesso al canyon. Da qui il percorso continua verso la <strong>Sorgente della Morica</strong>, con la sua vasca profonda, per poi risalire verso le Mole di Narni, ultimo approdo naturalistico dell&#8217;itinerario lungo 6 chilometri.</p>
<h2>Dove le macine incontrano l&#8217;acqua blu</h2>
<p>Le strutture delle Mole si trovano in un punto in cui il fiume rallenta leggermente, allargandosi in <strong>pozze di media profondità</strong>. Le macine sfruttavano proprio questa caratteristica idraulica, perché la corrente veniva deviata attraverso canali artificiali per muovere le ruote. Alcune di queste <strong>canalizzazioni sono ancora visibili tra la vegetazione</strong>, tracciate nel calcare con una precisione che fa capire quanto fosse sofisticato il sapere tecnico dei mugnai medievali.</p>
<p>L&#8217;area delle Mole è anche uno dei punti in cui le piscine naturali del Nera sono più accessibili. L&#8217;acqua, limpidissima, permette di vedere il fondo con chiarezza sorprendente. In estate la temperatura dell&#8217;acqua si aggira solitamente tra i 16-18 gradi, quindi fresca ma sopportabile per chi desidera un po&#8217; di <strong>refrigerio</strong> dopo il cammino.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Solarium-Mole-di-Narni.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-670934" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Solarium-Mole-di-Narni.jpg" alt="Solarium delle Mole di Narni in Umbria" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Solarium-Mole-di-Narni.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Solarium-Mole-di-Narni-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Solarium-Mole-di-Narni-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Solarium-Mole-di-Narni-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto Canva</em></p>
<h2>Il tracciato: ex ferrovia, sassi e scorci da trattenere il fiato</h2>
<p>Il percorso che collega Narni a Stifone e poi alle Mole è stato ricavato sul sedime di una <strong>vecchia linea ferroviaria</strong> dismessa, trasformata in ciclopedonale. Questo significa che presenta un fondo prevalentemente pianeggiante,<strong> senza dislivelli significativi,</strong> adatto a chi pedala con la bici da passeggio tanto quanto a chi preferisce andare a piedi.</p>
<p>Lungo il tragitto si attraversa <strong>Recentino</strong>, una frazione minuscola con le sue sorgenti, e si supera l&#8217;<strong>Abbazia di San Cassiano</strong>, che domina dall&#8217;alto con la sua mole romanica il nastro d&#8217;acqua sottostante. Ogni curva del percorso apre su uno scorcio diverso che regala il riflesso del calcare bianco, la macchia verde degli olivi selvatici e persino il verso del martin pescatore che sparisce veloce tra le canne.</p>
<p>La <em>Cooperativa Parco Gole del Nera</em> gestisce l&#8217;accesso alla zona di Stifone con un <strong>sistema a turni</strong> nella stagione estiva, per evitare il sovraffollamento che in passato aveva messo sotto pressione l&#8217;ecosistema fluviale. Una scelta non scontata e che ha restituito al posto una qualità di fruizione rara. La chiusura ideale di una giornata lungo il Nera è risalire verso <strong>Narni</strong> e perdersi nel centro storico, tra i vicoli di pietra dorata e la Cattedrale di San Giovenale.Il canyon rimane lì sotto, invisibile dalla piazza, a scorrere tra le sue pareti di calcare come se il tempo avesse scelto di fermarsi sul bordo del fiume e aspettare.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Gole-del-Nera.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-670935" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Gole-del-Nera.jpg" alt="Gole del Nera in Umbria" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Gole-del-Nera.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Gole-del-Nera-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Gole-del-Nera-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Gole-del-Nera-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto Canva</em></p>
<h3>Info pratiche</h3>
<p>In auto, uscita Narni-Amelia sulla A1 o sulla E45, poi strada provinciale verso Stifone. Il parcheggio è disponibile nei pressi del centro visite, che è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:45 e dalle 14:00 alle 17:45.  L&#8217;accesso all&#8217;area balneare di Stifone è <strong>a pagamento in estate</strong>, organizzato in due turni (10:00–13:45 / 14:00–17:45); la prenotazione va convalidata entro i primi dieci minuti dall&#8217;inizio del turno.</p>
<p>Sono consigliate <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/running-en/con-questa-scarpa-hai-tutta-la-propulsione-per-allenare-la-velocita-e-non-solo/" data-wpel-link="internal">scarpe con suola antiscivolo</a></strong> se si scende al fiume perché i sassi bagnati sono traditori, e anche di arrivare a Stifone entro le 9:30 in estate per evitare la coda al varco.</p>
<p><em>Foto di copertina By 2Anewsroom&#8217;22 &#8211; Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</em></p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La piscina naturale di una regina: i Bagni di Sorrento sono uno spettacolo nascosto tra le rovine romane</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/bagni-regina-giovanna-sorrento-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 12:08:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[piscina naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>A Punta Capo, a pochi minuti da Sorrento, una laguna tra le rocce custodisce rovine romane e un'acqua trasparente. Ingresso gratuito, niente lettini, solo mare vero.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Bagni-Regina-Giovanna.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Bagni Regina Giovanna, Campania" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Bagni-Regina-Giovanna.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Bagni-Regina-Giovanna-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Bagni-Regina-Giovanna-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Bagni-Regina-Giovanna-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Si racconta che la regina Giovanna II d&#8217;Angiò, nel XV secolo, scegliesse questo promontorio affacciato sul Golfo di Sorrento per i suoi incontri segreti. Vera o no, la leggenda ha dato il nome a uno dei tratti di costa più sorprendenti della Campania: i <strong>Bagni Regina Giovanna</strong>, una piscina naturale incastonata tra le rocce di <strong>Punta Capo</strong>, accessibile a piedi e completamente gratuita.</p>
<p>Quello che quasi nessuno racconta, però, è che qui non si sta solo nuotando in una semplice caletta: si sta fluttuando dentro i<strong> resti di una villa romana</strong>.</p>
<h2>Una leggenda e una villa romana sul bordo del mare</h2>
<p>Il bacino d&#8217;acqua che oggi attira bagnanti da tutta la <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/vico-equense-a-piedi-le-escursioni-delle-13-porte/" data-wpel-link="internal">penisola sorrentina</a></strong> era in origine parte di un complesso residenziale di età romana, costruito tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. sul promontorio del Capo. Lo descrivevano già autori antichi come il geografo <strong>Strabone:</strong> ville private e piantagioni si susseguivano lungo tutta la costa del <strong>Golfo di Napoli </strong>senza soluzione di continuità, in un fenomeno di villeggiatura che oggi chiameremmo <em>second home</em> di lusso.</p>
<p>La villa occupava l&#8217;intera superficie del promontorio, con una <em>pars maritima</em> raggiungibile sia dall&#8217;alto che via mare. Il bacino naturale, collegato all&#8217;aperto da un arco di roccia, separava originariamente il promontorio dalla punta estrema del capo (quasi un&#8217;isola artificiale, modificata dall&#8217;uomo per creare uno scenario da capogiro).</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Arco-Bagni-di-Sorrento.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-670874" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Arco-Bagni-di-Sorrento.jpg" alt="Arco dei Bagni di Sorrento in Campania" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Arco-Bagni-di-Sorrento.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Arco-Bagni-di-Sorrento-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Arco-Bagni-di-Sorrento-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Arco-Bagni-di-Sorrento-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>I resti sono ancora lì, sparsi tra la vegetazione e il calcare, e fanno da cornice silenziosa a chi scende a fare il bagno. L&#8217;Area Marina Protetta di Punta Campanella tutela l&#8217;intera zona: l&#8217;acqua è di conseguenza cristallina, con <strong>sfumature che cambiano con la luce del giorno</strong>.</p>
<h2>Come ci si arriva e cosa aspettarsi</h2>
<p>Il sentiero parte dalla zona di <strong>Capo di Sorrento</strong>, lungo Via Capo, e scende verso la piscina naturale in circa 15-20 minuti a piedi. Il percorso è in buona parte su roccia e richiede scarpe comode, quindi non è adatto a chi ha difficoltà motorie. In alternativa, si può <strong>arrivare via mare</strong> con un&#8217;imbarcazione.</p>
<p>Una volta in fondo non ci sono attrezzature di alcun tipo e nemmeno bar, ma ad essere del tutto onesti è propri questo il bello: i Bagni Regina Giovanna hanno ancora un carattere selvaggio che, volente o nolente, la Costiera ha quasi ovunque perduto. Ma non è tutto, perché questo posto è persino in grado di portarsi dietro quella qualità speciale di <strong>sembrare scoperto ogni volta.</strong></p>
<p>Il momento migliore per arrivarci è la mattina presto, quando la luce radente esalta i colori dell&#8217;acqua e la calca estiva non si è ancora formata. Il tramonto, per chi resiste, regala un&#8217;altra versione dello stesso luogo. Vi è, infine, anche la possibilità di esplorare i <strong>fondali in snorkeling,</strong> in quanto le rocce e la fauna marina protetta rendono l&#8217;immersione in apnea più ricca di quanto si immagini.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Bagni-di-Sorrento.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-670875" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Bagni-di-Sorrento.jpg" alt="I meravigliosi Bagni di Sorrento" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Bagni-di-Sorrento.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Bagni-di-Sorrento-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Bagni-di-Sorrento-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Bagni-di-Sorrento-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>È necessario portare acqua, cibo e tutto quello che può essere utile, ma soprattutto c&#8217;è bisogno di di curiosità, per i muri di pietra che emergono qua e là dalla vegetazione.</p>
<p>Foto Canva</p>
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</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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	</channel>
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