Fenicotteri, aironi, gru nel Padule di Fucecchio, un giro nella palude più grande d’Italia

Tra le province di Firenze e Pistoia, il Padule di Fucecchio è la più estesa palude interna d'Italia: quasi duemila ettari di canneti, acqua e storia, dove Annibale perse gli elefanti, i Medici andavano a caccia e oggi nidificano mille coppie di aironi. Si visita a piedi, in bicicletta o sui tradizionali barchini, con un passato che racconta secoli di bonifiche, di guerra e di natura che ha resistito a tutto.

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Tra le colline del Montalbano e quelle delle Cerbaie, in un punto della Toscana che pochi turisti includono nei propri itinerari, si estende un paesaggio che non assomiglia a nient’altro nella regione.
Niente vigneti, niente cipressi, niente borghi in pietra sulla collina.
Solo acqua, canneti e un silenzio che si rompe ogni tanto con il battito d’ali di un airone.

Cos’è e perché si chiama così

Il Padule di Fucecchio è la più estesa palude interna italiana, con un’estensione che le fonti indicano tra i 1.800 e i 2.081 ettari, a cavallo tra le province di Firenze, Pistoia, Lucca e Pisa.
Perché Padule e non Palude? Si tratta di un ‘toscanismo’, storpiatura dialettale che risale a secoli fa.
Si trova nella zona della Valdinievole, a soli 13 metri sul livello del mare — circa cinque metri più in basso delle piene dell’Arno, un dettaglio che spiega molto della sua storia idraulica.palude-fucecchio

Il nome deriva dal comune di Fucecchio, uno dei centri principali della cintura collinare che per secoli ha circondato questa terra acquitrinosa senza mai insediarvisi davvero.
La sua origine è geologica, non recente.
Circa sei milioni di anni fa, nel periodo Pliocenico, la Valdinievole emerse dal mare.
Nei millenni successivi, i sedimenti portati dai torrenti delle colline circostanti — il Pescia di Pescia, il Pescia di Collodi, il Borra, il Nievole, il Vincio — si accumularono in questa conca naturale senza riuscire a trovare un deflusso libero verso l’Arno.
Il risultato fu l’impaludamento di un’intera porzione di Valdinievole, con un unico emissario rimasto fino a oggi: il canale dell’Usciana.
La parte centrale, chiamata localmente “il Cratere”, racconta ancora questa origine: quasi secca in estate, si riempie d’acqua in inverno, con una profondità massima che non supera i tre metri.
Abbiamo fatto l’escursione con Andrea Vezzani, Guida Lipu (nelle foto sotto), che come i suoi colleghi spiega con passione la storia e la fauna del Padule.

Da Annibale ai Medici: una storia di duemila anni

La prima menzione storica del Padule risale alla Seconda Guerra Punica, quando l’esercito di Annibale lo attraversò in marcia verso Roma.
La leggenda vuole che il condottiero cartaginese perse un occhio proprio qui, per il clima malsano della palude — di certo, le fonti raccontano che l’acquitrino si rivelò una trappola fatale per uomini e animali da soma, che sprofondarono nel fango.

Tra il VI e il XIV secolo la zona restò essenzialmente paludosa e malsana, al punto che le popolazioni locali preferirono fondare i propri insediamenti lungo la cintura collinare, mantenendo le distanze dall’acqua.
Anche Leonardo da Vinci si interessò a questo territorio: il 5 agosto 1473 ne realizzò un disegno a inchiostro, oggi conservato al Gabinetto dei disegni degli Uffizi, come parte dei suoi studi idrografici sulla deviazione delle acque dell’Arno.canali-padule-fucecchio

Con l’arrivo dei Medici, il Padule cambiò volto.
Cosimo I fece costruire la Chiusa di Ponte a Cappiano per regolare il livello delle acque e sfruttare il territorio per agricoltura, pesca e trasporto fluviale.
Le particolari condizioni ambientali, capaci di attrarre numerose specie di uccelli, resero la zona perfetta anche per le battute di caccia organizzate dalla vicina Villa Medicea di Cerreto Guidi.
Con l’egemonia fiorentina, il Padule divenne addirittura un vero lago, grazie agli sbarramenti eretti a Ponte a Cappiano — una scelta che causò non poche proteste tra i proprietari dei terreni circostanti.

I Lorena, succeduti ai Medici, continuarono la politica di bonifica su scala più ampia, creando infrastrutture che resistono ancora oggi.
Nel 1803 nacque il Consorzio coattivo dei proprietari, sotto il governo Granducale.
Dopo l’Unità d’Italia, nel 1928 fu approvato il perimetro del comprensorio di bonifica, e nel 1931 il consorzio assunse il titolo definitivo di Consorzio di Bonifica.

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L’eccidio del 23 agosto 1944

La storia del Padule conserva anche una pagina tra le più dolorose della Toscana nella Seconda Guerra Mondiale.
Il 23 agosto 1944, i militari nazisti del generale Crasemann rastrellarono e uccisero 174 persone nei paesi della zona — tra le vittime, 62 donne, 25 anziani oltre i sessant’anni, 16 minori, 10 bambini sotto i dieci anni, 8 sotto i due.
La famiglia Malucchi di Cintolese perse 12 membri, tra cui tre bambine sotto gli otto anni.

A Castelmartini, nel settembre 2002, fu inaugurato un monumento in memoria della strage, alla presenza del presidente Carlo Azeglio Ciampi.
Il Comune di Larciano è stato insignito della medaglia d’oro al valor civile.
Solo nel 1995 la Regione Toscana emanò le norme per istituire le riserve naturali del Padule, completate nel biennio successivo con due distinte aree protette tra le province di Firenze e Pistoia.

Come arrivare e fare escursioni

Il punto di partenza più organizzato è il Centro Visite di Castelmartini, frazione di Larciano, che ospita un’esposizione permanente sull’area umida e mostre temporanee di fotografia naturalistica.
Da qui parte il percorso naturalistico de Le Morette — una passeggiata pianeggiante, adatta a tutti, percorribile a piedi o in bicicletta, che attraversa il Bosco di Chiusi con le sue querce secolari prima di raggiungere l’antico Porto de Le Morette, che prende il nome dalla rara moretta tabaccata.
Il percorso continua sull’argine del Terzo fino al Casotto del Biagiotti, oggi osservatorio faunistico con un’ottima visuale sugli specchi d’acqua della riserva.birdwatchingi-padule

Chi vuole entrare dal lato opposto può partire da Ponte a Cappiano, frazione di Fucecchio, raggiungendo la località Cavallaia e passando accanto al Ponte Mediceo, ancora visibile sul canale Usciana.
Dalla frazione di Massarella si gode invece una delle viste più complete sull’intera palude, soprattutto in inverno dopo giornate di pioggia — il punto panoramico consigliato è il Giardino della Memoria.

L’esperienza più autentica resta però la navigazione in barchino — le tradizionali imbarcazioni in legno a fondo piatto, ancora usate da cacciatori e pescatori, oggi disponibili anche per visite guidate di circa due ore.
Si parte dal Porto Casin del Lillo a Ponte Buggianese o dal Casotto del Sordo a Massarella, attraversando i “chiari” — le aperture d’acqua libere dai canneti — tra capanni di caccia e racconti di pesca tradizionale.
Il giornalista Indro Montanelli, nato a Fucecchio, raccontò più volte nei suoi scritti questa navigazione tra i canneti.

Tutte le visite guidate, comprese quelle birdwatching e le escursioni notturne, sono condotte da guide ambientali qualificate e si prenotano tramite il Centro RDP Padule di Fucecchio (tel. 0573/84540).

La fauna: la garzaia più importante del centro Italia

Il Padule è uno dei principali paradisi italiani per il birdwatching, con oltre 200 specie di uccelli censite nel corso dell’anno.
Il cuore naturalistico è la garzaia: la colonia di nidificazione più importante dell’Italia centro-meridionale, con circa mille coppie e sette specie di aironi presenti contemporaneamente — nitticora, garzetta, sgarza ciuffetto, airone guardabuoi, airone cenerino, airone bianco maggiore e airone rosso.palude-fucecchio-toscana

Negli anni sono stati avvistati anche la cicogna nera, il ritorno della cicogna bianca dopo secoli di assenza in Toscana, e persino i fenicotteri rosa durante i rituali di corteggiamento.
In primavera, durante la migrazione di ritorno, oltre mille gru sorvolano e sostano nel Padule.
Tra i canneti si esibiscono gli svassi maggiori con le loro spettacolari danze di corteggiamento, mentre sulle rive si osserva il cavaliere d’Italia.
I rapaci sono numerosi: falco di palude, gheppio, nibbio, falco pescatore, falco lodolaio.

Oltre mille specie di coleotteri popolano l’area, insieme a volpi, tassi, puzzole e istrici.
La flora del Padule è altrettanto sorprendente: specie boreali e alpine, sopravvissute dall’epoca glaciale del Quaternario, convivono qui a una latitudine molto più meridionale di quella originaria — felce reale, carice grande, l’otricolaria carnivora, il morso di rana.
Le tamerici del Padule inspirarono il poeta Giovanni Pascoli, che le chiamò “Myricae” nel titolo della sua raccolta più celebre.
Per chi pianifica una visita in bicicletta, il Padule rientra anche tra gli itinerari toscani più interessanti: il percorso che lo attraversa è citato tra i sette migliori itinerari estivi in bicicletta della regione.

Altri luoghi da visitare nei dintorni

La zona intorno al Padule è densa di storia medicea e di destinazioni che meritano una sosta.
La Villa Medicea di Cerreto Guidi, base storica per le battute di caccia nel Padule, è oggi un museo visitabile, con una collezione che racconta la vita di corte rinascimentale.
Poco distante, il Cammino della Via Medicea attraversa l’intero territorio che va da Prato a Fucecchio, passando per ville e borghi che raccontano lo stesso disegno territoriale voluto dai Medici tra Quattrocento e Settecento.Collodi, Toscana

A pochi chilometri si trova Collodi, il borgo a forma di cascata che diede i natali al personaggio di Pinocchio, con le sue case che scivolano lungo il pendio collegate da stretti vicoli chiamati “rughe”.
Proprio a Collodi si trova anche uno dei giardini storici più sorprendenti della Toscana: il Giardino Garzoni, un complesso barocco del Cinquecento che sfrutta la pendenza della collina per creare una scenografia verticale che ha pochi eguali in Europa.

Info pratiche

Dove: Valdinievole, tra le province di Firenze, Pistoia, Lucca e Pisa
Centro Visite di Castelmartini: frazione di Larciano (PT) — aperture stagionali nei weekend
Percorso Le Morette: pianeggiante, a piedi o in bicicletta, da Castelmartini al Casotto del Biagiotti
Accesso alternativo: da Ponte a Cappiano (Fucecchio) verso Cavallaia; da Massarella per la vista panoramica
Navigazione in barchino: circa 2 ore, partenza da Porto Casin del Lillo o Casotto del Sordo, su prenotazione
Visite guidate e info: Centro RDP Padule di Fucecchio, tel. 0573/84540
Periodo consigliato: primavera per il birdwatching e le fioriture; inverno per la massima portata d’acqua e i panorami da Massarella
Da abbinare: Villa Medicea di Cerreto Guidi, Collodi, Giardino Garzoni, Montecatini Terme

Foto Martino De Mori

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