<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>born to run Archives - SportOutdoor24</title>
	<atom:link href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/born-to-run/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.sportoutdoor24.it</link>
	<description>Per spiriti liberi</description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Feb 2026 16:03:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.2</generator>

<image>
	<url>https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/03/favicon-32x32.png</url>
	<title>born to run Archives - SportOutdoor24</title>
	<link>https://www.sportoutdoor24.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Libri da (ri)leggere: Born to Run. Ci ricorda che il nostro corpo sa già tutto, e che noi lo stiamo dimenticando</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/libri-da-leggere-born-to-run-christopher-mcdougall/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 11:07:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[born to run]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=662335</guid>

					<description><![CDATA[C&#8217;è un momento nel libro di Christopher McDougall in cui tutto cambia. Non è la[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1280" height="720" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/maxresdefault.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Born to Run - Christopher McDougall" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/maxresdefault.jpg 1280w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/maxresdefault-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/maxresdefault-1024x576.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/maxresdefault-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><br><br><p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">C&#8217;è un momento nel libro di Christopher McDougall in cui tutto cambia. Non è la gara. Non è l&#8217;incontro con i Tarahumara. È quando un ricercatore di Harvard di nome Daniel Lieberman gli spiega, con la precisione pacata di chi ha passato anni a studiare fossili e biomeccanica, che <strong>il corpo umano è una macchina da corsa</strong>. Non metaforicamente. Letteralmente, anatomicamente, evolutivamente. Il tendine di Achille, il legamento nucale che stabilizza la testa durante il passo, le ghiandole sudoripare distribuite su tutto il corpo, il gluteo massimo — uno dei muscoli più grandi dell&#8217;organismo umano, quasi inutile per camminare ma fondamentale per correre — sono tutti adattamenti specifici che l&#8217;evoluzione ha selezionato in due milioni di anni per fare di noi <strong>i migliori corridori di lunga distanza del pianeta</strong>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Quasi ogni altro animale ci batte sui cento metri. Ma sui cinquanta chilometri, nella calura di mezzogiorno, un uomo allenato può inseguire un cervo fino a farlo collassare per il surriscaldamento. I Tarahumara lo sapevano. I Khoisan del Kalahari lo sanno ancora. I paleontologi l&#8217;hanno ricostruito dai fossili. Noi lo abbiamo dimenticato — e poi abbiamo costruito un&#8217;industria multimiliardaria per compensare quello che avevamo dimenticato.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><em>Born to Run</em> — <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/born-to-run-libro-christopher-mcdougall-mondadori-recensione/" data-wpel-link="internal">pubblicato in Italia da Mondadori</a> nel 2014, quindici anni dopo la prima edizione americana — è il libro che racconta questa storia. Ma non è solo un libro sulla corsa. È un libro su <strong>come funziona il meccanismo con cui il progresso ci priva sistematicamente di competenze che abbiamo impiegato milioni di anni a sviluppare</strong>, convincendoci che ne abbiamo bisogno sempre di meno — e poi vendendoci la protesi tecnologica per compensare la perdita.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La macchina da corsa più sofisticata del mondo indossa scarpe sbagliate</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">L&#8217;industria delle scarpe da running nasce negli anni Settanta. Prima di allora gli esseri umani correvano come avevano sempre corso: con suole sottili, con scarpe piatte, o scalzi (sì, Abebe Bikila). Poi Nike e le altre aziende del settore <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/verita-scientifiche-sulle-scarpe-da-running/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">introdussero l&#8217;ammortizzazione, il supporto della volta plantare, il drop — il dislivello tra tallone e punta — e il controllo della pronazione</a>. Tecnologie pensate per proteggere il piede dai traumi.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il problema, documentato da McDougall con una serie di studi biomeccanici che il libro porta in superficie, è che <strong>più le scarpe proteggono il piede, meno il piede lavora</strong>. I muscoli intrinseci del piede si atrofizzano. Il tendine di Achille si accorcia. La muscolatura della caviglia si indebolisce. Il pattern di corsa cambia: con l&#8217;ammortizzazione spessa sotto il tallone diventa naturale attaccare con il tallone invece che con il mesopiede, generando un impatto molto più brusco sul ginocchio e sull&#8217;anca. Risultato paradossale ma documentato: più scarpe tecniche, più infortuni. L&#8217;industria che aveva promesso di proteggerci dai danni della corsa stava producendo esattamente quei danni.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">È il meccanismo che McDougall chiama, implicitamente, la trappola della soluzione che crea il problema che risolve. Non vendono solo scarpe. <strong>Vendono la soluzione a un problema che hanno loro stessi generato</strong> togliendo al piede la possibilità di fare quello che sa fare da due milioni di anni.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Regressione per progresso: il principio che vale per tutto</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Fin qui potrebbe sembrare una storia specifica, circoscritta al mondo del running e del marketing. Ma la tesi che <em>Born to Run</em> porta in superficie — anche se McDougall non la enuncia mai esplicitamente in questi termini — è molto più generale e molto più inquietante.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Ogni volta che deleghiamo una competenza corporea o cognitiva a uno strumento tecnologico, quella competenza regredisce.</strong> Non sparisce del tutto — la neuroplasticità lascia sempre qualche margine di recupero — ma si atrofizza, si fa lenta, si fa incerta. È lo stesso principio in tutte le scale.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il GPS ci orienta, ma ci disabilita l&#8217;orientamento spaziale. Non è un&#8217;impressione: è fisiologia. L&#8217;ippocampo, la struttura cerebrale deputata alla memoria spaziale e alla costruzione di mappe mentali, è plastico — si sviluppa con l&#8217;uso e si riduce con il disuso. I tassisti londinesi, che fino a qualche anno fa dovevano memorizzare l&#8217;intera mappa di Londra per ottenere la licenza, avevano un ippocampo posteriore significativamente più sviluppato della media. Da quando la navigazione GPS è diventata la norma anche per loro, quella differenza si è ridotta. <strong>Stiamo letteralmente rimpicciolendo la parte del cervello che ci permette di capire dove siamo nel mondo</strong> — e <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/elogio-del-perdersi/" data-wpel-link="internal">come avevamo scritto parlando dell&#8217;elogio del perdersi</a>, perdere la capacità di orientarsi non è solo un inconveniente pratico: è perdere un modo di stare nel mondo, di essere presenti, di leggere l&#8217;ambiente invece di attraversarlo guardando uno schermo.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-662807" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/71NVjnj9nGL._SL1500_.jpg" alt="Born to Run - Christopher McDougall" width="968" height="1500" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/71NVjnj9nGL._SL1500_.jpg 968w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/71NVjnj9nGL._SL1500_-194x300.jpg 194w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/71NVjnj9nGL._SL1500_-661x1024.jpg 661w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/02/71NVjnj9nGL._SL1500_-768x1190.jpg 768w" sizes="(max-width: 968px) 100vw, 968px" /></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Vale per la memoria. Gli smartphone ci ricordano tutto — compleanni, appuntamenti, numeri di telefono — e la nostra memoria episodica e semantica smette di allenarsi. Vale per il sonno: la luce artificiale ha disaccoppiato il nostro ritmo circadiano dal ciclo della luce naturale, con effetti documentati sulla qualità del riposo e sulla regolazione ormonale. Vale per l&#8217;alimentazione: i cibi ultraprocessati ci danno le calorie senza l&#8217;attività metabolica necessaria per ricavarle da cibi complessi, e il microbioma intestinale — uno degli ecosistemi più sofisticati che l&#8217;evoluzione abbia prodotto — degenera per mancanza di lavoro.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">E vale per la capacità di orientarsi nello spazio in senso più ampio. C&#8217;è un motivo per cui <a class="underline underline underline-offset-2 decoration-1 decoration-current/40 hover:decoration-current focus:decoration-current" href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/perche-i-maschi-non-si-perdono-quasi-mai-e-le-donne-non-sanno-leggere-una-mappa/" data-wpel-link="internal">uomini e donne mostrano differenze statisticamente significative nell&#8217;orientamento spaziale</a> — differenze che la ricerca riconduce a millenni di pressione evolutiva diversa, con i maschi selezionati per la caccia a lunga distanza e le femmine per la raccolta in territori conosciuti. Competenze diverse, entrambe sofisticate, entrambe preziose. Entrambe in via di obsolescenza accelerata nel momento in cui affidiamo a un algoritmo il compito di dirci dove andare.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>In tutti questi casi il meccanismo è identico a quello delle scarpe ammortizzate di McDougall:</strong> lo strumento risolve un problema immediato e nel farlo elimina la necessità di esercitare la competenza che risolveva quel problema. Nel breve periodo è un guadagno. Nel lungo periodo è una perdita che non vediamo perché avviene lentamente, silenziosamente, senza che nessuno ci mandi una notifica.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">I bambini lo sanno ancora</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">C&#8217;è una cosa che McDougall osserva nel libro e che chiunque abbia trascorso tempo con bambini piccoli riconosce immediatamente: <strong>i bambini corrono</strong>. Non perché gli venga chiesto. Non perché si allenino. Perché correre è la risposta naturale di un corpo giovane all&#8217;eccitazione, alla curiosità, alla gioia, all&#8217;urgenza. Corrono verso qualcosa che li incuriosisce. Corrono per il piacere puro del movimento. Corrono perché è quello che fa un corpo umano quando non glielo impedisci.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Poi crescono. Vengono messi sulle sedie. Vengono trasportati in macchina. Vengono dotati di schermi che risolvono la noia senza richiedere movimento. E quella spinta istintiva — quella gioia fisica, immediata, gratuita del correre — si atrofizza come i muscoli del piede dentro le scarpe ammortizzate. Non sparisce del tutto. Ma diventa qualcosa che va recuperato con fatica, con disciplina, con un piano di allenamento e le scarpe giuste — e preferibilmente documentato su Strava.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Il paradosso è completo:</strong> siamo la specie che ha costruito la civiltà sulla capacità di correre, e siamo diventati una specie che deve imparare di nuovo a correre come se fosse una competenza acquisita, non innata.</p>
<h2 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Correre come atto di recupero</h2>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Quello che <em>Born to Run</em> ha fatto — e il motivo per cui ha venduto milioni di copie e ha cambiato la vita di molte persone, corridori e non — non è stato convincere il mondo che correre scalzi è meglio che correre con le scarpe. Ha fatto qualcosa di più sottile e più importante: <strong>ha ricordato a milioni di persone che il loro corpo non è un problema da risolvere con la tecnologia giusta, ma uno strumento straordinario con una storia evolutiva di due milioni di anni alle spalle</strong>.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">È lo stesso insight che Thoreau aveva portato a Walden — <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/walden-ovvero-vita-nei-boschi-henry-david-thoreau-libri-da-leggere/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">vivere deliberatamente, affrontare i fatti essenziali dell&#8217;esistenza</a> — applicato alla biologia invece che alla filosofia. È la stessa domanda che percorre tutta questa serie di libri, declinata stavolta nel modo più concreto e più fisico possibile: <strong>quanta parte di quello che siamo, di quello che sappiamo fare, di quello che proviamo a fare stiamo delegando a sistemi che ci semplificano la vita nel breve periodo e ci impoveriscono nel lungo?</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La risposta non è buttare le scarpe e correre scalzi su un sentiero di montagna — anche se qualcuno lo fa, con risultati interessanti. La risposta è più difficile e meno immediata: <strong>prestare attenzione a quello che si perde ogni volta che si guadagna comodità</strong>. Chiedersi se quella perdita vale il guadagno. E ogni tanto, deliberatamente, scegliere la strada più lunga — quella che richiede di usare le gambe, la testa, i piedi, i sensi — invece di quella che richiede solo di seguire le istruzioni.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">I Tarahumara non corrono perché non hanno alternative. Corrono perché hanno capito — o forse semplicemente non hanno dimenticato — che correre è quello che sono.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Noi stiamo ancora cercando di ricordarlo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><em>Born to Run di Christopher McDougall è <a href="https://www.amazon.it/Born-Run-Christopher-McDougall/dp/880472000X/ref=sr_1_1?crid=19DE72AFEB38L&amp;dib=eyJ2IjoiMSJ9.J5OjzTniwfeCqlIeO2zFaVGiqMGYjaNqugDUzPh1SdMXjhyYt-eu6X6qa2G1AYoTTFCdIQuWI2ZGMpFzrfOnqgGScbxodnei6TPI_JzvEgZ16CMvAKS3QUWvZBONjuXrz_Dur0mLHUVsoIoHfB6oRPX4-1H-atnMumRrbiy1WcHMUb9bStg4HAMDkKzmJe3nxeTXYGSXMKIFPAYU-dyqAV9Vuvhd5DxgcTDiVRS0gyIjLParS7Azh4by4CoyUDxm_8FUPBRxTzZdYxF_JsYOTvJKDGnHcThEUeYC2nJy-6M.keDv_aIUNKxbmM1lGxwIJa0AEFwPtot5LPlBi6SymXY&amp;dib_tag=se&amp;keywords=born+to+run&amp;qid=1772121562&amp;sprefix=bonr+to+%2Caps%2C294&amp;sr=8-1tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">disponibile in italiano nella traduzione Mondadori</a>.</em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Matthew McConaughey protagonista del film su Born To Run</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/matthew-mcconaughey-protagonista-del-film-su-born-to-run/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2015 11:56:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[born to run]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=24927</guid>

					<description><![CDATA[La notizia l’ha data Variety ed è stata subito condivisa dallo stesso Chris McDougall sulla[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Matthew-McConaughey-Film-Born-To-Run.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Matthew McConaughey Film Born To Run" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Matthew-McConaughey-Film-Born-To-Run.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Matthew-McConaughey-Film-Born-To-Run-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Matthew-McConaughey-Film-Born-To-Run-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>La notizia l’ha data <a href="http://variety.com/2015/film/news/matthew-mcconaughey-boards-born-to-run-1201417671/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Variety</a> ed è stata subito condivisa dallo stesso Chris McDougall <a href="https://www.facebook.com/ChrisMcDougallAuthor?fref=ts" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">sulla sua pagina Facebook</a>: sta partendo la produzione del film tratto dal suo bestseller <em>Born To Run</em> (uscito Italia lo scorso anno per Mondadori Strade Blu: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/born-to-run-libro-christopher-mcdougall-mondadori-recensione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">ve ne abbiamo parlato qui</a>) e l’<strong>attore protagonista sarà Matthew McConaughey, Premio Oscar 2014</strong> come miglior attore protagonista per <em>Dallas Buyers Club</em>.</p>
<p>Al momento <strong>le informazioni e le certezze sono ancora poche</strong>: all’adattamento della sceneggiatura sta lavorando Matthew Michael Carnahan (quello di <em>World War Z</em>) e di sicuro non sarà Peter Sarsgaard a dirigere il film (se n’era parlato come di un ticket con Jake Gyllenhaal nei panni del protagonista, ma entrambi hanno declinato).</p>
<p>Ora tocca ai produttori Mickey Liddell, Deb Newmyer e Lorenzo di Bonaventura <strong>trovare il regista per portare sul grande schermo la storia di Caballo Blanco</strong>, dei Tarahumara e della tribù mondiale degli ultra runner.</p>
<p><em>Credits foto: Denise Cross</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Born to Run, il libro per chi ama la corsa</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/born-to-run-libro-christopher-mcdougall-mondadori-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2014 11:57:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[barefooting]]></category>
		<category><![CDATA[born to run]]></category>
		<category><![CDATA[chris mcdougall]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[trail running]]></category>
		<category><![CDATA[ultratrail]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=14734</guid>

					<description><![CDATA[Finalmente, dopo anni di dibattiti e discussioni in Rete e nei forum basati sull&#8217;edizione originale[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/Born-to-run-christopher-mc-dougall-copper-canyon-ultra-marathon-cover1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/Born-to-run-christopher-mc-dougall-copper-canyon-ultra-marathon-cover1.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/Born-to-run-christopher-mc-dougall-copper-canyon-ultra-marathon-cover1-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/Born-to-run-christopher-mc-dougall-copper-canyon-ultra-marathon-cover1-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Finalmente, dopo anni di dibattiti e discussioni in Rete e nei forum basati sull&#8217;edizione originale americana e sulle varie traduzioni in giro per il mondo, il libro<strong> Born to Run di Christopher McDougall è stato pubblicato anche in Italia</strong>: ci ha pensato a febbraio <a href="http://www.librimondadori.it/libri/born-to-run-christopher-mcdougall" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Mondadori nella collana Strade Blu Saggi</a> (396 pagine, traduzione di Dario Ferrari, 17,50 euro nell&#8217;edizione in brossura) e…</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2014/05/Born-to-run-christopher-mc-dougall-copper-canyon-ultra-marathon-cover.png" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-14735" alt="Born to run libro Chris Mc Dougall Mondadori" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2014/05/Born-to-run-christopher-mc-dougall-copper-canyon-ultra-marathon-cover.png" width="251" height="293" /></a>Be&#8217;, <strong>bisogna leggerlo. Per almeno 5 motivi</strong>.</p>
<p>Intanto perché è una storia affascinante, di quelle che ti insegnano che <strong>i casi della vita a volte ti portano dove meno te l&#8217;aspetti</strong>: la storia è quella del suo autore, <a href="http://www.chrismcdougall.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Chris McDougall</a>, che faceva il giornalista e intanto corricchiava per tenersi in forma, e per rispondere alla più banale delle domande che tutti ci facciamo (&#8220;<em>Perché mi fa male il piede?</em>&#8220;) è finito ad avere a che fare con trafficanti di droga, pionieri delle ultramaratone, popolazioni indigene delle più remote regioni del Messico e un sacco di altre strambe situazioni.</p>
<p>Tirandone fuori <strong>un libro e una storia che hanno cambiato la vita sua e di molte altre persone</strong>. E questa serendipità è sempre una bella lezione di vita per tutti, runner o meno.</p>
<p>Poi perché il libro è costellato di storie di personaggi devianti, marginali, erranti, di quelli che la vita porta a fare scelte coraggiose e incomprensibili che talvolta, in maniera inaspettata, trovano il loro compimento. Su tutte, <a href="http://www.corriere.it/cronache/12_aprile_01/olimpio-morto-caballo-blanco-born-to-run_68f67d5a-7c19-11e1-95a2-17cafbbd8350.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">la storia di Caballo Blanco</a>, l&#8217;uomo che dopo aver incontrato sul suo cammino la popolazione indigena dei Tarahumara <strong>ha mollato tutto ed è andato a vivere nella Sierra Madre messicana</strong> all&#8217;insegna della <em>korima</em>, la generosa cultura di vita degli indios basata sulla condivisione di ciò che è essenziale per vivere: un pasto, dell&#8217;acqua per dissetarsi, un tetto sopra la testa per dormire.</p>
<p>Certo <em>Born to Run</em> è anche<strong> un libro avvincente sulle corse a piedi</strong>, ricco di aneddoti e cronache di ultramaratone da sogno, raccontate con il ritmo, la passione, il coinvolgimento e la suspense di un vero cronista. Insomma, sono storie di anni fa, ma alla fine ti ritrovi a divorare le pagine per scoprire chi, alla fine, taglia per primo il traguardo.</p>
<p><em>Born to Run</em> è, soprattutto, un libro sulla corsa a piedi, ovvero sulla più spontanea, naturale e diffusa attività umana: ci sono pagine e pagine sul barefooting, sull&#8217;industria delle calzature per il running e sul modo in cui le loro strategie di marketing ci influenzano profondamente e inconsapevolmente, sull&#8217;alimentazione per chi corre, <strong>sull&#8217;etica della corsa</strong> (dello sport e in fondo anche della vita). Insomma, ci sono i semi di tutto ciò che negli ultimi anni ha reso la corsa a piedi la passione di sempre più persone in ogni angolo del mondo: se argomenti come il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/running-meglio-appoggiare-prima-i-talloni-o-le-punte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">modo in cui appoggiare il piede durante la corsa, con il tallone o con la punta</a>, o <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/cosa-mangiare-prima-durante-e-dopo-una-maratona/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">cosa mangiare per correre lunghe distanze come una maratona</a> vi appassionano veramente, in <em>Born to Run</em> troverete pane per i vostri denti.</p>
<p>Ma <em>Born to Run</em> è, in fondo, un libro su ciò che eravamo nella notte dei tempi e ciò che siamo diventati oggi. Nel corso delle sue lunghe ricerche, Chris McDougall si è anche imbattuto in una serie di scienziati, antropologi e studiosi dell&#8217;evoluzione umana secondo i quali <strong>noi umani siamo sostanzialmente nati per correre</strong>: per cacciare (ci sono pagine e pagine sulla cosiddetta caccia di persistenza), per spostarci seguendo il ritmo delle stagioni, del clima e della possibilità di reperire cibo e riparo, per comunicare, per soddisfare l&#8217;innata voglia di scoperta e conoscenza, l&#8217;uomo fin dai tempi preistorici non avrebbe fatto altro che correre.</p>
<p>Uno spirito innato che si ritrova nei bambini (<strong>avete mai notato che i bambini fanno tutto di corsa?</strong>) e che poi perdiamo per strada affidandoci ai mezzi della modernità.</p>
<p>In questo <strong>video estratto da una trasmissione di Discovery Channel</strong> trovate molti di questi temi:</p>
<p><iframe loading="lazy" width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/FnwIKZhrdt4?start=365&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Insomma, forse siamo stati un po&#8217; vaghi, omettendo volutamente nomi, aneddoti e situazioni, ma lo abbiamo fatto solo per non rovinarvi la sorpresa e il piacere di <strong>una lettura di quelle che poi restano a lungo sul comodino accanto al letto</strong>.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
