Dalla Mongolia all’Ungheria sulle orme di Gengis Khan

La mappa dell'odissea
"Quando sono arrivato al Danubio è come se lui guardandomi mi dicesse: "Be’, Tim. Io sono sempre stato qui! Avresti potuto volare fino a me dalla Mongolia in sei ore, o raggiungermi in macchina in due mesi". Ma ho capito che se non fossi saltato in sella, la destinazione avrebbe perso tutto il suo valore."
Tim ha completato la sua missione arrivando in Ungheria il 22 settembre 2007, il giorno della ricorrenza degli 800 anni dalla fondazione dell’impero mongolo. Una coincidenza?

Credits: Tim Cope

Classe 1978, riccioli biondi e naso all’insù. Ricorda vagamente l’hobbit Pipino del Signore degli Anelli, e non solo fisicamente. Tim Cope, australiano di nascita ma cittadino del mondo per vocazione, ha trascorso infatti la maggior parte della sua vita in viaggio; le sue imprese hanno qualcosa di epico. Ricordate Chris McCandless di Into the Wild? Ecco, Tim e Chris hanno qualcosa in comune: l’amore per l’avventura e la voglia di spingersi ai limiti delle proprie capacità di sopravvivenza.

Basta pensare alla sua impresa più eccezionale: questo trentacinquenne di Gippsland ha attraversato a cavallo l’Asia centrale, dalla Mongolia all’Ungheria, sulle tracce di Gengis Khan, il capo dell’impero più vasto mai esistito (XIII secolo), percorrendo da nomade 10mila km in tre anni e mezzo. Durante la spedizione ha raccolto testimonianze, girando filmati e annotando le sue riflessioni: il risultato sono un documentario pluripremiato distribuito in Australia e in Europa e il libro On the Trail of Gengis Khan – An Epic Journey Through the Land of the Nomads , che ha vinto il Best Adventure Travel Book e il Grand Prize al Banff International Mountain Book and Film Festival del 2013. Ora Tim lavora come guida per World Expeditions, tiene conferenze, e non smette mai di viaggiare.

Nella gallery le immagini e le parole di Tim Cope.

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