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	<title>alberto contador Archives - SportOutdoor24</title>
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	<title>alberto contador Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>Alberto Contador, Ivan Basso, e la vera passione per il ciclismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Brena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 10:27:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strada]]></category>
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					<description><![CDATA[Che cos’è la passione per il ciclismo? Come si spiega quella cosa che ci attira[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/11/Alberto-Contador-Ivan-Basso-e-la-vera-passione-per-il-ciclismo.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Alberto Contador Ivan Basso passione ciclismo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/11/Alberto-Contador-Ivan-Basso-e-la-vera-passione-per-il-ciclismo.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/11/Alberto-Contador-Ivan-Basso-e-la-vera-passione-per-il-ciclismo-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Che cos’è la <strong>passione per il ciclismo</strong>? Come si spiega quella cosa che ci attira verso il mondo delle due ruote e ci spinge a toccare qualsiasi sua rappresentazione? Come si possono classificare gli interessi di chi va in bici? Domande alle quali abbiamo provato a dare risposta, settimana scorsa, dopo aver visto centinaia di persone restare in ordinata attesa del proprio campione alla inaugurazione del <a href="https://www.trekbikes.com/it/it_IT/store/374959/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Trek Concept Store di Roma, già noto ai capitolini come Cycle’n’Cycle</a>.</p>
<p>L’uomo di tante attenzioni è stato <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/sliding-doors-in-bici-la-storia-di-daniele-cantoni-e-contador-raccontata-pedalando-da-bormio-a-santa-caterina/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Alberto Contador</a>, lo spagnolo vero mattatore delle grandi corse a tappe, uno dei pochi ad aver vinto Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta Espagna. Quando correva lo chiamavano “<em>el pistolero</em>” perché se vinceva tagliava il traguardo mimando un colpo di pistola, e il logo della sua fondazione sono proprio due mani stilizzate a forma di revolver, il tutto sottolineato da un hashtag facilmente traducibile: #QuererEsPoder. Potenza del marketing, ma non solo, perché il madrileno una volta smessi i panni del corridore ha avviato la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/followcontador-vinci-un-training-camp-con-il-campione-spagnolo-di-ciclismo-alberto-contador/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Fundacion Contador</a> dove alleva giovani ciclisti da lanciare nel professionismo della bicicletta.</p>
<p>Il suo braccio destro è <strong>Ivan Basso</strong> che di giri d’Italia ne ha vinti ben due: «Io e Alberto vogliamo restituire ai giovani le opportunità che il ciclismo ci ha dato &#8211; sottolinea il varesino che del <strong>Team Polartec Kometa</strong>, nato dalla fondazione, è il direttore sportivo – e non sappiamo se troveremo dei grandi campioni, ma certamente lavoriamo per costruire degli uomini adulti e delle brave persone».</p>
<p>Intanto Alberto si aggira per il negozio e scatta foto con il cellulare che posta sui social e che archivia in cartelle sullo smartphone: «Mi servono come spunti e idee per il futuro, perché il ciclismo non solo è stato la mia vita, ma lo sarà anche per il futuro: a me piace pedalare, in sella sto bene, anche adesso che non mi devo più allenare – sottolinea il pistolero – e poi io amo l’Italia, il vostro stile…non c’è bisogno di dirlo: il vostro Paese mi ha dato tanto».</p>
<p>Mentre conversiamo con i due ex professionisti la calca della gente aumenta: sono le otto di sera ma già da metà pomeriggio nel parcheggio del negozio si aggiravano gruppi di tifosi con maglie, cartoline, borracce e cimeli di varia natura da far autografare ai propri idoli.</p>
<p>Già, <strong>il ciclismo è questo: è uno sport dall’elevata replicabilità e massima vicinanza</strong>, che ti consente di essere a un metro di distanza dal tuo campione quando lui sta gareggiando e scrivendo la storia delle due ruote e di tornare a pedalare sulla stessa salita quando piace a te o ai tuoi amici. È come se fosse possibile stare in area di rigore a San Siro quando Cristiano Ronaldo calcia un rigore contro il Milan o l’Inter, e tornare nello stadio della Madonnina a fare una partitella tra scapoli e ammogliati senza dover chiedere le chiavi al custode. Il ciclismo in questo è davvero unico, in tutte le sue declinazioni: dalla <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/comprare-una-bici-in-carbonio-vantaggi-e-differenze-rispetto-allalluminio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">bici da strada in carbonio</a> aeronautico alla <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/mtb/mtb-front-o-full-quale-scegliere-come-prima-mountain-bike/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">mountain bike super ammortizzata</a>, da quella da bambino (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/a-che-eta-prima-bicicletta-bambini/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">per anni la bicicletta è stata il secondo regalo più desiderato dai bambini</a>, dopo il pallone) alle nuove proposte di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/e-bike-come-funziona-e-come-si-guida-la-bici-elettrica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">e-bike, ovvero le biciclette a pedalata assistita</a>.</p>
<p>Un’offerta ampia quella del ciclismo moderno che spesso non ha compartimenti stagni tra i suoi praticanti: «Vero, gli appassionati hanno molto spesso varie biciclette in garage, a testimonianza della trasversabilità del pedale: si passa dalla strada all’off-road in base alla circostanza, al meteo, alla compagnia, al tempo a disposizione &#8211; commenta Davide Brambilla general manager di Trek Italia – ed è per questo che è sempre più importante mettere in vetrina ciò che il mercato offre».</p>
<p>A testimoniare l’altra metà del cielo del ciclismo, quello fatto di polvere e fango, c’erano anche <strong>i fratelli Alex e Danny Lupato</strong> (campioni italiani di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/mtb/cose-la-mtb-enduro/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">enduro</a>…) e <strong>Paola Pezzo</strong>, la ragazza veronese che ad Atlanta 1996 vinse l’oro nella mountain bike e si ripeté quattro anni dopo anche a Sydney. «La bici è stata la mia vita, e anch’io come Alberto e Ivan ho voluto restituire alle nuove generazioni ciò che la vita sportiva mi ha dato – racconta Paola – e così ho creato una scuola di mountain bike per bambini a Valeggio sul Mincio, proprio in quel paese dove mi ero trasferita per due anni ad allenarmi perché aveva la stessa umidità di Atlanta» ma non le stesse zanzare ci ha detto sottovoce.</p>
<p>Mentre chiacchieriamo con gli ambassador del brand americano, le persone passeggiano per i tre piani del monomarca Trek della capitale, in attesa che Alberto e gli altri ospiti si palesino sul piccolo palco e, soprattutto si concedano all’affetto di chi è qui da tre e più ore.</p>
<p>Ad un certo punto eccolo, sbuca da una porta che da’ sul retro, l’ovazione fa tremare le mountain bike esposte: da questo momento in poi saranno <strong>centinaia di selfie, altrettanti autografi, decine di pacche sulle spalle</strong>, domande fugaci e risposte di circostanza: la vita del campione e ancor di più quella di un mito, è davvero dura. Ma anche piacevole. La security ha un bel daffare a tenere a bada l’impeto degli appassionati. «No te preocupes&#8230; » mi dice Alberto, uno che è abituato al rapporto col pubblico: i suoi autografi sono precisi, curati, dettagliati. Un distinto signore in giacca e cravatta gli pone un cappellino da ciclista del team Trek Segafredo: il colore dominante è nero e l’autografo non si vedrebbe. «Dónde está el marcador blanco?». Già, dov’è il pennarello bianco? Dettagli che fanno la differenza tra un atleta forte e un campione unico.</p>
<p>E la saga degli incontri one-to-one prosegue. Contador si concede a un gruppo di ragazzini romani vestiti con le maglie della loro squadra che sgranano gli occhi quando si mette in mezzo a loro, non disdegna <strong>ciclisti in pensione da oltre vent’anni che lo abbracciano commossi</strong>, persino un paio di mamme urlanti con la scusa delle creature che vogliono una foto col campione si stringono ad Alberto in modo molto affettuoso, avviluppate al limite del consentito.</p>
<p>Lo sport e i suoi derivati hanno questi episodi che di per sé non scrivono la storia di una disciplina, ma aiutano a rispondere alla domanda iniziale: che cos’è la passione per il ciclismo?</p>
<p><em>Foto @6Stili &#8211; Luigi Sestili</em></p>
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		<title>Sliding doors in bici: la storia di Daniele Cantoni e Contador raccontata pedalando da Bormio a Santa Caterina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Brena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 10:50:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alberto contador]]></category>
		<category><![CDATA[bormio]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Nazionale dello Stelvio]]></category>
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<p>Quella volta che un giovane e sconosciuto ciclista valtellinese <strong>non si staccò dalla ruota di Alberto Contador mentre pedalava sul Gavia</strong> e il “Pistolero” lo notò per volerlo alla sua corte. Una pedalata con Daniele Cantoni e i suoi compagni del Team Polartec Kometa sulle strade di Bormio, alla vigilia della Granfondo Stelvio Santini, e scoprire che in fondo certi sogni, a volte si realizzano.</p>
<p>Sembrano fatti tutti con lo stampino: magri (ma non troppo), sguardo vispo (quello dei vent’anni), abbronzati da far paura (ma è meglio che non tirino su le maniche della maglietta perché si vedrebbe una imbarazzante differenza) e soprattutto hanno tutti una stramaledetta voglia di emergere. Che poi <strong>nel ciclismo, emergere significa vincere</strong>. Sono otto e li incontriamo nel piazzale dell’hotel Rezia che li ospita nel cuore di Bormio, sono pronti nelle loro divise <a href="http://polarteckometateam.com/en/home/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Polartec Kometa</a> a scortarci per una manciata di chilometri in fondo alla valle: «Poi a un certo punto loro andranno a fare una salita, e voi tornate indietro e andate a Santa Caterina – commenta Ivan Basso, che di questa squadra Under 23 è il manager – ma state sereni: vi prendono prima che ve ne accorgiate».</p>
<p>Sorride l’ex maglia rosa del Giro 2006 e 2010 quando parla dei suoi ragazzi, un plotone di una decina di <strong>ciclisti Under23 cresciuti nella galassia della Foundation Alberto Contador</strong>, l’asso spagnolo che ritiratosi ora si dedica a sostenere il ciclismo giovanile. Sono oltre 30 i giovani ciclisti, tra Junior, Under23 e Continental, che si allenano grazie alla fondazione del “Pistolero” (il soprannome che gli hanno affibbiato per via di quelle mani a revolver sulla linea del traguardo quando vinceva una gara), quasi tutti iberici. C’è un olandese, un portoghese, un francese, sembra una barzelletta. E naturalmente c’è anche un italiano: <strong>Daniele Cantoni</strong>.</p>
<p>La storia di Daniele sembra un copione scritto per un film. Nato a Bormio nel 1996, il giovane Cantoni coltiva una passione: la bicicletta, e in alta Valtellina se ami pedalare devi amare la salita, altrimenti cambi sport. Daniele non cambia sport, anzi, nelle <strong>ascese di Stelvio, Gavia, Mortirolo</strong> si realizza come giovane promessa del ciclismo lombardo e dal vivaio della Bormiese emigra in una squadra bergamasca dove però trova qualche difficoltà, un po’ di rapporti così così, un po’ non si sa. Fino al giorno in cui nel 2015, un’azienda sponsor di Alberto Contador, si inventa un evento originale: invitare chiunque voglia pedalare gratuitamente con il &#8220;Pistolero&#8221; sulla ascesa mitica del Passo del Gavia, dal versante bormino. Per Daniele è una occasione da non lasciarsi scappare, praticamente nel cortile di casa.</p>
<p>«Mi sono messo sulla ruota di Alberto sin dai primi tornanti, e sono stato l’ultimo a staccarmi anche quando ha aumentato la frequenza» racconta timidamente Cantoni. Il seme è gettato, ma è l’anno dopo che risuccede la magia. La squadra Under23 si trova in ritiro in Valtellina e gli chiedono di affiancare il team per guidare i ciclisti sulle strade ideali per gli allenamenti: <strong>c’è anche Contador che pedala e che per la seconda volta vede il giovane italiano all’opera</strong>. Si convince e lo ingaggia per la stagione successiva. Di lui il campione spagnolo disse: «Per me Daniele farà grandi cose. Abbiamo pedalato insieme sulle rampe del Gavia e mi ha impressionato: riusciva a starmi a ruota e non soffriva molto i cambi di ritmo. Notevole». Un giudizio così ti riempie il curriculum!</p>
<p>È con queste premesse che nasce e <strong>si realizza il sogno di Daniele Cantoni: diventare ciclista professionista</strong>. «Ho 22 anni, sono nella squadra Under23 meglio organizzata in Europa, sono seguito al meglio e sto bene: questa è la stagione per fare qualcosa di buono, perché poi dalla prossima si fa il salto di categoria, e lì diventa tutto più duro». Ma nel team nessuno fa pressione, perché come spiega Basso, si deve crescere nel modo corretto, senza fretta.</p>
<p>La fretta, invece, ce l’abbiamo noi che non vediamo l’ora di uscire al fianco di questi ragazzi, anche noi nelle splendide divise del team Polartec Kometa: bianco sulle spalle che degradano all’azzurro e blu verso il basso. Capi tecnici, e non poteva essere altrimenti, visto che <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/perche-nellabbigliamento-da-ciclismo-ci-sono-sempre-piu-capi-in-polartec/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">il main sponsor di tessuti se ne intende</a>, se non altro per aver inventato il fleece (che noi ci ostiniamo a chiamare impropriamente pile&#8230;). «Abbiamo a catalogo oltre 200 tipi di tessuti studiati per le più diverse attività outdoor, e naturalmente <strong>il ciclismo rappresenta una disciplina che richiede capi di estrema tecnicità</strong> – mi racconta Alessandro Perseo di Polartec Italia mentre pedala nel gruppetto – perché devi vestire atleti che si allenano o gareggiano da zero gradi in inverno a 40 gradi in estate». L’intimo per esempio, è in Power Wool, un tessuto leggero fatto di lana Merino all’interno e poliestere all’esterno, in grado di trasportare all’esterno l’umidità prodotta dall’esercizio fisico; l’underwear abbinato alla maglietta in tessuto Delta, rappresenta un connubio ideale in questa giornata con temperature certificate dal mio Garmin, dai 17 ai 30 gradi.</p>
<p>Le velocità di crociera con questi ragazzi scatenati non consentono grandi chiacchierate, giusto qualche cenno di vita quotidiana, come quella che mi racconta <strong>Daniele mentre mostra un pacchettino di carta stagnola</strong>: «La sera prima dell’allenamento fai bollire del riso. Lo scoli. Ci aggiungi Nutella o marmellata. Ma anche nocciole o quello che più ti piace. Metti tutto in una teglia e infili in frigo. La mattina si è indurito per bene: lo tagli a quadrati e metti nella carta stagnola quanti pezzi pensi ti servano». Alla faccia di Cracco e di tutte le aziende di integratori alimentari.</p>
<p>Al bivio prima di Sondalo ci salutiamo: i ragazzi vanno a fare una salita, mentre noi torniamo sui nostri passi. <strong>Vince chi arriva prima a Santa Caterina</strong>, ai piedi del Gavia. La strada della Valfurva sale costantemente per una dozzina di chilometri e 600 metri di dislivello: niente di impossibile, ma c’è chi, come il sottoscritto, cerca di <strong>risparmiare la gamba in vista della Granfondo Stelvio Santini</strong> del giorno dopo. A una certa età è meglio conservare le energie. Alla fine i ragazzi del team Polartec Kometa arrivano all’appuntamento mentre noi siamo sulla terrazza dell’hotel Pedranzini mentre ci beviamo una birra. Per loro un’acqua minerale, e neanche gasata. Si ride e si scherza. Un brindisi: noi con quel che è rimasto della Peroni, loro con una Levissima. Cantoni si destreggia alla grande con la lingua iberica ma quando parla con noi in italiano ha un felice accento valtellinese con sfumature spagnoleggianti. Alè! Sulle Alpi Rezie d’improvviso un nuvolone grigio minaccioso ci invita a tornare a baita: <strong>la discesa verso Bormio è di quelle “a tutta”</strong> cercando di mettersi in scia ai nostri giovani scudieri per rubare traiettorie e improbabili cambi di direzione. Io battezzo la ruota di Daniele Cantoni, non lo mollo esattamente come lui non ha mollato quella volta la ruota di Contador. Chissà che non porti fortuna anche a me.</p>
<p>Gli atleti del team saranno in ritiro in Valtellina dall&#8217;1 al 7 giugno e dal 5 al 12 settembre; in quest&#8217;occasione sarà organizzata una ciclo-pedalata con la presenza di Contador e Ivan Basso.</p>
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		<title>#followContador: vinci un training camp con il campione spagnolo di ciclismo Alberto Contador</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2016 07:43:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alberto contador]]></category>
		<category><![CDATA[ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[polartec]]></category>
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					<description><![CDATA[5 giorni, a Gran Canaria, in Spagna, ad allenarsi e pedalare con Alberto Contador, il[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/09/followcontador.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="followcontador" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/09/followcontador.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/09/followcontador-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/09/followcontador-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>5 giorni, <strong>a Gran Canaria, in Spagna, ad allenarsi e pedalare con Alberto Contador</strong>, il campione spagnolo di ciclismo, e il suo team Under 23: è il premio per 10 veri appassionati di due ruote di tutta Europa, messo in palio da <a href="http://www.polartec.com" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Polartec</a>, il marchio tessile americano da quest&#8217;anno sponsor della Fundacion Contador Cycling Team.</p>
<p>Partecipare è facile, e c&#8217;è tempo fino al 26 settembre: attraverso l&#8217;applicazione Strava ci si registra sul sito <a href="http://www.followcontador.com" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">www.followcontador.com</a> e si comincia a pedalare affrontando 4 diversi livelli di sfide. Ogni volta che si completa un livello si sblocca il successivo e si ottiene un badge (grazie al quale <strong>vincere capi offerti da marchi leader del ciclismo</strong> come Castelli, Sportful, Rapha e rh+, tutti realizzati utilizzando i tessuti Polartec specifici per il ciclismo). L&#8217;obiettivo finale è <strong>completare i 1000 km entro il 26 settembre</strong> e attendere la proclamazione dei vincitori entro il 7 ottobre 2016.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/perche-nellabbigliamento-da-ciclismo-ci-sono-sempre-piu-capi-in-polartec/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Perché nell&#8217;abbigliamento da ciclismo ci sono sempre più capi in Polartec</a></strong></p>
<p>I 10 fortunati ciclisti che voleranno a Gran Canaria beneficeranno per 5 giorni del training e della consulenza del team di professionisti che operano dietro le quinte della Fundacion Contador Cycling Team.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/MessN_DdTls" width="670" height="377" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/7-consigli-per-andare-in-bici-in-inverno/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">7 consigli per andare in bici d&#8217;inverno</a></strong></p>
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		<title>PW Alpha Jacket: il primo capo in Polartec per il ciclismo</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/pw-alpha-jacket-polartec-ciclismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2014 05:38:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bici]]></category>
		<category><![CDATA[alberto contador]]></category>
		<category><![CDATA[ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[giacca]]></category>
		<category><![CDATA[polartec]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;azienda italiana RH+ , in collaborazione con Polartec, presenta la nuova linea d&#8217;abbigliamento tecnico Airxchange[...]]]></description>
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								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" />
<p>L&#8217;azienda italiana <a href="http://www.zeroindustry.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">RH+</a> , in collaborazione con <a href="http://http://polartec.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Polartec</a>, <strong>presenta la nuova linea d&#8217;abbigliamento tecnico Airxchange per il ciclismo</strong>. Il testimonial prescelto è Alberto Contador, che ha indossato la nuova giacca invernale <strong>PW Alpha Jacket </strong>durante l&#8217;evento ciclistico <a href="http://http://www.rhxdue.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">RHXDUE</a> tenutosi fra il 20 e il 21 settembre su due passi alpini icone del ciclismo internazionale, il Gavia e il Mortirolo.</p>
<p>Alpha Jacket è il primo capo <strong>imbottito, termico e traspirante</strong> adottato nel ciclismo. RH+ ha saputo sfruttare al meglio <strong>la tecnologia Polartec</strong> (che da quasi 20 anni produce tessuti tecnici innovativi, molto apprezzati dagli appassionati di outdoor) per realizzare un prodotto che assicura il massimo comfort per l&#8217;intera durata della performance.</p>
<p>Oltre a mantenere il corpo più asciutto e quindi più caldo grazie alla sua idrorepellenza e a un&#8217;elevata resistenza, la nuova giacca di costruzione preformata anatomica risulta <strong>più leggera, meno ingombrante e più veloce ad asciugare</strong> rispetto ai tradizionali capi da ciclismo, garantendo maggior libertà di movimento e vestibilità.</p>
<p>Completano il quadro delle informazioni tecniche la parte posteriore più lunga per una maggiore protezione, un elastico ultra flat con silicone interno antiscivolo sul fondo del giubbotto, una zip frontale con camlock personalizzato e salva zip, una tasca frontale con zip nascosta, tre tasche posteriori e alcune applicazioni riflettenti.</p>
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