Il Piemonte a settembre in bici ha un argomento imbattibile: la vendemmia. Le colline delle Langhe, del Roero e del Monferrato — patrimonio UNESCO — sono in piena raccolta dell’uva, le cantine sono aperte, ogni borgo ha la sua sagra e ogni sosta a fine tappa ha un bicchiere di Barolo, Barbaresco, Barbera o Grignolino come motivo aggiuntivo per non ripartire subito. È il momento in cui pedalare tra i filari non è solo cicloturismo ma qualcosa che assomiglia a una forma di partecipazione alla vita del territorio.
Tra vendemmia e foliage, 8 itinerari in bici in Piemonte da fare a settembre
Ma il Piemonte in bici a settembre non è solo vino e colline. Le valli alpine — la Valsesia, le Valli di Lanzo — entrano nel loro momento più bello: i larici cominciano a ingiallire, i boschi si tingono di arancione e rosso, le strade secondarie si svuotano dei turisti estivi e restano ai ciclisti e ai pochi locali che le usano tutto l’anno. La collina torinese, con Superga e i vigneti della Freisa, è raggiungibile dalla città in meno di un’ora. Il Po e le sue riserve naturali recuperano la loro bellezza autunnale. Qui trovi otto itinerari per altrettante facce del Piemonte — dalla montagna alla pianura, dalle Langhe famose alle valli dimenticate.
Ciclovia Bar to Bar — Langhe, Roero, Monferrato
📍 124 km ad anello | Alba | Langhe-Roero e Monferrato UNESCO | 3-4 giorni o tappe singole
Dal Barbaresco al Barolo, letteralmente — e a settembre questo itinerario ha una dimensione in più rispetto al resto dell’anno. Le sette tappe ad anello con partenza e arrivo ad Alba attraversano i paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e del Monferrato nel momento in cui sono più belli e più vivi: la vendemmia è in corso, i filari sono carichi, le cantine organizzano aperture straordinarie e ogni borgo — Barolo, La Morra, Barbaresco, Santo Stefano Belbo — ha qualcosa da offrire a chi arriva in bici invece che in auto. Menzione Speciale della Stampa ai Green Road Award 2025.

Le strade bianche tra i vigneti in settembre hanno quella polvere sottile che si alza a ogni pedalata e che le rende ancora più iconiche delle fotografie che già le hanno rese famose in tutto il mondo. Alba è il punto di riferimento gastronomico — capitale del tartufo bianco, con la Fiera del Tartufo che comincia a ottobre ma si prepara tutto settembre — e ogni tappa ha la sua trattoria, la sua cantina e il suo motivo per fermarsi più del previsto.
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Ciclovia Via del Mare — dal Lago Maggiore alle Langhe
📍 470 km totali, percorribile a tratti | Locarno → Mar Ligure | Ossola, Novara, Monferrato, Langhe, Cuneo
La grande direttrice nord-sud del cicloturismo piemontese attraversa sei province e 97 comuni: dal Lago Maggiore alle risaie novaresi, dalle colline del Monferrato alle Langhe UNESCO, fino alla discesa verso il mare attraverso le valli cuneesi.

In settembre il tratto più spettacolare è quello centrale — Langhe e Monferrato in vendemmia — ma anche il tratto settentrionale, tra i laghi e le risaie, ha la sua qualità specifica: la foschia mattutina sulle risaie novaresi in settembre è uno di quei paesaggi che esistono solo in questo periodo e che si vedono quasi esclusivamente in bici, alla velocità giusta per accorgersene. Terza classificata ai Green Road Award 2026, con tracce GPX già disponibili e segnaletica in corso di completamento.
➡️ Dalle Alpi al Mediterraneo in 470 km: osca del Cicloturismo 2026
Grand Tour del Biellese — colline moreniche e borghi tessili
📍 ~160 km ad anello | Biella | Colline moreniche, santuari, borghi tessili, Erbaluce
Il Biellese è uno di quei territori piemontesi che i ciclisti di tutta Italia conoscono di nome — Biella è una delle capitali mondiali del tessile di lusso, e il suo paesaggio collinare è quello che si vede nei documentari sulla lana merino — ma che pochissimi hanno percorso in bici. Il Grand Tour del Biellese attraversa le colline moreniche tra Biella e il lago di Viverone in un anello di circa 160 km che tocca antichi lavatoi in pietra, santuari medievali, borghi con le tipiche case in pietra locale e i vigneti dell’Erbaluce di Caluso — uno dei bianchi piemontesi più eleganti e meno conosciuti fuori dalla regione.
In settembre la vendemmia dell’Erbaluce è in corso, i boschi delle colline moreniche cominciano a cambiare colore e il lago di Viverone — uno dei laghi morenici più belli del Nord Italia, quasi sempre dimenticato rispetto ai laghi maggiori — ha quella luce autunnale che trasforma ogni mattina di pedalata in qualcosa di diverso dalla precedente. È il tipo di itinerario che si trova per caso e che poi si consiglia a tutti.
Ciclovia della Valsesia — Varallo → Alagna Valsesia
📍 ~60 km | Varallo → Alagna Valsesia | Valle del Monte Rosa, borghi walser, larici
La Valsesia è la valle del Monte Rosa, quella che sale dritta verso il quarto massiccio più alto d’Europa attraverso una sequenza di borghi che cambiano carattere salendo: da Varallo — con il suo Sacro Monte patrimonio UNESCO, uno dei più belli d’Italia — fino ad Alagna Valsesia, borgo walser ai piedi dei ghiacciai dove le case hanno ancora la struttura tipica degli insediamenti medievali germanici portati qui dagli emigranti alemannici nel Duecento.
Sessanta chilometri in salita dolce lungo il fiume Sesia, attraverso boschi che in settembre cominciano a tingersi dei primi colori autunnali: i larici — l’albero simbolo delle Alpi — diventano giallo oro, i faggi prendono il rosso rame, e i panorami sul Monte Rosa si aprono improvvisamente a ogni curva. È una di quelle valli alpine piemontesi che i ciclisti lombardi conoscono meglio dei piemontesi stessi, e che in settembre sono nel momento più bello dell’anno.
Monferrato minore in bici — Casale, Asti, Nizza Monferrato
📍 Percorsi vari | Casale Monferrato → Nizza Monferrato | Colline, castelli, Grignolino, Barbera
Il Monferrato delle Langhe è famoso. Il Monferrato minore — quello tra Casale e Nizza, tra il Po e l’Appennino — è altrettanto bello e quasi sconosciuto al cicloturismo di massa. Colline meno ripide, castelli medievali meno frequentati, vini meno celebri ma non per questo meno interessanti: il Grignolino del Monferrato Casalese, il Barbera d’Asti, il Ruché di Castagnole Monferrato sono vitigni autoctoni con caratteri fortissimi che in settembre vengono vendemmiati e festeggiati in ogni borgo con sagre che hanno ancora il sapore delle cose vere.
Casale Monferrato — con il suo ghetto ebraico, la sinagoga e il Duomo romanico — è uno dei punti di partenza più ricchi di storia della regione. Da lì si pedala verso sud attraverso colline che cambiano colore a ogni ora del giorno, con arrivi di tappa in borghi come Grazzano Badoglio, Vignale Monferrato e Nizza Monferrato che conservano un carattere autentico difficile da trovare nelle mete più frequentate. Il tipo di itinerario che si fa una volta e si ripete ogni autunno.
Ciclovia del Po — tratto piemontese
📍 ~80 km | Torino → confine lombardo | Lungo il Po, parchi fluviali, riserve naturali
Il Po a settembre non è lo stesso fiume di luglio. Riprende portata con le prime piogge autunnali, la vegetazione riparia comincia a cambiare colore, le riserve naturali lungo le sponde si animano di uccelli migratori che usano il fiume come corridoio ecologico verso sud. La ciclovia lungo il Po da Torino verso est attraversa una serie di parchi fluviali e riserve naturali che pochi torinesi frequentano regolarmente, con cascine storiche, mulini abbandonati e borghi come Castiglione Torinese e Chivasso che conservano una vita propria lontana dal turismo.
È l’itinerario più pianeggiante e accessibile di questa lista — zero dislivello significativo, asfalto quasi ovunque, tratti in sede propria — e in settembre è anche uno dei più piacevoli: la luce bassa del pomeriggio sul Po è quella delle fotografie di Luigi Ghirri, quella che trasforma la pianura padana da paesaggio ordinario a qualcosa di malinconico e bellissimo.
Valli di Lanzo in bici — Torino → Ala di Stura
📍 ~60 km | Torino → Ala di Stura | Tre valli alpine, boschi, cascate, borghi
Le Valli di Lanzo sono le tre valli alpine più vicine a Torino — la Val Grande, la Val d’Ala e la Val di Viù — e sono anche tra le meno conosciute fuori dalla cerchia dei torinesi che le frequentano da generazioni. Si parte dalla città — o meglio, si prende il treno fino a Germagnano e si comincia a pedalare da lì — e si sale attraverso boschi che in settembre cominciano già a mostrare i primi segni dell’autunno: i castagni, i faggi, i larici che cambiano colore in sequenza man mano che si sale di quota.
Ala di Stura come traguardo è uno di quei borghi alpini che sembrano rimasti fermi al Novecento: poche case, una fontana, i pascoli intorno e le cime del Massiccio dell’Uja di Ciamarella di fronte. In settembre le strade secondarie delle Valli di Lanzo sono quasi deserte — i turisti estivi sono rientrati e i pochi ciclisti che si incontrano sono quelli seri, quelli che ci tornano ogni anno — e il silenzio dei boschi ha quella qualità specifica dell’inizio dell’autunno che non assomiglia a nessun’altra stagione.
Colli Torinesi e Superga — la collina di casa
📍 Percorsi vari | Torino | Collina del Po, Basilica di Superga, vigneti della Freisa
La collina torinese è il parco naturale urbano più grande d’Italia: milleduecento ettari di boschi, vigneti e ville storiche a portata di bici dal centro città, con la Basilica di Superga — la tomba dei Savoia, il luogo del Grande Torino — come punto di riferimento visivo da qualsiasi parte di Torino si guardi verso est. In settembre i vigneti della Freisa di Chieri e del Malvasia di Castelnuovo Don Bosco sono in vendemmia, e pedalare tra le vigne della collina torinese con la città sullo sfondo e le Alpi all’orizzonte è una di quelle esperienze che i torinesi danno per scontate e che chiunque altro troverebbe straordinarie.
I percorsi sono decine e si modulano facilmente in base al tempo e alle gambe: dall’anello corto lungo il Po fino alla salita a Superga, dal giro dei borghi collinari come Pecetto Torinese e Pino Torinese fino ai percorsi più lunghi verso Chieri e le colline del Monferrato. È il tipo di itinerario che non richiede programmazione — si esce di casa, si pedala verso est e si vede dove porta la collina.
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