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	<title>Francesco Cingi, Author at SportOutdoor24</title>
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	<description>Per spiriti liberi</description>
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	<title>Francesco Cingi, Author at SportOutdoor24</title>
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		<title>La mia Via Francigena a piedi: dal Po alla Toscana superando gli Appennini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cingi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2020 06:27:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cammini]]></category>
		<category><![CDATA[via francigena]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci eravamo lasciati a Corte Sant&#8217;Andrea, prima di superare il Po. Ci sono due possibilità:[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/09/WhatsApp-Image-2020-09-03-at-07.56.04.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Via Francigena a piedi: dal Po a San Miniato superando gli Appennini" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/09/WhatsApp-Image-2020-09-03-at-07.56.04.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/09/WhatsApp-Image-2020-09-03-at-07.56.04-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Ci eravamo lasciati a Corte Sant&#8217;Andrea, prima di superare il Po. Ci sono due possibilità: attraversare il ponte stradale oppure <strong>traghettare in barca, cosa che ho fatto all&#8217;alba</strong>, ed è stata un&#8217;esperienza bellissima. Da qui ci siamo diretti a <strong>Piacenza, dove vivono molti miei ex colleghi</strong> che mi hanno ospitato e rifocillato a dovere offrendomi pranzo, cena e birra a volontà. Da PIacenza la Francigena prosegue verso <strong>Fiorenzuola d&#8217;Arda</strong>, dove non c&#8217;era accoglienza parrocchiale, sempre per via delle restrizioni dovute al COVID, e allora ho dormito per terra nel bar di un amico. Ne ho anche approfittato per rivedere un po&#8217; di amici, e mentre mi stavo rilassando con loro ha richiamato l&#8217;ostello di Fiorenzuola che aveva riaperto e qui ho passato una notte. Da Fiorenzuola d&#8217;Arda il cammino prevede di andare verso <strong>Fidenza</strong>, dove finalmente, dopo 2 settimane di pianura piatta che più piatta non si può, si ricominciano a vedere le prime colline e i rilievi del pre Appennino.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-60618" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/09/WhatsApp-Image-2020-09-03-at-07.56.01.jpeg" alt="Via Francigena a piedi: dal Po a San Miniato superando gli Appennini" width="670" height="470" /></p>
<p>Mi sono fermato a dormire a <strong>Costa Mezzana, una frazione di Noceto in provincia di Parma</strong>, dove ho trovato una famiglia d&#8217;accoglienza fantastica, e da qui son ripartito verso <strong>Fornovo di Taro</strong>, trovando da dormire, dopo 35 km di cammino, a Fivizzano, insieme ad altri pellegrini.<br />
Qui comincia la vera salita dell&#8217;Appennino, ci sono dei <strong>begli strappi per arrivare a Berceto e poi si entra in Lunigiana</strong>, con un paesaggio verdissimo punteggiato di piccoli borghi davvero belli. A Berceto ho finalmente trovato da <a href="https://www.viefrancigene.org/it/resource/news/riapre-il-seminario-di-berceto-struttura-ferie/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">dormire di nuovo in un convento</a>, ed è stata una sorpresa. Il convento è gestito da Carlo Devoti, un ex nazionale di pallavolo che nel 1970 vinse anche le Universiadi. Mi vede arrivare e mi dice: &#8220;Eccolo qui il pallavolista!&#8221;. IO gli chiedo chi gli abbia detto del mio arrivo e lui mi risponde: &#8220;Nessuno, l&#8217;ho capito da come cammini&#8230;&#8221;<br />
Carlo è un personaggio straordinario, ma non è l&#8217;unico incontro straordinario che mi attende. Nel seminario conosco Alfio, un signore francese di origine italiana, ormai in pensione, che sta andando <strong>da Besançon, dove vive, a Catania</strong>. È un veterano dei cammini, viaggia con un carretto, senza zaino, portandosi dietro la tenda in cui dorme e chiedendo solo la possibilità di farsi la doccia nelle accoglienze. Ha già fatto un paio di volte quello di Santiago e già raggiunto Roma, ma questa volta vuole arrivare a <strong>Catania, da dove partì con la sua famiglia negli anni Cinquanta</strong>, con solo due valigie, per emigrare in Francia. Sua mamma è morta da poco e per lui questo cammino è un modo per ringraziarla delle opportunità che gli ha dato per costruirsi la sua vita in Francia. Mentre mi racconta tutto questo scoppia a piangere, e per me è stato un momento davvero toccante.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-60616" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/09/WhatsApp-Image-2020-09-03-at-07.56.02.jpeg" alt="Via Francigena a piedi: dal Po a San Miniato superando gli Appennini" width="670" height="470" /></p>
<p>Da Berceto la Via Francigena si dirige a <strong>Pontremoli, e tocca fare il passo della Cisa per entrare in Toscana</strong>. È una tappa dura, un continuo saliscendi con parecchie centinaia di metri di dislivello, con salite interminabili e discese sui ghiaioni che sono più simili a un trekking tecnico che al cammino della Via Francigena. Arrivo a Pontremoli dopo 25 km stanchissimo ma sono ripagato dalla bellezza della cittadina, con i suoi tantissimi ponti e le case colorate sul fiume. A Pontremoli dormo dai frati, mi ricarico e riparto per <strong>Aulla</strong>, per una tappa decisamente più tranquilla. Da Aulla la Francigena si dirige a <strong>Sarzana</strong>, in Liguria, solo che non c&#8217;è un posto dove dormire e trovo solo a <strong>Massa</strong>, che dista 40 km: mi alzo alle 5, valico l&#8217;ultima montagna che poi ti svela il mare, e sono stati <strong>17 km da incubo, continuamente divorato dai tafani</strong> tanto che ho dovuto mettere pantaloni lunghi, felpa e cappello e in alcuni momenti anche correre per liberarmi delle decine di tafani che non mi lasciavano.<br />
A Massa <strong>finalmente rivedo il mare dopo oltre 50 giorni</strong>. L&#8217;avevo lasciato a Calais, lo ritrovo nel Mediterraneo, e mi sono concesso un bellissimo bagno davvero rilassante.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-60614" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/09/WhatsApp-Image-2020-09-03-at-07.56.08.jpeg" alt="Via Francigena a piedi: dal Po a San Miniato superando gli Appennini" width="670" height="470" /></p>
<p>Da Massa riparto facendo lo strappo fino a <strong>Valpromaro, dopo Camaiore</strong>, dove trovo finalmente un&#8217;accoglienza degna della Francigena, un ostello gestito da Umberto e Hans dove ho cenato con altri pellegrini ritrovando quel calore umano che per un paio di settimane non avevo trovato.<br />
Da Valpromaro <strong>raggiungo Altopascio passando per Lucca</strong>, ma intanto è arrivato il brutto tempo: lo schivo fermandomi sotto le pensiline degli autobus ma le previsioni non sono belle nemmeno per il giorno successivo, quando ho da <strong>raggiungere San Miniato</strong>. Allora mi sveglio alle 4.30 e parto, schivo la pioggia prevista per la tarda mattinata, ma mi aspetta un altro problema: delle fitte dolorosissime alle caviglie, tanto che arrivo a San Miniato e poi faccio anche la tappa successiva fino a <strong>Gambassi Terme</strong> zoppicando. Il motivo è semplice: le mie scarpe non hanno più suola, l&#8217;ho completamente consumata, quindi faccio l&#8217;ennesimo cambio gomme, comprando un nuovo paio di scarpe, questa volta un modello da trail running con una bella suola e più leggere. Ora va decisamente meglio, ma spero di non trovare altro brutto tempo perché queste non sono impermeabili.</p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> racconto della prima settimana di Via Francigena a piedi, da Calais a Tournehem-sur-la-Hem</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-calais-a-tournehem-sur-la-hem/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> racconto della seconda settimana di Via Francigena a piedi, da Thérouanne a a Saint-Quentin</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-therouanne-a-a-saint-quentin/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> racconto della terza settimana di Via Francigena a piedi, da Saint-Quentin a Corbeil</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-saint-quentin-a-corbeil/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> racconto della quarta settimana di Via Francigena a piedi, da Corbeil a Besançon</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-corbeil-a-besancon/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> racconto della quinta settimana di Via Francigena a piedi, da Besançon alla Svizzera</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-besancon-al-gran-san-bernardo-in-svizzera/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> racconto della sesta settimana di Via Francigena a piedi, dalla Svizzera al Po</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-dalla-svizzera-allitalia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
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		<item>
		<title>La mia Via Francigena a piedi: dalla Svizzera all&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-dalla-svizzera-allitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cingi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2020 09:37:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cammini]]></category>
		<category><![CDATA[via francigena]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci eravamo lasciati a Orsières, ai piedi del Gran San Bernardo, ed è stata la[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-dal-Gran-San-Bernardo-in-Svizzera-allItalia-2.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="La mia Via Francigena a piedi: dal Gran San Bernardo in Svizzera all&#039;Italia-2" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-dal-Gran-San-Bernardo-in-Svizzera-allItalia-2.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-dal-Gran-San-Bernardo-in-Svizzera-allItalia-2-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Ci eravamo lasciati a Orsières, ai piedi del Gran San Bernardo, ed <strong>è stata la tappa più dura in assoluto</strong>. Il tempo non era dei più promettenti ma una volta arrivato a Bourg-Saint-Pierre c&#8217;era solo una leggera pioggerellina per cui mi son detto di tentare l&#8217;ultimo strappo, i 10 km di salita che mi mancavano per arrivare al colle del Gran San Bernardo. Sono <strong>arrivato stanchissimo, dopo 4 ore di camminata e 1800 metri di dislivello</strong>, e appena prima che cominciasse un vero diluvio universale. Non potendo scendere verso la parte italiana <strong>mi son fermato al convento svizzero</strong>, dove ci hanno fatto dormire in 30 in una camerata, tutti vicini, come se il COVID-19 non esistesse.<br />
Il mattino dopo <strong>ho visto il cartello Italia</strong>, ed è stato un punto di svolta del mio viaggio. Come prima cosa ho pensato che non volevo tornare a casa, e poi ho ripensato al mese e oltre passato da solo, tra Francia e Svizzera, dove ho lasciato un pezzo di cuore e incontrato persone davvero fantastiche.<br />
Dal Gran San Bernardo è cominciato quindi un <strong>nuovo capitolo di questo mio viaggio lungo la Via Francigena</strong>, perché la musica è cambiata, proprio come mi aspettavo. La prima difficoltà è stata quella di trovare da dormire. Ero abituato a prenotare un giorno per l&#8217;altro e in Italia ho dovuto invece cominciare a organizzarmi con un certo anticipo. E poi, dopo i tanti giorni da solo, <strong>in Italia ho cominciato a incontrare tantissimi pellegrini</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-60365" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-dal-Gran-San-Bernardo-in-Svizzera-allItalia.jpeg" alt="La mia Via Francigena a piedi: dal Gran San Bernardo in Svizzera all'Italia" width="670" height="470" /></p>
<p>Entrato <strong>in Valle d&#8217;Aosta mi ha accolto un caldo micidiale</strong>, tanto che la prima notte, dopo aver fatto tutta in una volta la discesa di 35 km fino ad Aosta, ho dormito pochissimo. Ho deciso allora di rispolverare la tenda e a <strong>Châtillon</strong> sono andato in campeggio. Qui mentre montavo la mia tendina sotto l&#8217;acqua ho conosciuto una coppia, lei spagnola e lui uruguaiano, che poi ho reincontrato a <strong>Pont-Sain-Martin</strong>. Nel frattempo <strong>mi ha raggiunto mia mamma</strong>, con cui ho camminato due giorni, per due tappe brevi da 15 km ciascuna. È stato bello, perché era più di un mese che non vedevo i miei cari, ma mi ha anche riportato con i piedi a terra e alla realtà della mia quotidianità.<br />
Con mia mamma ho camminato appunto fino a Pont-Saint-Martin, dove ho ritrovato la spagnola e l&#8217;uruguaiano. Stavamo aspettando l&#8217;apertura dell&#8217;ostello quando <strong>si è formato un gruppetto di pellegrini e pensionati della bocciofila</strong>, curiosi di parlare con noi. A un certo punto un signore ci ha chiesto perché facessimo il cammino, e ho pensato che la risposta giusta fosse per quel genere di incontri che fai lungo la strada. Perché alla fine, quando sarò tornato a casa, o tra qualche anno, <strong>quello che ricorderò davvero saranno gli incontri e le persone che ho conosciuto</strong>, non i km che ho fatto, ma l&#8217;umanità e la condivisione che non trovi nella vita di tutti i giorni.<br />
A Pont-Saint-Martin si è creato quindi un gruppo di una decina di persone con cui ho camminato per qualche giorno. Persone diverse per età, esperienze, professione, ceto sociale e aspettative, e che però in quella situazione mi son reso conto siamo solo e soltanto pellegrini. Una cosa che quando la vivi è davvero bellissima.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-60366" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-dal-Gran-San-Bernardo-in-Svizzera-allItalia-W.jpeg" alt="La mia Via Francigena a piedi: dal Gran San Bernardo in Svizzera all'Italia" width="670" height="470" /></p>
<p>Dalla Val d&#8217;Aosta <strong>siamo entrati in Piemonte</strong>, passando per <strong>Ivrea</strong> e poi puntando verso <strong>Vercelli</strong>, dove ci hanno accolto caldo, risaie e zanzare a gogò. Intanto il gruppo si è scremato, e siamo rimasti io, Francesca, una ragazza di Ravenna, e Francesco, un insegnante di educazione fisica . I 3 &#8220;franceschi&#8221;. Arriviamo a <strong>Garlasco</strong> ma non ci stuzzica l&#8217;idea di fermarci per fare tappa, e allora accettiamo la &#8220;sfida&#8221; di Francesco di <strong>raggiungere Pavia, camminando dalle 7 del mattino alle 6 di sera per 46 km</strong> davvero duri ma pieni di soddisfazione. Dopo Pavia sono cominciati i problemi per trovare dove dormire, perché le accoglienze son quasi tutte parrocchiali ma sono chiuse causa COVID. Volendo <strong>traghettare sul Po a Corte Sant&#8217;Andrea</strong> e non trovando ospitalità nel mezzo decidiamo di andare a <strong>Santa Cristina e Bissone</strong> e prendere il treno per <strong>Orio Litta</strong>, da cui poi camminare fino a questo borghetto sul Po dove dormiamo in un ostello bellissiimo, che è un vero museo della Via Francigena. E qui, mentre ci stiamo rilassando in camera, sentiamo bussare e alla porta c&#8217;è Pasquale, che avevamo lasciato 4 giorni prima e che ci ha voluto raggiungere di nuovo. Vederlo alla porta è stata davvero un&#8217;ondata di emozioni.</p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> racconto della prima settimana di Via Francigena a piedi, da Calais a Tournehem-sur-la-Hem</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-calais-a-tournehem-sur-la-hem/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> racconto della seconda settimana di Via Francigena a piedi, da Thérouanne a a Saint-Quentin</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-therouanne-a-a-saint-quentin/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> racconto della terza settimana di Via Francigena a piedi, da Saint-Quentin a Corbeil</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-saint-quentin-a-corbeil/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> racconto della quarta settimana di Via Francigena a piedi, da Corbeil a Besançon</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-corbeil-a-besancon/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> racconto della quinta settimana di Via Francigena a piedi, da Besançon alla Svizzera</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-besancon-al-gran-san-bernardo-in-svizzera/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
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		<title>La mia Via Francigena a piedi: da Besançon al Gran San Bernardo in Svizzera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cingi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2020 09:27:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cammini]]></category>
		<category><![CDATA[via francigena]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Besançon-al-Gran-San-Bernardo-in-Svizzera-1.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="La mia Via Francigena a piedi: da Besançon al Gran San Bernardo in Svizzera" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Besançon-al-Gran-San-Bernardo-in-Svizzera-1.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Besançon-al-Gran-San-Bernardo-in-Svizzera-1-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Ormai sono in Svizzera, dopo che nell&#8217;ultima settimana ho camminato da da Besançon al Gran San Bernardo. Eravamo rimasti a Besançon che avevo raggiunto dopo una tappa molto lunga di 34 km, e non appena arrivato ho dormito alla <a href="https://www.viefrancigene.org/it/resource/accomodation/4599/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Chapelle des Buis</a>, un convento dei <strong>frati Francescani, che mi hanno anche offerto cena e birra</strong>. Dopo Besançon ho fatto una tappa breve di 20 km perché non c&#8217;erano posti per dormire, quindi mi sono fermato presso una famiglia in un piccolissimo paesino: la signora che mi ha ospitato parlava anche italiano, si era trasferita dopo aver lavorato per 30 anni a Parigi, ho cenato con lei i suoi vicini di casa talmente appassionati di Moto Guzzi da aver <strong>chiamato anche il cane Guzzi</strong>.<br />
Il giorno dopo son ripartito per una <strong>tappa davvero bella lungo le Gorges de la Loue</strong>, e qui ho cominciato a vedere le prime montagne. Faccio tutta la tappa camminando lungo il fiume e arrivo Ornans, un altro paesino piccolissimo dove dormo presso una famiglia che parla solo francese. Ma ormai dopo 1 mese di Francia qualcosa capisco e qualcosa parlo, per cui sono davvero orgoglioso di essere <strong>riuscito a fare una cena conversando ben oltre il <em>mercì</em>, <em>bonjour</em> e <em>bonsoir</em></strong> che sapevo quando sono partito dall&#8217;Italia.<br />
Da qui parto e vado a <strong>Pontarlier, che è l&#8217;ultima cittadina prima del confine con la Svizzera</strong>: il paese è a 1000 metri di altezza, cominciano le salite, faccio il primo strappo in salita e poi cammino per 15 km, arrivando in tarda mattinata e concedendomi il pomeriggio di riposo. Da Pontarlier parte <strong>l&#8217;ultima tappa francese in direzione Svizzera</strong> e ora che sono in Svizzera rimpiango un po&#8217; la Francia, dove ho incontrato solo persone fantastiche e disponibilissime.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-60119" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Besançon-al-Gran-San-Bernardo-in-Svizzera-Alpi.jpeg" alt="La mia Via Francigena a piedi: da Besançon al Gran San Bernardo in Svizzera" width="670" height="470" /></p>
<p>L&#8217;ingresso in Svizzera me l&#8217;aspettavo in pompa magna, con un vero confine e posti di blocco, e invece <strong>passo da una vecchia dogana abbandonata lungo un sentierino</strong> e arrivo a Lignerolle dove dormo in un Auberge dove vanno tendenzialmente tutti perché il paesino è molto turistico: c&#8217;è un sacco di gente appassionata di sport e ho incontrato una signora partita da Ginevra che stava andando a Berlino di corsa.<br />
La Svizzera è davvero cara per le mie tasche e <strong>decido di provare a farla il più velocemente possibile</strong>, quindi riparto prestissimo per cercare di fare tappe lunghe e saltare qualche pernottamento. Arrivo direttamente a Losanna, una specie di Milano in Svizzera, con un sacco di gente in giro. Arrivo nel primo pomeriggio e mi prendo il tempo di visitare il <a href="https://www.lausanne-tourisme.ch/it/scoprire/il-museo-olimpico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Museo Olimpico</a> che è davvero fantastico, con tutta la storia delle Olimpiadi e dei cimeli davvero emozionanti.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-60120" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Besançon-al-Gran-San-Bernardo-in-Svizzera-Lago-lemano-Losanna.jpeg" alt="La mia Via Francigena a piedi: da Besançon al Gran San Bernardo in Svizzera" width="670" height="470" /></p>
<p>Da Losanna prendo verso est e <strong>vado a Villeneuve, e questa credo sia la tappa più bella finora</strong>, 35 km lungo il lago Lemano, in mezzo ai vigneti a strapiombo sul lago, con a destra il Monte Bianco innevato. Una tappa bellissima. Nel mezzo si passa anche per <strong>Montreux dove c&#8217;è la statua di Freddy Mercury</strong> perché qui i Queen avevano lo studio di registrazione e la città ha voluto rendergli omaggio con una statua nella famosa posa con in mano il microfono.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-60121" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Besançon-al-Gran-San-Bernardo-in-Svizzera-Freddy-Mercury.jpeg" alt="La mia Via Francigena a piedi: da Besançon al Gran San Bernardo in Svizzera" width="670" height="470" /></p>
<p>Villeneuve è la fine del lago Lemano, quindi quando finalmente arrivo tutto accaldato mi concedo il bagno nel lago. Vado a letto presto, mi sveglio all&#8217;alba e riparto, prendendo per 10 km il treno fino a <strong>Martigny: da qui iniziano le 3 tappe per superare il Gran San Bernardo</strong>. Ora sono a Orsières, la salita è tosta, soprattutto con uno zaino da 12 kg sulle spalle, e devo fare i conti anche con il meteo. Nel momento in cui scrivo le previsioni dicono che domani pioverà, quindi domattina vedrò com&#8217;è il meteo ma soprattutto come sta la testa. L&#8217;idea è fare direttamente il Gran San Bernardo, ma dipenderà da come mi sveglierò, perché una cosa ho imparato di sicuro in questo primo mese, e cioè che <strong>le gambe contano ma la testa conta ancor di più</strong>. Perché se sei libero mentalmente puoi fare senza problemi anche 35 km, altrimenti anche solo 15 in pianura ti devastano e diventano un calvario. Ma ciò che è certo è che la prossima volta che scriverò, sarà in Italia. A presto!</p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> racconto della prima settimana di Via Francigena a piedi, da Calais a Tournehem-sur-la-Hem</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-calais-a-tournehem-sur-la-hem/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> racconto della seconda settimana di Via Francigena a piedi, da Thérouanne a a Saint-Quentin</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-therouanne-a-a-saint-quentin/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> racconto della terza settimana di Via Francigena a piedi, da Saint-Quentin a Corbeil</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-saint-quentin-a-corbeil/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> racconto della quarta settimana di Via Francigena a piedi, da Corbeil a Besançon</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-corbeil-a-besancon/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
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		<title>La mia Via Francigena a piedi: da Corbeil a Besançon</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-corbeil-a-besancon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cingi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2020 07:43:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cammini]]></category>
		<category><![CDATA[via francigena]]></category>
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					<description><![CDATA[La settimana scorsa mi ero fermato a Corbeil, dove io e Angelia abbiamo dormito in[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Corbeil-a-Besançon.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="La mia Via Francigena a piedi: da Corbeil a Besançon" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Corbeil-a-Besançon.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Corbeil-a-Besançon-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>La settimana scorsa mi ero fermato a <strong>Corbeil</strong>, dove io e Angelia abbiamo dormito in quella struttura che fungeva sia da scuola elementare che da Comune e dove c&#8217;erano due brandine e una canna dell&#8217;acqua per fare la doccia in strada, attaccandoci alla pompa dei pompieri. Da Corbeil siamo ripartiti per <strong>Brienne-le-Château</strong>: incontriamo una giornata caldissima e ventosa, di quelle che ti asciugano, e quando arriviamo troviamo tutto chiuso, nonostante sia lunedì. Chiuso l&#8217;ufficio del turismo, chiuso il Comune e nessuno che risponde al telefono, Quindi non abbiamo un posto dove dormire. Decidiamo allora di chiamare la tappa successiva, <a href="https://www.camminafrancigena.it/it/resource/statictrack/francigena-hi-tech-da-brienne-le-chateau-bar-sur-a/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Bar sur Aube</a>, e siccome c&#8217;è posto decidiamo di provare a fare l&#8217;autostop: ci carica una ragazza turca, che sta facendo un master in Francia e che decide poi di passare la serata con noi bevendo un bicchiere di vino.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-60044" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Corbeil-a-Besançon-2.jpeg" alt="La mia Via Francigena a piedi: da Corbeil a Besançon" width="670" height="470" /></p>
<p>A <strong>Bar sur Aube</strong> c&#8217;è un altro pellegrino con noi, un signore belga di Anversa, di 62 anni, ex insegnante di italiano, con cui chiacchieriamo la sera e che riparte presto il mattino dopo. Quando ci svegliamo noi <strong>non troviamo più né i vestiti di Angelia né i miei scarponi</strong> e pensiamo subito a un tipo sospetto che la sera prima ci girava intorno. Chiamiamo allora la responsabile dell&#8217;alloggio che a sua volta chiama la Gendarmerie per fare la denuncia, e così se ne va tutta la mattina. A questo punto però io non ho scarpe per camminare e l&#8217;unico modo è andare a <strong>Troyes</strong> in treno a comprarne un paio nuovo. Mentre stiamo tornando a Bar sur Aube ci chiama la Gendarmerie informandoci di aver ritrovato le nostre cose: in effetti erano nella casa del tizio sospetto, ma a questo punto ho due paia di scarpe, che sono troppo da portare in giro. Ma siccome Angelia deve ripartire la sera stessa per l&#8217;Italia le lascio gli scarponcini vecchi e alti e tengo per me quelli nuovi e bassi. Anzi, devo dire che se possono dare un consiglio per questo genere di cammini, meglio molto meglio degli scarponcini bassi che quelli alti.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-60045" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Corbeil-a-Besançon-1.jpeg" alt="La mia Via Francigena a piedi: da Corbeil a Besançon" width="670" height="470" /></p>
<p>Comunque, finalmente riparto, raggiungo il belga che però fa meno chilometri di quanti ne faccio io e quindi ci lasciamo e in due tappe arrivo a <strong>Marac</strong>. È il 29 luglio, il giorno successivo sarà il mio compleanno, e quando arrivi in un alloggio devi sempre compilare un formulario con i dati anagrafici e altre informazioni, un po&#8217; per le statistiche della Francigena e un po&#8217; per le questioni legate al COVID. Comunque, la mattina dopo mi alzo per fare colazione e la padrona di casa mi fa trovare un bigliettino di auguri sulla tazza del caffè, un modo davvero particolare per festeggiare il mio 27° compleanno che per il resto passo in solitaria, camminando fino a <strong>Langret</strong> e poi <strong>Champlitte</strong>. Qui trovo un campeggio, sono arrivato presto, ho modo di riposare e decido di ripartire per fare 2 tappe in 1 solo giorno: parto per fare 40 km ma è una giornata con un caldo allucinante, con il termometro sempre oltre i 40°C, sono allo stremo e così gli ultimi 6 km decido di fare l&#8217;autostop fino a <strong>Besançon</strong>, dove mi ospitano dei frati francescani.</p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> racconto della prima settimana di Via Francigena a piedi, da Calais a Tournehem-sur-la-Hem</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-calais-a-tournehem-sur-la-hem/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> racconto della seconda settimana di Via Francigena a piedi, da Thérouanne a a Saint-Quentin</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-therouanne-a-a-saint-quentin/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> racconto della terza settimana di Via Francigena a piedi, da da Saint-Quentin a Corbeil</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-saint-quentin-a-corbeil/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
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		<title>La mia Via Francigena a piedi: da Saint-Quentin a Corbeil</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-saint-quentin-a-corbeil/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cingi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2020 07:03:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cammini]]></category>
		<category><![CDATA[via francigena]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;eravamo lasciati a Saint-Quentin al termine della mia seconda settimana di via Francigena a piedi.[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Saint-Quentin-a-Corbeil.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="La mia Via Francigena a piedi: da Saint-Quentin a Corbeil" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Saint-Quentin-a-Corbeil.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Saint-Quentin-a-Corbeil-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>C&#8217;eravamo lasciati a <strong>Saint-Quentin</strong> al termine della mia seconda settimana di via Francigena a piedi. Ci ero arrivato stanco e con la caviglia che inspiegabilmente si era gonfiata, sia sul tallone che sulla parte esterna, e così il giorno dopo ho deciso di prendermi un giorno di stop e fare un salto in farmacia a fare scorta di Compeed, che ne avevo fatta già fuori una scatola, ma soprattutto di prendere il treno per <strong>Laon</strong>. Laon è una roccaforte medievale, si trova su una collina, è circondata da mura e al suo interno ha ben 3 cattedrali, compresa quella di Notre Dame da cui si sono ispirati per quella di Parigi: non arrivarci a piedi mi è dispiaciuto tantissimo, sarebbe stato un vero spettacolo, ma non ero proprio in condizione e non potevo fermarmi. A Laon, grazie all&#8217;ufficio del turismo dove ho fatto timbrare le credenziali, sono stato ospite di una signora molto cordiale, che aveva vissuto a Londra molti anni e che come tutti quelli che ti ospitano mi ha dato un sacco di consigli utili.<br />
Il giorno dopo son partito da Laon per <strong>Berry-Au-Bac</strong>, una ventina di km con il piede ancora un po&#8217; gonfio per raggiungere la Champagne. A Berry-Au-Bac ci abitano 500 persone, c&#8217;è una chiesa, un ristorante chiuso, un bar e una specie di mercatino dell&#8217;usato. Vado al bar a chiedere informazioni su dove posso dormire e mi fanno segno di rivolgermi al mercatino delle pulci: è una specie di comunità che vive in questa fattoria recuperata, c&#8217;è lo spazio per la vendita di cose vecchie e usate, e c&#8217;è davvero di tutto, dai mobili ai candelabri e alle biciclette, e c&#8217;è una casa dove vive quelli che lavorano al mercatino e i loro famigliari: mi accolgono benissimo, ceno con loro, ciascuno si deve preoccupare di sgomberare la tavola e pulire i propri piatti e faccio anche un incontro sorprendente, un ragazzo algerino che ha un fratello che vive in Italia, a Cornate d&#8217;Adda, e che conosce benissimo Monza, la mia città. Davvero incredibile.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-59907" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Saint-Quentin-a-Corbeil-2.jpg" alt="La mia Via Francigena a piedi: da Saint-Quentin a Corbeil" width="670" height="470" /></p>
<p>Quando <a href="https://www.viefrancigene.org/en/resource/statictrack/vff19-da-berry-au-bac-reims/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">riparto il giorno dopo in direzione di Reims</a> entro davvero nella <strong>regione dello Champagne</strong>, e il paesaggio cambia completamente e di colpo: dai campi di patate a perdita d&#8217;occhio ai vigneti a perdita d&#8217;occhio. Raggiungo <strong>Reims</strong> ma soprattutto mi raggiunge la mia amica Angelia, che farà con me un pezzo di cammino. Dopo aver dormito in una diocesi, come sempre donativa nel senso che non c&#8217;è una tariffa fissa ma lasci quello che credi e che puoi, partiamo per <strong>Trépail</strong>: questo comune non si trova lungo la Francigena e ci tocca fare 20 km su una ciclabile che costeggia il canale della Marna, tutto sempre dritto. Ci ospita una famiglia come sempre super gentile e il giorno dopo ripartiamo per <strong>Châlons en Champagne</strong>, camminando sempre tra vigneti a perdita d&#8217;occhio: il paesaggio è bellissimo, peccato solo che non ci sia nemmeno un albero a fare un po&#8217; di ombra perché il sole è a picco e fa davvero caldo. A Châlons en Champagne ci ospita l&#8217;ennesima famiglia, questi hanno addirittura una dependance tutta per noi, e passiamo la serata a chiacchierare: questa dell&#8217;accoglienza da parte dei locali è forse la cosa più bella di questa esperienza, le persone ti accolgono benissimo, sono curiose, ti chiedono come sta andando il cammino, ti danno informazioni sulle tappe successive. Davvero splendido.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-59908" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Saint-Quentin-a-Corbeil-1.jpg" alt="La mia Via Francigena a piedi: da Saint-Quentin a Corbeil" width="670" height="470" /></p>
<p>A Châlons en Champagne siamo usciti dalla Francigena ufficiale per seguire una antica via romana, tutta dritta su terra battuta, che ci ha portato a <strong>Coole</strong> e da qui il giorno dopo a <strong>Corbeil</strong>: sono piccolissimi comuni, ci abitano al massimo 100 persone, sono nel mezzo del nulla, un bellissimo paesaggio collinare e sperduto, è davvero rilassante camminare così. A Corbeil c&#8217;è un solo edificio pubblico, una scuola che è anche il palazzo comunale con una stanza con due brandine e un microonde per i pellegrini: ci ha raggiunto l&#8217;ex sindaco primma di cena, con due pasti pronti da riscaldare, una bottiglia di vino e due <em>baguettes</em> per la mattina dopo, perché qui non c&#8217;è nemmeno un negozio e il supermercato più vicino è a oltre 30 km di strada. L&#8217;accoglienza che ti riservano è davvero la cosa più bella di questo viaggio, come quando un ragazzino di 10 anni mi ha visto camminare da solo con lo zaino e spontaneamente mi ha offerto dell&#8217;acqua e una merendina: sono piccoli gesti che ti riempiono il cuore, ti cambiano la giornata e ti rendono felice di aver intrapreso questo viaggio.</p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> resoconto della prima settimana di Via Francigena a piedi, da Calais a Tournehem-sur-la-Hem</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-calais-a-tournehem-sur-la-hem/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
<p>Se vuoi leggere il<strong> resoconto della seconda settimana di Via Francigena a piedi, da Thérouanne a a Saint-Quentin</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-therouanne-a-a-saint-quentin/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
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		<title>La mia Via Francigena a piedi: da Thérouanne a Saint-Quentin</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-therouanne-a-a-saint-quentin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cingi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2020 15:32:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cammini]]></category>
		<category><![CDATA[via francigena]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo la prima settimana di cammino i giorni da una parte volano e dall&#8217;altra mi[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Thérouanne-a-a-Sain-Quentin-1.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="La mia Via Francigena a piedi: da Thérouanne a a Sain-Quentin-1" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Thérouanne-a-a-Sain-Quentin-1.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Thérouanne-a-a-Sain-Quentin-1-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Dopo la prima settimana di cammino <strong>i giorni da una parte volano e dall&#8217;altra mi sembrano lunghissimi</strong>, e ho anche perso il senso di che giorno della settimana sia. Il che può essere un bene ma anche un male, non l&#8217;ho ancora capito. Comunque, la fortuna ha voluto che <strong>a Thérouanne ho incontrato un altro pellegrino</strong>, Manuel, uno psichiatra quarantenne di Lille, con cui ho camminato per i successivi 4 giorni: parlava benissimo inglese, era molto simpatico e mi è stato davvero utile perché <strong>cominciavo ad avere qualche dubbio</strong> su quello che stavo facendo. Con lui siamo andati da Thérouanne ad Amettes, dove abbiamo dormito in un agriturismo gestito da due signori fantastici. Il proprietario ci ha mostrato il suo allevamento di piccioni da gara, che tornano sempre nel luogo in cui sono nati, e ho scoperto che esiste un <strong>vero e proprio campionato di piccioni</strong>, con delle squadre che si sfidano anche con squadre inglesi e del Belgio, mentre la signora si è occupata della <strong>cena con pasta &#8220;bolognaise&#8221; francamente da dimenticare</strong>.<br />
Comunque i proprietari di questa casa ci hanno consigliato di <strong>fare una deviazione e di andare a dormire a Villers-Châtel in un castello gestito da un ex pellegrino</strong>, quindi abbiamo camminato per 25 km su strade statali e siamo arrivati con un male ai piedi e alle gambe incredibile, però ne è valsa la pena perché abbiamo dormito in un vero castello del XIII secolo. I proprietari, due signori sui 70 anni che hanno fatto un sacco di cammini, andando a piedi a Santiago, a Roma, a Gerusalemme, Medjugore e Lourdes sono stati davvero favolosi, con tanti utili consigli.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-59746" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Thérouanne-a-a-Sain-Quentin-2.jpeg" alt="La mia Via Francigena a piedi: da Thérouanne a a Sain-Quentin-2" width="670" height="470" /></p>
<p>Il giorno dopo il loro vicino &#8220;di castello&#8221;, un signore sulla ottantina, si è offerto di <strong>accompagnarci fino ad Arras, a piedi e sempre su strade asfaltate</strong>, e andava come un treno e solo dopo una ventina di km ci ha chiesto se volevamo fare una pausa offrendoci del caffè del suo thermos e dei biscotti. Comunque, siamo arrivati ad Arras con i piedi e le gambe spaccati ma per fortuna ormai si è innescato un meccanismo per cui la sera prima i gestori dei posti dove dormiamo ci prenotano già la notte successiva, così non devo mettermi a cercarla: è come <strong>una rete di pellegrinaggio, quasi sempre &#8220;donativa&#8221;, cioè non c&#8217;è una tariffa vera e propria</strong> ma lasci quello che puoi o vuoi. Delle persone incredibili come ce ne vorrebbero di più al mondo.<br />
Ad Arras Manuel è tornato a casa in treno, ma intanto <strong>ho imparato da lui come gestirmi lungo il cammino</strong>: visto che si attraversano per lo più paesini dove non c&#8217;è neanche un bar dove mangiare ho imparato a comprare una baguettes, del formaggio, del paté e del cioccolato e con 5 euro riesco a fare anche 4 pranzi durante il cammino.<br />
Ad Arras mi ha ospitato una famiglia e la signora era nata in Francia ma di origine italiana, calabrese, e parlava ancora benissimo l&#8217;italiano: dopo 8 giorni di cammino in cui ho fatto più di 200 km <strong>ho deciso allora di prendere un giorno di pausa per far riposare gambe e piedi</strong> e dopo una cena con una pasta con carote, succhine e cipolla accompagnata da uno stinco di agnello il giorno dopo ho visitato Arras, che ha un bellissimo centro storico con delle case fiamminghe patrimonio dell&#8217;UNESCO e anche tanti monumenti storici della Prima Guerra Mondiale. Non ho potuto vedere il museo delle cave sotterranee scavate dagli australiani per difendersi dai bombardamenti durante la Prima Guerra Mondiale, ma ho potuto <strong>visitare il cimitero con 12mila tombe di caduti della Grande Guerra</strong> e il monumento ai caduti canadesi. Peraltro, tutta questa regione della Francia è punteggiata di questi cimiteri della Prima Guerra Mondiale, con tombe di soldati provenienti da tutto il mondo, e il ricordo di quei fatti è ancora molto vivo.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-59748" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/La-mia-Via-Francigena-a-piedi-da-Thérouanne-a-a-Sain-Quentin-3-1.jpeg" alt="La mia Via Francigena a piedi: da Thérouanne a a Sain-Quentin-2" width="670" height="470" /></p>
<p>Comunque, ad Arras ho anche incontrato la responsabile francese della Via Francigena, una signora 80enne super energica che mi ha detto che la sua unica medicina è camminare, e grazie al figlio dei signori che mi hanno ospitato <strong>ho spedito a casa un po&#8217; di roba superflua</strong> che dopo due settimane ho capito che era inutile portarmi dietro.<br />
La mattina dopo son <a href="https://www.viefrancigene.org/en/resource/statictrack/vff11-da-arras-bapaume/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">partito per Bapaume</a>, ho camminato per 27 km senza sentirli, sono andato a letto presto e son <a href="https://www.viefrancigene.org/en/resource/statictrack/vff-12-da-bapaume-peronne/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">ripartito di buon mattino per Peronne</a>: qui dovevo dormire nella parrocchia ma non riuscivo a contattare nessuno al telefono finché tentando e ritentando <strong>mi son reso conto che facevo casino con il prefisso francese</strong>.<br />
Ora sono a Saint-Quentin, è uscito il sole, <strong>comincia a fare davvero caldo e anche il paesaggio sta cambiando</strong>: è vero che non c&#8217;è più il vento ma mano che mi allontano dalla costa, ma dopo aver camminato al mattino in una foresta ombrosa e fresca il pomeriggio l&#8217;ho passato tutto sotto il sole tra campi di grano e patate tanto che a un certo punto ho dovuto fermarmi per una pausa perché non ne avevo proprio più e gli ultimi 7 km li ho fatti solo di forza di volontà</p>
<p>Se vuoi leggere il <strong>primo resoconto della mia Via Francigena a piedi, da Calais a Tournehem-sur-la-Hem</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-calais-a-tournehem-sur-la-hem/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">clicca qui</a></p>
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		<title>La mia Via Francigena a piedi: da Calais a Tournehem-sur-la-Hem</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/la-mia-via-francigena-a-piedi-da-calais-a-tournehem-sur-la-hem/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cingi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2020 20:59:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cammini]]></category>
		<category><![CDATA[via francigena]]></category>
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					<description><![CDATA[La prima cosa che vorrei spiegare sono le motivazioni per cui faccio questo viaggio: non[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/Via-Francigena-a-piedi-da-Calais-a-Tournehem-sur-la-Hem.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Francigena a piedi da Calais a Tournehem-sur-la-Hem" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/Via-Francigena-a-piedi-da-Calais-a-Tournehem-sur-la-Hem.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/Via-Francigena-a-piedi-da-Calais-a-Tournehem-sur-la-Hem-331x232.jpeg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>La prima cosa che vorrei spiegare sono le <strong>motivazioni per cui faccio questo viaggio</strong>: non è un pellegrinaggio religioso ma sono partito perché ero arrivato a un punto che avevo la testa piena. Facevo il barista, ricevevo chiamate a ogni ora e giorno, anche in quelli di riposo. Dopo il COVID-10 e due mesi di quarantena in cui ho riflettuto molto mi son detto: &#8220;Ma perché devo stare dietro a tutte queste cose?&#8221;  Due anni fa avevo già fatto un pezzo di Francigena con un&#8217;amica, <strong>da Fidenza a Roma, a piedi</strong>, e dopo aver fatto questa tratta con lei avevo deciso che volevo farla. Per i paesaggi, per gli incontri con le persone: avevo deciso di volerla fare tutta.</p>
<p>Quindi presa la decisione <strong>ho dato le dimissioni, ho prenotato il volo per il 7 luglio</strong> e son partito per Parigi. Da Parigi ho preso il treno per <strong>Calais</strong>, che mi è sembrata una città assurda, mi sembrava di stare in Inghilterra, con paesaggi da città portuale, comunque molto bella.<br />
A Calais sono arrivato nel pomeriggio, ho passato la notte in ostello con un tempo molto ventoso e poco sole, <strong>mi son fatto fare il primo timbro sulla credenziale del pellegrino</strong>, che è utile perché hai agevolazioni sul percorso e ti identifica come pellegrino. La prima notte l&#8217;ho passata in ostello perché non c&#8217;erano campeggi e davano pioggia, mi son svegliato alle 7:30, ho fatto una colazione abbondante, esco e fumare una sigaretta con il ragazzo dell&#8217;ostello che mi chiede dove sto andando. A <strong>Wissant</strong> gli dico, che è la prima tappa, e mi dice: &#8220;Sei fortunato, c&#8217;è un autobus proprio qui davanti&#8221;. Lo guardo e gli dico: &#8220;No guarda, lo devo fare a piedi&#8221;.</p>
<p>Quindi parto sotto la bufera, <strong>faccio i primi km sulla spiaggia seguendo le indicazioni</strong>, poi dal mare esce un ragazzo che mi dice che fa il bagno tutti i giorni e mi salva la vita perché mi avvisa che non devo camminare sulla spiaggia ma c&#8217;è un percorso oltre le dune e mi offre anche la colazione a casa sua. Io però proseguo sul mio cammino, esco dalla spiaggia sotto la tormenta, completamente da solo, con le mani gelate, e passo da un paesino dove <strong>trovo per terra un bastone, proprio prima della salita</strong>. È come se aspettasse me ed è diventato il mio amico durante il viaggio.</p>
<p>Arrivo a <a href="https://www.viefrancigene.org/en/resource/statictrack/vff-1-da-calais-wissant/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Wissant, che è un paesino di pescatori molto carino</a>, e piazzo la tenda, pensando che i primi 20 km andati. Purtroppo causa COVID in campeggio non posso fare la doccia e il giorno dopo mi sveglio completamente lavato, e penso: &#8220;Pellegrino lavato pellegrino fortunato&#8221;. O almeno lo spero. Wissant è una città carina di pescatori da cui riparto con la pioggia, attraversando campi coltivati per <a href="https://www.viefrancigene.org/en/resource/statictrack/vff02-da-wissant-guines/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">26 km fino a Guines</a>, sempre sotto la pioggia. Solo verso fine pomeriggio esce un po&#8217; di sole ma <strong>arrivo a Guines con i piedi bianchi e le vesciche</strong>. Insomma, bello ma davvero impegnativo, sono arrivato a strafatica, con dolori ovunque, a gambe, ginocchia e spalle.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-59560" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/WhatsApp-Image-2020-07-12-at-17.50.13-1.jpeg" alt="https://www.viefrancigene.org/en/resource/statictrack/vff02-da-wissant-guines/" width="1600" height="1200" /></p>
<p>Anche a Guines mi sistemo in un campeggio, mi faccio un giro in paese ma è tutto chiuso. Prima di tornare però vedo un bar gestito da un&#8217;anziana signora che mi lascia caricare il telefono e il powerbank. A quel punto vedo appeso sul muro il quadro di un giocatore di calcio e subito le chiedo se è del <strong>Calais, la squadra che nel 2000 dalla serie dilettanti arrivò in finale di Coppa di Francia</strong> allo Stade de France perdendo 2-1 contro il Nantes. La signora mi mostra un&#8217;altra foto dello stesso giocatore con lei al bar che beve una birra e mi racconta che è venuto a mancare due anni fa.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-59559" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/WhatsApp-Image-2020-07-12-at-17.50.12-1.jpeg" alt="" width="1200" height="1600" /></p>
<p>Dormo in campeggio e mi sveglio ancora con la pioggia, ma per fortuna il sole arriva a breve, parto per una tappa facile di 18 km ma <strong>faccio l&#8217;errore di partire bevendo solo un caffè</strong>. Invece ho capito che la colazione è fondamentale e non si può partire senza energie. Comunque 16 km sotto sole e vento e arrivo al campeggio nel primo pomeriggio che sono stremato. Vorrei mangiare ma <strong>è tutto chiuso, riescono a farmi solo un super piatto di patatine fritte</strong>. Il campeggio è convenzionato con la Francigena e allora prendo un bungalow, doccia, birretta e mi sento un uomo nuovo</p>
<p>Il giorno dopo parto per una altra tappa da 15 km e la mattina sono bello carico, arrivo a mezzogiorno, incontro due ragazzi che venivano dalla parte opposta, non c&#8217;è posto per dormire e allora decido di proseguire per altri 19 km per un totale di 35 arrivo alle 6 di sera in questo convento di suore. Un posto fantastico, mi hanno accolto davvero bene, mi hanno dato la camera, il bagno, la <strong>cena alle 19 in abbazia con 3 ragazze che stavano facendo il percorso per diventare suore</strong> e <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/via-francigena-ora-anche-in-bicicletta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">un inglese che stava facendo la Francigena in bici</a> ed era alla sua prima tappa.<br />
Vado a letto presto per cercare di dormire almeno 9 o 10 ore per notte, poi riparto e <a href="https://www.viefrancigene.org/en/resource/statictrack/vff04-da-licques-tournehem-sur-la-hem/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">arrivo a Tournehem-sur-la-Hem</a>, luogo da cui scrivo.</p>
<p>A Tournehem-sur-la-Hem <strong>ho trovato una casa ostello dove funziona tutto sulla fiducia</strong>: tu apri il frigorifero, c&#8217;è il prezzo delle bibite, prendi quello che vuoi bere e lasci i soldi. Il proprietario è una persona squisista, mi ha anche fatto visitare la città, casa sua è nella confederazione della Francigena, a lui hanno diagnoisticato il cancro due anni fa. <strong>Probabilmente mi fermo un giorno di riposo</strong> per vedere di far passare le vesciche sui talloni.</p>
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