Il Grand Canyon della Puglia esiste, è lungo 12 km e ci vivono aquile reali e avvoltoi egiziani

La Gravina di Laterza è un canyon carsico nel cuore della Puglia ionica, in provincia di Taranto: 12 km di lunghezza, fino a 500 metri di larghezza, 200 metri di profondità massima. È uno dei canyon più grandi d\'Europa e ospita l\'Oasi LIPU di 800 ettari, istituita nel 1999. 

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Il nome non aiuta a capire cosa ci si trovi davanti.
Gravina suona come qualcosa di piccolo, locale, da taccuino di viaggio dell’entroterra.
Non come un canyon profondo 200 metri con pareti di calcare bianco che scendono verticali per chilometri, e i rapaci che volano in cerchio a metà altezza tra il bordo e il fondo.panorama-gravina-laterza-puglia
La Gravina di Laterza è il canyon più grande della Puglia — e uno dei più profondi d’Europa.
Si trova in provincia di Taranto, nel cuore del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, e la maggior parte dei turisti che vanno in Puglia non ne ha mai sentito il nome.

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Dove si trova il canyon di Laterza?

La Gravina di Laterza si trova nel comune di Laterza, nella provincia di Taranto, a circa 40 km da Taranto verso nord-est e a 60 km da Matera.
Siamo nell’area dell’arco ionico pugliese: il territorio che si estende tra il Golfo di Taranto e le Murge, dove la roccia calcarea è stata incisa nel corso di millenni dall’erosione delle acque piovane e dei torrenti stagionali, producendo una serie di canyon che i locali chiamano gravine e che costellano tutta questa porzione di Puglia.
La gravina più famosa — quella di Laterza — si sviluppa per 12 km, raggiunge una larghezza massima di 500 metri e scende fino a 200 metri di profondità.
Il fondo del canyon non si vede dal bordo: bisogna avvicinarsi molto, o scendere.

Perché si chiamano gravine?

La parola gravina deriva probabilmente dal latino medievale e indica, in senso tecnico, una incisione erosiva a pareti sub-verticali nella roccia calcarea o calcarenitica.
In tutta la Puglia ionica esistono decine di gravine: alcune piccole e poco profonde, ricchissime di insediamenti rupestri risalenti al Paleolitico e all’Alto Medioevo; altre profonde più di 200 metri, selvagge e quasi inaccessibili nel fondo.canyon-gravina-laterza-puglia

La differenza tra una gravina e un canyon nel senso americano del termine è principalmente di scala e di genesi: entrambi sono prodotti dall’erosione, ma i canyon dell’Arizona si sono formati principalmente per l’erosione fluviale in roccia sedimentaria orizzontale, mentre le gravine pugliesi sono incisioni carsiche in un altopiano calcareo, prodotte dall’erosione delle acque che hanno trovato le vie di scorrimento attraverso fratture nella roccia.
Il risultato visivo è simile: pareti verticali, roccia chiara, fondi scuri con vegetazione densa.
Ma la Puglia non ha i colori rossi dell’Arizona — ha il bianco e il grigio del calcare mediterraneo, e la macchia che cresce sulle pareti fino a dove la luce arriva.

Esiste davvero un Grand Canyon in Puglia?

Sì, anche se il paragone va calibrato.
Il Grand Canyon dell’Arizona è lungo 446 km e raggiunge 1.800 metri di profondità.
La Gravina di Laterza è lunga 12 km e profonda 200 metri.
Le dimensioni sono diverse — ma l’impatto visivo, soprattutto affacciandosi sul bordo per la prima volta, non lo è così tanto.
La verticalità delle pareti di calcare bianco, la larghezza della fenditura che si apre ai piedi, la vegetazione sul fondo che sembra una foresta in miniatura vista dall’alto: sono tutti elementi che producono lo stesso effetto disorientante che si prova guardando un canyon vero.gravina-laterza

La Gravina di Laterza è considerata uno dei canyon più grandi d’Europa — e in Italia non ha paragoni.
Il confronto con l’Africa che appare nel titolo della sezione ha una ragione precisa: le pareti calcaree bianche, la vegetazione mediterranea rada sul bordo e i rapaci in volo continuo sulle correnti d’aria calda producono un’atmosfera che ricorda certi paesaggi del Maghreb o dell’Anatolia.
Non dell’Appennino italiano.

L’Oasi LIPU e il capovaccaio

Dal 1999, l’Oasi LIPU di Laterza gestisce un’area di protezione di 800 ettari nel cuore del Parco delle Gravine.
La ragione principale dell’istituzione dell’oasi è la presenza di specie ornitologiche rare che nelle pareti della gravina trovano uno degli ultimi habitat italiani adatti alla nidificazione.capovaccaio-oasi-gravina-laterza

Il capovaccaio (Neophron percnopterus), noto anche come avvoltoio egiziano, è il simbolo dell’oasi.
È uno dei rapaci più rari d’Italia: la sua presenza stabile come nidificante nella Gravina di Laterza è una delle poche rimaste nel Paese.
Il capovaccaio è riconoscibile per il piumaggio bianco e nero e per la testa gialla e nuda: un uccello che sembra antico, e lo è — nella mitologia egizia era sacro.
Nidifica nelle nicchie delle pareti rocciose e si nutre prevalentemente di carogne.
Lungo i 12 km di pareti rocciose, nelle numerose grotte e nella fitta vegetazione, nidificano anche: aquila reale, nibbio reale, falco pellegrino, poiana, gheppio.
Per il birdwatching, il periodo migliore è marzo-giugno — quando i rapaci sono attivi sui nidi e le correnti d’aria calda li portano a quote osservabili dai sentieri sul bordo.

Quali sono le escursioni consigliate nella Gravina di Laterza?

Il sentiero sul bordo del canyon

Il percorso più accessibile segue il margine superiore della gravina, permettendo di affacciarsi sulle pareti e osservare il fondo dall’alto.
È adatto a tutti i livelli di esperienza, non richiede attrezzatura tecnica e offre i punti panoramici migliori per il birdwatching.
La lunghezza varia a seconda del tratto scelto — il Centro Visita dell’Oasi LIPU è il punto di partenza naturale.

L’anello di 11 km

Il percorso circolare completo misura circa 11 km e richiede un’intera mattinata o un pomeriggio.
Alterna tratti sul bordo superiore con sezioni che avvicinano la vegetazione della macchia mediterranea sulle pareti.
Fondo prevalentemente sterrato, con tratti rocciosi.
Scarpe da trekking consigliate — con il terreno bagnato alcuni tratti diventano scivolosi.

La discesa al fondo del canyon

Per i trekker più esperti e allenati è possibile partecipare a escursioni guidate che scendono fino al fondo della gravina.escursioni-gravina-laterza-puglia
Questi percorsi sono più impegnativi, soprattutto per la ripida risalita, ma restituiscono la prospettiva di camminare tra le pareti di roccia bianca levigata dall’acqua.
La discesa al fondo non si fa in autonomia — è necessario affidarsi alle guide autorizzate dell’Oasi LIPU o alle associazioni locali di escursionismo.

La Grotta Croce

All’interno del canyon si trova la Grotta Croce, una cavità naturale nelle pareti rocciose.
È uno dei punti di interesse geologico e storico del percorso — le grotte della gravina furono utilizzate come rifugi e luoghi di culto dalle popolazioni rupestri medievali.

Flora: cosa cresce nelle pareti

La conformazione della gravina crea microclimi diversi a seconda dell’esposizione e della quota.
Sul bordo superiore cresce la macchia mediterranea tipica delle Murge: lentisco, mirto, cisto, rosmarino selvatico.
Più in basso, nelle zone ombrose delle pareti, si sviluppano comunità vegetali più rare: querce trojane (Quercus trojana), specie endemica dell’area balcanica e pugliese, e il gigaro pugliese, un fiore esclusivo della Puglia che cresce nelle gravine dell’arco ionico.
Il fondo del canyon, che non riceve sole diretto per molte ore, ospita vegetazione più fresca e umida, con felci e muschi che colorano di verde scuro la roccia bagnata dai ristagni d’acqua invernali.

Come arrivare

Da Taranto: SS7 che attraversa Massafra, Palagiano e Castellaneta. Dopo aver superato Castellaneta, circa 8 km, svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per Laterza. Dopo aver attraversato il paese si arriva all’Oasi, nell’estrema periferia sud.
Da Matera: circa 60 km verso ovest, sulla SS7.
Da Bari: autostrada A14 uscita Gioia del Colle, poi SP99 verso Laterza. Circa 90 km.
Parcheggio: l’Oasi dispone di un parcheggio nella zona di accesso.
Centro Visita LIPU: punto di partenza per i sentieri, informazioni e prenotazione escursioni guidate.
Contatti Oasi LIPU Laterza: verificare su lipu.it per orari e prenotazioni delle escursioni guidate al fondo del canyon.

Info pratiche

Dove: Laterza, provincia di Taranto, Puglia — Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine
Oasi LIPU di Laterza: 800 ettari, istituita 1999, sentieri naturalistici e Centro Visita
Sentieri: percorso sul bordo (facile), anello 11 km (medio), discesa al fondo con guida (impegnativo)
Escursioni guidate al fondo: solo con guide autorizzate, prenotare in anticipo su lipu.it
Periodo migliore per il birdwatching: marzo-giugno per i rapaci nidificanti. Autunno per la migrazione
Stagione: tutto l’anno. Primavera e autunno per le condizioni migliori. Evitare il fondo in estate nelle ore centrali
Da abbinare: Laterza centro storico e MuMa (Museo della Maiolica); Matera a 60 km; Colobraro a circa 80 km

Foto https://www.lipu.it/, https://cealaterza.it/

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