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	<title>veneto Archives - SportOutdoor24</title>
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	<title>veneto Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>La cantina sacra delle bollicine e le sue storie: la Confraternita del Prosecco di Valdobbiadene è un luogo mitico</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/confraternita-prosecco-valdobbiadene-cella-vinaria-cammino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martino De Mori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 18:19:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[L’iscrizione latina sopra la porta avverte: Hac ad cellam vinariam descensus cave ne incertus ascendas.[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="675" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="confraternita-prosecco-valdobbiadene-veneto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p dir="ltr">L’iscrizione latina sopra la porta avverte: <em>Hac ad cellam vinariam descensus cave ne incertus ascendas</em>. Il senso è che una volta scesi nella cantina, risalire è cosa incerta. Non è una minaccia, è una promessa, che se ami il vino puoi be capire.<br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675726" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene.jpg" alt="confraternita-prosecco-valdobbiadene" width="1200" height="675" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>La <strong>Cella Vinaria della Confraternita del Prosecco</strong> si trova a <strong>San Pietro di Barbozza</strong>, frazione di Valdobbiadene, nel cuore delle <strong>Colline del Conegliano Valdobbiadene</strong> che l’UNESCO ha inserito nel proprio elenco dei paesaggi culturali nel 2019. La cantina è quella della famiglia Brunoro, oggi gestita da <strong>Cantine Varaschin</strong> alla quarta generazione.<br />
Il vano centrale è una grotta a volta costruita nel 1931, dove il vino veniva fatto scendere dall’esterno attraverso un’apertura nel soffitto e mantenuto a 15 gradi costanti. Sulle pareti, affreschi dipinti nel 1966 dal pittore <strong>Gigi Cappellin</strong> con scene bacchiche e figure dei fondatori, vestiti di rosso.<br />
Un luogo <strong>mitico</strong>, perchè custodisce la storia della fondazione delle cantine del prosecco che ha portato al successo di oggi. E un luogo <strong>mistico</strong>, dove senti che siamo ben oltre un succo d&#8217;uva che accompagna i past.</p>
<h2 dir="ltr">Perché la Confratrernita</h2>
<p dir="ltr">La <a href="https://confraternitadivaldobbiadene.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><strong>Confraternita di Valdobbiadene</strong></a> nasce nel <strong>1946</strong>. Non per folclore, non per turismo. Nasce perché molti agricoltori di queste colline, dopo sei anni di guerra, stavano abbandonando i vigneti per emigrare altrove.<br />
I fondatori erano enologi e viticoltori che volevano tenere vivo il territorio, offrendo supporto tecnico, morale e finanziario a chi rischiava di lasciare. Col senno di poi, diciamo che sono stati lungimiranti, ma ai tempi non era una cosa scontata il successo delle bollicine venete.<br />
Il primo Gran Maestro fu <strong>Isidoro Brunoro</strong>, che mise a disposizione la propria cantina.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/veneto-confraternita-prsecco-valdobbiadene.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675731" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/veneto-confraternita-prsecco-valdobbiadene.jpg" alt="veneto-confraternita-prsecco-valdobbiadene" width="1200" height="675" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/veneto-confraternita-prsecco-valdobbiadene.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/veneto-confraternita-prsecco-valdobbiadene-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/veneto-confraternita-prsecco-valdobbiadene-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/veneto-confraternita-prsecco-valdobbiadene-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Nel tempo la confraternita si è trasformata in qualcosa di più strutturato: <strong>circa 150 membri oggi,</strong> una biblioteca della vite e del vino i cui testi sono conservati nella biblioteca comunale di Valdobbiadene, un’organizzazione interna con Gran Maestro, Capitolo e Confratelli. I suoi fondatori la chiamavano “autentica università del Prosecco”. Non era un modo di dire.</p>
<h2 dir="ltr">Il rito della bottiglia anonima</h2>
<p dir="ltr">Dal <strong>1969</strong> la tradizione è questa: ogni anno i membri portano una bottiglia di <strong>Valdobbiadene DOCG</strong> senza etichetta. Le bottiglie vengono assaggiate alla cieca. Nessuno sa chi ha portato cosa. La migliore viene eletta. Vengono poi imbottigliate <strong>5.000 copie numerate</strong> con l’etichetta della Confraternita, distribuite e vendute come “Bottiglia della Confraternita”. È un sistema semplice, con una logica interna ferrea: vince il vino, non il nome sul cartellino.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-fondatori.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675730" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-fondatori.jpg" alt="confraternita-prsecco-valdobbiadene-fondatori" width="1200" height="1229" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-fondatori.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-fondatori-293x300.jpg 293w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-fondatori-1000x1024.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-fondatori-768x787.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il 1969 non è una data casuale: quell’anno il Valdobbiadene ottenne il riconoscimento DOC. Il passaggio a DOCG arrivò nel 2009. La confraternita accompagna da sempre questa evoluzione normativa, e la sua cella custodisce bottiglie storiche risalenti al <strong>1919</strong>, anno in cui si iniziò a imbottigliare in questa zona.<br />
Oggi si diventa confratelli su invito e dopo aver superato un rito interessante: bere prosecco da un calice enorme, che è in bella mostra nella sala principale (nella foto).</p>
<h2 dir="ltr">Le colline UNESCO e il Cammino del Prosecco</h2>
<p dir="ltr">Il contesto in cui si muove questa storia è quello delle <strong>Colline del Conegliano Valdobbiadene</strong>, un paesaggio fatto di vigneti a ciglione, la tecnica di terrazzamento locale che consente di coltivare la vite su pendii che non si potrebbero lavorare altrimenti. I ciglioni sono muri a secco di erba e sassi che trattengono il suolo e regolano l’acqua. Richiedono lavoro manuale, non si meccanizzano. Sono la firma visiva di questa zona.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-3.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669292" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-3.jpg" alt="sentiero-prosecco-valdobbiadene-conegliano" width="1200" height="633" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-3.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-3-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-3-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-3-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Sulle colline passa il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/cammini-en/cammino-prosecco-colline-conegliano-valdobbiadene/" data-wpel-link="internal"><strong>Cammino delle Colline del Prosecco</strong></a>, 51 km in quattro tappe da <strong>Vidor</strong> a <strong>Vittorio Veneto</strong>, con 2.265 metri di dislivello positivo. Non è una camminata piatta tra i vigneti. Il cammino sale sui crinali, scende nelle valli, attraversa borghi come <strong>Follina</strong> con la sua abbazia cistercense del XII secolo, tocca le <strong>Torri di Credazzo</strong>, passa per postazioni e trincee della <strong>Prima Guerra Mondiale</strong> lungo il cosiddetto Sentiero delle Vedette.E il magico luogo nascosto di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/farra-di-soligo-unesco-colline-prosecco-dove-andare/" data-wpel-link="internal"><strong>Farra di Soligo</strong></a>.<br />
Il periodo migliore è settembre e ottobre, quando la vendemmia è ancora in corso su alcune parcelle e il paesaggio cambia colore ogni giorno.<br />
Chi vuole portare a casa una testimonianza del percorso può richiedere la <strong>credenziale</strong> prima della partenza, da far timbrare tappa per tappa, e ritirare l’attestato finale a Vittorio Veneto. Il percorso è segnato con cartelli verticali e segni orizzontali gialli e rossi, e il tracciato GPS è scaricabile dal sito ufficiale.</p>
<h2 dir="ltr">Come visitare la cella vinaria</h2>
<p dir="ltr">Casa Brunoro a San Pietro di Barbozza è aperta ogni giorno per aperitivi e degustazioni, mattina e sera. I tour guidati nella cella vinaria con accesso alle bottiglie storiche richiedono prenotazione. I prezzi partono da <strong>20 euro</strong> per una visita con tre vini. A <strong>35 euro</strong> si accede anche al Museo del Prosecco, con quattro vini e un tagliere.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto-cantina-degustazione.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675729" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto-cantina-degustazione.jpg" alt="confraternita-prosecco-valdobbiadene-veneto-cantina-degustazione" width="1200" height="1253" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto-cantina-degustazione.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto-cantina-degustazione-287x300.jpg 287w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto-cantina-degustazione-981x1024.jpg 981w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/confraternita-prsecco-valdobbiadene-veneto-cantina-degustazione-768x802.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il Museo del Prosecco raccoglie torchi storici, attrezzature ottocentesche e documenti sulla storia del vino in questa zona. Non è un allestimento patinato: è una raccolta che dice esattamente da dove viene questo territorio.</p>
<p dir="ltr">Foto <a href="https://www.instagram.com/martinodemori/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><strong>Martino De Mori</strong></a></p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p dir="ltr"><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/monastero-kipina-epiro-grecia-gorge-kalarytikos/" data-wpel-link="internal">Il monastero greco mimetizzato in una gola, con un ponte retrattile che lo isola dal mondo</a></strong><br />
<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/abbazia-novacella-valle-isarco-primavera/" data-wpel-link="internal">L’Abbazia nascosta che produce vino da un millennio: Novacella in primavera è un idillio</a></strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Martino De Mori' src='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/martino-de-mori/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Martino De Mori</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor &#8211; tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il lago dolomitico con i villaggi sommersi sul fondo: Alleghe, la val Cordevole e l&#8217;autunno tra i larici</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lago-alleghe-dolomiti-bellunesi-frana-1771-autunno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 18:37:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[laghi]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[La notte dell&#8217;11 gennaio 1771 Alleghe non aveva un lago. Aveva una valle stretta, il[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="749" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/attività_estive.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="lago-alleghe" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/attività_estive.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/attività_estive-300x187.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/attività_estive-1024x639.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/attività_estive-768x479.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p dir="ltr">La notte dell&#8217;<strong>11 gennaio 1771</strong> Alleghe non aveva un lago.<br />
Aveva una valle stretta, il torrente Cordevole che scorreva nel fondovalle e una serie di piccoli villaggi distribuiti lungo le sponde: Marin, Riete, Fusine, Sommariva, Torre, Costa, Peron.<br />
Alle ore tarde di quella notte, una frana enorme si staccò dal <strong>Monte Piz</strong> e precipitò nel fondovalle.<br />
In pochi minuti il Cordevole fu sbarrato. L&#8217;acqua cominciò a salire.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/3-5.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675345" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/3-5.png" alt="alleghe-lago-foliage" width="1100" height="733" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/3-5.png 1100w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/3-5-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/3-5-1024x682.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/3-5-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a><br />
In tre giorni raggiunse i <strong>35 metri di altezza</strong> e coprì tutto quello che c&#8217;era nel fondovalle. Quarantanove persone morirono. I sopravvissuti si trasferirono sulle alture. Il primo maggio dello stesso anno una seconda frana cadde nel lago appena nato, generando un&#8217;onda che raggiunse il paese di Alleghe e distrusse la canonica.<br />
<strong>Nei mesi successivi l&#8217;acqua si stabilizzò</strong> e nacque quello che vediamo oggi: un lago di sbarramento naturale di circa un chilometro di lunghezza, a 965 metri di altitudine, con il Monte Civetta che si specchia nell&#8217;acqua verde da uno dei versanti più scenografici delle Dolomiti.<br />
Sul fondo ci sono ancora i villaggi sommersi.</p>
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<h2 dir="ltr">Il lago oggi: geometria e colore</h2>
<p dir="ltr">Il Lago di Alleghe si trova nella val Cordevole, nell&#8217;Agordino bellunese, in quello che oggi è Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO come parte delle Dolomiti.<br />
Ha una forma allungata, orientata nord-sud, con il paese di Alleghe sulla sponda orientale e la strada che risale verso Caprile sulla sponda occidentale.<br />
Le acque sono di un verde chiaro che tende all&#8217;azzurro nelle ore di luce alta, con riflessi che cambiano completamente tra mattina e pomeriggio. Il colore dipende dalla profondità, dalla composizione del fondale e dall&#8217;angolo della luce sulle Dolomiti circostanti.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/20170618_170345.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675338" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/20170618_170345.jpg" alt="lago-alleghe-diga" width="1200" height="675" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/20170618_170345.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/20170618_170345-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/20170618_170345-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/20170618_170345-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>Il Monte Civetta</strong> a ovest e le pareti rocciose che scendono verso il lago a nord sono il fondale naturale che ha reso questo lago uno dei più fotografati delle Alpi orientali. Non è una questione di dimensioni: Alleghe è piccolo rispetto ai grandi laghi alpini. È una questione di proporzioni tra l&#8217;acqua, le rocce verticali e il cielo.</p>
<h2 dir="ltr">L&#8217;autunno: il momento dei larici e dei riflessi</h2>
<p dir="ltr">Alleghe in estate è affollata. I turisti del Civetta, gli appassionati di mountain bike del comprensorio, le famiglie con i bambini.<br />
In autunno, da settembre in avanti, il ritmo cambia.<br />
I larici delle pendici intorno al lago virano verso il giallo intenso dalla seconda settimana di ottobre, mentre i faggi dei boschi più bassi aggiungono tonalità ramate e arancioni. Il contrasto con le rocce grigie del Civetta e del Piz è quello che rende il foliage dolomitico diverso da qualsiasi altro foliage alpino.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/claudio-pra_LUNA-APPOGGIATA-A-PUNTA-CIVETTA_Monte-Civetta.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675342" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/claudio-pra_LUNA-APPOGGIATA-A-PUNTA-CIVETTA_Monte-Civetta.jpg" alt="claudio pra_LUNA APPOGGIATA A PUNTA CIVETTA_Monte Civetta" width="1200" height="675" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/claudio-pra_LUNA-APPOGGIATA-A-PUNTA-CIVETTA_Monte-Civetta.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/claudio-pra_LUNA-APPOGGIATA-A-PUNTA-CIVETTA_Monte-Civetta-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/claudio-pra_LUNA-APPOGGIATA-A-PUNTA-CIVETTA_Monte-Civetta-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/claudio-pra_LUNA-APPOGGIATA-A-PUNTA-CIVETTA_Monte-Civetta-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>Il lago in ottobre restituisce riflessi particolarmente intensi</strong>: l&#8217;aria è più ferma che in estate, la luce è bassa e laterale nelle ore mattutine, e le temperature fredde della notte producono spesso una nebbia leggera che all&#8217;alba si posa sull&#8217;acqua prima di dissolversi.<br />
<strong>La finestra migliore</strong> è tra il <strong>10 e il 25 ottobre</strong>, quando i larici sono al massimo del colore e i faggi non hanno ancora perso le foglie. Le giornate successive alla pioggia, con il cielo che si schiarisce e la luce cristallina, sono quelle in cui le fotografie riescono meglio.</p>
<h2 dir="ltr">Il giro del lago: 5 km, due ore, nessuna difficoltà</h2>
<p dir="ltr">Il percorso principale del lago di Alleghe è un anello di <strong>5 km</strong> che segue le due sponde e permette di vedere il lago e il paese da tutte le angolazioni.<br />
Si parte da Alleghe, si percorre la sponda orientale verso sud, si attraversa il ponte alla fine del lago, si risale la sponda occidentale verso nord e si torna al punto di partenza attraverso la ciclopedonale che corre accanto alla strada verso Caprile.<br />
<strong>Fondo:</strong> asfalto, sterrato e sentiero nel bosco. Adatto a tutti, cani compresi.<br />
<strong>Durata:</strong> circa due ore a passo tranquillo, con le soste per le fotografie.<br />
<strong>Il punto migliore del percorso</strong> è la sponda occidentale nella parte meridionale del lago, dove il paese di Alleghe si specchia nell&#8217;acqua con il Civetta sullo sfondo. È il punto più fotografato del comprensorio.</p>
<h2 dir="ltr">Le escursioni in quota: il Rifugio Coldai e il Lago Coldai</h2>
<p dir="ltr">Per chi vuole salire, l&#8217;escursione più classica è quella al <strong>Rifugio Coldai</strong>, a <strong>2.132 metri</strong>, sulla cresta che separa la val Cordevole dalla val di Zoldo.<br />
Si sale con la <strong>funivia di Alleghe</strong> fino a Piani di Pezzè, poi si prosegue a piedi fino al rifugio. Il dislivello dalla funivia è di circa <strong>300 metri</strong>, il tempo circa <strong>1h30</strong>.Dal Rifugio Coldai si raggiunge in pochi minuti il <strong>Lago Coldai</strong> stesso: un bacino glaciale a 2.143 metri, con la parete nord del Civetta sullo sfondo, considerata una delle più difficili delle Alpi. In autunno il lago è spesso deserto, il colore dell&#8217;acqua è intenso e la parete del Civetta nei giorni limpidi appare in tutta la sua verticalità.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/alleghe-bergamin_alessandro1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675341" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/alleghe-bergamin_alessandro1.jpg" alt="alleghe-bergamin_alessandro1" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/alleghe-bergamin_alessandro1.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/alleghe-bergamin_alessandro1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/alleghe-bergamin_alessandro1-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/alleghe-bergamin_alessandro1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr"><strong>La funivia non funziona tutto l&#8217;anno</strong>: verificare le date di apertura sul sito del comprensorio Ski Civetta prima di pianificare la salita.<br />
Sulla sponda est del lago, raggiungibile con una breve deviazione dal giro del lago, si trova il sentiero per <strong>Bramezza</strong>, nel comune di Rocca Pietore: un piccolo villaggio in quota con le case in pietra tipiche dell&#8217;Agordino, praticamente disabitato, con viste sul lago e sulla val Cordevole che pochissimi turisti raggiungono.<br />
È il tipo di deviazione che allunga l&#8217;escursione di un&#8217;ora e cambia completamente la qualità dell&#8217;esperienza.</p>
<h2 dir="ltr">Come arrivare</h2>
<p dir="ltr"><strong>In auto da Belluno:</strong> statale SS203 Agordinana verso Agordo, poi SS203 fino a Cencenighe e infine SS203 che risale gli ultimi tornanti verso Alleghe. Circa <strong>50 km</strong>, un&#8217;ora di guida.<br />
<strong>Da Venezia:</strong> autostrada A27 fino a Belluno, poi SS203 verso Agordo e Alleghe. Circa <strong>130 km</strong>, 1h45.<br />
<strong>Da Trento:</strong> attraverso Predazzo e la Val di Fassa, poi Falcade e Caprile verso Alleghe. Circa <strong>90 km</strong>, 1h30. Strada panoramica che attraversa le Dolomiti di Fassa.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/roberto-sorama-MONTE-PORE-E-CIVETTA_Monte-Pore-e-monte-Civetta.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675340" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/roberto-sorama-MONTE-PORE-E-CIVETTA_Monte-Pore-e-monte-Civetta.jpg" alt="roberto sorama MONTE PORE E CIVETTA_Monte Pore e monte Civetta" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/roberto-sorama-MONTE-PORE-E-CIVETTA_Monte-Pore-e-monte-Civetta.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/roberto-sorama-MONTE-PORE-E-CIVETTA_Monte-Pore-e-monte-Civetta-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/roberto-sorama-MONTE-PORE-E-CIVETTA_Monte-Pore-e-monte-Civetta-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/roberto-sorama-MONTE-PORE-E-CIVETTA_Monte-Pore-e-monte-Civetta-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>In pullman:</strong> autobus di linea da Belluno verso Agordo e Alleghe con Dolomiti Bus. Verificare orari su dolomitibus.it.<br />
<strong>Parcheggio:</strong> a pagamento nel centro di Alleghe e lungo le sponde del lago. In autunno di solito non ci sono problemi di disponibilità.<br />
Per chi vuole combinare Alleghe con un itinerario cicloturistico nelle stesse Dolomiti, il pezzo sulla <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/civetta-superbike-bici-dolomiti-alleghe-val-zoldo/" data-wpel-link="internal">Civetta Superbike</a> racconta i percorsi in bici che attraversano questa vallata, e per chi sale verso la Val di Zoldo e il Monte Pelmo <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/mondeval-selva-di-cadore-uomo-preistorico-escursione/" data-wpel-link="internal">il pezzo sul Mondeval</a> racconta l&#8217;altra faccia di queste Dolomiti.</p>
<h3 dir="ltr">Info pratiche</h3>
<p dir="ltr"><strong>Dove:</strong> Alleghe, provincia di Belluno, Veneto, Dolomiti Bellunesi UNESCO<br />
<strong>In pullman:</strong> Dolomiti Bus da Belluno, dolomitibus.it<br />
<strong>Giro del lago:</strong> anello 5 km, 2 ore, tutto l&#8217;anno, cani ammessi<br />
<strong>Funivia Alleghe-Piani di Pezzè:</strong> verificare apertura stagionale su skicivetta.it<br />
<strong>Rifugio Coldai:</strong> aperto da giugno a ottobre. Da Piani di Pezzè, 1h30 a piedi<br />
<strong>Lago Coldai:</strong> raggiungibile dal Rifugio Coldai in 10 minuti a piedi<br />
<strong>Periodo migliore in autunno:</strong> 10-25 ottobre per il foliage dei larici<br />
<strong>Parcheggio:</strong> a pagamento in centro Alleghe, libero nelle aree laterali</p>
<p dir="ltr">Foto Canva,  visitdolomitibellunesi.com/, https://alleghe-dolomiti.it/, agordinodolomiti.it/</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sotto il marmo di una meravigliosa chiesa veneta c&#8217;è una cripta allagata che pochi conoscono</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/cripta-di-san-zaccaria-venezia-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 14:06:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>A pochi passi da Piazza San Marco, nascosta sotto i marmi di una delle chiese più ricche della Serenissima, una cripta medievale giace sommersa dall'acqua lagunare da secoli. Un luogo fuori dal tempo, con una storia lunga mille anni e un biglietto da 1 euro.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Cripta di San Zaccaria, Veneto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Tutti immaginano <strong>Venezia</strong> come una città che galleggia. E in parte è vero, ma quel che in pochi sanno è che sotto alcune delle sue chiese più antiche si nasconde qualcosa di ancora più straordinario: spazi medievali dove l&#8217;acqua della laguna ha preso dimora fissa, trasformando ambienti sacri in qualcosa che assomiglia più a un sogno subacqueo che a un luogo di culto.</p>
<p>La<strong> cripta di San Zaccaria</strong> ne è forse l&#8217;esempio più eloquente, raggiungibile con qualche euro e una piccola dose di coraggio. Ci troviamo a un paio di minuti a piedi dal<strong> Palazzo Ducale,</strong> ma il flusso turistico che devasta Piazza San Marco lo supera quasi senza accorgersene. Eppure proprio in questo angolo che spesso passa in secondo piano sorge una delle chiese più importanti della storia della <strong>Serenissima</strong>, un edificio che custodisce secoli di potere, devozione e arte rinascimentale.</p>
<h2>L&#8217;abside che cambiò la storia dell&#8217;architettura veneziana</h2>
<p>La chiesa che vediamo oggi non è la prima. L&#8217;originale, infatti, risale al IX secolo, quando il doge <strong>Giustiniano Partecipazio</strong> volle costruire un luogo di culto dedicato a San Zaccaria, padre di Giovanni Battista, le cui reliquie erano state donate dall&#8217;imperatore bizantino Leone V. Per quattro secoli quella struttura rimase il cuore spirituale di un convento femminile strettamente legato alla nobiltà veneziana e alla figura del doge, tanto che ogni anno, nel giorno di Pasqua, il doge stesso si recava in visita portando in dono una preziosa<strong> berretta dorata alle monache.</strong></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Zaccaria.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675559" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Zaccaria.jpg" alt="Chiesa di San Zaccaria, Venezia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Zaccaria.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Zaccaria-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Zaccaria-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Chiesa-di-San-Zaccaria-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Nel 1458 si decise di costruire una chiesa nuova, più grande e più ambiziosa, affiancandola all&#8217;edificio precedente. L&#8217;incarico andò ad <strong>Antonio Gambello</strong>, che progettò un&#8217;abside poligonale con cappelle radiali, una soluzione architettonica senza eguali a <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/san-francesco-deserto-isola-venezia/" data-wpel-link="internal">Venezia</a></strong>, unica nel panorama della città lagunare. Alla morte di Gambello fu invece <strong>Mauro Codussi</strong> a completare l&#8217;opera, firmando la facciata in pietra d&#8217;Istria che ancora oggi chiude scenograficamente il campo con la sua sequenza di archi sovrapposti.</p>
<h2>Scendere sotto il livello della laguna</h2>
<p>Se la superficie incanta, con un piccolo biglietto si accede alla<strong> Cappella di Sant&#8217;Atanasio</strong> e, soprattutto, alla cripta sottostante, che appartiene alla struttura originale del X-XI secolo. È qui che la Venezia più antica si manifesta nella sua forma più pura e più sconcertante. La cripta è <strong>quasi</strong> <strong>permanentemente allagata: </strong>l&#8217;acqua lagunare, che da secoli penetra dal sottosuolo, raggiunge tipicamente un livello di qualche decina di centimetri (variabile con le maree), coprendo il pavimento medievale con uno strato trasparente e immobile che riflette le colonne e le volte a crociera come uno specchio liquido.</p>
<p>Si cammina su <strong>passerelle di legno sospese</strong> sull&#8217;acqua, in un silenzio che ha la qualità di certi sogni lucidi: tutto visibile, tutto reale, ma comunque difficile da credere. Le colonne sono tozze e robuste e reggono volte di mattoni rossi che l&#8217;umidità ha consumato in modi irregolari, disegnando sfumature che vanno dal bruno al grigio azzurro.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria-a-Venezia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675562" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria-a-Venezia.jpg" alt="Cripta di San Zaccaria a Venezia, Veneto" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria-a-Venezia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria-a-Venezia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria-a-Venezia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Cripta-di-San-Zaccaria-a-Venezia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: Di Romanceor &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia</em></p>
<p>In quest&#8217;ambiente riposano i <strong>resti di 8 dogi della Repubblica di Venezia</strong>, figure che per secoli hanno governato una delle potenze marittime più influenti del Mediterraneo.</p>
<h2>Capolavori nascosti in superficie</h2>
<p>Usciti dalla cripta, vale la pena fermarsi nella<strong> navata principale</strong> per una delle opere più alte del Rinascimento veneziano. La <em>Sacra Conversazione</em> dipinta da <strong>Giovanni Bellini</strong> nel 1505, collocata nella seconda cappella a sinistra, irradia una luce dorata che sembra provenire dall&#8217;interno della tela, diversa da tutto ciò che si trova nelle chiese vicine.</p>
<p>I critici d&#8217;arte la conoscono come <em>Enthroned Madonna</em>, ma chiunque la veda capisce subito perché sia rimasta qui, in questa chiesa, per oltre cinque secoli. Attorno sorgono anche le <strong>cappelle di San Tarasio e Sant&#8217;Atanasio</strong>, quest&#8217;ultima parte del vecchio convento, dove le volte affrescate e i polittici gotici raccontano una stratificazione di gusti e committenze durata quattro secoli.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dipinti-chiesa-di-San-Zaccaria.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-675564" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dipinti-chiesa-di-San-Zaccaria.jpg" alt="Dipinti nella chiesa di San Zaccaria" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dipinti-chiesa-di-San-Zaccaria.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dipinti-chiesa-di-San-Zaccaria-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dipinti-chiesa-di-San-Zaccaria-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/10/Dipinti-chiesa-di-San-Zaccaria-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto Canva</em></p>
<p>Venezia riserva le sue sorprese migliori a chi scende di livello, letteralmente. E forse vale la pena chiedersi quante altre città nascondono qualcosa di simile, appena sotto la superficie visibile che tutti fotografano.</p>
<p><em>Foto di copertina Di Didier Descouens &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</em></p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
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</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le dolci colline del Cartizze d&#8217;autunno, un weekend nel Veneto tra borghi e vigneti</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/cartizze-colline-prosecco-autunno-weekend-veneto-percorsi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martino De Mori]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 05:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=674440</guid>

					<description><![CDATA[Il Cartizze è prima di tutto un nome che compare in etichetta. Un nome che[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="633" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-3.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="sentiero-prosecco-valdobbiadene-conegliano" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-3.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-3-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-3-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-3-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p dir="ltr">Il <strong>Cartizze</strong> è prima di tutto un nome che compare in etichetta.<br />
Un nome che indica il Prosecco più pregiato — e più caro — della denominazione di Valdobbiadene: il <strong>Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG</strong>, prodotto in una zona così piccola e così specifica che i suoi vigneti hanno un valore per ettaro paragonabile a certi Grand Cru borgognoni.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1.jpg" alt="Sentiero escursionistico tra vigneti eroici e bosco nelle colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene" width="1600" height="1067" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<p dir="ltr">Ma Cartizze è anche un posto. Tre frazioni di collina — <strong>San Pietro di Barbozza</strong>, <strong>Santo Stefano</strong> e <strong>Saccol</strong> — circoscrivono un territorio di <strong>107 ettari</strong> che i produttori locali chiamano il <strong>Pentagono d&#8217;Oro</strong>.<br />
Pendii ripidi, esposti a sud, protetti a nord dal massiccio del Monte Cesen, con suoli di marne, arenarie e argille che trattengono l&#8217;umidità e danno alle uve un&#8217;acidità che le altre zone della denominazione non riescono a replicare. Arrivano ma costare 4 milioni di euro per ettaro (ultime quotazioni 2026).<br />
Strade strette, fienili in pietra, qualche cappella votiva e la vigna dappertutto — anche dove la pendenza renderebbe sensato qualsiasi altro uso del suolo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/PXL_20260528_075633395.MP_.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669265" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/PXL_20260528_075633395.MP_.jpg" alt="cartizze" width="1000" height="707" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/PXL_20260528_075633395.MP_.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/PXL_20260528_075633395.MP_-300x212.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/PXL_20260528_075633395.MP_-768x543.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
<strong>In autunno la Glera diventa gialla.</strong> I filari che in estate sono verdi coperture si trasformano in un mosaico oro-rame che, nelle giornate di sole basso, prende una qualità cromatica difficile da fotografare senza semplificarla.<br />
<strong>È il momento giusto per arrivarci, e starci.</strong></p>
<p dir="ltr"><strong>Puoi aggiungere SportOutdoor24.it alla tua lista con un click diretto:</strong><br />
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<h2 dir="ltr">Il vino: perché il Cartizze è diverso</h2>
<p dir="ltr">Prima di parlare del posto vale la pena capire perché quel nome in etichetta costa quello che costa.<br />
Il <strong>Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG</strong> si produce quasi esclusivamente nella versione <strong>Dry</strong> — con un residuo zuccherino tra i 17 e i 32 g/L che non appesantisce ma accompagna.<br />
Al naso: mela, pera, albicocca, agrumi e rosa. In chiusura, un finale di mandorla glassata che nei Prosecchi di pianura non c&#8217;è.<br />
La differenza rispetto al Prosecco standard non è solo di qualità tecnica — è di carattere.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-9.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669286" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-9.jpg" alt="sentiero-prosecco-valdobbiadene-conegliano-come-fare" width="1200" height="633" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-9.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-9-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-9-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-9-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>Il Cartizze non è esuberante come molti Prosecchi commerciali.</strong> Ha una complessità più raccolta, più verticale.<br />
È quello che succede quando le radici devono scendere in profondità per trovare l&#8217;acqua in un pendio a 30-40% di inclinazione — e lo trovano nelle argille che il Mare Pannonico ha lasciato qui qualche milione di anni fa.</p>
<h2 dir="ltr">Sabato mattina: San Pietro di Barbozza e il Colle Colesel</h2>
<p dir="ltr">Il punto di partenza naturale di un weekend nel Cartizze è la <strong>Piazza di San Pietro di Barbozza</strong> — la frazione più accessibile in auto, con parcheggio.<br />
Vale fermarsi prima di camminare.<br />
<strong>VignArte</strong> è un&#8217;installazione permanente di sculture lignee disseminate tra i vigneti della frazione — opere realizzate durante simposi di scultura sul territorio, che convivono con le viti con la stessa naturalezza delle cappelle votive.<br />
Non è una galleria d&#8217;arte — è qualcosa che si trova camminando tra i filari senza cercarlo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-8.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669287" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-8.jpg" alt="sentiero-prosecco-valdobbiadene-conegliano-tappe" width="1200" height="633" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-8.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-8-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-8-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-8-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Da San Pietro si cammina verso <strong>Santo Stefano</strong> — meno di due chilometri su strada asfaltata stretta, dove si incrocia quasi solo chi lavora le vigne.<br />
Il borgo ha una piazza, una trattoria, qualche casa in pietra — e da qui si vedono i vigneti del Pentagono d&#8217;Oro nella loro configurazione più rappresentativa.<br />
<strong>Il Colle Colesel</strong> — tra Santo Stefano e Saccol — è il punto panoramico più silenzioso di tutto il Cartizze.<br />
Alcune panche in legno ricavate da tronchi, nessuna struttura, nessun servizio.<br />
La vista spazia sulla valle del Cartizze dall&#8217;alto: filari che scendono a precipizio, le frazioni bianche tra il verde-oro delle viti, le Prealpi Venete sullo sfondo.<br />
<strong>Al tramonto è uno dei posti più belli del Veneto.</strong></p>
<h2 dir="ltr">Il Eremo di Sant&#8217;Alberto: la salita che ti ripaga</h2>
<p dir="ltr">Alle pendici di San Pietro di Barbozza, raggiungibile con una salita di circa 20 minuti a piedi dal centro della frazione, si trova l&#8217;<strong>Eremo di Sant&#8217;Alberto</strong> — uno dei punti panoramici più alti e meno frequentati del Cartizze.<br />
La piccola chiesa è tra gli edifici di maggior rilievo storico del territorio.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140052.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669251" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140052.jpg" alt="cammino-prosecco-sentiero" width="1200" height="959" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140052.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140052-300x240.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140052-1024x818.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140052-768x614.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
La vista da lassù abbraccia l&#8217;intera area del Cartizze, il Piave nella pianura sottostante e, nelle giornate limpide, le cime delle Dolomiti bellunesi.<br />
Non è un percorso segnalato come sentiero ufficiale — si sale seguendo il sentiero dalla piazza.<br />
<strong>Meglio le scarpe da trekking che i mocassini.</strong></p>
<h2 dir="ltr">L&#8217;Osteria Senz&#8217;Oste: il posto più bizzarro</h2>
<p dir="ltr">Sulla strada che attraversa il Cartizze, in una posizione panoramica tra i vigneti, si trova l&#8217;<strong>Osteria Senz&#8217;Oste</strong> — un luogo che funziona esattamente come il nome suggerisce.<br />
Tavolini all&#8217;aperto, nessun personale, distributori automatici per vino, formaggi, salumi e altri prodotti del territorio.<br />
Si prende, si paga, ci si siede.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-12.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669296" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-12.jpg" alt="cammino-prosecco-valdobbiadene-conegliano" width="1200" height="633" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-12.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-12-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-12-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-12-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>La particolarità non è il meccanismo</strong> — è che funziona, e che la qualità dei prodotti nei distributori è quella del territorio vero.<br />
Cartizze a bicchiere, Grana Padano, sopressa veneta, un dolce locale.<br />
Il panorama sui vigneti dall&#8217;Osteria è uno dei più fotografati delle Colline del Prosecco.<br />
<strong>Arrivare nel tardo pomeriggio</strong> — quando la luce è bassa e i filari proiettano ombre lunghe — è meglio che andarci all&#8217;ora di pranzo.</p>
<h2 dir="ltr">Domenica: Follina e l&#8217;Abbazia cistercense</h2>
<p dir="ltr">A circa <strong>15 km da Valdobbiadene</strong>, <strong>Follina</strong> è il borgo più elegante del circondario e uno dei più belli del Veneto.<br />
<strong>L&#8217;Abbazia cistercense</strong> — fondata nel XII secolo — è il monumento principale: un complesso romanico con un chiostro del 1200 di rara qualità, con le colonnine in pietra e il giardino interno al centro.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-4.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669291" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-4.jpg" alt="colline-sentiero-prosecco-valdobbiadene-conegliano" width="1200" height="633" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-4.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-4-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-4-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-4-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
I monaci cistercensi hanno costruito qui seguendo i principi di semplicità e rigore dell&#8217;Ordine — e il risultato è un&#8217;architettura che dopo ottocento anni non ha bisogno di restauri per sembrare contemporanea.<br />
Il borgo intorno all&#8217;abbazia ha conservato la struttura medievale: vicoli stretti, case in pietra, qualche bottega artigiana.<br />
<strong>L&#8217;Hotel Villa Abbazia</strong> — cinque stelle, unico nel circondario — è la base logistica ideale per chi vuole dormire nell&#8217;area senza rinunciare al comfort.</p>
<h2 dir="ltr">Cison di Valmarino e Castel Brando</h2>
<p dir="ltr">A pochi chilometri da Follina, <strong>Cison di Valmarino</strong> è tra i Borghi più Belli d&#8217;Italia — con il centro storico medievale ben conservato e il <strong>Castel Brando</strong> che lo domina dall&#8217;alto.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Ciglione.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669133" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Ciglione.jpg" alt="Ciglione-colline-prosecco" width="1000" height="741" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Ciglione.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Ciglione-300x222.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Ciglione-768x569.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
Il castello, uno dei più grandi e antichi del Veneto, ospita oggi un hotel di charme con ristorante e wellness, ma è visitabile anche solo per la struttura.<br />
<strong>La vista dalla terrazza del castello sul Quartier del Piave</strong> — la pianura punteggiata di borghi fino al fiume — vale la salita.</p>
<h2 dir="ltr">Come arrivare e come muoversi</h2>
<p dir="ltr"><strong>In auto:</strong> autostrada <strong>A27 Venezia-Belluno</strong>, uscita <strong>Treviso Nord</strong>, poi direzione Valdobbiadene — circa <strong>60 km da Venezia</strong>, <strong>90 km da Padova</strong>, <strong>120 km da Milano via A27</strong>.<br />
<strong>In treno:</strong> linea <strong>Venezia-Belluno</strong> fino a <strong>Treviso</strong>, poi treno regionale verso <strong>Montebelluna</strong> e bus per Valdobbiadene.<br />
Oppure treno fino a <strong>Conegliano</strong> (sull&#8217;alta velocità) e bus per Follina e Valdobbiadene.</p>
<p dir="ltr"><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_135920.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669252" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_135920.jpg" alt="cammino-prosecco" width="1200" height="895" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_135920.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_135920-300x224.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_135920-1024x764.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_135920-768x573.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a>Per muoversi nell&#8217;area del Cartizze</strong> l&#8217;auto è quasi obbligatoria — le frazioni distano pochi chilometri l&#8217;una dall&#8217;altra ma le frecce del trasporto pubblico non coprono le strade di collina.<br />
<strong>Alternativa sostenibile:</strong> noleggio bici a Valdobbiadene e percorso in sella tra le frazioni — con salite impegnative ma panorami che giustificano la fatica.<br />
SO24 ha già mappato i percorsi cicloturistici dell&#8217;area nel <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/valdobbiadene-prosecco-percorsi-in-bici/" data-wpel-link="internal">pezzo su Valdobbiadene in bici</a>.</p>
<p dir="ltr"><strong>Quando andare:</strong> ottobre è il momento migliore — vendemmia appena conclusa, foliage della Glera in corso, strutture ancora aperte, temperatura ideale per camminare.<br />
Evitare i weekend del <strong>Valdobbiadene Prosecco Superiore Festival</strong> (primavera) se si vuole tranquillità.</p>
<h3 dir="ltr">Info pratiche</h3>
<p dir="ltr"><strong>Dove:</strong> Cartizze — San Pietro di Barbozza, Santo Stefano, Saccol — comune di Valdobbiadene, provincia di Treviso, Veneto<br />
<strong>Parcheggio:</strong> piazza di San Pietro di Barbozza (punto di partenza consigliato)<br />
<strong>Osteria Senz&#8217;Oste:</strong> su strada tra le frazioni, distributori automatici, aperta sempre<br />
<strong>Colle Colesel:</strong> tra Santo Stefano e Saccol, panche panoramiche, accesso libero<br />
<strong>VignArte San Pietro di Barbozza:</strong> installazioni permanenti nei vigneti, accesso libero<br />
<strong>Eremo di Sant&#8217;Alberto:</strong> salita a piedi da San Pietro di Barbozza, ~20 minuti, scarpe da trekking<br />
<strong>Abbazia di Follina:</strong> apertura variabile, verificare prima di partire<br />
<strong>Castel Brando Cison di Valmarino:</strong> hotel e ristorante, visite su prenotazione<br />
<strong>Periodo:</strong> ottobre per foliage; primavera per fioritura; estate più affollata</p>
<p dir="ltr">Foto <a href="https://www.instagram.com/martinodemori/" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Martino De Mori,</a> Giuliano Vantaggi</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/valdobbiadene-prosecco-percorsi-in-bici/" data-wpel-link="internal"><strong>Valdobbiadene in bici: percorsi nelle terre del Prosecco</strong></a></p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/cammini-en/cammino-prosecco-colline-conegliano-valdobbiadene/" data-wpel-link="internal"><strong>Cammino delle Colline del Prosecco: 51 km in 4 tappe tra vigneti UNESCO e abbazie</strong></a></p>
<p dir="ltr"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/farra-di-soligo-unesco-colline-prosecco-dove-andare/" data-wpel-link="internal"><strong>Farra di Soligo: il cuore segreto delle Colline del Prosecco UNESCO</strong></a></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Martino De Mori' src='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/martino-de-mori/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Martino De Mori</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor &#8211; tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In bici in Veneto adesso che il caldo è finito: 5 itinerari da fare a settembre</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/itinerari-bici-veneto-settembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 10:17:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[settembre]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=674198</guid>

					<description><![CDATA[Il Veneto in bici a settembre è una questione di tempismo. Le Dolomiti hanno ancora[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1080" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/martin-katler-MDZAbQApcKY-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Itinerari in bici in Veneto a settembre" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/martin-katler-MDZAbQApcKY-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/martin-katler-MDZAbQApcKY-unsplash-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/martin-katler-MDZAbQApcKY-unsplash-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/martin-katler-MDZAbQApcKY-unsplash-768x432.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/martin-katler-MDZAbQApcKY-unsplash-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p dir="ltr">Il Veneto in bici a settembre è una questione di tempismo. Le Dolomiti hanno ancora la luce migliore dell&#8217;anno ma i turisti estivi sono già rientrati. Le colline del Prosecco sono in vendemmia — il che significa vigneti carichi, cantine aperte e un profumo nell&#8217;aria che nessuna app meteo sa prevedere. La laguna di Venezia, raggiunta in bici invece che in treno, ha tutto un altro peso. E i percorsi fluviali — il Bacchiglione, il Brenta — tornano a essere quello che sono stati progettati per essere: strade d&#8217;acqua lente, silenziose, percorribili senza l&#8217;ansia del caldo che sale.</p>
<h2 dir="ltr">In bici in Veneto adesso che il caldo è finito: 5 itinerari da fare a settembre</h2>
<p dir="ltr">È una regione che in bici si presta a tutto: al grande viaggio di più giorni dalle montagne alla laguna, alla gita domenicale tra le ville palladiane, al weekend tra i borghi murati della Marca Trevigiana. Qui trovi 5 itinerari per altrettante facce del Veneto — ognuna con la sua stagione ideale, e per quasi tutte quella stagione è adesso.</p>
<h3 dir="ltr">Ciclovia dell&#8217;Amicizia — dalle Dolomiti a Venezia</h3>
<p dir="ltr">📍 190 km versione italiana | Cortina d&#8217;Ampezzo → Venezia | Dolomiti UNESCO, Val Pusteria, Treviso, Laguna</p>
<p dir="ltr">È il viaggio in bici più iconico del Nord-Est, e settembre è il momento migliore per farlo. Si parte da Cortina d&#8217;Ampezzo — nel cuore delle Dolomiti patrimonio UNESCO — e si scende verso la laguna attraverso il Cadore, il Montello, Conegliano, i colli veneti e Treviso, fino all&#8217;arrivo a Venezia che vale da solo il viaggio. Oscar del Cicloturismo 2017.</p>
<p dir="ltr"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-674204" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/micael-rodrigues-GVtBxDSjNOQ-unsplash.jpg" alt="Da Venezia alle Dolomiti, 6 itinerari in bici in Veneto a settembre, ora che il caldo è un lontano ricordo" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/micael-rodrigues-GVtBxDSjNOQ-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/micael-rodrigues-GVtBxDSjNOQ-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/micael-rodrigues-GVtBxDSjNOQ-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/micael-rodrigues-GVtBxDSjNOQ-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/micael-rodrigues-GVtBxDSjNOQ-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p dir="ltr">Il tracciato coincide in buona parte con la Ciclabile delle Dolomiti — uno dei percorsi più fotografati d&#8217;Italia, ricavato sul sedime di una vecchia ferrovia con pendenze gestibili e paesaggi che cambiano registro ogni poche ore — ma si estende molto oltre, aggiungendo la campagna trevigiana e il finale lagunare. In settembre le faggete del Cadore cominciano a tingersi di rosso, Cortina è silenziosa come non lo è mai d&#8217;estate, e arrivare a Venezia in bici attraverso la laguna invece che in treno è una di quelle esperienze che cambiano il modo di vedere una città che si credeva di conoscere già.</p>
<h3 dir="ltr">Anello delle Città Murate — Marca Trevigiana</h3>
<p dir="ltr">📍 ~63 km ad anello | Treviso, Castelfranco Veneto, Cittadella, Padova | Campagna trevigiana e padovana</p>
<p dir="ltr">Quattro cinte murarie medievali in sessantatré chilometri di pianura veneta: Treviso con i suoi canali e i portici, Castelfranco Veneto con la Madonna del Giorgione nella cattedrale, Cittadella con le mura duecentesche tra le meglio conservate d&#8217;Italia, Padova con la Cappella degli Scrovegni e il Santo. È la classica gita di un giorno che si allunga in weekend senza accorgersene — ogni città ha almeno un motivo per fermarsi più del previsto.</p>
<p dir="ltr">In settembre la campagna tra una città e l&#8217;altra entra in vendemmia: i filari sono carichi, le strade secondarie profumano di mosto e i piani di ogni famiglia veneta della zona prevedono almeno una giornata in vigna. Pedalare in mezzo a tutto questo — con il tempo di fermarsi a comprare qualcosa in una cantina di strada — è esattamente il tipo di esperienza che non si organizza ma si trova.</p>
<h3 dir="ltr">Ciclovia del Prosecco — Conegliano → Valdobbiadene</h3>
<p dir="ltr">📍 ~42 km | Conegliano → Valdobbiadene | Colline UNESCO del Prosecco</p>
<p dir="ltr">Quarantadue chilometri <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/valdobbiadene-prosecco-percorsi-in-bici/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">tra le colline del Prosecco patrimonio UNESCO</a>: vigneti a perdita d&#8217;occhio, borghi medievali arroccati sulle creste, cantine che in settembre hanno le porte aperte perché la vendemmia è in corso e il vino nuovo sta per arrivare. È uno dei percorsi più brevi di questa lista ma anche uno dei più densi — ogni curva apre su un panorama diverso, ogni paese ha la sua osteria e il suo spumante.</p>
<p dir="ltr">Il momento migliore per farlo è la mattina presto, quando la foschia si alza lentamente dalle valli e i vigneti sono ancora bagnati di rugiada. Nel primo pomeriggio le colline si illuminano di quella luce bassa e dorata che in estate non esiste e che in settembre dura fino alle sei di sera. Se c&#8217;è un percorso in Veneto che giustifica da solo un weekend fuori porta, è questo.</p>
<h3 dir="ltr">Ciclovia del Bacchiglione — Vicenza → Padova</h3>
<p dir="ltr">📍 ~50 km | Vicenza → Padova | Fiume Bacchiglione, campagna vicentina e padovana</p>
<p dir="ltr">Cinquanta chilometri lungo il Bacchiglione dalla città del Palladio a quella del Santo: un percorso fluviale facile, quasi tutto pianeggiante, che attraversa la campagna veneta più autentica tra mulini storici, ville di campagna e piccoli centri che vivono fuori dai circuiti turistici di massa. È il tipo di itinerario che si fa in una domenica tranquilla, con il tempo di fermarsi a mangiare qualcosa di buono a metà percorso e di arrivare a Padova con ancora energia per visitare la Cappella degli Scrovegni o perdersi nel mercato di Piazza delle Erbe.</p>
<p dir="ltr"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-674205" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/edoardo-bortoli-_Cr_XzeumFA-unsplash.jpg" alt="Da Venezia alle Dolomiti, 6 itinerari in bici in Veneto a settembre, ora che il caldo è un lontano ricordo" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/edoardo-bortoli-_Cr_XzeumFA-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/edoardo-bortoli-_Cr_XzeumFA-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/edoardo-bortoli-_Cr_XzeumFA-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/edoardo-bortoli-_Cr_XzeumFA-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/edoardo-bortoli-_Cr_XzeumFA-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p dir="ltr">In settembre il fiume riprende portata dopo l&#8217;estate, la vegetazione lungo le rive comincia a cambiare colore e le temperature permettono di pedalare anche nelle ore centrali della giornata senza soffrire. Perfetto per le famiglie e per chi vuole avvicinarsi al cicloturismo senza pretese atletiche.</p>
<h3 dir="ltr">Ciclovia del Brenta — Padova → Venezia</h3>
<p dir="ltr">📍 ~40 km | Padova → Venezia | Naviglio del Brenta, ville palladiane, laguna</p>
<p dir="ltr">Quaranta chilometri lungo il Naviglio del Brenta tra le ville palladiane: Villa Pisani, Villa Foscari, Villa Widmann, un corridoio di architettura rinascimentale e barocca che i nobili veneziani costruirono come residenza estiva e che oggi si attraversa in bici in una mattinata. L&#8217;arrivo a Venezia via battello — o direttamente via terra fino alla laguna — trasforma una pedalata in un piccolo rito di passaggio.</p>
<p dir="ltr">È uno degli itinerari più corti e più eleganti del Veneto: non richiede allenamento, non richiede logistica complicata, richiede solo la voglia di arrivare a Venezia in modo diverso dal solito. In settembre le ville sono ancora aperte al pubblico, i giardini sono nel pieno del loro splendore autunnale e la laguna, vista dalla riva dopo quaranta chilometri di pedalata, ha un&#8217;aria completamente diversa rispetto a quella che si vede scendendo dal treno.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>C&#8217;è un fiabesco mulino (ancora funzionante) incastonato nella roccia del Veneto</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/molinetto-della-croda-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 11:58:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=674381</guid>

					<description><![CDATA[<strong>Nel cuore del Veneto, lungo la Strada del Prosecco, un antico mulino costruito letteralmente sulla roccia custodisce secoli di storia molitoria e paesaggi da cartolina. Il Molinetto della Croda è uno di quei luoghi che si fatica a credere siano rimasti così intatti.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Molinetto-della-Croda.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Molinetto della Croda, Veneto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Molinetto-della-Croda.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Molinetto-della-Croda-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Molinetto-della-Croda-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Molinetto-della-Croda-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Nel cuore della <strong>Marca trevigiana</strong>, tra colline punteggiate di filari e borghi che sembrano dipinti, si trova un angolo di Veneto che raramente finisce nelle guide generaliste. Eppure chi lo conosce difficilmente lo dimentica: il <strong>Molinetto della Croda, </strong> situato nel comune di <strong>Refrontolo </strong>in provincia di Treviso, è uno dei mulini ad acqua più fotografati e amati del Nord-Est italiano, una struttura del <strong>XVII secolo</strong> ancora funzionante che sorge letteralmente su una roccia, proprio come suggerisce il nome: <em>croda</em>, in veneto, significa appunto &#8220;roccia&#8221;.</p>
<p>Si affaccia sulla <strong>valle del Lierza</strong>, un corso d&#8217;acqua dalla portata capricciosa che nel corso dei secoli ha alimentato le macine, ma ha anche scaricato su questo edificio la sua forza distruttrice in più di un&#8217;alluvione. Ogni volta, però, il mulino è stato ricostruito.</p>
<h2>La roccia sotto i piedi, il Lierza davanti</h2>
<p>Le fondamenta del Molinetto poggiano direttamente sulla <em>croda</em>, la parete di roccia che emerge dal letto del torrente. Non è un dettaglio architettonico da sottovalutare, perché è la ragione stessa per cui<strong> questo luogo esiste</strong> e per cui ha tenuto nei secoli, nonostante le piene e le ristrutturazioni successive.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Cascata-Molinetto-della-Croda.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674386" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Cascata-Molinetto-della-Croda.jpg" alt="Cascata Molinetto della Croda, Veneto" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Cascata-Molinetto-della-Croda.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Cascata-Molinetto-della-Croda-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Cascata-Molinetto-della-Croda-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Cascata-Molinetto-della-Croda-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Guardarlo dalla riva opposta, con l&#8217;acqua che scorre sotto e attorno alla sua base, dà la misura di quanto fosse ingegnoso (e coraggioso) chi scelse quel sito per costruire. La struttura attuale è frutto di interventi in epoche diverse: al nucleo originale seicentesco sono stati aggiunti nel tempo <strong>locali abitativi</strong>, le cosiddette dimore dei mugnai, gli uomini che vivevano qui e lavoravano le granaglie portate dai contadini della zona.</p>
<h2>Un mulino che ha visto secoli e alluvioni</h2>
<p>Attivo fino al <strong>1953</strong>, il Molinetto della Croda ha macinato grano, mais e altri cereali per tre secoli abbondanti. Poi è arrivato il silenzio delle macine, come in tanti altri mulini italiani travolti dalla meccanizzazione agricola del dopoguerra. La struttura è rimasta però in piedi, e dopo un lungo restauro è stata recuperata con un&#8217;attenzione speciale.</p>
<p>Al piano terra la <strong>macina originale</strong> è stata ricostruita fedelmente e rimessa in funzione, così i visitatori possono vedere e sentire il meccanismo all&#8217;opera, con il legno che scricchiola e la pietra che gira come faceva decenni fa. È questo dettaglio, forse più di qualsiasi altro elemento, a rendere il posto unico nel suo genere.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Ruota-Molinetto-della-Croda.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674387" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Ruota-Molinetto-della-Croda.jpg" alt="Macina del Molinetto della Croda" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Ruota-Molinetto-della-Croda.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Ruota-Molinetto-della-Croda-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Ruota-Molinetto-della-Croda-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Ruota-Molinetto-della-Croda-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Parliamo perciò di un congegno vivo, in grado di raccontare il lavoro manuale con una concretezza che nessuna didascalia potrebbe raggiungere. Il rumore dell&#8217;acqua che muove la ruota e il ritmo della macina sono <strong>suoni antichi che qui tornano reali</strong>.</p>
<h2>Il paesaggio tutt&#8217;intorno: vigne, borghi e Prosecco</h2>
<p>Il Molinetto della Croda si trova lungo la <strong>Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene</strong>, un percorso enologico e paesaggistico che attraversa uno dei territori vitivinicoli più riconosciuti al mondo, inserito nella lista del <strong>Patrimonio UNESCO</strong> dal 2019. I pendii attorno a Refrontolo sono ricoperti di vigneti a <em>rive</em>, le <strong>terrazze ripide tipiche</strong> di questa area, coltivate ancora in gran parte a mano perché le macchine non riescono ad arrampicarsi su quelle inclinazioni.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Refrontolo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674388" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Refrontolo.jpg" alt="Refrontolo, Veneto" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Refrontolo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Refrontolo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Refrontolo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Refrontolo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Fermarsi qui significa assorbire un paesaggio che cambia radicalmente con le stagioni: in <strong>primavera</strong> i prati sotto le vigne si colorano di fiori selvatici, in <strong>autunno</strong> i filari diventano rosso e oro, e l&#8217;aria porta l&#8217;odore dolce della vendemmia. Il mulino, in questo contesto, sembra un punto fermo tra tante trasformazioni stagionali.</p>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sabbia fine, lagune e Patrimonio UNESCO: Rosolina è un gioiello nascosto del Veneto</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/mare-rosolina-delta-po-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 18:31:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Delta del Po]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=673790</guid>

					<description><![CDATA[<strong>A un'ora da Venezia, nel cuore del Delta del Po, Rosolina Mare sorprende chi cerca un litorale adriatico senza folla. Acqua bassa e limpida, pinete, Bandiera Blu e un parco naturale alle spalle: ecco perché vale il viaggio.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="798" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/delta-po-rosolina.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="delta-po-rosolina" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/delta-po-rosolina.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/delta-po-rosolina-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/delta-po-rosolina-1024x681.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/delta-po-rosolina-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Sentire parlare di <strong>mare Adriatico in Veneto</strong> evoca quasi sempre Jesolo o il Lido di Venezia, i lidi affollati, le file agli ombrelloni.<br />Eppure, a pochi chilometri più a sud, in provincia di Rovigo, esiste una frangia di costa che ragiona in modo completamente diverso: acque tranquille, pinete che arrivano quasi all&#8217;acqua e, alle spalle, il silenzio delle valli da pesca del <strong>Delta del Po</strong>.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/veneto-delta-po-rosolina.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673800" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/veneto-delta-po-rosolina.png" alt="veneto-delta-po-rosolina" width="1200" height="848" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/veneto-delta-po-rosolina.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/veneto-delta-po-rosolina-300x212.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/veneto-delta-po-rosolina-1024x724.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/veneto-delta-po-rosolina-768x543.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />Quella frangia si chiama <strong>mare Rosolina</strong>, o meglio Rosolina Mare, e ha tutte le carte in regola per stupire chi non l&#8217;ha ancora incontrata.</p>
<h2>Un litorale dove la natura fa ancora le regole</h2>
<p>Rosolina Mare è una frazione del comune di Rosolina, incastonata tra la foce del Po di Levante e la laguna di Caleri.<br />La posizione non è un dettaglio: trovarsi nel cuore del <strong>Parco Regionale del Delta del Po Veneto</strong> significa che le pressioni edificatorie sono rimaste contenute, che la pineta retrostante è ancora integra e che la fauna — aironi, martin pescatori, fenicotteri durante le migrazioni — è di casa a pochi passi dalla battigia.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Rosolina-mare.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673799" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Rosolina-mare.jpg" alt="Rosolina-mare" width="1200" height="980" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Rosolina-mare.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Rosolina-mare-300x245.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Rosolina-mare-1024x836.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Rosolina-mare-768x627.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>

<p>Il Parco del <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/itinerari-in-bicicletta-piu-belli-nel-delta-del-po/" data-wpel-link="internal">Delta del Po</a></strong> è stato riconosciuto <strong>Patrimonio dell&#8217;umanità UNESCO</strong> nell&#8217;ambito delle riserve della biosfera, e questo ha trasformato il territorio circostante in un argine naturale contro la speculazione turistica di massa.<br />Per il visitatore, il risultato pratico è un&#8217;atmosfera sospesa, quasi fuori tempo, che si riconosce appena si scende dall&#8217;auto.</p>
<h2>Acqua bassa e sabbia fine: com&#8217;è davvero il mare</h2>
<p>Chi arriva con bambini piccoli o semplicemente preferisce entrare in acqua senza saltare le onde troverà a Rosolina Mare un alleato inaspettato.<br /><strong>Il fondale degrada lentamente,</strong> l&#8217;acqua rimane bassa per una buona distanza dalla riva, e il moto ondoso è generalmente modesto — merito anche della morfologia costiera, che in questo tratto dell&#8217;Alto Adriatico tende a smorzare le correnti più forti.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Rosolina-delta.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673797" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Rosolina-delta.jpg" alt="Rosolina-delta" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Rosolina-delta.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Rosolina-delta-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Rosolina-delta-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Rosolina-delta-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><strong>La sabbia è fine e chiara,</strong> mentre nelle giornate di sole l&#8217;acqua assume una tonalità verde-azzurra piuttosto nitida per l&#8217;Adriatico settentrionale.<br />La trasparenza non raggiunge quella delle acque cristalline del Mediterraneo profondo, ma per gli standard di questo tratto di costa è decisamente al di sopra della media.<br />Non a caso la località ha ottenuto la <strong>Bandiera Blu</strong> assegnata da FEE Italia, riconoscimento che valuta insieme qualità delle acque, gestione ambientale e servizi.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/navigazione-po-rosolina.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673801" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/navigazione-po-rosolina.png" alt="" width="1200" height="839" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/navigazione-po-rosolina.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/navigazione-po-rosolina-300x210.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/navigazione-po-rosolina-1024x716.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/navigazione-po-rosolina-768x537.png 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/navigazione-po-rosolina-331x232.png 331w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />La stagione ideale per il bagno va da <strong>giugno a settembre</strong>, con agosto che rappresenta il picco termico ma anche quello di affluenza.<br />Chi ama l&#8217;acqua calda senza la ressa può puntare su <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/mare-a-settembre-spiagge-italia/" data-wpel-link="internal">settembre, quando il mare adriatico tocca le sue temperature massime</a> e la spiaggia si svuota in modo considerevole.</p>

<h2>Spiagge libere e stabilimenti: come orientarsi sulla costa</h2>
<p>L&#8217;arenile di Rosolina Mare si sviluppa in lunghezza, stretto tra la pineta e il mare.<br />La conformazione è quella classica del litorale veneto, con <strong>spiagge libere e stabilimenti balneari</strong> che si alternano in modo abbastanza omogeneo lungo tutto il fronte, senza che un modello prevalga sull&#8217;altro.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/spiaggia-rosolina.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673795" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/spiaggia-rosolina.jpg" alt="spiaggia-rosolina" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/spiaggia-rosolina.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/spiaggia-rosolina-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/spiaggia-rosolina-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/spiaggia-rosolina-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Per chi preferisce attrezzarsi in autonomia, le spiagge libere sono facilmente raggiungibili a piedi dalla pineta.<br />Il <a href="https://www.comune.rosolina.ro.it/home/dettaglio/vivere-info/itinerari-a-piedi-le-spiagge-1" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Comune di Rosolina</a> indica gli accessi principali all&#8217;arenile e i percorsi pedonali che attraversano la pineta, rendendo l&#8217;orientamento semplice anche per chi è alla prima visita.<br />Alcuni di questi sentieri sono fruibili anche in bicicletta, e <strong>la pista ciclabile locale si integra con la rete più ampia del Selta.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/rosolina_valle.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673794" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/rosolina_valle.jpg" alt="rosolina_valle" width="1200" height="895" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/rosolina_valle.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/rosolina_valle-300x224.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/rosolina_valle-1024x764.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/rosolina_valle-768x573.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></strong></p>

<p>Gli stabilimenti offrono il comfort standard del litorale veneto — lettini, ombrelloni, bar, docce — senza l&#8217;affollamento soffocante di mete più celebri.<br />La distanza da Venezia (circa un&#8217;ora) è sufficiente a filtrare i flussi turistici giornalieri più intensi, e Rosolina Mare mantiene una scala umana che molte altre località della costa adriatica hanno perso da anni.</p>
<h2>Rosolina e Rosolina Mare: due nomi, due luoghi diversi</h2>
<p>La confusione tra i due nomi è frequente, specie per chi pianifica la prima visita. <strong>Rosolina</strong> è il comune, un centro agricolo nell&#8217;entroterra a circa sei chilometri dalla costa, con una storia legata alla bonifica della pianura polesana.<br /><strong>Rosolina Mare</strong> è invece la sua frazione balneare, affacciata direttamente sull&#8217;Adriatico: lì si trovano i campeggi, i villaggi turistici, gli stabilimenti e i principali accessi alla spiaggia.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/rosolina-tramonto-po.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673802" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/rosolina-tramonto-po.png" alt="rosolina-tramonto-po" width="1200" height="854" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/rosolina-tramonto-po.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/rosolina-tramonto-po-300x214.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/rosolina-tramonto-po-1024x729.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/rosolina-tramonto-po-768x547.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>I due centri sono collegati da una strada diretta, ma il carattere è completamente diverso. Rosolina mantiene la dimensione del paese rurale, mentre Rosolina Mare funziona come stazione balneare da giugno a settembre.<br />Per chi cerca la spiaggia, la destinazione è senza dubbio la<strong> frazione costiera.</strong> Per chi vuole esplorare il territorio circostante — le valli, le chiuse, le coltivazioni — vale la pena spingersi anche verso l&#8217;entroterra.</p>
<h2>Il delta alle spalle: la geografia che cambia tutto</h2>
<p>La posizione di Rosolina Mare all&#8217;interno del Parco del Delta del Po non è solo un vantaggio paesaggistico: è ciò che definisce l&#8217;identità del luogo.<br />Il delta del Po è uno degli ambienti umidi più ricchi d&#8217;Europa, un mosaico di valli da pesca, barene, canali e isole che si trasforma a seconda della stagione.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/VisitRosolina-.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673798" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/VisitRosolina-.jpg" alt="VisitRosolina-delta-po" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/VisitRosolina-.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/VisitRosolina--300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/VisitRosolina--1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/VisitRosolina--768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Le <strong>lagune di Caleri, Marinetta e Vallona</strong> sono raggiungibili in barca o a piedi dai sentieri del parco. Offrono scenari che poco hanno a che fare con l&#8217;idea comune di vacanza balneare: uccelli acquatici in migrazione, tramonti sull&#8217;acqua ferma, il profilo piatto dell&#8217;orizzonte interrotto solo da qualche vela.<br />Il turismo naturalistico e quello balneare qui convivono con una naturalezza rara, e basta spostarsi di pochi chilometri per passare da un mondo all&#8217;altro.<br />Chi visita Rosolina Mare per la prima volta spesso resta sorpreso da questa <strong>duplicità</strong>. Ci si aspetta una stazione balneare adriatica qualunque, e ci si ritrova invece ai margini di un paesaggio che non assomiglia a nessun altro in Italia.</p>

<h2>Info pratiche</h2>
<p><strong>Dove:</strong> Rosolina Mare, frazione del Comune di Rosolina, provincia di Rovigo (Veneto). All&#8217;interno del Parco Regionale del Delta del Po.<br /><strong>Come arrivare:</strong> In auto dall&#8217;A13 (Bologna-Padova), uscita Boara Pisani, poi SS309 Romea verso nord; oppure dalla A4 (Milano-Venezia), uscita Padova Est e poi verso Chioggia e Rosolina. Da Venezia circa 70 km, da Rovigo circa 40 km. Servizio bus stagionale da Chioggia e Adria.<br /><strong>Quando:</strong> Da giugno a settembre per il mare. Ottobre e primavera per il birdwatching e le escursioni nel delta.<br /><strong>Biglietto:</strong> Spiagge libere gratuite; stabilimenti balneari a pagamento secondo tariffe dei singoli gestori.<br /><strong>Da abbinare:</strong> Valle Venezze e le valli da pesca del delta per un&#8217;escursione naturalistica; il borgo di Adria con il suo Museo Archeologico Nazionale.<br /><strong>Consiglio:</strong> Prenota un&#8217;uscita in barca nelle lagune di Caleri al mattino presto: la luce del delta all&#8217;alba è una di quelle cose difficili da dimenticare.</p>
<p>Foto https://www.visitdeltapo.it/, https://visitrosolina.it/</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
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</ul>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Hurling, football gaelico e arpa celtica: tre giorni irlandesi nelle strade di Veronetta con Tocatì 2026</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/eventi/tocati-festival-verona-settembre-2026-giochi-irlanda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 08:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[giochi]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Il festival Tocatì occupa un quartiere intero — vicoli, piazze, parchi, giardini, un&#8217;ex dogana sul[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="985" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/013_ROUNDERS_Photo-by-Piaras-O-Midheach_Sportsfile-1445x1920-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Tocati_Photo-by-Piaras-O-Midheach" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/013_ROUNDERS_Photo-by-Piaras-O-Midheach_Sportsfile-1445x1920-1.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/013_ROUNDERS_Photo-by-Piaras-O-Midheach_Sportsfile-1445x1920-1-300x246.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/013_ROUNDERS_Photo-by-Piaras-O-Midheach_Sportsfile-1445x1920-1-1024x841.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/013_ROUNDERS_Photo-by-Piaras-O-Midheach_Sportsfile-1445x1920-1-768x630.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p dir="ltr"><strong>Il festival Tocatì occupa un quartiere intero</strong> — vicoli, piazze, parchi, giardini, un&#8217;ex dogana sul fiume.<br />
Dal <strong>18 al 20 settembre</strong>, il quartiere <strong>Veronetta</strong> di Verona si trasforma per tre giorni in qualcosa di difficile da classificare: non una sagra, non una fiera, non un evento sportivo.<br />
Un festival dei giochi di strada, alla sua <strong>24ª edizione</strong>, riconosciuto dall&#8217;UNESCO come Buona Pratica di Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/009_POC-FADA_6_Photo-by-Shauna-Clinton_Sportsfile-1920x1222-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673182" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/009_POC-FADA_6_Photo-by-Shauna-Clinton_Sportsfile-1920x1222-1.jpg" alt="tocati-verona-Shauna-Clinton" width="1200" height="764" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/009_POC-FADA_6_Photo-by-Shauna-Clinton_Sportsfile-1920x1222-1.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/009_POC-FADA_6_Photo-by-Shauna-Clinton_Sportsfile-1920x1222-1-300x191.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/009_POC-FADA_6_Photo-by-Shauna-Clinton_Sportsfile-1920x1222-1-1024x652.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/009_POC-FADA_6_Photo-by-Shauna-Clinton_Sportsfile-1920x1222-1-768x489.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr"><strong>Il paese ospite di quest&#8217;anno è l&#8217;Irlanda</strong> — e l&#8217;abbinamento ha una rarità precisa: per la prima volta una Buona Pratica UNESCO si svolge all&#8217;interno delle mura di una città Patrimonio Mondiale, accogliendo pratiche irlandesi — l&#8217;hurling, le Uillean Pipes, l&#8217;arpa celtica — anch&#8217;esse riconosciute dall&#8217;UNESCO.<br />
<strong>Due patrimoni immateriali si incontrano dentro un patrimonio materiale.</strong><br />
Non capita spesso.</p>
<p dir="ltr">Puoi aggiungere SportOutdoor24.it alla tua lista con un click diretto:<br />
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<h2 dir="ltr">Cosa succede per tre giorni</h2>
<p dir="ltr">Gli eventi confermati sono già <strong>oltre 100</strong>, distribuiti in spazi diversi del quartiere Veronetta.<br />
<strong>Al Parco della Provianda</strong> — il cuore sportivo del festival — si gioca a <strong>hurling</strong> e a <strong>camogie</strong>, la versione femminile.<br />
L&#8217;hurling è uno degli sport di squadra più veloci al mondo: la <em>sliotar</em>, la piccola palla di cuoio, può raggiungere i <strong>150 km/h</strong> colpita con l&#8217;hurley, il bastone piatto in legno.<br />
Il Gaelic Football — che combina elementi del calcio e del rugby — sarà presente con sessioni aperte al pubblico.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/010_POC-FADA_Photo-by-Piaras-O-Midheach_Sportsfile-1920x1330-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673181" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/010_POC-FADA_Photo-by-Piaras-O-Midheach_Sportsfile-1920x1330-1.jpg" alt="giochi-irlanda-Piaras-O-Midheach" width="1200" height="831" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/010_POC-FADA_Photo-by-Piaras-O-Midheach_Sportsfile-1920x1330-1.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/010_POC-FADA_Photo-by-Piaras-O-Midheach_Sportsfile-1920x1330-1-300x208.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/010_POC-FADA_Photo-by-Piaras-O-Midheach_Sportsfile-1920x1330-1-1024x709.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/010_POC-FADA_Photo-by-Piaras-O-Midheach_Sportsfile-1920x1330-1-768x532.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr"><strong>Il Giardino di Rondella Santa Toscana</strong> diventa un pub irlandese all&#8217;aperto: freccette (<em>Darteanna</em>), tiro agli anelli (<em>Ringboard</em>) e il gioco di carte tradizionale dello <em>Spoil Five</em>.<br />
<strong>Alla Dogana di Fiume</strong>, laboratori per imparare a costruire e guidare il <strong>Currach</strong> — la tipica imbarcazione irlandese della costa occidentale e delle Isole Aran, fatta di vimini e pelle di vacca.<br />
<strong>In Piazza Irlanda — Piazza XVI Ottobre</strong> e nelle vie di Veronetta: sessioni di <strong>danza irlandese</strong>, con i tacchi che battono il selciato.<br />
Laboratori di <strong>Uillean Pipes</strong> — le cornamuse irlandesi — e di <strong>clàirseach</strong> (arpa celtica): entrambe le tradizioni sono riconosciute come Patrimonio Culturale Immateriale dell&#8217;UNESCO, in coerenza con la vocazione del festival.<br />
Laboratori di <strong>cucina irlandese</strong>, in collaborazione con Good Food Ireland.</p>
<h2 dir="ltr">I giochi che non conoscevate</h2>
<p dir="ltr">L&#8217;Irlanda porta a Verona anche alcune discipline che pochi italiani hanno mai visto dal vivo.<br />
Il <strong>Poc Fada</strong> è una competizione in cui si colpisce la <em>sliotar</em> su un percorso di lunga distanza cercando di completarlo con il minor numero di colpi — ispirata alla leggenda di Cúchulainn, il giovane eroe dell&#8217;epopea irlandese che attraversava le montagne di Cooley colpendo il suo sliotar davanti a sé e correndo a recuperarlo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/014_SKITTLE_Photo-by-Cody-Glenn_Sportsfile-1920x1320-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673184" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/014_SKITTLE_Photo-by-Cody-Glenn_Sportsfile-1920x1320-1.jpg" alt="verona-giochi-tocati-Cody-Glenn" width="1200" height="825" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/014_SKITTLE_Photo-by-Cody-Glenn_Sportsfile-1920x1320-1.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/014_SKITTLE_Photo-by-Cody-Glenn_Sportsfile-1920x1320-1-300x206.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/014_SKITTLE_Photo-by-Cody-Glenn_Sportsfile-1920x1320-1-1024x704.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/014_SKITTLE_Photo-by-Cody-Glenn_Sportsfile-1920x1320-1-768x528.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p dir="ltr">Il <strong>Ból an bhóthair</strong> è un gioco di strada praticato nelle contee di Cork e Armagh: una palla di metallo lanciata lungo strade di campagna.<br />
Lo <strong>Skittle</strong> viene dall&#8217;Ulster: bastoni scagliati contro birilli di legno.<br />
Il <strong>Rounders</strong> — considerato uno dei progenitori del baseball americano — è ancora praticato in tutta l&#8217;Irlanda con club e campionati federali della GAA.</p>
<p dir="ltr">Ma Tocatì non è solo Irlanda.Quest&#8217;anno un rapporto speciale lega il festival alla città di <strong>Urbino</strong> e al suo territorio.<br />
Il <strong>Parco Alto San Nazaro</strong> accoglierà la <strong>Comunità dei Trampoli</strong> — parte della rete di Tocatì dal 2007 — che inviterà il pubblico a misurarsi con l&#8217;equilibrio sulle trampole, accanto agli aquiloni che si alzeranno sopra i tetti di Veronetta.</p>
<h2 dir="ltr">Casa Tocatì: la novità permanente</h2>
<p dir="ltr">Tra le novità di questa edizione c&#8217;è un progetto che va oltre il weekend di settembre.<br />
La <strong>Casa Tocatì al Parco delle Colombare</strong> — da anni sede dell&#8217;Associazione Giochi Antichi — diventerà nella prossima primavera un nuovo spazio culturale aperto tutto l&#8217;anno, dedicato ai giochi e agli sport tradizionali come patrimonio culturale immateriale.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Caretini-ph-credits-Giandomenico-Quarella-1277x1920-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673176" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Caretini-ph-credits-Giandomenico-Quarella-1277x1920-1.jpg" alt="Caretini-ph-credits-Giandomenico-Quarella-1277x1920" width="1200" height="933" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Caretini-ph-credits-Giandomenico-Quarella-1277x1920-1.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Caretini-ph-credits-Giandomenico-Quarella-1277x1920-1-300x233.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Caretini-ph-credits-Giandomenico-Quarella-1277x1920-1-1024x796.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Caretini-ph-credits-Giandomenico-Quarella-1277x1920-1-768x597.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Un luogo fisso per un festival che esiste da 24 anni ma finora non aveva una casa permanente.</p>
<h2 dir="ltr">Come arrivare e dove andare</h2>
<p dir="ltr"><strong>Veronetta</strong> è il quartiere a est dell&#8217;Adige — sulla sponda opposta rispetto all&#8217;Arena e al centro storico più turistico.<br />
È raggiungibile a piedi in <strong>15 minuti</strong> dalla stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova, o in <strong>10 minuti</strong> dall&#8217;Arena.<br />
<strong>In treno</strong>: Verona è servita dall&#8217;alta velocità da Milano (<strong>1h10</strong>), Bologna (<strong>30 min</strong>) e Venezia (<strong>1h10</strong>).<br />
Il festival è <strong>gratuito</strong> — nessun biglietto, nessuna prenotazione per la maggior parte degli eventi.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Le-strade-di-Veronetta-con-il-pubblico-ph-credits-Massimo-Samaritani.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673178" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Le-strade-di-Veronetta-con-il-pubblico-ph-credits-Massimo-Samaritani.jpg" alt="Le-strade-di-Veronetta-con-il-pubblico-ph-credits-Massimo-Samaritani" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Le-strade-di-Veronetta-con-il-pubblico-ph-credits-Massimo-Samaritani.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Le-strade-di-Veronetta-con-il-pubblico-ph-credits-Massimo-Samaritani-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Le-strade-di-Veronetta-con-il-pubblico-ph-credits-Massimo-Samaritani-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Le-strade-di-Veronetta-con-il-pubblico-ph-credits-Massimo-Samaritani-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
I laboratori specifici potrebbero richiedere prenotazione: verificare sul sito ufficiale tocati.it nelle settimane precedenti.<br />
Chi viene a Tocatì può abbinare il weekend alla visita del Garda veronese — le escursioni outdoor sul Monte Baldo, il windsurf e le piste ciclabili del comprensorio veronese sono a meno di un&#8217;ora.</p>
<p dir="ltr"><strong>Date:</strong> venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 settembre 2026<br />
<strong>Orari:</strong> tutto il giorno<br />
<strong>Ingresso:</strong> gratuito<br />
<strong>Sito:</strong> tocati.it</p>
<p dir="ltr">Foto <em>Tocatì –</em> Festival Internazionale dei Giochi in Strada</p>
<p dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Il misterioso labirinto di roccia e cascate nascosto tra le colline del Nord Italia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/grotte-del-caglieron-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[grotta]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>Tra le pendici del Cansiglio e il territorio di Fregona, in provincia di Treviso, si nasconde un luogo dove la geologia e la storia umana si sovrappongono in modo quasi impossibile: cave medievali diventate cattedrale naturale, cascate che risuonano tra colonne di arenaria e un crostaceo cieco che vive nel buio. Un posto che pochi in Italia conoscono davvero.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Grotte-di-Caglieron.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Grotte di Caglieron, Veneto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Grotte-di-Caglieron.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Grotte-di-Caglieron-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Grotte-di-Caglieron-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Grotte-di-Caglieron-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Le cave di pietra che hanno costruito i palazzi rinascimentali di <strong>Vittorio Veneto</strong> sono ancora lì, intatte, e dentro ci cadono le cascate. Poche persone, fuori dalla provincia di Treviso, sanno che le <strong>Grotte del Caglieron</strong> esistono, e ancora meno immaginano che cosa siano davvero.</p>
<p>Queste misteriose cavità sono infatti un <strong>sistema ibrido</strong>, mezzo natura e mezzo storia umana, inciso sulle pendici meridionali del monte Cansiglio, nel comune di Fregona, a circa 40 chilometri a nord di Treviso. Il torrente Caglieron scava qui una forra stretta e verticale, ma il vero colpo di scena arriva quando si scopre che le grandi caverne laterali alla forra sono<strong> artificiali: </strong>le ha aperte l&#8217;uomo, a partire dal XVI secolo, per estrarre l&#8217;arenaria locale.</p>
<h2>Quando gli scalpellini aprirono la montagna</h2>
<p>La roccia estratta in questi anfratti si chiama &#8220;<strong>pietra dolza</strong>&#8220;, un&#8217;arenaria a grana fine che si lavora con facilità e indurisce all&#8217;aria. Per secoli è stata il materiale da costruzione preferito nel trevigiano: portali, scalinate e cornici di finestre. Osservare i palazzi più antichi del centro storico di Vittorio Veneto significa, in qualche modo, leggere la <strong>firma di questi luoghi.</strong></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Grotte-del-Caglieron.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674103" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Grotte-del-Caglieron.jpg" alt="Grotte del Caglieron, Veneto" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Grotte-del-Caglieron.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Grotte-del-Caglieron-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Grotte-del-Caglieron-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Grotte-del-Caglieron-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Gli strati di arenaria corrono inclinati oltre i 45°, quasi diagonali rispetto al piano di calpestio. Tale angolo complicava l&#8217;estrazione e obbligava i cavatori a lasciare <strong>massicce colonne inclinate di roccia</strong> intatta a sostenere la volta, per evitare crolli. Il risultato, del tutto involontario dal punto di vista estetico, è una serie di ambienti che ricordano le<strong> navate di una basilica sotterranea:</strong> soffitti alti, luce fioca che filtra dagli imbocchi e colonne di pietra grezzo-ocra che reggono il cielo di roccia.</p>
<h2>La geologia che nessuno si aspetta</h2>
<p>Parallelamente al lavoro umano, l&#8217;acqua ha fatto la sua parte. Il <strong>torrente Caglieron</strong> taglia il fondovalle formando <strong>cascate alte parecchi metri</strong>, alcune delle quali precipitano direttamente all&#8217;interno delle cavità artificiali o ai loro margini, creando una sovrapposizione scenica difficile da trovare altrove.</p>
<p>L&#8217;umidità costante e l&#8217;alto contenuto di calcare dell&#8217;acqua hanno favorito, nel corso dei secoli, la formazione di concrezioni calcaree (cortine, stalattiti e stalagmiti dalle forme irregolari e dai colori che vanno dal bianco latte all&#8217;ocra spento, fino al grigio metallico).</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Cascata-Grotte-del-Caglieron.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674104" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Cascata-Grotte-del-Caglieron.jpg" alt="Cascata alle Grotte del Caglieron" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Cascata-Grotte-del-Caglieron.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Cascata-Grotte-del-Caglieron-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Cascata-Grotte-del-Caglieron-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Cascata-Grotte-del-Caglieron-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Nell&#8217;area più profonda del complesso, queste concrezioni chiudono parzialmente la volta, trasformando ciò che era nato come cava in qualcosa che assomiglia a una <strong>grotta naturale vera e propria</strong>. L&#8217;inganno visivo è totale: ci vuole un momento per capire dove finisce la roccia originale e inizia quella depositata dall&#8217;acqua nel tempo.</p>
<p>In questo habitat buio e umido vive il <em>Niphargus</em>, un piccolo crostaceo ipogeo attualmente <strong>oggetto di studio scientifico.</strong> Privo di pigmentazione e di occhi funzionali, è uno degli organismi più specializzati dell&#8217;intera <strong>catena biologica sotterranea italiana</strong>. La sua presenza conferma quanto l&#8217;ambiente sia rimasto <strong>stabile e indisturbato per millenni</strong>, al di là del traffico estrattivo che ha modellato le pareti.</p>
<h2>Il percorso tra passerelle e concrezioni</h2>
<p>Il Comune di Fregona ha allestito un percorso di visita lungo circa 1 chilometro su <strong>passerelle</strong> che seguono il corso del torrente e attraversano le cavità artificiali. Il tracciato è <strong>ben segnalato e percorribile senza attrezzatura specifica,</strong> anche se presenta scale e non è adatto a carrozzine e passeggini. L&#8217;umidità è alta e la temperatura si mantiene fresca anche d&#8217;estate, quindi portare uno strato aggiuntivo è sempre una scelta sensata.</p>
<p>La luce naturale accompagna la prima parte del percorso, poi lascia spazio a un<strong>&#8216;illuminazione artificiale</strong> che valorizza le formazioni calcaree senza stravolgerne l&#8217;atmosfera. Il suono delle cascate rimane costante per quasi tutto il tragitto, una presenza acustica che cambia di intensità a seconda della stagione e delle precipitazioni recenti.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Percorsi-Grotte-del-Caglieron.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-674105" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Percorsi-Grotte-del-Caglieron.jpg" alt="Passerella nella Grotte del Caglieron" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Percorsi-Grotte-del-Caglieron.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Percorsi-Grotte-del-Caglieron-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Percorsi-Grotte-del-Caglieron-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Percorsi-Grotte-del-Caglieron-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>In primavera, con il disgelo del Cansiglio, la portata del torrente aumenta sensibilmente e le cascate diventano <strong>protagoniste assolute della visita</strong>.</p>
<p>Le Grotte di Caglieron sono inserite tra i &#8220;Luoghi del Cuore&#8221; del FAI, la fondazione che in Italia cataloga e sostiene i siti di interesse paesaggistico e culturale. Un riconoscimento che in questo caso arriva giusto: questo angolo di <strong>Marca Trevigiana</strong> unisce stratificazioni temporali raramente così leggibili. La stessa pietra che ha tenuto su i portoni dei palazzi cinquecento anni fa è ancora qui, a <strong>fare da volta a una cascata</strong>.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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</div>
</div>
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		<title>Sfida la gravità sospeso sulla roccia: il magico Santuario della Madonna della Corona a Spiazzi sembra impossibile</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/santuario-della-madonna-della-corona-spiazzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 06:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[monast]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[<strong>Non è una chiesa, è quasi un'illusione ottica: il Santuario della Madonna della Corona a Spiazzi è letteralmente incastonato nella parete rocciosa del Monte Baldo, sopra la Val d'Adige. Un luogo che toglie il respiro prima ancora di entrarci.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1600" height="1143" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-20208913.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Santuario della Madonna della Corona incastonato nella parete rocciosa del Monte Baldo, vista esterna" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-20208913.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-20208913-300x214.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-20208913-1024x732.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-20208913-768x549.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-20208913-1536x1097.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><br><br><p>C&#8217;è un punto sulla strada che porta a Spiazzi, poco prima di affacciarsi sul ciglio, in cui lo si vede per la prima volta.<br />Incastonato nella verticale del Monte Baldo come se qualcuno l&#8217;avesse premuto contro la pietra dall&#8217;esterno, il santuario della Madonna della Corona Spiazzi — tecnicamente <strong>Spiazzi di Caprino Veronese</strong> — è uno di quei luoghi che fanno fermare il passo, anche a chi non è credente.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Santuario-della-Madonna-della-Corona-STORIA.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673309" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Santuario-della-Madonna-della-Corona-STORIA.png" alt="Santuario della Madonna della Corona STORIA" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Santuario-della-Madonna-della-Corona-STORIA.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Santuario-della-Madonna-della-Corona-STORIA-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Santuario-della-Madonna-della-Corona-STORIA-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />Si trova a <strong>774 metri di quota</strong>, sospeso tra la parete calcarea e il vuoto della Val d&#8217;Adige sottostante: non costruito sulla montagna, ma dentro di essa.<br />La prima volta che lo si guarda da fuori, l&#8217;impressione è che non stia lì per ragioni architettoniche. Sembra un oggetto trovato, non edificato.</p>

<h2>Dove la roccia diventa navata</h2>
<p><strong>L&#8217;interno</strong> del santuario è ancora più sorprendente della facciata. La navata termina con una parete viva, la stessa roccia del <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/monte-baldo-lago-di-garda-primavera-trekking/" data-wpel-link="internal">Baldo</a></strong> che si fa altare e fondale insieme.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Santuario-della-Madonna-della-Corona-COME-ARRIVARE.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673310" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Santuario-della-Madonna-della-Corona-COME-ARRIVARE.png" alt="Santuario della Madonna della Corona COME ARRIVARE" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Santuario-della-Madonna-della-Corona-COME-ARRIVARE.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Santuario-della-Madonna-della-Corona-COME-ARRIVARE-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Santuario-della-Madonna-della-Corona-COME-ARRIVARE-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />Alcune parti del soffitto sono la montagna stessa, grezzo calcare che nessuno ha pensato di rivestire. Questa coesistenza tra costruito e naturale, tra chiesa e grotta, è il cuore di tutto.<br />Il complesso è stato rimaneggiato nei secoli, ma ciascun intervento <strong>ha rispettato l&#8217;anomalia originale</strong>: si entra in un edificio e ci si ritrova anche in una caverna.<br /><strong>La luce filtra da piccole finestre</strong> e dalla porta, tagliata sulla facciata esterna che sporge nel vuoto. La sensazione è di stare dentro la montagna, non sulla montagna.</p>

<h2>Una storia antica tra fede e leggenda</h2>
<p>Le origini del luogo affondano nel Medioevo, ma la tradizione devozionale che lo circonda è ancora più antica nei temi: apparizioni, miracoli, pellegrinaggi.<br />Secondo la tradizione locale, <strong>l&#8217;immagine della Vergine sarebbe apparsa qui nel 1522,</strong> portata da Rodi dopo l&#8217;invasione ottomana. La leggenda parla di una statua giunta sola, in volo, a posarsi sulla roccia del Baldo.<br />La storia documentata racconta di un luogo di culto già frequentato nel Quattrocento, poi ampliato progressivamente fino all&#8217;attuale conformazione.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Santuario-della-Madonna-della-Corona.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673312" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Santuario-della-Madonna-della-Corona.png" alt="Santuario della Madonna della Corona" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Santuario-della-Madonna-della-Corona.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Santuario-della-Madonna-della-Corona-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/Santuario-della-Madonna-della-Corona-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Nel 1951 è diventato <strong>Santuario diocesano</strong>, e nel 1988 Giovanni Paolo II l&#8217;ha elevato a <strong>Basilica minore</strong>, una distinzione canonica che dice molto sul peso spirituale e storico del luogo.<br />Nel 2018 l&#8217;accesso diretto al santuario è stato ristrutturato con un lungo intervento che ha reso più sicura e percorribile la scalinata storica.<br />Pellegrini e visitatori laici continuano ad arrivare da tutto il Veneto, dal Trentino, dall&#8217;Alto Garda: è un punto di riferimento che trascende le categorie del turismo religioso.</p>
<h2>Il paesaggio intorno: Baldo, Adige e cielo</h2>
<p>Spiazzi si trova a <strong>864 metri</strong>, appena sopra il santuario, ed è il punto di partenza naturale per la visita.<br />Da qui si vede già tutto: la Vallagarina in basso, il nastro dell&#8217;Adige, le colline moreniche che segnano il confine con il Garda. Nelle giornate limpide, in fondo, si profilano le Dolomiti.<br />Il Monte Baldo alle spalle è un massiccio lungo e stretto che corre parallelo al lago di Garda, ricchissimo di flora endemica — tanto da essere chiamato &#8220;il giardino botanico d&#8217;Europa&#8221; già dai naturalisti del Settecento.<img loading="lazy" width="1600" height="938" class="wp-image-673304" title="Panorama sulla Val d'Adige e il fondovalle visti dal belvedere di Spiazzi al tramonto" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-18133140.jpg" alt="Panorama sulla Val d'Adige e il fondovalle visti dal belvedere di Spiazzi al tramonto" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-18133140.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-18133140-300x176.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-18133140-1024x600.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-18133140-768x450.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-18133140-1536x900.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><br />Fare il giro del santuario significa <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/passeggiate-montagna-verona-lessinia-carega-baldo/" data-wpel-link="internal">camminare dentro questo sistema</a></strong>: boschi di carpini e frassini lungo la scalinata, pareti di calcare bianco sopra la testa, il fondovalle che si apre in modo improvviso a ciascuna svolta.<br />Il percorso della <strong>Via Crucis in bronzo</strong> che scende lungo i tornanti asfaltati è un&#8217;alternativa alla scalinata: meno ripido, più aperto, con stazioni artistiche che si inseriscono nel paesaggio senza forzature. Vale la pena scenderci anche solo per il panorama che si apre ad ogni curva.</p>

<h2>Come arrivarci (e che tipo di arrivo scegliere)</h2>
<p>Ci sono due modi principali per raggiungere il santuario, con caratteri molto diversi. Il primo parte da <strong>Spiazzi</strong>: si lascia l&#8217;auto nei parcheggi della località e si scende a piedi in circa <strong>15 minuti</strong> lungo la scalinata storica nel bosco, oppure lungo la strada asfaltata con la Via Crucis.<br />Da Spiazzi è attivo anche un <strong>servizio navetta ATV</strong> (a pagamento, con passerella per i disabili) dalla primavera all&#8217;autunno.<br />Il secondo è più impegnativo e molto più suggestivo. Il <strong>Sentiero della Speranza</strong>, il CAI N° 73, sale da <strong>Brentino Belluno</strong> nel fondovalle dell&#8217;Adige con <strong>600 metri di dislivello</strong> in circa 1h30.<img loading="lazy" width="1600" height="1071" class="wp-image-673305" title="Scalinata storica in pietra nel bosco che scende verso il santuario della Madonna della Corona" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-35354680.jpg" alt="Scalinata storica in pietra nel bosco che scende verso il santuario della Madonna della Corona" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-35354680.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-35354680-300x201.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-35354680-1024x685.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-35354680-768x514.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-35354680-1536x1028.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>I 2,5 chilometri del tracciato salgono ripidi lungo il Monte Cimo su scalini ricavati direttamente nella roccia, trasformando l&#8217;arrivo in qualcosa di fisicamente significativo. Chi lo percorre capisce meglio cosa vuol dire &#8220;pellegrinaggio&#8221;.<br />È vietato scendere con le bici. Il consiglio, se si può, è di salire a piedi dal basso e ridiscendere a Spiazzi: il senso del luogo cambia completamente a seconda di come lo si raggiunge.<br />Il santuario non è una tappa isolata: il territorio del <strong>Monte Baldo</strong> e del <strong>Lago di Garda</strong> offre abbastanza per costruire un weekend intero, tra escursioni, borghi e vino.</p>

<h2>Info pratiche</h2>
<p><strong>Dove:</strong> Spiazzi, frazione di Caprino Veronese (VR), Monte Baldo, a circa 50 km da Verona.<br /><strong>Come arrivare:</strong> Da Verona si segue la SS12 verso nord fino a Dolcè, poi si sale a Spiazzi (segnalato). In alternativa il Sentiero CAI N°73 sale da Brentino Belluno (fondovalle dell&#8217;Adige) con 600 m di dislivello in 1h30 circa.<br /><strong>Quando:</strong> Aperto tutto l&#8217;anno. Primavera e autunno sono le stagioni più belle per la luce e le temperature; d&#8217;estate è affollato ma la scalinata nel bosco rimane fresca.<br /><strong>Orari:</strong> Il santuario è generalmente aperto dalle prime ore del mattino fino alla sera; verificare sul <a href="https://www.madonnadellacorona.it/come-raggiungere-il-santuario/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">sito ufficiale</a> eventuali variazioni stagionali.<br /><strong>Biglietto:</strong> Ingresso gratuito.<br /><strong>Da abbinare:</strong> Il lungolago di Malcesine (a 20 minuti) e la funivia del Monte Baldo per chi vuole proseguire in quota.<br /><strong>Consiglio:</strong> Se arrivi da Spiazzi, scendi a piedi per la scalinata nel bosco e risali con la navetta (o viceversa): cambiare direzione cambia completamente il paesaggio e la percezione del luogo.</p>
<p>Foto Canva</p>
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</ul>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il borgo nascosto nel cuore delle colline UNESCO del Veneto: l&#8217;incanto di Farra di Soligo</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/farra-di-soligo-unesco-colline-prosecco-dove-andare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martino De Mori]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 05:35:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Colline del Prosecco]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=673283</guid>

					<description><![CDATA[<strong>Tra vigneti eroici, boschi silenziosi e torri medievali, Farra di Soligo è il cuore segreto delle Colline del Prosecco UNESCO. Un borgo dove la bellezza è autentica, il paesaggio è Patrimonio dell'Umanità e ogni sentiero è una storia da vivere.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="999" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/farra-soligo-borgo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="farra-soligo-borgo-veneto-prosecco" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/farra-soligo-borgo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/farra-soligo-borgo-300x250.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/farra-soligo-borgo-1024x852.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/farra-soligo-borgo-768x639.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>La prima volta che ho percorso la strada che sale tra i filari del Conegliano Valdobbiadene DOCG, <strong>Farra di Soligo</strong> è apparsa come un sogno immerso nella nebbiolina. Un posto fuori dal tempo. Un luogo dove la mano dell&#8217;uomo e quella della natura hanno trovato, nei secoli, un equilibrio raro e prezioso — che nel 2019 ha ricevuto il riconoscimento più importante con l&#8217;iscrizione nella World Heritage List.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/farra-soligo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-673287" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/farra-soligo.jpg" alt="farra-soligo-borgo-veneto" width="1200" height="675" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/farra-soligo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/farra-soligo-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/farra-soligo-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/farra-soligo-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>

<p>Il borgo è composto dal capoluogo Farra di Soligo e dalle frazioni di Col San Martino e Soligo, e si trova nel cuore geografico del sito UNESCO. Non è una cartolina patinata: è un territorio vivo, dove la viticoltura si pratica ancora <strong>a mano</strong>, tra pendii ripidissimi che solo chi li cammina può davvero apprezzare.<br />Il territorio è punteggiato di santuari, oratori e castelli medievali, e rappresenta la base ideale per escursioni a piedi o in mountain bike alla scoperta di un paesaggio dalle radici profondissime. I primi insediamenti risalgono all&#8217;età del Bronzo, attorno al XIII secolo a.C.</p>
<h2>Farra di Soligo e il Prosecco Valdobbiadene: quando il paesaggio diventa Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO</h2>
<p>Camminare tra le colline di Farra di Soligo significa leggere una storia scritta sul terreno.<br />Il <strong>toponimo stesso</strong> è un documento: &#8220;Farra&#8221; deriva dalle <em>fare</em>, i gruppi parentali della società longobarda che si stanziarono qui a partire dal VI secolo d.C., portando con sé le loro strutture difensive e i loro modi di abitare il territorio collinare.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_135920.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669252" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_135920.jpg" alt="cammino-prosecco" width="1200" height="895" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_135920.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_135920-300x224.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_135920-1024x764.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_135920-768x573.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />Queste colline erano strategiche già nel Medioevo. I due feudi di Farra e di Credazzo proteggevano la pianura dalle incursioni ungare, formando un sistema difensivo collinare di straordinaria efficacia.<br />Oggi quella stessa dorsale, ribattezzata &#8220;linea dei castellieri&#8221; per la presenza di insediamenti dell&#8217;età del Bronzo, si percorre a piedi tra boschi e vigneti, con una vista che spazia fino al Montello e oltre.</p>

<p>Il paesaggio che si apre davanti agli occhi è esattamente quello che l&#8217;UNESCO ha ritenuto meritevole di tutela universale: <strong>terrazze coltivate a vite</strong>, boschi che proteggono i versanti più ripidi, cascate nascoste tra le rocce di conglomerato.<img loading="lazy" width="1600" height="1067" class="wp-image-673280" title="Sentiero escursionistico tra vigneti eroici e bosco nelle colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1.jpg" alt="Sentiero escursionistico tra vigneti eroici e bosco nelle colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/09/pexels-photo-31447951-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /><br />Un mosaico che non è mai uguale a se stesso, che cambia colore con le stagioni e con la luce del giorno. In primavera i filari si riempiono di germogli chiari; in autunno le foglie virano all&#8217;oro e al rosso, e il profumo della vendemmia impregna l&#8217;aria. È un paesaggio che si sente, oltre che si vede.</p>
<h2>Sentieri tra vigne e cascate: il Gor de la Cuna e le Torri di Credazzo</h2>
<p>L&#8217;escursione che consiglio a chi viene qui per la prima volta parte dal bivio tra via Faverei e via San Nicolò, seguendo il <strong>sentiero n. 3</strong> lungo la destra orografica del Rui Stort.<br />Si cammina in un ambiente selvaggio, tra alte pareti di conglomerato che filtrano la luce in modo spettacolare, fino a raggiungere la <strong>cascatella del Gor della Cuna</strong> — uno di quei luoghi che ti fanno sospirare senza sapere perché.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140052.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669251" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140052.jpg" alt="cammino-prosecco-sentiero" width="1200" height="959" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140052.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140052-300x240.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140052-1024x818.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140052-768x614.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />Dal Gor si sale verso la Casetta in località Vanal, poi si imbocca il percorso Alpino n. 4 verso il Sentiero delle Vedette, passando per la forcella Xocco, il Pian Serafin e le Colesie.<br />Il rientro avviene scendendo tra i vigneti sul Sentiero delle Crepe, aggirato il Col della Porchera.<br />L&#8217;intero anello è una sintesi perfetta di questo territorio: natura, storia e vino in un solo respiro.<br />Per chi preferisce un&#8217;esperienza più lenta, le <strong>Torri di Credazzo</strong> sono raggiungibili anche con una passeggiata più breve, e ricompensano con uno dei panorami più intensi dell&#8217;intera area UNESCO.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140747.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669248" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140747.jpg" alt="20230714_140747cammino-prosecco-sentiero-trekking-borghi" width="1200" height="819" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140747.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140747-300x205.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140747-1024x699.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140747-768x524.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />Da lassù si capisce perché queste colline siano state presidiate, abitate, amate per millenni. Si capisce anche perché il Prosecco Conegliano Valdobbiadene DOCG abbia un carattere così preciso: nasce da un terreno che non lascia nulla al caso.</p>

<h2>Farra di Soligo UNESCO: sapori autentici tra le colline del Prosecco</h2>
<p>Dopo ore di cammino tra i sentieri, la fame si fa sentire in modo autentico, quasi primitivo.<br />Farra di Soligo e le sue frazioni offrono una proposta gastronomica radicata nella tradizione veneta: <strong>osterie, agriturismi e cantine</strong> dove il Prosecco si beve nel calice giusto, accompagnato da salumi locali, formaggi di malga e piatti della cucina povera rivisitati con intelligenza.<br />Qui la fretta è considerata una cattiva abitudine, e il pranzo è ancora un rito. Fermarsi a tavola è parte integrante del viaggio, non una parentesi.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-11.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669297" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-11.jpg" alt="cammino-prosecco-valdobbiadene-sentiero-colline" width="1200" height="633" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-11.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-11-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-11-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-11-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />Non mancano le cantine aperte alla visita: molte offrono degustazioni guidate direttamente tra i filari, con la possibilità di acquistare le bottiglie direttamente dal produttore.<br />È il modo migliore per capire che cosa significhi <strong>viticoltura eroica</strong> — non una metafora, ma il lavoro fisico, quotidiano e silenzioso di chi sceglie di coltivare questi pendii impossibili perché sa che ne vale la pena.</p>

<h2>Informazioni pratiche: come arrivare e quando andare</h2>
<p>Farra di Soligo si raggiunge in auto percorrendo la A27 fino all&#8217;uscita di Conegliano, per poi seguire la SP15 verso Pieve di Soligo. Dal centro di Treviso sono circa <strong>40 minuti di strada</strong>, mentre da Venezia si arriva in meno di un&#8217;ora.<br />Chi preferisce i mezzi pubblici può prendere il treno fino a Conegliano e poi proseguire con i bus locali, anche se l&#8217;auto resta il mezzo più comodo per esplorare le frazioni e i sentieri.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-10.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669298" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-10.jpg" alt="cammino-prosecco-valdobbiadene" width="1200" height="633" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-10.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-10-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-10-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-10-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />Il periodo migliore per visitare è <strong>la primavera</strong> (da aprile a giugno), quando le colline sono di un verde intenso e i sentieri sono perfettamente percorribili.<br />In alternativa, <strong>l&#8217;autunno</strong> (da settembre a novembre) regala la magia della vendemmia, con il paesaggio tinto di colori caldi e le cantine in piena attività. L&#8217;estate è bella ma può essere afosa nei giorni più caldi. L&#8217;inverno, quando la nebbia avvolge i filari spogli, ha un fascino malinconico tutto suo.<br />Farra di Soligo non è una destinazione da consumare in fretta: è un posto che si merita tempo, silenzio e la voglia genuina di camminare tra la bellezza.<br />Se cerchi info: <a href="https://www.valdobbiadene.com/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">https://www.valdobbiadene.com/</a></p>
<p>Foto Canva, <a href="https://www.instagram.com/martinodemori/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Martino De Mori,</a> Giuliano Vantaggi</p>
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</div></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>In Italia c&#8217;è una villa che ruota su se stessa per inseguire il sole: è Villa Girasole, costruita quasi un secolo fa</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/villa-girasole-marcellise-verona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Saule]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 07:23:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Com&#8217;è fatta una casa? Ha un tetto, delle pareti, porte, finestre e stanze in cui[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1708" height="1401" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-2-scaled-e1787319780994.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="villa girasole" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-2-scaled-e1787319780994.jpg 1708w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-2-scaled-e1787319780994-300x246.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-2-scaled-e1787319780994-1024x840.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-2-scaled-e1787319780994-768x630.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-2-scaled-e1787319780994-1536x1260.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1708px) 100vw, 1708px" /><br><br><p><strong>Com&#8217;è fatta una casa?</strong> Ha un tetto, delle pareti, porte, finestre e stanze in cui entra la luce. E poi, naturalmente, <strong>si muove</strong>. O meglio, <strong>quest&#8217;ultima caratteristica non appartiene proprio a tutte le case</strong>. A Marcellise, sulle colline alle porte di Verona, ce n&#8217;è però una che quasi un secolo fa fu costruita proprio per questo:<strong> ruotare lentamente su se stessa e cambiare orientamento nel corso della giornata</strong>.</p>
<p>È <strong>Villa Girasole</strong>, una delle architetture più insolite nate nel Novecento in Italia. La sua parte superiore, pesante circa 1.500 tonnellate, poteva scorrere su rotaie attorno a un grande perno centrale, permettendo agli ambienti di <strong>cercare il sole, spostarsi all&#8217;ombra nelle ore più calde o intercettare la brezza estiva</strong>, proprio come l’omonimo fiore.</p>
<p>A guardarla oggi sembra <strong>futuristica e antica allo stesso tempo</strong>, un’utopia pensata negli anni Trenta. Dal verde emergono una torre centrale e due lunghe pareti che sembrano ali, con un profilo che ricorda più una nave o una grande macchina che una tradizionale villetta di campagna. Dietro quelle pareti, infatti, si nasconde un sistema di ingegneria tanto ambizioso quanto sorprendente per l&#8217;epoca. Andiamo a scoprirlo.</p>
<h2>Il sogno di Angelo Invernizzi: una casa capace di muoversi</h2>
<p>Villa Girasole nacque dall&#8217;idea di <strong>Angelo Invernizzi, ingegnere civile nato nel 1884</strong>, che dell&#8217;edificio fu progettista, committente e primo proprietario. Pensata inizialmente come residenza di villeggiatura per la famiglia, venne costruita <strong>tra il 1929 e il 1935</strong>, con la collaborazione dell&#8217;architetto veronese <strong>Ettore Fagiuoli</strong> per la parte architettonica e il contributo di tecnici, ingegneri e artigiani.</p>
<p>Erano anni nei quali il mondo dell&#8217;architettura guardava con particolare interesse alle macchine, alla velocità e alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie. Invernizzi portò quelle suggestioni all&#8217;interno di un&#8217;abitazione privata, arrivando a mettere in discussione una delle caratteristiche apparentemente più scontate di qualsiasi edificio: la sua immobilità.</p>
<p>La <strong>rotazione</strong>, però, non serviva soltanto a stupire. Spostare la casa significava poter decidere <strong>quanta luce far entrare nelle stanze</strong>, aumentare l&#8217;esposizione al sole nei mesi più freddi oppure <strong>cercare ombra e vento durante l&#8217;estate</strong>. Nel progetto ebbe un peso anche l&#8217;interesse dell&#8217;epoca per l&#8217;<strong>elioterapia</strong>, i cosiddetti bagni di sole, che erano stati prescritti anche a Lina, moglie di Invernizzi, malata di tubercolosi.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-672916 size-large" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-1-1024x768.jpg" alt="villa girasole 1" width="1024" height="768" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-1-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-1-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-1-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-1-1536x1152.jpg 1536w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Il nome &#8220;Girasole&#8221; nasce proprio da questo rapporto con la luce. La villa non inseguiva però automaticamente il sole come farebbe oggi un impianto dotato di sensori. Il suo meccanismo permetteva piuttosto di <strong>orientare l&#8217;edificio nella direzione desiderata</strong>, adattandolo di giorno in giorno alle condizioni meteorologiche.</p>
<p>Secondo le annotazioni del direttore dei lavori Mario Daverio, la struttura portante <strong>effettuò la prima rotazione il 14 novembre 1933</strong>. Due anni più tardi l&#8217;edificio finì anche in un cinegiornale dell&#8217;Istituto Luce, che fece conoscere a livello nazionale quella singolare casa girevole costruita sulle colline veronesi.</p>
<h2>Come funzionava la casa rotante?</h2>
<p>Il segreto si trova sotto la casa. Villa Girasole poggia su un <strong>grande basamento circolare di 44 metri di diametro</strong>, parzialmente inserito nella collina. Sopra si sviluppa il <strong>corpo mobile</strong>, articolato intorno alla torre centrale e formato da due lunghe ali. Nel complesso la costruzione raggiunge circa <strong>42 metri di altezza</strong> e si distribuisce su sei livelli.</p>
<p><strong>A ruotare era la parte superiore dell&#8217;edificio</strong>, con un peso di circa 1.500 tonnellate. A sostenerla erano 15 carrelli dotati di ruote ferroviarie, che scorrevano lungo un anello composto da tre rotaie d&#8217;acciaio. Due di questi carrelli erano motorizzati, mentre il grande elemento cilindrico al centro dell&#8217;edificio costituiva il perno attorno al quale avveniva il movimento.</p>
<p>La velocità era, volutamente, minima: <strong>circa 4 millimetri al secondo</strong>. Per completare un&#8217;intera rotazione occorrevano all&#8217;incirca 9 ore e 20 minuti. Un movimento tanto lento da risultare quasi impercettibile a chi osservava la villa per poco tempo, ma sufficiente a modificare gradualmente l&#8217;esposizione delle stanze nel corso della giornata.</p>
<p>Il meccanismo veniva azionato attraverso appositi comandi collocati nei diversi livelli del vano centrale e permetteva alla parte mobile di girare in entrambi i sensi, adattandosi al sole, all’ombra, al vento o al paesaggio.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-4.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-672919 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-4.jpg" alt="" width="1600" height="1200" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-4.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-4-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-4-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-4-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-4-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<h2>Una villa all&#8217;avanguardia per l&#8217;epoca</h2>
<p>Al centro della costruzione si sviluppa ancora oggi una scala elicoidale che gira intorno al vano dell&#8217;ascensore e al nucleo strutturale utilizzato come perno. Questo corpo cilindrico aveva poi un&#8217;altra funzione fondamentale: al suo interno passavano gli<strong> impianti necessari a fornire acqua ed elettricità alla parte mobile</strong>.</p>
<p>Di tecnologico non c’era solo il meccanismo di rotazione, ma anche tapparelle elettriche, comandi collocati accanto ai letti e un <strong>ascensore interno</strong> che collegava i diversi livelli. Quelli del basamento ospitavano, tra gli altri, l&#8217;autorimessa e grandi spazi di rappresentanza. Nei due &#8220;piani rotanti&#8221; trovavano invece posto le stanze maggiormente legate alla vita familiare: soggiorno, studio, cucina, camere da letto e bagni.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-3.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-672918 size-large" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-3-768x1024.jpg" alt="villa girasole 3" width="768" height="1024" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-3-768x1024.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-3-225x300.jpg 225w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-3-1152x1536.jpg 1152w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/villa-girasole-3.jpg 1536w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></p>
<p>Anche i <strong>materiali</strong> guardavano alla modernità. Nelle pareti della parte mobile venne impiegato l&#8217;<strong>Eraclit</strong>, materiale leggero a base di fibre di legno e magnesite, mentre alcune superfici del corpo centrale furono rivestite con<strong> lastre metalliche</strong> che accentuavano il carattere quasi industriale della costruzione. In cima, <strong>una torretta in vetrocemento richiamava la forma di un faro,</strong> un riferimento a Genova, città nella quale Invernizzi aveva vissuto e lavorato a lungo.</p>
<p>Ettore Fagiuoli si occupò anche degli interni, dove comparivano <strong>arredi e soluzioni ispirati all&#8217;Art Déco e al mondo nautico</strong>. Sulla terrazza era stato previsto persino un campo da tennis pensile, mentre nel grande parco circostante trovavano posto una piscina con scivolo in cemento armato e un piccolo lago artificiale.</p>
<h2>Si può visitare Villa Girasole? Tutte le info</h2>
<p>Villa Girasole si trova a <strong>Marcellise, frazione collinare del comune di San Martino Buon Albergo</strong>, pochi chilometri a est di Verona.</p>
<p>Dopo un lungo periodo di chiusura, ora si può accedere alla villa attraverso <strong>visite guidate su prenotazione</strong>. Oggi, purtroppo, il meccanismo non funziona più, ma durante il percorso di visita si può esplorare l&#8217;edificio, attualmente interessato da interventi di restauro. Gli ambienti interni sono quindi visitabili, ma privi degli arredi originali.</p>
<p>La visita dura indicativamente <strong>due ore</strong> e viene condotta da uno storico dell&#8217;arte affiancato da personale esperto. Il contributo è di <strong>18 euro a persona</strong>. A circa 300 metri dall&#8217;ingresso si trova un parcheggio gratuito. Le visite non seguono un calendario quotidiano fisso, ma vanno prenotate online sul<a href="https://villailgirasole.it/visite-guidate/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"> sito ufficiale di Villa Il Girasole</a>, dove vengono pubblicate le date disponibili, gli orari ed eventuali aggiornamenti e novità.</p>
<p>Foto: sito ufficiale Villa Il Girasole</p>
<p>Leggi anche</p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/i-sentieri-piu-amati-estate-da-fare-anche-a-settembre/" data-wpel-link="internal">I sentieri più amati di questa estate (che puoi fare ancora a settembre)</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/costiera-amalfitana-mare-e-spiagge/" data-wpel-link="internal">Tra borghi, calette e limoni, questa costiera è il paradiso del mare e delle spiagge</a></strong></p>
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		<title>L&#8217;altopiano dolomitico dove una marmotta ha scoperto i resti di un uomo preistorico</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/mondeval-selva-di-cadore-uomo-preistorico-escursione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 05:59:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 1985 un escursionista di Selva di Cadore notò qualcosa di strano in un cumulo[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="719" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/LUCA-PATRON-MONDEVAL-LAGO-BASTE-PELMO-1-copia.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="MONDEVAL LAGO-BASTE-PELMO-LUCA PATRON -" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/LUCA-PATRON-MONDEVAL-LAGO-BASTE-PELMO-1-copia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/LUCA-PATRON-MONDEVAL-LAGO-BASTE-PELMO-1-copia-300x180.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/LUCA-PATRON-MONDEVAL-LAGO-BASTE-PELMO-1-copia-1024x614.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/LUCA-PATRON-MONDEVAL-LAGO-BASTE-PELMO-1-copia-768x460.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Nel <strong>1985</strong> un escursionista di Selva di Cadore notò qualcosa di strano in un cumulo di terriccio.<br />
Lo aveva smosso una marmotta.<br />
Dentro c&#8217;erano reperti che non appartenevano a nessuna epoca recente.<br />
Vittorino Cazzetta segnalò la scoperta. Nel 1987, in seguito agli scavi del professor Antonio Guerreschi e della sua équipe, fu rinvenuto lo scheletro di un <strong>cacciatore mesolitico vissuto circa 7.500 anni fa.</strong></p>
<h2 dir="ltr">Mondeval, l&#8217;altopiano della preistoria</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>La scoperta fu di portata mondiale per due ragioni.</strong><br />
La prima: lo scheletro e il ricco corredo funebre erano in uno stato di ottima conservazione.<br />
La seconda, ancora più sorprendente: fino a quel tempo non si era a conoscenza che i cacciatori mesolitici frequentassero l&#8217;alta montagna.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/mondeval.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672190" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/mondeval.png" alt="mondeval" width="910" height="569" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/mondeval.png 910w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/mondeval-300x188.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/mondeval-768x480.png 768w" sizes="(max-width: 910px) 100vw, 910px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Mondeval de Sora è un altopiano alpino posto a un&#8217;altitudine media di 2.200 metri, facente parte del gruppo dolomitico Croda del Lago, compreso nei comuni di San Vito di Cadore e Selva di Cadore in provincia di Belluno.<br />
<strong>Un posto che gli uomini raggiungevano già diecimila anni fa</strong> — e che oggi si raggiunge con un sentiero di due ore tra i faggi e i pascoli dolomitici.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Puoi aggiungere SportOutdoor24.it alla tua lista con un click diretto:</strong><br />
<strong>👉 <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://google.com/preferences/source?q=sportoutdoor24.it" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Clicca qui per aggiungere SportOutdoor24 alle Fonti Preferite</a></strong></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="ltr">Valmo: il cacciatore sepolto con 60 oggetti</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Il cacciatore, che gli studiosi hanno soprannominato <strong>Valmo</strong>, appartiene al tipo Cro-Magnon, tra gli ultimi rappresentanti di questo tipo umano, posto sotto un riparo formato da un masso erratico, sepolto con tutto il suo ricco corredo da altri cacciatori.<br />
Il corredo funerario ritrovato nella sepoltura è di rara bellezza ed enorme importanza sia per conservazione che per qualità e quantità — circa 60 oggetti. Tra questi spiccano un accurato arpione da pesca, una serie di denti canini atrofici di cervo forati e utilizzati probabilmente per una collana, grandi lame di selce di circa 10 cm di lunghezza e lamelle di piccole dimensioni realizzate con tecniche di lavorazione molto sofisticate.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Sezione-archeologica-museo-selva-di-cadore1.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672187" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Sezione-archeologica-museo-selva-di-cadore1.jpeg" alt="uomo-mondeval-valmo" width="800" height="1088" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Sezione-archeologica-museo-selva-di-cadore1.jpeg 800w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Sezione-archeologica-museo-selva-di-cadore1-221x300.jpeg 221w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Sezione-archeologica-museo-selva-di-cadore1-753x1024.jpeg 753w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Sezione-archeologica-museo-selva-di-cadore1-768x1044.jpeg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Il corredo conserva importanti reperti anche di tipo organico, in particolare resti di pasto e resine con propoli, che hanno ampliato notevolmente le conoscenze paleontologiche.<br />
<strong>Quello che colpisce, oltre alla ricchezza degli oggetti, è il rituale.</strong><br />
Seppellire un compagno con questo livello di cura — in alta quota, in un luogo difficile da raggiungere anche oggi — richiede una concezione della morte, dell&#8217;aldilà e della comunità che nessuno aveva attribuito a cacciatori di questo periodo.<br />
Si tratta ad oggi dell&#8217;unica sepoltura mesolitica situata ad alta quota.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="ltr">Il Museo Vittorino Cazzetta a Selva di Cadore</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Prima di salire all&#8217;altopiano, o al ritorno, vale la pena fermarsi al <strong>Museo Vittorino Cazzetta</strong> di Selva di Cadore.<br />
Nella parete di fondo, un accurato diorama integrato da un supporto audio ricostruisce alcuni aspetti della vita e delle attività condotte in una capanna mesolitica, ricavata sotto un riparo, sulla base dei dati desunti dallo studio scientifico del sito di Mondeval de Sora.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/esterno-2-museo-cazzetta-belluno.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672189" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/esterno-2-museo-cazzetta-belluno.jpg" alt="esterno-museo-cazzetta-belluno" width="1024" height="682" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/esterno-2-museo-cazzetta-belluno.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/esterno-2-museo-cazzetta-belluno-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/esterno-2-museo-cazzetta-belluno-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Il museo custodisce l&#8217;intero corredo funerario — visibile a pochi centimetri, senza vetri opachi né distanze museali esagerate.<br />
<strong>Lo scheletro di Valmo è lì</strong>, con i suoi 60 oggetti sistemati esattamente come furono trovati.<br />
Il museo ospita anche il calco del masso con le impronte dei dinosauri trovato nei pressi del Monte Pelmo — l&#8217;altra grande scoperta di Cazzetta, che scoprì entrambi i siti prima di scomparire in un incidente di montagna nel 1996.<br />
<strong>Contatti museo:</strong> tel. 0437.521068, sito <a href="http://museoselvadicadore.it" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">museoselvadicadore.it</a></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="ltr">I due sentieri per raggiungere l&#8217;altopiano</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Sentiero da Santa Fosca — il percorso più completo<br />
</strong>Il punto di partenza ideale per chi sale da Selva di Cadore è <strong>Santa Fosca</strong>, la frazione a <strong>1.468 m</strong> con parcheggio.<br />
Da Santa Fosca si sale in auto fino a Malga Pian de Vacia a 1.650 m — consigliabile chiedere il permesso alla malga e acquistare qualcosa al ritorno.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Da qui si segue il <strong>sentiero CAI 466</strong>: si supera la Malga Mondeval de Sota ormai abbandonata, si passa una passerella sul Rio Mondeval e si sale fino all&#8217;altopiano di Mondeval, dove sulla sinistra, circondato dai pascoli, si trova il masso dove fu ritrovata la sepoltura.<br />
Dislivello totale: 700 m dal parcheggio di Santa Fosca, 500 m se si sale in auto a Malga Pian de Vacia. Tempo: circa 2 ore. Difficoltà: facile. Sentieri: 466, 436, 465.<br />
In alto il sentiero obliqua a sinistra, traversa un ruscello e sale a svolte tra grandi massi di dolomia fino a un bivio sull&#8217;orlo della conca di Mondeval. Si lascia a destra un sentiero per Forcella Ambrizzola e si continua a saliscendi in una conca erbosa sorvegliata dai Lastoni di Formin e dallo Spiz de Mondeval, fino al masso a 2.130 m che ospitava l&#8217;insediamento preistorico.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Sentiero dal Passo Giau — per chi viene da Cortina<br />
</strong>Il luogo della sepoltura è raggiungibile dal Passo Giau parcheggiando nei pressi della Malga Giau e seguendo il sentiero n. 436 fino al bivio di Forcella Giau.<br />
Da lì si scende verso Mondeval con il sentiero 466 — un percorso più breve ma che richiede di ridiscendere lo stesso dislivello al ritorno.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="ltr">L&#8217;altopiano: il Lago delle Baste e il Pelmo riflesso</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Arrivati all&#8217;altopiano di Mondeval, la sepoltura è solo l&#8217;inizio.<br />
<strong>Il Lago delle Baste</strong> — a pochi minuti a piedi dal masso — è uno degli scorci più iconici delle Dolomiti bellunesi: il Monte Pelmo si riflette nell&#8217;acqua del piccolo lago alpino, con i Lastoi di Formin e la Croda da Lago che chiudono il panorama.<br />
L&#8217;altopiano di Mondeval, con i massi rocciosi sparsi un po&#8217; ovunque come le rovine di un antico tempio e con l&#8217;onirico lago delle Baste, dove il Pelmo riflette e fa da sfondo, sembra il luogo sacro dove un uomo di migliaia di anni fa trovava la connessione spirituale tra terra e cielo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3530.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671714" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3530.jpg" alt="monte-pelmo-bici" width="1200" height="873" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3530.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3530-300x218.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3530-1024x745.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3530-768x559.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Più in alto, a sinistra, sono gli edifici della Casera Mondeval de Sora, da cui il sentiero prosegue verso il Lago delle Baste. Salendo nella conca a monte del masso si raggiunge il sentiero dell&#8217;Alta Via numero Uno, che si può seguire verso Forcella Ambrizzola o Forcella Giau.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="ltr">Le escursioni nei dintorni</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Anello Forcella Ambrizzola — Forcella Giau:</strong><br />
Per il rientro dal sito, si consiglia di salire fino a Forcella Ambrizzola con vista sulla conca ampezzana, prendere il sentiero 435 verso Forcella Giau con vista sulla conca di Giau, e poi scendere attraverso un grande catino erboso con a sinistra Monte Mondeval a 2.455 m e a destra il Piz del Corvo a 2.383 m.<br />
Un anello panoramico completo che aggiunge circa 2 ore al percorso base.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Monte Pelmo dalla Val Fiorentina:</strong><br />
L&#8217;altopiano di Mondeval è uno dei punti di partenza per chi vuole continuare verso il Giro del Pelmo — il grande anello che abbraccia l&#8217;intero massiccio dolomitico. <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/monte-pelmo-val-di-zoldo-escursioni-giro/" data-wpel-link="internal">Il pezzo sul Monte Pelmo</a> racconta il percorso completo con dislivelli e difficoltà.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Miniere del Fursil a Colle Santa Lucia:</strong><br />
A meno di 20 minuti di auto da Selva di Cadore, le <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/miniere-fursil-vauz-dolomiti-delibana-biancaneve/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Miniere del Fursil</a> custodiscono un&#8217;altra scoperta di Vittorino Cazzetta: il masso con le orme dei dinosauri. Lo stesso ricercatore, due scoperte straordinarie nello stesso territorio. Da non perdere il castello di Andraz, nella foto<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/miniere-fursil-agordo.jpg" data-wpel-link="internal">.<img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671398" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/miniere-fursil-agordo.jpg" alt="miniere-fursil-agordo" width="855" height="549" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/miniere-fursil-agordo.jpg 855w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/miniere-fursil-agordo-300x193.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/miniere-fursil-agordo-768x493.jpg 768w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Alta Via n. 1:</strong><br />
Il sentiero di lunga percorrenza più classico delle Dolomiti occidentali transita proprio da questo altopiano — chi percorre l&#8217;AV1 trova Mondeval come una delle tappe più suggestive dell&#8217;intero percorso.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" dir="ltr">Info pratiche</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Dove:</strong> Mondeval de Sora, comuni di Selva di Cadore e San Vito di Cadore, provincia di Belluno, Dolomiti venete<br />
<strong>Come arrivare:</strong> dall&#8217;A27 Venezia-Belluno, poi SR203 Val Cordevole fino a Selva di Cadore — circa 80 km da Belluno, 2h da Venezia<br />
<strong>Partenza da Santa Fosca:</strong> parcheggio a Santa Fosca o a Malga Pian de Vacia (1.650 m) — sentiero 466<br />
<strong>Partenza da Passo Giau:</strong> parcheggio Malga Giau, sentiero 436 — per chi viene da Cortina d&#8217;Ampezzo<br />
<strong>Dislivello:</strong> 500-700 m secondo il punto di partenza<br />
<strong>Difficoltà:</strong> facile, sentiero ben segnalato<br />
<strong>Tempo:</strong> circa 2 ore andata, 1h30 discesa§<br />
<strong>Quota sito:</strong> 2.130-2.150 m<br />
<strong>Museo Vittorino Cazzetta:</strong> Selva di Cadore — tel. 0437.521068, museoselvadicadore.it<br />
<strong>Stagione:</strong> luglio-settembre, sentiero praticabile anche in giugno con neve residua in quota</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Foto https://valfiorentinadolomiti.it/, <a href="https://www.visitdolomitibellunesi.com/it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">https://www.visitdolomitibellunesi.com/it</a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/monte-pelmo-val-di-zoldo-escursioni-giro/" data-wpel-link="internal"><strong>Monte Pelmo: la prima vetta dolomitica mai scalata e il giro ad anello</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/miniere-fursil-colle-santa-lucia-delibana-biancaneve/" data-wpel-link="internal"><strong>Miniere del Fursil: la leggenda di Delibana che ispirò Biancaneve</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/dolomiti-bellunesi-alternativa-meno-affollata/" data-wpel-link="internal"><strong>Stesse vette UNESCO, niente code e prezzi umani: le Dolomiti bellunesi meno conosciute</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il borgo di pietra nelle terre del vino in Veneto: le passeggiate d&#8217;estate a Stramare, tra i sassi e il Piave</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/stramare-borgo-segusino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 07:49:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=672122</guid>

					<description><![CDATA[<strong>Aggrappato ai fianchi della montagna, sopra Segusino e le colline del Prosecco, Stramare è un pugno di case in sasso che sembra fermo a un secolo fa. D'estate diventa il punto di partenza ideale per passeggiate lente tra fontane, castagni e scorci sul Piave.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="675" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/stramare.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="stramare-borgo-veneto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/stramare.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/stramare-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/stramare-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/stramare-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Chi punta il navigatore verso le colline del Prosecco di solito pensa a filari ordinati, cantine e cartelli fotografati mille volte.<br />Poche centinaia di metri più in alto, però, il paesaggio cambia registro: la vite lascia il posto al bosco, le strade si restringono e compaiono muri di sasso.<br />È qui, sui fianchi della montagna che sovrasta <strong>Segusino</strong>, in provincia di <strong>Treviso</strong>, che si nasconde <strong>Stramare</strong>, una frazione minuscola che pochi cercano di proposito e che quasi tutti finiscono per ricordare.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/borgo-stramare.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672136" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/borgo-stramare.jpg" alt="borgo-stramare" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/borgo-stramare.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/borgo-stramare-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/borgo-stramare-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/borgo-stramare-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />Siamo in <strong>Veneto</strong>, sulla sponda destra del fiume <strong>Piave</strong>, in quella fascia di confine tra il Trevigiano e il Bellunese ai piedi delle <strong>Prealpi</strong>.§<br />Segusino è l&#8217;ultimo paese della Marca prima della stretta valle che porta verso Feltre, e Stramare ne rappresenta l&#8217;anima più antica e appartata.<br />Il portale ufficiale Prosecco.it l&#8217;ha ribattezzato senza mezzi termini &#8220;il borgo che si fa amare&#8221;, e la formula, per una volta, non suona come uno slogan.</p>
<h2>Un grappolo di case in sasso a un passo dal cielo</h2>
<p>La prima cosa che colpisce, arrivando, è il silenzio. Le abitazioni di <strong>Stramare</strong> sono costruite con la pietra locale, tirate su una accanto all&#8217;altra secondo la logica dei paesi di montagna, quando il calore e la protezione contavano più della vista panoramica.<br />Molte facciate conservano archi, cornici in sasso a vista e piccoli orti terrazzati, sostenuti da muretti a secco che raccontano generazioni di lavoro contadino.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/stramare-segusino.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672135" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/stramare-segusino.jpg" alt="stramare-segusino" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/stramare-segusino.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/stramare-segusino-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/stramare-segusino-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/stramare-segusino-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>La storia del luogo affonda le radici in un&#8217;economia povera e testarda, fatta di pastorizia, castagne e legname.<br />Le pagine dedicate al borgo dalla Pro Loco di Segusino ricostruiscono le vicende degli antichi nuclei familiari, il ruolo delle sorgenti e la fatica di una comunità che ha vissuto per secoli in equilibrio precario con la montagna.§<br />Passeggiando tra i vicoli si incontrano vecchie fontane e lavatoi in pietra, memoria di un tempo in cui l&#8217;acqua andava raccolta e trasportata a mano.<br />Il fascino di Stramare sta proprio in questa autenticità ruvida: niente scenografie turistiche, poche insegne, il rumore dei propri passi sull&#8217;acciottolato.</p>
<h2>I percorsi ad anello tra bosco e panorami</h2>
<p>D&#8217;estate Stramare dà il meglio di sé nelle ore fresche, al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando la luce taglia di traverso i castagni e l&#8217;aria profuma di sottobosco.<br />Il borgo è piccolo e si visita in pochi minuti, ma la vera esperienza sta nel prenderlo come base per una camminata senza fretta lungo i sentieri che risalgono il versante.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Ponticelli-su-torrente-Riu-segusino-valdobbiadene-1024x682-2.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672132" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Ponticelli-su-torrente-Riu-segusino-valdobbiadene-1024x682-2.jpg" alt="Ponticelli-su-torrente-Riu-segusino-valdobbiadene" width="1200" height="799" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Ponticelli-su-torrente-Riu-segusino-valdobbiadene-1024x682-2.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Ponticelli-su-torrente-Riu-segusino-valdobbiadene-1024x682-2-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Ponticelli-su-torrente-Riu-segusino-valdobbiadene-1024x682-2-1024x682.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Ponticelli-su-torrente-Riu-segusino-valdobbiadene-1024x682-2-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Dal nucleo abitato partono tracciati sterrati e mulattiere che si inerpicano tra boschi di castagno e radure, con aperture improvvise sulla valle del <strong>Piave</strong> e sulle <strong>colline del Prosecco Superiore</strong>, riconosciute Patrimonio dell&#8217;Umanità <strong>UNESCO</strong>.<br />Alcuni anelli si percorrono in un paio d&#8217;ore e sono adatti a famiglie allenate; altri raggiungono le quote più alte del <strong>Monte Cesen</strong>, la lunga dorsale erbosa che domina Valdobbiadene e la pianura.</p>
<p>Il consiglio è procurarsi una mappa dei sentieri locali e valutare il dislivello prima di partire, perché la salita si fa sentire e l&#8217;ombra non è continua.<br />Chi preferisce muoversi in modo più contemplativo può limitarsi al giro del borgo e alle stradine agricole subito a valle, tra vigne, prati sfalciati e piccole cappelle votive.<br />È un modo diverso di stare all&#8217;aperto, fatto di soste, chiacchiere e qualche foto rubata alle case in pietra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Sapori e tradizioni intorno al borgo</h2>
<p>Il territorio di <strong>Segusino</strong> vive di piccole eccellenze. La castagna è protagonista dell&#8217;autunno, ma già in estate le trattorie e gli agriturismi della zona propongono formaggi di malga, salumi e piatti della cucina veneta di montagna.<br />A pochi minuti d&#8217;auto si scende tra i vigneti del <strong>Prosecco di Valdobbiadene</strong>, terreno di cantine storiche e di degustazioni che chiudono in bellezza una giornata all&#8217;aria aperta.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Segusino-4-Conegliano-valdobbiadene-1024x768-2.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672131" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Segusino-4-Conegliano-valdobbiadene-1024x768-2.jpg" alt="Segusino-4-Conegliano-valdobbiadene-1024x768" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Segusino-4-Conegliano-valdobbiadene-1024x768-2.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Segusino-4-Conegliano-valdobbiadene-1024x768-2-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Segusino-4-Conegliano-valdobbiadene-1024x768-2-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Segusino-4-Conegliano-valdobbiadene-1024x768-2-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>

<p>Le feste di paese, con le loro sagre estive, restano il momento migliore per capire lo spirito della comunità: musica, cucina casalinga e quel senso di ospitalità un po&#8217; schiva che caratterizza i borghi di confine.<br />Segusino conserva inoltre un legame profondo con la storia della <strong>Grande Guerra</strong>, avendo vissuto in prima linea la drammatica ritirata dopo Caporetto, e il paesaggio porta ancora tracce di quel passato.</p>
<h2>Come arrivare e quando andare</h2>
<p>Stramare si raggiunge da <strong>Segusino</strong>, che si trova lungo la Strada Provinciale della sinistra Piave, a metà strada tra <strong>Valdobbiadene</strong> e <strong>Fener</strong>.<br />Dal centro del paese una strada stretta e ripida sale verso la frazione: meglio guidare con prudenza e parcheggiare negli spazi consentiti, senza intasare i vicoli. In treno la stazione utile è quella di Valdobbiadene-Fener, da completare in auto o in bici.<br />Il periodo ideale <strong>va dalla tarda primavera all&#8217;autunno.</strong> L&#8217;estate regala giornate lunghe e sagre, la fine di settembre e ottobre accendono il bosco di colori e profumano di castagne.<br />Qualunque sia la stagione, Stramare chiede una cosa sola: rallentare. È un borgo che si fa amare, appunto, e che ripaga chi ha la pazienza di ascoltarlo.</p>
<p>Foto Canva, <a href="https://www.prolocosegusino.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">https://www.prolocosegusino.it/</a>, <a href="https://www.prosecco.it/it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">https://www.prosecco.it/it/</a></p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/cammini-en/cammino-prosecco-colline-conegliano-valdobbiadene/" data-wpel-link="internal"><strong>Colline del Prosecco: itinerari a piedi tra i vigneti Patrimonio UNESCO</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un&#8217;unica rete, 520 km di percorsi a piedi e in bici fra le Dolomiti dalle cime rosa e i rifugi aperti</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/ununica-rete-520-km-di-percorsi-a-piedi-e-in-bici-fra-le-dolomiti-dalle-cime-rosa-e-i-rifugi-alpini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 05:58:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[dolomiti]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[mtb]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=671857</guid>

					<description><![CDATA[520 km di itinerari mappati, 10 rifugi, 5 impianti di risalita attrezzati per il trasporto[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="800" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSC09268.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="civetta-bike-dolomiti-estate" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSC09268.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSC09268-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSC09268-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSC09268-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>520 km di itinerari mappati</strong>, 10 rifugi, 5 impianti di risalita attrezzati per il trasporto delle biciclette.<br />
Tre vallate — Alleghe, Val di Zoldo e Selva di Cadore — che fino all&#8217;anno scorso comunicavano ai visitatori in modo separato, e che ora condividono una piattaforma prenotabile online in pochi click.<br />
<strong>civettasuperbike.it</strong> è il portale che quest&#8217;estate raccoglie per la prima volta in modo unitario tutti i percorsi in bici del comprensorio Ski Civetta.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DTI01359.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671861" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DTI01359.jpg" alt="civetta-bici-percorsi-dolomiti-estate" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DTI01359.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DTI01359-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DTI01359-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DTI01359-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>L&#8217;idea di fondo è semplice</strong>: portare in quota chi d&#8217;estate pedala in pianura e cerca fresco, panorami dolomitici e una logistica che non richieda di organizzare tutto da zero. Chi l&#8217;ha provato dice che funziona molto bene.</p>
<p><strong>Puoi aggiungere SportOutdoor24.it alla tua lista con un click diretto:</strong><br />
<strong>👉 <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://google.com/preferences/source?q=sportoutdoor24.it" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Clicca qui per aggiungere SportOutdoor24 alle Fonti Preferite</a></strong></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="ltr">Perché questa estate è diversa</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">I numeri raccontano un cambio di tendenza. <strong>I passaggi estivi generati dai biglietti hike &amp; bike</strong> sono passati da <strong>2.032 nel 2024</strong> a <strong>10.269 nel 2025</strong> — una crescita che non si spiega solo con il buon tempo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Si spiega con l&#8217;offerta</strong>: impianti attrezzati per il trasporto delle bici, percorsi segnalati, rifugi aperti in quota, possibilità di prenotare l&#8217;esperienza completa online.<br />
Quello che un ciclista urbano — abituato a pedalare in pianura con le temperature che salgono — cerca d&#8217;estate: quota, fresco, panorami e una logistica che non richieda di organizzare tutto da zero.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DTI09004.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671860" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DTI09004.jpg" alt="dolomiti-bellunesi-percorsi-estate" width="1200" height="960" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DTI09004.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DTI09004-300x240.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DTI09004-1024x819.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DTI09004-768x614.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Gli impianti aperti nella stagione estiva 2026:</strong></p>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3 print:block print:space-y-1" dir="ltr">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Cabinovia Alleghe – Piani di Pezzè</strong> + Cabinovia Piani di Pezzè – Piani di Pezzè Alte: dal 13 giugno al 27 settembre</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Seggiovia Delle Coste</strong> e <strong>Seggiovia Pescul-Fertazza</strong>: dal 27 giugno al 6 settembre</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Seggiovia Pioda di Palafavera</strong> (Val di Zoldo): dal 4 luglio al 6 settembre</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Cabinovia Pecol – Pian del Crep</strong> (Val di Zoldo): dal 27 giugno al 6 settembre</li>
</ul>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Tutti attrezzati per il trasporto di persone e biciclette.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="ltr">I percorsi: dal Tour Rosa al Civetta-Cortina</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>civettasuperbike.it</strong> organizza i percorsi per livello — facili, intermedi, avanzati — e per tipologia: MTB, e-bike, gravel, ma anche itinerari a piedi adatti a famiglie con bambini e dog-friendly.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Tour Rosa</strong> — il percorso che ricalca la tappa del Giro d&#8217;Italia Feltre-Alleghe/Piani di Pezzè del 29 maggio 2026. Disponibile come esperienza guidata con guida, impianti e assicurazione.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Tour Civetta-Cortina</strong> — il percorso più impegnativo del catalogo: collega il comprensorio Ski Civetta con le Dolomiti ampezzane in un itinerario lungo e completo, pensato per rider esperti che cercano un&#8217;avventura di più giorni tra valli e quote.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260529_184418077.MP_.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671842" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260529_184418077.MP_.jpg" alt="civetta-veneto" width="1200" height="675" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260529_184418077.MP_.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260529_184418077.MP_-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260529_184418077.MP_-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260529_184418077.MP_-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Percorsi silvopastorali e collegamenti tra vallate</strong> — la parte meno spettacolare ma forse la più autentica: strade forestali che collegano Alleghe, Selva di Cadore e Val di Zoldo attraverso pascoli, boschi e punti di interesse naturalistico, adatti anche a chi pedala in e-bike e non ha esperienza di enduro.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>I percorsi sui prati ex-piste</strong> — d&#8217;estate le piste da sci diventano percorsi in quota, ben soleggiati, con rifugi aperti lungo il tragitto. È la logica inversa dell&#8217;invernale: si pedala sullo stesso manto erboso dove d&#8217;inverno scivola la neve.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="ltr">La Val di Zoldo: la valle dei gelatieri che pedalano</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>La Val di Zoldo</strong> merita un capitolo a parte nella storia di questo comprensorio.<br />
Terra di gelatieri emigrati — che nel Novecento portarono i risparmi dalla Germania e li reinvestirono negli impianti da sci — ha una vocazione outdoor che d&#8217;estate si esprime soprattutto sul versante della bici e del trekking.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSC02748.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671858" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSC02748.jpg" alt="veneto-monte-civetta-bici-percorsi-dolomiti-estate" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSC02748.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSC02748-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSC02748-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSC02748-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Le piste della Val di Zoldo si sviluppano sul Monte Fertazza e in quota si trova la <strong>Spa Dolomia</strong> — un punto di relax anomalo per un comprensorio di questa dimensione.<br />
<strong>Il Festival dei Sapori e Mestieri della Val di Zoldo</strong> anima i mesi estivi con mercati e degustazioni.<br />
E a luglio c&#8217;è la <strong>Transcivetta</strong> — gara di trail running che attraversa tutte e tre le vallate del comprensorio.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="ltr">Selva di Cadore: il Cervo del Fertazza e il Monte Pelmo</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Selva di Cadore</strong> è la più discreta delle tre vallate — e per questo la più sorprendente.<br />
Si trova in Val Fiorentina, ai piedi del <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/monte-pelmo-val-di-zoldo-escursioni-giro/" data-wpel-link="internal"><strong>Monte Pelmo</strong></a> che sovrasta imponente l&#8217;intera vallata, con la Marmolada sullo sfondo.<br />
Le piste si sviluppano sul <strong>Monte Fertazza</strong> (2.101 m), il punto panoramico più alto del comprensorio.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3534.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671709" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3534.jpg" alt="monte-pelmo-dolomiti-veneto" width="1200" height="913" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3534.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3534-300x228.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3534-1024x779.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3534-768x584.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">In cima a Fertazza ha da poco fatto la sua comparsa il <strong>Cervo del Fertazza</strong>: una scultura alta 7 metri realizzata con il legno degli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia nel 2018 — un&#8217;opera dell&#8217;artista Martalar che è diventata il simbolo della rinascita di quella foresta.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Il Museo Vittorino Cazzetta</strong> a Selva di Cadore conserva l&#8217;Uomo di Mondeval — la sepoltura mesolitica rinvenuta sull&#8217;altopiano di Mondeval — e i calchi delle orme di dinosauro trovate sotto il Pelmetto.<br />
Un museo che vale la visita anche per chi non pedala.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="ltr">Come organizzare il viaggio</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>civettasuperbike.it</strong> permette di prenotare online:</p>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3 print:block print:space-y-1" dir="ltr">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Esperienze guidate (con guida, impianti e assicurazione)</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Bike pass per singola giornata o più giorni</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Noleggio di bici, comprese e-bike e MTB</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Pacchetti completi con rifugi e pernottamento</li>
</ul>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Il meteo</strong> è disponibile in home page in tempo reale — utile per pianificare le uscite.<br />
<strong>Info e prenotazioni:</strong> <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.civettasuperbike.it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">civettasuperbike.it</a></p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" dir="ltr">Info pratiche</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Dove:</strong> Alleghe, Selva di Cadore, Val di Zoldo — provincia di Belluno, Dolomiti Venete<br />
<strong>Come arrivare:</strong> autostrada A27 Venezia-Belluno, poi SR 203 Val Cordevole per Alleghe (circa 80 km da Venezia, 2h da Milano); SR 251 per la Val di Zoldo<br />
<strong>Stagione estiva impianti 2026:</strong> 13 giugno-27 settembre (Alleghe); 27 giugno-6 settembre (Selva di Cadore e Val di Zoldo)<br />
<strong>Portale percorsi:</strong> civettasuperbike.it<br />
<strong>Passaggi hike &amp; bike 2025:</strong> 10.269 (da 2.032 del 2024)<br />
<strong>Percorsi mappati:</strong> 520 km<br />
<strong>Rifugi sul percorso:</strong> 10<br />
<strong>Periodo consigliato:</strong> luglio-settembre per temperature e impianti attivi; agosto per gli eventi estivi</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Foto Canva</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/dolomiti-bellunesi-alternativa-meno-affollata/" data-wpel-link="internal"><strong>Stesse vette UNESCO, niente code e prezzi umani: le Dolomiti bellunesi meno conosciute</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/miniere-valle-imperina-agordo-belluno-storia-visita/" data-wpel-link="internal"><strong>Miniere di Valle Imperina: otto secoli di rame e pirite nelle Dolomiti Bellunesi</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il labirinto di gallerie e le storie che nasconde: la magia delle Miniere di Valle Imperina, sotto le Dolomiti Bellunesi</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/miniere-valle-imperina-agordo-belluno-storia-visita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martino De Mori]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 06:02:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[dolomiti]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[miniere]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=671825</guid>

					<description><![CDATA[Attraversare il vecchio ponte pedonale coperto sul torrente Cordevole, a pochi chilometri da Agordo, è[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="968" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_101934702.MP_.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="valle-imperina-miniere-veneto-passeggiate" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_101934702.MP_.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_101934702.MP_-300x242.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_101934702.MP_-1024x826.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_101934702.MP_-768x620.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Attraversare il vecchio ponte pedonale coperto sul torrente <strong>Cordevole</strong>, a pochi chilometri da Agordo, è il confine tra due mondi.<br />
Da un lato la strada regionale, il traffico, il fondovalle agordino.<br />
Dall&#8217;altro, il silenzio.<br />
Il maestoso ponte pedonale coperto sul torrente Cordevole segna il passaggio dalla trafficata strada alle porte di Agordo al silenzio che regna nel sito minerario di Valle Imperina, che tra gli edifici di pietra e il sotterraneo labirinto di pozzi e gallerie ha costituito per secoli il fulcro della vita economica e sociale di Rivamonte Agordino.<br />
<strong>Cinque secoli di estrazione, rame e pirite portati fuori dalla montagna, un villaggio che ci viveva intero.</strong><br />
Poi il 1962, la chiusura, il silenzio di nuovo — e questa volta per quarant&#8217;anni.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="ltr">La storia: da Venezia alla Montecatini</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">La scoperta dei giacimenti metalliferi della Valle Imperina è antica, ma non ancora databile con sicurezza. Giorgio Piloni, nel 1607, accenna alle ricchezze minerarie di Agordo relativamente al XII secolo, quando vennero scoperti numerosi giacimenti di ferro, rame, piombo, zinco e argento nelle valli dell&#8217;Agordino, dello Zoldano e del Cadore.<br />
<strong>La presenza veneziana fu decisiva.</strong><br />
La miniera fu di varie proprietà tra il pubblico e il privato: per un periodo era in concessione alla famiglia dei Crotta di Agordo nel Seicento, e dopo il fraticidio degli stessi passò alla Repubblica Veneta.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_110630260.MP_.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671838" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_110630260.MP_.jpg" alt="miniere-imperina-storie" width="1200" height="1168" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_110630260.MP_.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_110630260.MP_-300x292.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_110630260.MP_-1024x997.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_110630260.MP_-768x748.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>La storia della famiglia Crotta</strong> è uno degli episodi più drammatici legati a queste miniere — una vicenda di eredità, potere e violenza familiare che si concluse con un assassinio e con il passaggio diretto della concessione alla Serenissima.<br />
Durante l&#8217;Ottocento le miniere iniziarono a perdere importanza principalmente per due fattori: la destabilizzazione politica dopo la caduta della Serenissima, e la convenienza economica del materiale che arrivava da oltre oceano.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Il 31 dicembre 1910 la ditta Montecatini si aggiudicò la proprietà e portò molte modifiche e rinnovamenti all&#8217;impianto agordino, tra cui nel 1925 la costruzione della linea ferroviaria privata.<br />
Continuò ad essere estratta la pirite e prodotto l&#8217;acido solforico. Sempre nel Novecento vennero costruite delle centraline idroelettriche.<br />
<strong>La chiusura arrivò l&#8217;8 settembre 1962</strong>, per la scarsa produttività del giacimento.<br />
Le gallerie furono murate, a Rivamonte iniziò lo spopolamento, e su Valle Imperina calò il silenzio. L&#8217;alluvione del 1966 fece il resto: divenuto irraggiungibile, il sito fu del tutto abbandonato, tanto che negli anni Ottanta rischiò persino di diventare una discarica.</p>
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<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="ltr">Il paesaggio che la miniera aveva distrutto</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">A interrompere il silenzio furono gli Enti e le associazioni locali, sostenuti dai tanti agordini orgogliosamente legati alle storie individuali e sociali di un&#8217;area oggi verdeggiante — ma che con le miniere in funzione non lo era affatto, poiché fumi e vapori ricchi di zolfo avvelenavano uomini e piante.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_103917774.MP_.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671839" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_103917774.MP_.jpg" alt="lago-rame-valle-imperina-veneto" width="1200" height="1088" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_103917774.MP_.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_103917774.MP_-300x272.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_103917774.MP_-1024x928.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_103917774.MP_-768x696.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Questo dettaglio cambia la percezione del posto.<br />
Il verde intorno — il bosco che circonda gli edifici in pietra, i prati lungo il Cordevole — non è il paesaggio originale.<br />
<strong>È il paesaggio che è ricresciuto dopo</strong>, in sessant&#8217;anni di silenzio.<br />
Le fotografie storiche del sito mostrano versanti brulli, anneriti, senza vegetazione per chilometri — lo stesso spettacolo che si vede in certi siti minerari ancora attivi.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="ltr">Cosa si vede oggi: il museo a cielo aperto</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Il recupero a sede museale inizia nel 1989 con l&#8217;acquisto da parte del Comune di Rivamonte Agordino.<br />
Nel 1995 viene restaurato il vecchio magazzino e adibito a ostello; nei primi anni 2000 vengono sistemati i forni fusori, la centrale idroelettrica e la casa del dopolavoro dei minatori. Attualmente il sito è gestito dal Gruppo Botol, che lo ha trasformato in un museo completamente visitabile a partire dal maggio 2024.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Centro-minerario-Valle-Imperina-c_Centro-Minerario-Valle-Imperina.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671827" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Centro-minerario-Valle-Imperina-c_Centro-Minerario-Valle-Imperina.jpg" alt="Centro minerario Valle Imperina c_Centro Minerario Valle Imperina" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Centro-minerario-Valle-Imperina-c_Centro-Minerario-Valle-Imperina.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Centro-minerario-Valle-Imperina-c_Centro-Minerario-Valle-Imperina-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Centro-minerario-Valle-Imperina-c_Centro-Minerario-Valle-Imperina-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/Centro-minerario-Valle-Imperina-c_Centro-Minerario-Valle-Imperina-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Il sito si visita con guida</strong> — non ci sono percorsi in autonomia nelle gallerie, per ragioni di sicurezza.<br />
Il percorso esterno è invece sempre accessibile e si può esplorare liberamente tra:<br />
<strong>La centrale idroelettrica</strong> — con le turbine e i motori idraulici di fabbricazione tedesca e italiana dei primi del Novecento, ancora leggibili nella loro meccanica.<br />
<strong>I forni fusori</strong> — dove il minerale estratto veniva lavorato e ridotto in metallo grezzo.<br />
<strong>Le vecchie scuderie e i ricoveri dei minatori</strong> — edifici in pietra che raccontano l&#8217;organizzazione di un villaggio industriale che funzionava come una piccola città autonoma.<br />
<strong>Il dopolavoro</strong> — il centro ricreativo dove i minatori passavano le ore libere.<br />
<strong>Le gallerie</strong> — il cuore del sito, visitabili con le guide: un labirinto sotterraneo di pozzi e gallerie scavati in cinque secoli di lavoro incessante.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_112203890.MP_.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671834" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_112203890.MP_.jpg" alt="miniere-valle-imperina" width="2101" height="1655" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_112203890.MP_.jpg 2101w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_112203890.MP_-300x236.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_112203890.MP_-1024x807.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_112203890.MP_-768x605.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_112203890.MP_-1536x1210.jpg 1536w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_112203890.MP_-2048x1613.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2101px) 100vw, 2101px" /></a><br />
L&#8217;ingresso al parcheggio è segnalato da un <strong>vecchio locomotore</strong> — il simbolo della ferrovia privata che dal 1925 al 1955 collegò l&#8217;Agordino a Belluno.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="ltr">Mangiare e dormire nel villaggio minerario</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Il complesso di Valle Imperina non è solo un museo — è una destinazione a tutti gli effetti, con strutture ricettive ricavate dagli stessi edifici storici.<br />
<strong>Il Bar Ristorante &#8220;Alle Antiche Miniere&#8221;</strong> si trova all&#8217;interno dell&#8217;ostello, negli edifici settecenteschi restaurati che un tempo fungevano da magazzino.<br />
L&#8217;ambiente caldo e caratteristico propone un viaggio culinario tra i sapori autentici della tradizione bellunese — un menù che utilizza prodotti tipici del territorio, formaggi locali, piatti di montagna.<br />
Aperto tutto l&#8217;anno, serve colazione, pranzo e cena.<br />
<strong>Perfetto per chiudere la visita alle gallerie senza spostarsi</strong>: ci si siede a tavola circondati dagli stessi edifici che i minatori abitavano ogni giorno.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_102819291.MP_.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671836" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_102819291.MP_.jpg" alt="centro-miniere-valle-imperina" width="1200" height="1319" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_102819291.MP_.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_102819291.MP_-273x300.jpg 273w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_102819291.MP_-932x1024.jpg 932w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_102819291.MP_-768x844.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>L&#8217;Ostello Imperina</strong> offre 26 posti letto distribuiti in quattro camerate, con bagni in comune distinti per piano — una soluzione semplice e funzionale per chi vuole pernottare nel sito e affrontare i sentieri del Parco Nazionale con calma, senza rientrare la sera in fondovalle.<br />
Per chi arriva con gruppi o in famiglia, è disponibile anche una <strong>casa vacanze</strong> all&#8217;interno del complesso.<br />
<strong>Prenotazioni e info:</strong> <a href="http://centrominerariovalleimperina.it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">centrominerariovalleimperina.it</a></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="ltr">Come arrivare</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Il Centro Minerario Valle Imperina è a Rivamonte Agordino, a 3 km da Agordo, sulla SR 203 raggiungibile dall&#8217;uscita Belluno dell&#8217;A27.<br />
<strong>In auto da Belluno:</strong> SR 203 lungo la Val Cordevole, circa 40 minuti.<br />
<strong>In auto da Venezia:</strong> autostrada A27 uscita Belluno, poi SR 203 — circa 1h30.<br />
<strong>Con i mezzi:</strong> Le Campe è anche una fermata dei bus Belluno-Agordo (dolomitibus.it).<br />
<strong>Parcheggio:</strong> gratuito all&#8217;ingresso del sito, segnalato dal locomotore.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="ltr">Le passeggiate nei dintorni</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Il Sentiero dei Carbonai</strong> — il percorso tematico più vicino al sito.<br />
L&#8217;escursione consente di ripercorrere i sentieri dei carbonai, che fornivano il combustibile per i forni fusori, e dei minatori che giornalmente raggiungevano le miniere dai paesi vicini.<br />
È un itinerario storico-naturalistico di difficoltà media, adatto a chi vuole approfondire il contesto sociale della miniera camminando.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>La Via degli Ospizi</strong> — un percorso tematico di circa <strong>20 km</strong> che dalla Certosa di Vedana arriva alle miniere attraverso un antico tracciato di collegamento tra la Valle del Piave e l&#8217;Agordino.<br />
Lungo il percorso si incontrano alcuni ospizi di fondazione medievale.<br />
Si affronta in uno o due giorni, con pernottamento all&#8217;ostello del sito minerario.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260529_104124216.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671849" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260529_104124216.jpg" alt="passeggiate-dolomiti-bellunesi" width="1200" height="675" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260529_104124216.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260529_104124216-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260529_104124216-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260529_104124216-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>&#8220;La montagna dimenticata&#8221;</strong> — il trekking più impegnativo del Parco Nazionale, che attraversa le zone meno frequentate delle Dolomiti Bellunesi.<br />
Dall&#8217;ostello sono possibili alcune passeggiate alla visita di alcune miniere, oppure le più impegnative escursioni alla &#8220;Via degli Ospizi&#8221; o l&#8217;ancor più impegnativo trekking &#8220;La montagna dimenticata&#8221;.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Agordo</strong> — a 3 km, capoluogo dell&#8217;Agordino, con la celebre sede storica della <strong>Luxottica</strong> (oggi EssilorLuxottica), fondata qui nel 1961 da Leonardo Del Vecchio.<br />
Per chi vuole integrare la visita con le Dolomiti vere — gruppi del Civetta, Pale di San Martino, Val Zoldana — <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/dolomiti-bellunesi-alternativa-meno-affollata/" data-wpel-link="internal">la guida alle Dolomiti Bellunesi meno conosciute</a> racconta il territorio circostante con attenzione alle valli più integre.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="ltr">Alleghe e il suo lago: 20 minuti di auto che cambiano il paesaggio</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">A circa <strong>20 minuti di auto da Valle Imperina</strong>, risalendo la Val Cordevole verso nord, il paesaggio si apre in modo improvviso.<br />
<strong>Alleghe</strong> è il paese che sorge sulle rive di un lago che non esiste da sempre: la fredda notte dell&#8217;11 gennaio 1771 un&#8217;enorme frana precipitò dal Monte Spitz, chiuse lo stretto passaggio della valle, e nel giro di qualche anno la vallata si riempì d&#8217;acqua formando il lago — costringendo gli abitanti dei borghi sommersi a sloggiare verso le pendici.<br />
<strong>Il Civetta si specchia nell&#8217;acqua</strong> con la sua parete nord-ovest — sette chilometri di larghezza, milleduecento metri di altezza — e il Monte Pelmo compare dall&#8217;altro lato sullo sfondo.<br />
<strong>È uno degli scorci più fotografati delle Dolomiti</strong>, e la particolarità è che si raggiunge camminando su un percorso praticamente pianeggiante.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260529_184418077.MP_.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671842" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260529_184418077.MP_.jpg" alt="civetta-veneto" width="1200" height="675" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260529_184418077.MP_.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260529_184418077.MP_-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260529_184418077.MP_-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260529_184418077.MP_-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Il Giro del Lago</strong> è la passeggiata classica: un anello di circa <strong>4 km</strong> che abbraccia l&#8217;intero specchio d&#8217;acqua in circa <strong>un&#8217;ora e mezza</strong>, adatto a tutti — famiglie, bambini, chi cerca relax senza fatica tecnica.<br />
Il percorso parte da Piazza Kennedy nel centro di Alleghe, scende al lungolago, costeggia la riva fino alla foce del Torrente Zunaia e raggiunge la borgata di Masarè.<br />
Attraversato il ponte sul Cordevole si risale sull&#8217;altra sponda — il punto panoramico più bello, quello da cui Alleghe appare intero con il Civetta e il Pelmo che lo incorniciano.<br />
Consigliabile il giro in senso orario, costeggiando all&#8217;inizio la statale sull&#8217;apposito marciapiede, e attraversando il ponte proprio sui massi di frana a Masarè per proseguire sulla stradina che circonda il lato ovest del lago, quindi riattraversare il torrente sul ponticello di corde sospeso.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_073907850.MP_.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671840" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_073907850.MP_.jpg" alt="lago-alleghe" width="1200" height="675" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_073907850.MP_.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_073907850.MP_-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_073907850.MP_-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/08/PXL_20260530_073907850.MP_-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Lungo le sponde</strong> si trovano aree gioco, punti ristoro e una piccola spiaggia dove si noleggiano pedalò — <strong>la brezza che scende dal Civetta</strong> rende la passeggiata gradevole anche nelle ore più calde in estate.<br />
<strong>Per chi vuole salire in quota</strong>, la seggiovia di Alleghe porta a <strong>Piani di Pezzé</strong> — da qui si aprono sentieri verso il Rifugio Coldai e il <strong>Lago Coldai</strong> a <strong>2.172 metri</strong>, dove la parete del Civetta si riflette in un secondo specchio d&#8217;acqua, più piccolo e più selvaggio di quello in basso.<br />
Arrivati al lago Coldai si apre il panorama su altre vette del territorio bellunese — e sul costone oltre la riva si può ammirare il panorama sul paese di Alleghe e il suo lago sottostante.<br />
<strong>La pista ciclopedonale</strong> che parte dal lungolago di Alleghe e arriva fino a Caprile è un&#8217;alternativa per chi preferisce le due ruote — percorso pianeggiante lungo la Val Cordevole, con viste sul Civetta e sul Pelmo che cambiano prospettiva ad ogni curva.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" dir="ltr">Info pratiche</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Dove:</strong> Centro Minerario di Valle Imperina, Rivamonte Agordino (BL), 3 km da Agordo<br />
<strong>Come arrivare:</strong> SR 203 Val Cordevole dall&#8217;uscita Belluno dell&#8217;A27; bus Belluno-Agordo (dolomitibus.it), fermata Le Campe<br />
<strong>Parcheggio:</strong> gratuito, segnalato da vecchio locomotore<br />
<strong>Visite:</strong> solo guidate, su prenotazione — contatti e biglietti su centrominerario.it o telefonare al sito<br />
<strong>Percorso esterno:</strong> sempre accessibile, gratuito<br />
<strong>Ostello Valle Imperina:</strong> pernottamento disponibile, info su centrominerario.it<br />
<strong>Sentiero dei Carbonai:</strong> percorso tematico con partenza dal sito, difficoltà media<br />
<strong>Via degli Ospizi:</strong> 20 km circa, da Certosa di Vedana alle miniere, uno o due giorni<br />
<strong>Periodo:</strong> aprile-ottobre; estate per le gallerie e i sentieri</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr">Foto <a href="https://www.instagram.com/martinodemori/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Martino De Mori,</a> Centro minerario Valle Imperina</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="ltr"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/dolomiti-bellunesi-alternativa-meno-affollata/" data-wpel-link="internal"><strong>Stesse vette UNESCO, niente code e prezzi umani: le Dolomiti bellunesi meno conosciute</strong></a></p>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Martino De Mori' src='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/b23be04ab8ba4dd7c4cd30a84f2cd303?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/martino-de-mori/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Martino De Mori</span></a></div>
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<div itemprop="description">
<p>Giornalista e autore, scrive di viaggi e ambiente per importanti testate internazionali come National Geographic e BBC. Ama andare alla ricerca di luoghi nascosti e storie inedite, e ama praticare gli sport outdoor &#8211; tendenzialmente male. È co-fondatore di Sportoutdoor24.</p>
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</div>
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			</item>
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		<title>Feltre: la città rinascimentale ai piedi delle Dolomiti, il Palio di agosto e le escursioni nel Parco</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/feltre-centro-storico-palio-escursioni-dolomiti-bellunesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 10:21:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
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		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Feltre ha una reputazione piuttosto comune in Veneto: &#8220;bella, raccolta, autentica, da scoprire&#8221;. Queste frasi[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="801" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5278.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="feltre-veneto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5278.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5278-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5278-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5278-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><strong>Feltre</strong> ha una reputazione piuttosto comune in Veneto: &#8220;bella, raccolta, autentica, da scoprire&#8221;.<br />
Queste frasi si trovano su ogni guida regionale, e quasi sempre non bastano a convincere nessuno a fermarsi.<br />
<strong>Eppure Feltre è una delle città meglio conservate del Veneto rinascimentale</strong> — e deve questo primato a una sconfitta.<br />
Nel <strong>1510</strong>, durante la guerra della Lega di Cambrai, le truppe dell&#8217;imperatore Massimiliano la rasero al suolo.<br />
<strong>La Serenissima la ricostruì da zero</strong>, con la tipica rapidità veneziana e con lo stile architettonico del momento — il Cinquecento veneziano di terraferma.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5310.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671819" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5310.jpg" alt="feltre-veneto-borgo" width="1200" height="801" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5310.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5310-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5310-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5310-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Palazzi affrescati, portici, bifore, logge: un centro storico che sembra progettato da un unico architetto in un unico momento, anche se è il risultato di decine di cantieri aperti contemporaneamente.<br />
<strong>Da allora non è più cambiata granché.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><strong>Puoi aggiungere SportOutdoor24.it alla tua lista con un click diretto:</strong><br />
<strong>👉 <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://google.com/preferences/source?q=sportoutdoor24.it" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Clicca qui per aggiungere SportOutdoor24 alle Fonti Preferite</a></strong></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="auto">Come si visita a piedi: dalla Porta Imperiale alla Piazza Maggiore</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><strong>Il percorso standard</strong> entra dalla <strong>Porta Imperiale</strong> — chiamata anche Porta Castaldi — che dà immediatamente la sensazione di passare in un&#8217;altra epoca.<br />
Da qui si sale lentamente verso il cuore della città storica, tra mura, salite in pietra e scorci sui tetti.<br />
<strong>Piazza Maggiore</strong> è il centro di tutto: il leone veneziano su una colonna, la <strong>Chiesa di San Rocco</strong> con la sua facciata rinascimentale, il <strong>Palazzo della Ragione</strong> — sede dell&#8217;antico governo cittadino — e le <strong>Fontane Lombardesche</strong>, il simbolo più fotografato di Feltre.<br />
La piazza è quella su cui, ogni agosto, si svolge il Palio: il tiro con l&#8217;arco e la staffetta dei quartieri mentre il pubblico si affolla sulle tribune.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5281-HDR.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671817" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5281-HDR.jpg" alt="feltre-veneto-borgo-centro" width="1200" height="992" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5281-HDR.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5281-HDR-300x248.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5281-HDR-1024x847.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5281-HDR-768x635.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>Via Mezzaterra</strong>, la lunga arteria che attraversa il centro storico, è percorsa da portici sotto i quali camminano ancora i feltrini come secoli fa — e che durante il Palio si trasformano nel corridoio del corteo storico.<br />
<strong>Piazza del Duomo</strong> è il secondo polo del centro storico, con la <strong>Cattedrale</strong> e il <strong>Campanile medievale</strong>, e sotto la piazza sono stati fatti ritrovamenti archeologici aperti al pubblico — un museo ipogeo che permette di vedere le stratificazioni di duemila anni di storia urbana.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="auto">Cosa vedere oltre la passeggiata</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><strong>Il Museo Civico</strong>, ospitato in Palazzo Crepadona, custodisce opere di Lorenzo Luzzo (detto il Morto da Feltre), Jacopo Bassano, Paris Bordon e sculture lignee di <strong>Andrea Brustolon</strong> — il bellunese soprannominato il &#8220;Michelangelo del legno&#8221;.<br />
<strong>Il Museo Diocesano</strong> raccoglie arte sacra, dipinti e sculture lignee, con alcune delle opere più belle di Brustolon disponibili al pubblico.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5293-HDR-Modifica.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671818" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5293-HDR-Modifica.jpg" alt="feltre-veneto-palazzi" width="1200" height="801" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5293-HDR-Modifica.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5293-HDR-Modifica-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5293-HDR-Modifica-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/K1_5293-HDR-Modifica-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>Il Castello di Alboino</strong>, sul colle che domina il centro storico, offre il punto panoramico più alto sulla città e sulla pianura bellunese — raggiungibile a piedi in pochi minuti dal centro.<br />
<strong>Il Santuario dei Santi Vittore e Corona</strong>, a pochi chilometri da Feltre, risale al XII secolo e si trova su un colle con vista sulla Valbelluna — uno dei più bei edifici romanici del Veneto, raggiungibile anche con un breve sentiero naturalistico.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="auto">Il Palio di Feltre 2026: 31 luglio-2 agosto</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><strong>Il Palio di Feltre non è una sagra</strong>.<br />
È una rievocazione storica seria, preparata per un anno intero, che celebra la dedizione spontanea di Feltre a Venezia nel <strong>1404</strong> — quando i feltrini consegnarono le chiavi della città all&#8217;ambasciatore Bartolomeo Nani della Serenissima.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto">I <strong>quattro quartieri</strong> — <strong>Port&#8217;Oria, Santo Stefano, Castello e Duomo</strong> — si sfidano in quattro prove:</p>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3" dir="auto">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Tiro con l&#8217;arco</strong> in Piazza Maggiore</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Staffetta</strong> tra le vie del centro</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Tiro alla fune</strong></li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2"><strong>Corsa dei cavalli</strong> — il momento culminante</li>
</ul>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><strong>Il drappo</strong>, che dal 1986 viene realizzato ogni anno da artisti di fama internazionale, è il premio simbolico al quartiere vincitore — non un semplice pezzo di tessuto, ma un&#8217;opera d&#8217;arte commissionata appositamente.<br />
<strong>Il programma 2026</strong> si sviluppa su tre giorni:<br />
<strong>31 luglio:</strong> mercatino medievale dalle 15:00, spettacoli itineranti, ludoteca medievale, provaccia dei cavalli alle 18:00, corteo delle delegazioni di nobili da Piazza Maggiore dalle 20:00, ingresso dei cortei storici dei quartieri dalle 21:00 e prima e seconda gara (tiro con l&#8217;arco e staffetta).<br />
<strong>1° agosto:</strong> terza gara — tiro alla fune.<br />
<strong>2 agosto:</strong> la domenica del Palio. Messa in Cattedrale, corteo storico nel pomeriggio, quarta gara — corsa dei cavalli — e consegna del drappo al quartiere vincitore.<br />
<strong>Biglietti e info:</strong> <a href="http://paliodifeltre.it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">paliodifeltre.it</a></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="auto">Le escursioni nei dintorni: il Parco Nazionale alle porte</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto">Feltre è una delle principali porte di accesso al <strong>Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi</strong> — un territorio quasi intatto, che la provincia di Belluno condivide tra il Feltrino e l&#8217;Agordino.<br />
<strong>Val Canzoi</strong> è la più accessibile: la valle che sale da Cesiomaggiore verso il cuore del Parco, con il percorso naturalistico attorno al <strong>Lago della Stua</strong> adatto a famiglie, e sentieri più impegnativi verso i rifugi e le Vette Feltrine. Qui sotto invece un&#8217;immagine del <strong>Monte Pelmo, gioigllo misconosciuto delle Dolomiti.</strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Val-di-Zoldo.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666998" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Val-di-Zoldo.jpeg" alt="dolomiti-bellunesi-bici" width="1154" height="890" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Val-di-Zoldo.jpeg 1154w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Val-di-Zoldo-300x231.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Val-di-Zoldo-1024x790.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Val-di-Zoldo-768x592.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1154px) 100vw, 1154px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><strong>Santuario dei Santi Vittore e Corona e Sentiero Natura</strong> — da Feltre stessa, un percorso accessibile a tutti che porta al santuario romanico e poi si sviluppa tra boschi e affacci sulla Valbelluna.<br />
<strong>Monte Pavione e le Vette Feltrine</strong> — per escursionisti con gambe più allenate, il massiccio che domina Feltre dall&#8217;alto offre sentieri di alta montagna con panorami sul Piave, sulle Dolomiti centrali e sulle Pale di San Martino.<br />
<strong>I Cadini del Brenton in Val del Mis</strong> — gole scavate dal torrente con cascate e pozze naturali, raggiungibili da Gosaldo, circa 40 minuti da Feltre in auto.<br />
Lì vicino, sono imperdibili <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/miniere-fursil-vauz-dolomiti-delibana-biancaneve/" data-wpel-link="internal">mil castello Andraz e le miniere Vauz e Fursil, dove nacque la leggenda di Baincaneve.</a></strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/miniere-fursil-agordo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671398" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/miniere-fursil-agordo.jpg" alt="miniere-fursil-agordo" width="855" height="549" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/miniere-fursil-agordo.jpg 855w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/miniere-fursil-agordo-300x193.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/miniere-fursil-agordo-768x493.jpg 768w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><strong>L&#8217;Alta Via Dolomiti Bellunesi</strong> termina proprio a Feltre — o meglio, parte da Forno di Zoldo e arriva al <strong>Rifugio Dal Piaz</strong> nel Feltrino, da dove si scende a San Vittore di Feltre. Chi percorre solo le ultime tappe trova uno dei percorsi di alta montagna più integri delle Dolomiti. Per un quadro completo del Parco, <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/dolomiti-bellunesi-alternativa-meno-affollata/" data-wpel-link="internal">il nostro pezzo sulle Dolomiti Bellunesi meno conosciute</a> racconta tutto il territorio con un&#8217;attenzione specifica alle valli meno battute.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="auto">Pedavena e il birrificio storico</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto">A <strong>2 km da Feltre</strong>, il borgo di <strong>Pedavena</strong> custodisce uno degli stabilimenti birrari più antichi del Veneto — fondato nel 1897, attivo ininterrottamente, con un enorme biergarten che d&#8217;estate diventa il posto dove tutti i feltrini finiscono la serata.<br />
Vale una sosta breve, anche solo per bere una birra artigianale locale dopo il Palio.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" dir="auto">Info pratiche</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><strong>Dove:</strong> Feltre, provincia di Belluno, Veneto<br />
<strong>Come arrivare in auto:</strong> autostrada A27 Venezia-Belluno uscita Sedico, poi SS50 verso Feltre — circa 80 km da Venezia, 2h da Milano<br />
<strong>In treno:</strong> linea Venezia-Calalzo, stazione di Feltre — circa 1h40 da Venezia<br />
<strong>Palio di Feltre 2026:</strong> 31 luglio-2 agosto, programma su paliodifeltre.it<br />
<strong>Museo Civico Palazzo Crepadona:</strong> info su <a href="http://museofeltre.it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">museofeltre.it</a><br />
<strong>Museo Diocesano:</strong> orari variabili, verificare prima della visita<strong>Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi:</strong> info e sentieri su dolomitipark.it<br />
<strong>Val Canzoi:</strong> accesso da Cesiomaggiore, circa 15 minuti da Feltre in auto<br />
<strong>Cadini del Brenton:</strong> da Gosaldo, circa 40 minuti da Feltre<br />
<strong>Pedavena e birrificio:</strong> 2 km dal centro di Feltre<br />
<strong>Periodo:</strong> tutto l&#8217;anno per il centro storico; luglio-settembre per le escursioni in quota</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto">Foto di Davide Busetto, <a href="http://visitdolomitibellunesi.com/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">visitdolomitibellunesi.com</a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/le-piu-belle-escursioni-alle-3-cime-di-lavaredo/" data-wpel-link="internal"><strong>Le più belle escursioni alle Tre Cime di Lavaredo</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/monte-pelmo-val-di-zoldo-escursioni-giro/" data-wpel-link="internal"><strong>Monte Pelmo: la prima vetta dolomitica mai scalata e il giro ad anello</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cascata del Cismon: il flusso d&#8217;acqua &#8220;mutaforma&#8221; e la maledizione del ponte distrutto 2 volte</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/cascata-cismon-ponte-serra-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 12:03:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[cascate]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=672258</guid>

					<description><![CDATA[<strong>Nel cuore delle Dolomiti bellunesi, dove il Cismon stringe la valle tra pareti rocciose, Ponte Serra nasconde uno spettacolo che cambia a ogni stagione: una cascata potente in primavera, una diga a vista d'estate, e un ponte con una storia di guerra lunga cent'anni.</strong>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cascata-del-Cismon.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Cascata del Cismon, Veneto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cascata-del-Cismon.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cascata-del-Cismon-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cascata-del-Cismon-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cascata-del-Cismon-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Se vi fermate a <strong>Ponte Serra </strong>in una bella giornata di sole, vedrete una meravigliosa gola scavata dalla roccia e un getto d&#8217;acqua che sgorga solitario da una parete laterale. Un panorama da cartolina, certo, ma la verità è che è assolutamente incompleto. La fragorosa <strong>Cascata del Cismon</strong>, infatti, nasconde un&#8217;anima mutaforma: basta un&#8217;ondata di maltempo o il disgelo primaverile per trasformarla del tutto.</p>
<p>È in quei momenti che il livello del torrente sale e scavalca la storica diga del 1909, dando vita a una <strong>maestosa seconda cascata a velo</strong> che sovrappone la geometria perfetta dell&#8217;ingegno umano all&#8217;impeto cieco della natura. Un&#8217;illusione ottica e temporale che pochissimi turisti riescono a cogliere.</p>
<p>Ma la magia di questo canyon sospeso tra <strong>Sovramonte e Lamon</strong> (provincia di Belluno) non finisce dove nebulizza l&#8217;acqua: sotto le colate di vapore giace uno dei passaggi più contesi e sfortunati d&#8217;Italia: un ponte strategico che per secoli ha visto scorrere merci, tronchi e battaglie, finendo per essere distrutto e fatto saltare in aria per ben due volte nel corso delle due Guerre Mondiali. Mettetevi comodi: vi portiamo a scoprire il posto in cui l&#8217;acqua cambia forma e la storia rifiuta di farsi dimenticare.</p>
<h2>Quando l&#8217;acqua prende il comando</h2>
<p>Il momento migliore per vedere la cascata nella sua versione più generosa è la <strong>tarda primavera</strong>, quando il disgelo delle <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/monte-pelmo-val-di-zoldo-escursioni-giro/" data-wpel-link="internal">Dolomiti</a> </strong>alimenta il Cismon con costanza. Le pareti calcaree che stringono la gola riflettono la luce in modi sempre diversi, e la nebbia fine sollevata dall&#8217;impatto dell&#8217;acqua avvolge tutto in una luce diffusa che ricorda certi paesaggi nordici.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cascata-Cismon-a-Ponte-Serra.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672264" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cascata-Cismon-a-Ponte-Serra.jpg" alt="Cascata del Cismon a Ponte Serra" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cascata-Cismon-a-Ponte-Serra.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cascata-Cismon-a-Ponte-Serra-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cascata-Cismon-a-Ponte-Serra-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cascata-Cismon-a-Ponte-Serra-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Foto: ENIT SpA</em></p>
<p>D&#8217;estate la portata cala, ma la scena non perde interesse e, anzi, la diga emerge nella sua interezza e si capisce la scala dell&#8217;opera. L&#8217;impianto idroelettrico di Pedesalto, costruito a inizio &#8216;900, è<strong> tra i più antichi della zona e ancora oggi alimenta la rete locale</strong>. Guardare la diga con la cascata sullo sfondo è un modo diverso di leggere il paesaggio alpino, dove la natura si intreccia con la storia industriale delle vallate.</p>
<p>Autunno e inverno portano colori e silenzi diversi. Il bosco che fiancheggia la gola si tinge di ocra e ruggine, e il ponte (quello su cui si cammina oggi) diventa un punto d&#8217;osservazione privilegiato,<strong> sospeso a 35 metri sopra il fiume.</strong></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cascate-viste-da-Ponte-Serra.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672263" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cascate-viste-da-Ponte-Serra.jpg" alt="Cascate viste da Ponte Serra in Veneto" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cascate-viste-da-Ponte-Serra.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cascate-viste-da-Ponte-Serra-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cascate-viste-da-Ponte-Serra-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cascate-viste-da-Ponte-Serra-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto Canva</em></p>
<h2>Il ponte che è morto due volte</h2>
<p>Il ponte di Ponte Serra ha una biografia densa. Lungo la <strong>Via Paolina</strong>, l&#8217;antica strada romana che collegava la pianura veneta con il Trentino attraverso Lamon, questo punto di passaggio era già sede di dazi nel Medioevo, e dal <strong>XV secolo</strong> fu al centro di dispute confinarie prolungate, spesso accese. Nel <strong>1880</strong> il vecchio ponte ligneo venne sostituito con uno in pietra, alto 35 metri sul fiume. Ma la storia non lo lasciò in pace.</p>
<p>Nel <strong>1917</strong>, durante la ritirata italiana dopo la disfatta di Caporetto, il ponte fu fatto saltare per rallentare l&#8217;avanzata austriaca. Ricostruito nelle forme originali, nel <strong>maggio del 1945</strong> toccò ai tedeschi in ritirata farlo brillare una seconda volta. Per due anni un <strong>ponte Bailey in ferro</strong> tenne uniti i due versanti, fino a quando nel <strong>1947</strong> fu inaugurato l&#8217;attuale struttura in calcestruzzo.</p>
<p>Quello che si vede oggi è quindi un oggetto del dopoguerra, ma che poggia su una memoria molto più lunga. Vale la pena fermarsi al centro del ponte e guardare verso monte: la diga si vede bene da lì, e il canyon sottostante regala la prospettiva giusta per capire la forza del fiume.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-18432330-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-672256" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-18432330-1.jpg" alt="Il ponte in calcestruzzo di Ponte Serra visto dalla gola del Cismon con la valle sullo sfondo" width="1600" height="1067" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-18432330-1.jpg 1600w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-18432330-1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-18432330-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-18432330-1-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/pexels-photo-18432330-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<p><em>Foto Pexels</em></p>
<p>Guardando verso Sovramonte la strada sale rapida tra i boschi; dalla parte di Lamon la vallata si apre un poco. Un dettaglio curioso riguarda il nome stesso del luogo: prima si chiamava <strong>Ponte Alto</strong> o anche <strong>Pontetto</strong>. Solo dopo l&#8217;alluvione del <strong>1748,</strong> quando un masso enorme si fermò sotto l&#8217;arco del ponte e agevolò la costruzione di uno sbarramento per il trasporto del legname, la struttura divenne la <em>serra</em> del Cismon, e il nome rimase.</p>
<p>Foto di Copertina: Canva</p>
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</ul>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Impronte di dinosauri e il giro più bello delle Dolomiti: questo monte poco noto del Veneto è davvero magico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 05:43:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sono montagne che diventano famose per un dettaglio fotografico — un colore, un riflesso,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="630" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-delle-Baste-con-Monte-Pelmo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="monte-Pelmo-veneto-Lago delle Baste con Monte Pelmo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-delle-Baste-con-Monte-Pelmo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-delle-Baste-con-Monte-Pelmo-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-delle-Baste-con-Monte-Pelmo-1024x538.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Lago-delle-Baste-con-Monte-Pelmo-768x403.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto">Ci sono montagne che diventano famose per un dettaglio fotografico — un colore, un riflesso, una forma riproducibile su ogni schermo.<br />
E ci sono montagne che diventano famose per quello che sono davvero.<br />
Il <strong>Monte Pelmo</strong> è stato il primo ad essere scalato tra le grandi cime delle Dolomiti. Ball scelse il Pelmo perché gli sembrava il più bello di tutti.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cortina_Cadore_Averau_Pelmo_7RV7841_Bandion.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671821" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cortina_Cadore_Averau_Pelmo_7RV7841_Bandion.jpg" alt="monte-pelmo-da-cortina-dAmpezzo" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cortina_Cadore_Averau_Pelmo_7RV7841_Bandion.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cortina_Cadore_Averau_Pelmo_7RV7841_Bandion-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cortina_Cadore_Averau_Pelmo_7RV7841_Bandion-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Cortina_Cadore_Averau_Pelmo_7RV7841_Bandion-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Oggi è ancora lì — il suo nome in dialetto zoldano, &#8220;Pelf&#8221;, significa &#8220;peloso&#8221; ovvero boscoso — con la sua forma che dall&#8217;est e dal sud ricorda un trono, con le pareti nord verticali e selvagge, con i pascoli ai piedi e le foreste che lo circondano su tre lati.<br />
<strong>Non è sulle cartoline più vendute delle Dolomiti.</strong><br />
Ed è questa la sua fortuna.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="auto">La prima vetta dolomitica: la storia di John Ball e la Cengia di Ball</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><strong>John Ball</strong> nacque a Dublino nel 1818. Sposò l&#8217;italiana Elisa Parolini, figlia del naturalista vicentino Alberto Parolini, morta a soli 37 anni d&#8217;età. Ball fu politico affermato, ma ad un certo punto della sua vita abbandonò tale attività e si dedicò completamente ai suoi viaggi e agli studi naturalistici.<br />
Raggiungendo la vetta aveva rovinato i piani di altri due alpinisti, due francesi, che erano capitati nella val zoldana nella primavera del 1857. Avevano programmato la scalata per l&#8217;agosto del 1858. Troppo tardi: il 19 settembre del 1857 c&#8217;era salito John Ball.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3532.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671712" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3532.jpg" alt="monte-pelmo-veneto-estate" width="1200" height="969" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3532.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3532-300x242.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3532-1024x827.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3532-768x620.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto">Il passaggio chiave fu la <strong>Cengia di Ball</strong>: una stretta fessura orizzontale nella parete, percorribile strisciando con il ventre a terra nel punto più stretto — la parete a picco presenta solo una stretta fessura orizzontale; i due recuperano la facile cengia perduta, strisciando nell&#8217;incavo con il ventre a terra: da cui il nome del varco, &#8220;Passo del Gatto&#8221;.<br />
La guida locale che lo accompagnava si fermò prima della cima. C&#8217;è chi dice lo facesse per ragioni di sicurezza — temeva invece di violare una montagna così maestosa?</p>
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<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="auto">Cosa si trova sul Pelmo: impronte di dinosauri e geologia dolomitica</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto">Il Pelmo non è solo una montagna da salire o da girare. <strong>È un archivio geologico straordinario.</strong><br />
Ai piedi del Pelmetto, a quota 2050 m, non lontano dal rifugio Staulanza, è stato rinvenuto dal ricercatore Vittorino Cazzetta di Pescul un masso con impronte di dinosauri. Un calco del masso con le tracce è visibile nel museo civico di Selva di Cadore intitolato a Cazzetta.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3523.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671708" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3523.jpg" alt="monte-pelmo-dolomiti" width="1200" height="802" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3523.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3523-300x201.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3523-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3523-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto">Quelle fossette su quell&#8217;enorme masso erano le tracce di almeno tre dinosauri che si trovavano a camminare sul fango del bagnasciuga duecentoventi milioni di anni fa.<br />
Sulla cresta dello spallone nord-est, anche qui sono state trovate impronte di dinosauro, più giovani di quelle di prima: queste sono state impresse circa 200 milioni di anni fa — sono diventate famose in quanto sul podio fra i siti di impronte più alti in quota.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto">Nello stesso museo è anche possibile vedere lo scheletro di un cacciatore del mesolitico, scoperto dallo stesso Cazzetta sull&#8217;alpe di Mondeval, fra il Pelmo e i Lastoi de Formin.<br />
<strong>Vittorino Cazzetta</strong> — il ricercatore locale a cui si devono entrambe le scoperte — scomparve misteriosamente in montagna e fu ritrovato dopo un anno di ricerche. Il museo che porta il suo nome a Selva di Cadore è una tappa imprescindibile per chi visita l&#8217;area.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="auto">Il Giro del Pelmo: l&#8217;anello che cambia prospettiva</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto">Il percorso più rappresentativo attorno al Pelmo è l&#8217;<strong>anello completo</strong> che aggira interamente il massiccio — considerato come uno dei monti più caratteristici dell&#8217;intero complesso Dolomitico, quasi un classico.<br />
<strong>Punto di partenza:</strong> Passo Staulanza (1.760 m), raggiungibile in auto da Longarone risalendo la Val di Zoldo, oppure da Belluno via Agordo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3513.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671711" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3513.jpg" alt="monte-pelmo-veneto-passeggiate" width="1200" height="964" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3513.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3513-300x241.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3513-1024x823.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3513-768x617.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><strong>Senso consigliato:</strong> in senso orario, partendo sul sentiero <strong>CAI 472</strong> verso i Campi di Rutorto e il Rifugio Venezia.<br />
<strong>Il percorso</strong> alterna lunghi pascoli, ghiaioni, tratti boscosi e pareti rocciose:</p>
<ul class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1 [li_&amp;]:gap-1 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-disc flex flex-col gap-1 pl-8 mb-3" dir="auto">
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Dal Passo Staulanza si attraversano i pascoli de <strong>Le Mandre</strong> e i <strong>Campi di Rutorto</strong> sul versante orientale, dove il Pelmo appare in tutta la sua imponenza verticale</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Si raggiunge il <strong>Rifugio Venezia</strong> (2.050 m) — punto di sosta con vista su Cadore, Ampezzo e le cime di Antelao e Sorapiss</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Il tratto più impegnativo è la salita alla <strong>Forcella Val d&#8217;Arcia</strong> (2.478 m), con passaggi attrezzati e brevi tratti esposti — difficoltà EE — dislivello complessivo in salita 700 m — tempi di percorrenza ore 6 soste escluse</li>
<li class="font-claude-response-body whitespace-normal break-words pl-2">Si scende poi verso il versante nord lungo il <strong>Sentiero Flaibani</strong> e si torna al Passo Staulanza attraverso Forcella Staulanza</li>
</ul>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><strong>Lungo il tragitto</strong>, a metà percorso in corrispondenza del canalone tra Pelmetto e Pelmo, una deviazione porta al <strong>masso con le orme dei dinosauri</strong> — 20 minuti dal sentiero principale, su ghiaione instabile.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="auto">Mondeval e il Laghetto delle Baste</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto">Dal rifugio Venezia è facilmente raggiungibile l&#8217;altopiano di Mondeval, luogo dalla grande valenza scientifica, storica e paesaggistica, e percorrendo una traversata molto suggestiva di circa 6 ore, è raggiungibile l&#8217;area del Passo Giau.<br />
Risalendo a nord-ovest verso Malga Mondeval di Sopra, si arriva al bellissimo <strong>lago delle Baste</strong>, dove potrete immortalare una delle scene più iconiche delle Dolomiti: il riflesso del Pelmo nello specchio d&#8217;acqua del lago.<br />
<strong>Il sito di Mondeval</strong> — dove fu trovato lo scheletro del cacciatore mesolitico denominato &#8220;Valmo&#8221; — è raggiungibile anche dal Passo Giau seguendo il sentiero 436 verso forcella Giau, poi il 466 verso la grande pietra del ritrovamento.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="auto">Per alpinisti: la Via Normale dalla Cengia di Ball</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto">La salita in vetta al Pelmo per la <strong>via normale</strong> è una classica dolomitica impegnativa, non adatta a escursionisti.<br />
Cima lunga ed impegnativa da salire, che richiede allenamento, passo sicuro ed assenza di vertigini, assolutamente da non sottovalutare sia per la lunghezza che per l&#8217;esposizione dei passaggi in roccia.<br />
Si parte dal Rifugio Venezia, si traversa la <strong>Cengia di Ball</strong> in diagonale sulla parete sud, poi si sale per rampe detritiche e una cresta fino alla cima a <strong>3.168 metri</strong>.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/PXL_20260529_113830129.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671707" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/PXL_20260529_113830129.jpg" alt="pelmo-veneto" width="1200" height="955" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/PXL_20260529_113830129.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/PXL_20260529_113830129-300x239.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/PXL_20260529_113830129-1024x815.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/PXL_20260529_113830129-768x611.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Lungo la cengia sono presenti una decina di chiodi in alcuni punti esposti, ma non in tutti i punti non facili. Utili anche un paio di cordini lunghi per le numerose clessidre.<br />
<strong>Difficoltà: PD/II UIAA.</strong><br />
Si consiglia di pernottare al Rifugio Venezia e partire il mattino presto.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="auto">I Rifugi dell&#8217;area</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><strong>Rifugio Passo Staulanza</strong> (1.766 m) — direttamente sul passo, raggiungibile in auto. Punto di partenza per il Giro del Pelmo e base per gli escursionisti. Aperto in stagione estiva.<br />
<strong>Rifugio Venezia – Alba Maria De Luca</strong> (2.050 m) — sul versante orientale del Pelmo, raggiungibile da Passo Staulanza in circa 2,5 ore, da Zoppè di Cadore in circa 2 ore, da Palafavera in circa 1,5 ore. Base per il Giro del Pelmo e per la via normale.<br />
<strong>Rifugio Città di Fiume</strong> — sul versante nord, accessibile dal Passo Staulanza seguendo il sentiero 480 verso Forcella Val d&#8217;Arcia e scendendo.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="auto">Le escursioni nei dintorni</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><strong>Lago di Coldai e Rifugio Coldai</strong> — partenza da Palafavera, circa 4-5 ore andata e ritorno. Il percorso offre la celebre vista sul Pelmo dal versante del Civetta. Uno dei punti panoramici più fotografati delle Dolomiti di Zoldo.<br />
<strong>Alta Via n.1</strong> — il percorso di lunga percorrenza più classico delle Dolomiti occidentali transita dal Passo Staulanza: chi percorre l&#8217;Alta Via 1 ha il Pelmo come compagno di strada per un lungo tratto.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3537.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671710" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3537.jpg" alt="monte-pelmo-veneto" width="1200" height="802" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3537.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3537-300x201.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3537-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/DSCF3537-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>Val Fiorentina</strong> — la valle che separa il Pelmo dalla Croda da Lago, percorribile a piedi o in bici con panorami sul massiccio dal lato opposto rispetto alla Val di Zoldo.<br />
Per un quadro più ampio delle Dolomiti bellunesi meno frequentate — incluso il Parco Nazionale, le valli laterali e i borghi come Fornesighe — la <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/dolomiti-bellunesi-alternativa-meno-affollata/" data-wpel-link="internal">guida alle Dolomiti bellunesi alternative</a> racconta il territorio con un&#8217;attenzione particolare alle valli dove il turismo di massa non è ancora arrivato.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold" dir="auto">Come arrivare</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><strong>Da Venezia e Treviso:</strong> autostrada A27 fino a Longarone, poi SP251 risalendo la Val di Zoldo fino a Zoldo Alto e Passo Staulanza — circa <strong>2h30 da Venezia</strong>.<br />
<strong>Da Belluno:</strong> SS50 verso Agordo, poi SP641 verso Selva di Cadore e Passo Staulanza — circa <strong>1h30</strong>.<br />
<strong>Da Cortina d&#8217;Ampezzo:</strong> via Passo Giau (strada panoramica, in parte sterrata) o via Selva di Cadore — circa <strong>50 minuti</strong>.<br />
<strong>Da Milano:</strong> autostrada A4 fino a Venezia, poi A27 fino a Longarone — circa <strong>4 ore</strong> totali.<br />
<strong>Parcheggio:</strong> ampio parcheggio al Rifugio Passo Staulanza (a pagamento in stagione).</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold" dir="auto">Info pratiche</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto"><strong>Dove:</strong> Massiccio del Monte Pelmo, Val di Zoldo, provincia di Belluno, Dolomiti venete (Patrimonio UNESCO)<br />
<strong>Quota cima:</strong> 3.168 m — quota Pelmetto: 2.990 m<br />
<strong>Punto di partenza principale:</strong> Passo Staulanza (1.760 m) da Zoldo Alto<br />
<strong>Giro del Pelmo ad anello:</strong> ca. 18-20 km, ca. 1.200 m D+, difficoltà EE, 7-8 ore — scarponi obbligatori<br />
<strong>Rifugio Venezia:</strong> 2.050 m — prenotazione consigliata nei weekend estivi<br />
<strong>Impronte di dinosauri:</strong> deviazione 20 min dal sentiero 472, ghiaione instabile — calco nel Museo Cazzetta a Selva di Cadore<br />
<strong>Via normale alla vetta:</strong> difficoltà PD/II UIAA — per alpinisti con esperienza<br />
<strong>Periodo consigliato:</strong> luglio-settembre; meglio infrasettimanale per l&#8217;anello; evitare agosto nei weekend (più frequentato)<br />
<strong>Museo Civico Vittorino Cazzetta:</strong> Selva di Cadore — impronte di dinosauri e Uomo di Mondeval</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal" dir="auto">Foto <a href="https://www.instagram.com/martinodemori/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Martino De Mori</a>, Davide Busetto, <a href="http://bandion.it/" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Bandion.it</a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il castello di Andraz e le miniere delle Dolomiti Bellunesi dove nasce la leggenda di Biancaneve</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/miniere-fursil-vauz-dolomiti-delibana-biancaneve/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2026 06:35:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[dolomiti]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[miniere]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Quasi tutti conoscono la storia di Biancaneve. Pochi sanno che potrebbe avere origini ladine, dolomitiche,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="667" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/3-6.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="castello-andraz-delibana-veneto-dolomiti" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/3-6.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/3-6-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/3-6-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Quasi tutti conoscono la storia di Biancaneve.<br />
Pochi sanno che potrebbe avere origini ladine, dolomitiche, e che il nome originale della protagonista non era Biancaneve ma <strong>Delibana</strong>.<br />
Nelle Dolomiti agordine, a <strong>Colle Santa Lucia</strong> in provincia di Belluno, ai piedi del <strong>Monte Pore</strong>, esistono ancora le gallerie di un complesso minerario che ha estratto ferro per quasi otto secoli.<br />
<strong>Le Miniere del Fursil</strong> sono uno dei distretti estrattivi più antichi delle Dolomiti — e custodiscono una leggenda che, secondo alcuni storici, ha viaggiato fino alla Germania sulle spalle dei minatori.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Il Castello di Andraz</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Le prime attestazioni documentali delle miniere bellunesi risalgono al <strong>1177</strong>, ma la tradizione locale suggerisce che l&#8217;attività estrattiva fosse molto più antica — e la leggenda della Delibana, con le sue radici che gli studiosi fanno risalire fino al periodo paleolitico, ne è una traccia indiretta.<br />
Il minerale estratto — una <strong>siderite manganesifera</strong> — produceva un ferro particolarmente resistente e flessibile, utilizzato per armi, utensili e manufatti di pregio. Compatto, adatto alla forgiatura, capace di diventare lama senza spezzarsi.<br />
La posizione geografica delle miniere era strategicamente ambigua: situate al confine tra il Principato vescovile di Bressanone e la Repubblica di Venezia, facevano di quest&#8217;area un crocevia strategico, non solo economico ma anche politico e militare, protetto dal vicino <strong>Castello di Andraz.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1-7.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671408" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1-7.png" alt="castello-andraz-delibana-dolomiti" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1-7.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1-7-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1-7-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Nel XVII secolo le Miniere del Fursil raggiunsero il picco di produttività, con la siderite lavorata in tutti i forni fusori della zona — in Agordino, Zoldano, in Cadore e in Tirolo.<br />
Dalle fucine di Andraz e dei forni lungo il Cadore, il ferro raggiungeva Venezia e da lì i mercati europei: con questo materiale ferroso si costruivano soprattutto spade, conosciute nell&#8217;intera Europa.<br />
Alcune di queste lame finirono nelle collezioni di nobili famiglie spagnole e inglesi.<br />
Il declino arrivò nel Settecento, quando l&#8217;estrazione mineraria in Europa iniziò a diventare svantaggiosa — più conveniente comprare metallo dalle colonie che provvedere all&#8217;estrazione in loco.<br />
Le miniere rimasero inutilizzate per tutto l&#8217;Ottocento, finché nel <strong>1938</strong> la ditta <strong>Breda</strong> di Milano riprese l&#8217;attività, portandola avanti fino alla chiusura definitiva nel <strong>1945</strong>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Oggi il castello è restaurato e visitabile</strong> come sede dell&#8217;<strong>Andraz Museo</strong>, con installazioni multimediali che raccontano la storia della fortezza, sezioni dedicate alla lavorazione del ferro e reperti archeologici ritrovati all&#8217;interno.<br />
Dalla torre il panorama abbraccia il gruppo del Sella, il Monte Civetta e il Sass de Stria.<br />
<strong>Orari e biglietti:</strong> aperto indicativamente da giugno a ottobre, solitamente tutti i giorni tranne il lunedì, 10:00-18:00 in luglio e agosto con orario continuato nelle domeniche.<br />
Ingresso <strong>6 euro</strong>, ridotto <strong>4 euro</strong> — verificare orari aggiornati sul sito del Comune di Livinallongo del Col di Lana o al tel. <strong>334 334 66 80</strong>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Puoi aggiungere SportOutdoor24.it alla tua lista con un click diretto:</strong><br />
<strong>👉 <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://google.com/preferences/source?q=sportoutdoor24.it" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Clicca qui per aggiungere SportOutdoor24 alle Fonti Preferite</a></strong></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">La leggenda di Delibana: la vera Biancaneve</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Nelle gallerie del Vauz, nelle ore più silenziose, i minatori raccontavano di sentire colpi che non erano colpi di piccone — piccoli martelli ritmici, lontani, nelle gallerie più profonde.<br />
Dicevano che il ferro non si lasciava prendere facilmente: <strong>bisognava chiedere permesso</strong>.<br />
La leggenda della <strong>Delibana</strong> nasce in questo contesto.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/2-7.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671394" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/2-7.png" alt="biancaneve-leggenda-delibana" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/2-7.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/2-7-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/2-7-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Si dice che, quando su tutta la Terra infuriavano guerre e carestie, in una piccola località a sud delle &#8220;sette montagne di vetro&#8221; — sette grandi ghiacciai delle Alpi orientali — tra le Dolomiti, nelle viscere del Monte Pore, prosperasse il leggendario Regno di Aurona, ricco di oro, argento, ferro e pietre preziose.<br />
Per assicurare un continuo nutrimento di ferro alla vena della terra, ogni sette anni veniva rinchiusa nel regno sotterraneo una <strong>delibana</strong> — una giovane vergine — che doveva vivere nelle gallerie per sette anni, garantendo così fertilità alla vena mineraria.<br />
Attorno a lei lavorava un laboriosissimo popolo di nani minatori.<br />
Questo fu possibile fino a quando u<strong>na fanciulla decise di sacrificarsi per le altre, facendo esaurire il giacimento.</strong><br />
La leggenda spiega così la progressiva riduzione delle riserve minerarie — un modo antico per raccontare l&#8217;esaurimento geologico di un giacimento attraverso il sacrificio di una figura femminile.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/fursil-miniere.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671399" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/fursil-miniere.jpg" alt="fursil-miniere" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/fursil-miniere.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/fursil-miniere-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/fursil-miniere-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/fursil-miniere-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Il parallelismo con Biancaneve è evidente</strong>: una giovane donna, sette figure maschili piegate nel sottosuolo, un sonno o un confino prolungato, un sacrificio che mette fine alla storia.<br />
Lo studioso <strong>Giuliano Palmieri</strong>, nel suo libro &#8220;Le antiche voci dei Monti Pallidi&#8221;, è stato il primo a ipotizzare sistematicamente questo legame: la leggenda ladina sarebbe stata importata in Germania dalle maestranze che avevano lavorato nelle miniere del Fursil, dove fu raccolta da tradizioni orali locali e infine fissata dai fratelli Grimm nella forma che oggi conosciamo.<br />
<strong>L&#8217;ipotesi non è certezza storica</strong> — i fratelli Grimm raccoglievano storie da molte fonti diverse — ma le somiglianze strutturali tra la leggenda della Delibana e la fiaba di Biancaneve sono abbastanza precise da rendere la teoria più di una suggestione.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">La Miniera dei Vauz: l&#8217;unica visitabile dall&#8217;interno</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Tra tutte le gallerie del comprensorio del Fursil — <strong>Breda, Ru, Costalta, Troi, Zenghe e Vauz</strong> — solo una è oggi accessibile dall&#8217;interno ai visitatori. <strong>La Miniera dei Vauz</strong>, situata nei pressi dell&#8217;omonima grande frana, <strong>risale al XVII secolo</strong> e rappresenta il cuore dell&#8217;offerta museale del territorio.<br />
Le altre aree saranno sottoposte a lavori che termineranno a 2027 inoltrato.<br />
Il nome &#8220;Vauz&#8221; indica la zona della grande frana che caratterizza quel versante del Monte Pore.<br />
La galleria fu scavata nel periodo di massimo rendimento del comprensorio — la metà del Seicento, quando le miniere del Fursil funzionavano a pieno regime con quattro gallerie attive, capaci di estrarre fino a <strong>10.000 secchi di minerale</strong> e alimentare contemporaneamente <strong>nove forni fusori</strong>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/fursil.-sentiero.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671401" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/fursil.-sentiero.jpg" alt="fursil.-sentiero" width="1200" height="803" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/fursil.-sentiero.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/fursil.-sentiero-300x201.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/fursil.-sentiero-1024x685.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/fursil.-sentiero-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a>La visita si svolge in due formati.<br />
</strong>Il più semplice parte dall&#8217;<strong>Istitut Ladin &#8220;Cesa de Jan&#8221;</strong> in piazza a Colle Santa Lucia, dove si visita prima la <strong>stanza del minatore</strong> — una ricostruzione degli ambienti e degli strumenti di lavoro — e prosegue con il trasferimento in pulmino fino all&#8217;imbocco della galleria.<br />
All&#8217;interno, una guida accompagna il gruppo per un tratto significativo della galleria, con approfondimenti sulla tecnica estrattiva, sulla geologia del minerale e sulle leggende legate ai nani minatori.<br />
<strong>Durata: circa 75-90 minuti totali.</strong><br />
Si organizza <strong>ogni giovedì di agosto</strong>, con partenze alle <strong>8:45 e alle 10:45</strong>, per gruppi da 7 a 15 persone.<br />
<strong>Prenotazione obbligatoria entro il martedì precedente.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il formato più completo è invece l&#8217;<strong>escursione guidata a piedi</strong> — ogni martedì di agosto, con partenza alle <strong>8:30</strong> dalla Piazza di Colle Santa Lucia.<br />
Sei chilometri sui sentieri storici percorsi dai minatori, con tappe agli imbocchi delle gallerie abbandonate, fino ai Vauz.<br />
<strong>Dislivello: 170 metri. Rientro previsto alle 13:00.</strong><br />
Il percorso include un tratto esposto — <strong>non adatto a chi soffre di vertigini</strong>.<br />
Minimo 12, massimo 20 partecipanti; prenotazione obbligatoria entro il giorno precedente.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Prezzi:</strong> adulti 20 euro, bambini e ragazzi (8-18 anni) 12 euro.<br />
<strong>Info e prenotazioni:</strong> Associazione Turistica Colle Santa Lucia — <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="mailto:info@collesantalucia.eu">info@collesantalucia.eu</a> — tel. 347 6189044.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">La Strada della Vena: il sentiero del ferro</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il percorso seguito dal ferro estratto dal Fursil verso i mercati europei è oggi diventato un itinerario storico-culturale percorribile a piedi o in bicicletta.<br />
La <strong>Strada da la Vena</strong> collega ancora oggi le Miniere del Fursil al <strong>Castello di Andraz</strong> — dove si trovava un forno per la lavorazione del minerale — e prosegue fino in Val Badia attraverso il Passo Valparola.<br />
Il percorso parte dalla <strong>Piazza di Colle Santa Lucia</strong>, dove sorge <strong>Palazzo Chizzali-Bonfadini</strong>, già sede amministrativa delle Miniere del Fursil e oggi dell&#8217;<strong>Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan</strong> — il punto di riferimento per chi vuole organizzare la visita.<br />
Il percorso si snoda a quota pressoché costante, senza grossi dislivelli, attraverso i boschi di larice e abete di Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di Lana.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1280px-Colle_Santa_Lucia.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671391" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1280px-Colle_Santa_Lucia.jpeg" alt="Colle_Santa_Lucia" width="1280" height="885" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1280px-Colle_Santa_Lucia.jpeg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1280px-Colle_Santa_Lucia-300x207.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1280px-Colle_Santa_Lucia-1024x708.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/1280px-Colle_Santa_Lucia-768x531.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Chi vuole abbinare la visita alle miniere con un&#8217;escursione più ampia</strong> può seguire i sentieri verso il Castello di Andraz — fortezza che sorvegliava il transito del ferro verso nord — o risalire verso il Passo Valparola con vista sul gruppo del Lagazuoi.<br />
Per un quadro delle Dolomiti bellunesi meno conosciute, incluse le valli dove il turismo di massa non è ancora arrivato e i rifugi mantengono un carattere autentico, <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/dolomiti-bellunesi-alternativa-meno-affollata/" data-wpel-link="internal">il pezzo sulle Dolomiti bellunesi alternative</a> racconta l&#8217;Agordino, il Cadore e il Parco Nazionale in modo approfondito.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">L&#8217;anello di un&#8217;ora nel cuore del giacimento</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Per chi vuole esplorare il paesaggio minerario senza aspettare le visite guidate organizzate, esiste un percorso ad anello di circa <strong>un&#8217;ora</strong> che parte e arriva al <strong>Centro Visite delle Miniere del Fursil</strong>, in località <strong>Zarnadoi</strong> — dove si trova anche un ampio parcheggio.<br />
<strong>Il percorso</strong> gira a destra sopra l&#8217;imbocco della <strong>Galleria Breda</strong>, risalendo per un sentiero fino alla strada asfaltata che porta verso l&#8217;abitato di <strong>Costalta</strong>.<br />
Oltre gli ultimi fienili il bosco cambia carattere — compaiono faggi e pini, il sottobosco si fa più rado — e il sentiero entra nel cuore della zona mineraria vera e propria.<br />
<strong>In questo tratto si vedono i siti delle Miniere di Costalta e di Zenge</strong>, ancora visibili nel profilo del terreno.<br />
Dove il sentiero volta in discesa verso <strong>Fossal</strong>, si apre la zona dei <strong>Vauz</strong> — la fascia brulla e arida rimasta tale dall&#8217;intenso sfruttamento estrattivo che ha interessato questa parte di montagna dal <strong>XII al XVIII secolo</strong>.<br />
<strong>Non è trascuratezza né erosione naturale recente</strong>: è la memoria scritta nel paesaggio di ottocento anni di lavoro estrattivo.<br />
La discesa attraverso il bosco porta alla frazione di <strong>Fossal</strong>, poi un breve tratto in risalita verso <strong>Pont</strong> riporta al punto di partenza.<br />
<strong>Il percorso è aperto tutto l&#8217;anno</strong> — in inverno fare attenzione ai tratti ghiacciati.<br />
I cani sono ammessi ma vanno tenuti al guinzaglio, per evitare episodi con gli animali al pascolo che caratterizzano questa parte di Colle Santa Lucia per tutta la stagione estiva.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Info pratiche</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Dove:</strong> Colle Santa Lucia, Agordino, provincia di Belluno, Dolomiti venete<br />
<strong>Come arrivare in auto:</strong> dall&#8217;A27 Venezia-Belluno, poi direzione Agordo e Caprile — circa <strong>2h30 da Venezia</strong>, <strong>3h da Milano<br />
</strong><strong>Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan:</strong> Piazza di Colle Santa Lucia — punto di partenza per tutte le visite<br />
<strong>Visita galleria con pulmino:</strong> giovedì di agosto, 8:45 e 10:45, prenotazione obbligatoria<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/2-8.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671406" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/2-8.png" alt="castello-delibana-dolomiti" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/2-8.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/2-8-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/2-8-1024x683.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/2-8-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<strong>Escursione a piedi Strada della Vena:</strong> martedì di agosto, 8:30, 6 km<br />
<strong>Percorso in Realtà Aumentata:</strong> incluso nelle visite guidate con occhiali smart<br />
<strong>Castello di Andraz:</strong> visitabile separatamente, tappa sulla Strada della Vena<br />
<strong>Periodo consigliato:</strong> estate per le visite guidate organizzate; tutto l&#8217;anno per la Strada della Vena a piedi</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Foto Canva, <a href="https://www.agordinodolomiti.it/it_IT/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">https://www.agordinodolomiti.it/it_IT/</a>, Dirgela, CC BY-SA 3.0 &lt;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0&gt;, via Wikimedia Commons,</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Leggi anche</strong></p>
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<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://sportoutdoor24.it/8-bellissime-escursioni-estive-sui-sentieri-delle-dolomiti" data-wpel-link="internal"><strong>8 bellissime escursioni estive nelle Dolomiti</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Camminate fra le lucciole e tanti sport: l&#8217;estate del Lago di Garda non è solo spiagge</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/verona-lago-garda-sport-outdoor-estate-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 10:09:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[laghi]]></category>
		<category><![CDATA[lago di garda]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è un modo per conoscere il territorio tra Verona e il Lago di Garda che[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="832" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Parapendio.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Parapendio-garda-lessinia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Parapendio.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Parapendio-300x208.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Parapendio-1024x710.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Parapendio-768x532.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">C&#8217;è un modo per conoscere il territorio tra <strong>Verona</strong> e il <strong>Lago di Garda</strong> che non passa dai monumenti.<br />
Passa dai piedi, dai pedali, dalle vele e dalle pareti di roccia.<br />
<strong>Tra i Monti Lessini, il Monte Baldo e le sponde del Garda</strong>, il calendario estivo 2026 raccoglie esperienze outdoor che coprono tutti i livelli — dalle serate guidate tra le lucciole in quota fino al wingfoil sull&#8217;acqua.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">In Lessinia: per chi vuole la montagna dopo il tramonto</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il programma <strong>&#8220;Go! Estate 2026&#8221;</strong> porta i visitatori tra boschi, malghe e altipiani dei <strong>Monti Lessini</strong> con tre appuntamenti serali, ciascuno costruito attorno a un elemento del paesaggio cimbro.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/tramonto-lessinia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671064" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/tramonto-lessinia.jpg" alt="tramonto-lessinia" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/tramonto-lessinia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/tramonto-lessinia-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/tramonto-lessinia-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/tramonto-lessinia-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Il 10 luglio</strong> l&#8217;itinerario raggiunge i <strong>Parpari</strong> per il tramonto, tra boschi e malghe sull&#8217;altopiano.<br />
<strong>Il 18 luglio</strong> la tappa è a <strong>Salaorno</strong>, dove il racconto si concentra sul baito e sugli attrezzi della tradizione contadina locale — un modo per capire come si lavorava questi pascoli prima che diventassero mete escursionistiche.<br />
<strong>Il 26 e 27 luglio</strong>, infine, l&#8217;appuntamento si chiama &#8220;Al chiaror di lucciole&#8221;: una camminata serale dedicata a uno dei fenomeni più discreti dell&#8217;estate montana, che in Lessinia — grazie alle quote e all&#8217;assenza di inquinamento luminoso — è ancora visibile con una densità rara per il nord Italia.</p>
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<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Sul Monte Baldo: ali e mulattiere sopra il lago</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Il <strong>Monte Baldo</strong> resta il punto di riferimento per chi cerca la quota nella zona del Garda veronese.<br />
Da <strong>Tratto Spino</strong>, raggiungibile in funivia da <strong>Malcesine</strong>, si può provare un <strong>volo in parapendio biposto</strong> con vista sul lago e sull&#8217;entroterra — l&#8217;esperienza più immediata per capire quanto la montagna sia verticale rispetto all&#8217;acqua.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/5-6.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663911" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/5-6.png" alt="monte-baldo-garda-fioritura-primavera" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/5-6.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/5-6-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/5-6-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Sullo stesso versante, tra <strong>Malcesine e Brenzone</strong>, una rete di antiche <strong>mulattiere selciate</strong> — un tempo usate per il trasporto delle merci — è oggi percorribile in <strong>e-mtb</strong>, in un tour di mezza giornata che alterna sterrato e panorami sul lago.<br />
Per chi vuole capire meglio il Baldo come destinazione di trekking e le opzioni in ogni stagione, <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/monte-baldo-lago-di-garda-primavera-trekking/" data-wpel-link="internal">il pezzo sul Monte Baldo in primavera</a> descrive i sentieri, la flora e come arrivarci.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Sul lago: dal foil al kitesurf per chi non vuole restare a riva</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Dal <strong>27 giugno al 5 luglio</strong> il Garda ha ospitato la <strong>Foiling Week</strong>, l&#8217;appuntamento internazionale dedicato alle discipline di foil — una delle regate più spettacolari del lago in estate.<br />
<strong>Ma il lago non si limita a guardare.</strong><br />
Chi vuole imparare trova un&#8217;introduzione al <strong>kitesurf per principianti</strong>, oppure può dedicare quattro giorni a un corso di <strong>wingfoil</strong> — uno degli sport più tecnici della generazione attuale, che permette di volare sull&#8217;acqua con un&#8217;ala gonfiabile tenuta a mano.<br />
Il vento del Garda — l&#8217;<strong>Ora</strong> dal sud nel pomeriggio, il <strong>Pelèr</strong> dal nord la mattina — è tra i più affidabili d&#8217;Europa per queste discipline, e non è un caso che il lago sia diventato una delle mete di riferimento per i rider internazionali.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Arrampicata, canyoning e rafting: la terra ferma risponde</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Le pareti del Garda</strong> si scalano in giornata oppure con una lezione privata in falesia — due formati per livelli diversi, entrambi guidati.<br />
Il <strong>Vajo dell&#8217;Orsa</strong> è invece il percorso di <strong>canyoning</strong> da non perdere nella zona: una gola stretta dove si scende in corda tra pozze e strettoie, con una guida privata.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Rafting.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671063" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Rafting.jpg" alt="Rafting-garda" width="1200" height="1032" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Rafting.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Rafting-300x258.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Rafting-1024x881.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Rafting-768x660.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
È uno di quei posti dove ci si può passare accanto mille volte in macchina senza immaginare cosa ci sia dentro.<br />
<strong>Più a valle</strong>, l&#8217;<strong>Adige</strong> scorre con un ritmo diverso: il tratto da <strong>Brentino a Gaium</strong> propone un percorso di <strong>rafting</strong> accessibile anche a chi affronta il fiume per la prima volta, con tratti tranquilli alternati a qualche accelerazione leggera.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">In sella: da Verona alle malghe del Baldo</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>In bicicletta il territorio cambia scala.</strong><br />
Un <strong>gran tour in e-bike</strong> attraversa Verona con il ritmo che lascia il tempo di guardarsi intorno.<br />
Il <strong>Road Bike Tour Epic</strong> in <strong>Valpolicella</strong> alza il livello: chilometri in salita tra i vigneti, per chi cerca fatica e paesaggio insieme.<br />
In quota, tra le <strong>malghe del Monte Baldo</strong>, un bike tour privato affronta sterrati e dislivelli importanti — riservato a chi ha già gambe e tecnica allenate.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Foto-40-Mountain-Bike.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-671056" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Foto-40-Mountain-Bike.jpg" alt="mtb-garda" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Foto-40-Mountain-Bike.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Foto-40-Mountain-Bike-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Foto-40-Mountain-Bike-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/07/Foto-40-Mountain-Bike-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Per chi vuole abbinare i percorsi in bici con le escursioni a piedi nella montagna veronese, <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/passeggiate-montagna-verona-lessinia-carega-baldo/" data-wpel-link="internal">il pezzo sulla montagna veronese</a> racconta anche i rifugi e i sentieri di Lessinia e Carega — base di partenza valida per tutta la stagione estiva.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Info pratiche</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal"><strong>Territorio:</strong> provincia di Verona — Monti Lessini, Monte Baldo, sponde veronesi del Lago di Garda<br />
<strong>Lessinia &#8220;Go! Estate 2026&#8221;:</strong> 10 luglio (Parpari), 18 luglio (Salaorno), 26-27 luglio (lucciole) — info visitlessinia.eu<br />
<strong>Parapendio Monte Baldo:</strong> da Tratto Spino, funivia da Malcesine — biposto, nessuna esperienza richiesta<br />
<strong>Kitesurf e wingfoil:</strong> corsi per principianti e avanzati — info lagodigardaveneto.com<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/6-7.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663910" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/6-7.png" alt="monte-baldo-lago-garda-primavera-escursioni" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/6-7.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/6-7-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/6-7-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
<strong>Arrampicata pareti del Garda:</strong> giornate guidate o lezione privata in falesia<br />
<strong>E-mtb e bike tour Monte Baldo:</strong> mezza giornata sulle mulattiere storiche, tour malghe per esperti<br />
<strong>Canyoning Vajo dell&#8217;Orsa:</strong> tour privato con guida<br />
<strong>Rafting Adige:</strong> Brentino-Gaium, livello facile, adatto a principianti<br />
<strong>Portale ufficiale:</strong> <a href="http://destinationveronagarda.it" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">destinationveronagarda.it</a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">Foto: destinationveronagarda.it</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;isola di Venezia dove non arrivano vaporetti e turisti: San Francesco del Deserto è la più mistica</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/san-francesco-deserto-isola-venezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 19:01:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[isole]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[Murano, Burano, Torcello — il trittico classico delle isole veneziane lo conosce chiunque sia mai[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="2048" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/san_francesco_del_deserto.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="san_francesco_del_deserto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/san_francesco_del_deserto.jpeg 2048w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/san_francesco_del_deserto-300x188.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/san_francesco_del_deserto-1024x640.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/san_francesco_del_deserto-768x480.jpeg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/san_francesco_del_deserto-1536x960.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /><br><br><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Murano, Burano, Torcello</strong> — il trittico classico delle isole veneziane lo conosce chiunque sia mai salito su un vaporetto a Fondamenta Nove. Sono isole bellissime, ognuna con la propria storia e il proprio carattere. <strong>Ma la laguna veneziana conta più di duecento isole</strong>, e alcune di quelle meno frequentate sono tra le esperienze più intense che si possano fare in tutta la regione.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">San Francesco del Deserto è una di queste. Quattro ettari tra le barene, senza bar, senza negozi, senza fermate del vaporetto. <strong>Solo un convento, un giardino di cipressi, due chiostri e sei frati che accolgono i visitatori come ospiti, non come turisti.</strong></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Il nome e la storia: cosa significa &#8220;Deserto&#8221;</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;isola si chiamava originariamente <strong>&#8220;Isola delle Due Vigne&#8221;</strong> — un nome pratico, agricolo, legato ai vigneti che la coprivano. Il cambio di nome arrivò nel <strong>1220</strong>, quando <strong>San Francesco d&#8217;Assisi</strong>, di ritorno dall&#8217;Oriente, approdò sull&#8217;isola durante una tempesta. Rimase qualche tempo, pregò, meditò — e volle fondare qui un piccolo eremo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/isola-san-francesco-deserto-venezia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669151" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/isola-san-francesco-deserto-venezia.jpg" alt="isola-san-francesco-deserto-venezia" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/isola-san-francesco-deserto-venezia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/isola-san-francesco-deserto-venezia-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/isola-san-francesco-deserto-venezia-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/isola-san-francesco-deserto-venezia-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>&#8220;Deserto&#8221; non è un riferimento geografico</strong>, non indica aridità o sabbia. È un termine della tradizione monastica medievale che indica la solitudine interiore, il ritiro dal mondo. Il &#8220;deserto&#8221; era il luogo lontano dalla distrazione, dove si poteva stare in silenzio con se stessi. In questo senso il nome è ancora oggi esatto: l&#8217;isola è rimasta fedele a quell&#8217;intenzione per ottocento anni.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nel <strong>1233</strong>, il nobile veneziano <strong>Jacopo Michiel</strong> donò formalmente l&#8217;isola ai frati francescani. <strong>Da allora ci sono sempre stati frati sull&#8217;isola</strong>, salvo l&#8217;interruzione napoleonica — quando il convento fu trasformato in presidio militare e i religiosi cacciati. Nel <strong>1858</strong>, il barone <strong>Giuseppe Torre</strong> acquistò l&#8217;isola e la restituì all&#8217;ordine francescano.</p>
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<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">L&#8217;arrivo: come organizzarsi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">San Francesco del Deserto non è servita da nessuna linea di vaporetto. <strong>Questa è la prima cosa che bisogna sapere</strong> — e anche la ragione per cui è rimasta così.<br />
Per arrivarci bisogna organizzarsi: taxi acqueo da Venezia, barca privata, oppure il modo più semplice — raggiungere <strong>Burano</strong> con il vaporetto linea <strong>12</strong> da Fondamenta Nove, e da lì prendere un&#8217;imbarcazione privata per i <strong>15 minuti</strong> di attraversata che separano l&#8217;isola dei merletti dall&#8217;isola dei frati.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/san-francesco-deserto-venezia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669150" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/san-francesco-deserto-venezia.jpg" alt="san-francesco-deserto-venezia" width="1200" height="590" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/san-francesco-deserto-venezia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/san-francesco-deserto-venezia-300x148.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/san-francesco-deserto-venezia-1024x503.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/san-francesco-deserto-venezia-768x378.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Diverse agenzie locali organizzano escursioni che includono trasporto e visita guidata. <strong>Ma chi vuole l&#8217;esperienza più autentica prenota direttamente con il convento</strong> — i frati rispondono al telefono, spiegano gli orari, accolgono i visitatori senza formalità.<br />
La difficoltà logistica serve da filtro naturale. Chi arriva a San Francesco del Deserto lo ha voluto davvero. <strong>E si capisce subito, appena la barca si avvicina all&#8217;isola</strong>, dalla linea dei cipressi alti che ne seguono il perimetro come una guardia d&#8217;onore verde scuro.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">I due chiostri e il giardino</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La visita guidata è condotta da uno dei frati, dura circa <strong>un&#8217;ora</strong> ed è gratuita. L&#8217;offerta è libera, non obbligatoria. Si visita in italiano — disponibili brochure in inglese, francese e tedesco.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/san-francesco-deserto-venezia-isola.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669149" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/san-francesco-deserto-venezia-isola.jpg" alt="san-francesco-deserto-venezia-isola" width="1200" height="590" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/san-francesco-deserto-venezia-isola.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/san-francesco-deserto-venezia-isola-300x148.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/san-francesco-deserto-venezia-isola-1024x503.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/san-francesco-deserto-venezia-isola-768x378.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a>Il percorso attraversa i due chiostri del convento. <strong>Il primo è duecentesco</strong> — costruito nel XIII secolo, con colonne basse e proporzioni severe, pietra chiara e silenzio che si sente fisicamente. <strong>Il secondo è rinascimentale</strong> — più ampio, con archi a tutto sesto, più luminoso. Tra i due c&#8217;è quasi tre secoli di storia dell&#8217;architettura religiosa veneziana.<br />
Il giardino che circonda il complesso è curato dai frati con una cura quasi ossessiva. <strong>Cipressi altissimi</strong>, ulivi, orti, aiuole ordinate. Dal sottosuolo dell&#8217;isola sono emersi nel corso degli anni reperti romani del <strong>I, IV e V secolo d.C.</strong> — l&#8217;isola era frequentata già in epoca antica, probabilmente come approdo e punto di sosta per le imbarcazioni in transito nella laguna.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Il ritiro spirituale</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">San Francesco del Deserto non è solo una meta turistica. Per chi lo desidera, è possibile <strong>pernottare nelle celle del convento</strong> — trenta stanze disponibili per chi vuole trascorrere giorni di ritiro e riflessione. <strong>L&#8217;accordo si prende direttamente con i frati</strong>, che valutano le richieste caso per caso. Non è un hotel, non ha le comodità di un albergo. È un convento attivo, e lo si vive come tale. C&#8217;è un refettorio comune e stanze per gruppi di studio o incontri.<br />
<strong>Chi cerca una pausa vera dal rumore di Venezia</strong> — che in alta stagione è tra le città più rumorose d&#8217;Europa — trova qui qualcosa di difficile da replicare altrove.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Le altre isole minori di venezia</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;isola si visita bene in combinazione con <strong>Burano</strong> — mezz&#8217;ora di vaporetto da Venezia, poi quindici minuti di barca. Una mezza giornata per Burano e le sue case colorate, poi il pomeriggio sull&#8217;isola dei frati prima che gli orari di visita chiudano.<br />
Chi vuole approfondire il tema delle <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isole-venezia-guida-meno-conosciute/" data-wpel-link="internal">isole veneziane meno note</a> </strong>ha molto materiale tra cui scegliere. <strong>Torcello</strong> — la più antica tra le isole abitate della laguna, con la basilica paleocristiana di Santa Maria Assunta e i mosaici dell&#8217;XI secolo — è a venti minuti di vaporetto da Burano.<br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/italia-san-lazzaro-armeni-venezia-monastero-visita/" data-wpel-link="internal"><strong>San Lazzaro degli Armeni</strong> </a>— il monastero armeno con 170.000 volumi dove Lord Byron imparò la lingua — è dall&#8217;altra parte della laguna, raggiungibile dalla fermata San Zaccaria.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/San_Lazzaro.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667445" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/San_Lazzaro.jpeg" alt="San_Lazzaro_Armeni_Venezia" width="1200" height="750" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/San_Lazzaro.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/San_Lazzaro-300x188.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/San_Lazzaro-1024x640.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/San_Lazzaro-768x480.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isola-poveglia-venezia/" data-wpel-link="internal"><strong>Poveglia</strong></a> — l&#8217;isola della peste con oltre centomila sepolture — è vicina al Lido.<br />
<strong>Ognuna ha una storia completamente diversa dalle altre</strong>, e insieme raccontano una Venezia che il turismo di massa non incontra quasi mai. Come anche il <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lazzaretto-vecchio-venezia-isola-storia-visita/" data-wpel-link="internal">Lazzaretto Vecchio</a></strong> e l&#8217;altra isola del Lido, il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lazzaretto-vecchio-venezia-isola-storia-visita/" data-wpel-link="internal"><strong>Lazzaretto Nuovo</strong></a>.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Info pratiche</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Dove:</strong> Isola di San Francesco del Deserto, laguna veneziana, tra Burano e Sant&#8217;Erasmo<br />
<strong>Come arrivare:</strong> vaporetto ACTV linea 12 da Fondamenta Nove fino a Burano, poi barca privata o taxi acqueo (~15 minuti)<br />
<strong>Telefono convento:</strong> +39 041 528 6863<br />
<strong>Orari visite:</strong> martedì–domenica, ore 9-11 e 15-17 — chiuso il lunedì<br />
<strong>Ingresso:</strong> gratuito, offerta libera<br />
<strong>Lingua:</strong> visite guidate in italiano, brochure in inglese, francese e tedesco<br />
<strong>Ritiro spirituale:</strong> 30 celle disponibili, accordarsi direttamente con i frati<br />
<strong>Tempo di visita:</strong> circa 1 ora<br />
<strong>Periodo consigliato:</strong> primavera e inizio autunno — estate possibile ma la laguna è affollata</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Foto <a href="http://visitlido.it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Visitlido</a>, <a href="https://www.veneziaunica.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Veneziaunica</a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isole-italiane-maledette-storia-visite/" data-wpel-link="internal"><strong>Le isole italiane maledette: Gorgona, Pianosa, Montecristo e le veneziane</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isola-gorgona-storia-visita-arcipelago-toscano/" data-wpel-link="internal"><strong>Isola di Gorgona: storia, misteri e come visitare l&#8217;isola-carcere</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A piedi tra i vigneti patrimonio UNESCO della Marca Trevigiana: il Cammino del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/cammini-en/cammino-prosecco-colline-conegliano-valdobbiadene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 18:29:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cammini]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[La Marca Trevigiana ha il problema dei posti belli: è difficile spiegarla a chi non[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="633" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-10.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="cammino-prosecco-valdobbiadene" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-10.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-10-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-10-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-10-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La <strong>Marca Trevigiana</strong> ha il problema dei posti belli: è difficile spiegarla a chi non l&#8217;ha vista. Non ha vette, non ha laghi, non ha un&#8217;unica attrazione che giustifichi da sola il viaggio.<br />
Ha colline, vigne, borghi, abbazie, trincee, fiumi e un vino che il mondo intero consuma senza sapere com&#8217;è il territorio da cui viene. Il <strong>Cammino delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene</strong> (questo il nome per intero) è il modo più diretto per capire tutto questo insieme.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Un cammino, non una degustazione</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il nome può trarre in inganno. Qualcuno arriva pensando a una passeggiata tra le cantine con calice in mano. <strong>Il Cammino delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene </strong>(i più lo conoscono come &#8216;Cammino del Prosecco&#8217;) è un vero percorso escursionistico.<br />
Parliamo di <strong>51 chilometri, 2.265 metri di dislivello positivo, quattro tappe</strong> che richiedono gambe allenate e scarpe adatte. Si cammina sul crinale delle colline, non lungo le strade di fondovalle.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/photo1689234778-cmmino.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669299" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/photo1689234778-cmmino.jpg" alt="cammino-prosecco-valdobbiadene-sentiero-piedi" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/photo1689234778-cmmino.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/photo1689234778-cmmino-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/photo1689234778-cmmino-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/photo1689234778-cmmino-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
I vigneti ci sono — tantissimi — ma ci sono anche boschi, dorsali esposte, tratti ripidi e paesaggi che cambiano ogni ora. Il Prosecco lo si incontra alla fine, nelle cantine dei borghi dove si pernotta. Tempo fa avevamo raccontato <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/valdobbiadene-prosecco-percorsi-in-bici/" data-wpel-link="internal">un altro percorso in zona, in bici</a> </strong>e sempre a tema vino.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Puoi aggiungere SportOutdoor24.it alla tua lista con un click diretto: </strong><br />
<strong>👉 <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://google.com/preferences/source?q=sportoutdoor24.it" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Clicca qui per aggiungere SportOutdoor24 alle Fonti Preferite</a></strong></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Il paesaggio UNESCO e i ciglioni</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Le <strong>Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene</strong> sono state iscritte nella lista del Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO nel <strong>2019</strong>. Il riconoscimento non riguarda solo il vino — riguarda il paesaggio costruito dall&#8217;uomo nel corso di secoli. <strong>Il termine chiave è &#8220;ciglioni&#8221;</strong>: piccoli vigneti terrazzati con siepi erbose sui bordi, disposti sulle pendici delle colline come le strisce di una zebra verticale.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-11.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669297" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-11.jpg" alt="cammino-prosecco-valdobbiadene-sentiero-colline" width="1200" height="633" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-11.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-11-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-11-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-11-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">È un sistema agricolo secolare, sviluppato per lavorare terreni ripidi senza permettere all&#8217;erosione di distruggere il suolo. <strong>Visto dall&#8217;alto, il risultato è un mosaico di verde chiaro e verde scuro</strong> che cambia colore con le stagioni — giallo e arancione in autunno, verde brillante in primavera, quasi grigio d&#8217;inverno quando le viti sono spoglie. Chi percorre il cammino lo attraversa dall&#8217;interno, non lo fotografa da un punto panoramico.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Tappa 1: Vidor — Col San Martino (11,7 km, 4h30&#8242;)</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La partenza è a <strong>Vidor</strong>, lungo il corso del <strong>Piave</strong> — il fiume sacro alla Patria, come lo chiamano ancora da queste parti. L&#8217;<strong>Abbazia di Santa Bona</strong>, fondata nell&#8217;XI secolo e ricostruita dopo i danni del primo conflitto mondiale, accoglie i camminatori all&#8217;inizio del percorso con la sua atmosfera di pietra e silenzio.<br />
Il sentiero sale subito verso le colline, attraversa i vigneti di Colbertaldo e porta alle alture meridionali di <strong>Valdobbiadene</strong>.<br />
Da qui si vede il <strong>Cartizze</strong> — un piccolo territorio di soli <strong>107 ettari</strong> dove il suolo, originato da antichi sollevamenti marini, produce uno dei Prosecco DOCG più pregiati e costosi d&#8217;Italia. Non è grande. È anzi sorprendentemente piccolo, considerata la sua fama. <strong>Passarci accanto a piedi, tra i filari bassi e gli alberi da frutto sparsi tra le vigne, dà la misura di cosa si intende per paesaggio agricolo di valore.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-2.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669293" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-2.jpg" alt="cammino-prosecco-valdobbiadene-conegliano-pieve" width="1200" height="633" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-2.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-2-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-2-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-2-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La tappa si conclude a <strong>Col San Martino</strong>, borgo di Farra di Soligo con una tradizione curiosa: le coppie in attesa di un figlio estraggono dall&#8217;urna di legno della chiesa un foglietto con un nome — quello che verrà dato al bambino. La <strong>chiesa di San Vigilio</strong>, con il suo ciclo di affreschi, vale una sosta.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Tappa 2: Col San Martino — Follina (15,4 km, 5h30&#8242;)</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La seconda tappa è la più lunga e la più panoramica. Il percorso imbocca il <strong>Sentiero delle Vedette</strong> — così chiamato perché durante la Prima Guerra Mondiale queste alture erano punti di osservazione strategici sulla linea del fronte del Piave. <strong>Ancora oggi, tra i filari di vite, si trovano trincee, gallerie scavate nella roccia e postazioni militari</strong> — silenziose, quasi invisibili se non si sa dove guardare.<br />
Il crinale offre viste continue sui vigneti sottostanti e sulle Prealpi in lontananza. Si attraversa il borgo di <strong>Collagù</strong> con il suo santuario, si vedono le <strong>Torri di Credazzo</strong> dominare il paesaggio di Farra di Soligo, si scende verso la valle del fiume <strong>Soligo</strong>. <strong>La tappa finisce a Follina</strong> — inserita tra i Borghi più belli d&#8217;Italia.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-9.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669286" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-9.jpg" alt="sentiero-prosecco-valdobbiadene-conegliano-come-fare" width="1200" height="633" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-9.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-9-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-9-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-9-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;<strong>Abbazia cistercense di Santa Maria</strong> è il cuore del paese: fondata da monaci benedettini nel XII secolo, passata poi ai cistercensi, è ancora integra e attiva. Il nome del borgo deriva dalla &#8220;follatura&#8221; — la tecnica di lavorazione della lana che i monaci insegnarono alla popolazione locale e che per secoli costituì la ricchezza del territorio. Il <strong>Palazzo Barberis Rusca</strong>, il <strong>Castelletto Brandolini</strong>, le strade lastricate del centro storico completano un paese che vale da solo una notte di sosta.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Tappa 3: Follina — Tarzo (13 km)</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Dopo Follina il cammino sale verso le colline di <strong>Cison di Valmarino</strong>, dove si trova il <strong>Castelbrando</strong> — uno dei castelli più grandi d&#8217;Europa, con una storia che risale all&#8217;alto medioevo e oggi convertito in hotel e spa. Il percorso attraversa <strong>Zuel di Qua</strong> e <strong>Zuel di Là</strong> — due frazioni che sembrano nomi usciti da una fiaba locale. <strong>La vegetazione diventa più fitta</strong>, i vigneti lasciano spazio a boschi di faggio e castagno.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140052.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669251" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140052.jpg" alt="cammino-prosecco-sentiero" width="1200" height="959" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140052.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140052-300x240.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140052-1024x818.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140052-768x614.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Si raggiunge <strong>Arfanta</strong> con la sua antica chiesa campestre, poi <strong>Tarzo</strong> — porta dei laghi di Revine. Per chi preferisce un percorso più facile esiste la <strong>variante nord</strong>, che devia verso i <strong>Laghi di Revine</strong> attraverso Fratta e Colmaggiore, riducendo il dislivello e offrendo un paesaggio lacustre inaspettato in questo territorio prevalentemente collinare.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Tappa 4: Tarzo — Vittorio Veneto (10 km)</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;ultima tappa scende verso <strong>Nogarolo</strong>, attraversa <strong>Serravalle</strong> e arriva a <strong>Vittorio Veneto</strong>. <strong>La scelta di far terminare il cammino qui non è casuale.</strong> Vittorio Veneto è la città che dà il nome alla battaglia finale della Prima Guerra Mondiale — quella che nel 1918 portò alla resa dell&#8217;Austria-Ungheria. <strong>Tutto il cammino è stato attraversato dai segni di quella guerra</strong> — le vedette, le trincee, le gallerie — e Vittorio Veneto è la chiusura narrativa di quel filo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-3.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669292" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-3.jpg" alt="sentiero-prosecco-valdobbiadene-conegliano" width="1200" height="633" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-3.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-3-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-3-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-3-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il <strong>Museo della Battaglia</strong> raccoglie documenti, armi e materiali del conflitto. <strong>Serravalle</strong>, la parte medievale della città, ha un centro storico ben conservato con palazzi rinascimentali e una loggia veneziana.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Credenziale, attestato e info pratiche</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Come il Cammino di Santiago, anche questo percorso ha la sua <strong>credenziale</strong> — un documento da far timbrare tappa dopo tappa nelle strutture lungo il percorso.<br />
A Vittorio Veneto si riceve l&#8217;attestato finale. La credenziale si può richiedere prima della partenza sul sito ufficiale del cammino.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140653.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669250" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140653.jpg" alt="cammino-prosecco-sentiero-vigneti" width="1200" height="985" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140653.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140653-300x246.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140653-1024x841.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/20230714_140653-768x630.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Percorso:</strong> Vidor → Col San Martino → Follina → Tarzo → Vittorio Veneto<br />
<strong>Lunghezza totale:</strong> 51 km in 4 tappe<br />
<strong>Dislivello positivo:</strong> 2.265 m<br />
<strong>Difficoltà:</strong> escursionistica media — richiede allenamento e scarpe da trekking<br />
<strong>Anche in bici:</strong> il percorso è percorribile su sterrato con gravel o mountain bike<br />
<strong>Tappa 1:</strong> Vidor → Col San Martino, 11,7 km, 4h30&#8242;<br />
<strong>Tappa 2:</strong> Col San Martino → Follina, 15,4 km, 5h30&#8242;<br />
<strong>Tappa 3:</strong> Follina → Tarzo, ~13 km<br />
<strong>Tappa 4:</strong> Tarzo → Vittorio Veneto, circa 10 km, 4h30&#8242; (variante 4A impegnativa, 4B più facile)<br />
<strong>Variante nord:</strong> da Tarzo attraverso Fratta, Colmaggiore e laghi di Revine — più facile<br />
<strong>Segnaletica:</strong> cartelli verticali + vernice gialla e rossa orizzontale<br />
<strong>Credenziale e attestato:</strong> <a href="https://collineconeglianovaldobbiadene.it/cammino-delle-colline-del-prosecco/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">collineconeglianovaldobbiadene.it</a><br />
<strong>Periodo consigliato:</strong> aprile-maggio-giugno per i fiori; settembre-ottobre per la vendemmia<br />
<strong>Come arrivare a Vidor:</strong> treno da Treviso fino a Montebelluna, poi bus per Vidor; in auto dall&#8217;A27, uscita Treviso Nord<br />
<strong>Come tornare da Vittorio Veneto:</strong> treno diretto per Treviso e Venezia<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-14.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669294" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-14.jpg" alt="cammino-prosecco-valdobbiadene-conegliano-panorama-lago" width="1200" height="633" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-14.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-14-300x158.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-14-1024x540.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/camminofoto-14-768x405.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Foto concesse dall&#8217;Associazione per il patrimonio delle Colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Giuliano Vantaggi,</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/le-piu-belle-gite-in-bici-in-veneto-itinerari-da-non-perdere/" data-wpel-link="internal"><strong>Le più belle gite in bici in Veneto: itinerari tra Prosecco, Dolomiti e laguna</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/cammini-da-fare-in-italia-in-estate/" data-wpel-link="internal"><strong>Cammini da fare in Italia in estate: i percorsi più belli</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/il-cammino-di-santantonio-tra-veneto-emilia-romagna-e-toscana-sui-passi-del-frate-portoghese/" data-wpel-link="internal"><strong>Il Cammino di Sant&#8217;Antonio tra Veneto, Emilia Romagna e Toscana</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/escursioni-in-veneto-le-4-piu-belle-in-provincia-di-vicenza/" data-wpel-link="internal"><strong>Escursioni in Veneto: le più belle in provincia di Vicenza</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Lagune, monaci, graffiti e misteri: le isole più nascoste e belle di Venezia e come visitarle</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isole-venezia-guida-meno-conosciute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 17:54:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[isole]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[Le isole che tutti conoscono, e quelle che quasi nessuno visita La traiettoria turistica standard[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="724" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/isole-veneziane-visita.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="isole-veneziane-visita" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/isole-veneziane-visita.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/isole-veneziane-visita-300x181.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/isole-veneziane-visita-1024x618.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/isole-veneziane-visita-768x463.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Le isole che tutti conoscono, e quelle che quasi nessuno visita</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La traiettoria turistica standard delle isole veneziane è consolidata: <strong>Murano</strong> per il vetro soffiato, <strong>Burano</strong> per le case colorate e i merletti, <strong>Torcello</strong> per la basilica paleocristiana. Sono bellissime tutte e tre. Sono anche le più frequentate, le più fotografate e quelle con il rapporto fila/esperienza meno favorevole nei mesi di punta.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666917" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1.png" alt="isola-poveglia-venezia-fantasmi" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-1024x683.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ma la laguna veneziana conta decine di isole — alcune abitate, alcune abbandonate, alcune convertite a usi che sorprendono. Quattro di queste meritano un articolo dedicato, un vaporetto specifico e una prenotazione fatta per tempo.</p>
<p>Puoi aggiungere <strong>SportOutdoor24.it</strong> alla tua lista con un click diretto:<br />
👉 <strong><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://google.com/preferences/source?q=sportoutdoor24.it" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Clicca qui per aggiungere SportOutdoor24 alle Fonti Preferite</a></strong></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">San Lazzaro degli Armeni: 170.000 libri e Byron che studia l&#8217;armeno</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>San Lazzaro degli Armeni</strong> non assomiglia a nessun altra isola della laguna. È un monastero attivo — ci vivono una ventina di monaci mechitaristi — con una biblioteca di <strong>170.000 volumi</strong>, <strong>4.000 manoscritti armeni</strong>, una mummia egizia donata nel XIX secolo e lo studio dove <strong>Lord Byron</strong> venne ogni giorno dall&#8217;inverno del <strong>1816</strong> a imparare la lingua più difficile che riuscisse a trovare.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/San_Lazzaro.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667445" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/San_Lazzaro.jpeg" alt="San_Lazzaro_Armeni_Venezia" width="1200" height="750" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/San_Lazzaro.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/San_Lazzaro-300x188.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/San_Lazzaro-1024x640.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/San_Lazzaro-768x480.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a>L&#8217;isola fu concessa ai monaci armeni nel <strong>1717</strong>, dopo la fuga dalle persecuzioni ottomane. <strong>Napoleone</strong> la risparmiò quando soppresse tutti gli altri monasteri veneziani — firmò un decreto che la classificava come accademia di scienze. Il <strong>tempietto barocco</strong>, il <strong>chiostro con i rosai</strong> da cui si produce la <strong>vartanush</strong> (marmellata di petali di rosa), la chiesa con la tomba del fondatore <strong>Mechitar</strong> ai piedi dell&#8217;altare: ogni parte dell&#8217;isola è abitata da qualcosa di preciso.<br />
Si visita solo con guida — uno dei monaci — tutti i giorni alle 15:25.<br />
Costo €8-10, prenotazione consigliata per gruppi.<br />
<a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/san-lazzaro-armeni-venezia-monastero-visita/" data-wpel-link="internal"><strong>Leggi la guida completa a San Lazzaro degli Armeni</strong></a></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Lazzaretto Vecchio: dove nacque la quarantena — e ancora non si può entrare facilmente</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il <strong>Lazzaretto Vecchio</strong> è la più piccola, la più inaccessibile e storicamente la più importante. Nel <strong>1423</strong>, qui, il Doge <strong>Francesco Foscari</strong> fece costruire il primo luogo di isolamento sistematico dei malati di peste della storia. Da quell&#8217;isola — e da quelle pratiche — deriva la parola <strong>quarantena</strong>, dai quaranta giorni di isolamento obbligatorio imposti alle navi.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Banner_Lazzaretto_Vecchio-venezia.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667455" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Banner_Lazzaretto_Vecchio-venezia.jpeg" alt="azzaretto_Vecchio-venezia" width="1200" height="750" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Banner_Lazzaretto_Vecchio-venezia.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Banner_Lazzaretto_Vecchio-venezia-300x188.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Banner_Lazzaretto_Vecchio-venezia-1024x640.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Banner_Lazzaretto_Vecchio-venezia-768x480.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il complesso è attualmente in restauro per diventare sede del <strong>Museo Archeologico Nazionale della Laguna di Venezia</strong>. Negli scavi per i restauri vennero alla luce <strong>fosse comuni</strong> con migliaia di sepolture cinquecentesche. Non è ancora visitabile in modo continuativo — per le aperture straordinarie il riferimento è <strong>lazzarettiveneziani.it</strong>.<br />
<a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lazzaretto-vecchio-venezia-isola-storia-visita/" data-wpel-link="internal"><strong>Leggi la guida completa al Lazzaretto Vecchio</strong></a></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Lazzaretto Nuovo: i graffiti del Cinquecento e il Sentiero delle Barene</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il <strong>Lazzaretto Nuovo</strong> era il complemento del Vecchio: non curava i malati, ma fermava le navi in arrivo per la <strong>quarantena preventiva</strong>. Dal <strong>1468</strong> le imbarcazioni dal Mediterraneo dovevano passare qui prima di entrare a Venezia.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/lazzaretto-nuovo-venezia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-668066" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/lazzaretto-nuovo-venezia.jpg" alt="lazzaretto-nuovo-venezia" width="1000" height="750" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/lazzaretto-nuovo-venezia.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/lazzaretto-nuovo-venezia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/lazzaretto-nuovo-venezia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il <strong>Tezon Grande</strong> — l&#8217;edificio lungo più di <strong>cento metri</strong> dove le merci venivano depositate e disinfettate — conserva ancora sulle pareti i <strong>graffiti originali</strong> dei mercanti e dei portuali del Cinquecento: nomi di navi, porti di provenienza, simboli religiosi. Nessuno li ha cancellati. Il percorso comprende anche il <strong>Sentiero delle Barene</strong>, un chilometro esterno alle mura sulle barene della laguna nord — l&#8217;ecosistema più fragile e più raro di Venezia, con oltre duecento specie di uccelli.<br />
Si visita il sabato su prenotazione da aprile a ottobre, con guida, a €10.<br />
<a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isola-lazzaretto-nuovo-venezia-visita-ecomuseo/" data-wpel-link="internal"><strong>Leggi la guida completa al Lazzaretto Nuovo</strong></a></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Poveglia: la parte nord è finalmente aperta — e le leggende horror sono quasi tutte false</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Poveglia</strong> è l&#8217;isola veneziana più cercata su Google e la più difficile da raccontare onestamente. Per decenni è stata descritta come <strong>l'&#8221;isola più infestata del mondo&#8221;</strong> — un manicomio con esperimenti su pazienti, migliaia di appestati bruciati, un medico che si gettò dal campanile spinto dai fantasmi. Il problema è che quasi nessuna di queste storie è vera.<br />
Il <strong>CICAP</strong> — il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze — ha ricostruito l&#8217;origine del mito: tutto inizia nel <strong>2001</strong>, quando una produzione televisiva americana sbarca sull&#8217;isola e inventa di sana pianta la narrativa horror. Le uniche navi di appestati documentate a Poveglia verso fine Settecento furono <strong>due</strong>, con venti morti di cui si conoscono nomi e cognomi. Nessun manicomio vero — quello era a San Clemente e San Servolo. Una struttura per anziani convalescenti, chiusa nel <strong>1968</strong>, con un reparto psichiatrico di dimensioni limitate.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666919" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2.png" alt="Poveglia-venezia" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a>La storia reale è più sobria e più interessante. Dall&#8217;<strong>VIII secolo</strong> Poveglia fu abitata stabilmente, divenne un centro di pescatori, ospitò servi del Doge assassinato <strong>Pietro Tradonico</strong> nell&#8217;864, fu devastata dalla <strong>Guerra di Chioggia</strong> nel 1379 e da allora non si riprese mai davvero. Dal <strong>Settecento</strong> fu usata come stazione di quarantena — lazzaretto — per le navi provenienti dall&#8217;est del Mediterraneo. Il <strong>campanile di San Vitale</strong>, con l&#8217;orologio del <strong>1745</strong> ancora in piedi ma senza lancette — opera di Bartolomeo Ferracina — fu salvato perché trasformato in faro. Tutto il resto dell&#8217;apparato scultoreo della chiesa è finito a Santa Maria a Malamocco.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Dal <strong>1° agosto 2025</strong>, dopo undici anni di battaglia legale dell&#8217;associazione <strong>&#8220;Poveglia per tutti&#8221;</strong> contro la privatizzazione dell&#8217;isola, la <strong>parte nord</strong> è un parco pubblico aperto. La parte sud — con i ruderi della struttura ospedaliera — è ancora proprietà del Demanio. Per arrivarci: taxi acqueo privato da Riva degli Schiavoni o San Marco.<strong><br />
</strong><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isola-poveglia-venezia/" data-wpel-link="internal"><strong>Leggi la guida completa a Poveglia</strong></a></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Come organizzare la visita</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Le quattro isole hanno logistiche diverse e non si visitano tutte nello stesso giorno senza pianificazione. <strong>San Lazzaro degli Armeni</strong> è raggiungibile con la linea 20 da San Zaccaria — la visita del pomeriggio alle 15:25 è quella più comoda. <strong>Lazzaretto Nuovo</strong> è accessibile con la linea 13 da Fondamente Nuove, il sabato pomeriggio. Il <strong>Lazzaretto Vecchio</strong> richiede di verificare le date di apertura straordinaria su lazzarettiveneziani.it.<br />
<strong>Poveglia</strong> è l&#8217;unica che non ha trasporto pubblico: si raggiunge con un taxi acqueo privato da Riva degli Schiavoni o San Marco — la parte nord è aperta come parco dal 1° agosto 2025, la parte sud con i ruderi ospedalieri va verificata in anticipo su povegliaxtutti.it.<br />
Il modo più sensato per chi viene da fuori è dedicare giorni separati a ciascuna isola, abbinando ogni visita a una passeggiata nel sestiere di partenza — Fondamente Nuove e Sant&#8217;Elena per il Lazzaretto Nuovo, San Zaccaria per San Lazzaro degli Armeni. Poveglia si abbina bene a una mezza giornata sul Lido o a Malamocco, che dista pochi minuti in barca.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Riepilogo info pratiche</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>San Lazzaro degli Armeni</strong> Vaporetto linea 20 da San Zaccaria — visita tutti i giorni ore 15:25 — €8-10 — <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="mailto:visite@mechitar.org">visite@mechitar.org</a><br />
<strong>Lazzaretto Vecchio</strong> Aperture straordinarie — lazzarettiveneziani.it per date aggiornate<br />
<strong>Lazzaretto Nuovo</strong> Vaporetto linea 13 da Fondamente Nuove — sabato ore 16:00 (aprile-ottobre) — €10 adulti, €5 under 14 — lazzarettiveneziani.it<br />
<strong>Poveglia</strong> Taxi acqueo privato da Riva degli Schiavoni o San Marco — parte nord aperta dal <strong>1° agosto 2025</strong> — parte sud: verificare condizioni su <strong>povegliaxtutti.it</strong></p>
<p>Foto Foto <a href="https://lazzarettiveneziani.it/it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Lazzaretti Veneziani</a></p>
<p><strong>Leggi anche </strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isola-bergeggi-savona-liguria/" data-wpel-link="internal">Leggende medievali, fondali colorati, fascino intatto: l’Isola di Bergeggi</a></strong></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isole-lacustri-piu-belle-italia/" data-wpel-link="internal"><strong>Le isole lacustri più belle d’Italia</strong></a></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/isole-europa-poco-note-estate/" data-wpel-link="internal"><strong>Isole d’Europa paradisiache ma poco note</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/casteldelci-borgo-valmarecchia-romagna/" data-wpel-link="internal"><strong>Casteldelci: il borgo romagnolo sul confine tra tre regioni</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;isola più più fragile di Venezia fra laguna e una storia cha parla ancora dai muri: il Lazzaretto Nuovo è un ecomouseo straordinario</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isola-lazzaretto-nuovo-venezia-visita-ecomuseo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 05:54:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[isole]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=668061</guid>

					<description><![CDATA[Due lazzaretti, due funzioni Venezia non ne aveva uno, di lazzaretto — ne aveva due,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="750" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/lazzaretto-nuovo-venezia.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="lazzaretto-nuovo-venezia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/lazzaretto-nuovo-venezia.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/lazzaretto-nuovo-venezia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/lazzaretto-nuovo-venezia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Due lazzaretti, due funzioni</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Venezia non ne aveva uno, di lazzaretto — ne aveva due, con ruoli distinti e precisi. Il <strong>Lazzaretto Vecchio</strong>, creato nel <strong>1423</strong>, era il luogo dei malati conclamati: chi mostrava già i sintomi della peste veniva isolato lì. Il <strong>Lazzaretto Nuovo</strong>, fondato nel <strong>1468</strong>, aveva invece una funzione preventiva: le navi che arrivavano da porti a rischio dovevano fermarsi qui prima di entrare in laguna. Non erano malate — erano sospette. La distinzione è quella tra quarantena e isolamento terapeutico, e <strong>Venezia fu la prima città al mondo a istituzionalizzarla entrambe.</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/LazzarettoNuovo_ricostruzione.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-668067" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/LazzarettoNuovo_ricostruzione.jpg" alt="LazzarettoNuovo_ricostruzione" width="1000" height="677" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/LazzarettoNuovo_ricostruzione.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/LazzarettoNuovo_ricostruzione-300x203.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/LazzarettoNuovo_ricostruzione-768x520.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a>L&#8217;isola era già abitata molto prima. Il primo documento scritto che la cita risale al <strong>1015</strong> e la chiama <strong>&#8220;Vigna Murada&#8221;</strong> — un vigneto murato. Prima del lazzaretto ci vivevano monaci benedettini. Poi arrivò la Serenissima con le sue esigenze sanitarie, costruì il <strong>Tezon Grande</strong> per lo stoccaggio e la disinfezione delle merci, le casette per i passeggeri in quarantena, i magazzini, i pozzi. Nel corso dell&#8217;Ottocento, sotto i domini napoleonico e austriaco, l&#8217;isola fu trasformata in fortezza militare — ed è in quell&#8217;epoca che furono piantati i <strong>gelsi</strong> del lungo viale che attraversa l&#8217;isola, ancora in piedi e centenari.</p>
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<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Il Tezon Grande e i graffiti originali</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Del <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lazzaretto-vecchio-venezia-isola-storia-visita/" data-wpel-link="internal"><strong>Lazzaretto Vecchio</strong></a> abbiamo parlato,. così come dell&#8217;<a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isola-poveglia-venezia/" data-wpel-link="internal"><strong>isola di Poveglia</strong></a> e della misteriosa <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/italia-san-lazzaro-armeni-venezia-monastero-visita/" data-wpel-link="internal"><strong>San Lazzaro degli armeni</strong></a>. Il cuore del Lazzaretto Nuovo è il <strong>Tezon Grande</strong> — il grande magazzino dove venivano depositate e trattate con fumi di erbe e aceto le merci in quarantena prima che potessero entrare a Venezia. Lungo più di <strong>cento metri</strong>, è il più grande edificio pubblico della Laguna dopo le <strong>Corderie dell&#8217;Arsenale</strong>. La struttura portante è intatta.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/LazzarettoNuovo_TezonGrande.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-668076" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/LazzarettoNuovo_TezonGrande.jpg" alt="LazzarettoNuovo_TezonGrande" width="1000" height="663" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/LazzarettoNuovo_TezonGrande.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/LazzarettoNuovo_TezonGrande-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/LazzarettoNuovo_TezonGrande-768x509.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Sulle pareti interne del Tezon si leggono ancora i <strong>graffiti originali</strong> — incisioni e disegni lasciati dai mercanti, dai guardiani e dai <strong>bastazi</strong> (i facchini del Magistrato alla Sanità) tra la fine del <strong>Cinquecento</strong> e l&#8217;inizio del <strong>Seicento</strong>. Sono testimonianze dirette di un sistema commerciale e sanitario che coinvolgeva tutto il Mediterraneo: nomi di navi, porte di provenienza, date di arrivo, disegni di imbarcazioni, simboli religiosi e magici. Nessuno li ha toccati, nessuno li ha interpretati completamente. Sono ancora lì, sulla pietra, a documentare una quotidianità che i libri di storia raramente raggiungono.<br />
L&#8217;edificio ospita anche l&#8217;allestimento museale permanente, aggiornato durante la pandemia del 2020-2022 con un approfondimento sul <strong>confronto tra le pandemie di ieri e di oggi.</strong></p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Gli scavi, i pozzi e la cinta muraria</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Uscendo dal Tezon, il percorso porta agli <strong>scavi archeologici</strong> — quattro aree di indagine stratigrafica nei pressi degli antichi Forni, del Priorado, delle Camere e della Chiesa. I reperti hanno documentato una presenza umana continua dall&#8217;<strong>Età del Bronzo</strong> fino all&#8217;epoca moderna. I due <strong>pozzi &#8220;alla veneziana&#8221;</strong> ancora funzionanti sono tra gli elementi più concreti e inaspettati della visita: pozzi medievali che raccolgono l&#8217;acqua piovana attraverso un sistema di sabbia e drenaggio ancora efficiente dopo secoli.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-21.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-668074" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-21.png" alt="lazzaretto-nuovo-edificio" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-21.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-21-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-21-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Sul lato nord-est è possibile salire sulla <strong>cinta muraria</strong> e guardare la laguna da sopra — una prospettiva che dall&#8217;interno dell&#8217;isola non esiste, e che cambia completamente il senso del luogo.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Il Sentiero delle Barene: la laguna a distanza ravvicinata</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La seconda parte della visita esce dalle mura. Il <strong>Sentiero delle Barene</strong> è un percorso di circa un <strong>chilometro</strong> lungo il vecchio &#8220;giro di ronda&#8221; delle sentinelle — fuori dalla cinta muraria, sopra le barene, con una vista a 360 gradi sulla laguna nord di Venezia.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/sentiero-barene.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-668065" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/sentiero-barene.jpg" alt="sentiero-barene" width="1000" height="750" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/sentiero-barene.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/sentiero-barene-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/sentiero-barene-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Le <strong>barene</strong> sono la componente più fragile e più preziosa dell&#8217;ecosistema lagunare: distese basse di vegetazione densa su suolo argilloso, colonizzate da piante capaci di resistere alla salinità — Salicornia veneta, Limonium, Astro marino, Giunco. Sono habitat fondamentali per decine di specie ittiche e per un&#8217;avifauna che nella Laguna di Venezia conta più di <strong>duecento specie</strong>. Vederle da questa distanza ravvicinata, con i canneti a pochi metri e i fenicotteri o gli aironi sullo sfondo, è qualcosa che nessuna escursione in barca organizzata garantisce nello stesso modo.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Info pratiche</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Dove si trova</strong> Laguna nord di Venezia, all&#8217;inizio del canale di Sant&#8217;Erasmo, di fronte a Sant&#8217;Erasmo<br />
<strong>Come arrivare</strong> Vaporetto ACTV <strong>linea 13</strong> da <strong>Fondamente Nuove</strong> (Venezia) o da <strong>Treporti</strong> — fermata Lazzaretto Nuovo<br />
<strong>Stagione di visita</strong> Da <strong>aprile a ottobre</strong> — sabato con visita guidata alle <strong>16:00</strong> per singoli e piccoli gruppi<br />
<strong>Prenotazione</strong> Obbligatoria — <strong>lazzarettiveneziani.it</strong> — <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="mailto:info@lazzarettiveneziani.it">info@lazzarettiveneziani.it</a><br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/laguna-venezia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-668064" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/laguna-venezia.jpg" alt="laguna-venezia" width="1000" height="750" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/laguna-venezia.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/laguna-venezia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/laguna-venezia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
<strong>Costo</strong> €10 adulti — €5 ridotto under 14<br />
<strong>Durata</strong> ~2 ore: percorso storico-archeologico (~80 min) + Sentiero delle Barene (~40 min)<br />
<strong>Gruppi organizzati</strong> Visita esclusiva anche in altri giorni e orari su richiesta — <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="mailto:info@lazzarettiveneziani.it">info@lazzarettiveneziani.it</a><br />
<strong>Non ammessi</strong> Cani di qualsiasi taglia</p>
<p>Foto <a href="https://lazzarettiveneziani.it/it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Lazzaretti Veneziani</a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Leggi anche</strong></p>
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<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isola-gorgona-storia-visita-arcipelago-toscano/" data-wpel-link="internal">L’isola toscana dove consegni il telefono all’ingresso e scopri una storia unica: Gorgona è speciale in tutto</a></strong></p>
<p><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isola-gaiola-napoli-maledizione-parco-sommerso/" data-wpel-link="internal"><strong>Isola della Gaiola a Napoli: la maledizione e il parco sommerso</strong></a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Uno dei luoghi più importanti della storia finalmente si può visitare: l&#8217;isola del Lazzaretto Vecchio di Venezia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lazzaretto-vecchio-venezia-isola-storia-visita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 06:43:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[isole]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=667449</guid>

					<description><![CDATA[Prima della quarantena Il concetto sembra ovvio oggi. Isolare chi è malato o potrebbe essere[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="750" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Banner_Lazzaretto_Vecchio-venezia.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="azzaretto_Vecchio-venezia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Banner_Lazzaretto_Vecchio-venezia.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Banner_Lazzaretto_Vecchio-venezia-300x188.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Banner_Lazzaretto_Vecchio-venezia-1024x640.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Banner_Lazzaretto_Vecchio-venezia-768x480.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Prima della quarantena</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il concetto sembra ovvio oggi. Isolare chi è malato o potrebbe essere contagioso prima che entri in contatto con la popolazione sana. Nel <strong>1423</strong> non era ovvio per niente — era un&#8217;invenzione.<br />
La <strong>Repubblica di Venezia</strong> era la potenza commerciale più esposta al rischio di epidemie nell&#8217;intero Mediterraneo: le sue navi tornavano dai porti di Levante, dall&#8217;Egitto, dalla costa africana, portando merci e, con le merci, le malattie. La Peste Nera del 1348 aveva ucciso tra il <strong>50 e il 60 percento</strong> della popolazione veneziana. Il Senato capì che serviva un sistema.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/qYTna.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667457" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/qYTna.jpeg" alt="isolario-venezia" width="855" height="589" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/qYTna.jpeg 855w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/qYTna-300x207.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/qYTna-768x529.jpeg 768w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Quell&#8217;sistema nacque qui: su un&#8217;isola nella laguna centrale, vicino al Lido, già occupata da un ostello per pellegrini costruito intorno all&#8217;anno Mille dai monaci Eremitani.<br />
Il nome originale era <strong>Santa Maria di Nazareth</strong> — da &#8220;Nazaretum&#8221; la lingua popolare fece &#8220;Lazzaretto&#8221;, con il contributo del vicino San Lazzaro, patrono dei lebbrosi. Dal nome dell&#8217;isola derivò il termine italiano <strong>lazzaretto</strong> — e da lì, attraverso l&#8217;italiano marinaresco, le parole equivalenti in molte lingue europee. Con il Lazzaretto Nuovo, l&#8217;isola di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isola-poveglia-venezia/" data-wpel-link="internal"><strong>Poveglia</strong></a> e San Lazzaro degli Armeni costituisce il micro arcipelago delle isole del Lido.</p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">La quarantena: un&#8217;invenzione veneziana</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il sistema funzionava su due livelli. Il <strong>Lazzaretto Vecchio</strong> accoglieva i malati conclamati — chi mostrava già i sintomi della peste. Il <strong>Lazzaretto Nuovo</strong>, costruito nel <strong>1468</strong> su un&#8217;altra isola all&#8217;imbocco del porto, ospitava le navi e i passeggeri sospetti: quelli che venivano da porti a rischio ma non mostravano ancora sintomi. Qui si applicava la <strong>contumacia</strong> — il periodo obbligatorio di isolamento preventivo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Inizialmente erano <strong>30 giorni</strong> — <em>trentino</em>. Poi vennero portati a <strong>40</strong> — <em>quarantina di giorni</em>, da cui <strong>quarantena</strong>. La logica era empirica ma corretta: 40 giorni erano sufficienti per capire se un individuo sviluppava la malattia o no. Venezia aveva inventato l&#8217;epidemiologia pratica prima che esistesse la parola epidemiologia.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nel corso dei secoli la struttura del Lazzaretto Vecchio si ampliò: la <strong>Cavana</strong>, edificio a pianta quasi quadrata costruito nel <strong>1586</strong>, serviva da corpo di guardia e da rimessa per le imbarcazioni del Priore. Il complesso ospitava sale di degenza, cucine, magazzini, pozzi.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Fosse comuni, un canile e quasi vent&#8217;anni di abbandono</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nel XVII secolo il controllo dell&#8217;isola passò alle autorità militari — prima austriache, poi italiane. La chiesa e il campanile furono demoliti. Nell&#8217;Ottocento i magazzini divennero depositi militari. Nel Novecento l&#8217;isola raggiunse il punto più basso della sua storia: fu trasformata in <strong>canile municipale</strong>.<br />
Tra il <strong>2004 e il 2008</strong> il Ministero dei Lavori Pubblici avviò i primi interventi strutturali con l&#8217;obiettivo di ricavarne il <strong>Museo Archeologico Nazionale della Laguna di Venezia</strong>. Durante gli scavi per i restauri vennero alla luce <strong>fosse comuni</strong> con migliaia di sepolture risalenti soprattutto al Cinquecento — i morti delle grandi epidemie di peste, sepolti sull&#8217;isola stessa. Un ritrovamento di enorme rilevanza scientifica e storica.<br />
Il progetto museale si bloccò per mancanza di fondi. L&#8217;isola rischiò nuovamente l&#8217;abbandono.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/WLxN4.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667458" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/WLxN4.jpeg" alt="lazzaretto-vecchio-isola-venezia" width="855" height="570" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/WLxN4.jpeg 855w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/WLxN4-300x200.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/WLxN4-768x512.jpeg 768w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></a></p>
<p>Nel <strong>2013</strong> l&#8217;<strong>Archeoclub d&#8217;Italia Sede di Venezia</strong> e l&#8217;<strong>Ekos Club</strong> firmarono un protocollo con la Soprintendenza per gestire l&#8217;isola su base volontaria: manutenzione, vigilanza, aperture straordinarie domenicali. Tra il <strong>2014 e il 2023</strong> circa <strong>20.000 persone</strong> visitarono il Lazzaretto Vecchio in una trentina di aperture eccezionali.<br />
Nel <strong>2020</strong> il Ministero della Cultura riattivò ufficialmente il progetto museale. L&#8217;isola è attualmente in fase di restauro, con i lavori coordinati dalla <strong>Direzione Regionale Musei Veneto</strong>.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Cosa si vede — e cosa aspettarsi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il Lazzaretto Vecchio non è un museo allestito. È un cantiere storico, un luogo che sta ritrovando se stesso dopo secoli. Chi lo visita nelle aperture straordinarie vede le mura cinquecentesche, gli edifici in vari stadi di recupero, la <strong>Cavana</strong> del 1586, e — soprattutto — l&#8217;atmosfera di un posto che ha attraversato tutto senza perdere il peso di quello che è stato.<br />
Non è una visita di svago. È un posto per chi vuole capire da dove viene la sanità pubblica moderna — e chi è disposto a farlo in un contesto ancora grezzo,<strong> autentico, lontano dalla scenografia museale.<br />
</strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1vDHv.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667459" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1vDHv.jpeg" alt="lazzaretto-nuovo-isola-venezia" width="855" height="641" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1vDHv.jpeg 855w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1vDHv-300x225.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1vDHv-768x576.jpeg 768w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></a><br />
Chi vuole unire la visita al <strong>Lazzaretto Nuovo (nella foto qui sopra)</strong> — l&#8217;isola gemella, già allestita come ecomuseo con il Tezon Grande e le sue scritte originali del XVI secolo — può organizzare le due tappe nella stessa giornata. Il Nuovo è accessibile da aprile a ottobre nei fine settimana con vaporetto dalla linea 13 da Fondamente Nuove.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Info pratiche</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Dove si trova</strong> Laguna centrale di Venezia, vicinissima alla riva interna del Lido (Via Riva del Corinto)<br />
<strong>Stato attuale</strong> In fase di restauro per diventare sede del Museo Archeologico Nazionale della Laguna di Venezia. Accessibile solo durante aperture straordinarie<br />
<strong>Come visitarlo</strong> Verificare le date di apertura su <a href="http://lazzarettiveneziani.it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><strong>lazzarettiveneziani.it</strong></a> — le aperture sono periodiche e organizzate dall&#8217;Ecomuseo dei Lazzaretti Veneziani. In passato accessibile anche via tour dal Lido<br />
<strong>Lazzaretto Nuovo</strong> (isola gemella, già accessibile) Vaporetto linea <strong>13</strong> da Fondamente Nuove — aperto da <strong>aprile a ottobre</strong>, sabato e domenica. Visita guidata gratuita (contributo volontario), durata ~2 ore. Include Tezon Grande con graffiti originali del 1500-1600 e area scavi<br />
<strong>Da non perdere</strong> Le mura cinquecentesche, la Cavana del 1586, il contesto lagunare isolato</p>
<p>Foto Canva, <a href="https://www.visitlido.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">VisitLIdo</a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isola-bergeggi-savona-liguria/" data-wpel-link="internal">Leggende medievali, fondali colorati, fascino intatto: l’Isola di Bergeggi</a></strong></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isole-lacustri-piu-belle-italia/" data-wpel-link="internal"><strong>Le isole lacustri più belle d&#8217;Italia</strong></a></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/isole-europa-poco-note-estate/" data-wpel-link="internal"><strong>Isole d’Europa paradisiache ma poco note</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/casteldelci-borgo-valmarecchia-romagna/" data-wpel-link="internal"><strong>Casteldelci: il borgo romagnolo sul confine tra tre regioni</strong></a></p>
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		<title>San Lazzaro degli Armeni e l&#8217;enigma della mummia: l&#8217;isola di Venezia dove i monaci armeni salvarono una civiltà</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/italia-san-lazzaro-armeni-venezia-monastero-visita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 07:53:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[isole]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Da lebbrosario a isola armena: dodici secoli in trenta secondi Prima che gli armeni arrivassero,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="750" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/San_Lazzaro.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="San_Lazzaro_Armeni_Venezia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/San_Lazzaro.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/San_Lazzaro-300x188.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/San_Lazzaro-1024x640.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/San_Lazzaro-768x480.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Da lebbrosario a isola armena: dodici secoli in trenta secondi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Prima che gli armeni arrivassero, l&#8217;isola era usata come <strong>lebbrosario</strong>. Dal XII secolo la Repubblica di Venezia vi isolava i malati di lebbra — da qui il nome, dedicato a <strong>San Lazzaro</strong>, patrono dei lebbrosi — e poi l&#8217;abbandonò quando la malattia smise di essere un&#8217;emergenza. Quando il monaco <strong>Mechitar di Sebaste</strong> la vide nel <strong>1716</strong>, era completamente deserta.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2-11.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667446" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2-11.png" alt="San_Lazzaro_Armeni" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2-11.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2-11-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2-11-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Mechitar — il cui nome in armeno significa &#8220;il consolatore&#8221; — era fuggito due volte. Prima dalla sua terra natale, poi da <strong>Modone</strong>, nel Peloponneso, dove aveva fondato un monastero che l&#8217;avanzata ottomana aveva reso insostenibile. I dogi gli assegnarono l&#8217;isola nel <strong>1717</strong>. In pochi anni restaurò il monastero, costruì una tipografia, organizzò una biblioteca, aprì una scuola per giovani armeni.<br />
Il suo obiettivo era salvaguardare la cultura e la lingua di un popolo disperso — e ci riuscì in modo così sistematico che il monastero divenne uno dei riferimenti intellettuali dell&#8217;intera comunità armena mondiale.<br />
Mechitar è sepolto sull&#8217;isola, ai piedi dell&#8217;altare maggiore della chiesa, sotto una lapide marmorea con iscrizione armena.<br />
Lì vicino c&#8217;è<strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isola-poveglia-venezia/" data-wpel-link="internal">l&#8217;Isola di Poveglia, con la sua storie maledetta</a>.</strong></p>
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<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Napoleone non la toccò, per decreto</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nel <strong>1810</strong> Napoleone ordinò la soppressione di tutti i monasteri di Venezia. Quello di San Lazzaro fu l&#8217;unica eccezione: l&#8217;imperatore firmò un decreto che riconosceva il complesso come <strong>accademia di scienze</strong> e lo sottraeva alla soppressione. Non era retorica: la tipografia dell&#8217;isola produceva dizionari, grammatiche, testi scientifici e letterari in armeno che circolavano in tutto il Mediterraneo orientale.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nel <strong>1814</strong>, dopo la caduta di Napoleone, <strong>Francesco I d&#8217;Austria</strong> constatò che l&#8217;isola era diventata troppo piccola per la comunità crescente e cedette ai monaci una porzione di laguna adiacente, portando la superficie a <strong>15.000 mq</strong>. A metà del Novecento un ulteriore ampliamento raggiunse gli attuali <strong>30.000 mq</strong>.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Byron, i manoscritti e la mummia</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nell&#8217;inverno tra il <strong>1816 e il 1817</strong>, <strong>Lord Byron</strong> prese il vaporetto — o meglio, una gondola — e cominciò a venire sull&#8217;isola tutti i giorni per studiare l&#8217;armeno con i monaci. Era già famoso, già esiliato dall&#8217;Inghilterra per scandalo, e aveva scelto Venezia come base. Scrisse che l&#8217;armeno era una lingua abbastanza difficile da tenere impegnata la mente. Collaborò con i monaci alla realizzazione di un dizionario armeno-inglese e di una grammatica. Il suo studio è ancora mostrato durante le visite guidate.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-11.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-667447" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-11.png" alt="San_Lazzaro_Armeni-isola" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-11.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-11-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-11-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La <strong>biblioteca</strong> conta oggi oltre <strong>170.000 volumi</strong> e <strong>4.000 manoscritti armeni</strong> — molti miniati, alcuni risalenti al IX secolo. È una delle raccolte più importanti al mondo per gli studi sulla cultura armena. Il <strong>museo</strong> ospita reperti di provenienza eterogenea: oggetti del Medio Oriente antico, manufatti religiosi, opere d&#8217;arte — e una <strong>mummia egizia</strong>, dono di un mecenate del XIX secolo che aveva finanziato scavi in Egitto e volle lasciare qualcosa di memorabile alla comunità.<br />
Nel chiostro si coltivano rosai. I monaci ne utilizzano i petali per produrre la <strong>vartanush</strong>, una marmellata di petali di rosa che viene venduta nel negozio del monastero ed è, curiosamente, uno dei souvenir veneziani meno scontati che esistano.<br />
Nell&#8217;isola è conservato un <strong>khachkar</strong> — croce di pietra armena — del XIII secolo, donato dalla Repubblica Armena al Veneto come simbolo dei legami storici tra i due popoli.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">La visita: come funziona</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">San Lazzaro è un monastero attivo. Non è un museo e <strong>non si gira liberamente:</strong> l&#8217;accesso è consentito solo con visita guidata condotta da uno dei monaci. La guida è, di norma, un padre mechitarista che parla italiano — e la differenza tra essere accompagnati da un abitante del posto e da una guida esterna si sente subito.<br />
La visita dura circa <strong>un&#8217;ora e mezza</strong> e attraversa la chiesa, il chiostro, la biblioteca, il museo e alcuni ambienti del monastero. Il tono è sobrio, informato, privo di retorica turistica.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Info pratiche</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Come arrivare</strong> Vaporetto linea <strong>20</strong> da San Zaccaria — fermata &#8220;San Lazzaro&#8221;, seconda fermata dopo San Servolo. Circa 15 minuti<br />
<strong>Prenotazione</strong> Obbligatoria per gruppi. Singoli e piccoli gruppi: visita garantita tutti i giorni alle <strong>15:25</strong> senza prenotazione (verificare aggiornamenti). Orari aggiuntivi possibili: 9:20 e 13:10 (verificare con il monastero)<br />
<strong>Contatti</strong> Tel. <strong>041 5260104</strong> — email <strong><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="mailto:visite@mechitar.org">visite@mechitar.org</a><br />
</strong><strong>Costo</strong> <strong>€8-10</strong> a persona, da pagare all&#8217;ingresso<br />
<strong>Durata</strong> Circa 1h30<br />
<strong>Da non perdere</strong> La biblioteca con i manoscritti miniati, lo studio di Byron, la mummia egizia, il chiostro con i rosai, la vartanush al negozio</p>
<p>Foto Canva, <a href="https://www.visitlido.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">VisitLIdo</a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Leggi anche</strong></p>
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<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/isole-europa-poco-note-estate/" data-wpel-link="internal"><strong>Isole d’Europa paradisiache ma poco note</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/casteldelci-borgo-valmarecchia-romagna/" data-wpel-link="internal"><strong>Casteldelci: il borgo romagnolo sul confine tra tre regioni</strong></a></p>
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		<title>Dolomiti Bellunesi: la montagna autentica che sta proprio accanto a quella famosa, da esplorare in bi ci</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/dolomiti-bellunesi-alternativa-meno-affollata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 10:11:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[dolomiti]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=666982</guid>

					<description><![CDATA[Il paradosso dolomitico Cortina d&#8217;Ampezzo è in provincia di Belluno. Le Tre Cime di Lavaredo[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1154" height="890" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Val-di-Zoldo.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="dolomiti-bellunesi-bici" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Val-di-Zoldo.jpeg 1154w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Val-di-Zoldo-300x231.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Val-di-Zoldo-1024x790.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Val-di-Zoldo-768x592.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1154px) 100vw, 1154px" /><br><br><h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Il paradosso dolomitico</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Cortina d&#8217;Ampezzo è in provincia di Belluno. Le <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/tre-cime-lavaredo/" data-wpel-link="internal">Tre Cime di Lavaredo</a> sono in provincia di Belluno. La Marmolada è in provincia di Belluno. Eppure a pochi chilometri da questi luoghi sovraffollati — nei quali d&#8217;estate i parcheggi si riempiono prima dell&#8217;alba e i sentieri sembrano code di supermercato — <strong>esistono vallate dove i rifugi sono ancora rifugi nel senso originale del termine,</strong> i sentieri portano a posti dove non si incontra quasi nessuno, e i borghi di montagna non sono stati convertiti in esperienze turistiche.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Giro-della-Val-Venegia-MTB-Falcade-@falcadedolomiti-1-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666996" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Giro-della-Val-Venegia-MTB-Falcade-@falcadedolomiti-1-1.jpg" alt="dolomiti-bellunesi" width="1200" height="899" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Giro-della-Val-Venegia-MTB-Falcade-@falcadedolomiti-1-1.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Giro-della-Val-Venegia-MTB-Falcade-@falcadedolomiti-1-1-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Giro-della-Val-Venegia-MTB-Falcade-@falcadedolomiti-1-1-1024x767.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Giro-della-Val-Venegia-MTB-Falcade-@falcadedolomiti-1-1-768x575.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Non si tratta di destinazioni di serie B, come del resto le <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/questa-estate-le-dolomiti-del-brenta-sono-lalternativa-autentica-alle-montagne-affollate/" data-wpel-link="internal"><strong>Dolomiti del Brenta</strong></a>. Si tratta della stessa catena montuosa, dello stesso patrimonio UNESCO istituito nel <strong>2009</strong>, dello stesso paesaggio che ha reso le Dolomiti famose nel mondo.<br />
La differenza è che il <strong>Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi</strong> — <strong>32.000 ettari</strong> nella parte centro-meridionale della provincia, tra la Valle del Cismon a ovest e il Cadore a est — non ha Cortina nei prezzi né Cortina nei numeri. E questo, nel 2026, è un vantaggio oggettivo.</p>
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Spoiler: ne mandiamo <strong>poche</strong>, ma buone!</h4>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Orientarsi: un territorio grande e diverso</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Prima di partire vale la pena capire di cosa stiamo parlando geograficamente, perché la provincia di Belluno è ampia e articolata. Le principali aree che la compongono sono la <strong>Valbelluna</strong> — la valle più ampia, con Belluno capoluogo, paesaggio aperto e dolce — l&#8217;<strong>Agordino</strong> a nord-ovest, con il gruppo del Civetta e il passo Giau, la <strong>Val Zoldana</strong> verso il Pelmo, il <strong>Cadore</strong> con Pieve di Cadore e Auronzo, il <strong>Comelico</strong> nell&#8217;angolo nord-orientale, l&#8217;<strong>Alpago</strong> a sud-ovest con il lago di Santa Croce, e il <strong>Feltrino</strong> nella parte meridionale.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il <strong>Parco Nazionale</strong> occupa la zona più selvaggia, con pochi centri abitati, sentieri impegnativi e rifugi che mantengono un carattere autentico. Le valli circostanti offrono un turismo più accessibile, con borghi, laghi, piste ciclabili e un&#8217;ospitalità di dimensione familiare.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Trekking: dall&#8217;Alta Via ai Cadini del Brenton</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;<strong>Alta Via Dolomiti Bellunesi</strong> è il percorso di riferimento per chi vuole attraversare il Parco in modo serio. Sette tappe da <strong>Forno di Zoldo</strong> al <strong>Rifugio Dal Piaz</strong> nel Feltrino, con dislivelli importanti, pochi punti di appoggio e sentieri esposti che richiedono esperienza di montagna. Non è un percorso per tutti — ma è esattamente per questo che rimane integro. I rifugi lungo il tracciato sono strutture vere, non resort di alta quota.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;<strong>Alta Via delle Dolomiti n.1</strong>, che parte dal <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/lago-di-braies-dicembre-escursioni/" data-wpel-link="internal"><strong>Lago di Braies</strong> </a>e arriva a Belluno in <strong>12 tappe</strong> per circa <strong>125 km</strong> e <strong>7.300 metri</strong> di dislivello, attraversa la parte più spettacolare del territorio. L&#8217;<strong>Alta Via n.3</strong> parte da Villabassa in Alto Adige e arriva a Longarone in <strong>8 tappe</strong> per circa <strong>100 km</strong> — più accessibile come distribuzione delle tappe, comunque impegnativa.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Val-Comelico-MTB.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666992" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Val-Comelico-MTB.jpg" alt="Val Comelico - MTB" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Val-Comelico-MTB.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Val-Comelico-MTB-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Val-Comelico-MTB-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Val-Comelico-MTB-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Per chi cerca qualcosa di meno tecnico, la <strong>Valle del Mis</strong> con i <strong>Cadini del Brenton</strong> è una delle escursioni più belle del Parco. Quindici grandi marmitte collegate da cascatelle, con una vegetazione da inversione termica che porta pino mugo e rododendro a quota insolitamente bassa. Poco oltre, la <strong>Cascata della Soffia</strong> precipita di dodici metri in una forra di roccia. Lungo lo stesso percorso si incontrano i <strong>borghi abbandonati delle Gene</strong> — Gena Bassa, Gena Media, Gena Alta — evacuati dopo l&#8217;alluvione del <strong>1966</strong> e mai più rioccupati. Lavatoi, capitelli, muretti a secco: l&#8217;archeologia di una vita di montagna che si è interrotta di colpo.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">I borghi: pietra, legno e identità intatta</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Mel</strong>, nella Valbelluna, è uno dei Borghi più Belli d&#8217;Italia — una classificazione che in questo caso non è marketing ma descrizione accurata. Centro storico porticato, palazzi veneti settecenteschi, una piazza che sorprende per la scala e la qualità architettonica. È a <strong>25 km da Belluno</strong>, spesso ignorato da chi punta direttamente alle vette.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Mountain-Bike_Cortina_Credits-Ute-Dandrea.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666990" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Mountain-Bike_Cortina_Credits-Ute-Dandrea.jpg" alt="Mountain Bike_Cortina_Credits Ute Dandrea" width="1200" height="801" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Mountain-Bike_Cortina_Credits-Ute-Dandrea.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Mountain-Bike_Cortina_Credits-Ute-Dandrea-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Mountain-Bike_Cortina_Credits-Ute-Dandrea-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Mountain-Bike_Cortina_Credits-Ute-Dandrea-768x513.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a>Fornesighe</strong>, in Val di Zoldo, è qualcosa di più raro: un piccolo borgo di pietra e legno quasi perfettamente conservato, con case dal tetto spiovente, fienili, sculture di legno, panorama sulle vette del Parco. Il nome rimanda agli antichi forni e fucine per la lavorazione dei metalli estratti dalla vicina Val Inferna — un&#8217;industria che esisteva qui prima che il turismo diventasse un concetto.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Cibiana di Cadore</strong> è il paese dei <strong>murales</strong> — dal 1980 le facciate delle case vengono dipinte da artisti internazionali, creando un museo all&#8217;aperto di pittura murale che racconta la storia e i mestieri del Cadore. Oltre cento opere distribuite nel borgo, accessibile a piedi in pochi minuti dal parcheggio.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Pieve di Cadore</strong> è la città natale di <strong>Tiziano Vecellio</strong> — la casa del pittore è visitabile, il museo dedicato conserva opere e documenti. Non è un museo di provincia: è uno dei luoghi più importanti della storia dell&#8217;arte italiana, nel cuore delle Dolomiti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Manrico-Dall_Agnola-Bike-Valbelluna.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666991" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Manrico-Dall_Agnola-Bike-Valbelluna.jpg" alt="Manrico Dall_Agnola Bike Valbelluna" width="1200" height="718" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Manrico-Dall_Agnola-Bike-Valbelluna.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Manrico-Dall_Agnola-Bike-Valbelluna-300x180.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Manrico-Dall_Agnola-Bike-Valbelluna-1024x613.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Manrico-Dall_Agnola-Bike-Valbelluna-768x460.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a>Feltre</strong>, nel Feltrino, è una città rinascimentale sistematicamente sottovalutata. Il centro storico è percorso da un lungo asse porticato con palazzi cinquecenteschi, una piazza maggiore con la fontana e la loggia, una pinacoteca con opere di Cima da Conegliano e altri maestri veneti. Vale una mezza giornata almeno — e quasi nessuno ci arriva.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Bici: le strade del Giro e la ciclovia sull&#8217;ex ferrovia</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Le Dolomiti Bellunesi hanno costruito negli ultimi anni una delle offerte ciclistiche più complete dell&#8217;arco alpino. Il punto di forza non sono i percorsi per atleti — quelli esistono e sono spettacolari — ma la varietà di opzioni per chi pedala senza competere.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La <strong>Ciclovia delle Dolomiti</strong> — <strong>60 km</strong> su tracciato di ex ferrovia tra <strong>Calalzo di Cadore</strong>, <strong>Cortina d&#8217;Ampezzo</strong> e <strong>Dobbiaco</strong> — è il percorso più accessibile: fondo quasi sempre pianeggiante, paesaggio dolomitico, gallerie scavate nella roccia, ponti sospesi, punti di noleggio e ristoro distribuiti lungo il tracciato. Si pedala tra boschi e vecchie stazioni ferroviarie con una facilità che permette di guardare più che pedalare.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/SD-Gravel-2022-_Sportful-Dolomiti-Gravel.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666995" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/SD-Gravel-2022-_Sportful-Dolomiti-Gravel.jpeg" alt="Mountain Bike_Cortina_Credits Ute Dandrea" width="1200" height="740" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/SD-Gravel-2022-_Sportful-Dolomiti-Gravel.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/SD-Gravel-2022-_Sportful-Dolomiti-Gravel-300x185.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/SD-Gravel-2022-_Sportful-Dolomiti-Gravel-1024x631.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/SD-Gravel-2022-_Sportful-Dolomiti-Gravel-768x474.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il <strong>31 maggio 2026</strong>, con il <strong>Monte Avena Bike Day</strong>, le strade della tappa del Giro d&#8217;Italia 2026 vengono chiuse al traffico per una giornata intera. Un&#8217;opportunità concreta per pedalare in sicurezza su percorsi normalmente trafficati, nello stesso paesaggio che il <strong>29 maggio</strong> aveva visto sfilare il gruppo professionisti sulla tappa <strong>Feltre-Alleghe</strong> con i passi <strong>Duran, Staulanza, Giau e Falzarego</strong> — 151 km e 5.000 metri di dislivello. Non serve essere ciclisti per partecipare all&#8217;evento del 31: è aperto a tutti i livelli.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Per chi vuole esplorare le valli su due ruote senza strade asfaltate, il territorio offre MTB nell&#8217;Agordino e in Alpago, e itinerari gravel come il <strong>Grande Anello Bellunese</strong> — un progetto in sviluppo che collega le valli su percorsi misti lontani dal traffico.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Oltre la bici e il trekking</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il <strong>lago di Santa Croce</strong>, nell&#8217;Alpago, è uno dei laghi di montagna più ampi del Veneto — e uno dei siti più conosciuti in Europa per <strong>kitesurf e windsurf</strong>, grazie a un vento regolare che risale dal Piave. In estate la sponda est è attrezzata con scuole e noleggi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il <strong>parapendio</strong> dai pendii del <strong>Monte Avena</strong> e del <strong>Col Visentin</strong> è praticato da decenni — la posizione geografica e le correnti rendono questa zona una delle più interessanti del Veneto per il volo libero. Il progetto <strong>Dolomiti Fly</strong> coordina operatori e pacchetti per chi vuole avvicinarsi all&#8217;attività.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La <strong>Certosa di Vedana</strong>, nella Valle del Mis, è un complesso monastico cistercense fondato nel XII secolo come ospizio per i viandanti del Canale d&#8217;Agordo. Dal <strong>1977</strong> è affidato alle monache dell&#8217;ordine di San Brunone. Non è aperta al pubblico in modo continuativo — ma è raggiungibile e visibile esternamente, inserita in uno dei paesaggi più silenziosi del Parco.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La <strong>Foresta di Somadida</strong>, nel Cadore, è una delle foreste più grandi del Veneto — riserva naturale con faggi e abeti centenari, percorsi naturalistici, fauna selvatica. Accessibile in auto da Auronzo di Cadore, con sentieri di difficoltà variabile.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.375rem] font-bold">Info pratiche</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Come arrivare:</strong> in auto dall&#8217;A27 Venezia-Belluno, poi le varie strade provinciali per le singole valli. In treno: linea Venezia-Belluno con cambio a Conegliano, poi bus locali per le valli. Per l&#8217;Agordino e il Cadore l&#8217;auto rimane il mezzo più comodo.<br />
<strong>Quando andare:</strong> giugno-settembre per trekking e bici; fine maggio per il Giro d&#8217;Italia e il Monte Avena Bike Day; autunno per il foliage nei boschi di faggio.<br />
<strong>Base logistica:</strong> Belluno città per chi vuole un centro urbano; Agordo o Feltre per chi vuole stare più vicino al Parco; Forno di Zoldo per l&#8217;Alta Via.<br />
<strong>Sito ufficiale:</strong> <a href="http://visitdolomitibellunesi.com" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">visitdolomitibellunesi.com</a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/passerelle-panoramiche-sospese-italia/" data-wpel-link="internal"><strong>Passerelle panoramiche sospese in Italia: le più spettacolari da Nord a Sud</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/pian-dei-resinelli-passerella-panoramica-lecco/" data-wpel-link="internal"><strong>Tre Cime di Lavaredo e Lago di Braies: come viverli davvero</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/sentieri-in-lombardia/" data-wpel-link="internal"><strong>Passeggiate in Lombardia: 6 itinerari tra laghi e montagne</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Tra storia vera e fantasmi falsi: Poveglia, l&#8217;isola abbandonata di Venezia ora è un parco pieno di fascino</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/isola-poveglia-venezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 17:21:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[isole]]></category>
		<category><![CDATA[itineari]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;isola che internet ha frainteso, e la storia vera Cercate &#8220;isola più infestata del mondo&#8221;[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="800" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="isola-poveglia-venezia-fantasmi" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-1024x683.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/1-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">L&#8217;isola che internet ha frainteso, e la storia vera</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Cercate &#8220;isola più infestata del mondo&#8221; su qualsiasi motore di ricerca. Il risultato è quasi sempre lo stesso: <strong>Poveglia</strong>. Una piccola isola della laguna di Venezia, <strong>sette ettari e mezzo</strong> di vegetazione selvaggia e edifici in rovina, descritta come un luogo di torture, esperimenti su pazienti psichiatrici, fantasmi di appestati e nebbie soprannaturali. La storia è pittoresca. Il problema è che in gran parte non è vera.    <a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666915" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia.jpg" alt="Poveglia" width="1200" height="724" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia-300x181.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia-1024x618.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia-768x463.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il <strong>CICAP</strong> — il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze — ha studiato la questione: nella tradizione veneziana non esisteva nessuna leggenda sui fantasmi di Poveglia. Le storie cominciano a circolare nel <strong>2001</strong>, quando una produzione televisiva americana del Fox Family Channel sbarca sull&#8217;isola per girare <em>Scariest Places on Earth</em>, inventando di sana pianta la narrativa horror. Lo studioso di storia veneziana <strong>Alberto Toso Fei</strong> ha precisato che le navi di appestati in quarantena a Poveglia verso fine Settecento furono solo due, con venti morti di cui si conoscono nomi e cognomi. Nessun manicomio vero — quello era a <strong>San Clemente</strong> e <strong>San Servolo</strong>. Una struttura per anziani convalescenti, chiusa nel <strong>1968</strong>, con un reparto psichiatrico di dimensioni limitate.<br />
Eppure Poveglia è davvero <strong>uno dei luoghi più suggestivi d&#8217;Italia.</strong> Solo che la sua storia vera è più interessante di quella inventata.</p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Duemila anni di storia in sette ettari</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Anticamente denominata <em>Popilia</em> — probabilmente per la sua vegetazione di pioppi o per la vicina via Popilia-Annia — dopo l&#8217;invasione longobarda del VI secolo divenne uno dei centri di reinsediamento delle popolazioni in fuga verso le coste. Per secoli fu un&#8217;isola popolosa, con la sua comunità di pescatori, la sua chiesa, le sue confraternite.<br />
La <strong>guerra di Chioggia</strong> di fine Trecento la devastò: il borgo venne evacuato, l&#8217;isola occupata dall&#8217;ammiraglio genovese <strong>Pietro Doria</strong> che la usò come base per bombardare il monastero di Santo Spirito. Al termine del conflitto era distrutta, e i suoi abitanti — i <em>povegliotti</em> — si trasferirono a Venezia mantenendo per secoli la propria identità culturale.<br />
<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666919" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2.png" alt="Poveglia-venezia" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/2-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
Dal 1782 le sue strutture servirono al controllo di uomini e merci e, all&#8217;occorrenza, da lazzaretto. Poi, nel <strong>1922</strong>, venne costruita una struttura sanitaria per anziani convalescenti. Nel 1968 anche questo utilizzo venne dismesso e l&#8217;isola fu ceduta al Demanio. Da allora: silenzio, vegetazione, decadenza.<br />
Il <strong>campanile</strong> dell&#8217;antica chiesa di San Vitale — che porta ancora un orologio del <strong>1745</strong> senza lancette, opera di <strong>Bartolomeo Ferracina</strong> — è rimasto in piedi per secoli perché trasformato in faro. Un reperto architettonico di grande valore, visibile da lontano tra gli alberi, che ha alimentato più di ogni altra cosa l&#8217;atmosfera sinistra dell&#8217;isola.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La leggenda dei fantasmi: come nasce una storia falsa</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La cosa curiosa è che la maggior parte dei veneziani scoprì le leggende sui fantasmi di Poveglia grazie ai turisti stranieri. Fino a quel momento, nessuna leggenda veneziana, antica o moderna, aveva mai fatto riferimento a questo aspetto sinistro dell&#8217;isola.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/3.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666916" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/3.png" alt="isola-poveglia-venezia" width="1200" height="800" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/3.png 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/3-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/3-1024x683.png 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/3-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il meccanismo è documentato: una troupe televisiva americana inventa storie di masse di appestati bruciati vivi, di un medico sadico che pratica la lobotomia sui pazienti e poi impazzisce gettandosi dal campanile, di nebbie soprannaturali che soffocano le vittime. La trasmissione va in onda, internet la amplifica, e nel <strong>2016</strong> cinque ragazzi del Colorado arrivano a Venezia appositamente per trascorrere una notte a caccia di fantasmi. Vengono soccorsi nel cuore della notte dai vigili del fuoco, terrorizzati — e finiscono sulle cronache locali di tutto il mondo, alimentando ulteriormente il mito.<br />
La realtà è più semplice e in un certo senso più onesta: <strong>Poveglia è un luogo abbandonato, silenzioso</strong>, con edifici che cadono a pezzi e vegetazione che cresce indisturbata. Sono in pochi a conoscere Poveglia per un buon motivo: l&#8217;isola è disabitata da molti anni. L&#8217;inquietudine che si prova è quella di qualsiasi luogo abbandonato che non si conosce —<strong> non di un luogo maledetto. </strong></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La battaglia dei cittadini</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nel <strong>2014</strong> l&#8217;<strong>Agenzia del Demanio</strong> mise in vendita l&#8217;isola. Base d&#8217;asta: zero euro. Lo choc tra i veneziani fu immediato. Un gruppo di cittadini si associò come <strong>&#8220;Poveglia per tutti&#8221;</strong> — nome e obiettivo al tempo stesso — e cominciò una battaglia che sarebbe durata undici anni.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">In breve tempo quell&#8217;idea fece il giro del mondo: migliaia di aderenti, 450mila euro raccolti da veneziani e non solo. Assemblee da centinaia di persone, feste e un fermento tangibile in tutta la città. Per uno strano scherzo del destino, l&#8217;associazione si trovò a competere all&#8217;asta con la <strong>Umana spa</strong> di <strong>Luigi Brugnaro</strong>, allora non ancora sindaco di Venezia, che fece un&#8217;offerta di <strong>513mila euro</strong>. L&#8217;Agenzia del Demanio giudicò entrambe le offerte non congrue. La vendita non andò in porto.<br />
Alla proposta di restituzione delle quote associative, la risposta fu sorprendente: quasi tutti chiesero di tenere in cassa le donazioni per continuare la battaglia. Seguirono anni di attivismo — interventi di pulizia, manutenzione del verde, ricorsi al TAR, vittorie parziali. Fino al <strong>2 luglio 2025</strong>, quando è stata firmata la concessione della parte nord dell&#8217;isola per sei anni.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Poveglia oggi: il parco e il progetto</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">A partire dal 1° agosto 2025, l&#8217;associazione &#8220;Poveglia per tutti&#8221; è incaricata di gestire la parte nord dell&#8217;isola, con lo scopo di realizzare un parco urbano. Si prevede la costruzione di un pontile per i collegamenti acquei e attività sociali, di pulizia e manutenzione, anche in collaborazione con il <strong>Dipartimento di Scienze Umane dell&#8217;Università di Verona</strong>, che ha avviato una borsa di dottorato per misurare scientificamente l&#8217;impatto del progetto. <a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia_Closeup_of_Hospital.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666918" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia_Closeup_of_Hospital.jpg" alt="Poveglia_parco" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia_Closeup_of_Hospital.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia_Closeup_of_Hospital-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia_Closeup_of_Hospital-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/05/Poveglia_Closeup_of_Hospital-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;associazione può contare su circa 300mila euro rimasti in cassa e si dice pronta a cercare altri finanziamenti, per dimostrare che mantenere i beni comuni aperti a tutti, in modo partecipato e rispettoso dell&#8217;ambiente, si può.<br />
È una storia che va in controtendenza rispetto a quanto accade nel resto di Venezia — sempre più stretta tra logiche di privatizzazione e pressione turistica. Un&#8217;isola che per decenni era stata simbolo di abbandono e leggenda horror <strong>diventa un esperimento di gestione partecipata dei beni comuni.</strong> Meno spettacolare, forse, di un medico che si getta dal campanile. Molto più interessante.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Come visitarla</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;isola si raggiunge in <strong>barca</strong> da Venezia — nessun vaporetto di linea fa tappa a Poveglia. È possibile noleggiare imbarcazioni private o taxi acquei. La parte nord, quella concessa all&#8217;associazione, è la prima ad essere aperta e valorizzata. La parte sud, con i resti degli edifici ospedalieri, è ancora in stato di abbandono e di competenza del Demanio.<br />
Per informazioni sulle aperture, le attività e le modalità di accesso: <strong>povegliaxtutti.it</strong></p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Info pratiche</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Come arrivare:</strong> barca privata o taxi acqueo da Venezia (Riva degli Schiavoni o San Marco). Verificare le modalità di accesso aggiornate su povegliaxtutti.it.<br />
<strong>Gestione:</strong> associazione &#8220;Poveglia per tutti&#8221; — parte nord aperta dal 1° agosto 2025.<br />
<strong>Periodo consigliato:</strong> primavera e autunno per il clima lagunare e la luce migliore.<br />
<strong>Nota:</strong> la parte sud con i ruderi ospedalieri è ancora di proprietà del Demanio — verificare le condizioni di accesso prima della visita.</p>
<p>Foto Canva, <a href="https://www.visitlido.it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Visitlido</a>, Di Chris 73 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7382944</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/isole-europa-poco-note-estate/" data-wpel-link="internal"><strong>Isole d&#8217;Europa paradisiache ma poco note</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/casteldelci-borgo-valmarecchia-romagna/" data-wpel-link="internal"><strong>Casteldelci: il borgo romagnolo sul confine tra tre regioni</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/bienno-borgo-valle-camonica-brescia/" data-wpel-link="internal"><strong>Bienno, Valle Camonica: il borgo medievale dei fabbri</strong></a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Passeggiate, rifugi e panorami della montagna veronese in primavera: Lessinia, Carega e Monte Baldo</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/passeggiate-montagna-verona-lessinia-carega-baldo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 13:12:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[passeggiata]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Una provincia, tre montagne diverse La maggior parte dei turisti che arrivano a Verona porta[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="663" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/1-alti-pascoli-in-lessinia-centrale.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="dolomiti-veronesi-lessinia-alti-pascoli" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/1-alti-pascoli-in-lessinia-centrale.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/1-alti-pascoli-in-lessinia-centrale-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/1-alti-pascoli-in-lessinia-centrale-768x509.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Una provincia, tre montagne diverse</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La maggior parte dei turisti che arrivano a <strong>Verona</strong> porta gli occhi dritti sull&#8217;Arena, su Giulietta, sul centro storico. È comprensibile. Ma a nord della città, oltre il primo gradino collinare, la provincia apre su un territorio montano che in pochi conoscono — e che vale, in certi casi, quanto <strong>le mete alpine più celebrate.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/dolomiti-veronesi-trekking.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666401" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/dolomiti-veronesi-trekking.png" alt="dolomiti-veronesi-trekking" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/dolomiti-veronesi-trekking.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/dolomiti-veronesi-trekking-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/dolomiti-veronesi-trekking-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Lessinia, Carega e Monte Baldo</strong> non sono tre nomi su una carta geografica: sono tre caratteri diversi di montagna, tre livelli di difficoltà, tre tipi di esperienza. Si possono visitare singolarmente, in un weekend lungo o nel corso di più soggiorni estivi. Quello che non si può fare è vederle tutte uguali.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Lessinia: la montagna orizzontale</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il <strong>Parco Naturale Regionale della Lessinia</strong> è la montagna veronese più accessibile — e lo dice in modo positivo. Quote tra 1.200 e 1.700 metri, ampi altopiani, pascoli, malghe, sentieri ben segnalati. Non è la montagna dei dislivelli estremi o delle creste affilate: è <strong>una montagna fatta più di spazio che di quota</strong>, con qualcosa di raro nella sua capacità di mettere a proprio agio anche chi non ha mai dormito in rifugio.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il <strong>Rifugio Lausen</strong>, a pochi chilometri da Velo Veronese, è un buon punto di partenza per chi vuole fare la prima esperienza di pernottamento in quota senza stressarsi con la logistica: si arriva già a quote elevate in auto, gli anelli escursionistici nei dintorni sono brevi e vari.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/6-valle-delle-sfingi-di-camposilvano.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666403" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/6-valle-delle-sfingi-di-camposilvano.jpg" alt="lessinia-valle-delle-sfingi-di-camposilvano" width="1000" height="663" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/6-valle-delle-sfingi-di-camposilvano.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/6-valle-delle-sfingi-di-camposilvano-300x199.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/6-valle-delle-sfingi-di-camposilvano-768x509.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
Per chi vuole qualcosa di più evocativo, il <strong>Rifugio Castelberto</strong> a Erbezzo è una fedele ricostruzione di un&#8217;ex caserma della Prima Guerra Mondiale — il contesto storico si sente ancora, e vale la sosta anche solo per il pranzo. Il punto più alto dell&#8217;intera area è invece il <strong>Rifugio Primaneve</strong>, a <strong>1.766 metri</strong> sul Monte Tomba, nei pressi di Malga San Giorgio a Bosco Chiesanuova: struttura iconica, addossata a un grande traliccio per telecomunicazioni, panorama senza ostacoli.</p>
<h4 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Info pratiche Lessinia</h4>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Accesso:</strong> da Verona verso Velo Veronese o Bosco Chiesanuova. Strade asfaltate fino a quote elevate.<br />
<strong>Difficoltà:</strong> facile. <strong>Stagione:</strong> primavera-autunno.<br />
<strong>Info:</strong> <a href="https://www.visitlessinia.eu/it/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">visitlessinia.eu</a></p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Gruppo della Carega: le Piccole Dolomiti veronesi</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Spostandosi verso est il paesaggio cambia in modo netto. Il <strong>Monte Carega</strong> ha un profilo alpino vero: valli strette e profonde — i cosiddetti <em>vaj</em> — pareti rocciose che gli sono valse il soprannome di <strong>Piccole Dolomiti</strong>. Le quote superano i 2.000 metri, i dislivelli si fanno sentire, il meteo può essere più variabile. Serve più preparazione rispetto alla Lessinia, ma la soddisfazione è proporzionalmente maggiore.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Creste-del-Carega3.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666396" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Creste-del-Carega3.jpeg" alt="Creste-del-Carega-alte-vie-veronesi" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Creste-del-Carega3.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Creste-del-Carega3-300x225.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Creste-del-Carega3-1024x768.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Creste-del-Carega3-768x576.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La base logistica principale è il <strong>Rifugio Revolto</strong>, raggiungibile in auto a <strong>1.336 metri</strong>, a Selva di Progno. Ha una storia densa: aperto come osteria nel <strong>1866</strong>, esattamente sul confine tra il Lombardo-Veneto e l&#8217;Austria, era tappa fissa dei contrabbandieri che introducevano illegalmente sale, tabacco e altri generi soggetti a dazio. Da qui si sale a piedi al <strong>Rifugio Scalorbi</strong>, a <strong>1.767 metri</strong> tra Veneto e Trentino — circa un&#8217;ora e mezza di cammino in un ambiente sempre più isolato. È la zona ideale per chi cerca trekking con pernottamento in rifugio in un contesto davvero montano, lontano dai circuiti più frequentati.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Per chi vuole sentire concretamente il passaggio tra Lessinia e Carega</strong>, esiste un percorso di collegamento: un anello di circa <strong>10,5 chilometri</strong> che parte da <strong>Dogana Vecchia</strong> (1.150 m), attraversa la Foresta di Giazza, sale al Lago Secco, tocca Malga Campobrun — dove le marmotte segnalano l&#8217;inizio dell&#8217;ambiente alpino vero — e arriva al Rifugio Scalorbi con vista sulle Piccole Dolomiti.</p>
<h4 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Info pratiche Carega</h4>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Accesso:</strong> Selva di Progno (VR) per il Rifugio Revolto. Poi a piedi verso Scalorbi (1h30&#8242;-2h).<br />
<strong>Difficoltà:</strong> media.<br />
<strong>Stagione:</strong> maggio-ottobre.<br />
<strong>Info:</strong> rifugio-revolto.com, rifugioscalorbi.com</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Monte Baldo: la dorsale che guarda tutto</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/monte-baldo-lago-di-garda-primavera-trekking/" data-wpel-link="internal"><strong>Monte Baldo vale una gita</strong></a>: è probabilmente la parte più scenografica della montagna veronese, e la ragione è immediata: è una lunga dorsale oltre i <strong>2.000 metri</strong> che guarda da un lato le Alpi e dall&#8217;altro il <strong>Lago di Garda</strong>. Una combinazione visiva difficile da trovare altrove nell&#8217;arco prealpino.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/4-9.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-663912" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/4-9.png" alt="monte-baldo-garda" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/4-9.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/4-9-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/03/4-9-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Le opzioni di accesso sono varie. Il <strong>Rifugio Novezzina</strong> a Ferrara di Monte Baldo si raggiunge in auto. Il <strong>Rifugio Chierego</strong> a Brenzone sul Garda, a quasi 2.000 metri, è il punto d&#8217;arrivo di un&#8217;escursione da Prada Alta o da San Zeno di Montagna — circa due ore su sentiero regolare — oppure in seggiovia da Malcesine con la <strong>Funivia Prada-Costabella</strong>, poi un traverso a piedi di un&#8217;ora. Da lì si può proseguire lungo la cresta fino al <strong>Rifugio Telegrafo</strong>, il più esposto e il più alto, con uno dei panorami più ampi dell&#8217;intero arco prealpino veneto. Nel <strong>2025</strong>, a <strong>150 anni dalla fondazione del CAI Verona</strong>, il rifugio viene re-intitolato — come già nel giorno dell&#8217;inaugurazione storica del <strong>26 settembre 1897</strong> — a <strong>Francesco Calzolari e Giovanni Pona</strong>, botanici e pionieri della promozione del Monte Baldo nel mondo. I due rifugi possono diventare un&#8217;unica escursione ad anello: il trekking in cresta del Baldo è tra i più spettacolari dell&#8217;arco prealpino veneto.</p>
<h4 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Info pratiche Monte Baldo</h4>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Accesso:</strong> Funivia Prada-Costabella da Malcesine (VR), oppure in auto verso Ferrara di Monte Baldo. <strong>Difficoltà:</strong> facile-media a seconda del percorso. <strong>Stagione:</strong> giugno-ottobre. <strong>Info:</strong> rifugiochierego.it, rifugiotelegrafo.it, prada-costabella.it</p>
<h3 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Come organizzare il viaggio</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Le tre aree sono indipendenti e ognuna merita almeno una giornata, meglio due se si include il pernottamento in rifugio. Si possono visitare in qualsiasi ordine a seconda della stagione e dell&#8217;esperienza. Un criterio di massima: <strong>la Lessinia per chi inizia</strong>, il <strong>Carega per chi vuole qualcosa di più alpino</strong>, il <strong>Baldo per chi non vuole rinunciare al panorama</strong>.<br />
Il punto di riferimento per l&#8217;intera provincia montana è <a href="https://www.destinationveronagarda.it/it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external"><strong>destinationveronagarda.it</strong></a>.</p>
<p>Foto, Canva, <a href="https://www.altalessinia.com/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Alta Lessinia</a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/le-piu-belle-gite-in-bici-in-veneto-itinerari-da-non-perdere/" data-wpel-link="internal"><strong>Le gite in bici pià belle da fare in Veneto</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/passerelle-panoramiche-sospese-italia/" data-wpel-link="internal"><strong>Passerelle panoramiche sospese in Italia: le più spettacolari</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/6-sentieri-fra-i-piu-belli-ditalia-per-i-trekking-di-primavera/" data-wpel-link="internal"><strong>6 sentieri fra i più belli d&#8217;Italia per i trekking di primavera</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le fortificazioni segrete delle Alpi: il Vallo Alpino del Littorio, viaggio tra bunker d&#8217;acciaio e vette silenziose</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/vallo-alpino-del-littorio-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 12:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[friuli venezia giulia]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>
		<category><![CDATA[trentino alto adige]]></category>
		<category><![CDATA[valle d aosta]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Lungo l&#8217;arco alpino si snoda un labirinto di cemento armato che gli storici identificano spesso[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Vallo-Alpino-del-Littorio.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Vallo Alpino del Littorio, Italia" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Vallo-Alpino-del-Littorio.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Vallo-Alpino-del-Littorio-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Vallo-Alpino-del-Littorio-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Vallo-Alpino-del-Littorio-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Lungo l&#8217;<strong>arco alpino</strong> si snoda un labirinto di cemento armato che gli storici identificano spesso con l&#8217;appellativo di <strong><em>Linea Non mi Fido.</em></strong> Soni resti monumentali del <strong>Vallo Alpino del Littorio</strong>, un sistema difensivo colossale che trasforma le montagne in gusci d&#8217;acciaio. Questa barriera di cemento armato nacque durante il ventennio fascista allo scopo di proteggere il territorio nazionale da eventuali invasioni straniere, inclusa quella di una <strong>Germania allora potenzialmente ostile</strong>.</p>
<p>Le opere militari partono dal Mar Ligure per giungere fino alle sponde dell&#8217;Adriatico in un susseguirsi di<strong> bunker sotterranei.</strong> E, se si osserva con attenzione, si nota che tali strutture rappresentano un <strong>capolavoro di ingegneria mimetica</strong>, progettate appositamente per scomparire alla vista degli osservatori nemici grazie a geniali mascheramenti in roccia artificiale.</p>
<p>Vi basti pensare che la costruzione richiese <strong>sforzi logistici immens</strong>i, portando elettricità e strade laddove prima passavano soltanto i camosci. Molti di questi siti rimasero incompiuti a causa della scarsità di materie prime, trasformandosi in scheletri di pietra che ancora oggi dominano i <strong>valichi d&#8217;alta quota.</strong></p>
<h2>La Vallo Alpino del Littorio e la protezione dei confini settentrionali</h2>
<p>Se si osservano le mappe delle <strong>Alpi Marittime</strong> o delle <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/forest-therapy-vallunga-dolomiti-inverno/" data-wpel-link="internal">Dolomiti</a></strong>, balzano all&#8217;occhio le feritoie oscure che scrutano i sentieri. Queste opere, chiamate tecnicamente <strong>Circolari 200</strong> o <strong>Circolari 15.000</strong> in base alle direttive tecniche dell’epoca, costituivano piccoli mondi autonomi dotati di sistemi di ventilazione, camerate e riserve idriche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Opera-9-Dobbiaco.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666026" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Opera-9-Dobbiaco.jpg" alt="Opera 9 Dobbiaco, Vallo Alpino del Littorio" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Opera-9-Dobbiaco.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Opera-9-Dobbiaco-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Opera-9-Dobbiaco-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Opera-9-Dobbiaco-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: CC BY-SA 3.0, via Wikimedia</em></p>
<p>I <strong>Soldati della Guardia alla Frontiera</strong> passavano intere settimane dentro questi gusci freddi, pronti a sbarrare il passo a eventuali invasori. La particolarità risiede nella mimetizzazione estrema: dall&#8217;esterno le cupole corazzate appaiono come<strong> innocui massi erratici</strong>, perfettamente integrati nel paesaggio granulitico.</p>
<h2>Architettura del silenzio e resti della Vallo Alpino del Littorio</h2>
<p>Risalendo i pendii verso il <strong>Passo Croce di Ferro</strong> o le zone di confine del <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castello-ahrensperg-friuli/" data-wpel-link="internal">Friuli</a></strong>, si incontrano blocchi di calcestruzzo che sembrano sfidare le leggi della fisica. Gli ingegneri dell&#8217;epoca progettarono ingressi angusti, studiati appositamente per resistere a urti di grosso calibro. All’interno delle gallerie l&#8217;aria profuma di umidità e ruggine, mentre i pavimenti conservano i <strong>solchi dei carrelli per le munizioni</strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Feritoie.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666025" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Feritoie.jpg" alt="Feritoie del Vallo Alpino del Littorio" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Feritoie.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Feritoie-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Feritoie-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Feritoie-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: Roberto Manfredi, Riotforlife &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia</em></p>
<p>Tale apparato difensivo, a differenza della <strong>Linea Cadorna</strong> della Grande Guerra con cui viene talvolta confuso, vanta in realtà una <strong>tecnologia molto superiore</strong>, con porte a tenuta stagna e centrali di filtraggio per contrastare attacchi chimici. Tutti dettagli che, inevitabilmente, rendono le escursioni un percorso dentro la memoria tecnica di una nazione che tentava di <strong>blindare la propria sicurezza</strong> dietro strati di cemento rinforzato.</p>
<h2>Itinerari tra natura e cemento del Vallo Alpino del Littorio</h2>
<p>Percorrere i <strong>vecchi sentieri militari</strong> regala panorami mozzafiato su vallate che un tempo venivano sorvegliate dai cannoni. Molti appassionati di trekking trovano in queste vestigia un motivo di riflessione profonda sulla <strong>fragilità della pace</strong>. Alcuni forti, come quello di Bramafam, sono diventati musei visitabili, mentre altri restano sentinelle mute in attesa che il tempo li sgretoli definitivamente.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Casermette-di-confine.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666027" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Casermette-di-confine.jpg" alt="Casermette di confine, Vallo Alpino del Littorio" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Casermette-di-confine.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Casermette-di-confine-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Casermette-di-confine-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Casermette-di-confine-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Salire verso le vette permette di toccare con mano le <strong>spesse piastre d&#8217;acciaio</strong> che proteggevano gli osservatori, elementi metallici trasportati a braccia o con l&#8217;ausilio di rudimentali teleferiche. Un&#8217;eredità materiale che spinge l&#8217;escursionista a guardare oltre la bellezza del panorama, cercando di decifrare i segnali di un passato che ha trasformato le cime in una <strong>fortezza diffusa</strong>.</p>
<h3>Consigli per l&#8217;esplorazione sicura</h3>
<ul>
<li><strong>Illuminazione affidabile:</strong> le gallerie interne sono prive di luce naturale e presentano spesso pozzi o ostacoli. È fondamentale portare sempre due fonti di luce diverse, come una lampada frontale potente e una torcia di riserva.</li>
<li><strong>Attrezzatura protettiva</strong>: un caschetto da alpinismo o da speleologia salva la testa da urti contro le basse volte in cemento o contro spuntoni di ferro arrugginito che sporgono dalle pareti.</li>
<li><strong>Stato delle strutture</strong>: le infiltrazioni d&#8217;acqua rendono i pavimenti scivolosi e possono aver indebolito le scale metalliche originali. Meglio evitare di salire su rampe o soppalchi che appaiono corrosi dal tempo.</li>
<li><strong>Percorsi esterni</strong>: molti sentieri militari, pur essendo larghi e con pendenze costanti, soffrono di frane. Prima di partire, è necessario verificare sempre la percorribilità dei tracciati sui portali regionali o presso i rifugi della zona.</li>
</ul>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Ricovero-in-caverna.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666029" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Ricovero-in-caverna.jpg" alt="Ricovero in caverna, Vallo Alpino del Littorio" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Ricovero-in-caverna.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Ricovero-in-caverna-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Ricovero-in-caverna-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Ricovero-in-caverna-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: Di Roberto Manfredi, Riotforlife &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia</em></p>
<h3>Siti di rilievo da visitare</h3>
<ul>
<li><strong>Forte Bramafam (Bardonecchia):</strong> trasformato in un museo eccellente, permette di comprendere l&#8217;evoluzione delle fortificazioni dalle fine dell&#8217;800 fino al Vallo Alpino.</li>
<li><strong>Sbarramento di Passo Monte Croce Comelico</strong>: un esempio perfetto per vedere come i bunker venivano mimetizzati tra le pareti dolomitiche.</li>
<li><strong>Opere di Vallo Nera (Val Roia)</strong>: qui le strutture sono imponenti e offrono una visione chiara dei cosiddetti Malloppi in cemento che dominano le valli.</li>
</ul>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Forte-Bramafam.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-666030" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Forte-Bramafam.jpg" alt="Forte Bramafam, Vallo Alpino del Littorio" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Forte-Bramafam.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Forte-Bramafam-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Forte-Bramafam-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Forte-Bramafam-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><em>Foto: By Arrotta &#8211; Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia</em></p>
<p>È fondamentale ricordarsi che l&#8217;esplorazione dei bunker non messi in sicurezza richiede <strong>estrema cautela</strong> e, idealmente, la compagnia di <strong>qualcuno esperto dei luoghi.</strong></p>
<p><em>Foto di copertina: di Riotforlife di Wikipedia in italiano &#8211; Trasferito da it.wikipedia su Commons da llorenzi., Pubblico dominio, via Wikimedia</em></p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/sbarramento-pian-dei-morti-alto-adige/" data-wpel-link="internal">Denti di drago e silenzi di ghiaccio: trekking alla scoperta del segreto militare custodito dal Pian dei Morti</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/cala-del-sasso-veneto/" data-wpel-link="internal">Calà del Sasso: 4.444 motivi per maledire (e amare) la scalinata più lunga d’Italia</a></strong></li>
</ul>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<div itemprop="description">
<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div>
</div>
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</div>
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		<title>Passeggiate sul Lago del Corlo, il piccolo fiordo delle Prealpi venete con il campanile che emerge dalle acque</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lago-del-corlo-arsie-veneto-trekking-cosa-vedere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:54:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[laghi]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Un lago che non dovrebbe esistere, e invece è lì Nel 1954, gli ingegneri dello[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="667" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/5-5.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="lago-del-corlo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/5-5.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/5-5-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/5-5-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Un lago che non dovrebbe esistere, e invece è lì</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nel 1954, gli ingegneri dello sbarramento del torrente <strong>Cismon</strong> allagarono una valle intera. Andarono sott&#8217;acqua i borghi di Giuliat, Cèsa, Cabalàu e Carèr, la chiesa di Rocca, i campi e le strade. Si salvò solo il campanile. Il <strong>Lago del Corlo</strong> — conosciuto anche come Lago di Arsiè — nasce così, con la costruzione di una diga che sbarra il corso del Cismon e sommerge gli antichi borghi della valle.<br />
Oggi quel <strong>campanile</strong> emerge ancora dall&#8217;acqua nella frazione di Rocca, uno dei punti più fotogenici dell&#8217;intero lago, e ha qualcosa di vagamente inquietante che non si dimentica facilmente.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Lago_Del_Corlo_05-1.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-665340" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Lago_Del_Corlo_05-1.jpeg" alt="Lago_Del_Corlo_veneto" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Lago_Del_Corlo_05-1.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Lago_Del_Corlo_05-1-300x225.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Lago_Del_Corlo_05-1-1024x768.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Lago_Del_Corlo_05-1-768x576.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il lago si è preso lo spazio che era della valle e ne ha fatto qualcosa di inaspettatamente bello. Dalla forma allungata e irregolare, si estende a sud-est di Arsiè fino alla frazione di Rocca, incastonato nell&#8217;ampia conca verde tra la Valsugana, il <strong>Monte Grappa</strong> e le terre feltrine.<br />
Le pareti rocciose scendono quasi verticali sull&#8217;acqua — da qui il paragone con i fiordi nordici, un po&#8217; enfatico ma non del tutto sbagliato.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La diga e la cascata</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il lago è artificiale e lo sbarramento della <strong>diga di Arsiè</strong> è un&#8217;opera imponente. La profondità del bacino raggiunge circa <strong>67 metri</strong>. Quando il lago si riempie troppo, dalla diga viene azionata un&#8217;altissima cascata con un salto di oltre <strong>100 metri</strong>.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Vista_del_Lago_del_Corlo_da_Cima_Lan.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-665343" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Vista_del_Lago_del_Corlo_da_Cima_Lan.jpg" alt="lago-del-corlo-trekking" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Vista_del_Lago_del_Corlo_da_Cima_Lan.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Vista_del_Lago_del_Corlo_da_Cima_Lan-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Vista_del_Lago_del_Corlo_da_Cima_Lan-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Vista_del_Lago_del_Corlo_da_Cima_Lan-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Non è programmabile e non c&#8217;è un calendario: capita, e chi c&#8217;è c&#8217;è. Vale la pena fermarsi alla diga già solo per guardare giù.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Trekking: dal giro del lago al borgo fantasma</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il giro completo si sviluppa su circa <strong>21 chilometri</strong> con un grado di difficoltà elevato, oppure si può optare per il tratto parziale dalla sponda di Rocca fino ad Arsiè, di almeno 3-4 km per un&#8217;uscita breve.<br />
Un percorso di circa <strong>14 chilometri</strong>, con partenza consigliata dalla <strong>frazione di Rocca</strong> in senso antiorario.<br />
Lo si poteva fare fino a questo inverno. Poi una frana ha interrotto il sentiero, rendendolo pericoloso. <strong>ATTENZIONE:</strong> al momento vige dunque un&#8217;ordinanza comunale che vieta di percorrerlo. La situazione è in aggiornamento, consultate il sito del comune o chiamate per avere informazioni precise.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Fumegai: il borgo che il tempo non ha aggiornato</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Raggiungibile a piedi dalla frazione di Rocca, <strong>Fumegai</strong> è un borgo fantasma dove il tempo sembra essersi fermato.  Dal Ponte della Vittoria si imbocca una strada asfaltata in salita con qualche tornante, poi si raggiunge il villaggio di Boldi dove la strada diventa mulattiera.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Lago-del-Corlo-borgo-.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-665350" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Lago-del-Corlo-borgo-.jpg" alt="Lago del Corlo borgo" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Lago-del-Corlo-borgo-.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Lago-del-Corlo-borgo--300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Lago-del-Corlo-borgo--1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Lago-del-Corlo-borgo--768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Case abbandonate, silenzio, e la sensazione di essere arrivati in ritardo di qualche decennio. Cercate qualche trattoria dove mangiare i <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/bigoli-veneti-itinerari-outdoor-trattorie/" data-wpel-link="internal"><strong>bigoli</strong></a> o le <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/sarde-in-saor-veneto-piatto-del-viaggio/" data-wpel-link="internal">sarde in saor.</a></strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Lungo il sentiero nel bosco verso la storica frazione di <strong>Forcelletta</strong> si attraversa uno splendido <strong>ponte di ferro in stile Eiffel</strong> sul Lago del Corlo — una struttura che spunta dal bosco senza preavviso e che difficilmente si dimentica.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il Ponte della Vittoria: la passerella sospesa</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il <strong>Ponte della Vittoria</strong>, edificato nel <strong>1928</strong>, è una passerella in legno sorretta da funi d&#8217;acciaio fissate agli storici torrioni in pietra. Si trova nella frazione di Rocca, dove le due sponde si avvicinano al punto da permettere attraversamenti multipli. È uno dei punti panoramici più frequentati — e meritati — di tutto il lago.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/8-2.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-665345" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/8-2.png" alt="lago-corlo-passeggiate" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/8-2.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/8-2-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/8-2-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Sport acquatici e attività</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il lago non è balneabile, ma è navigabile. In riva al lago si trova il <strong>Parco della Campagnola</strong>, un&#8217;area attrezzata con tavoli e panche in legno, barbecue in muratura, servizi igienici, parcheggio a pagamento e parco giochi per bambini. Sul lago si noleggiamo pedalò, SUP e canoe. È possibile acquistare anche un permesso di pesca.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Lago_Del_Corlo_01.jpeg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-665342" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Lago_Del_Corlo_01.jpeg" alt="Lago_Del_Corlo_attività" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Lago_Del_Corlo_01.jpeg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Lago_Del_Corlo_01-300x225.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Lago_Del_Corlo_01-1024x768.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/Lago_Del_Corlo_01-768x576.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
Il noleggio di kayak si trova in <strong>località Rocca</strong>, vicino al campanile. Proseguendo verso destra dal punto di noleggio, il lago si stringe tra le montagne fino al tratto più fotogenico di tutto il bacino.<br />
Per i più adrenalinici c&#8217;è anche il <strong>parapendio</strong>, con voli di oltre 20 minuti che offrono una prospettiva del lago e della valle difficile da dimenticare.<br />
I sentieri intorno al lago <strong>sono percorribili anche in</strong> <strong>MTB</strong>, con tracce che risalgono verso il Col Perer e il Col del Gallo.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Quando andare (e quando no)</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La stagione migliore è <strong>primavera e autunno</strong>: colori, assenza di folla, sentieri agibili. In estate il lago funziona ma richiede qualche accortezza.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/7-2.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-665346" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/7-2.png" alt="lago-corlo-boschi" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/7-2.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/7-2-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/7-2-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
Ad <strong>agosto</strong> il livello dell&#8217;acqua scende anche di diversi metri, rendendo le rive di difficile accesso.<br />
<strong>L&#8217;inverno</strong> è per chi ama il silenzio assoluto e i riflessi dell&#8217;acqua ferma — nessun noleggio attivo, nessun bar aperto, quasi nessun altra persona.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Info pratiche</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Dove:</strong> Comune di Arsiè (BL), Prealpi Bellunesi<br />
<strong>Come arrivare:</strong> A27 uscita Treviso Sud, poi Strada Feltrina verso Arsiè. Da Bassano del Grappa circa <strong>30 minuti</strong>; da Venezia circa <strong>1 ora</strong><br />
<strong>Parcheggio:</strong> via Liberazione 58, Arsiè (gratuito); parcheggio Parco della Campagnola (a pagamento)<br />
<strong>Trekking ad anello:</strong> 14-21 km, dislivello variabile, difficoltà media-alta. Chiamare per informazioni sullo stato del sentiero.<br />
<strong>Noleggio imbarcazioni:</strong> in loc. Rocca, stagionale<br />
<strong>Parapendio:</strong> Mauro Carazzai — info@extremeadventure.it<br />
<strong>l lago non è balneabile</strong> <strong>Periodo consigliato:</strong> maggio-giugno e settembre-ottobre</p>
<p>Foto Canva, <a href="https://www.visitdolomitibellunesi.com/it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">visitdolomitibellunesi</a>, Di Fflavio74 &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=21986287, Di Emilio Zonta &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18393350, Di Emilio Zonta &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18393350, Di Fflavio74 &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=21986281, Di Fflavio74 &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=21986287</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Leggi anche</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/cala-del-sasso-veneto/" data-wpel-link="internal"><strong>Calà del Sasso: 4.444 motivi per maledire (e amare) la scalinata più lunga d’Italia</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/sul-monte-lagazuoi-a-cortina-le-escursioni-nella-storia-della-grande-guerra/" data-wpel-link="internal">Questo sentiero in Veneto è un tuffo nella natura a nella storia</a></strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/cappella-degli-scrovegni-padova/" data-wpel-link="internal"><strong>Cappella degli Scrovegni, il sisma visivo di Giotto che ha inventato il futuro</strong></a></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/le-piu-belle-gite-in-bici-in-veneto-itinerari-da-non-perdere/" data-wpel-link="internal"><strong>Le più belle gite in bici in Veneto</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cappella degli Scrovegni, il sisma visivo di Giotto che ha inventato il futuro</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/cappella-degli-scrovegni-padova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 13:53:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=661473</guid>

					<description><![CDATA[All&#8217;esterno appare sobria, quasi dimessa nella sua struttura romanica in mattoni rossi che si affaccia[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Interno-Cappella-degli-Scrovegni.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Dentro la Cappella degli Scrovegni" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Interno-Cappella-degli-Scrovegni.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Interno-Cappella-degli-Scrovegni-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Interno-Cappella-degli-Scrovegni-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Interno-Cappella-degli-Scrovegni-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>All&#8217;esterno appare sobria, quasi dimessa nella sua struttura romanica in mattoni rossi che si affaccia sui resti di un antico anfiteatro romano. Eppure, varcare la soglia della <strong>Cappella degli Scrovegni</strong> equivale a subire un impatto visivo travolgente. Il soffitto a botte sprigiona un azzurro così profondo da sembrare velluto, una volta stellata che annulla i confini fisici dell&#8217;architettura.</p>
<p><strong>Enrico Scrovegni</strong> commissionò quest&#8217;opera all&#8217;inizio del XIV secolo, chiamando il maestro <strong>Giotto di Bondone</strong> per decorare lo spazio dedicato alla redenzione della propria stirpe. E la <strong>scelta dei materiali fu senza precedenti:</strong> il blu che domina ogni scena deriva dalla polvere di lapislazzuli, una pietra preziosa che rende la luminosità delle pareti unica al mondo per intensità e conservazione.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Esterno-Cappella-degli-Scrovegni.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-661487" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Esterno-Cappella-degli-Scrovegni.jpg" alt="La Cappella degli Scrovegni da fuori" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Esterno-Cappella-degli-Scrovegni.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Esterno-Cappella-degli-Scrovegni-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Esterno-Cappella-degli-Scrovegni-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Esterno-Cappella-degli-Scrovegni-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Foto Canva</p>
<h2>La rivoluzione dello sguardo e dello spazio</h2>
<p>Prima di questo capolavoro, le figure sacre apparivano rigide, prive di peso e bidimensionali. Per questo motivo, Giotto scelse di rompere qualsiasi schema medievale. E lo face in maniera davvero geniale, in quanto introdusse la <strong>spazialità tridimensionale e la fisicità dei corp</strong>i. I personaggi dipinti possiedono muscoli, ossa e, soprattutto, sentimenti visibili. Osservando il <strong>Compianto sul Cristo morto,</strong> si percepisce il dolore reale attraverso i volti rigati dalle lacrime e i gesti disperati degli angeli in volo.</p>
<p>Ogni riquadro narra una storia con una naturalezza che sbalordì i contemporanei. Le vesti cadono pesanti seguendo le leggi della gravità, mentre le architetture dipinte mettono in scena una profondità tridimensionale che anticipa di un secolo le conquiste del <strong>Rinascimento.</strong> Parliamo perciò di un&#8217;opera totale, in cui la narrazione teologica diventa cronaca umana.</p>
<h2>Il Giudizio Universale e l&#8217;espiazione degli Scrovegni</h2>
<p>La controfacciata della Cappella degli Scrovegni ospita il maestoso <strong>Giudizio Universale</strong>, opera che occupa l&#8217;intera parete sopra la porta d&#8217;ingresso. Al centro siede <strong>Cristo in Maestà</strong>, fulcro di un sistema cosmico che divide i beati dai dannati con una forza visiva senza precedenti. L&#8217;inferno è rappresentato come un groviglio caotico di figure tormentate, mentre le schiere celesti procedono con ordine armonico.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Cappella-degli-Scrovegni.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-661488" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Cappella-degli-Scrovegni.jpg" alt="Cappella degli Scrovegni, Giudizio Universale" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Cappella-degli-Scrovegni.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Cappella-degli-Scrovegni-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Cappella-degli-Scrovegni-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/Cappella-degli-Scrovegni-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Foto: di Zairon &#8211; Own work, CC BY-SA 4.0, Via Wikimedia</p>
<p>In questa scena si rintraccia l&#8217;unicità del legame tra arte e committenza: <strong>Enrico Scrovegni è dipinto in ginocchio</strong> nell&#8217;atto di offrire il modellino dell&#8217;edificio alla Madonna. Un gesto che simboleggia la richiesta di perdono per i peccati della propria stirpe, rendendo la cappella un monumento alla redenzione.</p>
<h2>Dove si trova e come arrivare alla Cappellla degli Scrovegni</h2>
<p>Raggiungere questo sito di importanza mondiale risulta piuttosto semplice grazie alla posizione centrale nel tessuto urbano padovano. La stazione ferroviaria di <strong>Padova Centrale</strong> funge da principale porta d&#8217;accesso; da quel punto, i <strong>Giardini dell&#8217;Arena</strong> sono raggiungibili con una breve passeggiata lungo Corso del Popolo o tramite le linee del tram e degli autobus urbani che fermano nelle immediate vicinanze di Piazza Eremitani. La Cappella degli Scrovegni, infatti, è protetta da un&#8217;ampia area verde che deve il proprio nome ai resti dell&#8217;antico anfiteatro romano del II secolo d.C.</p>
<p>Per chi utilizza il trasporto su rotaia, l&#8217;area monumentale dista <strong>circa 10  minuti di tragitto a piedi</strong> dallo scalo ferroviario. Chi opta per l&#8217;automobile può fare riferimento ai parcheggi situati lungo il perimetro del centro storico, sebbene il territorio circostante sia protetto da zone a traffico limitato per salvaguardare l&#8217;integrità degli affreschi dalle vibrazioni e dall&#8217;inquinamento. Sappiate, infine, che la <strong>prenotazione anticipata è un requisito fondamentale</strong> per garantire l&#8217;accesso.</p>
<p>Foto di Copertina: zensan, CC BY 3.0, Via Wikipedia</p>
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</ul>
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<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Calà del Sasso: 4.444 motivi per maledire (e amare) la scalinata più lunga d&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/cala-del-sasso-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 11:45:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Vi siete mai chiesti quale sia la scalinata più lunga d’Italia e perché qualcuno abbia[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Calà-del-Sasso.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Calà del Sasso, Veneto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Calà-del-Sasso.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Calà-del-Sasso-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Calà-del-Sasso-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Calà-del-Sasso-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Vi siete mai chiesti quale sia la <strong>scalinata più lunga d’Italia</strong> e perché qualcuno abbia deciso di incastrare 4.444 gradini di pietra nel fianco di una montagna? La risposta si trova a Valstagna, affascinante località del Veneto in cui la <strong>Calà del Sasso</strong> si arrampica verso l&#8217;Altopiano di Asiago. Parliamo di un’opera di ingegneria medievale che sfida le ginocchia e che racconta un&#8217;epoca in cui il legno delle montagne era l&#8217;oro di Venezia.</p>
<p>Sette secoli fa, infatti, boscaioli e contrabbandieri usavano questo nastro di pietra per trasportare i <strong>tronchi fino al fiume Brenta</strong>, dando vita a quella che oggi è diventata una delle ascese più iconiche e brutali del Paese.</p>
<h2>L&#8217;impatto con la pietra: i primi 1000 gradini</h2>
<p>Si parte da<strong> Valstagna</strong>, località Lebo (221 m), e l’inizio è già di per sé un avvertimento: la scalinata si mostra subito con una pendenza costante e una carreggiata di 2 metri. La sua caratteristica principale è la <strong>canaletta laterale</strong> scavata nella roccia, che serviva a governare la discesa dei tronchi. Il fondo è in selciato di calcare grigio, vale a dire che è una superficie che non perdona. Anche con il sole, infatti, l&#8217;umidità che risale dal <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/questa-estate-le-dolomiti-del-brenta-sono-lalternativa-autentica-alle-montagne-affollate/" data-wpel-link="internal">Brenta</a> </strong>la rende costantemente viscida.</p>
<p>In questa prima fase il trucco è <strong>ignorare il conteggio mentale dei passi</strong> e trovare un respiro ritmico, perché la gola della montagna tende a chiudersi togliendo ogni riferimento visivo.</p>
<h2>Il cuore del bosco e il tunnel dei ricordi</h2>
<p>A metà salita, il bosco si fa più fitto e la Calà diventa una trincea. In sostanza, si è totalmente immersi in un <strong>tunnel verde</strong> in cui l’unica colonna sonora è il rumore degli scarponi sulla pietra. Passo dopo passo (o meglio, scalino dopo scalino) si incontrano piccoli capitelli e nicchie che un tempo offrivano l&#8217;unico conforto ai boscaioli e ai contrabbandieri che usavano questa via di notte.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Scalinata-più-lunga-Italia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-660781" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Scalinata-più-lunga-Italia.jpg" alt="Calà del Sasso, la scalinata più lunga Italia" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Scalinata-più-lunga-Italia.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Scalinata-più-lunga-Italia-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Scalinata-più-lunga-Italia-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Scalinata-più-lunga-Italia-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Foto: Giovanni.mello &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia</p>
<p>La pendenza in questo tratto centrale è spietata perché non ci sono tornanti a &#8220;Z&#8221; (sono però presenti ampie curve e gomiti) e la Calà<strong> tira dritta verso l&#8217;alto seguendo</strong> la logica della gravità dei tronchi piuttosto che quella del comfort umano. È il punto in cui le gambe iniziano a tremare e la tentazione di tornare indietro si fa forte. Nonostante questo, il consiglio è di resistere.</p>
<h2>L&#8217;uscita a Sasso di Asiago: la luce dopo la fatica</h2>
<p>Superati i 3000 gradini, l’architettura della scalinata sembra quasi farsi più stanca, con i sassi che si fanno meno regolari e la vegetazione che inizia a diradarsi lasciando spazio ai pascoli dell&#8217;Altopiano. Lo sbocco finale a <strong>Sasso di Asiago</strong> (965 m) è una liberazione sensoriale: si esce dall&#8217;ombra umida del canale di pietra e ci si ritrova in un borgo montano fatto di silenzio e luce.</p>
<p>La sensazione di aver superato un <strong>dislivello di 750 metri</strong> su una scala infinita dà una soddisfazione che pochi altri trekking possono offrire. Da queste parti, davanti alla chiesa, il rito è d&#8217;obbligo: riprendere fiato e guardare verso il basso, dove la foresta ha inghiottito la strada che è stata appena domata.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sasso-di-Asiago.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-660782" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sasso-di-Asiago.jpg" alt="Sasso di Asiago, Veneto" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sasso-di-Asiago.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sasso-di-Asiago-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sasso-di-Asiago-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Sasso-di-Asiago-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Foto:Syrio &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, Via Wikimedia</p>
<h3>Logistica e consigli per non farsi male</h3>
<p>Vi consigliamo di lasciare l&#8217;auto a <strong>Valstagna</strong> lungo il fiume. Il sentiero inizia ufficialmente in via Calà. Inoltre, è meglio <strong>evitare i giorni post-pioggia</strong> perché la pietra diventa una lastra di ghiaccio anche in estate.</p>
<p>È bene anche sapere che scendere <strong>per i 4.444 gradini è</strong> il modo più veloce per distruggersi le ginocchia. La strategia corretta è fare l&#8217;anello: da Sasso occorre prendere il sentiero <strong>CAI 780</strong>. È una discesa molto più dolce che si ricongiunge alla celebre <strong>Via del Tabacco</strong> e riporta a valle godendo finalmente di un panorama aperto sulla Val Brenta.</p>
<p>Sono fondamentali gli scarponi con suola scolpita (Vibram o simili) e i bastoncini, ma anche due litri d&#8217;acqua perché lungo la scalinata <strong>non ci sono punti di rifornimento</strong> (l&#8217;umidità, tra le altre cose, fa sudare molto più del previsto).</p>
<p>Foto di Copertina: fabryr &#8211; La calà del sasso, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia</p>
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</ul>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Bigoli Veneti: il &#8220;comfort food&#8221; perfetto dopo un trekking tra colline e vette</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 13:35:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Bigoli-Veneti.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="I gustosi Bigoli Veneti" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Bigoli-Veneti.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Bigoli-Veneti-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Bigoli-Veneti-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Bigoli-Veneti-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>C&#8217;è un legame indissolubile tra il paesaggio aspro della <strong>Pedemontana veneta</strong> e la consistenza di un piatto di <strong>Bigoli</strong>. Per il viaggiatore che attraversa la regione a passo lento, questo alimento è quasi una <strong>mappa geografica commestibile</strong>. Del resto, si tratta di una pasta lunga che rappresenta il legame viscerale tra la fatica dell&#8217;ascesa e il piacere del recupero. Se dopo un’<strong>escursione in Veneto</strong> non si hanno i gomiti poggiati su una tovaglia a quadretti davanti a un piatto di<strong> Bigoli all’arna</strong>, vuol dire che non è stata fatta un esperienza completa.</p>
<h2>Origini e sapore dei Bigoli Veneti</h2>
<p>La storia dei Bigoli è un raro caso di <strong>gastronomia nata da un’innovazione tecnologica certificata</strong>. Tutto ebbe inizio nel 1604 a <strong>Padova</strong>, quando un pastaio locale, <strong>Bartolomio Veronese </strong>(conosciuto con l’evocativo soprannome di &#8220;Abbondanza&#8221;), ottenne dal Consiglio della città il privilegio esclusivo per la costruzione di un macchinario rivoluzionario: il <strong>torchio meccanico</strong>.</p>
<p>A differenza della pasta stesa al mattarello, infatti, il Bigolo nasce per pressione. L&#8217;impasto, estremamente sodo e con pochissima umidità (il più delle volte solo farina di grano tenero, acqua e un pizzico di sale, o uova d’anatra nelle versioni più ricche), viene spinto attraverso una trafila di bronzo. Grazie a questo meccanismo emerge la <strong>forma di uno spaghettone</strong> (che raggiunge i 3mm di diametro), ma contemporaneamente si lacera microscopicamente la superficie.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Bigoli.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-660573" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Bigoli.jpg" alt="I Bigoli freschi" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Bigoli.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Bigoli-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Bigoli-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Bigoli-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Ed è proprio qui che risiede il<strong> segreto del sapore</strong>: quella rugosità &#8220;ferrosa&#8221; e porosa è progettata per catturare i condimenti grassi e densi della cultura rurale, come il <strong>ragù d&#8217;anatra o la salsa di sarde</strong>. Al palato il Bigolo è &#8220;nervoso&#8221;. Ha una resistenza meccanica superiore a qualsiasi altra pasta lunga; è calloso, quasi croccante se cotto a dovere, e sprigiona un profumo di grano antico che si sposa perfettamente con l&#8217;aria rarefatta delle vette venete.</p>
<h2>Le migliori escursioni da fare in zona</h2>
<p>Per chi viaggia con lo zaino in spalla, il <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/ciaspole-in-veneto-i-percorsi-piu-belli-nelle-dolomiti/" data-wpel-link="internal">Veneto</a></strong> mette a disposizione percorsi particolarmente interessanti, molti dei quali fuori dai centri urbani.</p>
<h3>Alta Via dei Colli Euganei (Sentiero n. 1)</h3>
<p>Questo itinerario è un viaggio nel tempo geologico. Si sviluppa su un <strong>anello di circa 42 km</strong> che abbraccia l&#8217;intero comprensorio del primo <strong>Parco Regionale del Veneto.</strong> Si parte solitamente da Montegrotto Terme o Villa di Teolo per camminare sulla trachite, una roccia magmatica chiara e rugosa che ha pavimentato Piazza San Marco a Venezia. Il sentiero alterna creste panoramiche (come quella del Monte Fasolo, famosa per i mandorli in fiore) a fitti boschi di castagno sul versante nord.</p>
<p>Il dislivello complessivo è di circa 1.500 metri. Nonostante le quote modeste (il Monte Venda non arriva a 600m), i continui &#8220;strappi&#8221; in salita mettono a dura prova le gambe.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Colli-Euganei.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-660574" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Colli-Euganei.jpg" alt="Colli Euganei, Veneto" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Colli-Euganei.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Colli-Euganei-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Colli-Euganei-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Colli-Euganei-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h3>Il Cammino di Fogazzaro-Roi</h3>
<p>Lungo circa 80 km, questo cammino unisce i luoghi cari allo scrittore <strong>Antonio Fogazzaro</strong> e al marchese <strong>Giuseppe Roi.</strong> È un itinerario che attraversa il Veneto più elegante e rurale, collegando Vicenza a Tonezza del Cimone.</p>
<p>In questo caso il sentiero inizia dal centro di <strong>Vicenza</strong>, si costeggiano le splendide ville palladiane (come Villa ai Nani e La Rotonda) e si risale verso nord lungo gli argini del fiume Astico. A quel punto il tragitto permette di attraversa le Risorgive di Dueville e i castelli di Montecchio Precalcino, per poi inerpicarsi verso la <strong>Val d&#8217;Astico</strong>.</p>
<h3>La Calà del Sasso</h3>
<p>Situata nel <strong>Canale di Brenta</strong>, la <strong>Calà del Sasso</strong> è una delle opere di ingegneria stradale più incredibili del mondo. Realizzata nel XIV secolo per trasportare il legname dall&#8217;Altopiano di Asiago verso Venezia, conta esattamente <strong>4.444 gradini di pietra calcarea</strong> affiancati da una canaletta dove scivolavano i tronchi.</p>
<p>Il percorso parte da<strong> Valstagna</strong> (150 m s.l.m.) e arriva nella frazione di Sasso di Asiago (865 m s.l.m.). È una scalata costante e implacabile all&#8217;interno di un vallone roccioso e ombroso, spesso umido, che richiede calzature con ottimo grip.</p>
<h2>I migliori ristoranti dove mangiare i Bigoli Veneti dopo la fatica</h2>
<p>Abbiamo selezionato per voi i luoghi dove trovare<strong> i migliori Bigoli Veneti</strong> dopo aver passato una mezza giornata (o più) sui sentieri:</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Bigoli-con-anatra.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-660575" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Bigoli-con-anatra.jpg" alt="Dove mangiare i migliori Bigoli Veneti" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Bigoli-con-anatra.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Bigoli-con-anatra-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Bigoli-con-anatra-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Bigoli-con-anatra-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<ul>
<li><strong>Trattoria ai Dadi (Thiene, VI):</strong> situata in una posizione strategica tra la pianura e le montagne, è considerata la &#8220;Mecca&#8221; dei <strong>Bigoli all&#8217;anatra</strong>. Qui la ricetta segue i canoni del vicentino settentrionale, ovvero ragù bianco, saporito e senza traccia di pomodoro.</li>
<li><strong>Trattoria Al Pirio (Torreglia, PD)</strong>: per chi percorre i sentieri dei <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/i-5-itinerari-in-bici-piu-belli-del-veneto/" data-wpel-link="internal">Colli Euganei</a></strong>, questo locale offre una terrazza naturale incredibile. I loro Bigoli al torchio sono famosi per la freschezza delle materie prime locali, inclusi i sughi a base di erbe selvatiche raccolte sui colli circostanti.</li>
<li><strong>Osteria alla Pasina (Dosson di Casier, TV):</strong> se il viaggio segue le vie d&#8217;acqua del <strong>Parco del Fiume Sile</strong> (Greenway), questa è la fermata definitiva perché si possono gustare i Bigoli conditi con il Radicchio Rosso di Treviso.</li>
<li><strong>Antica Trattoria dei Colli (Sossano, VI)</strong>: nel cuore dei <strong>Colli Berici</strong>, è considerato un tempio della tradizione in cui è ancora possibile assistere al rito del Bigolo fatto al momento.</li>
</ul>
<p>Foto Canva</p>
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<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/brent-de-lart-inverno-veneto/" data-wpel-link="internal">In Veneto c’è un canyon rosso che sfida l’inverno: viaggio nel cuore dei Brent de l’Art</a></strong></li>
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</ul>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>In Italia c&#8217;è un canyon rosso che sfida l&#8217;inverno: viaggio nel cuore dei Brent de l&#8217;Art</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/brent-de-lart-inverno-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 13:41:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[canyoning]]></category>
		<category><![CDATA[escursione]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore della Valbelluna, il torrente Ardo custodisce uno dei fenomeni geomorfologici più significativi delle[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Brent-de-lArt.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Brent de l’Art, Veneto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Brent-de-lArt.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Brent-de-lArt-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Brent-de-lArt-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Brent-de-lArt-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Nel cuore della <strong>Valbelluna</strong>, il torrente Ardo custodisce uno dei fenomeni geomorfologici più significativi delle Prealpi Venete: i <strong>Brent de l&#8217;Art.</strong> Se durante i mesi estivi il sito attira per il contrasto cromatico tra le acque turchesi e la roccia venata, è con il rigore invernale che la forra rivela la sua natura più austera e primordiale, trasformandosi in una <strong>cattedrale di ghiaccio e pietra</strong>.</p>
<h2>La genesi nel rosso: la Scaglia Rossa bellunese</h2>
<p>Situati per la precisione a <strong>Sant&#8217;Antonio di Tortal</strong>, rappresentano uno dei rari esempi di forre scavate nella <strong>Scaglia Rossa</strong> in cui l&#8217;erosione fluviale ha prodotto geometrie perfettamente concave, definite localmente &#8220;Brent&#8221;. Parliamo di una particolare roccia sedimentaria marina che ha preso vita durante il <strong>Cretaceo Superiore</strong> (circa 90 milioni di anni fa) e i cui strati, composti da resti di microfossili e argille, presentano una colorazione che vira dal bianco crema al rosso mattone.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Brent-de-lArt-Canyon.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-660434" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Brent-de-lArt-Canyon.jpg" alt="Brent de l’Art, canyon italiano" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Brent-de-lArt-Canyon.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Brent-de-lArt-Canyon-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Brent-de-lArt-Canyon-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Brent-de-lArt-Canyon-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>L&#8217;erosione fluviale ha modellato questi massi in forme concave e sinuose, dove il gelo agisce come un catalizzatore visivo: la neve si deposita sulle stratificazioni orizzontali, accentuando la geometria millimetrica delle pareti mettendo in scena un <strong>archivio geologico a cielo aperto</strong>.</p>
<p>A causa della profondità della gola e della sua ristrettezza, si verifica persino un fenomeno di <strong>confinamento termico</strong>. Ciò vuol dire che la radiazione solare fatica a penetrare sul fondo, mantenendo temperature di diversi gradi inferiori rispetto al pianoro di Sant’Antonio di Tortal.</p>
<p>Questo microclima favorisce la formazione di<strong> imponenti colate di ghiaccio</strong> che scaturiscono dalle fessurazioni della roccia. Quando il flusso del torrente rallenta e le temperature restano costantemente sotto lo zero, l&#8217;Ardo congela, creando una pavimentazione cristallina che permette (con le dovute precauzioni) di penetrare nelle &#8220;volte&#8221; più profonde.</p>
<h2>Guida tecnica all&#8217;escursione</h2>
<p>Il punto di accesso è il piccolo abitato di Sant’Antonio di Tortal da dove il sentiero (segnalato) scende bruscamente verso la <strong>valle dell&#8217;Ardo</strong>. L&#8217;ultimo tratto, invece, è costituito da una ripida scalinata che porta al ponte sospeso.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Escursione-Brent-de-lArt.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-660435" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Escursione-Brent-de-lArt.jpg" alt="Escursione ai Brent de l’Art, come funziona" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Escursione-Brent-de-lArt.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Escursione-Brent-de-lArt-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Escursione-Brent-de-lArt-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/01/Escursione-Brent-de-lArt-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Con la stagione fredda, i gradini di pietra e legno sono quasi costantemente coperti da un velo di ghiaccio trasparente. In poche parole, senza l&#8217;attrezzatura specifica c&#8217;è un <strong>alto rischio di scivolamento.</strong> Per questo motivo, è fondamentale un approccio rigoroso:</p>
<ul>
<li><strong>Ramponcini da escursionismo</strong>: obbligatori. Non sono accessori opzionali perché sono necessari a garantire il grip sui gradoni e sui tratti di sentiero ghiacciato.</li>
<li><strong>Il casco</strong>: se si decide di scendere sul greto e addentrarsi nelle &#8220;volte&#8221;, il casco è essenziale. Il rischio di caduta di ghiaccio o piccoli detriti dalle pareti superiori, dovuto ai cicli di gelo-disgelo, è reale e imprevedibile.</li>
<li><strong>Progressione sul ghiaccio</strong>: camminare sul torrente ghiacciato richiede esperienza. Lo spessore non è uniforme e il pericolo di rottura della lastra con conseguente caduta in acque profonde e gelide è presente.</li>
</ul>
<p>Per apprezzare la saturazione del rosso della roccia in contrasto con il bianco del ghiaccio, la finestra temporale è strettissima. In inverno, la luce penetra nel canyon solo tra le <strong>11:30 e le 13:30.</strong> Al di fuori di questa fascia, l&#8217;ambiente diventa cupo e la temperatura percepita cala drasticamente di diversi gradi rispetto al piano di campagna.</p>
<h3>Serve una guida autorizzata?</h3>
<p>Per quanto riguarda la scelta tra <strong>autonomia e accompagnamento professionale</strong>, la discriminante risiede nella profondità dell&#8217;esplorazione che si intende intraprendere. La progressione fino al ponte sospeso è gestibile da soli ma esclusivamente da escursionisti dotati di ramponcini tecnici, indispensabili per superare il velo di ghiaccio (verglas) che ricopre costantemente i gradoni di accesso.</p>
<p>Tuttavia, qualora l&#8217;obiettivo sia la progressione all&#8217;interno delle &#8220;volte&#8221; (i segmenti più stretti del canyon) l&#8217;ausilio di una <a href="https://dolomitiguides.com/it/proposte/uscite/204-brent-dell-art-d-inverno.html" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Guida Alpina</a> è non solo è <strong>fortemente raccomandato ma obbligatorio</strong>. Solo un professionista, infatti, è in grado di valutare la portanza della lastra ghiacciata sopra i gorghi del torrente Ardo e monitorare il rischio di distacco delle stalattiti dalle pareti superiori.</p>
<p>Tra le altre cose, la finestra di accesso ai Brent de l&#8217;Art in assetto invernale è estremamente ridotta e imprevedibile. La quota altimetrica contenuta (circa 400 metri s.l.m. nel fondovalle) impedisce infatti la stabilizzazione del ghiaccio per l&#8217;intera stagione; di conseguenza, la formazione di una crosta portante e di colate parietali sicure è limitata a brevissimi intervalli temporali, solitamente in<strong> coincidenza con i picchi di freddo più intenso.</strong></p>
<p>Foto Canva</p>
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<ul>
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</ul>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Sarde in saor: l&#8217;antico &#8220;piatto del viaggio&#8221; veneziano è il compagno perfetto per l&#8217;outdoor</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/sarde-in-saor-veneto-piatto-del-viaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Dec 2025 07:26:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[enogastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[Ve lo sveliamo subito: pochi piatti sanno raccontare l&#8217;avventura come le Sarde in Saor. Affermatesi[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Sarde-in-saor.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Sarde in Saor, Veneto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Sarde-in-saor.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Sarde-in-saor-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Sarde-in-saor-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Sarde-in-saor-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Ve lo sveliamo subito: pochi piatti sanno raccontare l&#8217;avventura come le <strong>Sarde in Saor.</strong> Affermatesi tra il tardo Medioevo e l&#8217;età moderna nella tradizione marinara veneziana, è un alimento nato dall&#8217;<strong>esigenza concreta dei viaggiatori via mare</strong> di conservare il cibo durante le spedizioni nell&#8217;Adriatico. Il &#8220;saor&#8221; (il sapore) era una vera e propria tecnica di sopravvivenza: una marinatura a base di cipolla e aceto che rendeva il <strong>pesce azzurro</strong> più resistente al deterioramento.</p>
<p>Per chi oggi affronta un trekking costiero o una traversata in kayak, infatti, questo alimento può essere letto come un archetipo storico del<strong> cibo da viaggio.</strong></p>
<h2>Gusto e particolarità: l’alchimia del &#8220;piatto del viaggio&#8221;</h2>
<p>La magia di questa preparazione inizia con la <strong>frittura delle sarde freschissime</strong>, infarinate e rese croccanti, che vengono poi stratificate in una terrina e sommerse dal &#8220;saor&#8221;. Un condimento che è un&#8217;esplosione di contrasti: una montagna di cipolle bianche affettate sottili e stufate lentamente in olio e aceto di vino bianco, fino a diventare quasi una crema agrodolce. L&#8217;aggiunta di uvetta sultanina e pinoli (forse influenzata dai traffici veneziani con il Levante) serve a bilanciare l&#8217;acidità e a dare <strong>consistenza al morso.</strong></p>
<p>Il soprannome &#8220;<strong>piatto del viaggio</strong>&#8221; deriva proprio da questa precisa funzione tecnica: l&#8217;aceto e la cipolla danno vita a un ambiente acido naturale che blocca la proliferazione batterica, permettendo al pesce di preservarsi per alcuni giorni (fino a una settimana in condizioni favorevoli). Al contrario di molte preparazioni moderne, infatti, le Sarde in Saor<strong> migliorano con il tempo</strong>. Il riposo prolungato consente agli aromi di amalgamarsi e alle carni di distendersi, raggiungendo un equilibrio gustativo ottimale dopo 48 -72 ore (chiaramente se mantenute in condizioni adeguate).</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Sarde-in-saor-veneto.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-659960" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Sarde-in-saor-veneto.jpg" alt="Sarde in Saor, il piatto del viaggio" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Sarde-in-saor-veneto.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Sarde-in-saor-veneto-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Sarde-in-saor-veneto-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Sarde-in-saor-veneto-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Esperienze Outdoor: tra barene e kayak</h2>
<p>La <strong>Laguna Nord di Venezia</strong> si sviluppa come un dedalo di canali e terre emerse tra <strong>Mazzorbo</strong> e <strong>Burano </strong>e rappresenta il terreno ideale per mettere alla prova il proprio spirito esplorativo. Solcare le acque in kayak fa sì che si possa scivolare silenziosi tra le barene (i tipici dossi argillosi coperti di vegetazione alofita) osservando aironi cinerini e cormorani in un ecosistema sospeso. Un itinerario classico di <strong>circa 8-10 km</strong> parte dalla Certosa e punta verso l&#8217;Isola di San Francesco del Deserto, un&#8217;oasi di pace gestita dai frati minori.</p>
<p>Chi preferisce muoversi a terra, vista anche la stagione che richiede protezione dal vento, può puntare sull&#8217;<strong>Isola di Sant&#8217;Erasmo</strong>. Conosciuta come &#8220;l&#8217;orto di Venezia&#8221;, questo fazzoletto di terra mette a disposizione un anello ciclabile pianeggiante di circa 9 km che si percorre in un&#8217;ora di pedalata lenta. Il sentiero costeggia i filari di uva Dorona e le carciofaie del celebre &#8220;Carciofo Violetto&#8221;, regalando scorci di una <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/giethoorn-paesi-bassi/" data-wpel-link="internal">Venezia</a></strong> rurale e selvaggia. Da non perdere la sosta alla Torre Massimiliana, una struttura difensiva asburgica che domina la bocca di porto del Lido, dove l&#8217;aria profuma intensamente di iodio e terra bagnata.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Mazzorbo.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-659961" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Mazzorbo.jpg" alt="Mazzorbo, veneto" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Mazzorbo.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Mazzorbo-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Mazzorbo-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Mazzorbo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p><strong>Info utile</strong>: per un&#8217;esperienza senza pensieri, l&#8217;associazione <em>Venice Kayak</em> organizza tour guidati (durata 3-6 ore) con partenza dall&#8217;Isola della Certosa, fornendo tutta l&#8217;attrezzatura tecnica necessaria. Se scegliete la bici a Sant&#8217;Erasmo, potete noleggiarle direttamente presso il punto di sosta vicino alla fermata del vaporetto &#8220;Capannone&#8221;.</p>
<h2>Dove mangiare dopo l&#8217;esperienza: indirizzi autentici</h2>
<p>Concluso il percorso outdoor, ecco tre tappe fondamentali dove la tradizione del saor viene onorata ogni giorno:</p>
<ul>
<li><strong>Trattoria Al Gatto Nero (Burano)</strong>: un&#8217;istituzione familiare in cui Ruggero Bovo propone un saor dalla dolcezza straordinaria, frutto di una cottura lentissima delle cipolle, ideale dopo una sessione intensa di pagaiata.</li>
<li><strong>Antiche Carampane (Venezia &#8211; San Polo)</strong>: situato lontano dai circuiti turistici di massa, questo ristorante è il regno del pesce fresco. Il loro saor è un esempio di equilibrio perfetto tra acidità e dolcezza, preparato seguendo i ritmi del mercato ittico di Rialto.</li>
<li><strong>Trattoria Da Romano (Burano)</strong>: entrare qui è come immergersi nella storia. Le loro Sarde in Saor seguono una proporzione millimetrica tra gli ingredienti, la stessa che un tempo garantiva ai marinai veneziani un pasto sicuro e saporito durante i giorni di navigazione e pesca.</li>
</ul>
<p>Foto Canva</p>
<p><strong>Leggi Anche</strong></p>
<ul>
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</ul>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Ciaspole in Veneto: i 15 percorsi più belli tra le Dolomiti e le Alpi</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/ciaspole-in-veneto-i-percorsi-piu-belli-nelle-dolomiti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Sport]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 16:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport Invernali]]></category>
		<category><![CDATA[ciaspole]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Veneto è una regione dai mille volti: dalla pianura che si tuffa nell&#8217;Adriatico alle[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Asiago-in-Inverno_Forte-Interrotto_credit-Gianluca-Schivo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Ciaspole in Veneto: i 15 percorsi più belli tra le Dolomiti e le Alpi" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Asiago-in-Inverno_Forte-Interrotto_credit-Gianluca-Schivo.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Asiago-in-Inverno_Forte-Interrotto_credit-Gianluca-Schivo-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/Asiago-in-Inverno_Forte-Interrotto_credit-Gianluca-Schivo-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il Veneto è una regione dai mille volti: dalla pianura che si tuffa nell&#8217;Adriatico alle vette dolomitiche che superano i 3000 metri. Ed è proprio questa varietà altimetrica a rendere speciali le ciaspolate in Veneto. Dalle dolci colline dell&#8217;Altopiano di Asiago, perfette per famiglie e principianti, alle impegnative escursioni sotto le Tre Cime di Lavaredo, c&#8217;è davvero qualcosa per tutti.</p>
<h2>Ciaspole in Veneto: i 15 percorsi più belli tra le Dolomiti e le Alpi</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Le Dolomiti venete sono patrimonio UNESCO e offrono scenari da cartolina: i Cadini di Misurina con le loro guglie aguzze, il Pelmo e il Civetta che dominano la Val di Zoldo, le Tre Cime che non hanno bisogno di presentazioni. Ma il Veneto non è solo Dolomiti famose: ci sono valli appartate come la Val di Zoldo, dove il turismo di massa non è ancora arrivato, o il Monte Baldo che regala la vista unica lago e montagne insieme.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>L&#8217;accessibilità è un altro punto di forza</strong>: da Venezia in un&#8217;ora e mezza sei già sui sentieri innevati delle Dolomiti Bellunesi, da Padova e Vicenza in meno di un&#8217;ora arrivi all&#8217;Altopiano di Asiago. Il Veneto è perfetto per chi cerca</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">escursioni di un giorno o weekend sulla neve senza doversi allontanare troppo da casa.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Nota sulla sicurezza</strong>: anche in Veneto è importante consultare il bollettino valanghe e <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/obbligo-arva-per-scialpinisti-e-ciaspole-fuoripista-in-quali-regioni/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">portare con sé l&#8217;attrezzatura di sicurezza (ARVA, pala, sonda) quando si esce dai sentieri turistici battuti</a>. I percorsi che ti propongo sono tutti su itinerari segnalati con rischio contenuto, ma la montagna invernale richiede sempre rispetto e buon senso.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Pronto a scoprire le ciaspolate più belle del Veneto? Cominciamo!</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">I 15 PERCORSI IN SINTESI</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>PROVINCIA DI BELLUNO &#8211; DOLOMITI</strong></p>
<ol class="[li_&amp;]:mb-0 [li_&amp;]:mt-1.5 [li_&amp;]:gap-1.5 [&amp;:not(:last-child)_ul]:pb-1 [&amp;:not(:last-child)_ol]:pb-1 list-decimal flex flex-col gap-2 pl-8 mb-3">
<li class="whitespace-normal break-words pl-2">Cadini di Misurina &#8211; Rifugio Città di Carpi 🟡 Medio</li>
<li class="whitespace-normal break-words pl-2">Lago d&#8217;Antorno &#8211; Rifugio Auronzo (Tre Cime) 🟡 Medio</li>
<li class="whitespace-normal break-words pl-2">Monte Piana 🟡 Medio</li>
<li class="whitespace-normal break-words pl-2">Val di Zoldo &#8211; Rifugio Venezia 🟡 Medio</li>
<li class="whitespace-normal break-words pl-2">Val di Zoldo &#8211; Rifugio Talamini 🟢 Facile</li>
<li class="whitespace-normal break-words pl-2">Monte Rite (Museo delle Nuvole) 🟡 Medio</li>
<li class="whitespace-normal break-words pl-2">Monte Pelmo &#8211; Rifugio Venezia 🟡 Medio</li>
<li class="whitespace-normal break-words pl-2">Forcella Cibiana &#8211; Copada Alta 🟢 Facile</li>
</ol>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>PROVINCIA DI VICENZA &#8211; ALTOPIANO DI ASIAGO</strong> 9. Altopiano di Asiago &#8211; Malga Porta Manazzo 🟢 Facile 10. Monte Baldo Asiago &#8211; Cippo del Papa 🟡 Medio 11. Forte Lisser da Enego 🟡 Medio 12. Centro Fondo Gallio &#8211; Rifugio Adriana 🟢 Facile</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>PROVINCIA DI VERONA &#8211; MONTE BALDO</strong> 13. Monte Baldo &#8211; Rifugio Fiori del Baldo 🟡 Medio</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>PICCOLE DOLOMITI &#8211; RECOARO</strong> 14. Piccole Dolomiti &#8211; Recoaro Terme 🟡 Medio</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>CANSIGLIO</strong> 15. Pian Cansiglio 🟢 Facile</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">DOLOMITI BELLUNESI: IL CUORE DELLE CIASPOLE VENETE</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Le Dolomiti bellunesi sono il regno delle ciaspolate in Veneto. Qui trovi alcuni dei paesaggi più iconici delle Alpi: le Tre Cime, i Cadini di Misurina, il Pelmo. Ma anche valli più appartate dove puoi camminare per ore senza incontrare anima viva.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">1. Cadini di Misurina &#8211; Al Rifugio Città di Carpi</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">📍 <strong>Partenza:</strong> Lago di Misurina, seggiovia Col de Varda (1770m)<br />
⏱ <strong>Durata:</strong> 4 ore (A/R)<br />
📏 <strong>Lunghezza:</strong> 8 km<br />
📈 <strong>Dislivello:</strong> 340m<br />
🎯 <strong>Difficoltà:</strong> 🟡 Medio<br />
🅿️ <strong>Parcheggio:</strong> Parcheggio seggiovia Col de Varda (a pagamento)</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">I Cadini di Misurina sono uno degli scenari più spettacolari delle Dolomiti: un labirinto di guglie, torri e pinnacoli che si ergono verticali verso il cielo. Questa ciaspolata ti porta nel cuore di questo anfiteatro naturale, fino al Rifugio Città di Carpi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Si parte dal parcheggio della seggiovia Col de Varda al Lago di Misurina e si imbocca il sentiero CAI 120, una bella carrareccia che sale nel bosco. Il percorso è quasi sempre battuto (è uno dei più frequentati delle Dolomiti) ma richiede comunque un minimo di allenamento per il dislivello.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Dopo circa un&#8217;ora e mezza, imboccando una breve deviazione sulla sinistra, si raggiunge il Rifugio Col de Varda (2115m), da cui la vista è già spettacolare: Marmarole, Sorapis, Cristallo, Tofane e Marmolada si mostrano in tutto il loro splendore. Da qui si può tornare indietro oppure proseguire sul sentiero principale 120.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Continuando, in circa altre due ore si raggiunge il Rifugio Città di Carpi (2110m), proprio sotto le aguzze guglie dei Cadini. Il panorama è da togliere il fiato: davanti a te le guglie dolomitiche che sembrano voler toccare il cielo, di fronte le maestose Marmarole e il massiccio del Sorapis. È uno di quei posti dove capisci perché le Dolomiti sono patrimonio UNESCO.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Perché vale la pena:</strong> Uno degli scenari dolomitici più spettacolari, percorso vario e panoramico, rifugio aperto per pranzo. Ciaspolata imperdibile per chi ama le Dolomiti vere.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">2. Lago d&#8217;Antorno &#8211; Rifugio Auronzo (Tre Cime di Lavaredo)</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">📍 <strong>Partenza:</strong> Lago d&#8217;Antorno (1866m)<br />
⏱ <strong>Durata:</strong> 4 ore (A/R)<br />
📏 <strong>Lunghezza:</strong> 10 km<br />
📈 <strong>Dislivello:</strong> 450m<br />
🎯 <strong>Difficoltà:</strong> 🟡 Medio<br />
🅿️ <strong>Parcheggio:</strong> Piccolo parcheggio al Lago d&#8217;Antorno o parcheggi più a valle</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Le Tre Cime di Lavaredo sono l&#8217;icona assoluta delle Dolomiti. Questa ciaspolata parte dal suggestivo Lago d&#8217;Antorno e sale fino al Rifugio Auronzo, proprio ai piedi delle Tre Cime. È un&#8217;escursione che va fatta almeno una volta nella vita.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Si parte dal parcheggio del Lago d&#8217;Antorno e si segue la strada che d&#8217;estate è carrozzabile ma d&#8217;inverno diventa dominio dei ciaspolatori. Il percorso sale costantemente ma senza strappi eccessivi, attraversando boschi di abeti e aperture panoramiche sempre più spettacolari.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Man mano che si sale, le Tre Cime iniziano a mostrarsi in tutta la loro maestosità. Quando finalmente arrivi al Rifugio Auronzo (2320m), lo spettacolo è garantito: le tre torri dolomitiche si ergono davanti a te, imponenti e perfette. È un panorama che non si dimentica.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Unico neo</strong>: nei weekend questo percorso è molto frequentato (forse troppo per i nostri gusti). Se puoi, scegli un giorno infrasettimanale. E se le condizioni di neve e meteo lo consentono, puoi spingerti fino a Forcella Lavaredo per una vista ancora più spettacolare su Rifugio Locatelli, Tre Cime e Torre di Toblin.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Perché vale la pena:</strong> Le Tre Cime da vicino sono un&#8217;emozione unica. Questo è IL percorso iconico delle Dolomiti, da fare almeno una volta nonostante la folla.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-659649" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/1024px-Tre_Cime_di_Lavaredo_2012_2.jpg" alt="Lago d'Antorno" width="1024" height="702" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/1024px-Tre_Cime_di_Lavaredo_2012_2.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/1024px-Tre_Cime_di_Lavaredo_2012_2-300x206.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/1024px-Tre_Cime_di_Lavaredo_2012_2-768x527.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">3. Monte Piana &#8211; Museo della Grande Guerra a Cielo Aperto</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">📍 <strong>Partenza:</strong> Lago d&#8217;Antorno (1866m)<br />
⏱ <strong>Durata:</strong> 4 ore (A/R)<br />
📏 <strong>Lunghezza:</strong> 7 km<br />
📈 <strong>Dislivello:</strong> 440m<br />
🎯 <strong>Difficoltà:</strong> 🟡 Medio<br />
🅿️ <strong>Parcheggio:</strong> Lago d&#8217;Antorno</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il Monte Piana è uno dei luoghi più carichi di storia delle Dolomiti. Qui, durante la Prima Guerra Mondiale, si combatté una battaglia durissima tra italiani e austriaci. Oggi è un museo a cielo aperto, con trincee, gallerie e postazioni ancora ben visibili.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Si parte dal Lago d&#8217;Antorno e si imbocca il sentiero CAI 122 che sale con pendenza moderata fino a Forcella Bassa (1880m) e poi a Forcella Auta (1984m). Da qui il percorso diventa più ripido e porta al Rifugio Maggiore Angelo Bosi (2205m), punto di arrivo principale.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Dal rifugio, proseguendo sul sentiero 122, si raggiunge in breve la Piramide Carducci (2300m), una singolare costruzione in pietra eretta dagli alpini in ricordo del poeta che nel 1892 volle salire sul Monte Piana. Da qui il panorama è uno dei più belli delle Dolomiti: Tre Cime di Lavaredo, Cadini di Misurina, Cristallo, Croda Rossa, Sorapis, e ai tuoi piedi il Lago di Misurina.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Camminando sull&#8217;altopiano si incontrano ovunque resti della Grande Guerra: trincee ancora integre, gallerie scavate nella roccia, postazioni di artiglieria. È un&#8217;esperienza che unisce natura e storia in modo toccante.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Perché vale la pena:</strong> Storia e paesaggio si fondono in un&#8217;esperienza unica. Per chi vuole capire cosa significò combattere a 2300 metri di quota.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">4. Val di Zoldo &#8211; Al Rifugio Venezia sotto il Pelmo</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">📍 <strong>Partenza:</strong> Palafavera (1500m), Val di Zoldo<br />
⏱ <strong>Durata:</strong> 3-4 ore (A/R)<br />
📏 <strong>Lunghezza:</strong> 7 km<br />
📈 <strong>Dislivello:</strong> 550m<br />
🎯 <strong>Difficoltà:</strong> 🟡 Medio<br />
🅿️ <strong>Parcheggio:</strong> Parcheggio a Palafavera</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La Val di Zoldo è una delle valli più belle e meno conosciute delle Dolomiti. Qui il turismo di massa non è ancora arrivato e si respira un&#8217;atmosfera autentica. Questa ciaspolata porta al Rifugio Venezia, spettacolare balcone ai piedi del Pelmo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Si parte da Palafavera e si sale nel bosco seguendo le indicazioni per il Rifugio Venezia. Il percorso è impegnativo per il dislivello ma ben segnalato. Man mano che si sale, il bosco si dirada e il Pelmo inizia a mostrare tutta la sua maestosità.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il Pelmo è una delle montagne più belle delle Dolomiti, con la sua forma massiccia e compatta. Quando arrivi al Rifugio Venezia (2050m), te lo ritrovi davanti in tutta la sua imponenza. Il rifugio è spesso aperto nei weekend e serve piatti tipici zoldani.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La Val di Zoldo è perfetta per chi cerca qualcosa di diverso dalle Dolomiti super turistiche. Qui trovi ancora quella dimensione autentica della montagna, con rifugi familiari e sentieri poco battuti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Perché vale la pena:</strong> Il Pelmo da vicino è spettacolare, valle autentica e poco turistica, rifugio accogliente. Per chi cerca le Dolomiti vere.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-659648" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/zoldo-alto-sci.jpg" alt="Ciaspole in Veneto: i 15 percorsi più belli tra le Dolomiti e le Alpi" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/zoldo-alto-sci.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/zoldo-alto-sci-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/zoldo-alto-sci-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">5. Val di Zoldo &#8211; Al Rifugio Talamini</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">📍 <strong>Partenza:</strong> Pecol (1360m), Val di Zoldo<br />
⏱ <strong>Durata:</strong> 2 ore (A/R)<br />
📏 <strong>Lunghezza:</strong> 4 km<br />
📈 <strong>Dislivello:</strong> 250m<br />
🎯 <strong>Difficoltà:</strong> 🟢 Facile<br />
🅿️ <strong>Parcheggio:</strong> Parcheggio a Pecol</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Una ciaspolata facile facile per ammirare senza fatica le Dolomiti. Il Rifugio Talamini è un balcone panoramico sulla Val di Zoldo, raggiungibile con un percorso breve e adatto davvero a tutti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Si parte da Pecol e si segue il sentiero che sale dolcemente nel bosco. La pendenza è moderata e il percorso è largo, perfetto anche per famiglie con bambini. In circa un&#8217;ora si raggiunge il Rifugio Talamini (1610m), da cui la vista spazia su Civetta, Pelmo e tutta la valle zoldana.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il rifugio è aperto nei weekend e serve piatti tipici. È il posto perfetto per un pranzo in tranquillità prima del rientro. La Val di Zoldo è famosa per i suoi casunziei (ravioli ripieni), da provare assolutamente!</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Perché vale la pena:</strong> Facilità massima, panorama stupendo, rifugio accogliente. Perfetto per famiglie e per chi vuole godere delle Dolomiti senza troppa fatica.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">6. Monte Rite &#8211; Il Museo delle Nuvole</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">📍 <strong>Partenza:</strong> Passo Cibiana (1530m)<br />
⏱ <strong>Durata:</strong> 3 ore (A/R)<br />
📏 <strong>Lunghezza:</strong> 6 km<br />
📈 <strong>Dislivello:</strong> 480m<br />
🎯 <strong>Difficoltà:</strong> 🟡 Medio<br />
🅿️ <strong>Parcheggio:</strong> Passo Cibiana</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il Monte Rite è una vetta panoramica straordinaria che ospita il Museo nelle Nuvole di Reinhold Messner. Dalla cima (2181m) la vista spazia su tutte le Dolomiti più famose: è uno dei panorami più completi che puoi avere.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Si parte dal Passo Cibiana e si sale seguendo il sentiero che attraversa prima boschi, poi si apre su pendii più esposti. La salita è costante e richiede un minimo di allenamento. In cima trovi l&#8217;ex fortificazione militare trasformata da Messner in un museo dedicato alle Dolomiti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">D&#8217;inverno il museo è chiuso, ma la vista è comunque spettacolare: Pelmo, Civetta, Antelao, Sorapiss, Tofane, Marmolada&#8230; tutte le grandi montagne dolomitiche sono visibili da qui. È come avere una mappa 3D delle Dolomiti davanti agli occhi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Perché vale la pena:</strong> Il panorama più completo sulle Dolomiti, vetta appagante, percorso vario. Per chi ama i belvedere panoramici.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">7. Monte Pelmo &#8211; Verso il Rifugio Venezia da Zo di Pelsa</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">📍 <strong>Partenza:</strong> Zo di Pelsa (1450m)<br />
⏱ <strong>Durata:</strong> 4 ore (A/R)<br />
📏 <strong>Lunghezza:</strong> 8 km<br />
📈 <strong>Dislivello:</strong> 600m<br />
🎯 <strong>Difficoltà:</strong> 🟡 Medio<br />
🅿️ <strong>Parcheggio:</strong> Zo di Pelsa</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Un percorso alternativo per raggiungere il Rifugio Venezia, questa volta partendo da Zo di Pelsa. Più lungo rispetto alla salita da Palafavera ma altrettanto spettacolare, con il Pelmo che domina per tutto il percorso.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Si sale attraversando boschi di abeti e radure, con il Pelmo sempre davanti che ti accompagna per tutta la salita. È una montagna dalla forma perfetta, maestosa e compatta, che ti fa sentire piccolo ma allo stesso tempo parte di qualcosa di grande.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il Rifugio Venezia è il punto di arrivo perfetto, con la sua terrazza panoramica da cui ammirare non solo il Pelmo ma anche il Civetta dall&#8217;altra parte della valle. Se il rifugio è aperto, fermati per assaggiare i piatti tipici zoldani.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Perché vale la pena:</strong> Percorso meno battuto rispetto alla salita classica, Pelmo sempre in vista, rifugio accogliente. Per chi cerca varietà.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">8. Forcella Cibiana &#8211; Copada Alta</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">📍 <strong>Partenza:</strong> Forcella Cibiana (1530m)<br />
⏱ <strong>Durata:</strong> 2 ore (A/R)<br />
📏 <strong>Lunghezza:</strong> 4 km<br />
📈 <strong>Dislivello:</strong> 200m<br />
🎯 <strong>Difficoltà:</strong> 🟢 Facile<br />
🅿️ <strong>Parcheggio:</strong> Forcella Cibiana</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Un&#8217;escursione facile e panoramica che parte da Forcella Cibiana e raggiunge Copada Alta, un piccolo alpeggio con vista spettacolare sulle Dolomiti. Perfetta per chi cerca qualcosa di semplice ma gratificante.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il percorso è sostanzialmente pianeggiante con solo lievi saliscendi. Si cammina su un altopiano aperto con vista sulle cime circostanti. L&#8217;ambiente è quello dell&#8217;alta montagna, ma senza le difficoltà tecniche o i grandi dislivelli.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Copada Alta è un punto panoramico straordinario: da qui la vista abbraccia Pelmo, Civetta, Antelao e molte altre vette. È il posto perfetto per una pausa contemplativa prima del rientro.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Perché vale la pena:</strong> Facilità assoluta, panorami dolomitici garantiti senza fatica. Perfetto per un pomeriggio rilassante sulla neve.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">ALTOPIANO DI ASIAGO: CIASPOLE PER TUTTI</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;Altopiano di Asiago (o dei Sette Comuni) è il paradiso delle ciaspolate in Veneto. Dolce, accessibile, con infiniti percorsi segnalati, è perfetto per famiglie, principianti e per chi cerca relax più che sfida fisica.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-659647" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/asiago-ciaspole.png" alt="Ciaspole in Veneto: i 15 percorsi più belli tra le Dolomiti e le Alpi" width="977" height="660" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/asiago-ciaspole.png 977w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/asiago-ciaspole-300x203.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/12/asiago-ciaspole-768x519.png 768w" sizes="(max-width: 977px) 100vw, 977px" /></p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">9. Altopiano di Asiago &#8211; Da Val Formica a Malga Porta Manazzo</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">📍 <strong>Partenza:</strong> Rifugio Val Formica (1310m)<br />
⏱ <strong>Durata:</strong> 3 ore (A/R)<br />
📏 <strong>Lunghezza:</strong> 7 km<br />
📈 <strong>Dislivello:</strong> 300m<br />
🎯 <strong>Difficoltà:</strong> 🟢 Facile<br />
🅿️ <strong>Parcheggio:</strong> Ampio parcheggio (gratuito) al Rifugio Val Formica</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Questa è una delle ciaspolate più belle e panoramiche dell&#8217;Altopiano di Asiago. Si parte dal Rifugio Val Formica, dove c&#8217;è un comodo parcheggio, e si sale dolcemente verso Malga Porta Manazzo attraversando ampi prati innevati.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il percorso è uno dei più frequentati, quindi anche senza segnaletica invernale troverai sempre una traccia da seguire. Dal parcheggio si sale verso la malga e Porta Manazzo. Una volta raggiunta la malga, puoi fare una breve deviazione (10 minuti) per raggiungere il punto panoramico di Porta Manazzo, da cui la vista spazia su tutto l&#8217;Altopiano.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il paesaggio è quello tipico dell&#8217;Altopiano: dolci colline innevate, boschi rada di abeti, rifugi alpini sparsi qua e là. Nelle giornate limpide si vedono le Prealpi Venete e, sullo sfondo, le Dolomiti. È un&#8217;escursione che regala pace e tranquillità.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Perché vale la pena:</strong> Uno dei percorsi più panoramici dell&#8217;Altopiano, facile ma appagante, traccia quasi sempre battuta. Perfetto per una mezza giornata serena.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">10. Monte Baldo Asiago &#8211; Al Cippo del Papa</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">📍 <strong>Partenza:</strong> Parcheggio Melette (1432m)<br />
⏱ <strong>Durata:</strong> 5 ore (anello)<br />
📏 <strong>Lunghezza:</strong> 16 km<br />
📈 <strong>Dislivello:</strong> 350m<br />
🎯 <strong>Difficoltà:</strong> 🟡 Medio<br />
🅿️ <strong>Parcheggio:</strong> Impianti delle Melette</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Questa è una ciaspolata più impegnativa per lunghezza, che attraversa il Monte Baldo (non quello sul Garda, ma quello dell&#8217;Altopiano) e porta al Cippo del Papa, monumento eretto in ricordo della visita di Papa Giovanni Paolo II.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Si parte dal parcheggio delle Melette e si attraversa la strada seguendo le indicazioni per Malga Longara e Cippo del Papa. Il percorso sale in cresta attraverso ampi prati, offrendo viste spettacolari. Raggiunta Malga Longara, si continua lungo il crinale fino quasi al cippo del Papa.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il Monte Baldo dell&#8217;Altopiano fu teatro di sanguinose battaglie durante la Prima Guerra Mondiale, e lungo il percorso si incontrano resti di trincee e fortificazioni. Il Cippo del Papa commemora le giovani vite spezzate in questi luoghi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Dal cippo si inizia a scendere nel bosco con ampi tornanti, passando vicino al Rifugio Campomulo e al Rifugio Campomuletto, fino a raggiungere la suggestiva Malga Fiare. Da qui si ritorna alle Melette completando l&#8217;anello.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Perché vale la pena:</strong> Percorso lungo ma vario, storia della Grande Guerra, rifugi per soste. Per chi cerca una ciaspolata di giornata completa.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">11. Forte Lisser da Enego</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">📍 <strong>Partenza:</strong> Località Tombal (1330m), Enego<br />
⏱ <strong>Durata:</strong> 3 ore (A/R)<br />
📏 <strong>Lunghezza:</strong> 6 km<br />
📈 <strong>Dislivello:</strong> 350m<br />
🎯 <strong>Difficoltà:</strong> 🟡 Medio<br />
🅿️ <strong>Parcheggio:</strong> Località Tombal</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Una bellissima ciaspolata che porta al Forte Lisser, con panorami immensi sul Lagorai e sulle Prealpi. Siamo nei pressi di Enego, al margine settentrionale dell&#8217;Altopiano.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Si parte dalla Località Tombal e si segue il sentiero CAI 865 che sale attraverso il bosco. Superata Casara Lisser, si continua fino a raggiungere la cima del Monte Lisser, dove si trova il forte omonimo. La salita è costante ma senza difficoltà tecniche.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Dalla cima, il panorama è straordinario: da una parte le Prealpi Venete, dall&#8217;altra le montagne del Lagorai trentino. Nelle giornate limpide lo sguardo arriva fino alle Dolomiti. Il forte, costruito durante la Prima Guerra Mondiale, è ancora ben conservato e aggiunge interesse storico all&#8217;escursione.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Perché vale la pena:</strong> Panorama eccezionale, forte storico da esplorare, percorso non troppo affollato. Per chi cerca qualcosa di diverso dai soliti itinerari dell&#8217;Altopiano.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">12. Centro Fondo Gallio &#8211; Verso Rifugio Adriana</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">📍 <strong>Partenza:</strong> Centro Fondo Gallio, Rifugio Base Campomulo (1250m)<br />
⏱ <strong>Durata:</strong> 2 ore (A/R)<br />
📏 <strong>Lunghezza:</strong> 5 km<br />
📈 <strong>Dislivello:</strong> 200m<br />
🎯 <strong>Difficoltà:</strong> 🟢 Facile<br />
🅿️ <strong>Parcheggio:</strong> Centro Fondo Gallio</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il Centro Fondo Gallio è uno dei punti di riferimento dell&#8217;Altopiano per gli sport invernali. Da qui partono 5 percorsi sempre battuti per le ciaspole, che si sviluppano lungo il gradone nord dell&#8217;Altopiano.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Partendo dal Rifugio Base Campomulo, puoi scegliere l&#8217;itinerario che più ti si addice. Il percorso verso il Rifugio Adriana è uno dei più frequentati e regala paesaggi incantevoli e una natura pronta a regalare attimi di pace e silenzio.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">I sentieri sono sempre battuti e ben segnalati, perfetti per chi è alle prime armi. L&#8217;Altopiano di Asiago d&#8217;inverno ha un fascino particolare: la neve ovattata, il silenzio rotto solo dallo scricchiolio delle ciaspole, i boschi di abeti imbiancati. È la montagna gentile, quella che ti accoglie e ti fa sentire a casa.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Perché vale la pena:</strong> Percorsi sempre battuti e sicuri, varietà di scelta, rifugi aperti. Perfetto per principianti e famiglie.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">MONTE BALDO: VISTA UNICA TRA LAGO E MONTAGNE</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il Monte Baldo veronese è una chicca: da una parte il Lago di Garda, dall&#8217;altra la valle dell&#8217;Adige. Ciaspolare qui significa godere di panorami unici.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">13. Monte Baldo &#8211; Al Rifugio Fiori del Baldo</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">📍 <strong>Partenza:</strong> Prada, San Zeno di Montagna (1000m)<br />
⏱ <strong>Durata:</strong> 4 ore (A/R)<br />
📏 <strong>Lunghezza:</strong> 10 km<br />
📈 <strong>Dislivello:</strong> 850m<br />
🎯 <strong>Difficoltà:</strong> 🟡 Medio<br />
🅿️ <strong>Parcheggio:</strong> Prada, piccolo borgo sopra San Zeno</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il Monte Baldo che si affaccia sul Lago di Garda è una montagna speciale. Questa ciaspolata parte da Prada e sale fino al Rifugio Fiori del Baldo, sulla cresta tra il lago e la valle.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Si percorre la strada per Naole fino in località Sengia, poi ci si inoltra nel bosco. Superato il bosco si cammina sulla cresta del Monte Baldo, dove la vegetazione si dirada e lascia spazio a vasti panorami. La vista è incredibile: da una parte il Lago di Garda che si stende azzurro (sì, azzurro anche d&#8217;inverno!), dall&#8217;altra la valle dell&#8217;Adige.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Proseguendo a mezza costa si giunge al Rifugio Fiori del Baldo (1842m). Nelle giornate serene da qui si ammira la Pianura Padana, la Lessinia, le Dolomiti di Brenta, i gruppi dell&#8217;Adamello e della Presanella, e ovviamente l&#8217;intero Lago di Garda. È uno dei panorami più completi che puoi avere sulle Alpi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Perché vale la pena:</strong> Vista unica lago + montagne, percorso vario, rifugio panoramico. Per chi cerca qualcosa di diverso dalle Dolomiti.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">PICCOLE DOLOMITI E ALTRE ZONE</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il Veneto offre anche altre zone interessanti per le ciaspolate, meno conosciute ma altrettanto affascinanti.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">14. Piccole Dolomiti &#8211; Recoaro Terme</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">📍 <strong>Partenza:</strong> Recoaro Terme o rifugi in quota<br />
⏱ <strong>Durata:</strong> Variabile<br />
📏 <strong>Lunghezza:</strong> Varia<br />
📈 <strong>Dislivello:</strong> Vario<br />
🎯 <strong>Difficoltà:</strong> 🟡 Medio<br />
🅿️ <strong>Parcheggio:</strong> Recoaro Terme o parcheggi rifugi</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Le Piccole Dolomiti, tra Trentino e Veneto, sono un gruppo montuoso meno conosciuto ma ricco di fascino. Recoaro Terme è il punto di partenza per diverse ciaspolate in questi monti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">I percorsi sono vari e si adattano a diversi livelli. Le Piccole Dolomiti hanno un carattere particolare, meno turistico rispetto alle &#8220;sorelle maggiori&#8221; ma altrettanto affascinanti. I paesaggi alternano boschi fitti e pareti rocciose, con rifugi accoglienti sparsi qua e là.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Perché vale la pena:</strong> Zona meno battuta, varietà di percorsi, atmosfera autentica. Per chi cerca alternative alle destinazioni più famose.</p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">15. Pian Cansiglio</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">📍 <strong>Partenza:</strong> Pian Cansiglio (1000m)<br />
⏱ <strong>Durata:</strong> 2 ore (variabile)<br />
📏 <strong>Lunghezza:</strong> Varia<br />
📈 <strong>Dislivello:</strong> 100-200m<br />
🎯 <strong>Difficoltà:</strong> 🟢 Facile<br />
🅿️ <strong>Parcheggio:</strong> Vari parcheggi sul Pian Cansiglio</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il Pian Cansiglio è un vasto altopiano tra Veneto e Friuli, coperto da una bellissima foresta di faggi e abeti. D&#8217;inverno diventa un paradiso per lo sci di fondo e le ciaspole.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">I percorsi sono numerosi e per lo più facili, perfetti per famiglie e principianti. Si cammina nella Foresta del Cansiglio, un ambiente unico e preservato. Il paesaggio è dolce, con prati e boschi che si alternano, e la sensazione è quella di camminare in una fiaba invernale.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il Cansiglio è perfetto per chi cerca qualcosa di diverso dalle Dolomiti: meno altitudine, meno turismo, più tranquillità. Ed è vicinissimo a Venezia e Treviso, quindi facilmente raggiungibile per una gita in giornata.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Perché vale la pena:</strong> Facile accesso da Venezia/Treviso, ambiente forestale unico, percorsi per tutti. Perfetto per chi cerca relax totale.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">INFORMAZIONI PRATICHE</h2>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Quando Andare: Il Calendario</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>DICEMBRE</strong><br />
✅ Neve già presente sopra i 1500m<br />
✅ Altopiano di Asiago attivo<br />
⚠️ Dolomiti alte possono avere ancora poca neve<br />
<strong>Migliori zone</strong>: Asiago, Monte Baldo</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>GENNAIO-FEBBRAIO</strong><br />
✅ Periodo perfetto, neve ovunque<br />
✅ Tutte le zone attive<br />
<strong>Migliori zone</strong>: Tutte, è l&#8217;alta stagione</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>MARZO</strong><br />
✅ Clima più mite, più sole<br />
✅ Neve ancora abbondante in quota<br />
⚠️ Asiago inizia a sciogliersi<br />
<strong>Migliori zone</strong>: Dolomiti sopra i 1800m</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>APRILE</strong><br />
✅ Ultime nevi in alta quota<br />
⚠️ Solo Dolomiti sopra i 2000m<br />
<strong>Migliori zone</strong>: Cadini, Tre Cime, Monte Piana</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">FAQ &#8211; DOMANDE FREQUENTI</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Quali sono le ciaspolate più facili in Veneto?</strong><br />
Altopiano di Asiago (tutti i percorsi), Rifugio Talamini in Val di Zoldo, Pian Cansiglio, Copada Alta. Tutti con poco dislivello e adatti a famiglie.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Dove ciaspolare con i bambini in Veneto?</strong><br />
L&#8217;Altopiano di Asiago è IL posto per famiglie: percorsi dolci, rifugi accoglienti, sicurezza. Anche il Pian Cansiglio è perfetto.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Le Tre Cime sono fattibili per principianti?</strong><br />
La ciaspolata al Rifugio Auronzo richiede un minimo di allenamento per il dislivello (450m) ma non presenta difficoltà tecniche. Se sei sedentario meglio iniziare con percorsi più facili.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Quando c&#8217;è più neve in Veneto?</strong><br />
Gennaio e febbraio sono i mesi migliori. L&#8217;Altopiano di Asiago ha neve già da dicembre, le Dolomiti alte garantiscono neve fino a marzo-aprile.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Il Veneto è affollato?</strong><br />
Le Tre Cime e i Cadini nei weekend sono molto frequentati. La Val di Zoldo, le Piccole Dolomiti e il Cansiglio sono molto più tranquilli.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Serve l&#8217;ARVA in Veneto?</strong><br />
Per i percorsi turistici qui descritti non è obbligatorio, ma consulta sempre il bollettino valanghe prima di partire.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">CONCLUSIONE</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il Veneto è una delle regioni più complete per le ciaspolate in Italia. Dalle Dolomiti patrimonio UNESCO con i loro scenari da cartolina, all&#8217;Altopiano di Asiago perfetto per famiglie e principianti, dal Monte Baldo con la sua vista unica lago-montagna, al Cansiglio con la sua foresta incantata.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ogni zona ha la sua personalità: le Dolomiti ti regalano l&#8217;emozione dell&#8217;alta montagna con panorami che tolgono il fiato, l&#8217;Altopiano ti accoglie con la sua dolcezza e i suoi rifugi familiari, il Monte Baldo ti sorprende con viste che uniscono mare e monti. C&#8217;è davvero qualcosa per tutti, dal principiante assoluto all&#8217;escursionista esperto.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Il nostro consiglio?</strong> Se è la tua prima volta, inizia dall&#8217;Altopiano di Asiago: facile, sicuro, ben organizzato. Poi avventurati nelle Dolomiti per emozioni più forti. E non trascurare le zone meno conosciute come la Val di Zoldo o il Cansiglio, dove troverai autenticità e tranquillità.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il Veneto è vicinissimo: da Venezia, Padova, Vicenza, Verona in meno di due ore sei già sui sentieri innevati. Non hai scuse per non provare!</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Buone ciaspolate tra le montagne più belle del mondo! 🏔️❄️</strong></p>
<h3 class="text-text-100 mt-2 -mb-1 text-base font-bold">Continua a Esplorare</h3>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">🔗 <strong><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/ciaspole-e-ciaspolate-guida-completa-per-camminare-sulla-neve/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Ciaspole e Ciaspolate: La Guida Completa per Camminare sulla Neve</a></strong> &#8211; Tutto su attrezzatura, tecnica e sicurezza</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">🔗 <strong><a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/dove-sciare/ciaspole-in-lombardia-itinerari-piu-belli-vicino-a-casa/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Ciaspole in Lombardia: I 15 Percorsi Più Belli</a></strong> &#8211; Scopri le ciaspolate lombarde</p>
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		<title>Cortina in autunno tra quiete e luce radente: i colori del lago e la magia della Croda</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/cortina-autunno-novembre-dicembre-cosa-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tiziano Braglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 10:16:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[passeggiate]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[A Cortina l’autunno è una stagione di confine, spesso sottovalutata, ma capace di regalare le[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="667" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-10.png" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-10.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-10-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-10-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p>A Cortina l’autunno è una <strong>stagione di confine, spesso sottovalutata,</strong> ma capace di regalare le emozioni più autentiche. I paesi si muovono più lentamente, le giornate si accorciano e il traffico della stagione estiva lascia spazio a un ritmo più umano.</p>
<p>È in questo momento che la valle rivela il suo volto più sincero: <strong>il foliage dei larici,</strong> che esplode in tonalità calde prima di cedere il passo all’inverno, illumina i pendii e crea un contrasto unico con il cielo terso tipico delle <strong>giornate fredde di novembre e dicembre.</strong><br />
Camminare a Cortina in questa stagione significa <strong>riscoprire il valore del silenzio</strong>, della luce radente, di un paesaggio che cambia mentre lo si osserva. <strong>Prima che venga presa d&#8217;assalto per la stagione della neve</strong> e che diventi un salotto chic. E prima delle Olimpiadi invernali 2026, di cui è sede.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-start="2191" data-end="2254">Croda da Lago: il cammino che in autunno sembra un film</h2>
<p>Tra i <strong>percorsi più affascinanti dell’autunno cortinese</strong> c’è quello che conduce alla Croda da Lago. Si parte da Ponte de Ru Curto, seguendo un sentiero che si arrampica gradualmente nel bosco. A novembre e dicembre il sottobosco è coperto da un <strong>tappeto di aghi dorati,</strong> mentre le prime gelate disegnano filigrane sugli alberi e sulle rocce.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-3.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-658276 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-3.png" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-3.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-3-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-3-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a>Il sentiero verso la Croda da Lago diventa <strong>un viaggio cinematografico. </strong>L’atmosfera cambia passo dopo passo: i rumori si attenuano, l’aria si fa più tagliente, e <strong>la montagna si presenta nella sua forma più pura.</strong> Quando la vista si apre sul <strong>Lago Federa</strong>, il viaggio assume un tono quasi cinematografico: lo specchio d’acqua è fermo, scurito dal freddo, e riflette la Croda da Lago con una perfezione che appare fuori dal tempo. È il momento in cui ci si accorge di quanto <strong>l’autunno a Cortina sappia essere intimo e sorprendente.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 data-start="352" data-end="416">Perché Cortina sorprende proprio in autunno?</h2>
<p data-start="417" data-end="887">Cortina, in questi due mesi, diventa <strong>un luogo diverso da tutto il resto dell’anno</strong>. I pendii si svuotano, il turismo rallenta, l’aria diventa più tagliente e i larici entrano nella loro fase più spettacolare. È il momento in cui puoi vivere la valle come la vivono gli ampezzani: senza folla, senza fretta, con quella bellezza fragile che dura pochissime settimane. È <strong>un “tempo di mezzo” che alcuni non considerano</strong>, ma che regala le emozioni visive più intense dell’anno.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-9.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-658270 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-9.png" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-9.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-9-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-9-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p data-start="957" data-end="1309">In pochi lo sanno, ma proprio <strong>a fine novembre la luce radente del pomeriggio trasforma le Dolomiti in quinte teatrali rosa e oro.</strong> È la stessa luce che ha ispirato pittori, fotografi e scrittori, e che rende ogni cammino diverso dal precedente. Lo spettacolo dura poco: ogni giorno la valle cambia tono, come se la montagna provasse una nuova versione di sé.</p>
<p data-start="957" data-end="1309">Una delle sorprese più inattese dell’autunno cortinese è il <strong>silenzio</strong>. Non il silenzio turistico di un sentiero vuoto, ma quello vero, naturale, che arriva quando l’aria si fa fredda e i rumori si assottigliano. Camminare verso la Croda da Lago o lungo<strong> i sentieri attorno al Faloria</strong> significa entrare in un paesaggio che sa di inverno imminente ma che conserva ancora tutta la libertà dell’autunno.</p>
<h2>Una pausa dal freddo, tra caffè caldi e sapori di montagna</h2>
<p>Visitare <strong>Cortina in autunno</strong>, soprattutto durante uno short break infrasettimanale, significa riscoprire un’atmosfera che d’estate e d’inverno spesso sfugge. Le vie del centro sono più tranquille, le botteghe storiche si lasciano guardare senza fretta e i locali, ancora liberi dalla frenesia dell’alta stagione, diventano luoghi in cui concedersi una pausa autentica.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-11.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-658268 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-11.png" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-11.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-11-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-11-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>È il momento ideale per <strong>sedersi in una pasticceria e scaldarsi con una cioccolata densa,</strong> un bombardino o una fetta di strudel ancora tiepida, oppure per entrare in un rifugio in paese e assaggiare un piatto tipico ampezzano come i <strong>casunziei</strong> rossi o una zuppa d’orzo fumante. In autunno Cortina rivela un lato più intimo: quello di u<strong>n paese che invita a rallentare</strong>, a prendersi il tempo di guardare le cime che si colorano di rosa al tramonto. In questo periodo dell&#8217;anno è possibile vivere la montagna con la stessa calma con cui si gusta una bevanda calda tra le mani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Buzzati e il volto letterario delle Dolomiti</h2>
<p>La Croda da Lago non è solo una meta escursionistica:<strong> è un luogo simbolico della memoria dolomitica</strong>. Dino Buzzati, lo scrittore bellunese che più di tutti ha saputo trasformare le montagne in metafora dell’esistenza, scelse proprio questa zona per la dispersione delle sue ceneri. Camminare qui, soprattutto a novembre e dicembre, al freddo, significa <strong>entrare nel suo immaginario fatto di attese, silenzi e atmosfere sospese.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-7.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-658272 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-7.png" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-7.png 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-7-300x200.png 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/lago-federa-7-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></strong></p>
<p>Il paesaggio sembra aderire perfettamente al ritmo dei suoi racconti: <strong>il lago immobile</strong>, le torri rocciose che emergono come presenze misteriose, il senso di sconfinato che si percepisce affacciandosi sulle valli sotto Cortina.<br />
È un luogo che invita a fermarsi<strong>, magari a leggere qualche <a href="https://www.ildolomiti.it/altra-montagna/cultura/2025/le-dolomiti-sono-montagne-delicate-basta-poco-a-deturparle-un-giorno-pagheremo-il-conto-dino-buzzati-vita-opere-alpinismo" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">pagina di Buzzati</a>,</strong> e a lasciarsi attraversare da quella dimensione a metà tra sogno e realtà che solo l’autunno nelle Dolomiti sa evocare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto Canva</p>
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		<title>Un gioiello sospeso sulla roccia, viaggio alla scoperta del Santuario Madonna della Corona</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/santuario-madonna-della-corona-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 12:16:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[In bilico su uno strapiombo del Monte Baldo e la Valle dell&#8217;Adige, il Santuario Madonna[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Santuario-Madonna-della-Corona.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Santuario Madonna della Corona, Veneto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Santuario-Madonna-della-Corona.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Santuario-Madonna-della-Corona-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Santuario-Madonna-della-Corona-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Santuario-Madonna-della-Corona-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>In bilico su uno strapiombo del <strong>Monte Baldo</strong> e la <strong>Valle dell&#8217;Adige</strong>, il <strong>Santuario Madonna della Corona</strong> sembra nascere dalla roccia stessa. Non a caso, quando si arriva al suo cospetto pare di stare ad ammirare la pietra che si fonde con l’architettura, in un gioco di pulizia e maestria che lascia a bocca aperta chiunque. Ma osservando con più attenzione si nota persino che ogni angolo racconta una storia: la piccola statua della Pietà, il marmo bianco che riflette la luce e i bronzi e le vetrate che punteggiano la navata centrale.</p>
<p>Si è davvero di fronte a una struttura che colpisce immediatamente per la tensione tra il <strong>peso della storia e la leggerezza con cui si mostra</strong>, in un equilibrio instabile eppure perfetto.</p>
<h2>Breve storia del Santuario Madonna della Corona</h2>
<p>Le origini del Santuario occorre andarle a cercare nel Medioevo, quando eremiti legati all’<strong>Abbazia di San Zeno</strong> scelsero questi anfratti rocciosi per la preghiera e la meditazione. Già intorno al 1200, in questa zona, esisteva una piccola cappella dedicata a Santa Maria di Monte Baldo, accessibile solo attraverso sentieri stretti e difficili. Fu in questo contesto che, nel 1432, <strong>Lodovico Castelbarco</strong> donò probabilmente la statua della Pietà, oggi venerata come Madonna della Corona. Anche se, ed è interessante specificarlo, secondo la tradizione fu un intervento angelico a farla giungere proprio qui dall’isola di Rodi (Grecia).</p>
<p>Nei secoli successivi, i <strong>Cavalieri di San Giovanni</strong> contribuirono a trasformare questo angolo sospeso di<strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/sul-monte-lagazuoi-a-cortina-le-escursioni-nella-storia-della-grande-guerra/" data-wpel-link="internal"> Veneto</a> </strong>in un santuario più accessibile, erigendo una chiesa e realizzando il Ponte del Tiglio insieme a due scale ricavate nella roccia. La chiesa venne poi ampliata più volte, inglobando la struttura originaria sotto il nuovo presbiterio e aggiungendo edifici destinati ad accogliere i pellegrini.</p>
<p>Alla fine del XIX secolo, la facciata fu rifatta in stile neo-gotico e decorata con statue in marmo bianco (per la precisione di<strong> Carrara</strong>). Nel XX secolo, tra il 1975 e il 1978, il Santuario venne ricostruito, preservando le parti più significative e assumendo la forma di basilica minore sui cui possiamo posare un sorpreso sguardo oggi.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/madonna-della-corona.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658024" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/madonna-della-corona.jpg" alt="Madonna della Corona, il santuario" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/madonna-della-corona.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/madonna-della-corona-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/madonna-della-corona-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/madonna-della-corona-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<h2>Santuario Madonna della Corona: cosa vedere</h2>
<p>Tra le sue possenti mura, tre navate incorniciano <strong>opere di scultura e bronzo</strong> che narrano storie di fede e devozione. La Pietà in pietra dipinta, alta 70 centimetri, poggia sull’altare maggiore e protegge l’iscrizione che ne ricorda la donazione. Lungo le pareti si trovano anche alcuni <strong>ex-voto </strong>che fungono da testimoni silenziosi di vite intrecciate alla grazia ricevuta: dai pellegrini del Cinquecento fino alle comunità contemporanee, sembra quasi che un filo invisibile unisca le generazioni attraverso i secoli.</p>
<p>Affreschi e vetrate riportano invece i misteri e gli episodi della vita di Cristo, mentre la<strong> Cappella delle Confessioni e la Scala Santa</strong> guidano il visitatore tra il piano inferiore e quello principale. All’esterno, i <strong>bronzi di Raffaele Bonente</strong> trovano posto sulla parete rocciosa dell’abside, tra angeli e scene sacre, accentuando la maestosità e la magia di questo luogo appeso tra la pietra e il cielo.</p>
<h3>Perché il Santuario è incastrato nella roccia</h3>
<p>Il Santuario si fonde con la montagna, <strong>sfruttando ogni cavità naturale, </strong>e la parete rocciosa (che è parte integrante della struttura architettonica) le conferisce stabilità e una forma unica che ne caratterizzano l’immagine.</p>
<p>La roccia diventa cornice e contenitore, creando un senso di protezione, di isolamento spirituale e di armonia con la natura circostante, come se il luogo sacro <strong>fosse nato dalla montagna stessa</strong>. Nei fatti, tuttavia, il Santuario è incastrato nella roccia a causa degli ampliamenti che ha subito nel corso dei secoli.</p>
<h2>Come arrivare</h2>
<p>Arrivare alla Madonna della Corona situata a <strong>Spiazzi</strong> (frazione di Caprino Veronese in provincia di Verona), è già un piccolo viaggio dentro la montagna. Da Brentino Belluno, a disposizione c&#8217;è il <strong>Sentiero della Speranza</strong> che si arrampica tra gradini scavati nella roccia e boschi ombrosi, aprendo squarci sulla Valle dell’Adige che cambiano a ogni curva.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Mappa-Santuario-Madonna-della-Corona.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658025" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Mappa-Santuario-Madonna-della-Corona.jpg" alt="Santuario Madonna della Corona, come arrivare" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Mappa-Santuario-Madonna-della-Corona.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Mappa-Santuario-Madonna-della-Corona-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Mappa-Santuario-Madonna-della-Corona-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Mappa-Santuario-Madonna-della-Corona-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Chi parte da Spiazzi percorre invece una breve via pedonale, accanto alla strada asfaltata, superando le<strong> stazioni della Via Crucis in bronzo.</strong> Il viandante ha quindi l&#8217;opportunità di intraprendere un cammino <strong>lento e riflessivo</strong>, in cui qualsiasi movimento sembra preparare all’incontro con la statua della Pietà e con la luce che filtra tra le rocce.</p>
<h3>Come visitare il Santuario Madonna della Corona</h3>
<p>Il Santuario resta <strong>aperto tutto l’anno,</strong> con orari che si estendono dalle prime luci dell’alba al tardo pomeriggio, variando leggermente tra estate e inverno. La visita può comprendere le navate interne, la Cappella delle Confessioni, il Sacellum Pietatis e il Sepolcreto degli eremiti.</p>
<p>Foto Canva</p>
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<p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<title>Sul Lago di Garda adesso l&#8217;autunno regala un tesoro preziosissimo: il silenzio</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/nel-garda-veronese-in-inverno-ce-un-tesoro-preziosissimo-il-silenzio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 09:08:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[lago di garda]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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							  	<media:text>L'Alta Lessinia innevata</media:text>
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							  	<media:title>Ciaspole in Lessinia</media:title>
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							  	<media:description>Ciaspole in Lessinia</media:description>          
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							  	<media:title>Passeggiate nei boschi</media:title>
							  	<media:text>Passeggiate nei boschi</media:text>
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							  	<media:title>La pace invernale del Garda</media:title>
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							  	<media:title>Relax a bordo lago</media:title>
							  	<media:text>Relax a bordo lago</media:text>
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							  	<media:title>La foresta dei folignani</media:title>
							  	<media:text>La foresta dei folignani</media:text>
							  	<media:description>La foresta dei folignani</media:description>          
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							  	<media:title>I monti Lessini innevati</media:title>
							  	<media:text>I monti Lessini innevati</media:text>
							  	<media:description>I monti Lessini innevati</media:description>          
								</media:content>
								</media:group><p>								
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/Marika-Fiorentini.jpg" title="I monti Lessini innevati" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/Marika-Fiorentini-100x75.jpg" alt="i-monti-lessini-innevati" />
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/la-foresta-dei-folignani_VisitLessinia.jpg" title="La foresta dei folignani" data-wpel-link="internal">
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/GM_VisitVerona_27_12_23_7.jpg" title="La pace invernale del Garda" data-wpel-link="internal">
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/GM_VisitVerona_27_12_23_6.jpg" title="Relax a bordo lago" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/GM_VisitVerona_27_12_23_19.jpg" title="Passeggiate nei boschi" data-wpel-link="internal">
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/Ciaspole_Marika-Fiorentini.jpeg" title="Ciaspole in Lessinia" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/Ciaspole_Marika-Fiorentini-100x75.jpeg" alt="ciaspole-in-lessinia" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/bianco_VisitLessinia.jpg" title="Il silenzio della Lessinia" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/bianco_VisitLessinia-100x75.jpg" alt="il-silenzio-della-lessinia" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/alta-lessinia-innevata_VisitLessinia.jpg" title="L&#039;Alta Lessinia innevata" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/alta-lessinia-innevata_VisitLessinia-100x75.jpg" alt="lalta-lessinia-innevata" />
								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" /></p>
<p>I tesori Invernali del <strong>Garda Veronese</strong> sono due: la natura incontaminata e il silenzio.<br />
L&#8217;inverno offre una prospettiva unica su Verona e il Garda Veronese, con la quiete delle giornate fredde e i colori caldi dei tramonti che invitano alla scoperta. Ecco<strong> un viaggio attraverso i luoghi più suggestivi per chi cerca pace, natura e un po&#8217; di sé.<br />
Guardali nella gallery!4</strong></p>
<h3>Il silenzio invernale del Garda Veronese, una ricchezza da scoprire</h3>
<p>Lontano dal caos delle feste, Verona e il Garda Veronese svelano il loro lato più autentico e intimo. Che si tratti di passeggiare lungo il lago, esplorare antichi borghi o immergersi nella natura, ogni esperienza invernale qui diventa un invito alla calma e alla riscoperta di sé.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/la-foresta-dei-folignani_VisitLessinia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-645547" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/la-foresta-dei-folignani_VisitLessinia.jpg" alt="" width="1000" height="623" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/la-foresta-dei-folignani_VisitLessinia.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/la-foresta-dei-folignani_VisitLessinia-300x187.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/11/la-foresta-dei-folignani_VisitLessinia-768x478.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h3>Passeggiate Lungolago nel Garda Veronese</h3>
<p>Il <strong>Lago di Garda</strong> si trasforma in inverno in un&#8217;oasi di tranquillità. Lontano dalla folla estiva, il lungolago diventa il luogo perfetto per passeggiate rigeneranti, da <strong>Malcesine</strong> a <strong>Peschiera</strong>. Da non perdere un tramonto a Campo di Brenzone, borgo medievale immerso negli ulivi e accessibile solo a piedi, dove i presepi natalizi aggiungono un tocco di magia.</p>
<h3>Navigazione sostenibile sul lago</h3>
<p>Per spostarsi da un borgo all&#8217;altro, i battelli del Garda sono una scelta ideale. Attivi tutto l&#8217;anno, offrono un punto di vista unico sul lago e <strong>un modo green di viaggiare</strong>. Per un&#8217;esperienza indimenticabile, provate il ponte tibetano a <strong>Torri del Benaco</strong>: 34 metri di emozioni sospese sul panorama invernale.</p>
<h3>Avventure in Alta Lessinia</h3>
<p>La <strong>Lessinia</strong>, con le sue dolci montagne, è il rifugio ideale per gli amanti della natura. <strong>Ciaspolate</strong> e <strong>passeggiate</strong> guidate al chiaro di luna sono solo alcune delle attività offerte. Da non perdere i panorami mozzafiato del <strong>Monte Grolla</strong> e le degustazioni nelle malghe locali.</p>
<h3>Verona Sotterranea e i tesori di Veronetta</h3>
<p>Nel cuore della città, itinerari come &#8220;Rinascere dalla Terra&#8221; e &#8220;Verona sotterranea&#8221; offrono percorsi suggestivi tra chiese storiche e antiche vestigia romane. Per un&#8217;esperienza culturale, la <strong>Biblioteca</strong> <strong>Capitolare</strong>, la più antica al mondo, custodisce manoscritti unici e un fascino senza tempo.</p>
<h3>Relax alle terme e attività per famiglie</h3>
<p>Per un recupero psicofisico, le <strong>terme</strong> di Aquardens e Villa dei Cedri offrono relax e benessere. Famiglie e bambini troveranno invece divertimento al Gardaland Sea Life Aquarium e al Parco Natura Viva, aperti durante le festività natalizie.</p>
<p>Foto Marika Fiorentini</p>
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<p><strong>Leggi anche</strong></p>
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<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/salo-e-la-sponda-bresciana-del-lago-di-garda-escursioni-e-relax-nellhotel-spa-a-rosa/" data-wpel-link="internal"><strong>La sponda bresciana del Lago di Garda</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/escursioni-in-bici-a-varese-2mila-km-di-sentieri/" data-wpel-link="internal"><strong>Le più emozionanti escursioni in bici a Varese</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/il-tuo-prossimo-viaggio-in-bici-sara-nellamazzonia-deuropa/" data-wpel-link="internal"><strong>Un viaggio nell’Amazzonia europea</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/i-migliori-giri-in-bici-al-lago-di-como/" data-wpel-link="internal"><strong>I migliori giri in bici sul Lago di Como</strong></a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/grand-tour-del-lago-dorta-cinque-giorni-in-cammino/" data-wpel-link="internal"><strong>Grand Tour del Lago d’Orta a piedi</strong></a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Questo sentiero in Veneto è un tuffo nella natura a nella storia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/sul-monte-lagazuoi-a-cortina-le-escursioni-nella-storia-della-grande-guerra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 07:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Il monte Lagazuoi è il superattico delle Dolomiti. Una terrazza sulla natura, una finestra sulla[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="2400" height="1684" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/Sul-monte-Lagazuoi-a-Cortina-le-escursioni-nella-storia-della-Grande-Guerra-FranzPeriniLagazuoiEdit-3202.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Sul monte Lagazuoi a Cortina, le escursioni nella storia della Grande Guerra-FranzPeriniLagazuoiEdit-3202" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/Sul-monte-Lagazuoi-a-Cortina-le-escursioni-nella-storia-della-Grande-Guerra-FranzPeriniLagazuoiEdit-3202.jpg 2400w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/Sul-monte-Lagazuoi-a-Cortina-le-escursioni-nella-storia-della-Grande-Guerra-FranzPeriniLagazuoiEdit-3202-670x470.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/Sul-monte-Lagazuoi-a-Cortina-le-escursioni-nella-storia-della-Grande-Guerra-FranzPeriniLagazuoiEdit-3202-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/Sul-monte-Lagazuoi-a-Cortina-le-escursioni-nella-storia-della-Grande-Guerra-FranzPeriniLagazuoiEdit-3202-300x211.jpg 300w" sizes="(max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /><br><br><p>Il monte Lagazuoi è <strong>il superattico delle Dolomiti. Una terrazza sulla natura</strong>, una finestra sulla storia. Salire dal passo Falzarego, ai 2.835 metri del Lagazuoi è una delle esperienze più intense fra i Monti Pallidi. La funivia apre nel mese di giugno e sarà l’ultima a chiudere in ottobre. Un balzo di 652 metri in meno di tre minuti ed ecco i 2.778 metri della stazione di monte.<br />
L’impianto fu costruito nel 1963. L’anno dopo arrivò il Rifugio, una cinquantina di metri più in quota. Qui, però, <strong>dal 1915 al 1917, c’erano solo i soldati della Grande Guerra</strong>. Gli austro-ungarici <em>Kaiserjaeger</em> occuparono, con un presidio fisso di un centinaio di uomini, le postazioni al Passo di Valparola e vetta e cresta del Lagazuoi; gli italiani, invece, cercavano di sfondare il fronte. Oggi quassù arrivano turisti ed escursionisti, innamorati e rispettosi di un’<strong>area che conserva le tracce di un evento fondamentale per storia dell’Europa</strong>.</p>
<h2>Sul monte Lagazuoi a Cortina, le escursioni nella storia della Grande Guerra</h2>
<p>Il <a href="http://www.lagazuoi.it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Rifugio</a>, gestito dalla famiglia Pompanin, offre 74 posti letto e una terrazza panoramica che permette di ammirare tutti i tremila delle Dolomiti, dalla Marmolada, alle Tofane, dal Piz Boè al Civetta, passando in rassegna anche Conturines, Antelao, Sorapis e Monte Pelmo.<br />
La fruizione della funivia è priva di barriere architettoniche. In quota, poi, alcuni sentieri sono stati restaurati per consentire l’accesso alla vetta del Lagazuoi alle persone con ridotta mobilità o anche in carrozzina.<br />
Da non perdere: all’arrivo, a monte della funivia, lo spazio espositivo <a href="https://lagazuoi.it/IT/Expo-Sale-espositive-page10-Lagazuoi-EXPO-Dolomiti" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Lagazuoi Expo Dolomiti</a>, inaugurato nel 2018, è un laboratorio di idee permanente. Quattro sale su tre piani, una superficie di 264 metri quadrati: ecco i numeri di questo osservatorio privilegiato sul mondo della montagna e uno spazio internazionale e versatile per approfondire la conoscenza della cultura di queste terre alte.</p>
<p>I sentieri: non si può visitare il Lagazuoi senza raggiungere la sua <strong>croce di vetta, sulla cima del Piccolo Lagazuoi</strong>: solo 20 minuti di cammino, adatto a tutti &#8211; grazie ad una ghiaia leggera e al recente restauro firmato dagli Alpini di Treviso – anche al passaggio delle carrozzine. Il sentiero ha uno sviluppo di meno di 800 metri e la meraviglia di sentirsi immersi nella natura sarà uno dei ricordi più intensi dell’intero viaggio.</p>
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<p>A queste quote sono molte le possibilità di camminare nella storia: il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/dolomiti-le-escursioni-nei-luoghi-della-prima-guerra-mondiale/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Museo a cielo aperto della Grande Guerra</a> è una delle diverse testimonianze diffuse che si trovano, oltre che sul Lagazuoi, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/sui-sentieri-della-grande-guerra-verso-le-5-torri-delle-dolomiti/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">anche sulle Cinque Torri</a> e sul Sasso di Stria. Il Lagazuoi si raggiunge in funivia e si esplora scendendo a piedi a ritroso verso il passo. Sentieri, accessibili anche a carrozzine e ideali per famiglie, portano alla scoperta delle diverse postazioni militari, dalla postazione del Cecchino alla galleria della prima linea della <em>Feldwachweg</em>. Trincee, anche la riproduzione di una mitragliatrice e posizioni difensive ci ricordano oggi la necessità di non scordare il nostro passato.</p>
<p>Per scoprire il lavoro degli italiani, si può invece percorrere &#8211; in discesa o in salita, scendendo poi in funivia &#8211; il <strong>sentiero attrezzato che attraversa la galleria dell’Anticima</strong>: si tratta di un percorso di 639 metri di dislivello ed occorrono 3 ore di marcia che valgono fiato e fatica.<br />
Utilizzando la funivia per salire, sono molti altri gli itinerari che permettono di passeggiare solo in discesa, senza pensieri. Un itinerario molto panoramico conduce, per esempio, alla Capanna Alpina, ripercorrendo in parte, in 1.048 metri di dislivello negativo, il disegno della <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/strada/maratona-delle-dolomiti-2019/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">pista Armentarola, una delle discese con gli sci più celebri del comprensorio</a>, con tappe panoramiche anche al lago del Lagazuoi e al Rifugio Scotoni. Più brevi sono i <strong>sentieri che discendono diretti al Passo Falzarego</strong> come quello “Del Fronte” che passa in rassegna gli antichi percorsi militari.</p>
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		<item>
		<title>In Friuli c’è un posto sul mare dove l’autunno è ancora più bello che in montagna</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/perche-scoprire-autunno-in-laguna-a-lignano-sabbiadoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 07:34:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[lignano sabbiadoro]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Le temperature più fresche, i colori caldi del foliage, i piatti fumanti, l’arancio della zucca[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="800" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Laguna-di-Marano_crivellari_83.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Perché scoprire l&#039;autunno in laguna a Lignano Sabbiadoro" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Laguna-di-Marano_crivellari_83.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Laguna-di-Marano_crivellari_83-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Laguna-di-Marano_crivellari_83-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Laguna-di-Marano_crivellari_83-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Le temperature più fresche, i colori caldi del <strong>foliage</strong>, i piatti fumanti, l’arancio della zucca e i tramonti infuocati:<strong> l’autunno in laguna</strong> potrebbe essere sintetizzato con semplici immagini a colori, ma in realtà c’è molto di più. Questa stagione è sinonimo di emozioni e avventure da condividere, soprattutto in quelle destinazioni che col tocco magico autunnale diventano ancora più affascinanti. Come <strong>Lignano Sabbiadoro,</strong> meta ideale per tutti coloro che amano il buon cibo, la natura e i ritmi non frenetici.</p>
<h2>Perché scoprire l&#8217;autunno in laguna a Lignano Sabbiadoro</h2>
<p>Baciata dalle tre acque che ne disegnano i confini (salmastra della laguna, dolce del fiume e salata del mare), questa preziosa striscia di terra dell’Alto Adriatico è capace di regalare <strong>emozioni autentiche grazie alla sua offerta variegata di attività:</strong> dalle passeggiate alle pedalate vicino al mare, dalla scoperta delle cantine e dei vini più pregiati del territorio a un pranzo sulle acque della laguna, dove si possono vivere escursioni alla scoperta di angoli e panorami senza tempo fuori stagione, con quella luce rosso intenso del tramonto che solo in questo periodo si può ammirare.<br />
Lontana dai ritmi estivi, <strong data-start="3882" data-end="3915">Lignano Sabbiadoro in autunno</strong> è un rifugio di luce e silenzio. Un luogo dove <strong>in autunno puoi riscoprire il piacere di camminare</strong>, respirare e godersi il mare con calma — tra la magia del foliage e i profumi del pesce appena cucinato.</p>
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<h3>1. Il mare non va in vacanza</h3>
<p>Per chi è in cerca di un contatto con la natura e l’aria aperta anche fuori stagione, sugli 8<strong> km di spiaggia dorata di Lignano</strong> è possibile cimentarsi in diverse attività, come pratiche di meditazione in riva al mare o lunghe e rigeneranti <strong>passeggiate a piedi o in bicicletta: per esempio dalla Terrazza a Mare fino al Faro Rosso</strong>, dove ci si può fermare ad ammirare da un lato la spiaggia e dall’altro la laguna assaporando il profumo dell’aria salmastra, oppure, nella direzione opposta, percorrere tutta la penisola fino alle foci del Fiume Tagliamento per navigare a bordo del passo barca X-River e sperimentare itinerari nella vicina sponda veneta.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-617522" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Faro-Lignano-Sabbiadoro.jpg" alt="Perché scoprire l'autunno in laguna a Lignano Sabbiadoro" width="1200" height="960" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Faro-Lignano-Sabbiadoro.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Faro-Lignano-Sabbiadoro-300x240.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Faro-Lignano-Sabbiadoro-1024x819.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Faro-Lignano-Sabbiadoro-768x614.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Mentre i ciclisti provetti da Lignano potranno raggiungere Marano Lagunare contemplando la rigogliosa vegetazione autoctona costeggiando la laguna o il fiume. A questo proposito leggi la nostra esperienza <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/lignano-sabbiadoro-e-laguna-di-marano-in-bicicletta-cicloturismo-di-la-dal-fiume-e-tra-gli-alberi/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Lignano Sabbiadoro e Laguna di Marano in bici</a>.</p>
<h3>2. Sfumature autunnali in Laguna</h3>
<p>Per immergersi totalmente nel mondo fatato della laguna, si può raggiungere, con un’escursione o in autonomia, la <strong>Riserva</strong> <strong>Naturale Valle Canal Novo,</strong> dove i baluginii dell’autunno iniziano a dipingere il paesaggio con una tavolozza di colori caldi. Le prime luci dell&#8217;alba regalano spettacolari giochi di ombre e riflessi sulle acque tranquille lagunari, un&#8217;opportunità unica di realizzare scatti fotografici che catturano l’essenza di questo meraviglioso scenario.<br />
Chi invece ha la passione del <strong>birdwatching</strong>, qui può trovare un vero e proprio regno di volatili dalle specie più disparate: lungo i sentieri, è possibile scorgere fenicotteri rosa e numerosi <strong>anatidi</strong>, come le alzavole e i moriglioni. Anche la flora non è da meno: le canne di palude donano un tocco dorato al paesaggio, mentre le rose canine e le tamerici aggiungono un’atmosfera bucolica creando un paesaggio da osservare rispettosamente in punta di piedi.</p>
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<h3>3. Un battello gourmet</h3>
<p>Da Marano Lagunare poi, a partire da ottobre, è possibile <strong>pranzare direttamente su un battello</strong> grazie a “Laguna in Tecja”: un’imbarcazione munita di un salone coperto e riscaldato che permette di pranzare e andare alla scoperta dei paesaggi e delle secolari tradizioni culinarie locali. Diverse le proposte di degustazione a base di pesce e carne, tra queste spiccano “Molluschimania”, “Scampi chi può”, “Mille gransi blu”, “Canocia day”, “Bisato in speo”, “Laguna Selvaggia” e “Boreto Maranese”.</p>
<h3>4. Una crociera tra i Casoni</h3>
<p>Grazie ai servizi di imbarcazione presenti sul territorio, si può anche vivere l’esperienza di una minicrociera alla scoperta dei <strong>tradizionali</strong> <strong>Casoni</strong>. Partendo dal Faro Rosso di Lignano Sabbiadoro, si può compiere un viaggio indietro nella storia di queste dimore, un tempo utilizzate dai pescatori, che sembrano vere e proprie palafitte sospese sulle acque lagunari.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-617526" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Casoni-della-laguna-di-Marano-archivio-PTVFVG.jpg" alt="Perché scoprire l'autunno in laguna a Lignano Sabbiadoro" width="1200" height="932" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Casoni-della-laguna-di-Marano-archivio-PTVFVG.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Casoni-della-laguna-di-Marano-archivio-PTVFVG-300x233.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Casoni-della-laguna-di-Marano-archivio-PTVFVG-1024x795.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Casoni-della-laguna-di-Marano-archivio-PTVFVG-768x596.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Costruite utilizzando il materiale a disposizione, come le canne palustri, utili per isolare l’interno dal freddo e dal vento di bora, al loro interno i pescatori erano soliti accendere un focolare per scaldare le fredde notti in solitaria.<strong> Sembra di stare sul Mekong.</strong></p>
<h3>5. A spasso tra le cantine del territorio</h3>
<p>Terminata l’escursione in laguna, ci si può rilassare con un aperitivo in una delle tante cantine vitivinicole della zona e gustare i vini locali: dalla <strong>Ribolla Gialla al Friulano, dal Pinot Grigio alla Malvasia</strong>, solo per citarne qualcuno. Durante le degustazioni, i vini sono serviti in abbinata con piatti del territorio come ad esempio le sarde in saor, ossia le alici marinate in un condimento di cipolle in agrodolce, i sievoli sotto sal o la zuppa di pesce alla maranese, piatto autentico della storia di questa zona.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-617530" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Laguna-in-tecja-8-Pavan-Nico.jpg" alt="Perché scoprire l'autunno in laguna a Lignano Sabbiadoro" width="1200" height="1600" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Laguna-in-tecja-8-Pavan-Nico.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Laguna-in-tecja-8-Pavan-Nico-225x300.jpg 225w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Laguna-in-tecja-8-Pavan-Nico-768x1024.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/10/Laguna-in-tecja-8-Pavan-Nico-1152x1536.jpg 1152w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ma sono da provare anche piatti regionali come il <strong>Frico</strong> con la polenta, una pietanza a base di patate e Montasio servito con la polenta, che ben esalta il sapore dei vini locali, racchiudendo tutto l’incanto e le tante anime di questo territorio.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/lignano-sabbiadoro-fuori-stagione-5-motivi-per-scoprirla/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Lignano Sabbiadoro fuori stagione: 5 motivi per scoprirla</a></p>
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<div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div>
<div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div>
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<div itemprop="description">
<p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
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		<title>Ottobre in Veneto: le gite più belle tra castagne e foliage</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/ottobre-in-veneto-le-gite-piu-belle-tra-castagne-e-foliage/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 06:43:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[castagne]]></category>
		<category><![CDATA[foliage]]></category>
		<category><![CDATA[ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[A ottobre, il Veneto svela un fascino inedito, lontano dalle spiagge affollate e dai classici[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="768" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Cansiglio.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Cansiglio.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Cansiglio-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Cansiglio-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><br><br><p>A ottobre, il Veneto svela un fascino inedito, lontano dalle spiagge affollate e dai classici circuiti turistici. Dalle vette delle Dolomiti alle dolci colline, la regione si veste di tonalità calde e avvolgenti. Questo è il momento perfetto per esplorare la natura e concedersi una pausa per ammirare i colori del foliage e per raccogliere le castagne, un&#8217;esperienza che unisce il piacere della camminata a quello della scoperta.</p>
<h2>Ottobre in Veneto: le gite più belle tra castagne e foliage</h2>
<p>Abbiamo selezionato per te 6 percorsi imperdibili per vivere l&#8217;autunno in Veneto.</p>
<h4>1. A piedi &#8211; Le Cascate Ru de Rialt</h4>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>Un&#8217;escursione incantevole da Masarè – Alleghe che ti porta a scoprire questa cascata molto carina e &#8211; nel giusto orario, anche il tramonto sulle pareti del Civetta. Il sentiero si snoda tra boschi che a ottobre si accendono di colori, in un ambiente quasi fatato e perfetto per una giornata di relax e di contatto con la natura.</ul>
</li>
</ul>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.komoot.com/it-it/highlight/2670013/embed" width="100%" height="580" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<ul>
<li><b>Scheda pratica:</b>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li><b>Tipo:</b> Escursione a piedi</li>
<li><b>Lunghezza:</b> 9 km</li>
<li><b>Durata:</b> 3 ore</li>
<li><b>Dislivello:</b> 220 m</li>
<li><b>Difficoltà:</b> Medio</li>
<li><b>Adatta a:</b> Tutti.</li>
<li><b>Consigli per il foliage:</b> Le colorazioni più intense si ammirano a partire dalla metà di ottobre.</li>
</ul>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h4>2. In bicicletta &#8211; La Ciclabile del Sile</h4>
<ul>Pedala lungo il &#8220;fiume di risorgiva&#8221; più lungo d&#8217;Europa. La ciclabile del Sile ti porta a scoprire una natura unica, tra salici piangenti e specchi d&#8217;acqua. Un percorso completamente pianeggiante, ideale per godersi i primi colori dell&#8217;autunno in sella, lontano dal traffico.</ul>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-655233" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-OasiCervara1.jpg" alt="Ottobre in Veneto" width="1024" height="768" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-OasiCervara1.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-OasiCervara1-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-OasiCervara1-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<ul>
<li><b>Scheda pratica:</b>
<ul>
<li><b>Tipo:</b> Gira in bicicletta</li>
<li><b>Lunghezza:</b> 50 km (si possono percorrere tratti)</li>
<li><b>Durata:</b> Varia</li>
<li><b>Dislivello:</b> 20 m</li>
<li><b>Difficoltà:</b> Facile</li>
<li><b>Adatta a:</b> Tutti, ideale per famiglie e ciclisti amatoriali.</li>
<li><b>Consigli per il foliage:</b> Le sponde del fiume offrono uno spettacolo di colori a partire dalla metà di ottobre.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h4>3. A piedi &#8211; Anello del Bosco del Cansiglio</h4>
<ul>Addentrati in una delle foreste più affascinanti del Veneto. Questo percorso ti porta a immergerti in un bosco che a ottobre si tinge di sfumature di giallo, rosso e arancione. Un&#8217;escursione perfetta per gli amanti del foliage.</ul>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-655234" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Bosco_del_Cansiglio_4.jpg" alt="Ottobre in Veneto" width="1024" height="683" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Bosco_del_Cansiglio_4.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Bosco_del_Cansiglio_4-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Bosco_del_Cansiglio_4-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<ul>
<li><b>Scheda pratica:</b>
<ul>
<li><b>Tipo:</b> Escursione a piedi</li>
<li><b>Lunghezza:</b> 8 km (anello)</li>
<li><b>Durata:</b> 3 ore</li>
<li><b>Dislivello:</b> 200 m</li>
<li><b>Difficoltà:</b> Media</li>
<li><b>Adatta a:</b> Escursionisti con un po&#8217; di allenamento.</li>
<li><b>Consigli per il foliage:</b> Il Bosco del Cansiglio è famoso per il foliage, con il periodo migliore che va dalla seconda metà di ottobre.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h4>4. A piedi &#8211; I Colli Euganei</h4>
<ul>Esplora un paesaggio unico e inaspettato, fatto di dolci colline vulcaniche e boschi. Ottobre è il mese ideale per unire il piacere di una camminata alla raccolta delle castagne, in un&#8217;atmosfera di pace e tranquillità.</ul>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-655236" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Colli_Euganei_144792219.jpeg" alt="Ottobre in Veneto" width="1024" height="607" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Colli_Euganei_144792219.jpeg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Colli_Euganei_144792219-300x178.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Colli_Euganei_144792219-768x455.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<ul>
<li><b>Scheda pratica:</b>
<ul>
<li><b>Tipo:</b> Escursione a piedi</li>
<li><b>Lunghezza:</b> 7 km (anello)</li>
<li><b>Durata:</b> 3 ore</li>
<li><b>Dislivello:</b> 250 m</li>
<li><b>Difficoltà:</b> Facile</li>
<li><b>Adatta a:</b> Tutti, ideale per le famiglie.</li>
<li><b>Consigli per le castagne:</b> I boschi dei Colli Euganei sono molto ricchi di castagni. Il periodo migliore per la raccolta è tra la fine di settembre e la metà di ottobre.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h4>5. A piedi &#8211; Sentiero delle Trincee, Monte Piana</h4>
<ul>Un&#8217;escursione che unisce storia e panorami mozzafiato. Il sentiero ti porta a scoprire le trincee della Prima Guerra Mondiale, con una vista a 360° sulle Tre Cime di Lavaredo e su altre vette dolomitiche che a ottobre si vestono di colori caldi.</ul>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-655237" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Monte_Piana_War_Trenches_Dolomites_Italy_4.jpg" alt="Ottobre in Veneto" width="1024" height="768" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Monte_Piana_War_Trenches_Dolomites_Italy_4.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Monte_Piana_War_Trenches_Dolomites_Italy_4-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/10/1024px-Monte_Piana_War_Trenches_Dolomites_Italy_4-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<ul>
<li><b>Scheda pratica:</b>
<ul>
<li><b>Tipo:</b> Escursione a piedi</li>
<li><b>Lunghezza:</b> 5 km (anello)</li>
<li><b>Durata:</b> 2 ore</li>
<li><b>Dislivello:</b> 150 m</li>
<li><b>Difficoltà:</b> Facile</li>
<li><b>Adatta a:</b> Tutti, anche famiglie con bambini.</li>
<li><b>Consigli per il foliage:</b> Le colorazioni si intensificano a partire dalla metà di ottobre.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h4>6. In bicicletta &#8211; La Ciclabile della Valsugana</h4>
<ul>Pedala in un&#8217;oasi di pace, tra le sponde dei Laghi di Caldonazzo e Levico. La ciclabile della Valsugana ti porta alla scoperta di borghi e paesaggi di montagna, con la possibilità di ammirare i colori autunnali che si riflettono sull&#8217;acqua.</p>
<li><b>Scheda pratica:</b>
<ul>
<li><b>Tipo:</b> Gira in bicicletta</li>
<li><b>Lunghezza:</b> 80 km (si possono percorrere tratti)</li>
<li><b>Durata:</b> Varia</li>
<li><b>Dislivello:</b> 150 m</li>
<li><b>Difficoltà:</b> Media</li>
<li><b>Adatta a:</b> Ciclisti con un po&#8217; di allenamento.</li>
<li><b>Consigli per il foliage:</b> Il periodo migliore per ammirare i colori è tra la metà e la fine di ottobre.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><b>Se l&#8217;argomento ti ha incuriosito, scopri di più su dove trovare le castagne in Veneto:</b></p>
<ul>
<li><a class="ng-star-inserted" href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castagne-in-veneto-dove-trovarle-e-raccoglierle-nelle-6-province/" target="_blank" rel="noopener" data-hveid="3" data-wpel-link="internal">Castagne in Veneto: dove trovarle e raccoglierle nelle 6 province</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Questi sono i migliori itinerari in bici del Veneto: dal Garda ai Colli Euganei, pedalando nella natura</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/i-5-itinerari-in-bici-piu-belli-del-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Zanirato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 07:44:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=73545</guid>

					<description><![CDATA[Il Veneto è una regione che riesce a proporre panorami molto variegati tra loro: dal[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/itinerrari-bici-belli-veneto.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/itinerrari-bici-belli-veneto.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/itinerrari-bici-belli-veneto-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/itinerrari-bici-belli-veneto-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Il <strong>Veneto</strong> è una regione che riesce a proporre panorami molto variegati tra loro: dal mare alla montagna, dal lago alla collina. In questo articolo vi propongo i <strong>5 itinerari in bici più belli del Veneto</strong> per scoprire la meraviglia di questa regione e le sue diverse conformazioni geografiche: <strong>percorsi non troppo lunghi,</strong> adatti a tutte le persone mediamente allenate e, in alcuni casi, anche a chi non ha ancora troppa confidenza con le bici.<br />
Pedalare in un territorio, infatti, è il modo più autentico per viverlo: non si inquina, si ascolta il rumore della natura, si respira ogni profumo e, soprattutto, <strong>si viaggia a passo lento</strong>, incontrando decine di persone lungo il proprio cammino.</p>
<h2>I 5 itinerari in bici più belli del Veneto</h2>
<p>Partiremo dal mare, conoscendo le valli del Parco Regionale del <strong>Delta del Po</strong>, per poi passare al lago di <strong>Garda</strong>, tra città storiche e acque cristalline, per poi proseguire in collina, con i <strong>Colli Euganei e</strong> la zona di Asolo e <strong>Valdobbiadene</strong>, e infine chiuderemo con un po’ di montagna, nell’altipiano di <strong>Asiago</strong>. <img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-73617" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/itinerrari-bici-belli-veneto-gravel.jpg" alt="itinerrari-bici-belli-veneto-gravel" width="670" height="470" /></p>
<h3>1. Le Valli del Delta del Po, percorso in bici (80 km)</h3>
<p>Parco Regionale diventato patrimonio Unesco, il Delta del Po è uno di quei <strong>territori ancora non troppo conosciuti</strong> che vi sapranno incantare con la loro magia: è il più giovane d’Italia, emerso dalle acque del Grande Fiume solo qualche centinaio di anni fa, conserva tutte le <strong>caratteristiche selvagge e genuine di un tempo</strong>, ricordando i grandi parchi internazionali, come le Everglades americane o il Delta del Missisipi.<br />
Il parco è molto vasto e per vedere ogni cosa sarebbe necessaria una settimana: da Rosolina a Porto Tolle, passando tra valli, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/vacanza-in-bici-con-i-bambini-dove-andare-nelle-valli-di-comacchio-per-vedere-i-fenicotteri-rosa-del-delta-del-po/" data-wpel-link="internal">fenicotteri rosa</a> in volo, lavanda in fiore e pescatori al lavoro. Un&#8217;esperienza splendida anche per i bambini (da 8 anni in su).<br />
L’itinerario che vi propongo prevede un tour nel comune di Porto Tolle, o meglio nell’Isola della Donzella con la sacca di Scardovari e il famoso <strong>campo di lavanda di Ca’ Mello,</strong> partendo però da Porto Levante, in modo da comprendere più panorami (lunghezza circa 80 km andata e ritorno, tutta pianura).</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/vacanza-in-bici-con-i-bambini-i-consigli-destinazione-tappe-soste-ciclovie/" data-wpel-link="internal">Vacanza in bici con i bambini: i consigli per partire</a></strong></p>
<p>Da Porto Levante percorrete la via delle valli fino a valle Bagliona. Da qui raggiungete la splendida<strong> Oasi di Ca Pisani</strong> (merita una sosta per capire meglio l’ecosistema del Delta, la sua vegetazione fluviale e lagunare, i suoi animali e le sue “architetture”: gli splendidi casoni del Delta).<br />
Poi proseguite verso il comune di Porto Tolle, che è composto ovviamente da varie frazioni. La prima che troverete, attraversando il ponte è Ca’ Venier: qui non c’è nulla, se non il ponte che vi farà attraversare <strong>il ramo più grande del Po</strong> (Pila) e raggiungere Ca’ Tiepolo, dove si trova il “centro” di Porto Tolle.<br />
Da qui infine proseguite dritti, verso l’oasi di Ca’ Mello (ben segnalata).<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-73614" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/itinerari-bici-veneto-delta-po.jpg" alt="itinerari-bici-veneto-garda" width="670" height="470" />Troverete una <strong>macchia viola, profumata, in mezzo all’oro del grano,</strong> con un concerto di insetti a fare compagnia. Una vera poesia dai colori pastello, che vi porterà in una dimensione.<br />
Da Ca’ Mello raggiungere la sacca di Scardovari è molto semplice: dista circa un km e la strada è tutta dritta. La sacca degli Scardovari è famosa per i <strong>bilancioni di pescatori, molti vendono il pescato anche sul posto.</strong> Da qualche anno, poi, proprio qui viene prodotta la famosa <strong>ostrica rosa del Delta,</strong> una vera e propria delizia.<br />
Come scriviamo qui, ci sono altri <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/itinerari-in-bicicletta-piu-belli-nel-delta-del-po/" data-wpel-link="internal">5 itinerari bellissimi da fare in bici nel Delta del Po.</a></strong><br />
Se volete scoprire le valli del Delta con un tour guidato o noleggiando e-bike potete rivolgervi all’associazione sportiva che ha sede nell’Isola di Albarella, <a href="https://www.facebook.com/ciclotteri" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">i Ciclotteri</a>.</p>
<h3>2. Dal Lago di Garda al lungo Mincio in bici (75 km)</h3>
<p>Si tratta di un giro semplice, di circa 75 km, che parte da <b>Peschiera del Garda,</b> incrocia la <b><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/la-via-del-vino-del-lago-di-garda-in-bici-da-peschiera-a-valeggio-proseguendo-per-custoza-e-la-valpolicella/" data-wpel-link="internal">Via del Vino </a></b>e compie un anello scendendo sul <b>Mincio</b>, raggiungendo <b>Valeggio </b>per poi virare a <b>Custoza </b>e risalire verso <b>San Pietro in Cariano</b>, per completare il tutto con una dolce discesa verso <b>Lasize </b>e le dolci sponde del Garda. Il dislivello è di circa 600 metri.<br />
La partenza del tour è ovviamente <b>Peschiera del Garda, </b>località facilmente raggiungibile dato che è proprio l’uscita dell’autostrada a due passi da <strong>Gardaland</strong>. Da qui si può scegliere se imboccare subito la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/la-pista-ciclabile-del-mincio-dal-lago-di-garda-a-mantova/" data-wpel-link="internal"><b>pista ciclabile del Mincio</b></a>, che costeggia il meraviglioso fiume dalle acque verdi dal lato lombardo su strada sterrata, oppure se preferire l’asfalto e rimanere sul lato veneto.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-73613" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/itinerari-bici-veneto-garda.jpg" alt="itinerari-bici-veneto-garda" width="670" height="470" />Dopo circa 15 km arriverete a un paesino gioiello: <b>Borghetto, </b>un vero dipinto medioevale in mezzo all’acqua che vi incanterà con la sua atmosfera da fiaba. Poco distante <b>Parco Sigurtà, il giardino più bello d’Italia.<br />
</b>Da qui, Valeggio è a circa due km in salita, dolce. Superato il suo centro storico basta proseguire per via Santa Lucia per iniziare una nuova avventura e conoscere una nuova terra: la valle del <b>Custoza</b>, per poi proseguire verso Villafranca e il suo splendido castello e Sommacampagna.<br />
Da qui, inizia una<strong> lunga salita in falsopiano</strong> che condurrà prima a Bussolengo e a Pescantina (bellissima cittadina sull’Adige) e poi aprirà le porte della Valpollicella, il bengodi di ogni amante del vino.<br />
Tornare verso il lago di Garda è un vero spasso: <strong>la strada è tutta una discesa.</strong> Cittadine che sembrano fortezze si susseguano sulle sponde del l<strong>ago verde smeraldo</strong>, che accoglie tutti i visitatori con la sua aria mite, dolce e fresca.</p>
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<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/in-bici-sullappennino-romagnolo-due-itinerari-meravigliosi-da-scoprire/" data-wpel-link="internal">2 itinerari in bici sull&#8217;Appennino Romagnolo</a></strong></li>
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</ul>
<h3>3. Tour in bici di Valdobbiadene (40 km)</h3>
<p>Pedalare in queste colline è un vero spasso: le pendenze non sono mai troppo pesanti e l’occhio si appaga con panorami meravigliosi dati da terrazzamenti di vigneti, borghi storici e strade che sembrano disegnate in mezzo al verde.<br />
Partite <strong>dal centro di Valdobbiadene</strong> e seguite l’anello che in modo naturale vi propone la strada: passerete prima nella parte del Valdobbiadene Alto, dove troverete anche la famosa <strong>collina del Cartizze</strong> e l’Osteria senz’oste, per tornare poi nella strada più bassa, panoramica e in mezzo alle grandi cantine più conosciute. In tutto sono <strong>circa 40 km,</strong> affrontabili da ogni persona.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-73612" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/itinerari-bici-veneto-valdobbiadene.jpg" alt="" width="670" height="470" /></p>
<p>Non perdetevi però anche la zona dei <b>colli di Asolo e il Montello, </b>sono percorsi da scoprire in bicicletta pieni di sorprese, sia opera dell’uomo, sia opere della natura. Da Valdobbiadene attraversate il Piave, a Bigolino su un ponte molto suggestivo, ed entrate nel<strong> territorio delle grandi Ville.</strong><br />
La prima che si incontra lungo la strada che porta ad Asolo è <b>Villa Barbaro a Mase</b>r, una villa veneta costruita da Andrea Palladio tra il 1554 e il 1558-1560 circa.<br />
La seconda è <b>Villa Barbini Rinaldi</b>, villa barocca della Marca Trevigiana, molto imponente nelle dimensioni, con una grande scalinata d’accesso, e molto sfarzosa nello stile.<br />
Da qui si sale e si raggiunge il cuore di <strong>Asolo</strong>, una cittadina che è una meraviglia: storica, lastricata, curatissima, ricca di chiese, musei, palazzi degni di nota. Ripartendo da Asolo vi suggerisco poi di imboccare <b>via Castelli</b>: una suggestiva strada di campagna che si inerpica in mezzo a boschi, <strong>con salite e discese leggere e divertenti,</strong> tra asini, vigneti, rocche e ville ricche di fascino.<br />
Ne abbiamo parlato dettagliatamente in questo articolo sul <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/valdobbiadene-prosecco-percorsi-in-bici/" data-wpel-link="internal">giro della Valdobbiadene lungo la via del Prosecco.</a></strong></p>
<h3>4. Itinerario in bici sull’altopiano di Asiago (100 km)</h3>
<p>Un itinerario meraviglioso da seguire in bicicletta è quello che <b>da Piovene Rocchette (Vicenza) risale fino alla vetta dell’altipiano di Asiago</b>, attraversa i sette comuni “montani” e riscende toccando <b>Marostica </b>e la sua bellissima piazza, dove ogni anno prende vita il gioco degli scacchi.<br />
Un tour davvero “verde”, visto che si attraversano boschi rigogliosi e prati fioriti,<strong> si pedala tra le cime delle montagne</strong> per godersi una dolce discesa tra paesini arroccati che portano diretti verso la meravigliosa <strong>Marostica</strong>.<br />
Anche la salita è molto dolce, anche se lunga 15 km,<strong> non si supera mai una pendenza del 7-8%.</strong> Un percorso totale di 100 km, quindi, adatto a tutti, anche chi è mediamente allenato.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-73611" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/itinerari-bici-veneto-asiago.jpg" alt="itinerari-bici-veneto-asiago" width="670" height="470" /></p>
<p>Partendo da Piovene Rocchette dopo qualche km inizia subito la salita, che lentamente vi condurrà in un panorama da sogno, <strong>tra malghe e sentieri di montagna.</strong><br />
Il primo respiro lo si può tirare a <strong>Rotzo</strong>, quando finisce questa lunga salita e riprende il saliscendi, questa volta però a oltre 1200 metri di altezza, dato che raggiungerete <strong>Mezzaselva, uno dei punti più alti dell’Altopiano.</strong><br />
Proprio da qui, riprende il divertimento: per raggiungere Roana e Asiago attraverserete <strong>ponti a strapiombo</strong>, paesini di montagna, boschi di conifere, prati immensi. I colori e i profumi vi conquisteranno gli occhi, facendovi divertire su<strong> salite e discese che non dureranno mai troppo da stufare.</strong><br />
Poi, troverete finalmente la <strong>discesa</strong>, <strong>lunghissima</strong>, che vi condurrà fino a Marostica: una <strong>vera opera d’arte</strong>, circondata da mura, lastricata e storica, è nota in tutto il mondo per la partita a scacchi che si svolge con personaggi viventi nella piazza cittadina.</p>
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<h3>5. Giro dei Colli Euganei in bicicletta (50 km)</h3>
<p>È il territorio che preferisco: colline che sbucano altissime dalla pianura padana, originate da vulcani che hanno creato<strong> un panorama pazzesco.</strong><br />
Vi propongo un breve itinerario, circa 50 km, toccando però<strong> tutte le bellezze di questa terra:</strong> dalla fatica della salita ai suoi dolci vigneti, dove vi potrete anche fermare per qualche degustazione.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-73609" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/06/quota-101-uno.jpg" alt="itinerari-bici-veneto-colli-euganei" width="670" height="470" /></p>
<p>La partenza dell’itinerario è a <strong>Este</strong>, città con tanto di castello murato e parco panoramico. Si sale quindi su via Caldevigo fino a Cinto Euganeo, per proseguire poi per Fontanafredda, salire per la famosa <strong>salita della Cingolina</strong> tanto amata e odiata dai ciclisti di ogni età (pendenza massima 13%). Si scende poi a Galzignano Terme, dove troverete uno splendido campo da Golf e la nota Villa Barbarigo di Valsanzibio con uno splendido <strong>labirinto</strong> al suo interno, per proseguire verso il borgo storico di <strong>Arquà Petrarca,</strong> città del sommo poeta, e infine imboccare la Strada provinciale 21 che vi condurrà fino a Valle San Giorgio dove rimarrete colpiti da uno <strong>splendido campanile</strong>. Si torna poi a Este passando per Baone.<br />
Qui parliamo di altri <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/i-tre-itinerari-in-bicicletta-nei-colli-euganei/" data-wpel-link="internal">3 itinerari sui Colli Euganei</a></strong>.</p>
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		<title>Questo trekking sul sentiero dei contrabbandieri in Veneto è una vera sorpresa</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/via-del-tabacco-trekking-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 06:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cammini]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Via del Tabacco]]></category>
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					<description><![CDATA[Un sentiero dimenticato tra i monti del Vicentino, dove un tempo si coltivava e si[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/alta-via-tabacco-veneto-trekking.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="alta-via-tabacco-veneto-trekking" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/alta-via-tabacco-veneto-trekking.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/alta-via-tabacco-veneto-trekking-331x232.jpeg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/alta-via-tabacco-veneto-trekking-300x210.jpeg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p data-start="714" data-end="1068">Un <strong>sentiero dimenticato tra i monti del Vicentino</strong>, dove un tempo si coltivava e si contrabbandava tabacco, oggi è uno dei trekking più affascinanti del Nord Italia. <strong>L’Alta Via del Tabacco</strong> segue mulattiere e trodi che si arrampicano lungo il Canale del Brenta, tra boschi, vecchie case in pietra e panorami che raccontano una storia di fatica e libertà. Scopriamola.</p>
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<h2>Alta Via del Tabacco, trekking sul sentiero dei contrabbandieri in Veneto</h2>
<p>L&#8217;<strong>Alta Via del Tabacco</strong> non è molto conosciuta ma è un <strong>bellissimo percorso di trekking sul sentiero dei contrabbandieri in Veneto</strong>, in provincia di Vicenza, lungo il Canale del Brenta. Si parte da da Bassano del Grappa e si arriva a Costa di Valstagna; è lungo <strong>35 km tra fondovalle e pezzi in quota</strong>, da percorrere in <strong>3 tappe</strong>.<br />
È un sentiero adatto a tutti, che ti porta indietro nel tempo, in un mondo fatto di natura selvaggia, animali e borghi antichi. Un’immersione anche nella storia: la zona è diventata Museo Diffuso Alta Via del Tabacco, un’area di interesse culturale oltre che per le escursioni.<br />
Vediamo <strong>com’è il sentiero da trekking e come farlo.</strong></p>
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<p><strong>LEGGI ANCHE</strong></p>
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<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/via-lauretana-toscana-a-piedi-cammino-da-siena-a-cortona/" data-wpel-link="internal"><strong>Via Lauretana Toscana, a, piedi da Siena a Cortona</strong></a></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/7-cammini-poco-famosi-in-italia-per-scoprire-i-viaggi-a-piedi/" data-wpel-link="internal">7 cammini poco conosciuti in Italia per scoprire i viaggi a piedi</a></strong></li>
</ul>
<h3>I luoghi da non perdere</h3>
<p>Il Canale di Brenta, sovrastato dal Massiccio del Grappa e dell&#8217;Altipiano dei &#8220;Sette Comuni&#8221;, è una zona in cui borghi e natura selvaggia si mescolano, tutta da camminare, <strong>accompagnati dal fiume Brenta</strong>, anzi La Brenta, come lo chiamano da queste parti.<br />
La <strong>natura è davvero selvaggia</strong> perché qui non c’è spazio per coltivazioni intensive o strutture industriali.<br />
L’unica attività commerciale ha lasciato il cammino della Alta Via del Tabacco: qui dalla seconda metà del seicento venne importato il tabacco, che è stato coltivato a terrazze e <strong>contrabbandato per secoli,</strong> spesso unica forma di sussistenza delle popolazioni locali.<br />
Oggi non è più così, ma rimangono <strong>i terrazzamenti con i muri a secco </strong>(le masiere) e i sentieri e mulattiere utilizzati dai contrabbandieri, che sono diventati il Cammino. Storicamente non è il cammino dei contrabbandieri, ma spesso viene chiamato così. Soprattutto è <strong>un angolo di natura incontaminata</strong> dal valore storico e culturale, tanto che è nato il <a href="http://www.altaviatabacco.it/museoDiffuso.php" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Museo Diffuso Alta Via del Tabacco, </a>istituzione per valorizzare l’area e non solo il percorso escursionistico.<br />
Ogni anno si corre una bella corsa, la gara di endurance <a href="https://www.trailcontrabbandiere.com/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Antico Trail del Cnotrabbandiere</a>.</p>
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<h3>Alta Via del Tabacco, la mappa</h3>
<p>L’Alta Via del Tabacco è un percorso che collegava (e collega) le aree di coltivazione e i borghi: si sviluppa su <strong>stradine sterrate che vanno sue giù</strong> per il Canale del Brenta, toccando i villaggi del fondovalle e scarpinando in quota. Si tratta tuttavia di <strong>un itinerario adatto a tutti.</strong><br />
I sentieri che salgono, anche ripidi, si chiamano &#8220;trodi del tabacco&#8221;. Si cammina fra prati, boschi e terrazzamenti, case a mezza costa alte e strette, pozzi e ghiacciaie, nascondigli. <strong>Tracce della Grande Guerra si alternano a incontri con la fauna selvatica</strong>. E si attraversano proprietà private, con il gentile permesso dei proprietari in accordo con il Museo.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-72365" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/alta-via-tabacco-mappa.jpg" alt="alta-via-tabacco-mappa" width="430" height="510" />Una vera esperienza che ti porta indietro nel tempo, in un mondo di vita dura e gruppi sociali che usavano queste stradine per restare in contatto.<br />
Il percorso è stato tracciato definitivamente nel 2008 dalla Sezione del Club Alpino Italiano di Bassano del Grappa<strong>: è lungo 35 Km, con dislivello totale complessivo attorno ai 2000 metri.</strong>Si parte dal Ponte Vecchio di Bassano e si arriva a Costa di Valstagna.<br />
Qui <a href="https://www.altaviatabacco.it/ZIP/AVT_Totale_2018.gpx.zip" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">la traccia GPS.</a></p>
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<h3>Via del Tabacco, le tappe</h3>
<p>Sono 3 le tappe del percorso a piedi dell’Alta Via del Tabacco:<br />
<strong>1. Bassano – Campolongo</strong>: 11,5 km, circa 4,5 ore, dislivello di 600 metri<br />
<strong>2. Campolongo – Valstagna</strong>: 14,6 km, circa 5 ore, dislivello di 950 metri<br />
<strong>3. Valstagna – Costa</strong>: 8 km, circa 4,5 ore, un dislivello di 600 metri.<br />
Dal sentiero principale partono diversi altri sentieri che permettono di tornare a valle velocemente. E si può compiere un anello camminando lungo il Brenta sul Sentiero del Brenta, che, oltre a essere una bella deviazione, collega il punto di partenza a quello d’arrivo.<br />
Abbigliamento consigliato: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/scarpe-da-trekking-come-sceglierle/" data-wpel-link="internal">scarpe da trekking</a>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/bastoncini-da-trekking-per-camminare-in-montagna-consigli/" data-wpel-link="internal">bastoncini</a>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/perche-la-borraccia-in-metallo-e-sicura/" data-wpel-link="internal">borraccia</a></p>
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<p><em>[photo credits: Antico Trail del Contrabbandiere &#8211; Facebook]</em></p>
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		<title>Le migliori castagne in Veneto: dove andare a cercarle nelle 6 province</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castagne-in-veneto-dove-trovarle-e-raccoglierle-nelle-6-province/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 06:22:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[castagne]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=64889</guid>

					<description><![CDATA[Di castagne in Veneto ce ne sono in abbondanza e soprattutto le province di Treviso[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/10/castagne-in-veneto-dove-trovarle-e-dove-raccoglierle.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="castagne in veneto" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/10/castagne-in-veneto-dove-trovarle-e-dove-raccoglierle.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/10/castagne-in-veneto-dove-trovarle-e-dove-raccoglierle-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/10/castagne-in-veneto-dove-trovarle-e-dove-raccoglierle-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Di <strong>castagne in Veneto</strong> ce ne sono in abbondanza e soprattutto le province di Treviso e Vicenza sono le migliori <strong>dove trovarle e raccoglierle.</strong> In tutta la regione, però, si trovano superfici boschive ricoperte di castagneti che, da settembre a novembre, regalano castagne grosse, morbide e saporite. Questo grazie alla posizione strategica, al <strong>territorio collinare e al clima del Veneto,</strong> che in autunno si riempie di colori caldi in grado di dare un tocco magico alle escursioni nella natura.<br />
Un esempio di eccellenza veneta è senza dubbio<strong> il Marrone del Monfenera</strong>, conosciuto per la sua pasta farinosa, zuccherina e saporita.</p>
<h2>Castagne in Veneto: dove trovarle e raccoglierle nelle 6 province</h2>
<p>Come per la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castagne-in-lombardia-dove-trovarle/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Lombardia</a>, il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/castagne-in-piemonte-dove-trovarle/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Piemonte</a>, l’<a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castagne-in-emilia-romagna-dove-trovarle-e-raccoglierle/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Emilia Romagna</a> e la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/castagne-in-toscana-dove-trovarle-e-raccoglierle/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Toscana</a>, di cui abbiamo già parlato, anche per le castagne in Veneto vale la stessa regola: <strong>non sempre si possono raccogliere</strong> e molti castagneti sono privati, perciò chiamate sempre gli enti turistici locali o chiedete ai proprietari. E se avete il dubbio, meglio evitare: si rischiano multe.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/09/Castagne-in-Val-Bregaglia.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-142163" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/09/Castagne-in-Val-Bregaglia.jpg" alt="" width="1000" height="701" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/09/Castagne-in-Val-Bregaglia.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/09/Castagne-in-Val-Bregaglia-670x470.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/09/Castagne-in-Val-Bregaglia-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/09/Castagne-in-Val-Bregaglia-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h3>1. Provincia di Treviso</h3>
<p>Le castagne in Veneto sono presenti a macchia di leopardo <strong>sul Montello</strong>, un colle di 317 metri nella provincia di Treviso. Quest’area, situata a pochi minuti di auto dalla città, è piena di boschi collinari dove ci si può addentrare alla ricerca di funghi e castagne. In generale,<strong> tutta la zona dei Colli Asolani è ricca di castagneti.</strong><br />
La pedemontana veneta è caratterizzata da diverse escursioni (correttamente segnalate) interessanti anche per chi vuole andare a castagne, come quella che comincia a Caneda (piazza Giovanni Paolo I), passa a Case Posoccon e al Castello di San Martino per poi tornare al punto di partenza.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-142541" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/09/castagne-proprieta-1.jpg" alt="" width="950" height="634" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/09/castagne-proprieta-1.jpg 950w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/09/castagne-proprieta-1-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /></p>
<p>In provincia di Treviso potete gustare ben <strong>due marroni contrassegnati dal marchio IGP</strong>: i Marroni di Combai e il Marrone del Monfenera.<br />
Per quanto riguarda i primi, esiste un breve percorso esclusivamente dedicato a questo ecotipo di castagna: Il <strong>Sentiero di Comby,</strong> lungo circa 1 chilometro e perfetto per chi si muove coi i bambini piccoli al seguito.<br />
Per informazioni su eventi, sagre e raccolte si può contattare l’<a href="https://asso-marronimonfenera-igp.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Associazione Produttori Marroni della Marca Trevigiana</a> e l’<a href="https://www.marronedicombai.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Associazione Produttori dei Marroni di Combai IGP</a>.</p>
<h3>2. Provincia di Verona</h3>
<p>La Provincia di Verona è famosa per il <a href="http://www.marronedisanzeno.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external"><strong>Marrone di San Zeno DOP</strong></a>. Interessante, in questo caso, <strong>la passeggiata che parte presso la località La Ca’</strong> (a San Zeno di Montagna, frazione di Cassola) e arriva presso un’altra località La Ca’ (a Brenzone sul Garda).<br />
Questo itinerario, sempre pianeggiante e perfetto anche per i bambini, si alterna tra sentieri all’interno di meravigliosi castagneti e punti più esposti con vista sul Lago di Garda.<br />
Per parcheggiare la macchina si consiglia di arrivare a <strong>San Zeno di Montagna</strong>, dirigersi verso l’ingresso della Tenuta dei Cervi e fermarsi presso la località La Ca’. Ottima anche <strong>tutta la zona del Monte Baldo</strong>, contraddistinta da innumerevoli sentieri che soddisferanno gli amanti delle castagne. Due comuni ricchi di castagneti secolari sono Spiazzi e Lumini.</p>
<p><strong> LEGGI ANCHE</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/i-tre-itinerari-in-bicicletta-nei-colli-euganei/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Tre imperdibili itinerari in bicicletta nei Colli Euganei</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/cammino-del-bardolino-lago-di-garda/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Lago di Garda, il Cammino del Bardolino: 100 km di trekking e buon vino </a></strong></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/laguna-di-marano-escursioni/" data-wpel-link="internal"><strong>Laguna di Marano, le più belle escursioni da fare in bici tra Lignano Sabbiadoro e Grado</strong></a></li>
</ul>
<h3>3. Provincia di Vicenza</h3>
<p>Sulla Pedemontana Vicentina cadono i <strong>Marroni di Lugo di Vicenza</strong>. A questo frutto di <strong>altissima</strong> <strong>qualità</strong> è stata dedicata la<strong> Strada dei Maroni,</strong> un bell’itinerario che si sviluppa <strong>tra Calvene e Lugo di Vicenza</strong>: qui vi potrete immergere nei meravigliosi sottoboschi e nei sentieri dell’alta collina vicentina, in modo tale da conoscere da vicino la zona dove viene coltivata questa tipologia di marrone.<br />
Da non perdere anche i castagneti della Valle del Chiampo, nel territorio di Durlo e Nogarole Vicentino, e del Bassanese, sulla montagna di Valrovina. Le piante di castagno sono presenti in abbondanza anche <strong>sui Colli Berici</strong>, dei rilievi collinari facilissimi da raggiungere per chi vive in città.</p>
<h3>4. Provincia di Padova</h3>
<p>Nella pianura veneta centrale si trovano i <strong>Colli Euganei,</strong> contraddistinti da una conformazione e una esposizione che permettono ai castagni di dare il loro meglio durante il periodo autunnale. Per raccogliere le castagne potete optare per <strong>il sentiero del Monte della Madonna</strong> (il numero 17), che fin dai primi metri regala irresistibili letti di castagne.<br />
Si parte dalla piazza principale di <strong>Rovolon</strong>: il punto di inizio e di arrivo dell’itinerario.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/castagne-a-milano-dove-raccoglierle.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-78439 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/castagne-a-milano-dove-raccoglierle.jpg" alt="" width="1019" height="714" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/castagne-a-milano-dove-raccoglierle.jpg 1019w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/castagne-a-milano-dove-raccoglierle-670x470.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/castagne-a-milano-dove-raccoglierle-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/10/castagne-a-milano-dove-raccoglierle-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 1019px) 100vw, 1019px" /></a>Il percorso, che dura <strong>circa 3 ore e ha un dislivello di 300 metri,</strong> sale lungo l’antica via che gli abitanti di Teolo usavano per raggiungere il Santuario della Madonna del Monte; i panorami sono mozzafiato e le castagne sono una garanzia. Un altro itinerario interessante è il numero 9, che parte <strong>ai piedi del Monte Venda</strong> (il più alto dei Colli Euganei): qui potete trovare castagni pluricentenari davvero affascinanti.<br />
I boschi di castagno sono presenti anche sui versanti vulcanici rivolti a nord del Parco Regionale dei Colli Euganei.</p>
<h3>5. Provincia di Belluno</h3>
<p>Quella di Belluno, specialmente a causa dell’altitudine, non è tra le migliori aree per le Castagne in Veneto, ma ci sono comunque delle soluzioni che possono fare al caso vostro.<br />
Di castagneti potete trovarne ai piedi delle Prealpi Bellunesi, nelle zone più basse della Valbelluna. In provincia di Belluno <strong>si trova il Marrone Feltrino</strong>, una castagna molto rinomata per via della sua farinosità e della sua dolcezza.<br />
I territori che ne ospitano la produzione sono Feltre, Pedavena, Cesiomaggiore, Sospirolo, San Gregorio nelle Alpi, Seren del Grappa, Fonzaso, Quero Vas, Alano di Piave. Alcuni di questi comuni confinano con il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, un vero e proprio paradiso per gli amanti del <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/guida-trekking-inziare-12-consigli-principianti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">trekking</a>.</p>
<h3>6. Province di Venezia e di Rovigo</h3>
<p>Vicino a Venezia e a Rovigo è<strong> abbastanza difficile scovare posti adatti</strong> per le castagne, tant’è che chi vive in queste zone preferisce spostarsi nelle province confinanti portandosi dietro dei capienti zaini per raccogliere i frutti autunnali.<br />
I più fortunati riusciranno a trovare qualcosa nei <strong>boschi del Polesine</strong> (Rovigo) e nel bosco di Mestre (Venezia).<br />
<em>[Photo by: jackmac34 / Pixabay]</em></p>
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		<title>Questi sono gli itinerari in bicicletta più emozionanti nel verde dei Colli Euganei</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/i-tre-itinerari-in-bicicletta-nei-colli-euganei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Zanirato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 06:35:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[colli euganei]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli itinerari in bicicletta nei Colli Euganei sono la meta preferita di ciclisti e cicloturisti[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/itinerari-in-bicicletta-nei-Colli-Euganei.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="itinerari in bicicletta nei Colli Euganei" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/itinerari-in-bicicletta-nei-Colli-Euganei.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/itinerari-in-bicicletta-nei-Colli-Euganei-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/itinerari-in-bicicletta-nei-Colli-Euganei-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Gli itinerari in bicicletta nei <strong>Colli Euganei sono la meta preferita di ciclisti e cicloturisti veneti</strong>, ma non sono ancora troppo conosciuti dagli appassionati italiani. Il territorio è parco Regionale e colpisce proprio per la forma conica dei colli, che si ergono verso al cielo in modo isolato, non uniforme.<br />
La loro geometria quasi perfetta è il formidabile risultato di fenomeni vulcanici risalenti a oltre 40 milioni di anni fa, che ne caratterizzano il terreno e lo rendono perfetto per la <strong>coltivazione della vigna</strong> e centro termale per eccellenza.<br />
E oggi è un <strong>vero parco giochi per gli amanti della bici</strong>, grazie a salite e discese divertenti e mai esagerate, sia per bici da strada sia per MTB. In questo articolo voglio suggerirvi tre itinerari in bicicletta nei Colli Euganei da fare assolutamente per scoprire i più bei panorami e le curiosità di questa zona</p>
<p><strong>1. Este – Calaone – Baone</strong><br />
<strong>2. Arquà Petrarca – Valle San Giorgio – Cingolina</strong><br />
<strong>3. Le terme da Galzignano a Montegrotto</strong></p>
<h2>1. In bicicletta nei Colli Euganei: il classico Este – Calaone – Baone</h2>
<p>È <strong>la “classica” dei Colli Euganei</strong>, il punto di partenza per scoprire il territorio. La partenza è fissata ad Este, cittadina di origine Paleoveneta, con il suo castello costruito dai Carraresi nel Trecento e la sue opere urbanistiche portate dagli Estensi, che diedero nome alla città.<br />
Proprio a Este sorge un punto di riferimento per la bicicletta, ovvero una ciclo officina specializzata beta gestita dal 13 volte campione d’Italia di downhill Alan Beggin, Ride X-Treme: per qualsiasi cosa abbiate bisogno, dall’abbigliamento alla bici, loro ci sono.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-60131" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/itinerari-in-bicicletta-nei-Colli-Euganei-Classico.jpg" alt="itinerari in bicicletta nei Colli Euganei" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/itinerari-in-bicicletta-nei-Colli-Euganei-Classico.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/itinerari-in-bicicletta-nei-Colli-Euganei-Classico-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Proprio alle spalle dell’imponente castello e dei suo grande parco inizia <strong>la salita più percorsa dei Colli Eugaeni, ovvero quella che porta a Calaone</strong>: 5 km semplici, con un dislivello medio del 6%, punte che non superano mai il 10%, perfetta per imparare e allenarsi. In cima, poi, un panorama meraviglioso sui Colli Euganei con tanto di fontanella di acqua fresca. Da qui si può decidere se proseguire in alto, solo con mtb, raggiungendo le fatidiche antenne sopra al colle, oppure scendere, verso Valle San Giorgio, inforcando una discesa panoramica e abbastanza pendente (si raggiunge anche il 20%) ma tutta asfaltata.<br />
Proprio sulla strada della discesa si incrocia un <strong>luogo spettacolare, dove brindare al tramonto</strong> dato che si tratta di una vera e propria terrazza affacciata verso ovest sui Colli Euganei: si tratta del Ristoro la Vallesana, vedere per credere. Una volta scesi, quindi, basta svoltare a destra e dirigersi verso Baone per poi re-incrociare la strada che porta a Este.</p>
<h2>2. Itinerari in bici nei Colli Euganei: Arquà Petrarca – Valle San Giorgio – Cingolina</h2>
<p>Il borgo medievale di Arquà Petrarca è un vero spettacolo. Perla dei Colli Euganei, è <strong>famoso anche per il suo legame con il poeta Francesco Petrarca</strong>: il celebre poeta toscano si innamorò del luogo che probabilmente gli ricordava la terra natìa e decise di trascorrere gli ultimi anni della sua vita in una bella casa del borgo, dove morì nel 1374. La fama di Arquà da quel momento divenne indissolubilmente legata alla figura del Petrarca, la cui casa e il cui monumento funebre sono ancor oggi mèta di pellegrinaggi letterari e visite culturali.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-60132" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/itinerari-in-bicicletta-nei-Colli-Euganei-storico.jpg" alt="itinerari in bicicletta nei Colli Euganei" width="670" height="470" /></p>
<p>Da qui con prima una piccola salita e poi tre tornanti assai panoramici si raggiunge Valle San Giorgio, caratteristica per il suo campanile che sembra ricoperto di pizzo. Altri 5 km con piccoli saliscendi e si raggiunge invece <strong>una delle salite più divertenti dei Colli Euganei: la Cingolina</strong>. Parte da Fontanafredda, vicino Cinto Euganeo e sale per ben 8 km a una pendenza media dell’8-9%, con punte anche del 15%. Insomma, nulla di infattibile, ma un po’ di fiatone ve lo fa venire. Mentre pedalate in salita non perdetevi lo <strong>splendido panorama ricoperto di vigne</strong> che danno origine all’ottimo vino dei Colli Euganei: una volta finita la fatica concedetevi un buon bicchiere di un moscato secco o un Incrocio manzoni.</p>
<h2>3. Colli Euganei in bici: le terme da Galzignano a Montegrotto</h2>
<p>Questo itinerario l’ho pensato partendo dalla stazione dei treni di Monselice, in modo da favorire l’intermodalità dei trasporti. Per oltrepassare la ferrovia e prendere via Pignara in direzione Arquà Petrarca, bisogna seguire per via Cava Delle More e imboccare <strong>la strada più suggestiva di tutti i Colli Euganei tra vigneti e dolci saliscendi in mezzo al verde</strong>: gustatevi lo splendido panorama (circa 6 KM). Al posto di salire per il centro di Arquà, svoltate a destra verso via Vallette, fatte una piccola salita e poi scendete fino a Corte Borin, passando poi per Corte Vigo.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-60133" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/itinerari-in-bicicletta-nei-Colli-Euganei-Terme.jpg" alt="itinerari in bicicletta nei Colli Euganei" width="670" height="470" /></p>
<p>Il primo centro termale che si trova è quello di <strong>Galzignano</strong> terme, famoso anche per il suo campo da golf. Proseguite poi per via Mandonego, passando per <strong>Valsanzibio</strong> dove rimarrete incantati dalla famosa villa dove <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/8-labirinti-davvero-intricati-in-cui-perdersi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">all’interno sorge anche uno dei labirinti più grandi d’Italia</a>. Andate in direzione Galzignano Terme e poi seguite verso <strong>Montegrotto Terme</strong>: qui vi consiglio una sosta alle Terme Preistoriche, dove si può coniugare natura (il parco è enorme e proprio in mezzo ai colli) sport (c’è una palestra e un box originale Crossfit) e relax (oltre alla <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/terme-aperto-libere-gratis-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">piscina termale aperta a tutti</a> è attiva una Spa che offre percorsi salini, trattamenti relax e tonificanti, sauna e – quando si potranno riaprire – ambienti umidi termali). Una degna conclusione di pedalata, che vi coccolerà facendovi rigenerare in qualche ora.<br />
Se vuoi scoprire altri percorsi cicloturistici di Caterina, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/caterina-zanirato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a>.</p>
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		<title>Questo giro in bici dai Colli Euganei fino al Delta del Po è una meraviglia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/alligatore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Zanirato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 06:44:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[mtb]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
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					<description><![CDATA[Un ‘nuovo’ viaggio in bici mountain bike che si può fare sui Colli Euganei, che[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/lalligatore.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="alligatore" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/lalligatore.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/lalligatore-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/lalligatore-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Un ‘nuovo’ <strong>viaggio in bici mountain bike</strong> che si può fare <strong>sui Colli Euganei,</strong> che per i cultori fra l&#8217;altro si snoda <strong>nei luoghi della serie TV L&#8217;Alligatore</strong>, tratta dai libri gialli di Massimo Carlotto.<br />
Oltre che per le sue trame avvincenti, il serial L&#8217;Alligatore, in onda sui Rai e Rai Play ha conquistato il pubblico grazie ai suoi <strong>panorami da sogno</strong>, spesso inediti per molti. L’Alligatore è Marco Buratti, un ex detenuto e ora detective, interpretato da un laconico Matteo Martari, dal forte accento veneto, che si muove <strong>fra Padova e la provincia.</strong><br />
Oltre al centro di Padova, infatti, numerose scene sono state ambientate sui Colli Euganei, più precisamente<strong> tra Abano, Montegrotto e Galzignano Terme,</strong> che mai come in questo periodo regalano colori accesi e paesaggi che rapiscono gli occhi e il cuore.<br />
<strong>Vigneti</strong> che si intervallano a un profilo irregolare di <strong>rilievi</strong> <strong>vulcanici</strong> che rompe la calma piatta della <strong>Pianura</strong> <strong>Padana</strong>, da dove sgorga acqua termale. Cosa c&#8217;è di meglio, quindi, che esplorare questa natura in mtb?</p>
<h2>In bici sui Colli Euganei (nei luoghi dell&#8217;Alligatore)</h2>
<p>Lo ammetto, mi sono appassionata da poco a questo genere di bici, venendo dal mondo dell&#8217;asfalto, ma devo affermare che <strong>pedalare in mtb su sterrato</strong> permette un contatto diverso con la natura, più intimo e isolato. Ammetto anche che non è stato facile imparare a <strong>destreggiarmi tra rocce e pietre</strong>, cosa a cui non ero abituata, ma grazie alla mia F1x di Olympia, biammortizzata con ampia escursione e leggerissima (telaio in carbonio Toray con tecnologia Eps)<strong> è stato più semplice del previsto.<br />
</strong>Veniamo a noi, quindi, con <strong>3 itinerari da percorrere in bici</strong> per scoprire le atmosfere della serie tv L&#8217;Alligatore.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/olli-auganei.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-640347" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/olli-auganei.jpg" alt="colli-euganei" width="1024" height="768" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/olli-auganei.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/olli-auganei-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/09/olli-auganei-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3>1. Galzignano &#8211; Calto Callegaro</h3>
<p>Il primo è il sentiero chiamato “Calto Callegaro” che porta da Galzignano e Valsanzibio, località dove sorge il famoso <strong>labirinto all&#8217;interno di villa Barbarigo,</strong> al Pianoro del Mottolone o, con qualche km in più, al monte Fasolo.<br />
Si tratta di un&#8217;ampia strada sterrata che si imbocca salendo per il cimitero di Valsanzibio, subito dopo ( o prima se venite da Galzignano) la celebre villa. È lungo <strong>8 km fino a via Scalette,</strong> che sono ovviamente tutti in <strong>salita</strong>. La strada è ampia, ma ben scoscesa, quindi è bene possedere una buona mtb.<br />
Fate attenzione se andate durante il weekend ai camminatori o anche ai cavalli, che spesso passano di qui. Si attraversa <strong>un bosco, intervallato da piantagioni di oliveti.</strong> Tenete sempre il sentiero principale e sarà impossibile perdervi.<br />
Una volta sbucati sulla strada asfaltata potete scegliere se voltare a sinistra e raggiungere il <strong>Pianoro del Mottolone</strong>, un&#8217;ampio slargo che domina su tutti i colli Euganei regalandovi una delle viste più belle, oppure voltare a destra e proseguire verso il Monte Fasolo, percorrendo il sentiero che viene chiamato “Dente del diavolo” fino a Capitello Sant&#8217;Antonio e poi <strong>imboccare la strada sterrata o il single track</strong> verso la cima del monte dove troverete anche l&#8217;omonima cantina di vino.<br />
Non è per niente una passeggiata e per farlo <strong>qui serve tanta gamba.</strong> Ma se ce l&#8217;ho fatta io&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
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Spoiler: ne mandiamo poche, ma buone!</h4>
<h3></h3>
<h3>2. Monte Cecilia e il Delta del Po</h3>
<p>Un altro modo per respirare l&#8217;aria dell&#8217;Alligatore e di questa <strong>versione veneta della Louisiana</strong> è percorrere il secondo itinerario, è il sentiero che attraversa il Monte Cecilia: si imbocca lungo la strada che collega Este a Baone (via Casette e via Comezzara) e si scende in zona Valle San Giorgio (o viceversa).<br />
Se vi piace ascoltare <strong>musica</strong>, vi consiglio di abbinare questo itinerario alla colonna sonora della serie Tv, selezionata da Teho Teardo, che rispecchia <strong>l’anima blues del protagonista,</strong> scesa a patti con il dolore, e la vita dura della laguna (che in questa serie ovviamente è rappresentata dal Delta del Po: piccola nota: nelle giornate più nitide dai colli si vede il mare e dal mare i Colli). Qui un altro bellissimo <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/vacanza-in-bici-con-i-bambini-dove-andare-nelle-valli-di-comacchio-per-vedere-i-fenicotteri-rosa-del-delta-del-po/" data-wpel-link="internal">itinerario in bici sul Delta del Po, a vedere i fenicotteri rosa. </a><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/I-5-panorami-da-non-perdere-nel-Delta-del-Po-.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-133837 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/I-5-panorami-da-non-perdere-nel-Delta-del-Po-.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/I-5-panorami-da-non-perdere-nel-Delta-del-Po-.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/I-5-panorami-da-non-perdere-nel-Delta-del-Po--331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></strong><br />
In realtà si tratta di più sentieri: dopo una salita comune, non troppo dura ma scoscesa, il Monte cecilia diventa un <strong>labirinto di sentieri nel sottobosco</strong> dove perdersi prima di scendere. In autunno sono tutti <strong>coloratissimi</strong> grazie alle <strong>foglie</strong> <strong>autunnali</strong>.<br />
<strong>Evitate il sentiero principale</strong> per la discesa perché pieno di ciottoli ed escursionisti a piedi. Se volete infine raggiungere il Pianoro del Mottolone potete imboccare via Pajone, detta anche “Scajara”, con un&#8217;altra bella salitella per le vostre gambe (se ne avete ancora).</p>
<h3>3. Da Battaglia Terme a Montegrotto, passando per Galzignano</h3>
<p>Questo itinerario è <strong>il più semplice,</strong> ma anche quello che comprende <strong>più location della famosa <a href="https://www.raiplay.it/programmi/lalligatore" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">serie Tv</a>.</strong> Da Battaglia imboccate via Galzignana e godetevi il panorama su asfalto fino a Galzignano.<br />
A Galzignano invece imboccherete da via Pavaglione il sentiero che costeggia Calto Pavaglione, da seguire per qualche km e poi svoltare a destra per raggiungere via Raccola e successivamente <strong>via dell&#8217;Eremo salendo per il monte Rua.</strong> Qui si tratta di salita, quindi preparate le gambe.<br />
Seguite poi via Monte Rua (asfaltata) o se preferite una via più tecnica via Croce (non adatta a chi non ha un buon livello). Imboccate poi via Castellette e via Volti per riprendere una strada sterrata che vi condurrà alla <strong>meravigliosa Villa Draghi</strong> (siete a Montegrotto), per poi scendere fino a Turri. Da qui è tutto molto semplice: seguite la pista ciclabile che passerà per il Castello del Catajo e di nuovo a Battaglia Terme.<br />
Foto Threecharlie, CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons</p>
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		<title>Sono questi gli itinerari più emozionanti sul delta del Po da fare adesso</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/itinerari-in-bici-sul-delta-del-po-dove-vedere-gli-animali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Viaggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 07:33:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicloturismo]]></category>
		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[fiumi]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=84769</guid>

					<description><![CDATA[Tra Veneto ed Emilia c&#8217;è un ambiente unico in Italia, perfetto per essere scoperto pedalando[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1080" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/delta-del-po-6550559_1920.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Itinerari in bici sul delta del Po dove vedere gli animali" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/delta-del-po-6550559_1920.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/delta-del-po-6550559_1920-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/delta-del-po-6550559_1920-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/delta-del-po-6550559_1920-768x432.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/delta-del-po-6550559_1920-1536x864.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Tra Veneto ed Emilia c&#8217;è un <strong>ambiente unico in Italia, perfetto per essere scoperto pedalando</strong> tra acqua e terra, seguendo gli argini e i canali lungo i quali si snodano gli itinerari in bici sul Delta del Po. Un mondo mutevole e cangiante, dove la natura vive in un equilibrio sempre fragile e <strong>dove ammirare con rispetto gli animali</strong> che l&#8217;hanno eletto come loro rofugio e habitat.<br />
Andare in bicicletta nella zona del Delta del Po significa <strong>pedalare tra le coste del mare e l&#8217;acqua dolce</strong>, lungo strade secondarie e sentieri sterrati, perdendosi in infinite diramazioni tra paludi e boschi, canneti e pinete, spiagge e stagni. Rispettando il silenzio e la quiete grazie al mezzo più ecologico che c&#8217;è.</p>
<h2>4 itinerari in bici sul delta del Po</h2>
<p>E se già vi abbiamo raccontato di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/bambini/vacanza-in-bici-con-i-bambini-dove-andare-nelle-valli-di-comacchio-per-vedere-i-fenicotteri-rosa-del-delta-del-po/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">dove andare in bicicletta per vedere i fenicotteri rosa</a> là dove il Po si immette nel mare, qui potete trovare altri 4 itinerari in bici sul delta del grande fiume italiano.</p>
<h3>Il Bosco della Mesola, la foresta di daini e cervi</h3>
<p>Il Bosco della Mesola è una <strong>vera e propria foresta di lecci e querce</strong> dove non è raro incontrare daini e cervi. Nel Boscone ci sono numerosi itinerari ciclabili e con un po&#8217; di pazienza ed evitando di fare rumore si possono avvistare dei daini in cerca di cibo tra le radure e le dune dove si possono avvistare anche tartarughe d&#8217;acqua e di terra. Più difficile vedere i cervi sulla propria strada, perché questi animali più schivi si nascondono nella zona più selvaggia del Boscone ed è necessario partecipare a una delle escursioni organizzate dalle guardie forestali del Bosco della Mesola.</p>
<h3>Nella Sacca degli Scardovari ad ammirare i cormorani</h3>
<p>La Sacca degli Scardovari è una <strong>grande area umida di acqua salmastra</strong> utilizzata per l&#8217;allevamento di cosse e vongole, e i cormorani se ne stanno placidamente posati sui pali in legno in vigile attesa di un&#8217;occasione per mangiare. La Sacca degli Scardovari si trova nella parte veneta del Delta del Po, a nord del Bosco della Mesola, lungo il suo perimetro corre una strada secondaria perfetta per pedalare e ammirare anche le numerose specie di uccelli marini e acquatici.</p>
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<h3>Tra Lido di Volano e Lido delle Nazioni</h3>
<p>Sognate la Camargue? C&#8217;è anche nel Delta del Po, con tanto di <strong>cavalli che pascolano nelle paludi circondati da uccelli marini e bovini</strong>. Basta pedalare tra Lido di Volano e Lido delle Nazioni, nella parte ferrarese della zona del delta, alternando tratti su argini come quello tra Valle Bertuzzi e il lago delle nazioni, specchi di acqua dolce, o ciclabili bordo mare di rara bellezza.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-84771" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/delta-po-2242030_1920.jpg" alt="Itinerari in bici sul delta del Po dove vedere gli animali" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/delta-po-2242030_1920.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/delta-po-2242030_1920-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/delta-po-2242030_1920-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/delta-po-2242030_1920-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/06/delta-po-2242030_1920-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<h3>Comacchio, il paradiso degli itinerari del Delta del Po</h3>
<p>Ma se proprio bisogna scegliere uno tra i tanti itinerari in bici sul delta del Po, allora <strong>Comacchio è il vero paradiso tanto degli amanti della bicicletta quanto della natura</strong> di questo territorio così peculiare. Da Comacchio a Casone Foce, lungo l&#8217;argine Fattibello, e ancora oltre verso le saline, o facendo il periplo completo delle Valli, passando da Donnabona, sull&#8217;argine Agosta e poi quello che da Boscofiore e valle Furlana fino a Volta Scirocco, è tutto uno svolazzare di uccelli bellissimi e rari. Limicoli e anatre, gabbiani corallini, avocette, aironi bianchi e cenerini, garzette, sterne e falchi di palude, i cavalieri d&#8217;Italia e sì, anche i fenicotteri: la zona di Comacchio è davvero il paradiso del birdwatching a pedali, uno spettacolo magico fatto di svolazzare, colori e aria, acqua e terra che sfumano i loro confini in un&#8217;atmosfera sospesa nel tempo.</p>
<p>Per tutti gli itinerari in bici sul Delta del Po: <a href="http://www.bicideltapo.it" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">www.bicideltapo.it</a><br />
Per maggiori informazioni sul Parco del Delta del Po: <a href="http://www.parcodeltapo.org" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">www.parcodeltapo.org</a></p>
<p><strong>LEGGI ANCHE:</strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cicloturismo/itinerari-in-bicicletta-piu-belli-nel-delta-del-po/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">5 itinerari imperdibili sul Delta del Po da fare in bicicletta</a></p>
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