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	<title>Museo Archives - SportOutdoor24</title>
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	<title>Museo Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>Il segreto galleggiante delle Marche: l&#8217;enigmatica Mole Vanvitelliana con la sua geometria perfetta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 10:09:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
		<category><![CDATA[Museo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Museo-Mole-Vanvitelliana.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Museo Mole Vanvitelliana, Ancona" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Museo-Mole-Vanvitelliana.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Museo-Mole-Vanvitelliana-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Museo-Mole-Vanvitelliana-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Museo-Mole-Vanvitelliana-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Sulla costa adriatica centrale, precisamente all’interno del bacino portuale del capoluogo marchigiano (<strong>Ancona</strong>), riposa un’opera d’ingegneria settecentesca straordinaria. Parliamo di una costruzione che sorge <strong>isolata nell&#8217;acqua</strong>, a breve distanza dalle banchine d&#8217;imbarco e dal rione storico degli<strong> Archi</strong>. Lo sguardo dei viaggiatori viene catturato da una gigantesca piattaforma artificiale staccata dalla riva, legata al resto della terraferma soltanto attraverso 3 passaggi pedonali. Quella è la straordinaria <strong>Mole Vanvitelliana</strong>, estesa su una superficie complessiva di ben 20.000 metri quadrati che, manco a dirlo, rappresenta un <strong>unicum urbanistico</strong> che protegge la città dal mare fin dall&#8217;epoca pontificia.</p>
<p><strong>Giacomo Casanova</strong> descrisse questo spazio nelle sue memorie, ricordando i giorni trascorsi all’interno delle sue mura, impegnato a corteggiare le donne addette ai servizi logistici del tempo.</p>
<h2>Un baluardo pentagonale nato dal genio pontificio</h2>
<p>L’edificazione della Mole Vanvitelliana iniziò ufficialmente il 26 luglio 1733 per volontà di <strong>Papa Clemente XII</strong>, il quale desiderava valorizzare lo scalo dorico trasformandolo in un porto franco commerciale. L&#8217;incarico venne affidato al celebre progettista reale <strong>Luigi Vanvitelli,</strong> che ideò una struttura polifunzionale per rispondere alle esigenze economiche ed igieniche dell’epoca.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Vecchi-edifici-della-Mole-Vanvitelliana.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669523" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Vecchi-edifici-della-Mole-Vanvitelliana.jpg" alt="Vecchi edifici della Mole Vanvitelliana di Ancona" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Vecchi-edifici-della-Mole-Vanvitelliana.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Vecchi-edifici-della-Mole-Vanvitelliana-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Vecchi-edifici-della-Mole-Vanvitelliana-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Vecchi-edifici-della-Mole-Vanvitelliana-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>La posa dell’ultima pietra avvenne nel 1743, portando a compimento una fortezza ideata principalmente per <strong>salvaguardare la popolazione locale</strong> dalle micidiali epidemie contagiose trasportate dai bastimenti stranieri.Il nucleo nacque così per svolgere il delicato compito di <strong>lazzaretto pubblico</strong>, un luogo isolato dal tessuto cittadino mediante un canale perimetrale denominato <em><strong>mandracchio</strong></em>.</p>
<p>I locali disposti lungo il perimetro interno accoglievano i passeggeri obbligati alla contumacia sanitaria, arrivando a ospitare <strong>fino a 2000 individui contemporaneamente</strong>. La porzione esterna presentava invece<strong> 26 ampi magazzini</strong> <strong>ad alveare</strong> adibiti allo stoccaggio sicuro delle merci ritenute contagiose o insalubri.</p>
<p>Il destino del monumento mutò radicalmente nei secoli successivi alla caduta dello Stato Pontificio. Nel 1860 l’edificio abbandonò i compiti sanitari, mutando volto nel 1884 quando si trasformò in una<strong> grande raffineria industriale di zucchero</strong>. Durante i due conflitti mondiali del XX secolo la struttura assunse il ruolo di <strong>caserma e base logistica militare</strong>, mentre a partire dal 1947 divenne la sede della <strong>manifattura tabacchi cittadina </strong>(prima del definitivo abbandono).  La Soprintendenza avviò poi le prime operazioni di recupero architettonico nel 1989, eliminando le superfetazioni industriali per restituirle il suo <strong>antico splendore.</strong></p>
<h2>Cosa vedere tra cortili storici e percorsi tattili</h2>
<p>Il portale d&#8217;ingresso colpisce i visitatori grazie alla <strong>splendida pietra d&#8217;Istria</strong> lavorata a bugnato, incorniciata da pregevoli lesene classiche. Superato l&#8217;accesso si apre la <strong>spettacolare corte interna</strong> che è a sua volta dominata da una pianta geometrica regolare che esprime un forte dinamismo rotatorio. Al centro dello spiazzo si erge il <strong>Tempietto di San Rocco</strong>, una cappella aperta con colonne di ordine dorico e una cupola decorata a cassettoni esagonali.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Mole-Vanvitelliana.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669524" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Mole-Vanvitelliana.jpg" alt="Mole Vanvitelliana, capolavoro di Ancona" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Mole-Vanvitelliana.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Mole-Vanvitelliana-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Mole-Vanvitelliana-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Mole-Vanvitelliana-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Si tratta di un elemento sacro che nascondeva una<strong> rete idrica sotterranea</strong> dotata di 3 pozzi fondamentali per l&#8217;approvvigionamento dei contumaci.La difesa militare esterna è testimoniata dal <strong>camminamento superiore</strong> del marciaronda, completo di garitte di avvistamento e di un imponente rivellino rivolto verso le onde del mare aperto.</p>
<p>Attualmente il monumento ospita il prestigioso <strong>Museo Tattile Statale Omero,</strong> un&#8217;istituzione culturale accessibile posizionata sul lato nord-est dell&#8217;edificio. Questa galleria occupa circa 3.000 metri quadrati distribuiti su 5 livelli espositivi differenziati:</p>
<ul>
<li><strong>Piano Zero</strong>: collezione permanente di Design e depositi sotterranei.</li>
<li><strong>Primo Piano</strong>: scalone monumentale d&#8217;ingresso, uffici, Centro documentazione e laboratori di tiflodidattica.</li>
<li><strong>Secondo Piano:</strong> sale espositive principali, area conferenze, spazi per la consultazione e servizi.</li>
<li><strong>Terzo Piano</strong>: soppalco con percorso espositivo e aule del dipartimento educazione.</li>
<li><strong>Quarto Piano</strong>: presidenza, uffici di comunicazione, segreteria e archivio storico.</li>
</ul>
<h3>L&#8217;isola della cultura adriatica</h3>
<p>Oggi la storica fortezza ha mutato la sua pelle originaria trasformandosi nel <strong>cuore pulsante delle attività culturali comunali,</strong> coordinate dalla società Ancona Servizi. La struttura ospita l’<strong>Auditorium Orfeo Tamburi</strong> da 400 posti a sedere, numerose sale espositive temporanee e il Caffè Letterario <em>The Mole</em>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Mole-Vanvitelliana-di-Ancona.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-669525" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Mole-Vanvitelliana-di-Ancona.jpg" alt="Mole Vanvitelliana di Ancona, Marche" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Mole-Vanvitelliana-di-Ancona.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Mole-Vanvitelliana-di-Ancona-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Mole-Vanvitelliana-di-Ancona-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/06/Mole-Vanvitelliana-di-Ancona-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Gli antichi corridoi della quarantena accolgono festival musicali, rassegne cinematografiche estive e rappresentazioni teatrali di rilievo nazionale. Un&#8217;eccezionale poliedricità che rende il monumento un <strong>punto di riferimento sociale per la cittadinanza,</strong> unendo il fascino della grande ingegneria navale del &#8216;700 alle più moderne espressioni artistiche contemporanee.</p>
<p>Foto di copertina: Museo Tattile Statale Omero; Canva</p>
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<ul>
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</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
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		<item>
		<title>Crypta Balbi: il cuore nascosto di Roma che racconta duemila anni di storia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/crypta-balbi-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serena Proietti Colonna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 12:05:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Museo]]></category>
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					<description><![CDATA[Chi arriva nel centro di Roma spesso attraversa strade dense di traffico e palazzi moderni[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="900" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Crypta-Balbi-esedra.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Crypta Balbi, Roma" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Crypta-Balbi-esedra.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Crypta-Balbi-esedra-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Crypta-Balbi-esedra-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Crypta-Balbi-esedra-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br><br><p>Chi arriva nel centro di <strong>Roma</strong> spesso attraversa strade dense di traffico e palazzi moderni che si alternano a facciate antiche, magari senza rendersi conto di ciò che si cela pochi passi più in là. Ne è un esempio la bellissima<strong> Via delle Botteghe Oscure</strong>, che appare come un corridoio urbano che taglia la zona compresa tra i rioni Sant&#8217;Angelo e Pigna.</p>
<p>Ed è all’altezza del civico 31 di questa strada che si apre l’accesso alla<strong> Crypta Balbi</strong>, un varco che introduce in un luogo rimasto legato alle sue origini romane pur avendo vissuto fasi medievali, rinascimentali e moderne. L’impressione del visitatore è quella di accedere in un organismo che ha continuato a trasformarsi e che ancora adesso mostra ferite, aggiustamenti e ricostruzioni stratificate in <strong>2.000 anni di vicende urbane</strong>.</p>
<h2>Che cosa è la Crypta Balbi</h2>
<p>Il complesso archeologico sorge sul cortile porticato che accompagnava il teatro voluto da <strong>Lucio Cornelio Balbo</strong> nel 13 a.C. In origine era lo spazio coperto che proteggeva gli spettatori durante le pause degli spettacoli e nei momenti di maltempo. Con il passare degli anni, gli edifici successivi inglobarono ciò che restava del portico romano, dell’esedra semicircolare e delle strutture cresciute sulle fondazioni antiche.</p>
<p>In sostanza, la Crypta Balbi è un pezzo di città rimasto (quasi) intatto e in parte sottoterra, un <strong>isolato intero del centro di Roma</strong> in cui gli archeologi hanno trovato strutture, materiali e pavimenti appartenenti a quasi 2 millenni di vita continua. La differenza rispetto ad altri punti di interesse storici, è che qui le vestigia romane non sono state sepolte e dimenticate, ma riutilizzate, trasformate e sovrapposte da edifici di diverse epoche.</p>
<p>Oggi Crypta Balbi rappresenta una delle sedi del <strong>Museo Nazionale Romano</strong> e costituisce un esempio raro di archeologia urbana applicata all’intero tessuto di un isolato.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658110" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/esedra.jpg" alt="Esedra, Crypta Baldi" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/esedra.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/esedra-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/esedra-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/esedra-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />By I, Sailko, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia</p>
<h2>Un po’ di storia</h2>
<p>Quando il grande complesso scenico legato al teatro di Balbo cessò di essere il fulcro della zona, l’assetto originario iniziò a dissolversi e lasciò spazio a un abitato in piena evoluzione. Le strutture del portico, sopravvissute all’abbandono, diventarono l’ossatura per nuove funzioni: tra queste una piccola <strong>chiesa dedicata a Santa Maria Dominae Rose,</strong> affiancata da una residenza fortificata sorta sulle rovine del teatro.</p>
<p>Anche l’esedra mutò natura e venne assorbita da attività che riflettono secoli molto diversi fra loro, dalle sepolture del VI secolo alle lavorazioni artigiane, dalla calcara attiva tra VIII e IX secolo agli spazi impiegati dai monaci tra XI e XIV secolo per pratiche legate alla cura del corpo.</p>
<p>Intorno a questo nucleo nacque un <strong>quartiere fitto</strong>, segnato da case ravvicinate e da una rete di botteghe specializzate nella trasformazione di metalli, vetro, tessuti e marmi ridotti a calce. Non a caso, a contribuire al nome della via su cui si apre la Crypta Baldi è proprio la vitalità di quel sistema produttivo romano (<strong>Botteghe Oscure</strong>).</p>
<p>Il panorama urbano cambiò di nuovo nel XVI secolo con la costruzione del <strong>complesso di Santa Caterina</strong>, formato dal monastero, dal conservatorio per le giovani accolte nella comunità e dagli ambienti riservati alle pratiche quotidiane. Tra questi spicca una grande lavanderia, riconoscibile pure adesso attraverso le vasche conservate.</p>
<p>Bisogna attendere poi il 1981 perché l’intero isolato passi allo Stato, aprendo la strada a ricerche sistematiche che chiarirono la <strong>reale estensione del teatro antico e del suo portico</strong>. Fu così che con l&#8217;apertura della sede museale nel 2000 si rese leggibile la lunga successione di trasformazioni che aveva modellato il quartiere.</p>
<h2>Cosa vedere alla Crypta Balbi</h2>
<p>Il <strong>percorso per scoprire la Crypta Balbi</strong> parte dai sotterranei, dove si incontrano i resti del portico del teatro e della <strong>Porticus Minucia Frumentaria</strong>, edificio destinato alle distribuzioni del grano ai cittadini. L’esedra invasa per secoli da attività artigianali conserva accumuli di marmi, forni, vasche e superfici alterate dal calore delle lavorazioni.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Crypta-Balbi.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658111" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Crypta-Balbi.jpg" alt="Crypta Balbi, Lazio" width="1200" height="900" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Crypta-Balbi.jpg 1200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Crypta-Balbi-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Crypta-Balbi-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/Crypta-Balbi-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>Procedendo nei piani superiori appare la <strong>sovrapposizione degli ambienti medievali e moderni</strong>: parti del monastero seicentesco di Santa Caterina, case medievali dei mercanti, tracce delle strutture tardoantiche e materiali provenienti dagli scavi.</p>
<p>Strumenti di lavoro, ceramiche d’uso comune, elementi architettonici riutilizzati, frammenti di stoffe e reperti derivanti anche da altri siti della città ricostruiscono una Roma lontana dall’immagine imperiale ma tutt’altro che spenta, in quanto caratterizzata da <strong>attività produttive e da una vita urbana complessa.</strong></p>
<h3>Come funziona la visita</h3>
<p>Da <strong>luglio 2025</strong> l’accesso a questo tesoro nascosto della Capitale avviene tramite prenotazione nelle fasce del <strong>sabato alle 10.30 e alle 12.00</strong> all’interno del progetto “<strong>Crypta Balbi: cantiere aperto</strong>”, che consente l’ingresso in aree studiate e restaurate in fasi progressive. Il biglietto fa parte del circuito unico del Museo Nazionale Romano, valido per una settimana nelle varie sedi.</p>
<p>L’itinerario guidato segue un tracciato che permette il contatto diretto con strutture romane, medievali e moderne, alternando livelli sotterranei e ambienti superiori.</p>
<p>Foto copertina by I, Sailko, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Serena Proietti Colonna' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8b288aba01983603bf682175e5316518?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/serena-proietti-colonna/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Serena Proietti Colonna</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="https://www.ifrattempidellamiavita.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">www.ifrattempidellamiavita.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/la-storia-degli-scarponi-da-montagna-nel-museo-dello-scarpone-di-montebelluna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 08:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[Museo]]></category>
		<category><![CDATA[scarponi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=44142</guid>

					<description><![CDATA[C’era una volta il calzolaio: ago, sgorbia, filo e una manualità che nasceva in famiglia,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/01/shoemaker.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="shoemaker" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/01/shoemaker.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/01/shoemaker-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/01/shoemaker-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p data-start="324" data-end="648">C’era una volta il <strong>calzolaio</strong>: ago, sgorbia, filo e una manualità che nasceva in famiglia, passava di padre in figlio e finiva ai piedi di guide alpine e nobili escursionisti austriaci. Quegli scarponi accompagnavano le prime salite sul Cervino e le passeggiate nelle Dolomiti, quando il turismo alpino era ancora agli inizi.</p>
<p data-start="650" data-end="908">Da quel mondo fatto di <strong>botteghe, cuoio</strong> e chiodi siamo arrivati all’Italia di oggi, leader mondiale nella produzione di scarponi da montagna e calzature tecniche. Le tecnologie sono cambiate, i materiali anche, ma precisione e passione sono rimaste le stesse.</p>
<h2 data-start="910" data-end="950">Un museo unico al mondo: Montebelluna</h2>
<p data-start="951" data-end="1281">A raccontare questa evoluzione c’è il <strong data-start="989" data-end="1056">Museo dello Scarpone e della Calzatura Sportiva di Montebelluna</strong>, un luogo imperdibile per chi ama la montagna e la sua storia. Qui sono custoditi migliaia di scarpe e scarponi: oggetti che parlano di alpinismo, esplorazioni e innovazioni che hanno cambiato il modo di camminare e scalare.</p>
<p data-start="1283" data-end="1313">Tra i pezzi più significativi:</p>
<ul data-start="1315" data-end="1892">
<li data-start="1315" data-end="1447">
<p data-start="1317" data-end="1447"><strong data-start="1317" data-end="1342">Scarponi di fine ’800</strong><br data-start="1342" data-end="1345" />Pesanti, in cuoio spesso, realizzati a mano e pensati per accompagnare i primi alpinisti delle Alpi.</p>
</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-44143" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/01/SCARPONI_FINE_800.jpg" alt="SCARPONI_FINE_800" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/01/SCARPONI_FINE_800.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/01/SCARPONI_FINE_800-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<ul data-start="1315" data-end="1892">
<li data-start="1449" data-end="1600">
<p data-start="1451" data-end="1600"><strong data-start="1451" data-end="1490">Modelli della Prima Guerra Mondiale</strong><br data-start="1490" data-end="1493" />Calzature robuste, con suole chiodate, usate al fronte dai soldati impegnati nelle battaglie in montagna.</p>
</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-44144" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/01/SCARPONI_I_GUERRA_MONDIALE.jpg" alt="SCARPONI_I_GUERRA_MONDIALE" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/01/SCARPONI_I_GUERRA_MONDIALE.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/01/SCARPONI_I_GUERRA_MONDIALE-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<ul data-start="1315" data-end="1892">
<li data-start="1602" data-end="1744"><strong data-start="1604" data-end="1631">Scarponi degli anni ’60</strong><br data-start="1631" data-end="1634" />L’epoca dei materiali più leggeri e delle prime tecniche industriali che rivoluzionano comfort e resistenza.</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-44145" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/01/SCARPONI_ANNI_60.jpg" alt="SCARPONI_ANNI_60" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/01/SCARPONI_ANNI_60.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/01/SCARPONI_ANNI_60-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<ul data-start="1315" data-end="1892">
<li data-start="1746" data-end="1892">
<p data-start="1748" data-end="1892"><strong data-start="1748" data-end="1768">Scarponi moderni</strong><br data-start="1768" data-end="1771" />Materiali sintetici, colori vivaci, suole performanti, isolamento termico: oggi la tecnologia è diventata protagonista.</p>
</li>
</ul>
<h2 data-start="1894" data-end="1931">Gli scarponi che arrivarono sul K2</h2>
<p data-start="1932" data-end="2108">Il museo conserva anche alcuni dei modelli più iconici del Novecento. Tra questi, gli scarponi dotati di <strong data-start="2037" data-end="2053">suola Vibram</strong>, comparsa negli anni ’30 e destinata a cambiare tutto.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-44146" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/01/SCARPONI_ULTIMA_GENERAZIONE.jpg" alt="SCARPONI_ULTIMA_GENERAZIONE" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/01/SCARPONI_ULTIMA_GENERAZIONE.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/01/SCARPONI_ULTIMA_GENERAZIONE-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p data-start="2110" data-end="2342">È con quelle suole che, nel 1954, <strong data-start="2144" data-end="2183">Lino Lacedelli e Achille Compagnoni</strong> raggiunsero la vetta del <strong data-start="2209" data-end="2215">K2</strong>, una delle imprese più importanti della storia dell’alpinismo. Una innovazione italiana che ha definito gli standard mondiali.<br />
Info qui: <a href="http://www.museoscarpone.it" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">ww.museoscarpone.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&gt;&gt;Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/dolomiti-le-escursioni-nei-luoghi-della-prima-guerra-mondiale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Dolomiti: le escursioni nei luoghi della Prima Guerra Mondiale</a></strong></p>
<p><strong>&gt;&gt;Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/le-scarpe-da-alpinismo-consigli-video/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">La suola delle scarpe da alpinismo</a></strong></p>
<p><strong>&gt;&gt;Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/come-allacciare-correttamente-gli-scarponi-ed-evitare-dolori/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come allacciare correttamente gli scarponi</a></strong></p>
<p><strong>&gt;&gt;Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/come-camminare-in-montagna/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come camminare in montagna</a></strong></p>
<p><em>[photo credits: pixabay.com, d.colombo]</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Giappone c’è un museo di…pietre a forma di volto</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/in-giappone-ce-un-museo-dipietre-a-forma-di-volto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2018 08:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[fiume]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Museo]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
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					<description><![CDATA[A chi non è capitato durante un’escursione in montagna o lungo un fiume di soffermarsi[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/02/pietre_con_faccia_teca.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="pietre_con_faccia_teca" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/02/pietre_con_faccia_teca.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/02/pietre_con_faccia_teca-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/02/pietre_con_faccia_teca-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>A chi non è capitato durante un’escursione in montagna o lungo un fiume di soffermarsi a guardare delle <strong>pietre e le loro forme</strong>, individuando un possibile profilo o una similitudine con un oggetto. I sassi e le pietre possono avere anche dei volti e se non ci credete dovete andare un po’ lontano, <strong>in Giappone</strong>, dove nella città di Saitama, a nord di Tokyo, la signora <strong>Yoshiko Hayama</strong> ha aperto un vero e proprio <strong>museo fatto di pietre a forma di volto.</strong></p>
<p><strong>&gt;&gt;Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/per-viaggiatori-curiosi-in-giappone-si-puo-dormire-in-una-libreria/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Per viaggiatori curiosi: in Giappone si può dormire in una libreria</a><br />
</strong></p>
<h3>Di padre in figlia</h3>
<p>La curiosa collezione della signora Yoshiko è stata raccontata dal canale You Tube <em>“Great Big Story”</em> che ha intervistato la proprietaria giapponese di un <strong>museo sicuramente unico al mondo</strong>, nato dalla passione del padre, che dall’età di 40 anni, mentre passeggiava lungo un fiume vicino casa ha cominciato a raccogliere pietre, facendolo fino a 90 anni. Dopo la morte, Yoshiko ha continuato a cercare e conservare sassi che hanno un nome:  “<strong>jinmenseki</strong>” (pietre a forma di volto). Il museo che oggi ospita circa 1700 esemplari che sono rigorosamente solo opera della natura, ha acquistato anche fama internazionale e riceve pietre da tutto il mondo.</p>
<p><strong>&gt;&gt;Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/perche-osservare-la-natura-ci-rende-piu-felici-anche-nel-caos-della-citta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Perchè osservare la natura ci rende più felici, anche nel caos della città</a></strong></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/IfdihPR__WI" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>Da Elvis a Voldemort fino al pesciolino Nemo</h3>
<p>Non tutte le pietre possono essere associate ad un personaggio o ad uno specifico volto, spesso bisogna aggiungerci un po’ di fantasia, ma alcune, incredibilmente, ricordano dei volti piuttosto noti. C’è la pietra con il ciuffo ribelle di <strong>Elvis Presley</strong>, così come quella che ricorda il cattivo per antonomasia della serie di Harry Potter, <strong>Voldemort</strong>, ma anche una con una conformazione tale da far venire in mente <strong>E.T</strong>. Quasi tutte le pietre sono grigie o bianche, ma tra quelle colorate ne spicca una che raffigura il piccolo <strong>pesciolino Nemo</strong> dell’omonimo film d’animazione.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-44595" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/02/pietre_con_faccia_elvis.jpg" alt="pietre_con_faccia_elvis" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/02/pietre_con_faccia_elvis.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/02/pietre_con_faccia_elvis-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il ciuffo è proprio quello di Elvis&#8230;</em></p>
<p>D’ora in avanti quando state facendo una passeggiata in montagna, lungo un sentiero o sulla riva di un torrente o di un fiume, guardate tra le rocce, magari riconoscete qualcuno e, come si dice, <em>potreste rimanere di sasso.</em></p>
<p><strong>&gt;&gt;Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/in-germania-un-singolare-museo-con-auto-scolpite-dalla-natura/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">In Germania, un singolare museo con auto &#8216;scolpite nella natura&#8217;</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>[photo credits: hhhhappy.com]</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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