<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>oceano atlantico Archives - SportOutdoor24</title>
	<atom:link href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/oceano-atlantico/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.sportoutdoor24.it</link>
	<description>Per spiriti liberi</description>
	<lastBuildDate>Thu, 10 Oct 2024 12:25:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.2</generator>

<image>
	<url>https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/03/favicon-32x32.png</url>
	<title>oceano atlantico Archives - SportOutdoor24</title>
	<link>https://www.sportoutdoor24.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Chi decide i nomi degli uragani?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/chi-decide-i-nomi-degli-uragani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Ballerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 10:51:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[disastri ambientali]]></category>
		<category><![CDATA[Meteo]]></category>
		<category><![CDATA[oceano atlantico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=38261</guid>

					<description><![CDATA[La stretta attualità è quella del dramma che stanno vivendo moltissime persone in questi giorni[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1221" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/10/greg-johnson-uDCZXC9pUnU-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Chi decide i nomi degli uragani?" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/10/greg-johnson-uDCZXC9pUnU-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/10/greg-johnson-uDCZXC9pUnU-unsplash-300x191.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/10/greg-johnson-uDCZXC9pUnU-unsplash-1024x651.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/10/greg-johnson-uDCZXC9pUnU-unsplash-768x488.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/10/greg-johnson-uDCZXC9pUnU-unsplash-1536x977.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>La stretta attualità è quella del dramma che stanno vivendo moltissime persone in questi giorni nelle isole caraibiche e lungo la costa sud-est degli Stati Uniti a causa dei violenti uragani che si sono abbattuti e che si stanno abbattendo in quella parte del mondo. Certo non è facile abbinare ad un nome dolce come Milton, Irma o come Harvey, quest’ultimo ricorda un grosso e tenero coniglio bianco immaginario in un film degli anni 50, a eventi catastrofici di tale portata, ma siamo ormai abituati a identificare questi fenomeni atmosferici chiamandoli per nome, anche se questo nome sembra quello della zia o della nonna.</p>
<h2>Chi decide i nomi degli uragani?</h2>
<p>La scelta di <strong>dare un nome agli uragani</strong> è per individuarli con maggiore semplicità e immediatezza, mentre nello specifico i nomi appartengono a una lista che si ripete ogni sei anni, alternando quelli maschili e quelli femminili. In effetti se si prova ad elencarli sembrano più un gruppo di ‘amici’ che uragani che hanno flagellato coste e paesi su tutta la Terra: Matthew, Katrina, Sandy o Nicole. Alcuni di questi sono rimasti impressi nella nostra memoria e vengono associati alla distruzione che hanno lasciato dietro di loro, altri come Alex o Fiona, sono stati dimenticati, restando semplicemente dei nomi.</p>
<h3>Nomi degli uragani</h3>
<p>Questi nomi, sebbene possano apparire come una scelta arbitraria, obbediscono invece ad una <strong>strategica lista di classificazione</strong> che permette agli scienziati di evitare confusione, mentre alle persone di ricordarli e relazionarli ai fatti facilmente. Esiste una lista di nomi per i cicloni tropicali dell’Atlantico che è stata creata dal Centro Nazionale degli Uragani degli Stati Uniti nel 1953. Ogni anno, gli uragani che si formano man mano vengono organizzati in ordine alfabetico, senza includere le lettere Q, U, X, Y e Z, alternando un nome maschile a un nome femminile.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-641494" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/10/greg-johnson-5V3FUicslvo-unsplash.jpg" alt="Chi decide i nomi degli uragani?" width="1920" height="1282" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/10/greg-johnson-5V3FUicslvo-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/10/greg-johnson-5V3FUicslvo-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/10/greg-johnson-5V3FUicslvo-unsplash-1024x684.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/10/greg-johnson-5V3FUicslvo-unsplash-768x513.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/10/greg-johnson-5V3FUicslvo-unsplash-1536x1026.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per esempio nel passato sono stati utilizzati Alex, Bonie, Colin , Danielle, Earl, Fiona, Gastón, Hermine, Ian, Julia, Karl, Lisa e Matthew. Di questa lista, poiché l’ultimo è quello che ha lasciato dietro di se’ più distruzione e morte, è molto probabile che sia anche l’unico che verrà ricordato. Poiché i nomi, anche con combinazioni in inglese, spagnolo e francese, dopo un po’ finiscono, <strong>le autorità meteorologiche, dopo sei anni, ripartono usando, di nuovo in ordine alfabetico, la stessa lista</strong>. Questo significa che alcuni uragani che abbiamo identificato con uno specifico nome nel 2010, sono stati ripresi anche lo scorso anno, nel 2016.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/le-peggiori-valanghe-della-storia/" data-wpel-link="internal">Le peggiori valanghe della storia</a></strong></li>
<li><strong> <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/10-viaggi-a-prova-di-sopravvivenza-da-fare-nel-2016/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">10 viaggi a prova di sopravvivenza</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/i-peggiori-disastri-ambientali-della-storia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">I peggiori disastri ambientali della storia</a></strong></li>
</ul>
<h3>Uragani Katrina e Matthew</h3>
<p>Esistono però delle <strong>eccezioni come nel caso dei nomi Katrina e Matthew</strong>, che a causa della forza devastante che hanno avuto e i danni che hanno provocato, non saranno più utilizzati. Il loro impatto anche a livello di comunicazione mediatica li ha fatti diventare unici nella storia degli uragani. E’ appunto il caso del nome Katrina, l’uragano che ha provocato più di 2000 morti a New Orleans nel 2005, che è stato cancellato dalla lista, usando in sua sostituzione Katia, un piccolo ciclone del quale nessuno ha mai parlato e che si è verificato sei anni dopo, nel 2011. Succederà, probabilmente, la stessa cosa con <strong>Irma </strong>e gli effetti che ha provocato nel suo tragico tragitto lungo le isole caraibiche e le coste di Cuba e America.</p>
<h3>Classificazione dei nomi degli uragani</h3>
<p>Inizialmente <strong>gli uragani venivano classificati di più con nomi femminili, specie nella Seconda Guerra Mondiale</strong>, quando i meteorologi dell’esercito statunitense erano soliti dare loro il nome della madre o della fidanzata. Dal 1970 sono entrati nella lista più spesso i nomi maschili, anche per cercare di evitare un disequilibrio di genere.  Proprio il genere pare creare a livello popolare, e forse inconsciamente, anche un atteggiamento diverso nei confronti di questi fenomeni atmosferici. Uno studio dell’Università dell’Illinois, che lascia però spazio a qualche dubbio, ha evidenziato che gli uragani con nomi femminili sono stati spesso quelli che hanno fatto più danni, anche perché, essendo classificati con un nome di donna, le persone li hanno considerati meno pericolosi e, per questo motivo, non si sono preparati nel modo giusto per affrontarli.</p>
<p>A parte questo aspetto ‘popolare’ gli scienziati del Centro Nazionale degli Uragani degli Stati Uniti, lontani dall’occuparsi di queste minuzie, hanno continuato ad alternare i nomi degli uragani, preoccupandosi di informare sulla loro potenza e sui possibili danni che possono provocare, al di là che si chiamino Matthew o Ernestina…<strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La prima traversata dell&#8217;Oceano Atlantico su un SUP</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-acquatici/la-prima-traversata-delloceano-atlantico-su-un-sup/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 08:32:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport acquatici]]></category>
		<category><![CDATA[oceano atlantico]]></category>
		<category><![CDATA[SUP]]></category>
		<category><![CDATA[surf]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=40309</guid>

					<description><![CDATA[È partito il 6 dicembre da Agadir e dopo 7500 chilometri di pagaiate è arrivato[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/03/06PaddleOn_CBI-Photo-1030x707.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/03/06PaddleOn_CBI-Photo-1030x707.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/03/06PaddleOn_CBI-Photo-1030x707-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/03/06PaddleOn_CBI-Photo-1030x707-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p class="western">È partito il 6 dicembre da Agadir e dopo <strong>7500 chilometri di pagaiate</strong> è arrivato ad Antigua il 9 marzo scorso: Chris Bertish è il primo uomo ad attraversare l&#8217;Oceano Atlantico a bordo di un SUP.</p>
<p class="western"><strong>&gt; Leggi</strong> <strong>anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-acquatici/nove-cose-che-non-sai-del-sup/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">9 cose che non sai del SUP</a></strong></p>
<h3>Special SUP</h3>
<p>Farsi tutta questa &#8216;vasca&#8217; è un&#8217;impresa a dir poco estrema. Infatti Bertish è arrivato al traguardo a Leeward dopo 94 giorni in mare stremato e con 10 chili in meno (la prima cosa che ha chiesto è stato un hamburger). Lo Stand Up Paddle che ha utilizzato n<strong>on è come i soliti che vediamo sulle spiagge</strong>: per affrontare onde giganti, tempeste e squali si è fatto costruire un mezzo apposito di oltre 6 metri e3 60 chili, con un piccolo alloggiamento per dormire e una mini cambusa per i viveri alimentata con pannelli solari.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-acquatici/lo-sport-dellestate-sup-il-surf-con-la-pagaia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Lo sport dell&#8217;estate: il SUP, il surf con la pagaia</a></strong></p>
<h3>Le imprese di Bertish</h3>
<p>Bertish ha 42 ani ed è un surfista professionista sudafricano con molte big wave cavalcate. Nel febbraio 2015 aveva stabilito il record di percorrenza su un SUP in Oceano aperto, con 170 chilometri in 24 ore. Lo scorso anno aveva tentato per la prima volta la traversata ma non ci è riuscito. Stavolta ce l&#8217;ha fatta, <strong>aiutato solo da un GPS</strong> e dalle scorte di cibo. L&#8217;impresa, che è stata raccontata su <a href="https://www.facebook.com/OfficialChrisBertish/" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Facebook</a>, è stata fatta per beneficienza: i fondi raccolti dall&#8217;atleta sono andati ad organizzazioni caritatevoli che operano in regioni africane, nel campo dell&#8217;educazione e della chirurgia del palato per i bambini.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-acquatici/spot-fare-surf-surfare-italia-mare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">A caccia di onde: 7 spot per fare surf in Italia</a></strong></p>
<p><iframe loading="lazy" title="The SUP Crossing promo" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/rMc5gjXkkJo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ben Hooper, l’uomo che vuole attraversare l’Atlantico a nuoto</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/nuoto/ben-hooper-luomo-che-vuole-attraversare-latlantico-a-nuoto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2015 06:29:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nuoto]]></category>
		<category><![CDATA[nuoto]]></category>
		<category><![CDATA[nuoto in acque aperte]]></category>
		<category><![CDATA[oceano atlantico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=33003</guid>

					<description><![CDATA[Partirà in un giorno qualsiasi di questo dicembre 2015, dalla spiaggia davanti a Dakar, in[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Ben-Hooper-Atlantico-a-nuoto.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Ben-Hooper-Atlantico-a-nuoto.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Ben-Hooper-Atlantico-a-nuoto-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Ben-Hooper-Atlantico-a-nuoto-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Partirà in un giorno qualsiasi di questo dicembre 2015, <strong>dalla spiaggia davanti a Dakar, in Senegal, direzione Natal, sulla costa brasiliana</strong>, con l’intenzione di <strong>attraversare tutto l’Oceano Atlantico a nuoto</strong>, bracciata dopo bracciata: si chiama Ben Hooper, è inglese, un ex poliziotto di Cheltenham che si è messo in testa di realizzare l’impresa mai ufficialmente riuscita ad alcuno.</p>
<h3>I precedenti tentativi di attraversare l’Atlantico a nuoto</h3>
<p>In effetti un paio di tentativi di realizzare questa impresa ci sono già stati, ma nessuno è mai stato omologato davvero, nemmeno dal Guinness dei Primati:<strong> Jennifer Figge nel 2009 nuotò da Capo Verde all’isola di Chacachacare</strong> davanti al Venezuela, ma ammise anche di aver notato solo per alcuni tratti, sempre all’interno di una gabbia anti squali, rimanendo in acqua per un totale di 24 giorni.</p>
<p>Nel 1998 ci aveva provato anche il francese <strong>Benoît Lecomte, nuotando per 73 giorni da Hyannis, sulle coste del Massachusetts, a Quiberon in Francia</strong>. L’impresa aveva un fine nobile, raccogliere fondi per la ricerca contro il cancro, e però parecchi dubbi sono stati sollevati circa i km effettivamente nuotati dall’atleta francese: anche la netto delle spinta delle correnti marine, 5900 km in 73 giorni significano circa 80 km al giorno, o 10 km all’ora considerando di nuotare 8 ore al giorno.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/nuoto/le-traversate-a-nuoto-in-acque-libere-piu-difficili-e-belle-al-mondo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Le traversate a nuoto in acque libere più belle e difficili al mondo</a></p>
<h3>Come Ben Hooper attraverserà l’Atlantico a nuoto</h3>
<p>Ben Hooper ha <strong>pianificato di nuotare per qualcosa come 120 giorni</strong>, rimanendo in acqua per circa 9 ore al giorno. Ovviamente al suo fianco ci sarà una barca d’appoggio, alla quale Hooper si appoggerà per riposare e dormire secondo uno schema ben definito (nuotare per 3 ore e mezza a partire dalle 5 del mattino, riposare 4 ore, nuotare di nuovo per 6 ore, e tornare a bordo per dormire) ma l’intenzione di Hooper è quella di <strong>nuotare effettivamente per tutti i km necessari ad andare dall’Africa al Brasile</strong>.</p>
<p>La speciale tuta mimetica anti squali preparatagli da <a href="http://www.arenawaterinstinct.com/it_it/community/water-life/swim-the-big-blue-un-agosto-tempestoso-un-settembre-stressante/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Arena</a> avrà anche un <strong>Gps che terrà conto dei tratti eventualmente percorsi a bordo della barca</strong> d’appoggio, e Hooper promette che qualora i km percorsi risultassero inferiori ai 3200 effettivamente necessari, continuerà a nuotare finché non avrà raggiunto il suo obiettivo.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/nuoto/wild-swimming-guida-al-nuoto-in-acque-libere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Wild swimming: guida al nuoto in acque libere</a></p>
<h3>Le incognite dell’impresa</h3>
<p>Secondo Hooper in mezzo al mare si troverà perso in un blu infinito, ma non è così vero, come ammette lui stesso: troverà <strong>onde enormi, correnti potentissime, squali ovviamente ma anche meduse, e un sacco di traffico</strong> marittimo oltre a una temperatura dell&#8217;acqua vicina all&#8217;idea di brodo.</p>
<p>Per questo la sua linea di navigazione non sarà perfettamente retta, ma si lascerà <strong>andare verso sud fin oltre l’equatore per poi puntare a ovest verso il Brasile</strong>, disegnando una specie di L rovesciata in mezzo all’Atlantico. E poi ci penserà l’equipaggio ad avvistare gli squali e scaricare in acqua scosse elettriche e spray che li possano tenere lontano.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/nuoto/le-differenze-tra-nuotare-in-piscina-o-al-mare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Le differenze tra nuotare in piscina o al mare</a></p>
<p>Ben Hooper <strong>sta ancora raccogliendo le 150mila sterline che gli servono per realizzare l’impresa</strong>: finora è arrivato a 100mila, pagando tutta l’attrezzatura, gli mancano quelle per pagare l’equipaggio, e poi si dedicherà alla beneficenza, per 4 organizzazioni inglesi di charity (<a href="https://www.maggiescentres.org/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Maggie’s</a>, specializzati nella lotta contro il cancro, <a href="http://www.addaction.org.uk/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Addaction</a>, contro le tossicodipendene, <a href="http://www.soschildren.org.uk/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">SOS Children’s Villages</a> e <a href="http://www.ccprojects.org.uk/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">CCP</a>, una organizzazione della sua Cheltenham): se volete donare trovate tutto sul suo sito <a href="http://www.swimthebigblue.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">www.swimthebigblue.com</a>.</p>
<p><em>Credits photo: Ben Hooper</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
