Il pazzesco quartiere in cui si vive (e alloggia) in case a forma di sfera: sembra uscito da un sogno

50 sfere color crema sono appoggiate su steli di cemento come funghi giganti. Sono abitazioni vere, arredate e vissute, e raccontano una delle utopie architettoniche più audaci del \'900

Bolwoningen nei Paesi Bassi

Den Bosch, che in olandese è ‘s-Hertogenbosch, “il bosco del duca”, è una città medievale del Brabante settentrionale, zona che la maggior parte dei viaggiatori attraversa per raggiungere Amsterdam o Bruges. Quel che in molti non sanno, però, è che a pochi minuti in bici dalla cattedrale di San Giovanni, lungo il canale Bossche Broek, si trova uno dei quartieri residenziali più assurdi e affascinanti d’Europa: le Bolwoningen, 50 abitazioni sferiche appoggiate su steli di cemento, bianche come uova giganti, allineate in un silenzio che stride con la loro forma radicale.

Le Bolwoningen (letteralmente “abitazioni sferiche”) sono case vere, abitate da persone reali, con fioriere sui minuscoli balconi circolari e tende alle finestre oblò. Non sono un’installazione artistica e nemmeno un esperimento dismesso: sono proprio un quartiere.

Sfere su steli: cosa sono davvero queste abitazioni impossibili

Ciascuna sfera misura 5,5 metri di diametro e poggia su un cilindro di cemento alto circa 3 metri, che funge da accesso, vano tecnico e collegamento verticale. La superficie è in cemento rinforzato con diverse finestre circolari distribuite su due livelli interni. La pianta è naturalmente tonda, il che rende qualsiasi scelta di arredamento un piccolo rompicapo creativo.

Case a sfera olandesi

Foto: By Velopilger – Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia

Lo spazio interno è diviso su 2 piani: al primo si trovano cucina e soggiorno, al secondo camera da letto e bagno. In totale, circa 125 metri cubi di volume, ma la sensazione di abitabilità è sorprendente: le pareti curve amplificano la luce naturale e creano un microclima acustico insolito che gli abitanti descrivono come una delle caratteristiche più strane (e più amate) del vivere in una sfera.

L’uomo dietro il sogno rotondo

Le Bolwoningen nascono dalla mente di Dries Kreijkamp, un designer olandese che negli anni ’70 sviluppò l’idea partendo dalla convinzione che la sfera è la forma geometrica con il miglior rapporto tra superficie e volume, quindi quella più efficiente dal punto di vista energetico e costruttivo. Kreijkamp era convinto che l’architettura tradizionale con i suoi angoli retti fosse in contrasto con il modo in cui il corpo umano percepisce lo spazio.

I tetti delle Bolwoningen

Foto: By Jaap Joris Vens, Super Formosa Photography – CC BY 4.0, via Wikimedia

Il progetto fu realizzato tra il 1982 e il 1984, commissionato dal comune di Den Bosch nell’ambito di un programma di edilizia sperimentale. Le sfere furono prefabbricate in serie e assemblate in loco in tempi relativamente rapidi. Inizialmente destinate all’affitto sociale, con il tempo alcune sono diventate di proprietà privata.

Il signore Kreijkamp stesso costruì un prototipo nel giardino della sua casa a Vlijmen. L’eredità del progetto è rimasta a lungo nell’ombra, riscoperta solo nell’ultimo decennio grazie ai social media, che hanno trasformato il quartiere in una meta di pellegrinaggio per appassionati di architettura visionaria e per chi cerca angoli d’Europa in grado di sorprendere davvero.

Vivere dentro una sfera: dettagli che sorprendono

Passeggiare lungo il viale che costeggia le sfere è un’esperienza straniante nel modo migliore. I colori sono tenui (bianco panna, con qualche sfera tinta di azzurro o grigio dagli abitanti più audaci) e la scala del complesso è sorprendentemente domestica. Non si ha la sensazione di essere davanti a un monumento, ma a un normale condominio che ha preso una direzione radicalmente diversa.

Alcuni residenti, nel corso degli anni, hanno personalizzato gli spazi esterni con piccoli orti pensili fissati allo stelo, altri con luci che di notte trasformano la propria sfera in un lampione morbido.

Dentro una Bolwoningen

Foto: By Jaap Joris Vens, Super Formosa Photography  CC BY 4.0, via Wikimedia

Il quartiere è tranquillo e verde, eppure raggiungibile in 15 minuti in bici dal centro storico. Vale la pena abbinare la visita alla cattedrale gotica di San Giovanni Evangelista, con i suoi 600 anni di decorazioni scultoree e le grottesche in pietra che spuntano dai pinnacoli come strane creature marine.

Den Bosch è anche la città natale di Hieronymus Bosch, il pittore visionario vissuto tra il 1450 e il 1516, le cui creature ibride e i paesaggi impossibili sembrano avere qualcosa in comune con le sfere di Kreijkamp (anche se i secoli che li separano sono cinque).

Foto di copertina: By grotevriendelijkereus from Netherlands – Den Bosch – Bollenveld, CC BY 2.0, via Wikimedia

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