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	<title>orientamento Archives - SportOutdoor24</title>
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	<description>Per spiriti liberi</description>
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		<title>Elogio del perdersi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 07:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1280" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/paulius-dragunas-9UobRLY9xZo-unsplash.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/paulius-dragunas-9UobRLY9xZo-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/paulius-dragunas-9UobRLY9xZo-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/paulius-dragunas-9UobRLY9xZo-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/paulius-dragunas-9UobRLY9xZo-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/paulius-dragunas-9UobRLY9xZo-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Perdersi è un&#8217;esperienza sempre più rara. Anzi, ormai <strong>perdersi è qualcosa che non vogliamo più fare</strong>, che evitiamo in ogni modo e che stigmatizziamo anche. Come se perderci fosse un male, qualcosa di negativo, un disvalore. GPS, mappe, navigatori hanno <strong>totalmente eliminato l&#8217;idea che ci si possa perdere</strong>, e affermato quella secondo cui non trovare la strada al primo colpo è qualcosa di inconcepibile. Vale in città, e vale anche nella natura, vale per gli adulti e vale anche per i bambini.</p>
<h2>Non siamo più disposti a perdere la strada</h2>
<p>Vogliamo che il sentiero sia perfettamente segnato, e se non lo è vogliamo che sia il navigatore a dirci dove andare. <strong>Vogliamo fare sempre la strada più breve e più veloce</strong> e con meno traffico, e la chiediamo al navigatore. E quando viaggiamo, a piedi, in auto o in bici, <strong>la nostra attenzione è tutta sulle indicazioni e non su ciò che ci circonda</strong>. Attraversiamo città, paesaggi, aree naturali guardando la mappa digitale e non l&#8217;ambiente, naturale o antropizzato, che ci è intorno. Tanto che, da soli e senza navigatore, spesso non siamo in grado di ripetere la stessa strada.</p>
<h3>Elogio del perdersi</h3>
<p>Ma siamo sicuri che questo avere sempre tutto sotto controllo, questo sapere sempre esattamente dove siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando sia qualcosa di positivo?</p>
<blockquote><p>Troverai la tua strada se prima avrai avuto il coraggio di perderti &#8211; Tiziano Terzani</p></blockquote>
<p>Perdersi è un momento di svolta. Perdersi è un momento di crescita. <strong>Perdersi significa uscire dalla propria zona di comfort</strong>. E questo vale sia fisicamente che psicologicamente. Facciamoci caso, o proviamo a ricordarci: quando non sappiamo dove siamo i nostri sensi, le nostre percezioni, la nostra attenzione si acuiscono. <strong>Tutto di noi si proietta alla scoperta, al riconoscimento e all&#8217;analisi di ciò che ci circonda</strong> e ci può aiutare a ritrovare la strada: da che parte è il sole? Il sentiero è battuto oppure no? Questi edifici li ho già visti? Estremizzando molto la metafora, spostarsi guardando solo il navigatore può portare a <strong>incastrarsi in un vicolo con la propria auto</strong> (è successo davvero a un <a href="https://www.ilmattino.it/societa/persone/torino_porsche_incastrata_strada_stretta_foto-5369233.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">uomo che stava andando al ristorante a Meana di Susa, nel Torinese</a>).</p>
<h3>Imparare a perdersi è un momento di consapevolezza</h3>
<p>Imparare a perdersi (un po&#8217;) è invece un momento di grande consapevolezza, di sé e del mondo che ci circonda. Kant parlerebbe di <em>Aufklärung</em>, ossia dell&#8217;<strong>imparare a servirsi del proprio intelletto senza la guida di altri</strong>, gli psicologi parlerebbero di &#8220;<em>essere presenti a se stessi</em>&#8220;.</p>
<blockquote><p>Qui mi ci sono già perso una volta, perciò so dove siamo &#8211; Erling Kagge</p></blockquote>
<p>Perdersi, imparare a fare affidamento sulle proprie risorse, sentirsi padroni del proprio destino è un momento di crescita. È un po&#8217; un cliché, ma perdersi è un momento di crisi, e <strong>nelle crisi ci sono sia i pericoli che le occasioni</strong> e le opportunità. Lo stesso ideogramma cinese che rappresenta la parola &#8220;crisi&#8221; contiene i simboli sia del pericolo che dell&#8217;occasione.</p>
<h3>È quando ci si perde che scatta la resilienza</h3>
<p>Vale nelle fasi della vita, vale in economia, vale nelle relazioni, vale nella Storia dei popoli e delle nazioni: <strong>è quando ci si sente persi che scatta la resilienza</strong>, questa parola bellissima che significa <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/cose-e-come-funziona-la-resilienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">saper trovare le risorse per superare gli eventi senza spezzarsi</a>. E perdersi, in questo senso, porta un po&#8217; anche alla scoperta di sé, del modo in cui reagiamo alle avversità, del modo in cui affrontiamo i territori inesplorati della vita.</p>
<blockquote><p>Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi. Albert Einstein</p></blockquote>
<p>Perdersi porta in un territorio inesplorato, e ragionevolmente a scoprire cose nuove. Possiamo sperimentarlo nel piccolo della nostra quotidianità: quante volte siamo passati davanti a quel vicolo e abbiamo tirato dritto? E quante volte invece, per distrazione, abbiamo imboccato la strada &#8220;sbagliata&#8221; scoprendo un negozio, un parchetto o un monumento che non conoscevamo?</p>
<h3>Saper riconoscere l&#8217;imprevisto</h3>
<p>Adesso si usa chiamarla <em>Serendipity</em>, <strong>l&#8217;arte di trovare qualcosa di imprevisto</strong> (e di saperlo riconoscere) ed è <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/perche-la-bicicletta-ha-a-che-fare-con-la-liberta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qualcosa che ha a che fare anche con la libertà</a>, e che bisogna imparare a coltivare, imparando un po&#8217; a perdersi. <strong>Il filosofo tedesco Wilhelm Wundt la chiamava eterogenesi dei fini</strong>, o conseguenze non intenzionali di azioni intenzionali: perdersi un po&#8217; volutamente per scoprire qualcosa di nuovo involontariamente. E non c&#8217;è bisogno di andare chissà dove, o di mettersi in pericolo. <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/15-micro-avventure-che-tutti-possono-fare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Le microavventure cominciano anche appena oltre la porta di casa</a>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-60088" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/elogio-del-perdersi.jpg" alt="elogio del perdersi" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/elogio-del-perdersi.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/elogio-del-perdersi-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/elogio-del-perdersi-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Perdersi è un <strong>momento di problem solving</strong>. E il nostro cervello è programmato per risolvere i problemi. È un po&#8217; come unire i puntini, o inserire le lettere mancanti: ci siamo persi, cominciamo a mettere insieme le informazioni che raccogliamo con i sensi, e <strong>il nostro cervello elabora una mappa mentale che ci consenta di prendere una decisione</strong> sulla direzione da prendere. Ci sono persone &#8211; <a href="https://www.info.gettinglost.ca/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">poche</a> &#8211; che questa capacità non ce l&#8217;hanno proprio, a causa di una disfunzione cerebrale (si chiama <em>DTD &#8211; Developmental Topographical Disorientation</em>) che li fa smarrire anche tra le mura di casa. Ma con opportuni esercizi e addestramento sul campo riescono a migliorare sensibilmente: tutto avviene nell&#8217;ippocampo, la parte del cervello deputata alla memoria a breve e a lungo termine, alla memoria spaziale e all&#8217;orientamento, e funziona allo stesso modo di quando stiamo imparando una nuova lingua. C&#8217;è di più, lo stesso meccanismo sembrerebbe che sia anche il motivo per cui <strong>i maschi hanno maggior capacità di orientarsi nello spazio delle donne</strong>, una scoperta di cui <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/perche-i-maschi-non-si-perdono-quasi-mai-e-le-donne-non-sanno-leggere-una-mappa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">avevamo parlato già in questo articolo</a>.</p>
<h3>Perdersi è un atto creativo e sovversivo</h3>
<p>Perdersi infine <strong>è anche un atto creativo</strong>. Non sempre possiamo essere razionali nei momenti di smarrimento, benché vorremmo tanto esserlo, per fare affidamento solo su ciò che possiamo controllare. Ma facciamo un&#8217;ipotesi: siamo in un bosco, il GPS non prende, non abbiamo mappe né indicazioni. Possiamo analizzare razionalmente il contesto &#8211; dov&#8217;è il nord, dov&#8217;è il fondovalle &#8211; ma <strong>nessuna scelta sarà mai assolutamente sicura e certa</strong>, ed è in questo momento che scatta il processo creativo, che è un altro pezzo del processo di problem solving.</p>
<p>Alla fine <strong>perdersi un po&#8217; non è necessariamente un male</strong>, perché può portare a un apprendimento più profondo di sé, dei propri obiettivi, dei propri interessi, delle proprie risorse fisiche e mentali. E in definitiva a crescere come persone.</p>
<p><em>Photo by <a href="https://unsplash.com/@paulius005?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Paulius Dragunas</a> on <a href="https://unsplash.com/photos/9UobRLY9xZo?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Unsplash</a></em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Perché i maschi hanno il senso dell&#8217;orientamento migliore delle donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Sep 2021 08:11:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[escursionismo]]></category>
		<category><![CDATA[mappe]]></category>
		<category><![CDATA[orientamento]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Perché i maschi hanno il senso dell&#8217;orientamento migliore delle donne&#8221; è il genere di articolo[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/map-846083_1280.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Senso Orientamento Maschi Femmine" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/map-846083_1280.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/map-846083_1280-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/08/map-846083_1280-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>&#8220;Perché i maschi hanno il senso dell&#8217;orientamento migliore delle donne&#8221; è il genere di articolo che non ci piace scrivere perché rischia di solleticare fin troppi luoghi comuni e polemiche sulla discriminazione di genere. Ma noi ci occupiamo anche di escursionismo e di attività della natura, per le quali <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/elogio-del-perdersi/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">capita a volte di perdersi</a>, e a questo proposito è curiosa la ricerca pubblicata sulla rivista <a href="http://www.newswise.com/articles/did-men-evolve-navigation-skill-to-find-mates" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Evolution and Human Behaviour</a> che spiegherebbe proprio uno degli stereotipi più diffusi, quello secondo il quale <strong>le donne avrebbero meno senso dell’orientamento rispetto agli uomini</strong>.</p>
<h2>Perché i maschi hanno il senso dell&#8217;orientamento migliore delle donne</h2>
<p>Secondo un team di ricercatori dell’University of Utah la spiegazione sarebbe eminentemente antropologica, e deriverebbe dalla diversa traiettoria evolutiva dei due sessi: <strong>i maschi primitivi avevano necessità di muoversi, per cacciare e per riprodursi</strong>, e ovviamente quelli che sapevano muoversi orientandosi al meglio rispetto ai punti di riferimento ambientali erano anche quelli con il maggior successo evolutivo. Tanto che secondo Layne Vashro, autore dello studio, <strong>i maschi hanno mediamente viaggiato più delle donne</strong> nel corso della storia dell’umanità, sviluppando più spiccate abilità di orientamento.</p>
<p>A conferma di questa ipotesi gli studiosi americani hanno studiato il comportamento dei maschi Twe e Tjimbahe, due tribù che vivono in zone montagnose e semidesertiche della Namibia: ciò che è emerso è che gli uomini di queste tribù, in alcuni periodi dell’anno, arrivano ad <strong>allontanarsi anche di 200km dal proprio villaggio</strong>, spesso anche per motivi riproduttivi.</p>
<p>L’ipotesi del team del professor Layne Vashro è che i maschi primitivi, spinti dal desiderio di trovare più partner riproduttivi, abbiano <strong>sviluppato spiccate doti di orientamento</strong> in grado di permetter loro di spostarsi anche su lunghe distanze ma senza perdersi.</p>
<p><em>Credits: <a href="https://pixabay.com/en/map-explore-adventure-cartography-846083/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Pixabay/Unsplash</a></em></p>
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		<title>Come orientarsi senza bussola usando l&#8217;orologio</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/come-orientarsi-senza-bussola-usando-lorologio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2021 04:50:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[orientamento]]></category>
		<category><![CDATA[smartwatch]]></category>
		<category><![CDATA[survival]]></category>
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					<description><![CDATA[E così ti sei perso, non hai la bussola né un GPS, e non sai[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/07/Deserto-Bussola-FlickrCC-Moyan-Brenn.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/07/Deserto-Bussola-FlickrCC-Moyan-Brenn.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/07/Deserto-Bussola-FlickrCC-Moyan-Brenn-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/07/Deserto-Bussola-FlickrCC-Moyan-Brenn-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>E così ti sei perso, <strong>non hai la bussola né un GPS, e non sai da che parte girarti</strong>. Ma se hai con te solo lo Swatch di plastica o un normalissimo orologio a lancette, allora sei salvo: è infatti possibile orientarsi senza bussola usando l&#8217;orologio eseguendo quella manovra che, in termine tecnico, viene chiamata <strong>orientamento per mezzo dell&#8217;orologio</strong>.</p>
<h3>Per orientarsi senza bussola fai così</h3>
<ul>
<li>leggi che ore sono, tenendo conto della differenza tra mattina e pomeriggio</li>
<li>dividi a metà le ore segnate dal tuo orologio: se sono le 10 del mattino otterrai il numero 5, se sono le 18 il numero 9</li>
<li>ora immagina una lancetta che passa per quell&#8217;ora dimezzata (se sono le 10 del mattino, per le 5; se sono le 18, per le 9) e tenendo il quadrante dell&#8217;orologio orizzontale e parallelo al suolo, punta questa lancetta dell&#8217;ora dimezzata verso il sole (o meglio: verso il punto dell&#8217;orizzonte in cui il sole proietta la sua verticale)</li>
<li>in questa posizione, le ore 12 del tuo orologio indicano il nord, le 6 il sud, le 9 l&#8217;ovest e le 3 l&#8217;est.</li>
</ul>
<p>Stai attento: questo meccanismo funziona perfettamente solo al Polo Nord, dove orizzonte ed equatore celeste coincidono. Però, nonostante il <strong>margine di imprecisione</strong>, se non sai da che parte girarti, almeno hai una idea indicativa dei punti cardinali.</p>
<p>PS: hai un orologio digitale? Non buttarlo via e aspetta a fare testamento: puoi usarlo per leggere le ore, e poi disegnare il quadrante per terra per applicare lo stesso metodo letto qui sopra.</p>
<h4>&gt; Per approfondire: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/mauro-prosperi-come-prepararti-il-kit-di-sopravvivenza-ideale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come preparare il perfetto kit di sopravvivenza</a></h4>
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