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	<title>spedizione Archives - SportOutdoor24</title>
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	<description>Per spiriti liberi</description>
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	<title>spedizione Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>In mountain bike nel selvaggio sud-est asiatico sulle tracce dei Vietcong</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/mtb/in-mountain-bike-nel-selvaggio-sud-est-asiatico-sulle-tracce-dei-vietcong/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2017 12:50:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MTB]]></category>
		<category><![CDATA[mountain bike]]></category>
		<category><![CDATA[spedizione]]></category>
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					<description><![CDATA[Una ciclista è andata in mountain bike nel selvaggio sud-est asiatico sulle tracce dei Vietcong.[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/in-mountain-bike-nel-selvaggio-sud-est-asiatico-sulle-tracce-dei-vietcong2.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/in-mountain-bike-nel-selvaggio-sud-est-asiatico-sulle-tracce-dei-vietcong2.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/in-mountain-bike-nel-selvaggio-sud-est-asiatico-sulle-tracce-dei-vietcong2-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/in-mountain-bike-nel-selvaggio-sud-est-asiatico-sulle-tracce-dei-vietcong2-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Una ciclista è andata in mountain bike nel selvaggio sud-est asiatico sulle tracce dei Vietcong.<br />
Un avventuroso viaggio in bicicletta per cercare risposte e verità dopo più di 40 anni. Nel 1972, durante la guerra del Vietnam, il padre della campionessa di mountain bike<strong> Rebecca Rusch</strong> perse la vita in una violenta battaglia aerea. La donna, nel marzo del 2015, ha quindi attraversato le zone più selvagge di tre Paesi del sud-est asiatico (Vietnam, Laos e Cambogia lungo i percorsi usati dai Vietcong) per cercare il punto in cui il velivolo dell’uomo è caduto dopo l’incidente. In collaborazione con Red Bull Media House, quest’estate uscirà uno spettacolare documentario dedicato alla spedizione.<br />
<strong>&gt; Leggi anche:<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/qual-e-meglio-mtb-o-bici-da-strada/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal"> Qual è meglio: MTB o bici da strada? </a></strong></p>
<h2>In mountain bike nel selvaggio sud-est asiatico sulle tracce dei Vietcong</h2>
<p><a href="https://www.rebeccarusch.com/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Rebecca Rusch</a>, nata in Porto Rico nel 1968, aveva solo 4 anni quando il padre Stephen morì verso la fine della guerra del Vietnam. L’uomo faceva parte dell’Air Force statunitense e il suo aereo precipitò a terra dopo una tremenda battaglia ad alta quota. Il corpo del soldato non è mai stato ritrovato e quella che allora era una bambina, ormai, non ha più ricordi legati alla sua figura paterna. 43 anni e quattro titoli di campionessa mondiale di mountain bike (più altri premi in discipline differenti) dopo, la Rusch ha deciso di sfruttare la sua popolarità e la sua indole avventuriera per raggiungere due obiettivi ben precisi: trovare il punto in cui l’aereo è caduto e <strong>scovare ulteriori dettagli</strong> sulle reali circostanze dell’accaduto.<br />
<strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/un-anno-su-una-bici-di-bambu-lungo-il-sud-america/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Un anno su una bici di bambù lungo il Sud America </a></strong></p>
<h3>Un documentario da non perdere</h3>
<p>In onore di suo padre, nel marzo del 2015 la ciclista è partita per un viaggio in mountain bike lungo l’Ho Chi Minh Trail, una rete parzialmente segreta di strade (circa 1900 chilometri totali) che <strong>dava supporto logistico ai guerriglieri Vietcong</strong> durante la guerra. Il percorso tocca il Vietnam, il Laos e la Cambogia ed è caratterizzato da moltissimi punti selvaggi e immersi nella natura. Rebecca Rusch, a bordo di una Niner Jet RDO, si è spostata in compagnia di Huyen Nguyen (ciclista vietnamita), un piccolo support team e un gruppo di registi di Red Bull Media House, sempre attivi con le loro telecamere ad alta definizione. Villaggi, giungla, fiumi attraversati a piedi o su piccole imbarcazioni in legno, tracciati sterrati e vecchi teatri di guerra: potremo goderci le immagini del viaggio a partire dai mesi estivi, quando verrà pubblicato il documentario (il titolo è ‘Blood Road’ e ha già vinto l’Audience Choice Award al Sun Valley Film Festival) dedicato alla spedizione portata a termine in poco meno di un mese.<br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/zbrqTnMAFno" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Avventure di ogni tipo</h3>
<p>L’intero giro è stato organizzato con l’intento di arrivare nel punto dell’incidente il 7 marzo, ossia il giorno in cui il padre di Rebecca è deceduto nel 1972. Ancora non sappiamo l’esito più o meno positivo della spedizione, visto che tutto rimarrà segreto fino alla data di uscita del film: “Ho trovato molto più di ciò che stavo cercando”, ha assicurato però la Rusch in un’intervista a ‘Outside Online’. Durante il viaggio, la donna e il suo staff hanno dormito sia in hotel che <strong>in alcune case dei locali</strong>, orientandosi grazie a una combinazione tra vecchie cartine geografiche, GPS e consigli più o meno affidabili delle persone del posto.<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/i-20-luoghi-da-visitare-prima-di-compiere-30-anni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal"> </a></strong></p>
<p><img loading="lazy" class="size-full wp-image-40959 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/04/Vietnam.jpg" alt="Il selvaggio Vietnam (Foto: Jaja Varenna)" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/04/Vietnam.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/04/Vietnam-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il selvaggio Vietnam (Foto: Jaja Varenna)</em></p>
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		<item>
		<title>&#8220;Nel regno dei ghiacci&#8221;, il libro che racconta la tragica esplorazione verso il Polo Nord</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/nel-regno-dei-ghiacci-il-libro-che-racconta-la-tragica-esplorazione-verso-il-polo-nord/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Malnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jul 2016 21:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[artico]]></category>
		<category><![CDATA[esplorazione]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[polo nord]]></category>
		<category><![CDATA[spedizione]]></category>
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					<description><![CDATA[Avventure tra i ghiacci, imprevisti improvvisi e paesaggi mozzafiato. È di questo che si legge[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/il-libro-che-racconta-esplorazione-tragica-polo-nord-il-regno-dei-ghiacci.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/il-libro-che-racconta-esplorazione-tragica-polo-nord-il-regno-dei-ghiacci.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/il-libro-che-racconta-esplorazione-tragica-polo-nord-il-regno-dei-ghiacci-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/il-libro-che-racconta-esplorazione-tragica-polo-nord-il-regno-dei-ghiacci-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Avventure tra i ghiacci, imprevisti improvvisi e paesaggi mozzafiato. È di questo che si legge sulle pagine del libro “<strong><em>Nel regno dei ghiacci</em></strong>” dell&#8217;americano Hampton Sides appena <a href="http://www.corbaccio.it/generi/azione_e_avventura/nel_regno_dei_ghiacci_9788867000043.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">pubblicato da Corbaccio</a>. Il romanzo sembra scritto per gli amanti delle imprese (outdoor) estreme: narra la vicenda e le peripezie della spedizione guidata dall&#8217;ufficiale George Washington DeLong verso il Polo Nord.</p>
<h3>Documentario e letteratura</h3>
<p>La missione di De Long è una storia vera. L&#8217;ufficiale salpò infatti da San Francisco alla volta del Polo a bordo della nave Jeannette. Era l&#8217;8 giugno 1869. “<em>Nel regno dei ghiacci</em>” affronta con precisione documentaria – l&#8217;autore è uno storico e un giornalista, tra gli altri, anche di National Geographic – l&#8217;<strong>epopea di un comandante e della sua flotta</strong> di esploratori costretti ad abbandonare la nave Jeannette dopo che si incaglia nel pack danneggiando lo scafo. Da lì ha inizio un&#8217;avventura tragica e ai limiti dell&#8217;umano: attraversare i ghiacci della Siberia nell&#8217;isolamento totale, con poche provviste e con la completa assenza di mezzi di comunicazione.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/8-libri-sulla-natura-e-lavventura-da-regalare-a-natale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">8 libri sulla natura e l&#8217;avventura</a></strong></p>
<h3>L&#8217;età dell&#8217;oro delle esplorazioni</h3>
<p>Il libro ha il potere di far rivivere la smania di scoperta che caratterizzò tutto il periodo a cavallo tra la fine dell&#8217;Ottocento e l&#8217;inizio del Novecento mettendo in evidenza anche <strong>la difficoltà e gli ostacoli</strong> che dovevano affrontare gli esploratori. Nel caso dell&#8217;impresa di George Washington De Long, Freddo, ghiaccio a perdita d&#8217;occhio, assenza di presenza umana. “<em>Nel regno dei ghiacci</em>” è una storia di avventura, in cui si emergono il concetto di limite, la curiosità umana e la potenza della natura.</p>
<p><strong>Pagine:</strong> 464<br />
<strong>Prezzo:</strong> 24 euro<br />
<strong>Se ti interessa puoi acquistarlo <a href="https://www.amazon.it/Nel-regno-ghiacci-Hampton-Sides-ebook/dp/B015YCEG1W/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1465479504&amp;sr=8-1&amp;keywords=nel+regno+dei+ghiacci&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">qui</a>.</strong></p>
<p><strong>&gt;Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/10-libri-in-sella-alla-due-ruote-bici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">10 libri sulle due ruote</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Intervista a Matteo Della Bordella, il ragno in partenza per il Bhaghirathi IV</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/intervista-a-matteo-della-bordella-il-ragno-in-partenza-per-il-bhaghirathi-iv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Malnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2015 11:47:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[matteo della bordella]]></category>
		<category><![CDATA[spedizione]]></category>
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					<description><![CDATA[Se chiederete a Matteo Della Bordella come mai invece di prendere un elicottero ha preferito[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/Matteo-della-Bordella.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/Matteo-della-Bordella.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/Matteo-della-Bordella-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/Matteo-della-Bordella-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Se chiederete a<a href="https://instagram.com/matteodellabordella/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external"><strong> Matteo Della Bordella</strong></a> come mai invece di prendere un elicottero ha preferito pagaiare per 200 km tra gli iceberg della Groenlandia per raggiungere lo Shark Tooth, la parete di 900 m ancora vergine che ha scalato nell&#8217;agosto 2014, vi risponderà quasi stupito: “<em>Mah, è stata una scelta naturale</em>”. Questo <em>serial climber</em> trentunenne originario di Varese esponente dell’alpinismo <em>by fair means</em>, ovvero quello che risponde alle parole d’ordine “essenzialità, leggerezza e rispetto della montagna”, si appresta a compiere l&#8217;ennesima impresa titanica: conquistare gli 800 metri della <strong>parete ovest ancora inviolata del</strong> <strong>Bhaghirathi IV</strong> nel Garwhal indiano, una<em> big wall</em> verticale su un gigante di 6193 metri. Questa volta, insieme alla solita buona dose di adrenalina e avventura, ci sarà un nuovo ingrediente: l’alta quota.</p>
<p>Quest&#8217;avventura rappresenta un nuovo tassello da aggiungere al puzzle delle spedizioni sulle pareti più scoscese del mondo condotte da Matteo a partire dall&#8217;ingresso nei <strong><a href="http://ragnilecco.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Ragni di Lecco</a> </strong>nel 2006: Shark Tooth, <a title="I Ragni di Lecco in cima al Fitz Roy" href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/le-foto-dei-ragni-di-lecco-in-cima-al-fitz-roy/" data-wpel-link="internal">Fitz Roy</a>, <a title="Uli Biaho, il nuovo film dei Ragni" href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/uli-biaho-il-nuovo-film-dei-ragni-di-lecco-video-traile/" data-wpel-link="internal">Uli Biaho</a>,<a title="L’impresa dei Ragni in Patagonia" href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/patagonia-ragni-lecco-impresa-scalata-alpinismo-video/" data-wpel-link="internal"> Torre Egger</a> e tante altre. Tratto comune a tutte le ascese è la volontà di muoversi leggeri, agili, con un bagaglio essenziale e senza lasciare nulla sulla montagna.</p>
<p>Il 16 agosto un volo diretto a Nuova Delhi lo porterà in India insieme ai due giovani alpinisti <strong>Luca Schiera e Matteo De Zaiacomo </strong>e ad <strong>Arianna Colliard</strong>, fotografa e videomaker nonché compagna di Della Bordella. Abbiamo intervistato Matteo, fresco di<a href="http://www.montagna.tv/cms/75873/matteo-della-bordella-vince-il-grignetta-doro-2015" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external"> Grignetta d’Oro</a>, per farci raccontare la sua prossima ambiziosa spedizione.</p>
<figure id="attachment_31316" aria-describedby="caption-attachment-31316" style="width: 670px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/08/bhagharathi-IV.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-31316" alt="La parete ovest del Bhaghirathi IV. Credits: Ragni di Lecco" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/08/bhagharathi-IV.jpg" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/bhagharathi-IV.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/bhagharathi-IV-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a><figcaption id="caption-attachment-31316" class="wp-caption-text"><em>La parete ovest del Bhaghirathi IV. Credits: Ragni di Lecco</em></figcaption></figure>
<p><strong>Un tratto distintivo del tuo stile alpinistico è la leggerezza e l’essenzialità. Inoltre sei un fervente devoto del <em>trad climbing</em> (alpinismo solo con protezioni mobili). A cosa devi questa scelta?<br />
</strong>Per scalare le montagne ho scelto lo stile più naturale possibile. Mi piace pensare che come durante l’ascesa non trovo elementi “umani”, così in discesa è mia responsabilità far sì di non lasciarne. L’ambiente deve rimanere intatto, il nostro passaggio non deve essere tracciabile. Ciò che amo è confrontarmi con un ambiente dove gli unici protagonisti siamo io e la parete. E la scelta di adottare uno stile pulito in realtà non si limita al momento dell’apertura della via, ma contraddistingue tutto il viaggio. Per esempio, quando siamo partiti a scalare lo Shark Tooth in Groenlandia avremmo potuto benissimo raggiungere il “dente” a bordo di un elicottero, ma abbiamo scelto di arrivare alle sue pendici pagaiando per 200 km (era la prima volta che usavo un kayak) e, una volta sbarcati, camminando per 25 km: sicuramente più faticoso e difficile, ma anche più coerente con la nostra idea di alpinismo.</p>
<p><strong>Anche in India adotterete questo approccio?<br />
</strong>In India la realtà è diversa. Possiamo dire in un certo senso che si tratta di un contesto più istituzionalizzato: devi richiedere i permessi, hai un bagaglio più consistente che è difficile ridurre all’osso, le condizioni di ascesa possono davvero farsi difficili. Quindi abbiamo accettato un compromesso: ci appoggeremo a un’agenzia locale e arriveremo a campo base con circa venticinque portatori (ci sarà perfino un cuoco), come fanno tutti gli alpinisti. Poi da lì partirà l’avventura e la scalata in libera, quanto più possibile nel rispetto del nostro solito stile alpino.</p>
<p><strong>Quanti bagagli avete preparato?<br />
</strong>Abbiamo otto bagagli da 25 kg l’uno per un totale di 200 kg in tre. C’è da contare che la spedizione durerà 50 giorni (il ritorno è previsto per il 7 ottobre).</p>
<p><strong>È sempre curioso immaginare come si svolgano i pasti in parete. Cosa ti porti da mangiare per rifocillarti dopo un giorno di scalata?<br />
</strong>Se in Groenlandia abbiamo “banchettato” con bresaola e buste di cous cous istantaneo, in India dovremo rinunciare a tutto ciò che contiene carne o derivati animali. Questo perché il Bhaghirathi si trova in un nel Parco Nazionale del Gangotri, un vero santuario dove è collocato il ghiacciaio da cui nasce il Gange: si tratta di un ambiente sacro in cui è vietato portare animali sia vivi, sia morti. Sarà un bell’esperimento intraprendere una scalata vegana.</p>
<p><strong>Come vi siete preparati tu, Matteo e Luca per questa impresa?<br />
</strong>Siamo un trio molto affiatato e ci conosciamo bene anche come sportivi. Direi che la cordata c’è. È da anni che scaliamo insieme, quindi sappiamo cosa possiamo aspettarci dalle nostre prestazioni. Per allenarci siamo andati sul Monte Bianco: per me rimane sempre lo spot migliore in assoluto dove prepararsi in vista di una grande spedizione.</p>
<p><strong>Cosa ti spaventa della scalata sulla parete ovest del Bhaghirathi IV?<br />
</strong>Prima ancora della scalata in sé, mi spaventa l’eventualità di prendere qualche virus che mi debiliti subito in partenza. Sai, l’India è sempre l’India. Poi, speriamo che le condizioni climatiche siano favorevoli: entro fine agosto il monsone dovrebbe esaurirsi e dal 5 settembre, dopo qualche giorno di studio e di acclimatamento, inizieremo a scalare. Infine, ovviamente, c’è l’emozione, il timore e la riverenza di fronte a una big wall che, nonostante tanti alpinisti abbiano provato a conquistarla, rimane ancora inviolata.</p>
<p><strong>Le tue sono sempre state spedizioni low budget: quanti soldi servono per organizzare la scalata sul Bhaghirathi IV?<br />
</strong>Facendo un calcolo approssimativo circa 4000 euro a testa, tutto compreso.</p>
<p><strong>Ci terrai aggiornati sui progressi della spedizione?<br />
</strong>La vedo dura. Nel parco vige il divieto assoluto di portare e usare telefoni satellitari. E le guardie sono molto severe: se ti beccano con il telefono te lo sequestrano e ti mettono in galera. Noi lo portiamo dietro, poi chissà, speriamo di non finire come i due marò.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vuoi scalare l&#8217;Everest? Ti servono (almeno) 30.000 dollari</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/quanto-costa-andare-sulleverest-spedizione-alpinismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2014 16:50:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[costi]]></category>
		<category><![CDATA[everest]]></category>
		<category><![CDATA[nepal]]></category>
		<category><![CDATA[spedizione]]></category>
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					<description><![CDATA[Da quando nel 1953 lo scalatore neozelandese Edmund Hillary e lo sherpa Tensing Norgaystood hanno[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/Everest-FlickrCC-Bomb-Bao.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Quanto costa scalare l&#039;Everest" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/Everest-FlickrCC-Bomb-Bao.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/Everest-FlickrCC-Bomb-Bao-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/Everest-FlickrCC-Bomb-Bao-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Da quando nel 1953 lo scalatore neozelandese Edmund Hillary e lo sherpa Tensing Norgaystood hanno raggiunto per la prima volta il tetto del mondo, si stima che <strong>oltre 4000 scalatori si siano spinti fino agli 8848 metri dell&#8217;Everest</strong>. Il vero e proprio boom si è avuto però a partire dagli anni Novanta, con la conseguenza di seri problemi per quanto riguarda l&#8217;<strong>affollamento in quota, lo smaltimento dei rifiuti al campo base e la sicurezza degli sherpa</strong>, come <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/vendita-foto-aiuto-sherpa-nepal-valanga/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">la tragedia della valanga del 18 aprile che ha travolto e ucciso 16 portatori</a>, lungo il percorso che conduce al ghiacciaio del Khumbu, ha ancora una volta evidenziato.</p>
<p>Ma <strong>quanto sborsa</strong> tutta questa gente per salire sulla montagna più alta del mondo?</p>
<p>Come prima cosa c&#8217;è da pagare il governo nepalese, e a febbraio il ministro della Cultura, del Turismo e dell&#8217;Aviazione Civile ha dichiarato che <strong>dal 2015 la tariffa individuale passerà da 25mila a 11mila dollari a scalatore</strong>. Questo per scoraggiare gli alpinisti individuali che si raggruppavano solo per approfittare della tariffa di 10mila dollari a testa per i gruppi di 7 o più scalatori.</p>
<p>Poi c&#8217;è da <strong>pagare l&#8217;ufficiale di collegamento</strong>, un rappresentante del governo che dal 2014 staziona al campo base per controllare il reale afflusso di persone e la gestione dei rifiuti. E fanno 2500 dollari. C&#8217;è anche <strong>una tassa a favore degli ice doctor</strong>, gli sherpa addestrati ad attrezzare scale e funi nei punti di maggior pericolo: circa 600 dollari a persona.</p>
<p>Poi ci sono l&#8217;equipaggiamento e il trasporto per portarlo al campo base. <strong>Una bombola di ossigeno costa 500 dollari</strong>, e normalmente ne servono almeno sei: fanno 3mila dollari. Una yak per trasportare il tutto fino al campo base costa circa 150 dollari al giorno. Normalmente ne servono almeno quattro per quattro giorni: totale 2400 dollari.</p>
<p>Poi servono <strong>i portatori</strong>, a 75 dollari l&#8217;uno al giorno. E infine, assumendo di non essere Messner che sale in solitaria, <strong>servono le guide</strong>: e qui si entra nel calcolo dell&#8217;imponderabile, che dipende da tipologia, esperienza e genere di servizi che le guide sanno offrire, fino al numero di componenti la spedizione.</p>
<p>Ci sono spedizioni che partono con il solo supporto di alcuni sherpa esperti per la parte terminale dell&#8217;ascensione, ma questo significa che l&#8217;acclimatamento e tutta la gestione del campo base è lasciata al singolo. E <strong>il costo è di circa 40mila dollari</strong>.</p>
<p>Ci sono spedizioni con delle <strong>guide sherpa locali che restano con la spedizione per tutto il tempo</strong> necessario e si occupano di tutti gli aspetti, dalla cucina alle previsioni meteo, anche in maniera esclusiva con il singolo alpinista. E qui si parte dai 40mila dollari a salire.</p>
<p>E infine ci sono le spedizioni con guide occidentali, per lo più europee, il cui <strong>costo varia dai 55mila agli 85mila dollari</strong>, con punte da 100mila dollari se si vuole una guida occidentale tutta per sé.</p>
<p>Avete risparmiato abbastanza? Be&#8217;, <strong>potrebbe non bastare</strong>, perché a questo calcolo bisogna aggiungere il volo verso Kathmandu e i pernottamenti in città, il visto d&#8217;ingresso in Nepal, il trasporto da Kathmandu a Lukla, le tea house, il deposito per la spazzatura (4mila dollari, che in teoria dovrebbero restituire), l&#8217;eventuale servizio per le previsioni meteo, cibo, tende, assicurazione personale, kit medici, abbigliamento e attrezzatura personale, telefono satellitare…</p>
<p>Alla fine, quanto bisogna sborsare per scalare la montagna più alta del mondo? Be&#8217;, <strong>un selfie sulla cima dell&#8217;Everest costa almeno 30mila dollari</strong>, ma può arrivare a costare anche 100mila bigliettoni verdi.</p>
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