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	<title>rischio Archives - SportOutdoor24</title>
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	<title>rischio Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>Camminata, nuoto o yoga? Gli sport giusti (e quelli no) in gravidanza</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/sport-in-gravidanza-quali-attivita-fare-e-quali-evitare-perche-a-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Corio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 14:29:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[rischio]]></category>
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					<description><![CDATA[Un tempo alle donne in gravidanza era assolutamente sconsigliato fare sport. Ma ora vale esattamente[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/03/pexels-freestocksorg-sport-gravidanza.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/03/pexels-freestocksorg-sport-gravidanza.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/03/pexels-freestocksorg-sport-gravidanza-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/03/pexels-freestocksorg-sport-gravidanza-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Un tempo alle donne in <strong>gravidanza</strong> era assolutamente sconsigliato fare <strong>sport</strong>. Ma ora vale esattamente l’indicazione opposta: «In assenza di particolari controindicazioni mediche», conferma la <strong>dottoressa Serena Del Zoppo</strong>, specialista in ostetricia e ginecologia al Columbus Clinic Center di Milano, «praticare una <strong>regolare e moderata attività fisica</strong> fa solo bene alla donna, perché aiuta a controllare il <strong>peso</strong> e riduce di conseguenza il <strong>rischio di diabete</strong> e di <strong>ipertensione gestazionale</strong>. Inoltre, come noto, lo sport ha un <strong>benefico effetto sull’umore</strong> ed è quindi anche utile per evitare di andare incontro a una <strong>depressione post-partum</strong>».</p>
<h2>Quanta attività fisica fare in gravidanza</h2>
<p>“<strong>Moderata</strong>” è l’aggettivo obbligatorio per l’<strong>attività fisica in gravidanza</strong>, specie se anche prima di restare incinta non si era propriamente delle super-sportive. «In linea generale <strong>30 minuti al giorno</strong> vanno benissimo. E se prima non si faceva attività fisica, si può partire con un impegno di 5 minuti da aumentare poi gradualmente fino alla mezz’ora. Un tempo maggiore è riservato solo alle donne già particolarmente allenate, che però devono sempre <strong>prestare attenzione ai segnali inviati dal corpo</strong>: tachicardia, giramenti o dolori di testa dopo il training, dolorini addominali se non addirittura contrazioni sono tutti “campanelli d’allarme” che invitano sempre a confrontarsi con il medico per capire se e come proseguire con i training».<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-144071" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/01/Pilates-in-gravidanza.jpg" alt="Pilates in gravidanza" width="1500" height="1052" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/01/Pilates-in-gravidanza.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/01/Pilates-in-gravidanza-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/01/Pilates-in-gravidanza-1024x718.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/01/Pilates-in-gravidanza-768x539.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/01/Pilates-in-gravidanza-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/01/Pilates-in-gravidanza-670x470.jpg 670w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p><strong>LEGGI ANCHE &gt;</strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/9-cose-da-mangiare-per-avere-dei-bei-capelli/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">9 cose da mangiare per avere bei capelli</a></p>
<p>In termini assoluti, va poi sempre considerato che <strong>in gravidanza</strong> cambia l’emodinamica e quindi <strong>fare sport diventa più faticoso</strong>, con la stanchezza che subentra inevitabilmente prima. «Usare il buon senso è quindi obbligatorio. Anche perché in questo modo è possibile fare attività fisica anche fino al nono mese, con benefici anche rispetto al parto», afferma la specialista.</p>
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<h3>Quali sport fare in gravidanza e quali no</h3>
<p>Nessun dubbio su quale sia l’attività migliore da praticare: «La <strong>camminata veloce</strong> o anche la semplice camminata è l’<strong>esercizio perfetto</strong>, perché implica uno sforzo controllato che non sollecita eccessivamente né l’apparato cardiorespiratorio né le articolazioni. A questo proposito va sottolineato che <strong>in gravidanza le articolazioni diventano più lasse</strong>, perché la natura ha l’obiettivo di far muovere meglio le ossa del bacino durante il parto, e risultano quindi più a rischio di lesioni. E per lo stesso motivo le donne in gravidanza sono facilmente soggette a <strong>pubalgia</strong>, conseguenza del movimento delle ossa pubiche», spiega la ginecologa. «Ecco perché è meglio preferire anche nei primi mesi di gravidanza la camminata veloce alla corsa, decisamente più traumatica».</p>
<p>In aggiunta alla camminata, per le amanti della piscina via libera anche al <strong>nuoto</strong> e all’<strong>aquagym</strong>: «Queste attività vanno bene perché non sollecitano troppo le articolazioni e non fanno avvertire<strong> il peso della pancia</strong>», prosegue la nostra esperta. «Anche la <strong>cyclette</strong> va bene, sia in acqua sia nella versione tradizionale, sempre moderando lo sforzo per tenere sotto controllo il battito cardiaco».<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-36778" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/05/bar-refaeli-fitness-gravidanza.jpg" alt="bar refaeli fitness gravidanza" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/05/bar-refaeli-fitness-gravidanza.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/05/bar-refaeli-fitness-gravidanza-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p><strong>Da evitare</strong> invece gli <strong>sport di contatto</strong> e tutti quelli che possono portare a cadute e traumi, come per esempio la <strong>bicicletta</strong>, il <strong>pattinaggio</strong>, lo <strong>sci</strong> e l’<strong>equitazione</strong>. «E anche discipline considerate “dolci” come lo <strong>yoga</strong> e il <strong>Pilates</strong> vanno praticate sotto la guida di un esperto e <strong>solo con esercizi mirati</strong>, perché alcune posizioni possono essere rischiose per l’organismo di una donna gravida», avverte la dottoressa Del Zoppo. «Mentre il <strong>trekking</strong>, finché il pancione lo consente, è un’altra buona attività a patto però di percorrere sentieri facili, per non rischiare cadute, e di <strong>non superare i 1.800 metri di quota</strong> (a meno che non ci si viva abitualmente), perché altrimenti la rarefazione dell’ossigeno può giocare brutti scherzi».</p>
<h3>Due consigli in più</h3>
<p>In gravidanza vale ancora di più l’indicazione di bere in abbondanza: «<strong>Due litri d&#8217;acqua al giorno</strong> sono la quantità consigliata», afferma la ginecologa. «E bisogna bere sia prima sia durante lo sforzo fisico per evitare anche il minimo rischio di andare incontro a disidratazione: il <strong>liquido amniotico</strong> è infatti costituito da acqua e quindi non servono ulteriori spiegazioni sul perché sia così ancora più importante non andarne in debito».</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE &gt;</strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/alimentazione/i-cibi-per-una-pelle-bella-ed-elastica-se-fai-attivita-fisica-allaperto/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">I cibi per avere una bella pelle se fai sport all&#8217;aperto</a></p>
<p>Per lo stesso motivo è importante indossare sempre un abbigliamento che non induca un’eccessiva sudorazione. «Mentre tra i “capi tecnici” può essere utile il ricorso a una di quelle <strong>speciali fasce che sostengono la pancia</strong>, specie quando ci si sta avvicinando al termine della gravidanza», conclude la dottoressa Del Zoppo.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE &gt;</strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/quando-e-come-tornare-a-fare-sport-dopo-il-parto-per-dimagrire-e-per-la-forma/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Quando e come tornare a fare sport dopo il parto</a></p>
<p><em>Credits: foto di freestocks.org da Pexels.</em></p>
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		<item>
		<title>Marko Prezelj e l&#8217;elogio dell&#8217;incertezza</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/marko-prezelj-piolets-or-incertezza-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2014 06:22:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[marko prezelj]]></category>
		<category><![CDATA[patagonia]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
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		<category><![CDATA[rischio]]></category>
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<p>Oltre 30 anni in parete, firmando moltissime prime ascese e aperture di nuove vie in Nepal, Tibet, Patagonia, Canada, Alaska e su numerose altre montagne nel mondo, ciascuna di esse un mondo unico da esplorare e capire. <a href="http://mark.amebis.si/" target="_blank" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Marko Prezelj</a>, sloveno, <strong>paladino dello stile alpino e dell&#8217;alpinismo puro</strong>, ha anche vinto due volte il <a href="http://www.pioletsdor.com/" target="_blank" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Piolet d&#8217;or</a>, il massimo riconoscimento mondiale nell&#8217;alpinismo: il primo nel 1992 per avere aperto con Andrej Stremfelj una nuova via sul pilastro sud del <strong>Kangchenjunga</strong>, il secondo nel 2007 per la nuova via sul <strong>Chomolhari</strong> aperta con Boris Lorencic.</p>
<p>In questa seconda occasione però ha rifiutato il premio, perché con il tempo si è convinto che &#8220;<em>ogni scalata riflette le aspettative e le illusioni che si sviluppano prima di mettere piede sulla montagna</em>&#8221; e <strong>non si possano giudicare in modo oggettivo le ascese di altri alpinisti</strong>. Ora è <a href="http://www.patagonia.com/us/ambassadors/alpine-climbing/marko-prezelj/73347" target="_blank" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">ambassador di Patagonia</a> e quando l&#8217;abbiamo incontrato ci ha raccontato che &#8220;<em>la montagna è come la vita, piena di sfide, gioie, fallimenti, paure, progetti e incertezze</em>&#8220;.</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Renato Da Pozzo: non temete la paura</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/renato-da-pozzo-paura-estremo-avventura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Mar 2014 09:32:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Renato Da Pozzo, atleta estremo ed esploratore professionista, è originario delle Alpi Carniche. La sua[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="886" height="588" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2013/09/RENATO-DA-POZZO-fotografato-da-MARTINO-FROVA-BASSA.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2013/09/RENATO-DA-POZZO-fotografato-da-MARTINO-FROVA-BASSA.jpg 886w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2013/09/RENATO-DA-POZZO-fotografato-da-MARTINO-FROVA-BASSA-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 886px) 100vw, 886px" /><br><br><p>Renato Da Pozzo, atleta estremo ed esploratore professionista, è originario delle Alpi Carniche. La sua ultra trentennale esperienza di alpinista lo ha spinto dal Nord Europa al Circolo Polare Artico, passando dalla Terra del Fuoco e compiendo alcune delle imprese <em>no limits</em> più importanti degli anni Novanta. Le sue esplorazioni in luoghi estremi hanno acquistato negli anni il valore di indagine scientifica sull’uomo e su ciò che gli accade in una dimensione limite. Da queste esperienze Renato Da Pozzo ha elaborato un <strong>metodo di ripristino psicofisico</strong>, un vero e proprio allenamento che mira a riannodare il legame ancestrale tra l’uomo e la sua prima casa, cioè la terra. Quello che segue è un <strong>suo scritto sulla paura</strong>, su come possiamo affrontarla e su come ci può aiutare a crescere, come atleti e come uomini.</p>
<blockquote><p>La paura è un istinto ancestrale che appartiene a tutti. E’ un impulso congenito, un naturale segnale di allerta che ci sorprende, cioè “ci prende prima” dell’atto stesso che vorremmo compiere, qualunque esso sia: un’impresa atletica estrema o la perorazione della nostra candidatura in un colloquio di lavoro.</p>
<p>La percezione della paura è un senso indispensabile che guida all’autoconservazione e mira alla protezione di se e di ciò che ci è proprio e ci appartiene. E’ un sentire, un percepire che, da sempre, ha sostenuto l’uomo nel suo cammino di crescita dall’essere protetto al proteggere.</p>
<p>I percorsi educativi della civiltà contemporanea si sono emancipati da alcune tappe fondamentali al raggiungimento di una profonda maturità emotiva dell’individuo ed è frequente che al cospetto della paura si soccomba, si trascenda in comportamenti svantaggiosi, controproducenti, nocivi. La paura trasfigura in aggressività, tracotanza, prepotenza o nell’insicurezza, smarrimento, panico, paralisi.</p>
<p>La paura è un concetto privo di senso se è intuita come ostacolo e non come risorsa, come mezzo per catalizzare le forze mentali e fisiche utili a raggiungere l’obiettivo superando i limiti personali.</p>
<p>La paura segnala solo apparentemente un pericolo-limite esterno da noi stessi; molto spesso la paura vira uno spot luminoso verso l’interno di ognuno e indica i punti deboli, le maglie lente, l’inadeguatezza, i desideri inespressi, i valori imprescindibili, le necessità, mettendo a fuoco la strada per raggiungere il traguardo, l’autostima, il benessere. Seguendo quella luce ci si allena con la paura individuandone la radice: si prende coscienza di sé, si assume consapevolezza, si irrobustiscono i muscoli deboli, si stringono le maglie slabbrate, si ristabilisce l’armonia tra l’interiorità e l’ambiente circostante. L’accettazione è la palestra.</p>
<p>Prendere atto è l’esercizio interiore che individua le lacune, le mancanze, le fiacchezze; sta ad ognuno di noi lavorare per arginarle e tendere a rimuoverle. E come il fisico si prepara e si allena per molto tempo prima di una prestazione sportiva, così l’accettazione è un addestramento costante che ha bisogno di tempo e di lentezza. La paura degenera nella sua accezione negativa a causa della velocità, della frenesia, del rincorre il tempo per il timore di perdere un’occasione irripetibile.</p>
<p>Riappropriarsi del tempo in funzione di una più corretta lettura di se è un segreto, lasciare squillare più volte il telefonino prima di rispondere è una piccola e banale esercitazione: prima di tutto RALLENTO e RESPIRO.</p></blockquote>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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