<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>monte elbrus Archives - SportOutdoor24</title>
	<atom:link href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/monte-elbrus/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.sportoutdoor24.it</link>
	<description>Per spiriti liberi</description>
	<lastBuildDate>Tue, 16 Nov 2021 17:42:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.2</generator>

<image>
	<url>https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/03/favicon-32x32.png</url>
	<title>monte elbrus Archives - SportOutdoor24</title>
	<link>https://www.sportoutdoor24.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>From Zero to Elbrus: Nico Valsesia ce l&#8217;ha fatta ancora</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/from-zero-to-elbrus-nico-valsesia-ce-lha-fatta-ancora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2016 05:54:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[monte elbrus]]></category>
		<category><![CDATA[nico valsesia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=37037</guid>

					<description><![CDATA[31 ore e 55&#8242; per andare, in bicicletta e a piedi, dalle rive del Mar[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/Nico-Valsesia-From-Zero-to-Elbrus.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Nico Valsesia From Zero to Elbrus" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/Nico-Valsesia-From-Zero-to-Elbrus.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/Nico-Valsesia-From-Zero-to-Elbrus-300x210.jpeg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/Nico-Valsesia-From-Zero-to-Elbrus-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>31 ore e 55&#8242; per andare, in bicicletta e a piedi, <strong>dalle rive del Mar Caspio alla vetta del monte Elbrus</strong>: è stata più dura del previsto e di altre volte, ma anche questa volta Nico Valsesia ce l&#8217;ha fatta, completando la tappa europea del suo &#8220;From Zero to&#8221;, la <strong>salita non stop, in bici e a piedi</strong>, di alcune delle più importanti vette del mondo.</p>
<p>Questa volta la cima da raggiungere era quella del <strong>monte Elbrus, il tetto d&#8217;Europa e seconda vetta del circuito internazionale delle Seven Summits</strong>: Nico è partito alle 4:33 del mattino del 25 giugno da Sulak, sul mar Caspio a &#8211; 29 metri di quota, e ha <strong>pedalato per 510 km</strong> fino al villaggio di Azau, ai piedi dell&#8217;Elbrus, a 2350 metri di altitudine. Caldo opprimente, traffico, strade in condizioni disastrate hanno reso tutto più complicato e Nico è stato costretto a fermarsi per 2 ore e mezza per recuperare dai problemi di stomaco. Una minestra calda e l&#8217;osteopata Luca Vismara lo hanno rimesso in sesto e alle 3:20 Nico è ripartito per <strong>raggiungere i 5642 metri dell&#8217;Elbrus</strong>, conquistati alle 12:28.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/aconcagua-7000-la-nuova-sfida-di-nico-valsesia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Aconcagua 7000: la sfida di Nico Valsesia</a></p>
<h3>Le altre ascese From Zero To di Nico Valsesia</h3>
<p>From Zero To Elbrus si aggiunge alle precedenti ascese dalla serie &#8220;From Zero To&#8221; compiute da <a href="http://www.nicovalsesia.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Nico Valsesia</a> in modalità non stop bike + run dal livello del mare fino a una cima montana: <strong>Genova &#8211; Monte Bianco</strong> (0 &#8211; 4810 metri) nel 2013 in 16h35&#8242; e <strong>Vina del Mar &#8211; Aconcagua</strong> (0 &#8211; 6963 metri) nel 2015 in 22h41&#8242;.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/salita-elbrus-estate-montagna-piu-alta-europa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Salita all&#8217;Elbrus, la montagna più alta d&#8217;Europa</a></p>
<p>La prestazione è stata preceduta da un lungo <strong>viaggio di avvicinamento di oltre 4000 km attraverso Italia, Grecia, Turchia, Georgia e Russia</strong> a bordo di una Subaru Forester e di un camper Laika Ecovip 310, nel corso del quale Nico ha effettuato una serie di allenamenti &#8220;on the road&#8221; salendo su una serie di vette in Grecia e Turchia e pedalando per svariate centinaia di km al seguito dei mezzi di appoggio.</p>
<blockquote><p>Dal punto di vista della preparazione fisica &#8211; ha commentato Nico &#8211; forse non è stata esattamente la soluzione ideale: il percorso è stato lungo e tutt&#8217;altro che riposante, e molte volte (per mancanza di tempo, strade inadeguate o altri imprevisti sul percorso) non mi è stato possibile allenarmi come avrei voluto. D&#8217;altro canto il viaggio, l&#8217;attraversare e scoprire luoghi nuovi e affascinanti, è una parte integrante ed essenziale di tutti i miei progetti; e anche in questa occasione, conoscere da vicino delle realtà bellissime (e al tempo stesso difficili e tormentate sotto l&#8217;aspetto socio-politico) ha regalato all&#8217;intera esperienza un valore aggiunto insostituibile, tanto più potendo condividere queste emozioni con i miei figli.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Salita all’Elbrus, la montagna più alta d&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/salita-elbrus-estate-montagna-piu-alta-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cappellari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2015 14:55:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[caucaso]]></category>
		<category><![CDATA[monte elbrus]]></category>
		<category><![CDATA[russia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=27421</guid>

					<description><![CDATA[La montagna più alta d’Europa (se, come ormai comunemente accettato, il Caucaso è parte del[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/04/Elbrus-Flickr-Kuster-And-Wildhaber-Photo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Elbrus" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/04/Elbrus-Flickr-Kuster-And-Wildhaber-Photo.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/04/Elbrus-Flickr-Kuster-And-Wildhaber-Photo-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/04/Elbrus-Flickr-Kuster-And-Wildhaber-Photo-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>La montagna più alta d’Europa (se, come ormai comunemente accettato, il Caucaso è parte del Vecchio Continente), <strong>una delle 7 sorelle da scalare</strong> per chi vuole ascendere le vette maggiori dei 7 continenti, e senza dubbio un ambiente naturale di indubbio fascino, diverso da ogni altro si possa raggiungere con poche ore di volo dall’Italia: <strong>l’Elbrus, nel cuore del Caucaso spartiacque tra le distese pianeggianti della Russia europea e l’Asia</strong>, è con i suoi 5642 una meta sempre più popolare tra gli escursionisti.</p>
<p>L’ascesa in estate non è tecnicamente proibitiva: parliamo di un grado D, intermedio, quindi non un semplice trekking ma nemmeno una vera spedizione alpinistica. Meteo permettendo, tra giugno e agosto, è fattibile in una decina di giorni, compresi di acclimatamento (<a title="Cos’è il mal di montagna e come affrontarlo" href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/mal-di-montagna-salute-consigli/" data-wpel-link="internal">qui come prevenire il mal di montagna</a>) e margine per scegliere le finestre di tempo migliore.</p>
<p>La base di arrivo in aereo da Mosca o in treno da altre città russe è Mineralnye Vody; serve quindi un <strong>trasferimento in auto per Terskol, l’ultima cittadina ai piedi dell’Elbrus</strong> nella valle del fiume Baksan.</p>
<p>Da qui si possono intraprendere alcune escursioni di acclimatamento (come quella al Cheget, 3475 metri, ma non tutte le guide conducono fino alla vetta troppo vicina al confine con la Georgia), oppure dirigersi ad Azau da dove di solito partono le spedizioni con le guide; <strong>c’è anche una seggiovia che porta fino a 3800 metri di quota da dove si procede poi fino ai rifugi</strong> (il Garabashi è alla stessa quota, il Diesel Hut 300 metri più in alto).</p>
<figure id="attachment_27422" aria-describedby="caption-attachment-27422" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/04/Elbrus-Rifugio-Diesel-Flickr-Philip-Milne.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-27422" alt="Elbrus Rifugio Diesel" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/04/Elbrus-Rifugio-Diesel-Flickr-Philip-Milne.jpg" width="640" height="366" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/04/Elbrus-Rifugio-Diesel-Flickr-Philip-Milne.jpg 640w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/04/Elbrus-Rifugio-Diesel-Flickr-Philip-Milne-300x171.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a><figcaption id="caption-attachment-27422" class="wp-caption-text">Diesel Hut. <em>Credits: FlickrCC <a href="https://www.flickr.com/photos/pamilne/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Philip Milne</a></em></figcaption></figure>
<p>Da qui poi si parte per la conquista della vetta; talvolta le spedizioni con guida optano per l’<strong>uso del gatto delle nevi per salire di qualche centinaia di metri fino alle rocce Pastukhov</strong>, a circa 4700 metri. Ci vogliono poi almeno 7 ore per raggiungere la vetta, con uso di ramponi, picozze e corde fisse.</p>
<p>Una buona fonte di informazioni (oltre che logistica, organizzano tour estivi e invernali da 8 a 13 giorni) è il sito dell’associazione privata di guide alpine russe <a href="http://www.elbrus.su/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Geographic Bureau</a>.</p>
<p>PS: un buon libro per approfondire la conoscenza del Caucaso, dell’Elbrus e di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/sochi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Sochi</a> (dove si sono tenute le ultime olimpiadi invernali) è <em>Nero-bianco-nero. Un viaggio tra le montagne e la storia del Caucaso</em> di Mario Casella, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/nero-bianco-nero-libro-mario-casella-montagne-caucaso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">di cui vi abbiamo parlato qui</a>.</p>
<p><em>Credits: FlickrCC Kuster &amp; Wildhaber Photo</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Nero-bianco-nero&#8221;, il viaggio di Mario Casella tra le montagne del Caucaso</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/nero-bianco-nero-libro-mario-casella-montagne-caucaso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 May 2014 11:04:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[caucaso]]></category>
		<category><![CDATA[monte elbrus]]></category>
		<category><![CDATA[sochi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=12845</guid>

					<description><![CDATA[Vi dovesse capitare di scovarlo sullo scaffale di qualche libreria, non fatevelo scappare, perché Nero-bianco-nero.[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="685" height="481" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/Caucasus-Mountains-FlickrCC-Philip-Milne.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/Caucasus-Mountains-FlickrCC-Philip-Milne.jpg 685w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/Caucasus-Mountains-FlickrCC-Philip-Milne-300x211.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/Caucasus-Mountains-FlickrCC-Philip-Milne-670x470.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/Caucasus-Mountains-FlickrCC-Philip-Milne-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 685px) 100vw, 685px" /><br><br><p>Vi dovesse capitare di scovarlo sullo scaffale di qualche libreria, non fatevelo scappare, perché <a href="http://www.directions.ch/index.php?option=content&amp;task=view&amp;id=220" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Nero-bianco-nero. Un viaggio tra le montagne e la storia del Caucaso</a> di Mario Casella è un libro bellissimo. E non temiamo di dirvelo così, di botto.</p>
<p>Ma siccome è pubblicato da un editore svizzero (<a href="http://www.directions.ch/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Gabriele Capelli Editore</a>) con una distribuzione in Italia non proprio capillare, con un titolo fin troppo criptico e con una grafica di quelle che difficilmente spiccano tra le altre (anche un libro è un prodotto da vendere, vero?), fate una cosa: ordinatelo online che andate sul sicuro.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2014/05/nerobianconero.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-13738 alignleft" alt="nerobianconero" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2014/05/nerobianconero-199x300.jpg" width="199" height="300" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/nerobianconero-199x300.jpg 199w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/nerobianconero.jpg 350w" sizes="(max-width: 199px) 100vw, 199px" /></a>Perché ci sbilanciamo così tanto? No, non abbiamo niente a che fare né con l&#8217;autore (<a href="http://www.crealpina.ch/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Mario Casella</a> è stato ed è un giornalista televisivo della RSI, già caporedattore di Falò, documentarista freelance, camminatore, guida alpina) né con l&#8217;editore, ma questo <strong>racconto della traversata del Caucaso con gli sci ai piedi</strong>, circa 1000 km dal mar Caspio al mar Nero, è qualcosa che per molti anni, o forse mai più, sarà ripetibile. Almeno nelle condizioni in cui l&#8217;ha affrontato Casella, ovvero prima che partisse la macchina infernale dei giochi olimpici di <a href="http://www.sochi2014.com/en" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Sochi 2014</a>.</p>
<p>Intanto è il <strong>diario di un&#8217;avventura</strong>, tra salite avventurose e discese su pendii intonsi di una neve che pochi se non nessuno avevano sciato prima di quel momento. E lo stupore che si legge negli occhi delle persone che avvistano Casella e il suo compagno d&#8217;avventura, l&#8217;alpinista russo Alexey Shustrov, con quei moderni sci ai piedi, la dice lunga sul pionierismo della loro avventura.</p>
<p>C&#8217;è tutto: vette note, come l&#8217;Elbrus, e vette senza nome, orsi che si risvegliano dal letargo e <strong>momenti di paura, scelte coraggiose, fatica</strong>, decisioni prese in un attimo, bivacchi in quota, notti all&#8217;addiaccio, arretrati di sonno e tutto quello che una vera avventura scialpinistica deve avere dentro di sé.</p>
<p>Ma &#8220;Nero-bianco-nero. Un viaggio tra le montagne e la storia del Caucaso&#8221; non è solo questo, è anche un <strong>vero reportage di viaggio, che spiega la storia e la cronaca di alcuni dei confini più caldi del mondo</strong> (quelli tra la Russia e le varie repubbliche più o meno ufficialmente riconosciute formatesi dal crollo dell&#8217;Unione Sovietica), partendo dall&#8217;alto e dalle ragioni della storia e della geopolitica come dal basso, ovvero dalle ragioni di chi, popoli e individui, in quelle valli, in quei paesi e villaggi ci vive, da sempre o per scelta. Se fatti come la tragedia di Beslan o nomi come Inguscezia o Ossezia vi dicono qualcosa, Mario Casella vi porta oltre l&#8217;uscio delle case di chi quei fatti, quelle tragedie, quelle guerre le ha vissute sulla propria pelle.</p>
<p>E poi è un gran libro scritto da chi la storia dell&#8217;alpinismo la conosce a menadito e può raccontare dei pionieri dell&#8217;<a href="http://www.alpine-club.org.uk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Alpine Club</a> inglese così come dell&#8217;<strong>alpinismo collettivo dell&#8217;epoca sovietica</strong>, quando, dopo la sconfitta contro le truppe naziste proprio sulle montagne del Caucaso, Stalin aveva imposto che tutti i giovani russi fossero tenuti a fare esperienze alpinistiche per scongiurare nuove disfatte militari: grandi slanci e grandi strutture di un passato che oggi forse si vuole recuperare a fini turistici.</p>
<p>L&#8217;arrivo, inevitabile, è a <strong>Sochi, alla vigilia dei massicci lavori in vista delle Olimpiadi del 2014</strong>. Il paesaggio incontaminato pronto a essere deturpato, la forza delle decisioni di Mosca nei confronti delle popolazioni locali, il peso degli oligarchi russi e delle loro aziende nelle scelte in vista dell&#8217;appuntamento a cinque cerchi: Casella non tralascia nulla, nemmeno il suo punto di vista, e oggi, a giochi fatti, è ancora più interessante leggere i suoi timori, le sue previsioni, le sue paure.</p>
<p>Clicca ‘<strong>Mi Piace</strong>‘ e segui anche la nostra pagina Facebook <a href="https://www.facebook.com/sportoutdoor24" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Sportoutdoor24</a></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bivacco Gervasutti preso a modello per il monte Elbrus in Russia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/bivacco-gervasutti-un-modello-per-il-monte-elbrus-russia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 12:29:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[monte elbrus]]></category>
		<category><![CDATA[rifugi]]></category>
		<category><![CDATA[russia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=1781</guid>

					<description><![CDATA[Da Mosca al Monte Bianco: un team di architetti e ingegneri ha volato dalla Russia[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="5184" height="3456" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2013/08/Bivacco-Gervasutti-3_ph.-Luca-Gentilcore_Leapfactory1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2013/08/Bivacco-Gervasutti-3_ph.-Luca-Gentilcore_Leapfactory1.jpg 5184w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2013/08/Bivacco-Gervasutti-3_ph.-Luca-Gentilcore_Leapfactory1-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2013/08/Bivacco-Gervasutti-3_ph.-Luca-Gentilcore_Leapfactory1-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 5184px) 100vw, 5184px" /><br><br><p>Da Mosca al Monte Bianco: un team di architetti e ingegneri ha volato dalla Russia al ghiacciaio del Fréboudze, proprio di fronte alla parete Est delle Grandes Jorasses, per studiare da vicino l’architettura del <a href="http://www.bivaccogervasutti.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Bivacco Gervasutti</a>, il rifugio installato nel 2011 e intitolato alla memoria dell’alpinista torinese <strong>Giusto Gervasutti</strong> e della sua prima ascensione alla parete Est delle Grandes Jorasses.</p>
<p>L’interesse dei tecnici russi è dovuto al fatto che il Bivacco Gervasutti è stato scelto come modello pilota per il campo base che sarà costruito dall’italiana <a href="http://www.leapfactory.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Leapfactory</a> degli architetti torinesi Luca Gentilcore e Stefano Testa sul Monte Elbrus (5.642 metri), la montagna più alta della Russia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
