La mia Via Francigena a piedi: da Saint-Quentin a Corbeil

La mia Via Francigena a piedi: da Saint-Quentin a Corbeil

C’eravamo lasciati a Saint-Quentin al termine della mia seconda settimana di via Francigena a piedi. Ci ero arrivato stanco e con la caviglia che inspiegabilmente si era gonfiata, sia sul tallone che sulla parte esterna, e così il giorno dopo ho deciso di prendermi un giorno di stop e fare un salto in farmacia a fare scorta di Compeed, che ne avevo fatta già fuori una scatola, ma soprattutto di prendere il treno per Laon. Laon è una roccaforte medievale, si trova su una collina, è circondata da mura e al suo interno ha ben 3 cattedrali, compresa quella di Notre Dame da cui si sono ispirati per quella di Parigi: non arrivarci a piedi mi è dispiaciuto tantissimo, sarebbe stato un vero spettacolo, ma non ero proprio in condizione e non potevo fermarmi. A Laon, grazie all’ufficio del turismo dove ho fatto timbrare le credenziali, sono stato ospite di una signora molto cordiale, che aveva vissuto a Londra molti anni e che come tutti quelli che ti ospitano mi ha dato un sacco di consigli utili.
Il giorno dopo son partito da Laon per Berry-Au-Bac, una ventina di km con il piede ancora un po’ gonfio per raggiungere la Champagne. A Berry-Au-Bac ci abitano 500 persone, c’è una chiesa, un ristorante chiuso, un bar e una specie di mercatino dell’usato. Vado al bar a chiedere informazioni su dove posso dormire e mi fanno segno di rivolgermi al mercatino delle pulci: è una specie di comunità che vive in questa fattoria recuperata, c’è lo spazio per la vendita di cose vecchie e usate, e c’è davvero di tutto, dai mobili ai candelabri e alle biciclette, e c’è una casa dove vive quelli che lavorano al mercatino e i loro famigliari: mi accolgono benissimo, ceno con loro, ciascuno si deve preoccupare di sgomberare la tavola e pulire i propri piatti e faccio anche un incontro sorprendente, un ragazzo algerino che ha un fratello che vive in Italia, a Cornate d’Adda, e che conosce benissimo Monza, la mia città. Davvero incredibile.

La mia Via Francigena a piedi: da Saint-Quentin a Corbeil

Quando riparto il giorno dopo in direzione di Reims entro davvero nella regione dello Champagne, e il paesaggio cambia completamente e di colpo: dai campi di patate a perdita d’occhio ai vigneti a perdita d’occhio. Raggiungo Reims ma soprattutto mi raggiunge la mia amica Angelia, che farà con me un pezzo di cammino. Dopo aver dormito in una diocesi, come sempre donativa nel senso che non c’è una tariffa fissa ma lasci quello che credi e che puoi, partiamo per Trépail: questo comune non si trova lungo la Francigena e ci tocca fare 20 km su una ciclabile che costeggia il canale della Marna, tutto sempre dritto. Ci ospita una famiglia come sempre super gentile e il giorno dopo ripartiamo per Châlons en Champagne, camminando sempre tra vigneti a perdita d’occhio: il paesaggio è bellissimo, peccato solo che non ci sia nemmeno un albero a fare un po’ di ombra perché il sole è a picco e fa davvero caldo. A Châlons en Champagne ci ospita l’ennesima famiglia, questi hanno addirittura una dependance tutta per noi, e passiamo la serata a chiacchierare: questa dell’accoglienza da parte dei locali è forse la cosa più bella di questa esperienza, le persone ti accolgono benissimo, sono curiose, ti chiedono come sta andando il cammino, ti danno informazioni sulle tappe successive. Davvero splendido.

La mia Via Francigena a piedi: da Saint-Quentin a Corbeil

A Châlons en Champagne siamo usciti dalla Francigena ufficiale per seguire una antica via romana, tutta dritta su terra battuta, che ci ha portato a Coole e da qui il giorno dopo a Corbeil: sono piccolissimi comuni, ci abitano al massimo 100 persone, sono nel mezzo del nulla, un bellissimo paesaggio collinare e sperduto, è davvero rilassante camminare così. A Corbeil c’è un solo edificio pubblico, una scuola che è anche il palazzo comunale con una stanza con due brandine e un microonde per i pellegrini: ci ha raggiunto l’ex sindaco primma di cena, con due pasti pronti da riscaldare, una bottiglia di vino e due baguettes per la mattina dopo, perché qui non c’è nemmeno un negozio e il supermercato più vicino è a oltre 30 km di strada. L’accoglienza che ti riservano è davvero la cosa più bella di questo viaggio, come quando un ragazzino di 10 anni mi ha visto camminare da solo con lo zaino e spontaneamente mi ha offerto dell’acqua e una merendina: sono piccoli gesti che ti riempiono il cuore, ti cambiano la giornata e ti rendono felice di aver intrapreso questo viaggio.

Se vuoi leggere il resoconto della prima settimana di Via Francigena a piedi, da Calais a Tournehem-sur-la-Hemclicca qui

Se vuoi leggere il resoconto della seconda settimana di Via Francigena a piedi, da Thérouanne a a Saint-Quentinclicca qui

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