Sulla carta, Gargonza non è quasi niente: un puntino sulle colline tra Arezzo e Siena, a 11 chilometri dall’uscita di Monte San Savino sull’A1. Ma la verità è che il Castello di Gargonza è uno di quei posti che spiazzano già dall’ingresso, quando la strada si stringe, il bosco si fa fitto e le mura medievali appaiono oltre una curva come se qualcuno le avesse appena costruite o come se il resto del mondo avesse semplicemente dimenticato di cambiarle.
Sì, Gargonza è un borgo medievale intatto, una residenza d’epoca immersa in una proprietà boschiva di 500 ettari, affacciata sulla Val di Chiana con la stessa prospettiva che aveva nel Medioevo. È un posto vivo, quindi, con appartamenti ricavati dalle antiche case contadine, un ristorante e una torre restaurata che si può esplorare.
Pietra, bosco e qualcosa di raro
A 70 chilometri a sud di Firenze, Gargonza occupa una posizione geograficamente strategica che in passato era tutt’altro che casuale. Il paese, infatti, era un presidio militare, un punto di controllo sulle vie di transito tra le grandi città guelfe e ghibelline della Toscana. Le mura perimetrali, la torre di avvistamento, i vicoli stretti che si snodano dentro il perimetro difensivo raccontano tutti quella funzione originaria, anche a chi non cerca di leggerla.
L’architettura è in pietra grigia locale, compatta e quasi scabra. Le case addossate le une alle altre formano un tessuto urbano minuscolo ma coerente, in cui ogni dettaglio (come una finestra ad arco, un davanzale consumato o un portale basso) è rimasto al suo posto.
Passeggiare tra i vichi del borgo (il termine locale per questi stretti passaggi interni) è un’esperienza concreta di scala medievale, dove lo spazio è misurato a misura d’uomo (ma del XIII secolo).
Un villaggio che ha scelto di restare se stesso
Quello che rende Gargonza davvero singolare rispetto a decine di villaggi toscani restaurati è la scelta di non trasformarlo in qualcosa d’altro, pur essendo orami un vero e proprio borgo diffuso. Gli appartamenti interni conservano le strutture originali: soffitti a volta, pavimenti in cotto e pareti spesse che isolano dal caldo estivo come una volta si faceva per necessità e oggi si farebbe per lusso.
Il borgo è vissuto e abitato, sia pure stagionalmente, e questa continuità si percepisce nell’aria, nella disposizione degli spazi e nel fatto che il silenzio sia reale.
La torre restaurata è un simbolo visivo chiarissimo, anche perché si vede da lontano, domina il profilo delle colline circostanti, e da lassù la Val di Chiana si apre in una sequenza di campi coltivati, filari di cipressi e paesi lontani che sembrano fermi sulle creste. La luce del mattino presto, quando la foschia si alza ancora dal fondovalle, trasforma quella vista in qualcosa di difficile da fotografare e facile da ricordare.
I dintorni: arte, vino e strade bianche
Gargonza funziona benissimo come base di esplorazione per questa fetta di Toscana che i grandi flussi turistici sfiorano senza fermarsi davvero. Arezzo è a 25 minuti di strada, con la sua Piazza Grande inclinata e la Basilica di San Francesco che ospita il ciclo di affreschi della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca, uno dei capolavori meno affollati del Rinascimento italiano. Siena è a 40 minuti, Cortona a poco più.
Nel raggio stretto ci sono Monte San Savino, con il suo centro rinascimentale arricchito dagli interventi di Andrea Sansovino, e Lucignano, un borgo ellittico di pianta medievale quasi geometricamente perfetta che si visita in un’ora ma che si ricorda a lungo. Per chi vuole muoversi con un ritmo diverso, le strade bianche della Val di Chiana sono percorribili in ebike e aprono sentieri agricoli verso vigneti e cantine.
La zona si trova a cavallo tra il Chianti Classico, il Brunello di Montalcino e il Vino Nobile di Montepulciano, tre denominazioni tra le più importanti d’Italia raggiungibili tutte in circa di un’ora. Il territorio intorno a Gargonza è anche quello dove la Toscana “minore”, fatta di frantoi, mercati locali e sagre di paese. Proprio lì dove si riesce a sopravvivere ancora in modo autentico.
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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