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	<title>libertà Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>Perché la bicicletta ha a che fare con la libertà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 07:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bici]]></category>
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		<category><![CDATA[ciclismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Che la bicicletta ha a che fare con la libertà l&#8217;ho capito a quasi 50[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/Perché-la-bicicletta-ha-a-che-fare-con-la-libertà.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Perché la bicicletta ha a che fare con la libertà" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/Perché-la-bicicletta-ha-a-che-fare-con-la-libertà.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/Perché-la-bicicletta-ha-a-che-fare-con-la-libertà-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/Perché-la-bicicletta-ha-a-che-fare-con-la-libertà-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Che la bicicletta ha a che fare con la libertà <strong>l&#8217;ho capito a quasi 50 anni</strong>. Che è tardi per capire certe cose, a ben vedere. Ma forse non è mai troppo tardi per capire quelle davvero importanti. Io sono della generazione degli anni Settanta, e <strong>allora la bicicletta era una cosa normale</strong>. Sì, a Natale ti regalavano anche la macchinina telecomandata, ma soprattutto <strong>a Natale ti regalavano la bicicletta</strong>. E con la bicicletta facevi tutto. Io <strong>andavo a scuola alle elementari in bicicletta, da solo</strong>. Cosa che oggi è più rara di una marmotta dell&#8217;isola di Vancouver. Ci andavo agli allenamenti, all&#8217;oratorio, al parchetto e ci andavo anche per il gusto di andarci. Del tipo che andavi con la <strong>Saltafoss</strong>, la bici da cross o la Graziella dove gli altri andavano con la BMX. Non è che te la menavi più di tanto: c&#8217;era un campo con dei cumuli di terra e dai e dai ne usciva una pista da BMX, e <strong>se non avevi la BMX ci andavi con la bici che avevi</strong>, a volte anche quella da signora di tua mamma. L&#8217;importante era andare, il resto non contava.</p>
<p>Poi <strong>alle medie mi hanno regalato la bici da uomo</strong>, che era una specie di bici da corsa con il manubrio dritto. Me la ricordo ancora, verde metallizzato. Ma soprattutto aveva i cambi, di quelli con la levetta sul tubo obliquo del telaio. E con quella ti sentivi un vero uomo. Ci andavi dalla fidanzatina per il primo bacio, ci andavi nel Paese accanto, ed era un po&#8217; come varcare le colonne d&#8217;Ercole. Soprattutto <strong>ci andavi forte, davvero forte</strong>. O almeno così ti sembrava, anche se avevi il cappotto e i pantaloni di velluto. Sì, perché ci andavi in estate e in inverno, con la pioggia e con il sole, perché <strong>in fondo era l&#8217;unico modo per poter andare</strong>. Qualche volta ci sono andato anche al Liceo, alle superiori, ma già lì le cose erano cambiate.</p>
<p>Sì, perché per noi Generazione X <strong>a 14 anni scattava l&#8217;ora del motorino</strong>. No, non lo scooter o la moto, proprio il motorino. Io avevo ereditato un Malaguti Fifty 50 monomarcia. Bruttissimo. Bruttissimo soprattutto rispetto ai motorini fighi, i Garelli, i Califfoni. Però chi se ne frega, perché col motorino e mille Lire di miscela andavi dove con la bicicletta non pensavi di poter andare. Ecco <strong>forse il senso di libertà della bicicletta l&#8217;ho perso proprio in quel momento</strong>. Il momento in cui mi son ritrovato un motore sotto il sedere e ho scoperto che potevo andare più lontano, più veloce, senza fatica. Ho letto che <a href="https://www.motociclismo.it/motorini-adolescenti-calo-vendite-crisi-mercato-69825" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">oggi i motorini non si vendono più</a>: fino all&#8217;arrivo dei telefonini se ne immatricolavano 700mila ogni anno, ora 23mila, e <strong>tutto è stato surrogato dal telefonino</strong>. Ma questo riguarda i Millenials.</p>
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<p>Di fatto io ho abbandonato la bicicletta a 14 anni e, a parte una bici vintage coi freni a bacchetta per andare a prendere il gelato la domenica pomeriggio, non ne ho avuta più una. <strong>Non ho avuto una bicicletta finché non sono diventato padre</strong>, all&#8217;alba dei 40 anni. <strong>Un quarto di secolo senza bicicletta</strong>. Diventato papà ho preso una vecchia MTB da 26&#8243; di terza mano, praticamente un &#8220;cancello&#8221;, che però mi sembrava ok per metterci il seggiolino e portare in giro i bambini. E lì qualcosa forse ha cominciato a ronzarmi in testa, ma non l&#8217;ho colto subito.</p>
<p>Intanto avevo cominciato a correre, sempre <strong>per la questione della crisi di mezza età e del fatto che la corsa è la gnocca dei quarantenni</strong>. Io sono stato un atleta, ma <strong>correre non mi è mai piaciuto</strong>. Lo associavo sempre e solo alla mitologica &#8220;preparazione&#8221;, che era molto ma molto meno divertente del giocare. E così mi son portato questo transfer negativo fino a quasi i 40 anni, quando <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/ecco-spiegato-perche-correre-ci-rende-felici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">ho scoperto che correre poteva essere bello e divertente</a>. Ma anche un ottimo modo per sentirsi liberi. Non faccio gare, non seguo tabelle, corro per il piacere di correre, è l&#8217;ora di fatti miei. Ma ancora adesso, quando viaggio, mi porto scarpette e pantaloncini e mi ritaglio il tempo di <strong>fare una corsa a caso, a zonzo, alla scoperta dei posti</strong> in cui mi trovo.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/02/guida-completa-per-vendere-la-tua-bici.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-625404 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/02/guida-completa-per-vendere-la-tua-bici.jpg" alt="guida-completa-per-vendere-la-tua-bici" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/02/guida-completa-per-vendere-la-tua-bici.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/02/guida-completa-per-vendere-la-tua-bici-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/02/guida-completa-per-vendere-la-tua-bici-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<p>Che c&#8217;entra la corsa con la bici? C&#8217;entra perché se la corsa è stata un modo per &#8220;fermare il declino&#8221; e ritagliarmi del tempo per i fatti miei, <strong>a un certo punto non mi bastava più</strong>. Volevo andare più lontano, stare in giro più tempo, ma <strong>il Signore non ci ha fatto tutti come Abebe Bikila</strong> e i propri limiti bisogna anche saperli riconoscere. Così mi sono comprato una bici. Una bici seria. E mi si è aperto un mondo. Un mondo di libertà. La libertà di poter fare una discesa col vento in faccia e quella di una salita col sudore che gronda dalla fronte. La libertà di andare nel bosco e quella di andare per strada. <strong>La libertà di stare in giro per intere giornate e quella di andare con le mie gambe dove prima sarei andato in auto</strong>. Anzi, la libertà spesso di pensare alla bici e non all&#8217;auto per fare un sacco di cose. La libertà di tentare salite che non riesco a fare e anche quella di riuscirci quando meno me l&#8217;aspetto. La libertà di fare tanti km quanti non immaginavo di poterne fare e anche quella di perdermi e scegliere a caso dove andare. La libertà di andare semplicemente a zonzo e quella di sapere che per andare in un certo posto ci metterò un tempo abbastanza preciso. Perfino la libertà di arrivare in bici laddove pensavo di poter andare solo a piedi. La <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/perche-andare-in-bicicletta-ha-a-che-fare-con-la-felicita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">libertà di sentirmi felice</a>. Ecco perché secondo me la bicicletta ha a che fare con la libertà.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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